Pacemaker e defibrillatori: valutazione delle potenziali interferenze con i dental devices elettrici

Analisi delle potenziali interazioni elettromagnetiche tra pacemaker e defibrillatori impiantabili in uso in cardiologia e apparecchiature elettromedicali utilizzate durante le procedure odontoiatriche. Quali sono le precauzioni da adottare e le raccomandazioni per le procedure dentali che richiedono l’uso di device elettrici?

Strategia interdisciplinare per un dente gravemente compromesso

In questo caso clinico è stata utilizzata l’estrusione ortodontica per il recupero del cerchiaggio cervicale e ciò ha permesso di ritrattare endodonticamente un dente...

La tecnica del carico istantaneo® nella riabilitazione di un mascellare completamente edentulo

Un protocollo, semplice e rapido, per giungere alla riabilitazione attraverso protesi a carico immediato dei mascellari completamente edentuli: ne viene illustrata l’applicazione in un...

Dispositivo protesico mobile in pazienti non candidati all’implantologia

Viene documentato l’uso di un particolare dispositivo protesico mobile, versatile e semplice da realizzare, in pazienti che non possono essere sottoposti a implantologia o...

I disturbi respiratori del sonno pediatrici: un “ponte” fra l’odontoiatria e la medicina

I DRS pediatrici non influiscono solo sulla crescita cranio facciale, come considerato finora dai dentisti, ma anche sulla salute generale e sullo sviluppo psicofisico...

Acondroplasia: gestione ortodontica e multidisciplinare

L’ortodontista e l’odontoiatra sono figure importanti nel piano diagnostico terapeutico del paziente pediatrico affetto da questa patologia. L’impatto delle possibili complicanze è significativo e condiziona in taluni casi la qualità della vita. È pertanto sempre più raccomandata la creazione di ambulatori clinici di follow-up multidisciplinare a medio e lungo termine, in particolare nei centri di riferimento per tale condizione.

Trattamento endodontico di un molare inferiore con necrosi mucogengivale da medicamento e...

La perforazione del pavimento della camera pulpare dei pluriradicolati è una delle principali complicanze che possono presentarsi durante i trattamenti endodontici con prognosi spesso sfavorevole. In questo caso clinico si è optato per una terapia conservativa, che ha permesso di salvare l’elemento, utilizzando tecniche la cui efficacia è dimostrata da molti studi in letteratura.

La ricostruzione anatomica della cresta marginale nei restauri di classe II

La CBT, descritta in questo aggiornamento, è una tecnica ricostruttiva che consente la conversione di una cavità di classe II in classe I, con il...

La fragilità richiede tempo

La sindrome dell’X fragile è una malattia rara, che presenta una sintomatologia cognitiva, comportamentale e fisica molto variabile. Stabilire un’alleanza terapeutica, senza fretta e con tanta pazienza, al fine di assicurarsi la collaborazione del paziente è alla base di un corretto approccio alla cura.

Diagnostica differenziale delle lesioni pigmentate del cavo orale

Le varie localizzazioni e manifestazioni delle pigmentazioni della mucosa orale rendono difficile distinguere quelle attribuibili a malattie sistemiche, a malattie infiammatorie, a neoplasie, a...

Modellazione del composito attraverso una moderna concezione della stratificazione

La microinfiltrazione è un fattore importante che influenza la longevità dei restauri con resine composite. In questo studio viene valutata una tecnica di otturazione...

La tecnica Invisalign® nel paziente in crescita

i principi di base della tecnica ortodontica digitale Invisalign nel trattamento delle malocclusioni nel bambino e nell’adolescente

Displasia fibrosa craniofacciale: patogenesi, diagnosi e opzioni terapeutiche

Oggi la TAC Cone Beam rappresenta il mezzo più efficace per la valutazione della displasia fibrosa craniofacciale, mentre la scintigrafia ossea risulta utile per verificare la presenza e distribuzione delle lesioni scheletriche.

Impianto post-estrattivo in settore latero-posteriore: tecnica chirurgica mininvasiva

Esistono molte tecniche per approcciare un rialzo del seno mascellare per via crestale. Matteo Invernizzi illustra un caso dove ha utilizzato le frese implantari tradizionali a un basso numero di giri per avvicinarsi alla parete del seno, per poi chiedere un “secondo parere” a Tiziano Testori, past president della IAO e riferimento internazionale nelle tecniche di rialzo del seno mascellare.

Cresta ossea sottile trattamento con impianto cuneiforme e preparazione piezoelettrica minivasiva

Le creste atrofiche sottili limitano la possibilità di inserire impianti dentali senza eseguire prima una ricostruzione ossea con innesti o GBR. Un’alternativa mininvasiva è...

Le lesioni ossee benigne della cavità orale

In questo aggiornamento monografico vengono discusse le forme più frequenti di queste lesioni. Gli aspetti diagnostici riguardano un’anamnesi e un esame obiettivo accurati, tecniche radiologiche...

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