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Night-time aligners. La notte ha l’oro in bocca?

Night aligner
Portrait of a joyful smiling girl in pajamas holding a pillow and looking at camera isolated over gray background

Gli allineatori trasparenti rappresentano una delle innovazioni più significative nel campo dell’ortodonzia moderna. Introdotti per la prima volta sul mercato alla fine degli anni Novanta, hanno rivoluzionato il modo in cui gli ortodontisti affrontano il trattamento delle malocclusioni e dei problemi di allineamento dentale.
A differenza dei tradizionali apparecchi fissi con brackets e fili metallici, gli allineatori trasparenti offrono un approccio estetico, confortevole e rimovibile, caratteristiche che li hanno resi estremamente popolari tra pazienti di tutte le età.
La loro storia inizia con lo sviluppo di tecnologie avanzate, come la scansione digitale e la stampa 3D, che hanno permesso di creare dispositivi personalizzati per ogni paziente. Il primo sistema di allineatori trasparenti è stato progettato per trattare casi relativamente semplici di disallineamento dentale, come lievi spostamenti o chiusure di spazi. Tuttavia, grazie ai progressi nella ricerca scientifica e all’esperienza accumulata dai clinici di tutto il mondo, l’utilizzo di questi dispositivi si è evoluto rapidamente. Oggi, gli allineatori trasparenti possono essere utilizzati per affrontare malocclusioni sempre più complesse, comprese situazioni di affollamento dentale severo, problemi di morso profondo o aperto, e disallineamenti scheletrici moderati.
Uno degli aspetti chiave di questa evoluzione è stato il continuo scambio di conoscenze tra i professionisti del settore e i produttori. L’utilizzo di software avanzati per la pianificazione del trattamento e la simulazione dei movimenti dentali ha permesso agli ortodontisti di affinare le loro tecniche e di ottenere risultati sempre più prevedibili. Parallelamente, la produzione degli allineatori è diventata più sofisticata, consentendo di applicare forze più precise e controllate.
Inizialmente, il mercato era dominato da un unico marchio pionieristico, ma con il tempo, la domanda crescente ha spinto molti altri produttori odontoiatrici a sviluppare le proprie linee di allineatori trasparenti. Oggi, quasi ogni grande azienda del settore offre una soluzione personalizzata, con caratteristiche distintive che mirano a soddisfare le esigenze di una varietà di pazienti e professionisti. Questa espansione del mercato ha reso gli allineatori trasparenti più accessibili e ha stimolato una competizione che ha portato a miglioramenti costanti nella tecnologia e nei materiali (Grafico 1).

 

 

Attualmente, gli allineatori trasparenti non sono più considerati un’eccezione, ma stanno diventando la norma nei trattamenti ortodontici. La loro versatilità, combinata con un’accettazione sempre più ampia da parte dei pazienti, ha trasformato il panorama dell’ortodonzia. Questo trend è destinato a continuare, con ulteriori innovazioni che promettono di rendere i trattamenti ancora più efficaci e personalizzati, ridefinendo continuamente le possibilità della pratica ortodontica.

Allineatori dentali a utilizzo esclusivamente notturno: possibilità e sfide

Durante la prima visita ortodontica, una delle domande che ogni paziente pone riguardo agli allineatori dentali è se è possibile utilizzarli per meno di 22 ore al giorno, magari limitandosi a indossarli solo durante la notte. Questo desiderio, comprensibile in un’epoca in cui tutti cerchiamo di ottimizzare il nostro tempo, è tuttavia un aspetto che necessita di un’attenta riflessione dal punto di vista scientifico e clinico. La risposta a questa domanda appare oggi però purtroppo scontata: la tecnologia utilizzata per i moderni allineatori ortodontici, infatti, non permette di ottenere i risultati desiderati con un uso inferiore alle 22 ore quotidiane.

La biologia del movimento dentale

Per comprendere il motivo di questa raccomandazione, è importante ricordare come agiscono questi dispostivi ortodontici e come avviene il movimento dei denti. Gli allineatori, attraverso un’applicazione costante di forze leggere sui denti, sono progettati per indurre un movimento ortodontico che richiede tempo e continuità. Dal punto di vista biologico, il movimento dentale avviene grazie a una serie di reazioni fisiologiche che coinvolgono l’osso alveolare, i legamenti parodontali e i tessuti circostanti. Ogni volta che una forza viene applicata, l’osso si rimodella per consentire il movimento del dente. Questo processo biologico è noto come riassorbimento osseo e deposizione ossea, ed è lento e progressivo. Il movimento ortodontico, infatti, richiede una stimolazione continua, e non è sufficiente un’applicazione intermittente della forza, che potrebbe rallentare o addirittura interrompere il processo di rimodellamento osseo. Se gli allineatori venissero indossati per meno di 22 ore al giorno, il rischio sarebbe che il trattamento non progredisca come previsto o che i denti non si spostino correttamente, rendendo più difficile ottenere il risultato finale desiderato. Un uso ridotto comporta infatti maggiori tempi di trattamento, con il rischio di compromettere la stabilità del risultato.

La letteratura scientifica e la ricerca clinica

Al momento, la letteratura scientifica è sprovvista di studi che supportano l’efficacia degli allineatori indossati esclusivamente durante la notte, mentre quelli che indagano le differenze tra un utilizzo full-time e part-time non sono dirimenti. La maggior parte delle ricerche sugli allineatori, infatti, si basa su un utilizzo giornaliero continuo di almeno 22 ore per garantire il giusto movimento dentale. La necessità di rispondere alle esigenze dei pazienti moderni, che spesso hanno stili di vita frenetici, ha però portato alcuni esperti a esplorare soluzioni innovative che includono la possibilità di progettare dispositivi ortodontici che possano essere indossati principalmente di notte, compatibili con le esigenze della vita quotidiana e con il comfort del paziente. Tuttavia, al momento, questi studi sono ancora nelle fasi iniziali e non è ancora assolutamente possibile affermare che un trattamento basato su allineatori esclusivamente notturni possa essere altrettanto efficace quanto quello tradizionale. La comunità scientifica, però, sta esplorando sempre nuove soluzioni, e in futuro potremmo vedere un’evoluzione delle tecniche per garantire trattamenti più flessibili e adatti alle necessità moderne

Considerazioni, pro e contro

Premesso che ci stiamo addentrando in un territorio ancora poco esplorato e tenendo conto di quanto la biologia ci ha insegnato, è sicuramente un dovere etico per il ricercatore scientifico cercare soluzioni alle richieste dei pazienti, esplorare le strade percorribili, comprendere i limiti da superare e le potenzialità di questa nuova opzione ortodontica.
Tra le prime considerazioni, possiamo sicuramente affermare che gli allineatori notturni non possono essere adatti a tutti. Al momento, potrebbero seguire la stessa evoluzione degli allineatori tradizionali (che sensazioni chiamarli così, facendoli già sembrare qualcosa di “superato” come oggi ci si riferisce all’ortodonzia convenzionale parlando dei brackets) ed essere indicati solamente per i casi di disallineamenti dentali lievi, come piccoli diastemi o un affollamento minimo. Di certo non sono una soluzione per casi più complessi, che richiedono movimenti significativi o l’applicazione di forze maggiori.
Parlando dei vantaggi, il primo che viene in mente è la comodità e discrezione: quale allineatore potrebbe essere più invisibile di quello indossato durante la notte? Questa caratteristica li renderebbe sicuramente una scelta ideale per gli adulti o per chi ha una vita sociale attiva e non vuole farsi notare da apparecchi visibili. Un altro aspetto molto positivo sarebbe sicuramente il minor impegno richiesto nella gestione quotidiana, e in particolare la possibilità di mantenere una corretta igiene orale durante il giorno. Nonostante la facilità di rimozione, i pazienti devono comunque spazzolare i denti e pulire accuratamente gli allineatori prima di rimetterli in bocca. Se non vengono puliti adeguatamente, infatti, i residui di cibo e i batteri possono accumularsi al loro interno, compromettendo l’igiene e la salute orale, soprattutto in quei pazienti che, un po’ per pigrizia, trascurano questa parte del trattamento.

Dalla teoria alla pratica: il futuro degli allineatori

Come premesso la letteratura scientifica è molto carente riguardo questo argomento, ma sicuramente nei prossimi anni non perderà l’occasione di arricchirsi con studi svolti in questa direzione.
Attualmente l’unica e più concreta novità è un dispositivo ortodontico che, contrariamente a quanto siamo abituati a pensare trattandosi di novità, non arriva da oltreoceano ma è stato sviluppato nell’italianissima Università di Ferrara. Qui, sulla base di una intensa attività di ricerca, un team di specialisti in ortognatodonzia ha progettato e studiato un allineatore con caratteristiche particolari, avente un modulo di applicazione delle forze differenziato rispetto agli allineatori trasparenti standard che rende possibile un movimento predicibile e stabile in meno ore di applicazione, e che quindi può essere utilizzato solo di notte. Questo dispositivo è realizzato con un materiale innovativo che presenta due caratteristiche principali (Figura 1).

