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Dolore testa e collo in pazienti riferiti alla medicina orale e gestione del dolore orofacciale Premium

Dolore testa collo

Autori

Massimo Ragonesi

Odontostomatologo, libero professionista, Genova

Corrispondenza: massirago@libero.it

Abstract

Scopo del lavoro. Il dolore nella regione della testa e del collo è molto comune e non raramente un impegno diagnostico per i clinici. Lo scopo del presente studio era quello di indagare sui modelli di localizzazione del dolore in pazienti con dolore cranio cervico facciale (inclusa cavità orale).

Materiali e Metodi. In questo studio di osservazione, in un campione consecutivo di pazienti, sono state raccolte le seguenti variabili: età, genere, momento della comparsa del dolore, localizzazione del dolore lamentato. L’equità delle distribuzioni di frequenza è stata misurata statisticamente mediante il test del chi quadrato (p<0,05) e l’indice di Gini. Inoltre, le frequenze di localizzazione del dolore sono state posizionate su diagramma di Pareto per una discussione statico-empirica.

Risultati. Il nostro campione era costituito da 171 pazienti, principalmente di genere femminile (p<0,05) ed età medio adulta (p<0,05). Sono stati individuati quindici modelli di localizzazione del dolore testa e collo, ed i più frequenti sono stati i seguenti: dentoalveolare (38,6%), mucosa orale (12,3%), facciale (10,5%), cervico-facciale (7,6%), cranio-cervico-facciale (7,6%), con coefficiente di Gini G=0,58 (equità moderata). Posizionati per frequenze decrescenti, i primi dieci modelli di localizzazione del dolore hanno registrato una frequenza cumulata del 95,3%.

Conclusioni. La medicina orale possiede molta confidenza con la regione orofacciale; pertanto, deve essere considerata una disciplina centrale nella valutazione del paziente con dolore testa collo. La conoscenza dei vari modelli di localizzazione del dolore alla testa e al collo identificati nel presente studio poteva essere un aiuto per i medici impegnati nella medicina orale e nella gestione del dolore orofacciale.

Head and neck pain in patients referred to oral medicine and orofacial pain management

Aim. Pain in head and neck region is very common and not infrequently a diagnostic challenge for clinicians. The aim of this study was to investigate pain localization patterns in patients with oral and cranio-cervical facial pain.

Materials and methods. In this observational study, in a consecutive sample of patients, the following variables were collected: age, gender, time of pain onset, and complained pain localization. Frequency distribution equality was statistically measured by the chi-squared test (p<0,05) and the Gini index. Furthermore, the pain localization frequencies were placed on a Pareto diagram for a static-empirical discussion.

Results. Our sample consisted of 171 patients, mainly female (p<0,05) and middle-adult age (p<0,05). We identified fifteen localization patterns of head and neck pain and the most frequent being the following: dentoalveolar (38.6%), oral mucosa (12.3%), facial (10.5%), cervico-facial (7.6%), cranio-cervico-facial (7.6%) with Gini coefficient G=0.58 (moderate equity). Ranked by decreasing frequencies, the top ten pain localization models recorded 95,3% cumulative frequency.

Conclusion. Oral medicine is highly confidant with the orofacial region, therefore it should be considered a central discipline in the evaluation of patients with head and neck pain. Knowledge of the various localization patterns of head and neck pain identified in the present study could aid clinicians practicing oral medicine and orofacial pain management.

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Odontoiatri: ritocco estetico con o senza Iva?

La medicina estetica fa parte delle competenze dell’odontoiatra dal 30 maggio del 2023, a seguito della modifica dell’art. 2 della legge 24 luglio 1985 nr. 409, istitutiva della professione sanitaria di odontoiatra, disposta dall’ultimo comma dell’art. 15 ter del decreto-legge 30 marzo 2023 nr. 34. Gli odontoiatri possono, da tale data, “esercitare le attività di medicina estetica non invasiva o mininvasiva al terzo superiore, terzo medio e terzo inferiore del viso”.

Questa estensione di competenze, a giudicare dalla crescente offerta di corsi di formazione specifici e dall’attivismo che produttori e distributori dei collegati dispositivi medici dimostrano, suscita l’interesse di molti professionisti, che ora sono nelle condizioni di offrire ai propri pazienti nuove opportunità di cura, traendone di conseguenza anche nuove possibilità di introiti monetari.

Fra le questioni che la novità legislativa pone all’attenzione di chi esercita la professione di odontoiatra, vi sono gli aspetti connessi alle decisioni tariffarie relative alle eventuali prestazioni di medicina estetica e alla loro fatturazione.

In questo articolo si propongono alcune riflessioni su quest’ultimo aspetto, precisamente sulla necessità di stabilire, al momento della fatturazione di queste operazioni, se si debba o meno aggiungere l’Iva.

 

Le Entrate contestano

Alcune società scientifiche non odontoiatriche riunite nel Collegio Italiano Società Scientifiche di Medicina Estetica hanno da tempo prodotto documenti e studi e interloquito con le autorità e con il Parlamento. In particolare, tali attività si sono sviluppate per contestare l’azione accertativa dell’Agenzia delle entrate contro gli operatori sanitari che hanno fatturato prestazioni estetiche senza applicazione dell’Iva, che invece, secondo l’Agenzia, andava aggiunta al compenso. Ne è nato un cospicuo contenzioso, arrivato in Cassazione.

