È nella bellezza della ricerca scientifica l’incrociarsi delle nozioni derivanti da discipline lontane che portano a più comprendere e, talvolta, a meglio curare. Così in un recente articolo pubblicato da Nature (Haridy Y, Norris SCP, Fabbri M, et al. The origin of vertebrate teeth and evolution of sensory exoskeletons. Nature 2025 642:119-124) si legge che in alcuni animali vissuti centinaia di milioni di anni fa comparvero i precursori di denti e dentina, ma, e questo è il dato per noi interessante, essi non avevano funzioni connesse alla nutrizione, bensì sensoriali. Eriptychius, un vertebrato di quell’epoca, era dotato di tubuli dentinali anche nell’esoscheletro: questo, insieme con altri dati, suggerisce che la dentina primordiale fosse un organo di senso. Da tale prospettiva non sorprende che un organo come il dente, non esposto direttamente all’esterno, possa essere così sensibile a stimoli termici che non percepisce con il suo tessuto più superficiale. Al problema dell’ipersensibilità dentale è dedicata la rassegna del mese.

Efficacia di un gel topico con ibuprofen 1% in struttura nano sull’ipersensibilità dopo sbiancamento professionale con perossido di idrogeno 35%

de Oliveira FJD, de Sá Barbosa BF, de Bessa MS, et al. Efficacy of a 1% ibuprofen nanostructured topical gel in reducing in-office bleaching sensitivity following 35% hydrogen peroxide application: a randomized, controlled, triple-blind, split-mouth clinical trial. Clin Oral Investig. 2025 May 23;29(6):308.

Le nanotecnologie stanno rivoluzionando molti settori tecnici e scientifici, ma in questo caso non sono andate oltre la soglia di significato statistico. Il gel sperimentato non ha interferito con il risultato dello sbiancamento, ma non ha neppure influito sulla sensibilità dei 40 partecipanti alla ricerca, non confermando i positivi risultati ottenuti negli animali, dove ha raggiunto la polpa e ne ha ridotto la risposta infiammatoria. Il gel è stato confrontato con un placebo, applicandoli sia 10 minuti prima sia al termine della procedura. Il risultato negativo può dipendere, secondo gli autori, dall’insufficiente concentrazione raggiunta nella polpa o dall’incapacità di bloccarne i recettori, in particolare il TRPA1, di cui è noto lo stretto legame con l’ipersensibilità da sbiancamento. Si tratta, infatti, di un recettore molto diffuso negli odontoblasti che, in vitro, ha dimostrato grande affinità per codeina e desametasone, ma non per ibuprofen. Infine, potrebbe entrare in gioco anche il pH dello sbiancante impiegato; infatti, pur essendo perossido di idrogeno al 35%, la sua formulazione ne mantiene il pH stabilmente alcalino con valore minimo di 7 che spiegherebbe il basso livello di ipersensibilità riferita dai partecipanti che, a sua volta, potrebbe mascherare l’efficacia del gel sperimentato. In altre parole, non essendo il perossido di idrogeno aggressivo e non causando flogosi della polpa, il gel di ibuprofen non può dimostrare alcun effetto concreto, pur essendo teoricamente in grado di ridurre l’infiammazione pulpare.

Farmaci per via topica nel trattamento dell’ipersensibilità da sbiancamento professionale

de Oliveira FJD, Costa MJF, de Bessa MS, Borges BCD. Efficacy of topical drug application to manage in-office bleaching sensitivity: a systematic review and meta-analysis of randomized clinical trials. Clin Oral Investig. 2024 Jul 27;28(8):452.

L’ipersensibilità post-sbiancamento è un fastidioso effetto collaterale dipendente anche dalla concentrazione del principio attivo sul quale sono stati eseguiti molti studi.
Come spesso succede in questo tipo di ricerche, tra le centinaia di pubblicazioni più o meno coerenti con l’obiettivo sono ben poche (4 su 334 in questo caso) quelle che superano l’esame di ammissione per quanto riguarda il protocollo seguito. I prodotti sperimentati erano tre farmaci (ibuprofen + arginina, neomicina + polimixina B, metamizolo) e l’eugenolo, applicati in forma di gel o soluzione prima dello sbiancamento. Questo veniva eseguito in due sedute a distanza di 7 giorni con perossido di idrogeno 35%. Combinando tutti i risultati grazie alla metanalisi, gli autori concludono che la differenza tra i gruppi sperimentali e quelli di controllo non supera la soglia di significato statistico e così vale anche per il risultato estetico; in altre parole, lo sbiancamento avviene efficacemente anche usando tali prodotti, che però non riducono la sensibilità. Tra le cause che possono spiegare questo insuccesso vi è sicuramente la struttura dello smalto: il diametro dei canalicoli osservabili al suo interno non supera i 3 micron; inoltre, anche peso molecolare e affinità del prodotto impiegato verso i tessuti dentali devono essere tenuti in conto se si vuole arrivare a qualche risultato. I 34 g/mol del perossido di idrogeno sono da 5 a 10 volte inferiori dei farmaci sperimentati e dell’eugenolo, che in futuro potrebbero essere più efficacemente veicolati in forma nanomerica. Inoltre, gli autori suggeriscono un’altra linea di ricerca: grazie all’aumento di permeabilità dello smalto conseguente all’applicazione del perossido di idrogeno, i desensibilizzanti potrebbero essere più efficaci se applicati dopo lo sbiancamento. Infine, ma non per importanza, resta ancora l’incerta natura del meccanismo alla base dell’ipersensibilità: una pulpite reversibile dovuta alla penetrazione dello sbiancante oppure una disidratazione dei tessuti da effetto osmotico o la sempre presente teoria idrodinamica.