 

La prima riguarda la capacità di ottenere gli stessi risultati in un tempo di trattamento più breve, agendo sul modulo complessivo delle forze esercitate dall’allineatore. In pratica, il materiale è in grado di incrementare le forze applicate in specifici punti dell’arcata, ottimizzando così il movimento dentale. La seconda caratteristica riguarda il sistema di monitoraggio sviluppato per verificare che l’allineatore sia stato indossato dal paziente per il numero di ore necessario. Questo controllo oggettivo avviene grazie a un sistema colorimetrico che, attraverso il cambiamento di colore del materiale, permette di rilevare se la mascherina è stata utilizzata correttamente nel corso delle settimane. In questo modo, è possibile verificare la compliance del paziente.

Pazienti esigenti? Potreste aver trovato la vostra risposta

Esistono pazienti che, per vari motivi, incontrano maggiori difficoltà nel seguire le indicazioni del medico. Questo gruppo di pazienti può presentare problematiche diverse, come l’uso insufficiente degli allineatori, una scarsa igiene orale, l’uso delle mascherine su denti non adeguatamente puliti, oppure lamentarsi del discomfort e delle difficoltà nella fonazione. In alcuni casi, il trattamento ortodontico può essere rifiutato se interferisce troppo con le attività quotidiane.
Per questo tipo di pazienti, gli allineatori notturni rappresentano una soluzione ideale. Questo dispositivo ortodontico elimina infatti gran parte delle resistenze legate all’uso quotidiano, poiché si adatta perfettamente alle esigenze giornaliere dei pazienti. Grazie alla sua modalità di utilizzo, richiede un impegno minore e risulta più facile da integrare nella vita quotidiana, garantendo al contempo i risultati desiderati senza compromettere le normali attività. Attenzione però, come si è detto anche in precedenza questo trattamento non è (ancora) per tutti.

Conclusioni

Ci auguriamo che questo articolo abbia suscitato la curiosità del lettore riguardo alle potenzialità future degli allineatori dentali night-time. Questi rappresentano una delle tante innovazioni di una tecnica ortodontica, quella degli allineatori standard, che ha fatto incredibili progressi negli ultimi anni. La cui evoluzione corre veloce, forse anche più velocemente di quanto molti professionisti riescano a tenere il passo, e non si ferma davanti a nessun traguardo, sempre pronta a superare nuovi confini per offrire soluzioni sempre più avanzate ai pazienti.
Nonostante tutto, è però anche fondamentale non lasciarci prendere dall’euforia. Bisogna sempre ricordarsi che la biologia e la biomeccanica ortodontica sono i cardini su cui si fondano le nostre scelte cliniche. Ogni decisione deve essere supportata da una solida base di letteratura scientifica, che garantisca l’efficacia e la sicurezza dei trattamenti. In questa fase iniziale, è giusto però avventurarsi con cautela nella sperimentazione. La clinica, infatti, viaggia spesso più velocemente della ricerca pubblicata su carta. Per questo motivo, invitiamo i lettori a consultare un interessante case report (Lombardo et al., 2024) in cui, in sei mesi (12 allineatori, con cambio ogni 14 giorni), viene corretta una classe II suddivisione in un paziente adolescente utilizzando allineatori indossati per 12 ore al giorno, in combinazione con elastici.
Guardare oltre e mantenere viva la curiosità verso nuove metodologie è essenziale, ma solo il tempo e la ricerca sapranno determinare se queste innovazioni troveranno un futuro clinico duraturo.

 

Take Home Message

Al momento, gli allineatori utilizzati esclusivamente di notte non possono garantire gli stessi risultati clinici di quelli tradizionali full-time, ma rappresentano una promettente opzione per trattamenti di lieve entità.

Lo sviluppo di materiali avanzati e di tecnologie innovative apre nuove prospettive per trattamenti più flessibili, anche con un tempo di utilizzo ridotto.

 

Bibliografia
  1. Linjawi, A. I., & Abushal, A. M. (2022). Adaptational changes in clear aligner fit with time. The Angle orthodontist, 92(2), 220–225.
  2. Timm, L. H., Farrag, G., Baxmann, M., & Schwendicke, F. (2021). Factors Influencing Patient Compliance during Clear Aligner Therapy: A Retrospective Cohort Study.Journal of clinical medicine, 10(14), 3103.
  3. Monisha, J., & Peter, E. (2024). Efficacy of clear aligner wear protocols in orthodontic tooth movement-a systematic review.European journal of orthodontics, 46(3), cjae020.
  4. Lombardo, L., Pepe, F., Palone, M., & Cremonini, F. (2024). Night-time 3D-printed aligners and intermaxillary elastics for treatment of an adolescent Class II subdivision patient.Journal of clinical orthodontics : JCO, 58(7), 418–426

 

Adempimenti e scadenze del mese di giugno

Adempimenti e scadenze

Il mese segna l’inizio della stagione dei “grandi versamenti” fiscali. È infatti il mese in cui prende avvio la fase finanziaria delle imposte risultanti dalle dichiarazioni dei redditi che saranno da presentare entro il prossimo 30 settembre, con i versamenti a saldo del 2024 e in acconto per il 2025. Si tratta del momento in cui imprese e professionisti devono cominciare a pianificare con attenzione i flussi finanziari per adempiere ai propri obblighi, anche tenendo conto delle modalità rateali disponibili. A questi impegni si aggiunge il versamento dell’acconto IMU, dovuto per il primo semestre 2025, che grava sui possessori di immobili diversi dall’abitazione principale (salvo i casi di lusso), e in particolare dell’immobile destinato all’esercizio dell’attività. Il mese presenta anche importanti novità procedurali, come la continuazione della comunicazione del nuovo “Prospetto delle ritenute/trattenute operate” per i datori di lavoro di minori dimensioni che avessero scelto questa novità per evitare la presentazione del “modello 770” annuale.

Non mancano infine le scadenze contributive rilevanti: dall’Enpam, con il versamento delle rate di Quota A e Quota B, all’Inps, con saldo e acconto per artigiani e committenti di Co.co.co. e amministratori. Giugno è anche il termine entro cui, per i bilanci approvati nei 180 giorni delle società di capitali che avessero scelto il “termine lungo” per questo importante adempimento, va effettuato il deposito presso il Registro delle Imprese. Per i datori di lavoro, infine, scade il termine per garantire la fruizione delle ferie residue relative all’anno 2023. Insomma, un mese denso di impegni fiscali, contributivi e organizzativi, che richiede attenzione e programmazione per evitare sanzioni e ritardi.

 

Agenzia delle entrate

 

Martedì 3 giugno

Comunicazioni

  • • Liquidazione trimestrale IVA, relativa al primo trimestre del 2025, obbligo l’invio telematico per i contribuenti non forfetari. Sono esonerati da questo adempimento i soggetti passivi IVA che abbiano registrato esclusivamente operazioni esenti ai fini IVA e i soggetti che si avvalgono del regime forfetario.

 

Domenica 15 giugno 

Adempimenti contabili

  • Fatture emesse, termine ultimo per l’annotazione delle fatture emesse nell'apposito registro tenuto ai fini Iva, nell'ordine della loro numerazione, in relazione alle operazioni effettuate nel mese precedente;
  • Fatture differite, termine ultimo per l’emissione delle fatture differite riferite alle operazioni del mese precedente (per gli importi incassati dallo stesso paziente e non ancora fatturati, purché “tracciati”, è possibile emettere una sola fattura riepilogativa entro la data odierna);
  • Acquisti intracomunitari, annotazione. Termine ultimo per l’annotazione nel registro degli acquisti e in quello delle vendite delle fatture di acquisto ricevute nel mese precedente, con riferimento a tale mese.

 

Lunedì 16 giugno

Comunicazioni

  • “Esterometro”, scade oggi il termine per inviare tramite lo SDI, il servizio pubblico per l’invio delle fatture elettroniche, la comunicazione dei dati delle operazioni transfrontaliere passive, relative ad acquisti di beni e servizi da operatori: UE la cui fattura è stata ricevuta nel mese precedente; extra UE, se l’operazione è stata effettuata nel mese precedente.
  • Datori di lavoro con massimo cinque dipendenti al 31/12/2024, termine entro il quale il sostituto d’imposta deve trasmettere in allegato al modello F24 il nuovo modello denominato “PROSPETTO DELLE RITENUTE/TRATTENUTE OPERATE” sui redditi di lavoro dipendente o autonomo, ovvero a questi assimilati, relative al mese precedente; si tratta di una scelta facoltativa, in alternativa alla presentazione del consueto “modello 770” annuale.