Si contesta l’interpretazione restrittiva che l’Agenzia delle entrate ha dato dell’art. 10, comma 1 nr. 18 del decreto Iva che esenta dall’imposta le prestazioni sanitarie per motivi sociali, purché concorrano due fatti:

  • le prestazioni abbiano come scopo la “diagnosi, cura e riabilitazione della persona”;
  • siano “rese nell’esercizio delle professioni e arti sanitarie soggette a vigilanza”.

Prestazioni prive di entrambi i requisiti non potranno godere dell’esenzione e dovranno perciò recare l’addebito dell’Iva in aggiunta al compenso da fatturare.

In sintesi, le questioni sollevate dall’Agenzia delle entrate vertono sull’effettività della natura sanitaria della prestazione, la quale, secondo l’Agenzia, non sussiste quando lo scopo della prestazione è solo “cosmetico” e volto a soddisfare la richiesta del paziente di modificare o migliorare il proprio aspetto fisico. In parole povere, la “medicina estetica”, se lo scopo non fosse curativo, non sarebbe più “medicina”, bensì soltanto “estetica”!

Nelle sentenze reperibili, peraltro, l’Agenzia delle entrate vince non perché dimostra inequivocabilmente lo scopo esclusivamente “cosmetico” della prestazione, ma per la carenza di mezzi di prova, ossia di documentazione prodotta in giudizio da parte del medico. In sintesi, la decisione del medico relativamente alla natura e allo scopo della prestazione sarebbe decisiva e incontestabile, purché risulti collegata alle singole prestazioni fatturate e adeguatamente documentata.

 

Modifiche normative

Fino al 17 dicembre 2023, l’onere della prova della natura strettamente sanitaria della prestazione è stato posto a carico del medico e ritenuto soddisfatto con la messa a disposizione delle autorità di “documentazione clinica completa e non anonima, a riprova del tipo di intervento eseguito e delle necessità terapeutiche”. Il medico, al momento in cui riceve il pagamento per la prestazione effettuata, richiede al paziente un consenso all’utilizzo della documentazione medica ai fini fiscali (per dimostrare, all’occorrenza, la spettanza dell’esenzione); in mancanza di consenso, provvede alla fatturazione con Iva. (sentenza della Corte tributaria regionale delle Marche del 27 ottobre 2023 nr. 889).

La situazione però è cambiata dopo l’approvazione del decreto-legge 18 ottobre 2023 nr. 145, che all’art. 4 quater dispone che l’esenzione dall’Iva “si applica alle prestazioni sanitarie di chirurgia estetica rese alla persona e volte a diagnosticare o curare malattie o problemi di salute ovvero a tutelare, mantenere o ristabilire la salute, anche psico-fisica, solo a condizione che tali finalità terapeutiche risultino da apposita attestazione medica”.

L’effetto giuridico di tale disposizione, che si auspica “chiuda” il periodo di incertezza interpretativa che ha dato luogo alle menzionate contestazioni, è l’inversione dell’onere della prova: in presenza dell’attestazione di legge, sarà l’Agenzia delle entrate a dover dimostrare che non di prestazione sanitaria ma di “cosmetica” si è trattato.

Si deve perciò porre attenzione al fatto che dal 17 dicembre 2023, data di entrata in vigore della citata disposizione, l’esenzione dall’Iva delle prestazioni di chirurgia e, per quanto richiamato, di medicina estetica, è “condizionata” dalla presenza della “apposita attestazione medica”, in assenza della quale l’Iva andrà invece applicata.

Ci si può domandare in cosa consisterebbe questa attestazione medica, nonché se essa sarà sufficiente a garantire l’esenzione dall’Iva davanti alle Corti tributarie o se sarà invece necessario produrre ulteriore documentazione a supporto. Ad avviso di chi scrive, l’attestazione medica, con un’apposita formula verbale, va inserita o richiamata anche nella fattura emessa in esenzione dall’Iva e la documentazione di supporto deve già essere presente in quel momento. Inoltre, è opportuno acquisire il consenso del paziente affinché sia possibile utilizzare la documentazione che lo riguarda a fini fiscali.

 

Conclusioni

La posizione personale di chi scrive è che l’odontoiatra, nell’esercizio professionale e in conformità alla legge, non possa effettuare prestazioni che non siano strettamente sanitarie; se la sua legge professionale, come accade ora, prevede nelle sue competenze anche prestazioni di medicina estetica, queste saranno da fatturare in esenzione Iva, con le cautele menzionate nel precedente paragrafo. Se l’odontoiatra effettuasse abitualmente prestazioni a “solo scopo cosmetico”, si dovrebbe concludere, sempre a nostro avviso, che sta svolgendo un’attività diversa da quella sua propria, in pratica avrebbe “cambiato mestiere” o aggiunto un’ulteriore attività a quella medica, con le conseguenze del caso sul piano fiscale, autorizzativo e assicurativo. In particolare, in presenza di effettuazione abituale di prestazioni soggette a Iva, è opportuno procedere alla separazione contabile di queste da quelle mediche esenti.

 

Parodontite, anche le vitamine possono essere d’aiuto

parodontite vitamine

La parodontite è una malattia infiammatoria multifattoriale che richiede grande cura e attenzione. La patologia, com'è noto, colpisce le strutture di supporto dei denti ed è legata a squilibri microbici e a diverse altre condizioni sistemiche. Senza trattamento, può portare a danni irreversibili e alla perdita dei denti. Un recente studio, condotto da un gruppo di ricercatori provenienti da diversi atenei europei ma non solo, si è concentrato sugli effetti che le vitamine potrebbero avere sui processi di guarigione e di rigenerazione delle ferite parodontali.

