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Valutazione precoce dell’inclusione del terzo molare su CBCT

Un interessante studio, condotto da Marchiori e colleghi e recentemente pubblicato su Archives of Oral Biology, ha ipotizzato la correlazione tra la mancanza di spazio retromolare (primo molare) e uno sviluppo tardivo dell'elemento, e il fatto che questa combinazione costituisca un indicatore precoce di inclusione.
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Efficacia del platelet-rich fibrin (PRF) nel decorso postoperatorio del terzo molare inferiore

Nella prima fase postoperatoria dopo chirurgia del terzo molare, il paziente va comunemente incontro ad alcune complicanze di natura infiammatoria: dolore, gonfiore, trisma. Diverse strategie terapeutiche sono state sperimentate nell'intento di ridurle: scelta di un lembo piuttosto che di un altro, ostectomia con strumenti a bassi giri, protocolli farmacologici diversi... Il PRF può aiutare il decorso?
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Guadagno osseo medio nella rigenerazione ossea verticale: risultati di una revisione sistematica

Le recenti revisioni recenti di Milinkovic (2014) e di Elnayef (2017) hanno quantificato in circa 4 mm la dimensione ossea verticale guadagnabile tramite questo tipo di tecniche, facendo però riferimento ad aree anatomiche circoscritte.
rialzo di seno mascellare lembi d'accesso Sutura e terzo molare superiore: possibile applicazione del nodo a scorrimento?

La chirurgia guidata flapless può complicare la gestione dei tessuti molli?

Ci si può domandare se questa metodica si approcci con un altro dogma dell'implantologia moderna, ovvero il sostegno della riabilitazione protesica tramite la gestione dei tessuti molli e, in particolare, della quota di mucosa cheratinizzata.
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Criticità nell’implantologia postestrattiva

I protocolli chirurgici e protesici di implantologia postestrattiva forniscono oggigiorno risultati buoni in termini di affidabilità, ma non possono essere del tutto scevri da fattori di criticità. Una revisione che ha coinvolto diversi ricercatori italiani ha considerato alcune tra le potenziali criticità legate a questo tipo di riabilitazioni.
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La scelta del materiale da innesto nella rigenerativa ossea

La chirurgia implantare rappresenta in molte situazioni il gold standard per riabilitare edentulie singole o multiple; esistono delle condizioni però nelle quali non è...

Stato attuale dell’arte nella prognostica del graftless sinus lift

Il rialzo del pavimento del seno mascellare, nella forma con antrostomia, è oggi diventato una delle più comuni e soprattutto sicure procedure nell'ambito della chirurgia preimplantare, peraltro in una delle regioni anatomiche potenzialmente più sfavorevoli a tale scopo. Un'alternativa clinicamente percorribile, che prevede di portare a termine l'intervento senza inserire alcun materiale, è oggi ben descritta in letteratura.
DM_il dentista moderno_Ipoestesia mandibolare refrattaria in chirurgia orale

Ipoestesia mandibolare refrattaria in chirurgia orale: aggiornamento

I disturbi neurosensitivi sono complicanze fra le più temute in chirurgia orale e nel loro complesso vanno considerate come relativamente frequenti. Occorre tuttavia fare dei distinguo: l'insorgenza dopo chirurgia del terzo molare inferiore è riportata in letteratura con una frequenza compresa fra 0,3 e 8,4%. La maggior parte dei casi di ipoestesia sono temporanei e tendono a risolversi entro 6 mesi.
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Eruzione passiva alterata: approccio terapeutico

Nel lavoro pubblicato a inizio anno sul British Dental Journal, Al-Harbi e Ahmad hanno fornito in primo luogo una guida clinica per il decision making. In tutti i pazienti il razionale operativo è allungare la corona clinica a discapito dei tessuti molli ma, in effetti, se per alcuni il metodo per raggiungere tale obiettivo è la semplice gengivectomia, per altri risulta necessario pianificare una contestuale ostectomia e osteoplastica.
DM_il dentista moderno_eruzione passiva alterata diagnosi e inquadramento

Eruzione passiva alterata: inquadramento e diagnosi

L'eccessiva esposizione gengivale, altrimenti nota come “gummy smile” rappresenta una conformazione del sorriso caratterizzata da un eccesso della cosiddetta estetica rosa a svantaggio di quella bianca, il che può comportare un discomfort per il paziente, soprattutto sul piano psicologico. Le cause di questo quadro clinico possono essere molteplici: si faccia riferimento alle numerose anomalie anatomiche possibili a livello muscolo-cutaneo/mucoso od ortodontico.
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Estrazione atraumatica verticale: protocollo e validazione scientifica

L'estrazione di un elemento dentale giudicato non altrimenti recuperabile rappresenta una scelta clinica delicata e presuppone una contestuale proposta riabilitativa del sito. L'inserimento di un impianto osteointegrato e la successiva riabilitazione protesica costituiscono la prima scelta nella maggior parte dei casi.
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Corticosteroidi in chirurgia orale ortognatica

Questi farmaci trovano impiego relativamente comune nelle chirurgie maggiormente impegnative al fine di ridurre il discomfort postoperatorio. Alcuni Autori ne riservano l'indicazione alle chirurgie maggiori di ambito. Lavori recenti hanno apportato degli aggiornamenti alle evidenze sulla tematica e la relativa applicazione clinica. È auspicabile disporre di protocolli ripetibili al fine di maneggiare correttamente tali farmaci.
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Approccio evidence based all’innesto osseo autologo: fattori di rischio

Le fonti scientifiche concordano nel definire, all'interno del panorama dei biomateriali a uso odontoiatrico, l'innesto osseo autologo come il gold standard nelle metodiche preimplantari di bone augmentation. La tecnica gode dei vantaggi derivanti dalla perfetta compatibilità immunologica e soprattutto delle proprietà osteoconduttive, osteoinduttive e osteogeniche.
Paziente al dentista rialzo seno mascellare

Spessore della parete antrale del seno mascellare: dati clinici e indicazioni pratiche

La metodica chirurgica di rialzo del pavimento del seno mascellare costituisce oggigiorno una delle tecniche chirurgiche preimplantari meglio codificate e maggiormente impiegate. La procedura a cui si fa riferimento è quella detta di antrostomia laterale e prevede appunto la realizzazione sulla parete antero-laterale di una finestra osteotomica.
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Il controllo dell’infiammazione nella chirurgia del terzo molare

Le più comuni complicanze legate alla chirurgia del terzo molare sono quelle di natura infiammatoria: dolore, gonfiore, trisma, alveoliti. È naturalmente raccomandabile nell'interesse del paziente e nell'organizzazione del follow-up mettere in atto manovre preventive di tali complicanze. Sull'Australian Dental Journal una revisione aggiornata della letteratura riguardante gli interventi da mettere in atto.
rialzo di seno mascellare lembi d'accesso Sutura e terzo molare superiore: possibile applicazione del nodo a scorrimento?

Una nuova tecnica tutta italiana di rialzo transalveolare

Attualmente, il rialzo di seno mascellare, nelle due grandi varianti procedurali, laterale e transalveolare, costituisce un vero e proprio standard clinico nella riabilitazione delle edentulie dei settori lateroposteriori del mascellare superiore, nonché una fra le procedure maggiormente documentate nell'ambito di tutta l'implantologia. Una tecnica molto peculiare fornisce prospettive di sviluppo interessanti in una casistica particolare e complessa.
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