Razionale dell’antibiotico-terapia nel trattamento parodontale

Già nel 1996 l’American Academy of Periodontology raccomandava la somministrazione dell’antibioticoterapia adiuvante secondo i criteri della “good medical practice”. Vent'anni dopo sono state pubblicate due revisioni sistematiche con meta-analisi consecutive sull’argomento, la prima dedicata al paziente affetto da parodontite cronica, la seconda a quello con parodontite aggressiva...
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Scopi e regole di compilazione della cartella parodontale

La cartella clinica parodontale presenta una struttura peculiare e contiene numerosi elementi, non esclusa la segnalazione dei miglioramenti del paziente, l’aderenza alle indicazioni fornite e l’attitudine a presentarsi ai controlli. Quali sono gli step per la sua compilazione?
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L’importanza della terapia parodontale non si vede solo in bocca

La perio-medicine è quella disciplina che studia le possibili correlazioni tra la malattia parodontale e alcune patologie. La ricerca in questo ambito è fra...
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La diagnostica per immagini in parodontologia

L'imaging rappresenta il secondo livello della diagnostica della malattia parodontale. L'esame standard è costituito dalla radiografia endorale periapicale: nell'approccio al sospetto di parodontopatia, può essere indicato valutare il quadro dell'intera dentatura attraverso lo status radiografico, da alcuni chiamato anche “panoramica di endorali”.
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La diagnostica in parondonto: sondaggio parodontale

Nel segmento più recente di storia delle discipline odontoiatriche, la parodontologia (che ormai comprende a tutti gli effetti anche l'implantologia) rappresenta forse l'ambito maggiormente...
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Chirurgia rigenerativa mininvasiva dei difetti infraossei – indicazioni a lungo termine

Essendo un fattore di rischio per la perdita dentale a lungo termine, i difetti infraossei rappresentano da sempre una problematica di primaria importanza agli occhi del parodontologo. La chirurgia rigenerativa parodontale si propone di affrontare i difetti di questo tipo inducendo la formazione dei tre tessuti fondamentali: osso alveolare, cemento e legamento parodontale.
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Aspetti biomolecolari della risposta alla terapia non chirurgica

Le moderne tecnologie della biologia molecolare hanno aperto grandi opportunità a una più accurata conoscenza dei processi biochimici che sovrintendono alle più importanti patologie. Essendo la malattia un quadro essenzialmente infiammatorio, sono stati ritrovati legami con l'attività di numerose citochine proinfiammatorie, enzimi come le metalloproteinasi di matrice (MMP) e molto altro...
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Prospettive e nuove tecnologie nella terapia parodontale non chirurgica

Quali saranno le possibili prospettive evolutive di questo trattamento? Il paradigma clinico della parodontologia del futuro potrebbe derivare da una convergenza di competenze ultraspecialistiche che pescano anche dalla genetica, dalla biologia molecolare e dalle biotecnologie.
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L’utilizzo dei derivati di matrice dello smalto nella terapia parodontale

Lo studio dei derivati di matrice dello smalto (enamel matrix derivative, EMD), in modo particolare delle amelogenine, rappresenta uno dei campi più trattati dalla ricerca in odontoiatra negli ultimi anni. In modo particolare, l'uso di queste sostanze è stato sperimentato come additivo nella chirurgica rigenerativa del parodonto.
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Antibiotici sistemici come supporto nella terapia parodontale

Se lo scaling e root planing costituisce la prima e irrinunciabile linea terapeutica nella malattia parodontale, diversi protocolli, poi, prevedono la somministrazione di varie terapie adiuvanti, e in letteratura si è molto dibattuto anche sull'impiego della terapia antibiotica nella convenzionale forma sistemica. Quali sono le evidenze scientifiche più recenti?
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Malattia parodontale e condizioni sistemiche

In quale misura la prima linea terapeutica della malattia parodontale, ovvero "scaling e root planing", può risultare utile nel controllo di patologie sistemiche, come aterosclerosi e relative sequele cardio e cerebrovascolari, diabete mellito, artrite reumatoide, nel soggetto parodontopatico? Una review appena pubblicata da Sabharwal e colleghi su Periodontology 2000 fornisce un aggiornamento delle evidenze su questa tematica.

Amelogenine nella rigenerativa del sito affetto da perimplantite

Un prodotto di grande interesse nella parodontologia contemporanea. Sono documentati gli effetti di tali composti nel processo di guarigione delle ferite e nella rigenerazione particolare, il loro potenziale di promozione della rigenerazione ossea, oltre a un effetto antibatterico.
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Strumentario manuale (scaler e curette)

La strumentazione manuale costituisce una manovra quotidiana per il parodontologo e l'igienista dentale. La regolare manutenzione dello strumentario è importante quanto la correttezza nell'utilizzo; questa è a sua volta indispensabile al fine di effettuare un debridement efficace del materiale calcifico e dei tessuti dentino-cementizi infetti.

Terapia fotodinamica: riassunto e aggiornamento dell’evidenza

Scaling e root planing ad oggi costituiscono lo standard nella rimozione del complesso microbiologico responsabile della patologia infiammatoria del parodonto. Nel contempo, negli ultimi anni, si è assistito a un accresciuto interesse nei confronti dei nuovi trattamenti antibatterici da impiegare come supporto a quello basilare e, in prospettiva, come alternativa clinica.
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Definizione, indicazioni e obiettivi della terapia causale parodontale

Il trattamento della malattia parodontale, una volta inquadrato accuratamente il paziente dal punto di vista clinico ed eventualmente radiografico, con particolare attenzione per i soggetti a rischio (fumatori e diabetici), passa necessariamente per la terapia causale, ovvero per l'approccio non chirurgico. Un riassunto dei punti fondamentali nella definizione di questa metodica e dei casi in cui essa viene indicata.

Ozono nella terapia causale parodontale

Un interessante studio microbiologico giapponese ha valutato l'azione di gel ozonizzati su una varietà di specie microbiche, con particolare riguardo per quelle parodontali. Il lavoro ha osservato un'azione battericida nei confronti di Porphyromonas gingivalis, Prevotella intermedia, Fusobacterium nucleatum, Aggregatibacter actinomycetemcomitans ed Eikenella corrodens.
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