Gli effetti delle vitamine sulla parodontite

La rigenerazione del tessuto parodontale richiede l'attivazione di una serie di eventi biologici complessi a livello cellulare e molecolare. I ricercatori in questo studio hanno messo alla prova gli effetti benefici di alcune vitamine sul parodonto. Sintetizzando le evidenze da studi in vitro, dalle ricerche condotte su animali ma anche sull'uomo. Sebbene le evidenze attuali siano eterogenee e ci siano ancora molte lacune, i risultati sono incoraggianti. Suggeriscono che le vitamine, in particolare A, B, E, CoQ10 e le loro combinazioni, potrebbero avere effetti positivi sul parodonto. In particolare se utilizzate come complemento alle terapie parodontali chirurgiche o non chirurgiche.

Un'altra arma a disposizione per la diagnosi

Intorno alla parodontite c'è molto fermento. Sono numerosi infatti gli studi che hanno per oggetto questa insidiosa patologia, oggi ancora sottodiagnosticata. Di grande interesse, per esempio, è quello sulla metalloproteinasi di matrice-8 (MMP-8), soprattutto nella sua forma attiva, considerata uno dei biomarcatori più affidabili della parodontite. Se le ricerche future confermeranno i risultati già raggiunti, il biosensore a fibra ottica di plastica (POF) - strumento che sfrutta la risonanza plasmonica di superficie (SPR) per rilevare la MMP-8 salivare - potrebbe sostituire gli altri strumenti diagnostici. Rendendo così più rapida e certa la diagnosi di questa malattia.

Come contrastare la malattia partendo dalla dieta

Tornando sul fronte della terapia, secondo uno studio condotto presso il King's College di Londra, le restrizioni caloriche possono migliorare le condizioni parodontali riducendo l'infiammazione e promuovendo una migliore risposta al trattamento. La ricerca, pubblicata su Clinical Oral Investigations, offre un nuovo approccio nei confronti di questa malattia. Come peraltro suggerisce lo studio sul ruolo delle vitamine nella cura della parodontite, pubblicata su Periodontology 2000, che sembra andare proprio nella medesima direzione.

Riacutizzazione endodontica, come evitarla

Riacutizzazione endodontica

La riacutizzazione endodontica comporta un grande disagio per il paziente, ma anche per l'odontoiatra. La gestione di questa condizione clinica prevede infatti diverse azioni. Tra cui il drenaggio, il sollievo occlusale, ma anche l'uso di medicinali intracanalari e di farmaci sistemici. Uno studio condotto presso il Teerthanker Mahaveer Dental College and Research Centre di Moradabad, India, ne ha descritto meglio l'eziologia, alla ricerca di strumenti per evitare questa complicanza.

Un fenomeno multifattoriale difficile da prevenire

Il trattamento del canale radicolare implica la pulizia meccanica e chimica, seguita dall'otturazione per promuovere la guarigione dei tessuti periradicolari. Tuttavia, possono verificarsi riacutizzazioni caratterizzate da dolore intenso e/o gonfiore durante o dopo la terapia endodontica. Si tratta di complicazioni multifattoriali, derivanti da fattori chimici, meccanici e microbici, difficili da prevedere. Secondo gli autori dello studio, non esiste una strategia di trattamento sicura per scongiurarle. Per questa ragione, ancor prima di sottoporre il paziente al trattamento endodontico, andrebbero prese le giuste precauzioni.

I fattori di rischio, meglio non sottovalutarli

La sopravvivenza di un dente sottoposto a trattamento endodontico dipende da una serie di elementi. Come ha illustrato un'altra ricerca, condotta presso la University of Pennsylvania, Philadelphia, USA, pubblicata su The Journal of the American Dental Association. In questo studio, i ricercatori si sono concentrati su età, sesso, classificazione dello stato fisico e allergia all'amoxicillina, al fine di prevedere la riuscita della cura. La costruzione di nucleo, la copertura completa con corona e il mantenimento di un parodonto sano tramite procedure di scaling e root planing accrescerebbero la possibilità di successo. E i premolari mandibolari hanno mostrato una maggiore probabilità di conservazione rispetto ai molari mandibolari.

Le cause di fallimento

Per tenere lontano il rischio di acutizzazione endodontica, l'odontoiatra deve prendere alcune precauzioni. Come mostra uno studio condotto presso la Ewha Womans University di Seoul, Corea del Sud. La presenza di canali aggiuntivi non trattati è un predittore di fallimento endodontico entro cinque anni dal trattamento canalare radicolare iniziale. Per ottimizzare la prognosi a lungo termine, secondo i ricercatori è importante individuare e trattare tutti i canali radicolari durante il trattamento iniziale. Un dato prezioso questo che, insieme con le conclusioni elaborate dai ricercatori indiani di Moradabad, pubblicate su Cureus, offre qualche spunto in più per prevenire il fenomeno della riacutizzazione endodontica.

Principi biologici, applicazioni cliniche e tecniche chirurgiche nella copertura di una recessione gengivale di Classe 3 in zona estetica Premium

Tecniche chirurgiche recessione gengivale

Autori

Michele Mario Figliuzzi, MD, DDS, PhD

Salvatore Grigorio

Luca Parentela

Aiello Domenico, DDS, Phd

Department of Periodontics and Oral Sciences. University “Magna Graecia” Catanzaro, Italy.