 

Regolarizzazioni

  • Acquisti intracomunitari, mancanza di fattura. Termine entro il quale i soggetti che hanno effettuato acquisti intracomunitari di beni o servizi nel terzo mese che precede quello oggetto di questo scadenziario, e che non avessero ricevuto la relativa fattura devono emettere autofattura relativa alle operazioni effettuate;
  • Acquisti intracomunitari, fattura con importo inferiore. Termine entro il quale i soggetti che hanno effettuato acquisti intracomunitari di beni o servizi, se hanno ricevuto una fattura indicante un corrispettivo inferiore a quello reale, devono emettere autofattura integrativa in relazione alle fatture registrate nel mese precedente.

 

Versamenti

  • Conguagli addizionali regionale e comunale all’Irpef, versamento della rata delle addizionali relative ai conguagli di fine anno dei redditi di lavoro dipendente e assimilati;
  • Acconto addizionale comunale all’Irpef, versamento della terza rata dell’addizionale relativa ai redditi di lavoro dipendente e assimilati;
  • Irpef e addizionali, regionali e comunali. Versamento delle ritenute operate sui compensi per lavoro dipendente e assimilato del mese precedente;
  • Ritenuta d’acconto Irpef lavoro autonomo. Versamento delle ritenute operate sui compensi di lavoro autonomo corrisposti nel mese precedente;
  • Imposta sostitutiva, dell’Irpef e addizionali regionali e comunali, sulle somme erogate ai dipendenti, nel mese precedente, in relazione a incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione;
  • Iva mensile, contribuenti mensili non forfetari, i forfetari per le operazioni di cui risultano debitori dell’imposta, versamento dell'Iva dovuta relativa al mese precedente;
  • Iva annuale, versamento della quarta rata del saldo IVA relativo al 2024, risultante dalla dichiarazione IVA 2024, qualora la prima rata sia stata versata entro il termine del 17/3/2025. La rateazione avviene in rate mensili di pari importo e si deve completare entro il 16 dicembre;
  • IMU acconto per il 2024, versamento dell’Imposta municipale propria dovuta per il primo semestre dell’anno in corso, il cui presupposto è il possesso di immobili con esclusione dell’abitazione principale salvo che si tratti di un’un'unità abitativa classificata nelle categorie catastali A/1, A/8 o A/9;

 

Lunedì 30 giugno

Versamenti

  • Irpef, Ires, Irap dovuta dai soggetti diversi dalle persone fisiche, imposta sostitutiva dei “forfetari”, Ivie e Ivafe, termine generale per il versamento del saldo per il 2024 e della prima rata dell’acconto per il 2025, senza la maggiorazione dello 0,4%, termine per il versamento in unica soluzione o della prima rata.

 

Camera di commercio

Lunedì 30 giugno 

Versamenti

  • Solo per le imprese, versamento del diritto annuale per l’iscrizione.

 

Inps

Lunedì 16 giugno

Versamenti

  • Contributi previdenziali obbligatori a carico del datore e del dipendente e oneri sociali sugli stipendi dei dipendenti del mese precedente;
  • Contributi della “Gestione separata”, versamento delle quote a carico dei committenti di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e alle società che corrispondono compensi agli amministratori relative ai compensi corrisposti nel mese precedente.

 

Lunedì 30 giugno

Versamenti

  • Artigiani odontotecnici– Saldo e acconto contributi INPS – Versamento intero importo o prima rata, Termine entro il quale gli artigiani devono effettuare il versamento dell’intero importo, o della prima rata in caso di pagamento rateale e senza la maggiorazione dello 0,4%, del saldo dei contributi dovuti per l’anno precedente e del primo acconto dei contributi per l’anno in corso, calcolati sul reddito d’impresa dichiarato per l’anno precedente solo se eccedente il minimale di reddito per l’anno in corso.

 

Enpam

Lunedì 30 giugno

Versamenti

  • Quota A Enpam, il contributo annuale minimo obbligatorio per i medici e gli odontoiatri per il 2025, scadenza terza rata delle otto o della seconda di quattro per chi ha scelto questa modalità di versamento con domiciliazione bancaria;
  • Quota B Enpam, scadenza dell’ultima rata relativa al contributo dovuto calcolato sul reddito del 2023, per chi ha scelto la modalità di versamento con domiciliazione bancaria.

 

Società di capitali

 

Venerdì 13 giugno

  • Deposito bilancio 2024, termine ultimo, per le s.r.l. con esercizio sociale coincidente con l'anno solare che, ai sensi dell’art. 2364 co. 2 c.c., approvano il bilancio chiuso al 31.12.2024 entro 180 giorni invece che entro gli ordinari 120 giorni, per depositare presso la sede sociale il progetto di bilancio, con le relazioni previste dalla legge dell'organo amministrativo e, se nominati, dei sindaci e del soggetto incaricato della revisione legale.

 

Datori di lavoro

 

Lunedì 30 giugno 

  • Lavoratori dipendenti – Ferie maturate e obblighi di fruizione, i datori di lavoro sono tenuti a garantire ai propri dipendenti la fruizione delle ferie maturate nel corso del 2023 entro i termini previsti dalla normativa. Ogni lavoratore ha diritto ad almeno quattro settimane di ferie annuali: due di queste devono essere obbligatoriamente godute in modo continuativo nell’anno stesso in cui vengono maturate, mentre le restanti due settimane devono essere utilizzate entro i 18 mesi successivi alla fine dell’anno di maturazione. Qualora il lavoratore non usufruisca delle ferie nei tempi stabiliti, il datore di lavoro è tenuto a versare i contributi previdenziali anche sulla quota di retribuzione relativa alle ferie non godute. Nel caso in cui tali ferie vengano successivamente fruite, è possibile per il datore effettuare il recupero contributivo tramite conguagli.

Disordine temporomandibolare ed effetti del bite sulla morfologia condilare

Un recente studio, condotto in Cina, ha analizzato in modo approfondito le modificazioni condilari in pazienti affetti da disfunzione temporomandibolare (TMD), con particolare attenzione a coloro che presentano una preferenza di lato masticatorio (chewing side preference – CSP). L’obiettivo era valutare, tramite tomografia computerizzata cone beam (CBCT), gli effetti a lungo termine dell’uso di un bite di stabilizzazione sulle strutture condilari.

Un campione clinicamente significativo

La ricerca ha coinvolto 64 pazienti adulti affetti da TMD. Di questi, 32 presentavano anche una preferenza masticatoria marcata, mentre gli altri 32 ne erano privi. Tutti i soggetti sono stati trattati con bite di stabilizzazione per un periodo medio di 9,5 mesi. L’analisi CBCT ha permesso di valutare le modifiche sia quantitative (spazi articolari, posizione e forma del condilo) che qualitative (volume, area superficiale e densità minerale ossea).

La coesistenza TMD-CSP peggiora il quadro clinico

I risultati hanno evidenziato che la presenza contemporanea di TMD e CSP determina uno squilibrio funzionale più marcato. In questi pazienti, si osservano condili posizionati più anteriormente e inferiormente, alterazioni morfologiche più accentuate, nonché una maggiore asimmetria tra i due lati. Anche la densità minerale ossea e i parametri volumetrici risultano alterati, aumentando il rischio di degenerazioni articolari nel tempo.

L’efficacia del bite nel riequilibrio articolare

Il trattamento con bite di stabilizzazione ha portato, in entrambi i gruppi, a miglioramenti nei parametri misurati, ma in misura inferiore nei soggetti con CSP. Questo suggerisce che la preferenza masticatoria potrebbe essere un fattore prognostico negativo nei pazienti con TMD, e che potrebbe essere necessario un trattamento più mirato e personalizzato in questi casi.

Implicazioni per la pratica odontoiatrica

Per il clinico, lo studio in questione, pubblicato su Scientific Reports, sottolinea l’importanza di valutare la preferenza masticatoria come parte integrante dell’approccio diagnostico ai pazienti con disfunzioni temporomandibolari. D'altronde, l’uso della CBCT si conferma uno strumento prezioso per monitorare i cambiamenti ossei e articolari durante e dopo la terapia con bite. Mentre il trattamento precoce e mirato resta la via maestra, perché può prevenire complicazioni degenerative e migliorare la qualità di vita del paziente.

Odontoiatria difensiva: quando la paura del contenzioso influisce sulla pratica clinica

Odontoiatria difensiva

L’odontoiatria difensiva, emanazione della cosiddetta medicina difensiva, è sempre più diffusa. Molti dentisti scelgono infatti le procedure più sicure o evitano i trattamenti complessi solo per il timore di contenziosi che non per ragioni di metodo. Un gruppo di ricercatori turchi ha deciso di studiare il fenomeno in modo sistematico. Gli autori dello studio, affiliati all’Università di Scienze della Salute di Ankara e all’Università di Canakkale Onsekiz Mart, hanno sviluppato uno strumento specifico, la Defensive Dentistry Attitude Scale (DDAS), per valutare gli effetti dell'odontoiatria difensiva sulla pratica clinica.

