La scelta della pinza da estrazione e il suo utilizzo corretto rappresentano aspetti decisivi per la riuscita di una procedura chirurgica semplice e predicibile. Nonostante siano strumenti di uso quotidiano, l’efficacia delle pinze chirurgiche dipende dalla capacità dell’operatore di selezionare il modello più adatto alla morfologia dentale e di applicare movimenti biomeccanici appropriati. Questa guida fornisce indicazioni pratiche e applicabili per identificare la pinza chirurgica corretta e condurre l’estrazione in modo sicuro, pulito e controllato

Anatomia della pinza

Ogni pinza è costituita da tre parti (1).

  • Braccia: costituiscono l’impugnatura e determinano la forza che possiamo applicare.
  • Articolazione: il punto di giunzione tra impugnatura e parte lavorante. Influenza stabilità e trasmissione del movimento.
  • Valve: le porzioni che si aggrappano al dente. Sono di varie forme e ognuna delle quali è progettata per adattarsi bene all’anatomia del dente che dobbiamo estrarre.
Tip biomeccanico

Dal punto di vista biomeccanico, una pinza funziona davvero bene solo se le sue valve riescono ad ancorarsi correttamente alla giunzione amelocementizia: è questo il punto che garantisce una presa stabile e ben distribuita (2).

  • Presa troppo coronale: comporta instabilità e aumenta il rischio di frattura della corona, obbligando spesso a procedere con tecniche più invasive.
  • Presa troppo apicale: generalmente non realizzabile, ma qualora si tentasse di forzare, si determinerebbe una compressione eccessiva dei tessuti duri e molli circostanti.

Riconoscere la pinza corretta

Data la numerosità delle pinze presenti, per un operatore alle prime armi potrebbe essere difficile scegliere quella adatta. Pinze per mascellare superiore e inferiore si distinguono principalmente per una caratteristica: la forma.

Pinze chirurgiche per denti mandibolari

Le pinze per i denti mandibolari sono facilmente riconoscibili per la loro forma che ricorda quella di un becco. Vediamole nello specifico.

 

Pinze chirurgiche da incisivi e premolari inferiori
  • Non presenta rostri.
  • Quando la pinza è chiusa, le due punte non si toccano.
  • Possiede le valve con un'inclinazione di 90°.
  • Quella per premolari è molto simile ma con le valve leggermente meno inclinate.
Pinza da molare inferiore
  • Mentre le pinze per incisivi e premolari hanno le valve lisce, quelle per i molari possiedono due rostri per impegnarsi nella forcazione.
  • Possiedono anche queste una inclinazione di 90° delle valve.
Pinze chirurgiche per denti mascellari

Le pinze dedicate ai denti mascellari hanno un orientamento delle valve che ricorda molto la forma di una chela di granchio. Man mano che ci si sposta verso le zone posteriori della bocca, inoltre, queste valve si inclinano verso l’alto in modo che, l’operatore riesca ad arrivare con più facilità al dente da trattare. A livello dei molari sulle pinze compaiono i rostri solo sulla parte vestibolare.

Perché solo un rostro e non due? Ricordiamoci che i molari superiori possiedono tre radici, e la forcazione è raggiungibile soltanto dal versante vestibolare; sul lato palatale, infatti, è presente una radice che impedisce l’accesso. Di conseguenza, la pinza per i molari superiori sinistri presenterà il rostro sul lato destro, mentre quella per i molari superiori destri lo avrà sul lato sinistro.

Pinze chirurgiche per radici

Per le radici, l’inclinazione delle valve segue la stessa logica delle pinze per superiori e inferiori, ma con la differenza che queste si toccano quando lo strumento è chiuso.

Pinze chirurgiche per denti decidui

Seguono le stesse regole, ma si differenziano per la loro dimensione, in quanto più piccole.

Usare la pinza in maniera intelligente

L’uso efficace della pinza non è una manovra isolata. Una buona estrazione inizia prima che la pinza tocchi il dente e si conclude dopo l’avulsione, con la corretta gestione dell’alveolo (3, 4). Il corretto posizionamento della pinza richiede prima di tutto un campo ben esposto. La prima parte dell’estrazione, infatti, vede la sindesmotomia dell’elemento dentale e l’allargamento del legamento parodontale tramite l’utilizzo delle leve. La mano non dominante svolge un ruolo cruciale in questo, in quanto ci permette di controllare i tessuti molli, stabilizzare la mandibola e sentire i movimenti che la pinza dà al dente. La pinza viene portata sul dente a livello della giunzione amelocementizia al fine di ottenere un appoggio circonferenziale. Solo quando si percepisce una presa uniforme e stabile si procede con i movimenti. Una volta ottenuta la presa corretta, l’estrazione non si affida alla forza, ma alla mobilizzazione progressiva. Ogni dente richiede un pattern di movimenti specifico che considera anche l’anatomia della radice.

I movimenti principali sono i seguenti (5, 6):

  • pressione apicale
  • pressione in direzione vestibolare
  • pressione linguale/palatale
  • rotazione (solo in elementi monoradicolati).

Lettura della resistenza: quando insistere e quando fermarsi

  • Durante i movimenti si deve imparare a leggere la resistenza.
  • Se il dente si muove con progressivo aumento di mobilità, si può proseguire.
  • Se la resistenza resta rigida o si avverte una flessione anomala della corona, è necessario fermarsi e riconsiderare la strategia: cambiare pinza, utilizzare una leva, valutare una odontotomia o una separazione radicolare.
  • La capacità di non forzare quando la biomeccanica non sta collaborando è una delle competenze più importanti del clinico.