Corrispondenza: salvo.grigorio97@gmail.com

Abstract

Lo scopo di questo lavoro è quello di definire i principi biologici e le conseguenti applicazioni cliniche negli interventi di chirurgia muco gengivale, per la terapia chirurgica delle recessioni gengivali. In particolare, gli interventi con innesto a prelievo del palato.
Materiali e metodi. L’esecuzione della tecnica chirurgica prevede una prima parte, con preparazione del sito ricevente. L’intervento chirurgico prosegue con una seconda parte, dove viene eseguito il prelievo dalla zona posteriore del palato, dove è presente tessuto cheratinizzato, in fine viene posizionato sul letto del ricevente.
Conclusioni. Possiamo affermare come con questa tecnica chirurgica su 30 interventi eseguiti abbiamo ottenuto nel 90% dei casi una copertura totale della recessione, nel 8% abbiamo ottenuto una copertura all’80%, e nel 2% dei casi abbiamo avuto delle complicanze post-operatorie, che hanno portato a necrosi dell’innesto.

Biological principles, clinical applications, and surgical techniques in covering Class 3 gingival recession in the aesthetic zone

This work aims to define the biological principles and the consequent clinics, in mucogingival surgery interventions, for the surgical therapy of gingival recessions. In particular, the interventions with graft harvesting of the palate.
Materials and methods. The execution of the surgical technique involves the first part, with the preparation of the recipient site. The surgery continues with a second part, where the sample is taken from the posterior area of ​​the palate, where there is keratinized tissue. Finally, it is placed on the recipient’s bed.
Conclusions. We can state that with this surgical technique out of 30 operations performed we obtained total coverage of the recession in 90% of cases, in 8% we obtained 80% coverage, and in 2% of cases we had post-operative complications, which led to graft necrosis.

 

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Ansia e paura nelle procedure di estrazione di un dente

Ansia e paura estrazione dente

Ansia e paura sono due risposte emotive che nell'essere umano si attivano in situazioni  ritenute in qualche misura pericolose per l'individuo. Se la paura del dentista è una delle fobie più comuni, la chirurgia dentale e l'estrazione di un dente sono tra le procedure che spaventano di più. Un recente studio, condotto presso la Medical University of Silesia, Polonia, ha esaminato 250 pazienti per identificare i fattori principali che influenzano l'ansia durante le estrazioni dentali. Utilizzando il Questionario sulle Credenze sul Controllo del Dolore (BPCQ) e la Scala Analogica Visiva (VAS) per misurare l'intensità del dolore e dello stress prima e dopo le procedure.

I risultati osservati

Lo stress perioperatorio è influenzato da molti fattori. Le giovani donne e le persone di piccoli paesi mostrano i livelli più alti di ansia, con la paura delle complicazioni come fattore principale. L'estrazione di denti inclusi è associata a maggiore ansia.  Secondo i ricercatori, è essenziale per i dentisti comprendere e gestire questi fattori per migliorare il comfort del paziente, prima e dopo le estrazioni dentali. D'altro canto, è altrettanto necessario che il paziente manifesti sin da subito le sue paure, verbalizzandole ancor prima di metter piede in studio. Perché, per fortuna, si può fare molto per contrastare questa risposta emotiva che solitamente affonda le sue radici in esperienze negative pregresse.

L'ansia, refrattaria alla ragione

Per aiutare il paziente a combattere la paura, la strada migliore sembra essere quella della condivisione empatica più che il contenimento o la razionalizzazione del comportamento. Secondo uno studio pubblicato sul Journal of Oral and Maxillofacial Surgery, infatti, la modalità di somministrazione del consenso informato sembra essere ininfluente sul controllo dell'ansia. In altre parole, una comunicazione coerente con il tipo di intelligenza dominante (DIT) del paziente, non riduce la paura, né lo stato d'ansia. Esistono però altri strumenti che sembrano aiutare meglio i pazienti fobici.

Aromi e musica contro la paura

L'olio essenziale di Lavanda-Neroli e musica, per esempio, somministrati insieme hanno effetti positivi sulla paura, in particolare sui bambini. Lo ha dimostrato uno studio dell'Università di Damasco, Siria, pubblicato su BDJ Open. L'aromaterapia con olio essenziale di Lavanda-Neroli e musica hanno dimostrato di ridurre significativamente l'ansia dentale nei bambini durante l'anestesia. Questo approccio non farmacologico e per niente invasivo può essere dunque utilizzato come complemento alle tecniche tradizionali di gestione dell'ansia già in uso.

La sedazione cosciente, un diritto del paziente

La metodica forse più efficace, priva di rischi e confortevole, adatta a tutti i pazienti, adulti e bambini, è la sedazione cosciente con protossido d’azoto e ossigeno. Una tecnica che oggi si sta diffondendo sempre più, ma che andrebbe comunque promossa maggiormente. Perché consente ai pazienti fobici di ricevere le cure odontoiatriche e al bambino ansioso di avere un'esperienza, se non proprio piacevole, almeno confortevole. Preservandolo dal rischio di sviluppare una vera e propria fobia in età adulta. Condizione che, come descritto nello studio condotto dalla Medical University of Silesia, Polonia, e pubblicato su Dentistry Journal, purtroppo poi così rara non è.

Bevande probiotiche e carie, un legame al vaglio della scienza

bevande probiotiche

Le bevande probiotiche sono state messe al vaglio da uno studio condotto presso la Federal University of Rio Grande do Sul (UFRGS), Brasile. I ricercatori, attraverso revisione sistematica e meta-analisi della letteratura, hanno infatti voluto valutare l'impatto delle bevande contenenti probiotici sullo sviluppo della carie dentale. La diffusione massiva di queste bevande, consumate anche dai giovani, ha evidentemente spinto gli autori dello studio ad approfondire il tema, di grande attualità, alla ricerca di correlazioni significative.