La finalità dello studio

L’obiettivo era creare una scala per misurare l’impatto della paura della malpratica sull’attività clinica. Il team ha elaborato un questionario di partenza con 13 domande. Ha poi inviato il sondaggio a 3.513 dentisti in tutta la Turchia. Hanno risposto in 369. Gli autori hanno usato due tecniche statistiche: l’analisi fattoriale esplorativa (EFA) e quella confermativa (CFA). Dopo le analisi, il questionario è stato ridotto a 8 item. La scala finale misura due aspetti distinti: l’odontoiatria difensiva positiva (azioni precauzionali utili, come un consenso più accurato) e quella negativa (scelte cliniche evitanti o eccessivamente prudenti).

Risultati e profili a rischio

I risultati parlano chiaro. I dentisti hanno mostrato un livello elevato sia di timore legale (mediana = 21) sia di atteggiamenti difensivi (mediana = 29). Inoltre, i professionisti tra i 29 e i 35 anni, con 6–10 anni di esperienza, hanno ottenuto i punteggi più alti. Questi dati indicano che i dentisti più giovani e in carriera sono i più vulnerabili alla pressione medico-legale. È emersa anche una correlazione forte e significativa tra la paura della malpratica e le strategie difensive. Questo significa che maggiore è il timore di essere denunciati, più probabile è l’adozione di comportamenti clinici difensivi.

Implicazioni nella pratica clinica

Il DDAS si propone come uno strumento utile, sia nella ricerca che nella formazione. Infatti, può aiutare a identificare i profili professionali più esposti. Inoltre, può guidare interventi educativi per ridurre la dipendenza da pratiche difensive. Secondo questo studio,  pubblicato su BMC Oral Health, è dunque fondamentale promuovere la formazione medico-legale, ma anche creare un ambiente di lavoro più sicuro. In questo modo, i dentisti potranno operare con maggiore serenità, concentrandosi sul benessere del paziente, piuttosto che su rischio e paura di incorrere in un contenzioso medico-legale, sempre possibile a qualsiasi latitudine.

I denti naturali proteggono la salute degli anziani

salute orale anziani

Un team di ricercatori dell’Università di Sichuan, in Cina, ha recentemente condotto un’approfondita revisione sistematica sul ruolo della salute orale nella prevenzione della fragilità tra gli anziani. Lo studio, guidato da Mengxue Zhang e colleghi, indaga l’associazione tra il numero di denti naturali e il rischio di fragilità fisica. I risultati mostrano un legame chiaro: meno denti significa maggiore vulnerabilità.

Uno studio condotto su larga scala

L’obiettivo principale era comprendere se e quanto la perdita dentale possa influenzare la comparsa della fragilità. I ricercatori hanno analizzato 25 studi osservazionali per un totale di 36.406 partecipanti. Raccogliendo le informazioni da banche dati internazionali come PubMed, Web of Science, Embase e Cochrane Library. Per garantire l’affidabilità degli articoli inclusi, i ricercatori hanno utilizzato la scala di valutazione Newcastle-Ottawa.

I risultati osservati

La meta-analisi ha rivelato che avere 20 denti o meno quasi raddoppia il rischio di essere fragili. Questa correlazione è particolarmente evidente in alcuni Paesi: in Giappone il rischio è tre volte più elevato, seguito da Cina, Regno Unito e Stati Uniti e altri Paesi. Inoltre, l’associazione si è mantenuta significativa indipendentemente dal disegno dello studio, dal contesto geografico o dallo strumento usato per misurare la fragilità. Ciò indica che la perdita dentale è un fattore di rischio trasversale e indipendente da altri fattori.

Le implicazioni per gli odontoiatri

I risultati sottolineano l’importanza di conservare i denti naturali il più a lungo possibile. Gli odontoiatri giocano un ruolo chiave nella prevenzione geriatrica. Dovrebbero promuovere la salute orale, non solo come obiettivo funzionale o estetico, ma anche come fattore protettivo contro la fragilità fisica. Occorrerebbe inoltre rafforzare la collaborazione tra dentisti e medici geriatri. Interventi precoci, educazione del paziente e programmi di igiene orale personalizzati potrebbero infatti contribuire a migliorare la salute sistemica degli anziani. Come sottolineano gli autori di questo studio, pubblicato su Aging Clinical and Experimental Research.

Cambiamento climatico e salute orale, un binomio ancora sottovalutato

cambiamento climatico

Il cambiamento climatico è una delle sfide sanitarie globali più rilevanti del nostro tempo. Sebbene gli effetti ambientali siano noti da tempo, il suo impatto sulla salute orale è stato finora poco indagato. Un recente studio, condotto presso il Centro per l’Educazione e la Ricerca Odontoiatrica, AIIMS, di Nuova Delhi, India, propone una revisione della letteratura scientifica per valutare come i cambiamenti climatici influenzino direttamente e indirettamente la salute orale e la pratica odontoiatrica.

Salute orale e ambiente: un legame da approfondire

L’analisi della letteratura ha permesso di identificare 29 articoli pertinenti, pubblicati tra il 2004 e il 2023. I risultati suggeriscono che il cambiamento climatico può contribuire a un aumento dell’incidenza di diverse condizioni orali, tra cui:

  • Carie dentaria ed erosione: i cambiamenti nelle abitudini alimentari e nella disponibilità di acqua sicura influenzano l’equilibrio orale.

  • Malattie parodontali: eventi climatici estremi, come le ondate di calore, possono accentuare lo stress ossidativo e l’infiammazione sistemica, così come l'inquinamento dell'aria, come evidenziato in un'altra ricerca.

  • Traumi dentali: l’incremento di disastri naturali, come alluvioni o terremoti, è associato a un maggior numero di incidenti traumatici, anche in ambito orale.

  • Difetti dello smalto e fluorosi: la variazione nella concentrazione di fluoro nelle risorse idriche può avere effetti negativi sulla mineralizzazione dentale, soprattutto nei bambini.

L’impatto sulla pratica odontoiatrica

Il cambiamento climatico comporta anche ripercussioni operative. L’interruzione della catena di approvvigionamento, l’aumento dei costi energetici e la necessità di adeguare gli studi dentistici a criteri di sostenibilità ambientale rappresentano nuove sfide per il settore. Inoltre, la crescente incidenza di fenomeni meteorologici estremi può interferire con la continuità delle cure, soprattutto nelle aree vulnerabili. La preparazione dei professionisti e la resilienza dei sistemi sanitari diventano quindi elementi strategici.

Politiche sanitarie e ricerca: le priorità emergenti

Gli autori di questa revisione, pubblicata sul British Dental Journal Open, sottolineano la scarsità di studi mirati e la necessità di un’agenda di ricerca globale. Occorre integrare la prospettiva ambientale nelle politiche di salute orale, promuovendo strategie di mitigazione e adattamento anche in ambito odontoiatrico. Il cambiamento climatico incide in modo crescente sulla salute orale, con implicazioni cliniche, organizzative e sociali. Pertanto, il dentista moderno non può ignorare queste dinamiche. Secondo i ricercatori, è necessario aggiornarsi, adattare le pratiche cliniche e contribuire attivamente alla sostenibilità del sistema sanitario.

Disparità di genere nei congressi di odontoiatria pediatrica: un gap quasi superato

Negli ultimi anni, il tema dell’equità di genere ha assunto un ruolo centrale nel dibattito scientifico, coinvolgendo anche l’ambito odontoiatrico. Un recente studio condotto presso il Dipartimento di Scienze Cliniche, Facoltà di Odontoiatria, dell'Università di Ajman, Emirati Arabi Uniti, ha analizzato la rappresentanza di genere tra i relatori invitati ai congressi internazionali di odontoiatria pediatrica, evidenziando un quadro in evoluzione, ma ancora lontano dalla parità.

Analisi sistematica dei congressi EAPD e AAPD

Lo studio ha preso in esame i programmi ufficiali dei congressi della European Academy of Paediatric Dentistry (EAPD) e dell’American Academy of Pediatric Dentistry (AAPD), svoltisi tra il 2016 e il 2023. In totale, gli autori dello studio hanno analizzato 462 presentazioni, con l’obiettivo di valutare la proporzione di donne invitate come relatrici. I dati sono stati segmentati per anno, continente di provenienza del relatore, tipologia dell’evento (congresso o seminario) e area tematica dell’intervento.

Dati incoraggianti, ma ancora parziali

I risultati mostrano che le donne rappresentavano il 44,2% dei relatori invitati, una percentuale che segnala un certo progresso rispetto al passato. Tuttavia, solo negli anni 2021 e 2023 le relatrici hanno superato numericamente i colleghi uomini. Nei congressi dell’EAPD la rappresentanza femminile è stata del 41,1%, mentre negli eventi dell’AAPD ha raggiunto il 46,3%. Nei seminari europei organizzati esclusivamente dall’EAPD si è osservata una perfetta parità di genere. Interessante notare che alcune aree tematiche, come la gestione del dolore, la pediatria e l’ortodonzia, sono risultate dominate da relatrici, con percentuali superiori al 50%.

