Nel corso degli anni sono state sviluppate molte tecnologie volte a rendere l’assistenza odontoiatrica sempre più efficace. L’evoluzione di strumenti non invasivi e di facile utilizzo ha offerto a pazienti e clinici grandi benefici. Tra questi supporti tecnologici, la telecamera intraorale e lo scanner intraorale si sono dimostrati utilissimi da utilizzare sia singolarmente sia insieme. Ci si domanda oggi, con l’avvento di scanner intraorali sempre più sofisticati, se abbia ancora senso continuare a utilizzare anche la telecamera intraorale nella pratica clinica. Ecco cosa suggeriscono le evidenze.
Telecamera intraorale vs scanner intraorale
Comparsa sul mercato nel 1987, la telecamera intraorale (IOC – IntraOral Camera) è un dispositivo ottico portatile che consente di ottenere immagini e video ad alta risoluzione dell’interno della cavità orale, trasmettendo il segnale a un monitor dedicato o a un monitor connesso al software gestionale dello studio.
Questo strumento di imaging digitale è costituito da:
- una piccola videocamera montata su una sonda maneggevole;
- illuminazione LED integrata per eliminare le ombre e migliorare la visibilità;
- software di visualizzazione e memorizzazione delle immagini.
Le telecamere intraorali moderne si differenziano per:
- risoluzione dell’immagine (HD, 4K);
- tipo di illuminazione (LED, polarizzata);
- testa rotante o angolabile per raggiungere le aree difficili;
- connessione cablata o wireless al sistema gestionale;
- integrazione con sensori, radiografie o flussi di teledentistry.
Applicazioni e vantaggi della telecamera intraorale
Le numerose funzionalità della telecamera (modalità foto o video, modalità macro, lampada fotopolimerizzante per compositi, luce LED, fluorescenza, ecc.) permettono osservazioni cliniche di carie, fratture, tartaro, lesioni della mucosa e margini protesici con una prospettiva aumentata fino a 40-60× rispetto alla visione a occhio nudo.
Le immagini così ingrandite possono essere mostrate al paziente per consentire una migliore e più efficace comunicazione. Tali supporti visivi si rivelano utili per accrescere la compliance e la motivazione del paziente prima, durante e dopo un trattamento odontoiatrico e, al contempo, contribuiscono ad aumentare la sua conoscenza e la sua consapevolezza di particolari situazioni del cavo orale che lo riguardano. Un altro grande vantaggio consiste nella possibilità di condividere le immagini e/o i video acquisiti con la telecamera con altri specialisti, anche lontanissimi, per una diagnosi ancora più approfondita.
Nella pratica clinica quotidiana, le telecamere intraorali vengono impiegate per:
- diagnosi clinica diretta e documentazione fotografica;
- educazione del paziente;
- monitoraggio nel tempo, confrontando immagini successive;
- comunicazione con specialisti o laboratori;
- documentazione medico-legale o assicurativa.
Una precisazione è però necessaria: non si tratta di tecnologia 3D. La telecamera cattura infatti immagini 2D ad alta qualità, non modelli tridimensionali.
Vi sono poi alcuni limiti intrinseci: la qualità delle immagini delle telecamere intraorali dipende in larga misura dall’abilità e dall’esperienza dell’operatore e le acquisizioni non consentono misurazioni quantitative riproducibili. Per questo motivo, pur essendo preziose per la diagnosi visiva e la comunicazione con il paziente, le telecamere non sostituiscono strumenti di pianificazione digitale o di rilevazione tridimensionale necessaria per workflow protesici o ortodontici.
Applicazioni e vantaggi degli scanner intraorali
Considerando che le telecamere intraorali forniscono immagini bidimensionali, in alcune situazioni cliniche può rendersi necessario ricorrere agli scanner intraorali, non perché siano “migliori”, ma perché rispondono a esigenze diverse, come la creazione di modelli tridimensionali precisi per pianificazione protesica, ortodontica o chirurgica. Gli scanner intraorali (IOS) sono strumenti avanzati utili proprio per la loro capacità di catturare precise immagini tridimensionali della cavità orale, dei denti e dei tessuti circostanti compresi. Oggi utilizzano ottiche sofisticate, sensori di imaging e algoritmi software per ottenere scansioni precise e dettagliate. Molti scanner intraorali utilizzano luce strutturata o tecnologie di imaging confocale per proiettare pattern di luce sulla superficie che deve essere scansionata. Muovendo lo scanner all’interno della cavità orale si genera un flusso continuo di catture ed elaborazioni delle immagini con gli algoritmi del software, che genera il modello tridimensionale visibile sul monitor. Gli algoritmi sono creati in modo da tenere conto, eliminandoli, dei fattori distorsivi (artefatti di movimento, interferenze di riflessione, discrepanze occlusali, ecc) che possano influenzare la precisione della scansione. La testa dello scanner è progettata in modo da riuscire a raggiungere e scannerizzare ogni parte del cavo orale, anche le zone più posteriori.