Cosa evidenzia la ricerca

L'analisi qualitativa, che ha coinvolto oltre 2000 individui di età compresa tra 1 e 84 anni (9 studi), ha evidenziato effetti inconsistenti delle bevande contenenti probiotici sulla carie dentale. Tuttavia, nei bambini e adolescenti (più di 1000 soggetti), i ricercatori non hanno riscontrato una differenza statisticamente significativa nella proporzione di individui con lesioni cavitate. In contrasto, hanno osservato un incremento significativamente minore delle lesioni cariose cavitate e non cavitate associato al consumo di bevande probiotiche. Le prove attuali mostrano una certezza moderata per la prevalenza della carie e bassa per l'incremento della carie. Nonostante alcuni risultati promettenti, le evidenze disponibili non sono sufficienti per affermare con certezza che le bevande probiotiche abbiano un impatto significativo sullo sviluppo della carie dentale.

I rischi correlati alle altre bevande

Se sulle bevande probiotiche possono sorgere dubbi, sulle bevande zuccherate i dati sono certi: fanno male e non solo ai denti. Tuttavia, anche quelle senza zucchero possono comportare dei rischi. Lo ha certificato uno studio condotto presso la Uniformed Services University of the Health Sciences della Base Aerea di Keesler, Biloxi, Mississippi. I ricercatori hanno esaminato l'effetto delle bevande senza zucchero sull'erosione della dentina, giungendo a risultati interessanti, utili per i professionisti, ma anche per i pazienti. Le bevande gassate, soprattutto quelle con aggiunta di agenti aromatizzanti, possono causare erosione della struttura dentale esposta. E molte acque disponibili oggi sul mercato presentano un pH sufficientemente acido da consentire la demineralizzazione della dentina.

Gli zuccheri, da mettere sempre al bando

Un'altra interessante ricerca, pubblicata sul Journal of American Heart Association, si è concentrata sugli effetti prodotti dal consumo di zucchero ma questa volta livello sistemico. Le persone che privilegiano i glucidi di buona qualità (non raffinati, integrali) e le proteine vegetali a cena hanno un rischio cardiovascolare ridotto del 10%. Rispetto alle persone che mangiano soprattutto glucidi di bassa qualità (zuccheri raffinati, bevande zuccherate, dolci) e proteine animali (carne). Ecco perché è bene raccomandare ai pazienti di evitare cibi e bevande zuccherate. Mentre per quelle probiotiche le indicazioni non possono essere così certe, come spiega lo studio citato, studio pubblicato sull'European Journal of Oral Sciences.

Scansione intraorale, quanto influisce l’illuminazione dell’ambiente

scansione intraorale

La scansione intraorale è ormai entrata a far parte della routine clinica dello studio odontoiatrico. Precisione e tempo di esecuzione di questa procedura sono gli elementi su cui si concentra l'attenzione degli odontoiatri. Una recente ricerca, condotta presso la Fujian Medical University di Fuzhou, Cina, ha preso in esame un fattore spesso trascurato, l'illuminazione dell'ambiente. Mostrando quanto quest'ultima influenzi l'accuratezza della scansione.

I risultati dello studio

I ricercatori hanno osservato che un'illuminazione di 1000 lux garantisce la massima precisione per le scansioni della dentizione ad arco completo, mentre i livelli di illuminazione non avevano un impatto clinicamente significativo sulle scansioni di quattro unità o più brevi. Inoltre, le scansioni intraorali effettuate con microscopia confocale erano meno influenzate dai livelli di illuminazione rispetto a quelle eseguite con la tecnica di triangolazione attiva. Il tempo di scansione tendeva ad aumentare con l'incremento dell'illuminazione.

Una questione di luce

Dai pochi studi condotti sul tema, risulta evidente che l'illuminazione ambientale influisce significativamente sulla precisione e sul tempo di scansione della scansione intraorale. Questa influenza sembra essere legata sia all'ampiezza della scansione che alla tecnologia di imaging utilizzata. Tuttavia, non è solo l'illuminazione a condizionare la precisione e il tempo di esecuzione di una scansione intraorale.

Umidità e materiali, gli altri fattori da considerare

Il tema è di grande attualità, ma anche in continua evoluzione, proprio come lo sono gli strumenti, sempre più sensibili e in grado di eseguire una scansione intraorale affidabile. Tuttavia, in alcune circostanze, saliva e di restauri dentali, per esempio, possono alterare la qualità del segnale e dunque la scansione stessa, come mostra una ricerca condotta presso il Dipartimento di Odontoiatria Conservativa e e Protesi dell'Università Complutense di Madrid.

I vantaggi della scansione intraorale

Rispetto all'impronta tradizionale, che in alcune circostanze è ancora utilizzata, soprattutto dagli odontoiatri più restii al cambiamento, la scansione intraorale comporta grandi vantaggi. Innanzitutto, non è per niente fastidiosa e dunque preferita di gran lunga dai pazienti. Poi, permette di conservare una traccia, facilmente archiviabile, dello stato in essere del cavo orale del paziente, con i vantaggi che questo comporta. Ma soprattutto, consente di dar vita a un flusso di lavoro digitale che, se ben strutturato, agevola tutte le procedure, rendendo il percorso di cura più rapido e controllato. Purché non si trascurino alcuni dettagli, per esempio quelli sull'illuminazione degli ambienti di lavoro, come mostra lo studio condotto presso la Fujian Medical University di Fuzhou, Cina, e pubblicato sul Journal of Prosthodontic Research.