Nessuna correlazione significativa con variabili esterne

L’analisi statistica ha rilevato che non esistono correlazioni significative tra il genere del relatore invitato e fattori come l’anno del congresso, il continente di origine o l’associazione organizzatrice. Questo dato suggerisce che le dinamiche di selezione dei relatori non seguono ancora criteri strutturati di inclusività. Sono piuttosto il frutto di scelte individuali o di consuetudini locali.

Una chiamata all’azione per l’equità scientifica

Lo studio in questione, pubblicato su European Archives of Paediatric Dentistry, sottolinea la necessità di promuovere politiche attive di inclusione nella comunità scientifica odontoiatrica. Affinché la rappresentanza femminile nei congressi di odontoiatria pediatrica possa diventare una prassi consolidata e non un’eccezione. D'altronde, in un’epoca in cui l’accesso alla carriera accademica da parte delle donne è sempre più ampio, risulta fondamentale che tale avanzamento si rifletta anche nelle sedi più visibili e influenti della divulgazione scientifica.

La remineralizzazione dentale si ottiene con un nuovo approccio

remineralizzazione dentale

Un gruppo di ricercatori della Facoltà di Odontoiatria dell’Università di Minia, in Egitto, ha sviluppato un approccio innovativo per migliorare la remineralizzazione dentale. Combinando nanotecnologie, agenti chimici e stimoli fisici, gli autori hanno cercato di potenziare l’effetto terapeutico contro le lesioni dello smalto. In particolare, hanno testato l’uso simultaneo di nano-chitosano, fluoro a bassa concentrazione e campi magnetici pulsati per ottenere un’azione sinergica. Questo studio pone le basi per una strategia non invasiva che mira a rafforzare la struttura dello smalto in modo efficace e sostenibile.

Il protocollo sperimentale

Per condurre l’esperimento, i ricercatori hanno demineralizzato 72 campioni di smalto dentale, per poi suddividerli in diversi gruppi di trattamento. Successivamente, hanno applicato soluzioni contenenti nano-chitosano e fluoro (rispettivamente allo 0,05% e al 2%), esponendo alcuni campioni anche a campi magnetici pulsati con un’intensità di 18 millitesla. Per valutare i cambiamenti, hanno utilizzato tecniche avanzate come la microscopia elettronica a scansione e la spettroscopia a infrarossi. Infine, hanno misurato la durezza dello smalto con il test Vickers, così da confrontare la resistenza meccanica prima e dopo i trattamenti.

Risultati chiari e significativi

Il protocollo che ha combinato nano-chitosano, fluoro allo 0,05% e campi magnetici pulsati ha prodotto i risultati migliori. I ricercatori hanno osservato una nuova deposizione minerale uniforme sulla superficie dello smalto, accompagnata da un aumento del rapporto calcio/fosforo. Inoltre, i campioni trattati con questa combinazione hanno mostrato un netto incremento della microdurezza, segno evidente di una remineralizzazione efficace. Questi risultati indicano dunque che l’azione combinata dei tre elementi ha generato un effetto potenziato rispetto all’uso singolo di ciascun componente.

Le implicazioni pratiche di questa ricerca

Questa scoperta potrebbe avere un impatto concreto nella pratica clinica. Grazie alla semplicità dei materiali e alla non invasività della procedura, infatti, i dentisti potrebbero applicare questa tecnica per trattare precocemente le carie e rafforzare lo smalto in modo naturale. Inaugurando così una nuova strada nella prevenzione odontoiatrica. Come spiegano gli autori della ricerca che hanno pubblicato lo studio su Scientific Reports, rivista del gruppo Nature, confermando così la solidità scientifica e la rilevanza internazionale del lavoro svolto.

Il nuovo ruolo dell’odontoiatra nella salute globale

Il congresso internazionale EuroPerio11, promosso dalla European Federation of Periodontology (EFP) che si è appena concluso a Vienna, ha confermato il suo ruolo di riferimento scientifico globale per la parodontologia e l’implantologia, offrendo non solo aggiornamenti clinici di altissimo livello, ma anche una visione più ampia del ruolo dell’odontoiatra nella medicina contemporanea.

Un momento significativo in tal senso è stata la presentazione in anteprima di un video promosso dalla European Federation of Periodontology (EFP), in collaborazione con WONCA, Organizzazione Mondiale dei Medici di Famiglia, e con il supporto non condizionante di Curasept, azienda leader nel settore della salute orale.

Il messaggio lanciato da William Papaioannou, EFP periodontist, Atene, e da Josep Vilseca della Fundació  Althaia, Spagna, è forte e diretto: la salute orale è strettamente connessa alla salute sistemica, e solo una reale collaborazione tra odontoiatri e medici può garantire una prevenzione efficace delle principali patologie croniche, dal diabete alle malattie cardiovascolari.

Per gli odontoiatri, si apre una prospettiva nuova ma sempre più concreta: diventare interlocutori attivi nella rete della medicina preventiva, grazie alla capacità di intercettare segnali precoci di squilibri sistemici a partire dalla bocca.

«L’integrazione tra odontoiatri e medici di base non è più un’opzione, ma una necessità per una presa in carico davvero completa del paziente», ha sottolineato Anton Sculean, presidente di EuroPerio11 e segretario generale della EFP.

Un messaggio che Curasept ha deciso di sostenere in modo concreto, affiancando i professionisti con iniziative formative e strumenti clinici innovativi. Perché la salute, oggi, si costruisce insieme.

 

 

Malocclusioni infantili, un consenso multidisciplinare per la pratica clinica

malocclusioni infantili
Mother playing with her baby at home - Happy loving family concept

Un recente documento di consenso, elaborato da un gruppo di ricercatori cinesi, affronta il ruolo dell’imaging nella diagnosi e nell’analisi precoce delle malocclusioni infantili. Il lavoro, frutto della collaborazione tra esperti in ortodonzia, radiologia odontoiatrica e sviluppo craniofacciale, definisce le linee guida per un utilizzo razionale e personalizzato delle tecniche diagnostiche per immagini. Con l’obiettivo di intervenire in modo efficace nelle fasi iniziali dello sviluppo dento-maxillo-facciale.

Perché intervenire precocemente

La diagnosi precoce delle malocclusioni infantili permette di intercettare alterazioni morfologiche, strutturali e funzionali quando l’adattabilità dei tessuti è massima. Secondo il consenso, un trattamento tempestivo può ridurre la severità delle malocclusioni future. Ma soprattutto migliorare la funzione masticatoria, l’estetica facciale e contribuire al benessere sistemico del bambino. L’intervento precoce, inoltre, può prevenire la necessità di trattamenti ortodontici complessi e invasivi in età più avanzata.

L’imaging come guida per la terapia

Le tecniche radiologiche, se correttamente selezionate, sono fondamentali per identificare i fattori eziologici e monitorare l’evoluzione della crescita craniofacciale. Il documento fornisce raccomandazioni sull’uso di radiografie panoramiche, teleradiografie, TC cone beam (CBCT) e imaging 3D, a seconda del tipo di malocclusione, dell’età del paziente e del grado di sviluppo osseo. L'imaging supporta la diagnosi, guida il piano terapeutico e consente un follow-up preciso.

L’importanza della personalizzazione

Il consenso sottolinea la necessità di un approccio personalizzato nella scelta del protocollo diagnostico. L’imaging non deve essere utilizzato in modo standardizzato, ma calibrato sul singolo paziente, nel rispetto del principio ALADA (As Low As Diagnostically Acceptable), per minimizzare l’esposizione alle radiazioni, soprattutto nei pazienti pediatrici.

Un invito alla collaborazione

Per gli odontoiatri, questo documento, pubblicato sull’International Journal of Oral Science, rappresenta uno strumento prezioso per ottimizzare l’intercettamento precoce delle malocclusioni infantili. Ma anche per ricordare un altro principio, a volte dimenticato: la collaborazione tra ortodontisti, radiologi e pediatri è essenziale per tradurre le indicazioni scientifiche in una pratica clinica efficace e davvero centrata sul paziente.

Il dispositivo medico coadiuvante nei processi di rigenerazione della mucosa orale

Le problematiche più frequenti della mucosa orale

Le problematiche della mucosa orale sono particolarmente diffuse e possono avere diverse origini. Si va dalle più generiche infiammazioni del cavo orale, come le più frequenti gengiviti o afte, fino a patologie più rare come sindrome della bocca urente, glossiti o il lichen planus.