L’importanza dell’asse di estrazione

Nell’avulsione di un dente è importante anche considerare l’asse di estrazione. L’asse non è solo una direzione teorica bensì la traiettoria in cui la radice può uscire con il minimo stress.

Comprenderlo richiede:

  • un’analisi pre-operatoria (rx e valutazione clinica),
  • una valutazione in tempo reale dei movimenti ottenuti,
  • la capacità di adattare la propria forza alla risposta del dente.

Nei molari superiori, l’asse di estrazione è generalmente vestibolo-distale, con una componente verticale meno marcata rispetto ad altri denti.
Questo avviene perché le radici sono divergenti (mesiovestibolare, distovestibolare e palatale), il tavolato vestibolare è più sottile e tende a cedere più facilmente, la radice palatale offre resistenza e sposta l’asse verso vestibolo.

Nei molari inferiori l’asse di estrazione ha caratteristiche differenti: è tendenzialmente più verticale, con un movimento leggermente inclinato verso il vestibolo. In questo caso le radici sono spesso più ravvicinate e il tavolato osseo vestibolare è relativamente più spesso. Molto importante quindi della determinazione della direzione dell’estrazione è considerare la conformazione radicolare e dell’osso circostante7. In questo articolo ci siamo soffermati sul riconoscimento e sull’uso delle pinze.

Ricordiamo però che l’estrazione prevede anche l’utilizzo di altri strumenti e l’esecuzione di una valutazione preoperatoria accurata.

Le fasi di un’estrazione possono quindi suddividersi come segue (8, 9, 10).

  1. Valutazione radiografica, anatomia radicolare, mobilità, valutazione delle strutture anatomiche vicine, struttura residua del dente
  2. Anestesia
  3. Sindesmotomia
  4. Lussazione mediante leva dritta
  5. Lussazione e espansione dell’alveolo mediante pinza
  6. Curettage alveolare
  7. Irrigazione mediante fisiologica sterile
  8. Compressione dell’alveolo
  9. Sutura (se necessaria)

Conclusioni

La scelta della pinza corretta e il suo utilizzo appropriato costituiscono elementi centrali per un’estrazione efficace e controllata. Conoscere le caratteristiche anatomiche dello strumento, individuare il modello più adatto all’elemento dentario e applicare movimenti biomeccanici coerenti con la morfologia radicolare permette di ridurre complicanze e aumentare la predicibilità della procedura.
L’operatore deve saper interpretare la risposta del dente ai movimenti eseguiti, riconoscendo quando proseguire e quando modificare l’approccio. Integrando la scelta e l’uso della pinza all’interno di un protocollo operativo completo, dalla valutazione preoperatoria alla gestione finale dell’alveolo, l’estrazione può essere condotta in modo più sicuro, sistematico e ripetibile.

 

Bibliografia
Jain, A. (2021).

  1. Principles and Techniques of Exodontia. In: Bonanthaya, K., Panneerselvam, E., Manuel, S., Kumar, V.V., Rai, A. (eds) Oral and Maxillofacial Surgery for the Clinician. Springer, Singapore. https://doi.org/10.1007/978-981-15-1346-6_13
  2. Sullivan SM. The principles of uncomplicated exodontia: simple steps for safe extractions. Compend Contin Educ Dent. 1999 Jan;20(1):48-52, 54 56 passim. PMID: 10649945.
  3. Boering G. General principles of the extraction technique. In: Boering G, Ed. Tooth extraction. Leiden: Stafleuen Tholen 1976; pp. 33-41.
  4. Batenburg RHK, Raghoebar GM, Schoen PJ, Bos RRM, Stegenga B. Extraction and dento-alveolar surgery. In: Stegenga B, Vissink A, de Bont M, Eds. Oral Diseases and Oral Surgery Van Gorcum and Comp. Assen: België 2000;89-136.
  5. Babarinde BA. Selection of instruments for the successful extraction of molar teeth: A pilot study. Br J Oral Maxillofac Surg 2009;47(1):27-30.
  6. Ahmed Glewan Mohamed, Abdulsalam E.E. Ibrahim, Milad Abdusalam A. Milad, Tooth Extraction using Vertical, Conventional, and Surgical Techniques in Sebha Dental College: A Descriptive “Cross-sectional Study”, The Open Dentistry Journal, Volume 17, 2023, ISSN 1874-2106, https://doi.org/10.2174/18742106-v17-20230815-2023-9.
  7. Hupp JR, Ellis E, Tucker MR. Movements in tooth extraction. In: Hupp JR, Ellis E, Tucker MR, editors. Contemporary Oral and Maxillofacial Surgery. 7th ed. St. Louis: Elsevier; 2019. p. 112-125.
  8. Gadhia A, Pepper T. Oral Surgery, Extraction of Teeth. [Updated 2023 Jun 1]. In: StatPearls [Internet]. Treasure Island (FL): StatPearls Publishing; 2025 Jan.
  9. Chiapasco M. Manuale illustrato di chirurgia orale. Quarta edizione. EDRA; 2020.
  10. Scheels JL, Howard PE. Principles of dental extraction. Semin Vet Med Surg 1993; 8(3): 146-54. PMID: 8210797.
Pinze chirurgiche guida alla scelta e all’utilizzo - Ultima modifica: 2026-05-11T16:09:20+02:00 da Paola Brambilla
Pinze chirurgiche guida alla scelta e all’utilizzo - Ultima modifica: 2026-05-11T16:09:20+02:00 da Paola Brambilla