Cinque minuti con Marco Rosa

Marco Rosa
Luigi Paglia
Luigi Paglia, direttore scientifico de Il Dentista Moderno

Che il corretto sviluppo della dentizione decidua e mista sia fondamentale per la salute orale dei soggetti in età pediatrica è oramai un principio ampiamente riconosciuto dalla popolazione generale.
Spesso, infatti, uno dei primi interrogativi che i genitori pongono al dentista riguarda la necessità di un apparecchio ortodontico per il loro bambino.
Sebbene sia quindi accertato che la prevenzione delle malocclusioni dovrebbe iniziare fin dalla prima infanzia, i metodi per raggiungere questo obiettivo non sempre sono altrettanto chiari tra colleghi.
Negli anni numerosi specialisti italiani hanno contribuito in modo significativo allo sviluppo degli aspetti “dottrinali” dell’ortodonzia, studiando in particolar modo i vantaggi dei trattamenti nei giovani pazienti. Tra questi, Marco Rosa è sicuramente una figura di spicco riconosciuta e stimata a livello internazionale. In questo editoriale, attraverso sette domande e una lettura di 5 minuti, offriremo insieme a lui uno sguardo chiaro sulle attuali tendenze e approcci nel mondo dell’ortodonzia preventiva.

Buona lettura!

Why and how: quanto è importante correggere il morso incrociato in dentatura mista senza toccare i denti permanenti e senza cooperazione?
Marco Rosa

È fondamentale, soprattutto nei casi di morso inverso unilaterale. Ancorare l’espansore ai denti decidui (secondi molari e canini) consente di espandere l’osso basale e correggere il morso inverso, mentre è possibile, contemporaneamente, muovere i molari permanenti in direzioni diverse e in modo indipendente. Questo consente da un lato di correggere i compensi dentali in modo molto più dettagliato, dall’altro di massimizzare gli effetti positivi dell’espansione trasversale.

Estrazioni seriate vs espansione: sono alternative terapeutiche oppure possono coesistere nello stesso piano di trattamento?

Possono e talvolta devono coesistere. L’espansore del palato corregge la discrepanza trasversale e, se ancorato anche ai canini da latte, produce un significativo incremento del perimetro di arcata e correzione dell’affollamento anteriore. Le estrazioni seriate sono invece indicate, nei pazienti normo-iperdivergenti, per prevenire l’affollamento dei canini e per favorire la crescita dei mascellari in anterotazione. È quindi frequente che un trattamento intercettivo inizi con l’espansione del palato e prosegua con le estrazioni seriate.

Ancoraggio scheletrico in dentatura mista, quali sono i vantaggi e le indicazioni di questo device e perché dobbiamo imparare ad utilizzarlo nella pratica quotidiana?

Le indicazioni all’utilizzo di ancoraggi scheletrici in dentatura mista (idealmente due bande sui secondi molari decidui e due TADs anteriori) sono:

  • assenza dei canini da latte e necessità di espansione anteriore;
  • intercettamento dei canini inclusi, ovvero la necessità di espansione nell’area anteriore del mascellare superiore e contemporanea estrazione dei canini e primi molari da latte;
  • necessità di massima espansione scheletrica a livello dell’osso basale.
Agenesie dentali: qual è il tuo approccio al paziente pediatrico quando mancano uno o entrambi i laterali superiori?

Nel contesto di una diagnosi accurata, che consideri tutti gli aspetti della malocclusione, preferisco sempre chiudere gli spazi e nei casi di agenesia unilaterale, quasi sempre, decido di estrarre l’incisivo laterale controlaterale allo scopo di ottenere un risultato finale di massima simmetria. Le estrazioni seriate consentono, durante la permuta dentale, di ridurre in modo rilevante la complessità del trattamento in dentatura permanente.

Allineatori trasparenti, anche mio figlio può usarli? Questa domanda ci viene rivolta spesso dai genitori che si ricordano dei loro apparecchi scomodi e poco estetici: in che situazione ritieni siano una soluzione efficace?

Gli allineatori sono dispositivi molto più efficaci di quanto sembri. Se la collaborazione è precisa e se il clinico sa progettarli e “farli funzionare”, sono efficaci nella maggior parte delle malocclusioni e permettono di ottenere risultati soddisfacenti. L’apparente semplicità di questi dispositivi, allettante per i dentisti generici e per i principianti, non deve rappresentare un bias per gli ortodontisti esperti, che devono invece imparare ad utilizzarli in modo ottimale.

C’è un caso ortodontico “del cuore”, che ricordi particolarmente e di cui vorresti condividere la tua esperienza con i nostri lettori?

Ce ne sono molti che “hanno lasciato il segno”. Soprattutto le malocclusioni di classe 3 con agenesia dei laterali, trattate più di vent’anni fa, mediante chiusura degli spazi e restauri multipli dei sei denti anteriori superiori. Il trattamento di questi pazienti mi ha indotto a mettere in discussione alcuni concetti che mi erano stati venduti come indiscutibili e che in realtà sono sbagliati e fuorvianti. Ho capito che, quando decidiamo di chiudere gli spazi:

  • l’obiettivo non è di trasformare i canini in incisivi laterali, ma spesso sono gli incisivi centrali ad essere di dimensioni ridotte;
  • l’espansione dell’arcata superiore e la vetibolarizzazione degli incisivi superiori è irrilevante nel migliorare il profilo e peggiora la loro esposizione e lo smile arc;
  • nelle malocclusioni di classe 3, normo-ipodivergenti con agenesia dei laterali, il modo migliore per migliorare la convessità del profilo non è l’espansione dell’arcata superiore, ma la postrotazione del piano occlusale e del piano mandibolare.
Visto l’impegno costante che metti nella formazione dei colleghi più giovani, qual è il consiglio che avresti voluto ricevere quando hai iniziato la tua carriera?