In generale l’infiammazione del cavo orale può riguardare le mucose che rivestono le gengive, zone della lingua e il palato o l’interno delle guance. Può presentarsi in una parte specifica o estendersi in tutto il cavo orale e può trasformarsi in una condizione cronica.

La glossite è l’infiammazione acuta o cronica della lingua e può provocare una variazione di colore, sensazione di bruciore, ingrossamento, desquamazioni o alterazioni varie.

La classificazione si basa principalmente su come si presentano e le più comuni sono:

  • glossite migrante, meglio nota come “lingua a carta geografica”. Appare alterata nel colore e dolente;
  • glossite atrofica, prevende l’annullamento delle papille linguali;
  • glossite romboidea mediana, consiste in un'area della porzione postero-mediana non ricoperta da epitelio mucoso a forma romboidale, simili a placche

La sindrome della bocca urente è un disturbo caratterizzato da un bruciore orale diffuso, in assenza di evidenti lesioni locali o di alterazioni patologiche sistemiche e colpisce principalmente le donne sopra i 50 anni.

La xerostomia, o bocca secca, in cui vi è una diminuzione o alterazione della normale produzione di saliva, può portare ad aumentare il rischio di carie, gengiviti e candidosi orale e a sviluppare lesioni traumatiche delle mucose e alitosi.

Il dispositivo medico che contribuisce alla rigenerazione della mucosa orale

Aminogam® collutorio, dispositivo medico (classe IIA) è formulato con Acido Ialuronico, tra i maggiori componenti del tessuto connettivo, e Aminoacidi costituenti del collagene. Coadiuva il processo di rigenerazione tissutale favorendo una veloce guarigione delle aree di lesione e la contemporanea riduzione del dolore. Il punto di forza principale del collutorio Aminogam è che attraverso la sua elevata biocompatibilità, ha una azione complessiva sulle mucose del cavo orale con un esteso campo di impiego.

 

 

 

Campi d’impiego:

  • Infiammazioni croniche
  • Glossiti
  • Stati irritativi della mucosa orale
  • Sindrome della bocca urente
  • Protezione delle ferite chirurgiche in ambito odontoiatrico
  • Per ridurre la sensibilità dentale dopo currettage
  • Gengiviti e gengiviti derivanti da irritazione meccanica.

La linea Aminogam si completa con i prodotti per l’applicazione topica come il gel, ideale per raggiungere determinate aree a seguito di:

  • Chirurgia implantare, parodontale ed estrattiva, anche nei casi dove non siano contemplati o a seguito di altri trattamenti di diverso tipo
  • Protezione ferite chirurgiche e suture
  • Chirurgia laser
  • Traumi della mucosa orale da protesi e apparecchi ortodontici

O lo spray per:

  • Protezione ferite chirurgiche e suture difficili da raggiungere
  • Traumi da apparecchi ortodontici nei bambini
  • Lesioni erosive ed ulcerative della mucosa orale di varia eziologia

 

 

 

 

 

I migliori materiali da restauro per mascherare la pigmentazione da SDF

L'impiego del fluoruro di diammina d’argento (SDF al 38%) rappresenta una soluzione efficace e minimamente invasiva per arrestare la progressione della carie, soprattutto in ambito pediatrico. Tuttavia, uno degli effetti collaterali più evidenti di questo trattamento è la pigmentazione nerastra permanente che si sviluppa sulla lesione trattata. Questo cambiamento cromatico può rappresentare un ostacolo per l’accettazione del trattamento da parte dei genitori, generando un forte impatto estetico, specialmente nei settori anteriori.

Uno studio in vitro condotto presso il Dipartimento di Odontoiatria Pediatrica e Preventiva del Manipal College of Dental Sciences di Mangalore, India, ha confrontato l’efficacia di diversi materiali restaurativi nel mascherare la pigmentazione nera causata dall’applicazione dell’SDF. L'obiettivo era identificare il materiale con la migliore resa estetica, garantendo al contempo la funzionalità clinica.

Materiali e metodologia

I ricercatori hanno selezionato 20 denti decidui estratti, che hanno poi suddiviso in quattro gruppi. Tutti i denti sono stati trattati con SDF al 38%, e successivamente restaurati con uno dei seguenti materiali: cemento vetroionomerico (GIC); GIC modificato con resina (RMGIC); resina composita; Cention N (composito ibrido autofotopolimerizzante).

Le variazioni cromatiche sono state misurate mediante spettrofotometria UV-VIS-NIR, analizzando parametri come ΔE (variazione complessiva di colore), ΔL (luminosità), Δa (scala rosso/verde) e Δb (scala giallo/blu).

Risultati principali

Tutti i materiali testati hanno mostrato una buona capacità di mascheramento della pigmentazione indotta dall’SDF, senza differenze statisticamente significative. Tuttavia, sono emerse differenze interessanti in termini di tonalità e luminosità. Il composito ha ottenuto la luminosità più alta, risultando il più “chiaro” esteticamente. Il GIC ha registrato il valore di luminosità più basso, suggerendo una resa cromatica meno brillante. Il materiale RMGIC ha virato verso toni più caldi, mentre Cention N ha mostrato tonalità più fredde.

Implicazioni cliniche

La scelta del materiale restaurativo non incide solo sulla funzionalità meccanica o sulla facilità di applicazione, ma assume un ruolo fondamentale anche nella gestione dell’estetica post-SDF. I risultati di questo studio suggeriscono che, pur essendo tutti i materiali validi per mascherare la pigmentazione, la selezione dovrebbe basarsi sulle esigenze estetiche specifiche del paziente e sul contesto clinico.

L'estetica, al centro del restauro

L’uso del fluoruro di diammina d’argento resta dunque una risorsa preziosa nella gestione della carie, soprattutto nei bambini non collaboranti. Tuttavia, il trattamento non può prescindere da una corretta pianificazione estetica del restauro. I materiali dentali color dente attualmente disponibili offrono buone opzioni per compensare le alterazioni cromatiche indotte dall’SDF. Per questa ragione, la valutazione della resa estetica dovrebbe essere parte integrante del piano terapeutico, come suggerisce lo studio in questione, pubblicato su BDJ Open.

Eccellenza Medica e le nuove sfide nel campo dell’implantologia, della gnatologia e dell’ortodonzia

Eccellenza Medica

Nel panorama sanitario attuale, sempre più pazienti sono alla ricerca di trattamenti efficaci e di percorsi terapeutici che garantiscano alti standard qualitativi e tecnologie all’avanguardia.
In questo contesto si inserisce Eccellenza Medica, portale internet tra i più famosi in Italia per le prenotazioni online di prestazioni mediche quali visite ed esami, il tutto in pochi minuti ed in maniera intuitiva, anche grazie al supporto di una segreteria umana rapida ed efficiente.
Le prestazioni mediche sono prenotabili a Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo e nelle principali città italiane, presso i migliori centri, sia pubblici che privati, che si avvalgono di tecnologie aggiornate e all’avanguardia.
L'obiettivo di Eccellenza Medica è di mettere a disposizione del paziente, previa criteri di selezione particolarmente stringenti e rigorosi, un network di strutture e professionisti che rappresentano un’eccellenza nel proprio ambito.

In tal senso, non vengono prese in considerazione soltanto le competenze tecniche degli specialisti ma anche il numero di trattamenti effettuati, l’aggiornamento professionale, la qualità dell’assistenza, l’etica e la trasparenza nei confronti del paziente. Solo chi risponde pienamente a questi requisiti riceve il riconoscimento di centro o professionista accreditato Eccellenza Medica.

In ambito odontoiatrico, Eccellenza Medica ha già da tempo ampliato il proprio impegno attraverso tre progetti verticali, Implantologiamedica.it, Gnatologo.net e Centriortodonzia.it, rispettivamente dedicati ad altrettante aree altamente specialistiche: l’implantologia dentale, la gnatologia clinica e l’ortodonzia.

I tre portali rappresentano una preziosa risorsa anche sotto l’aspetto informativo. I contenuti presenti vengono costantemente aggiornati e redatti con un linguaggio chiaro ma scientificamente accurato, per consentire all’utente di approfondire tematiche legate a procedure, costi, patologie ed esami diagnostici. L’obiettivo è quello di promuovere una maggiore consapevolezza da parte del paziente, favorendo scelte terapeutiche più informate e serene, sia in ambito implantologico che gnatologico e ortodontico.

Implantologiamedica.it: tecnologie innovative e approccio Patient-Centred Care nel campo dell’implantologia dentale

Implantologiamedica.it è un portale interamente dedicato all’implantologia, la branca dell’odontoiatria che si occupa della sostituzione dei denti mancanti. Il sito non si limita a fornire informazioni dettagliate e aggiornate sui trattamenti implantari ma consente di individuare facilmente centri odontoiatrici e professionisti qualificati in tutta Italia.