Effetto di un gel con pregabalina sulla sensibilità dentale e variazioni cromatiche dopo sbiancamento con perossido di idrogeno 3%

Xavier GMB, Paes YFO, de Meneses Costa Ferreira LM, et al. Effect of an experimental pregabalin gel on dental sensitivity and color change after bleaching with 35% hydrogen peroxide: a randomized clinical trial. Clin Oral Investig. 2025 Mar 1;29(3):165. 

Il pregabalin è un farmaco anticonvulsivante che si è dimostrato attivo anche sul dolore neuropatico; il meccanismo di azione non è totalmente chiaro, ma si ritiene collegato al suo legame con i canali del calcio presinaptici che ridurrebbe la quantità di neurotrasmettitori rilasciati. La sua formulazione topica si è dimostrata di efficacia equivalente e anche utile nel prevenirne gli effetti collaterali. Gli autori lo hanno impiegato su 75 volontari divisi in gruppo sperimentale 1 (gel pregabalin 10%), gruppo sperimentale 2 (KNO3 5% + NaF 2%) e gruppo placebo. L’età massima di 40 anni (età media 25) è stata scelta perché il disturbo oggetto di studio si manifesta in modo più intenso nei giovani a causa delle maggiori dimensioni della polpa e dei tubuli dentinali. Ogni prodotto è stato lasciato agire per 10 minuti prima dello sbiancamento (eseguito in due fasi a distanza di 7 giorni); nei successivi 21 giorni i partecipanti hanno riportato il grado di sensibilità su una scala Vas. L’elaborazione dei dati rilevati ha dimostrato l’efficacia del pregabalin e la sua non interferenza con lo sbiancante (il colore è stato valutato con spettrofotometria); risultati simili ha ottenuto anche il gruppo 2. A questo proposito, gli autori segnalano che i loro buoni risultati potrebbero dipendere dall’associazione dei due sali poiché il solo nitrato di potassio si è dimostrato inefficace in precedenti ricerche. Segnaliamo infine i risultati promettenti di un gel sperimentale con perossido di idrogeno 35% addizionato di idrossiapatite e capsaicina entrambe in forma nanomerica che ha ridotto la sensibilità senza compromettere l‘effetto sbiancante in una ricerca in triplo cieco (da Silva KL, Gumy FN, Sutil E, Carpio-Salvatierra B, Rockenbach-Binz MC, Reis A, D Loguercio A, Farago PV. An experimental bleaching gel containing a nanocomposite reduces the intensity of postoperative tooth sensitivity: A randomized, triple blind clinical trial. J Dent. 2025 Jul;158:105775). Le note proprietà remineralizzanti dell’idrossiapatite sono state unite con quelle antiflogistiche del principio attivo del peperoncino piccante che interagisce con il recettore TRPA1 presente nelle fibre nervose pulpari e con la sostanza P, un neuropeptide coinvolto nella trasmissione degli stimoli dolorosi e nella regolazione della pressione arteriosa.

La somministrazione di ibuprofen e di un desensibilizzante prima dello sbiancamento riduce l’ipersensibilità dentale

Lima NLB, Sette-de-Souza PH, Siqueira AHC, et al. Preemptive use of ibuprofen and desensitizer decreases immediate tooth sensitivity after in-office bleaching: A triple-blind, randomized, placebo-controlled clinical trial. J Am Dent Assoc. 2024 Apr;155(4):304-311.

Nonostante l’esiguità del campione studiato, questa indagine si distingue per il protocollo split-mouth, nel quale un lato dell’arcata fa da gruppo sperimentale e l’altro da controllo. Essendo noto che i Fans assunti dopo la comparsa della sensibilità sono poco efficaci, gli autori ne hanno studiato l’effetto somministrandoli prima dello sbiancamento (ibuprofen 400 mg un’ora prima) con o senza preliminare applicazione topica di floruro di potassio (KF), in grado di obliterare i tubuli dentinali e depolarizzare le terminazioni nervose libere della polpa inibendo la trasmissione degli stimoli dolorosi. Le arcate dei 15 soggetti esaminati sono state divise in 4 gruppi: ibuprofen + KF, ibuprofen + placebo topico, KF + placebo per os , placebo per os + placebo topico. La sensibilità è stata misurata dai partecipanti con una scala Vas in 4 tempi nelle 54 ore seguenti lo sbiancamento. I dati ottenuti hanno dimostrato la significativa superiorità dell’associazione ibuprofen + KF che ha ridotto di circa 4 volte il rischio della comparsa di ipersensibilità; l’efficacia, invece, di ibuprofen e KF singolarmente era simile a quella del placebo. A proposito del floruro di potassio, infine, gli autori sottolineano che non vi sono ancora indicazioni precise sulle modalità da seguire e che, pertanto, se ne dovrebbe studiare l’effetto con concentrazioni più elevate.

Ipersensibilità dentale: fossili, denti e nervi - Ultima modifica: 2026-04-15T09:02:09+02:00 da Paola Brambilla
Ipersensibilità dentale: fossili, denti e nervi - Ultima modifica: 2026-04-15T09:02:09+02:00 da Paola Brambilla