Il consiglio che voglio dare a tutti i giovani ortodontisti è di non farsi infinocchiare dai “venditori di apparecchi” e dalle mode del momento, ma di studiare i fondamenti della biomeccanica, dell’occlusione, della parodontologia e della crescita cranio-facciale. Tutti gli apparecchi funzionano; ciò che fa la differenza è saper scegliere quello giusto in funzione del percorso terapeutico che bisogna imparare a definire chiaramente in ogni aspetto. L’ortognatodonzia è una disciplina bellissima, ma complessa; le procedure semplici sono spesso le migliori.

 

I denti sovrannumerari analizzati con la CBCT

Denti sovrannumerari

I denti sovrannumerari rappresentano una condizione clinica da studiare con grande attenzione. Per farlo, oggi gli odontoiatri hanno a disposizione una tecnologia molto sofisticata, ma anche accessibile: la tomografia computerizzata a fascio conico (CBCT). Un gruppo di ricercatori del Clinical Research Center for Oral Diseases di Shijiazhuang, Hebei, Cina, l'ha impiegata proprio con questo fine, mostrandone i vantaggi. Per poi pubblicare i risultati della ricerca sul West China Journal of Stomatology.

I denti sovrannumerari visti attraverso la CBCT

Lo studio in oggetto analizza e riassume le caratteristiche di 1.138 denti sovrannumerari utilizzando la tomografia computerizzata a fascio conico (CBCT). I ricercatori hanno raccolto retrospettivamente i dati di 718 pazienti che presentavano denti sovrannumerari. Annotando età, genere, numero, posizione, morfologia, stato di eruzione e sintomi associati. Con l'obiettivo di comprendere le relazioni tra i denti sovrannumerari e le diverse variabili ritenute più significative per inquadrare un caso.

I fattori più comuni presenti

La maggior parte dei pazienti (che avevano un'età media di 9,5 anni e presentavano un rapporto maschi:femmine di circa 2,88:1) aveva ricevuto assistenza medica durante la dentizione mista e circa la metà presentava un solo dente sovrannumerario. In generale, si trattava per lo più di denti di forma conica, situati soprattutto nella regione incisiva e nella mascella superiore, spesso in posizione invertita e non erotti. La maggioranza di questi elementi mostrava radici completamente sviluppate e aveva causato effetti sulle strutture adiacenti.

Gli altri dettagli utili a inquadrare il caso

I ricercatori hanno individuato differenze significative nella morfologia, nella posizione, nello sviluppo radicolare e nell'impatto sulle strutture adiacenti tra i denti sovrannumerari situati nella mascella superiore e inferiore. Il genere influenzava tali caratteristiche, con una maggiore incidenza di denti sovrannumerari nella regione incisiva nei maschi, rispetto alle femmine. Secondo gli autori dello studio, le immagini CBCT sono preziose per la diagnosi e la pianificazione del trattamento dei denti sovrannumerari, perché forniscono dati radiografici tridimensionali accurati e utili per inquadrare il caso, ma soprattutto per prendere poi le giuste decisioni cliniche.

Chirurgia orale: il piezoelettrico nell’estrazione di un terzo molare Premium

piezoelettrico estrazione terzo molare

Autori

Andrea Enrico Borgonovo
Specialista in Chirurgia Maxillo Facciale, Reparto universitario di Estetica Dentale, ISI Milano, Università degli Studi di Milano

Simone Galbiati
Specialista in Chirurgia Orale, Reparto universitario di Estetica Dentale, ISI Milano, Università degli Studi di Milano

 

Abstract

Scheda clinica
Categoria Chirurgia Orale
Tipo di intervento Estrazione chirurgica di elemento 38
Indicazioni Tasca parodontale distale a 37 e pericoroniti ricorrenti
Tecnica chirurgica Tecnica piezoelettrica
Grado di difficoltà PD
Tempo di esecuzione 15 minuti

Legenda Grado di difficoltà
F (Facile): intervento routinario di riscontro quasi quotidiano nella pratica clinica
PD (Poco difficile): intervento poco complesso di frequente riscontro nella pratica clinica
D (Difficile): intervento complesso con situazione clinica particolare e/o che richiede lavoro in team
MD (Molto difficile): intervento molto complesso con situazione clinica di raro riscontro, necessità di lavoro in equipe e/o da eseguire con supporto anestesiologico
ED (Estremamente difficile): intervento estremamente complesso e/o che necessita esecuzione in anestesia generale

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Adempimenti e scadenze del mese di luglio

Adempimenti e scadenze

Si apre la “stagione dichiarativa” con l’inizio degli obblighi di versamento delle imposte, quest’anno assai variegati a causa di una doppia proroga, dovuta all’immissione nel sistema dichiarativo del nuovo “concordato preventivo biennale”.
C’è più tempo per versare, ma si consiglia qualche attenzione in più per decidere come versare, tenendo presente che per tutte le imposte dovute a titolo di saldo 2023 e prima rata di acconto per il 2024, oltre al versamento in unica soluzione, che normalmente è da eseguirsi entro il 30 giugno, quest’anno a 1° luglio per lo slittamento domenicale, si può rateizzare fino a sette rate, iniziando a versare già da 1/7 e terminando entro il 16/12. Altrimenti, versando il dovuto, sempre a titolo di saldo 2023 e prima rata acconto 2024, in unica soluzione entro il 31/7 quest’anno non si dovranno maggiorare gli importi dello 0,40% e in caso di pagamento rateale si può usufruire di sei rate l’ultima delle quali entro il 16/12. Per i versamenti, in unica soluzione e rateali, è previsto un “ultimo appello” al 30 di agosto, ma in questo caso gli importi vanno maggiorati dello 0,40% e le rate sono cinque, l’ultima sempre al 16/12.