La presenza di un sistema di prenotazione gratuito, supportato da un CUP composto da persone in carne ed ossa e non da chatbot o agenti virtuali, rende l’iter di prenotazione facilmente accessibile, nel segno della più totale trasparenza nei confronti del paziente.

Uno dei tratti distintivi dei centri odontoiatrici presenti nel network Eccellenza Medica è l’adozione di tecnologie d’ultima generazione che consentono di offrire al paziente trattamenti personalizzati, sicuri e meno invasivi rispetto al passato. In particolare, nei centri accreditati specializzati in implantologia dentale, il paziente può contare su un iter terapeutico completamente digitalizzato, dalla diagnosi fino alla riabilitazione finale.

Tra le principali innovazioni presenti troviamo:

  • Implantologia computer guidata, che consente di pianificare l’intervento con estrema precisione grazie a software 3D e imaging avanzato;
  • Implantologia mini-invasiva, che riduce i tempi di guarigione e il disagio post-operatorio;
  • Impianti corti o zigomatici, ideali in caso di ridotta disponibilità ossea senza necessità di innesti;
  • Soluzioni All-on-4 e All-on-6, che permettono la riabilitazione di un’intera arcata con un numero minimo di impianti;
  • TAC Cone Beam 3D, per una visione tridimensionale dettagliata dell’anatomia ossea e dentale;
  • Tecnologie CAD/CAM, per la progettazione e realizzazione rapida di protesi fisse altamente estetiche e funzionali.

Tutti questi strumenti non solo garantiscono risultati più prevedibili e duraturi ma migliorano anche l’esperienza complessiva del paziente, il quale viene seguito con estrema attenzione in ogni fase del percorso: dalla prima visita all’intervento implantologico, fino al posizionamento della protesi definitiva.

Gnatologo.net: strutture ad alta specializzazione e un approccio multidisciplinare

L’altro progetto, fortemente voluto dai vertici di Eccellenza Medica, è Gnatologo.net. Anche nel campo della gnatologia, i centri accreditati Eccellenza Medica rappresentano un punto di riferimento per serietà, aggiornamento continuo e capacità di affrontare problematiche spesso complesse e multifattoriali. La gnatologia clinica si occupa infatti della diagnosi e del trattamento dei disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare (ATM) e delle disfunzioni occlusali ma i suoi confini si estendono ben oltre la sola sfera odontoiatrica.

Disturbi come il bruxismo, le cefalee muscolo-tensive, i dolori cervicali ricorrenti, i click mandibolari o le difficoltà masticatorie possono derivare da squilibri funzionali che coinvolgono non solo le strutture dentali, ma anche l’apparato muscolare, posturale e neurologico. Ecco perché in molti casi è necessario adottare un approccio multidisciplinare, coinvolgendo, se necessario, non solo esperti in gnatologia ma anche fisioterapisti, ortodontisti, osteopati o logopedisti.

Del resto, negli ultimi anni la gnatologia ha assunto un ruolo sempre più centrale nella pratica odontoiatrica, sia per l’evoluzione dei trattamenti, oggi spesso più complessi e articolati, sia per l’aumentata incidenza di disturbi legati allo stress, alla postura e alla funzione masticatoria. Nonostante ciò, la presenza sul territorio di specialisti realmente esperti in questa disciplina non è ancora ai massimi livelli.

Da qui l’impegno e la sfida di Eccellenza Medica, finalizzata non soltanto a fare chiarezza sui disturbi gnatologici ma anche ad orientare i pazienti verso professionisti con una formazione specifica nel campo della gnatologia, in grado di elaborare diagnosi accurate e proporre piani terapeutici personalizzati, eventualmente anche in collaborazione con altri specialisti.

Centriortodonzia.it: nuovi approcci per un sorriso bello e funzionale

Il terzo progetto tematico promosso da Eccellenza Medica è Centriortodonzia.it, portale prettamente dedicato all’ortodonzia. Si tratta di una branca fondamentale dell’odontoiatria, focalizzata non solo sul corretto allineamento dei denti ma anche sull’armonia tra funzione masticatoria, sviluppo cranio-facciale ed estetica del sorriso.

L’ortodonzia moderna è oggi in grado di proporre soluzioni sempre più personalizzate e confortevoli, grazie all’utilizzo di dispositivi di nuova generazione e alla digitalizzazione del piano terapeutico. Nei centri accreditati Eccellenza Medica è possibile accedere a trattamenti ortodontici studiati su misura per bambini, adolescenti e adulti, allo scopo di individuare la tecnica più adatta alle esigenze funzionali ed estetiche di ciascun paziente.

Tra le soluzioni proposte figurano l’ortodonzia fissa, quella mobile e l’ortodonzia invisibile. In ogni caso, il trattamento ortodontico è sempre il frutto di una valutazione ad ampio raggio, che tiene conto di fattori occlusali, posturali, respiratori e talvolta anche gnatologici. L’obiettivo è proporre una cura risolutiva e durevole, nel rispetto della fisionomia del paziente.

Expodental 2025. Con l’Intelligenza Artificiale, CGM guida l’evoluzione digitale dello studio dentistico unendo tecnologia e “human intelligence”

 A Expodental Meeting 2025, in programma a Rimini dal 15 al 17 maggio, si parla di futuro dello studio odontoiatrico partendo da un’esigenza concreta: lasciare le mani del dentista libere di concentrarsi dove servono di più, nella bocca del paziente. CompuGroup Medical (CGM) Italia presenta una nuova modalità di interazione con il gestionale: al dentista basta parlare per compilare la cartella parodontale, proprio come si farebbe con un’assistente. Una tecnologia che riconosce il linguaggio naturale e lo integra nei flussi di lavoro quotidiani, semplificando le attività senza interrompere la relazione con il paziente. Questa innovazione ha un nome: CGM SPEAKY, il primo assistente vocale intelligente integrato in un software gestionale odontoiatrico.

Grazie a questa nuova tecnologia basata su Intelligenza Artificiale è possibile automatizzare e semplificare uno dei compiti clinici più delicati: la compilazione della cartella parodontale, con una precisione che riduce al minimo gli errori di battitura, alleggerisce l’operatività e consente al professionista di concentrarsi sulla relazione con il paziente.

Ma non è che l’inizio. CGM SPEAKY rappresenta il primo tassello di un’innovazione basata sulla voce: il team di sviluppo è partito dalla funzione più articolata – la cartella parodontale – per estendere poi, progressivamente, lo stesso paradigma al piano di trattamento, al diario clinico e a tutte le attività che comportano un’interazione diretta con il paziente.

Riccardo Linzitto

“Il futuro di XDENT è un gestionale con un’interfaccia senza interfaccia”, afferma Riccardo Linzitto, Area Vice President Product House DIS Europe di CGM. “Immaginiamo uno studio in cui il dentista non deve più usare mouse e tastiera, ma può parlare direttamente con il gestionale. La tecnologia diventa trasparente, invisibile, quasi sparisce. E proprio in questa invisibilità c’è il vero salto evolutivo: software che lavorano per noi, mentre noi lavoriamo per il paziente”

 

C’è un’altra grande promessa sulla quale CGM sta già investendo da anni: eliminare la carta nella gestione documentale dello studio dentistico. Per questo in occasione di Expodental 2025 CGM presenta CGM E-SIGN, la nuova piattaforma per la firma digitale integrata nel gestionale XDENT. Con questa soluzione, lo studio può gestire in modo completamente digitale la firma di documenti clinici e amministrativi, sia in studio – attraverso dispositivi wireless dedicati – sia a distanza, direttamente dal telefono del paziente. Le firme hanno pieno valore legale, i documenti vengono archiviati in sicurezza. Il risultato è una gestione documentale più semplice, sicura e perfettamente conforme alla normativa.

Inoltre, la comunicazione digitale parte anche da una gestione efficace dei profili social dello studio. Per questo CGM ha creato un servizio consulenziale che accompagna lo studio dentistico nella propria crescita online. Con il servizio Digital Dental, lo studio può gestire in modo semplice ed efficace la propria presenza sui social, oggi strumento chiave per attrarre nuovi pazienti, fidelizzare quelli esistenti e rafforzare l’identità professionale. Un servizio guidato e personalizzato, pensato per liberare tempo e garantire una comunicazione sempre aggiornata e coerente.

“CGM rappresenta l’unione tra concretezza tecnologica e visione evolutiva”, dichiara Alessandro Avezza, Area Vice President & Country Manager di CGM Italia. “Vogliamo costruire un futuro in cui il dentista possa concentrarsi solo sulla qualità clinica e sul rapporto umano con il paziente. Il nostro impegno è far sì che l’innovazione non sia mai un ostacolo, ma un alleato semplice, potente e naturale, in grado di migliorare davvero il lavoro quotidiano”.