Nella pratica clinica gli scanner intraorali hanno trovato un gran numero di applicazioni, rivoluzionando il modo in cui le impronte sono rilevate e utilizzate:
- in protesi e in odontoiatria restaurativa gli scanner consentono la rilevazione di impronte digitali per la costruzione di corone, ponti, ecc. su denti naturali e impianti;
- in ortodonzia generano modelli digitali della dentatura del paziente utilizzabili per la diagnosi o per la costruzione di apparecchiature ortodontiche (la loro non invasività li rende adattissimi ai pazienti pediatrici, che sono poi sempre incuriositi e coinvolti dalla visione del modello tridimensionale creato);
- in parodontologia e chirurgia orale sono utilizzati per rilevare con accuratezza l’anatomia di tessuti duri e molli e le relazioni occlusali, elemento di grande importanza nella programmazione di terapie chirurgiche parodontali e/o implantari.
Emerge a questo punto una domanda frequente: gli scanner intraorali (IOS) rendono obsolete le telecamere? La risposta è no, e la letteratura recente lo supporta
Telecamere e scanner hanno certamente caratteristiche comuni, ma hanno anche specificità che le rendono uniche nel loro genere e, per questo, indubbiamente insostituibili.
Caratteristica propria delle telecamere intraorali è la generazione di immagini che sono sì bidimensionali, eppure capaci, grazie all’alta risoluzione che le caratterizza, di facilitare la possibilità di diagnosticare precocemente cavità, microfratture, erosioni e condizioni parodontali. Rispetto agli scanner intraorali, le telecamere sono inoltre più economiche e più facili da utilizzare, oltre a richiedere una formazione tecnica meno impegnativa.
Caratteristica propria degli scanner intraorali è la tridimensionalità delle immagini che generano: grazie ad essa sono state rivoluzionate la presa delle impronte e la costruzione di manufatti protesici e ortodontici in laboratorio. Non si può non sottolineare gli inevitabili svantaggi di questa nuova tecnologia: gli alti costi iniziali, il controllo non sempre facile dell’umidità all’interno del cavo orale durante la scansione (fondamentale per ottenere modelli digitali accurati) e la garanzia della protezione dei dati generati dalla scansione e della privacy del paziente.
Quando e perché utilizzarli?
L’utilizzo degli strumenti può essere modulato in base alle esigenze cliniche: durante la prima visita o per attività di screening, le telecamere intraorali risultano ideali; per follow-up e documentazione visiva delle condizioni del paziente, le IOC continuano a essere lo strumento più rapido e diretto. Gli scanner intraorali, invece, sono indispensabili per la pianificazione protesica o ortodontica che richieda modelli tridimensionali accurati, mentre nei casi clinici più complessi è spesso utile integrare entrambe le tecnologie per ottenere diagnosi precise e flussi di lavoro completi.
La Tabella 1 riassume tutti questi concetti.

Un ruolo complementare
In conclusione, telecamere intraorali e scanner intraorali hanno un ruolo complementare: le telecamere intraorali forniscono visualizzazione e comunicazione 2D, mentre gli scanner 3D generano un modello digitale dell’arcata per fabbricazione di restauri, allineatori o guide chirurgiche. Entrambi possono coesistere nella stessa pratica perché rispondono a esigenze cliniche differenti (Tabella 2).

La letteratura più recente conferma l’importanza clinica di entrambi gli strumenti.
Una revisione sistematica del 2025 confronta la diagnostic accuracy di telecamera intraorale e scanner per la rilevazione di carie, evidenziando sensibilità moderate per entrambi, con limitazioni metodologiche e variabilità dipendente dall’esperienza dell’operatore.
Numerosi studi pubblicati nel 2024 valutano la precisione degli scanner intraorali per impronte digitali, confermando la loro affidabilità clinica per flussi digitali, ma anche i limiti legati a casi complessi come archi completi o superfici profonde.
La tecnologia degli scanner ha benefici chiari per workflow protesico e ortodontico, ma non sostituisce la necessità di immagini cliniche accurate per diagnosi e comunicazione.
- Le telecamere intraorali restano strumenti altamente rilevanti nella pratica odontoiatrica moderna, soprattutto per: diagnosi clinica visiva e documentazione, comunicazione col paziente e integrazione con teledentistry.
- Nonostante gli scanner intraorali abbiano rivoluzionato il workflow digitale, le telecamere non scompaiono: complementano l’approccio clinico, offrendo un livello di dettaglio visivo e immediatezza che gli scanner 3D non sono progettati per fornire.



