L’implantologia osteointegrata garantisce ormai risultati eccezionali in termini di sopravvivenza, a fronte di una grande versatilità in termini di indicazioni terapeutiche e di soluzioni protesiche. Ragionando appunto in termini di predicibilità, è indispensabile anche assicurare, al di là della sopravvivenza implantare, un risultato stabile, in termini funzionali ed estetici, a lungo termine. In questo senso, una riabilitazione implantoprotesica deve essere salvaguardata, per quanto possibile, dai fenomeni fisiologici di riassorbimento dei tessuti molli e, a maggior ragione, dai processi patologici a carico degli stessi, primo fra tutti la sequenza mucosite-perimplantite.

In questo senso, è appurato che la carenza di mucosa cheratinizzata rappresenta un fattore di rischio per le patologie perimplantari ed è accettato anche il riferimento dei 2 mm come quota minima di tessuto da mantenere intorno al restauro.

La tecnica del free gingival graft è considerata l'approccio comune di mantenimento o di implementazione dello spessore dei tessuti molli a livello dei siti implantari.

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Lo studio prospettico di Oh (2017) ha rilevato la capacità dell’innesto libero, nella correzione di una recessione perimplantare, di ridurre l'infiammazione perimplantare e mantenere il livello dell'osso crestale in un follow-up di 18 mesi.

Ragionando in termini opposti, Zheng si è proposto di indagare gli eventuali vantaggi per la mucosa perimplantare, di un free graft inserito in anticipo su una già pianificata riabilitazione implantoprotesica. Ha pertanto impostato un trial clinico randomizzato, i cui risultati sono stati da poco pubblicati su BMC Oral Health.

Gli autori hanno incluso un totale di 26 pazienti in cui era stato precedentemente riconosciuto un deficit di mucosa cheratinizzata a livello del sito edentulo da riabilitare. Ciascuno è stato incluso randomicamente nel gruppo studio, che ha ricevuto l’innesto 6-8 settimane prima dell’inserimento dell’impianto, o in quello controllo, sottoposto direttamente a implantologia.

Sono stati analizzati sia parametri clinici (indici parodontali, profondità di sondaggio e sanguinamento al sondaggio) che anatomici (margine della mucosa, spessore dei tessuti molli e ampiezza della mucosa cheratinizzata) al baseline, quindi a 1, 3, 6 e 12 mesi. Sorprendentemente, le uniche differenze significative rilevate interessano margine della mucosa e spessore dei tessuti molli: le mucose perimplantari non innestate hanno mostrato una ampia tendenza a collassare maggiormente.

In conclusione, lo studio attesta differenze minime tra i due gruppi, verosimilmente anche in ragione della ridotta numerosità del campione. I risultati preliminari, in attesa di un’implementazione delle evidenze, validano comunque l’innesto preventivo di una mucosa edentula deficitaria. L’intervento favorirebbe la stabilità tissutale ma potrebbe non influire sulla salute perimplantare, almeno nel corso del primo anno postoperatorio.

Riferimenti bibliografici sull'innesto gengivale

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34607597/

 

Possibili vantaggi di free gingival graft preimplantare - Ultima modifica: 2021-10-26T11:00:01+00:00 da redazione

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