CompuGroup Medical SE & Co. KGaA
CompuGroup Medical è un'azienda di sanità elettronica leader a livello mondiale, con un fatturato di 1,15 miliardi di euro nel 2024. I suoi software sono progettati per supportare tutte le attività mediche ed organizzative negli ambulatori medici, nelle farmacie, nei laboratori, negli ospedali e nelle istituzioni. I servizi informativi offerti a tutti coloro che fanno parte del sistema salute ed i suoi fascicoli sanitari elettronici su web, contribuiscono a realizzare un più sicuro ed efficiente sistema di assistenza sanitaria. La base dei servizi offerti da CompuGroup Medical è il suo parco clienti unico, costituito da medici, dentisti, farmacisti e altri professionisti sanitari in strutture ospedaliere e ambulatoriali, oltre che assicurazioni e case farmaceutiche. Con sedi in 19Nazioni e prodotti in 60 differenti Paesi nel mondo, CompuGroup Medical è la società di sanità elettronica con uno dei più ampi raggi d’azione tra i professionisti dell’healthcare. Più di 8,700 collaboratori altamente qualificati supportano i clienti con soluzioni innovative per le esigenze in continua crescita del sistema sanitario.
We create the future of e-health.

CompuGroup Medical Italia Group
CompuGroup Medical Italia Group (CGM Italia Group) è parte di CompuGroup Medical SE & Co. KGaA. In Italia conta 30 sedi, più di 600 dipendenti e 30.000 clienti tra medici, farmacie, dentisti, amministrazioni pubbliche, industrie farma, ospedali/asl e pazienti, utilizzatori delle sue varie soluzioni software gestionali e dei servizi connessi. Si occupa anche di sanità domiciliare, monitoraggio e raccolta di parametri vitali dei pazienti con avanzate soluzioni di Telemedicina e Compliance. Confeziona inoltre servizi e progetti di comunicazione digitale specifici in ambito sanitario. Con una molteplice e variegata offerta, CGM è la più grande azienda in Italia che si concentra esclusivamente sulla e-Health.

Contatti:

CompuGroup Medical Italia Group
Lucia Surace
Direttore Marketing/Marketing Manager Italy
e-mail: lucia.surace@cgm.com
www.cgm.com/it

L’indice di massa corporea (BMI) pesa anche sull’ansia dentale dei bambini

ANSIA DENTALE

La gestione del comportamento nei pazienti pediatrici è una delle sfide più complesse in odontoiatria. Un recente studio condotto a Jeddah, in Arabia Saudita, ha evidenziato una possibile correlazione tra indice di massa corporea (BMI) e livelli di ansia dentale nei bambini. L’indagine fornisce spunti interessanti per ottimizzare l'approccio comportamentale nei piccoli pazienti, che spesso non richiede particolare strumenti, ma solo la giusta dose d'attenzione.

Obiettivo dello studio

La ricerca ha valutato 952 bambini tra i 6 e gli 11 anni, esaminando come le diverse categorie di BMI (sottopeso, normopeso e sovrappeso) influenzino il livello di ansia dentale e la cooperazione durante le visite odontoiatriche. I dati sono stati raccolti in quattro centri di riferimento e analizzati per individuare pattern significativi.

Strumenti di valutazione

Per misurare l'ansia dentale, i ricercatori hanno utiizzato l’Abeer Children Dental Anxiety Scale (ACDAS), un questionario validato che permette di identificare segnali di disagio emotivo. Poi hanno classificato il comportamento durante la visita secondo il sistema di Frankel, che distingue tra atteggiamenti collaborativi e oppositivi, quelli più temuti dagli odontoiatri.

I risultati principali

I bambini in sovrappeso (il 27,7% del totale) hanno mostrato un rischio triplo di manifestare ansia dentale rispetto ai normopeso. Ancora più rilevante è il dato comportamentale: il rischio di comportamento non collaborativo era oltre otto volte più alto nei bambini sovrappeso. Inoltre, questi pazienti si mostravano più frequentemente timidi e impauriti sia agli occhi dei genitori sia nei confronti del personale odontoiatrico.

Implicazioni per la pratica clinica

Secondo questi risultati, il BMI può essere considerato un indicatore predittivo di ansia dentale e comportamento problematico durante la seduta odontoiatrica. Per il clinico, riconoscere questo fattore potrebbe aiutare a personalizzare le strategie di approccio, adottando tecniche di comunicazione più efficaci, tempi di visita adeguati e, nei casi più difficili, se necessario, adeguate forme di sedazione.

Un indice da tenere sott'occhio

Integrare la valutazione del BMI nella pianificazione del trattamento odontoiatrico pediatrico può migliorare significativamente l’esperienza del paziente e l’efficacia dell’intervento. La consapevolezza che l’ansia dentale possa essere influenzata da fattori sistemici come il peso corporeo apre nuove prospettive nella gestione del comportamento in età evolutiva, come sembra suggerire lo studio in questione, pubblicato su BMC Oral Health.

Dove la cura incontra la tecnologia nasce il primo sorriso di un bambino

Il sorriso da cui tutto ha inizio

E se il primo sorriso di un neonato potesse arrivare prima, in modo più sicuro e senza timore?
Nel cuore della Svizzera, presso l’Ospedale Pediatrico di Basilea, un’équipe medica sta rendendo tutto ciò possibile. Tra i pianti e i battiti del cuore dei neonati, sta accadendo qualcosa di straordinario: la trasformazione della paura in speranza. Tutto comincia con una piccola scansione.
I bambini affetti da labbro leporino o palatoschisi affrontano fin da subito una sfida complessa, che richiede interventi chirurgici delicati e cure quotidiane. Tuttavia, l’abilità del chirurgo rappresenta soltanto una parte del percorso: tutto comincia molto prima, con una fase che appare semplice, ma che in un neonato può diventare rischiosa, come la rilevazione dell’impronta orale.

«Prendere un’impronta tradizionale in un neonato è rischioso. Serve un’intera squadra di supporto: anestesista, specialisti delle vie respiratorie, perché un solo errore può impedire al bambino di respirare», afferma il Dott. Benito Benitez, chirurgo maxillo-facciale con specializzazione in chirurgia craniofacciale e labiopalatoschisi.
È proprio questa esigenza di sicurezza che sta alimentando l’innovazione: non solo nei protocolli, ma nelle mani di chi, ogni giorno, lotta per un futuro migliore per i più piccoli.

 

Quando una scansione diventa un inizio

Di fronte alla complessa sfida clinica di catturare in modo sicuro l’anatomia unica dei neonati con malformazioni labio-palatiniche, il Dott. Benitez e i suoi colleghi si sono rivolti alla tecnologia digitale.

Immagini scansionate di un neonato con labbro leporino in Medit Link

 

La possibilità di ottenere rapidamente e con precisione immagini 3D tramite uno scanner intraorale ha aperto nuove prospettive. «Questa tecnologia ci ha fornito una soluzione a un problema che affrontavamo quotidianamente», ha spiegato il medico.
Il flusso di lavoro digitale non solo riduce i rischi legati alle impronte convenzionali, ma semplifica anche l’intero processo, garantendo risultati migliori per questi pazienti così vulnerabili.

 

 

 

Non si tratta di sostituire la cura umana, ma di potenziarla. Le scansioni digitali permettono ai team medici di lavorare in modo più rapido, sicuro e preciso. Nei contesti in cui il tempo è fondamentale e la sicurezza è prioritaria, lo scanner diventa molto più di un semplice dispositivo: diventa il primo passo per donare a un bambino il suo sorriso.

 

Il Dott. Benitez mentre esegue la scansione di pazienti neonati con uno scanner intraorale

«Smetti di trattenere il respiro. Smetti di preoccuparti di cosa potrebbe andare storto. Guardi semplicemente lo schermo e sai che riuscirai ad aiutare questo bambino», dice il Dott. Benitez.

Costruire un futuro migliore

Il Dott. Benitez ha condiviso anche alcune riflessioni sulle prospettive future nel suo campo. I gruppi di ricerca a Basilea stanno studiando la possibilità che, in futuro, i dati delle impronte digitali permettano ai medici di acquisire una semplice immagine intraorale e calcolare poi la morfologia 3D completa della bocca del paziente. «È in questa direzione che dovremmo andare», ha commentato, sottolineando il potenziale delle innovazioni future per migliorare ulteriormente l’assistenza ai pazienti.
Questa non è una storia di tecnologia avanzata. È una storia di scelta: scegliere la via più sicura, quando conta davvero.
Così facendo, possiamo dare ai bambini la libertà di iniziare la loro vita non nella paura, ma nel conforto, nella cura e, un giorno, in un sorriso. Perché ogni primo sorriso merita di essere protetto.

Fonti

Digital impressions from newborns to preschoolers with cleft lip and palate: A two-centers experience. Benito K, et al. (2023)

A Point-of-Care Digital Workflow for 3D Printed Passive Presurgical Orthopedic Plates in Cleft Care. Benito K, et al (2022)

 

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