Da appuntare in agenda, per chi opera come impresa, la scadenza ultima del termine per inoltrare la comunicazione necessaria per poter avere il contributo a fondo perduto sui nuovi investimenti in forma di credito d’imposta, riservato ad alcune aree del Mezzogiorno.

Importante anche la scadenza di fine mese per la prevista rata della “rottamazione” quater delle cartelle esattoriali per chi vi avesse aderito scegliendo il pagamento rateale.

Alla cassa le società di capitali per il versamento della ritenuta a titolo di imposta del 26% da calcolarsi sugli importi erogati ai soci, a titolo di distribuzione di utili, nel secondo trimestre dell’anno. Enpam chiama gli iscritti al versamento di una rata della “Quota A”.

 

Agenzia delle entrate

 

Lunedì 1° luglio 2024

Versamenti

  • Rata bollo virtuale, Versamento della rata bimestrale dell'imposta liquidata in via provvisoria all'Agenzia delle Entrate, da parte dei soggetti autorizzati a corrispondere in modo virtuale l'imposta di bollo;
  • Imposte da modelli dichiarativi 2024 (IRPEF e addizionali regionali e comunali, imposta sostitutiva contribuenti forfetari, IVIE e IVAFE, IRES delle società di capitali “solari”, IRAP per chi è soggetto a questa imposta) termine per il versamento del saldo relativo al 2023 e della prima rata di acconto dovuta per il 2024 delle imposte indicate; il versamento può essere effettuato in unica soluzione o, versando oggi la prima, in sette rate. Il termine odierno era fissato originariamente al 30/6, cadendo di domenica slitta al primo giorno feriale successivo dunque oggi;
  • IVA saldo relativo al 2023 risultante dalla dichiarazione IVA 2024, in unica soluzione o in minimo due massimo sette rate. Il termine odierno era fissato originariamente al 30/6, cadendo di domenica slitta al primo giorno feriale successivo dunque oggi;

Nota importante: il termine di versamento delle imposte dirette, sostitutive e dell’Iva in scadenza il giorno 1/7/2024, è stato prorogato al 31/7/2024, senza alcuna maggiorazione per i soggetti che esercitano attività per le quali sono stati approvati gli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA) e che dichiarano ricavi o compensi fino a €. 5.164.569. Chi iniziasse a versare ratealmente il 31/7/2024, verserà in sei rate anziché sette.

Venerdì 12 luglio 2024

Comunicazioni

  • Credito d’imposta ZES zona unica Mezzogiorno termine finale per comunicare in via telematica all’Agenzia delle Entrate con l’apposito modello l’ammontare delle spese sostenute dall’1/1/2024 e di quelle che si prevede di sostenere fino al 15/11/2024 ai fini dell’applicazione del credito d’imposta per investimenti delle imprese di cui all’art. 16 del DL 124/2023.

 

Lunedì 15 luglio 2024

Adempimenti contabili

  • Fatture emesse, termine ultimo per l’annotazione delle fatture emesse nell'apposito registro tenuto ai fini Iva, nell'ordine della loro numerazione, in relazione alle operazioni effettuate nel mese precedente;
  • Fatture differite, termine ultimo per l’emissione delle fatture differite riferite alle operazioni del mese precedente (per gli importi incassati dallo stesso paziente e non ancora fatturati, purché “tracciati”, è possibile emettere una sola fattura riepilogativa entro la data odierna);
  • Acquisti intracomunitari, annotazione. Termine ultimo per l’annotazione nel registro degli acquisti e in quello delle vendite delle fatture di acquisto ricevute nel mese precedente, con riferimento a tale mese.

Regolarizzazioni

  • Acquisti intracomunitari, mancanza di fattura. Termine entro il quale i soggetti che hanno effettuato acquisti intracomunitari di beni o servizi nel terzo mese che precede quello oggetto di questo scadenziario, e che non avessero ricevuto la relativa fattura devono emettere autofattura relativa alle operazioni effettuate;
  • Acquisti intracomunitari, fattura con importo inferiore. Termine entro il quale i soggetti che hanno effettuato acquisti intracomunitari di beni o servizi, se hanno ricevuto una fattura indicante un corrispettivo inferiore a quello reale, devono emettere autofattura integrativa in relazione alle fatture registrate nel mese precedente.

Comunicazioni

  • “Esterometro”, scade oggi il termine per inviare tramite lo SDI, il servizio pubblico per l’invio delle fatture elettroniche, la comunicazione dei dati delle operazioni transfrontaliere passive, relative ad acquisti di beni e servizi da operatori: UE la cui fattura è stata ricevuta nel mese precedente; extra UE, se l’operazione è stata effettuata nel mese precedente.

 

Martedì 16 luglio 2024

Versamenti

  • Conguagli di fine anno delle addizionali regionali e comunali dei lavoratori dipendenti;
  • Irpef e addizionali, regionali e comunali. Versamento delle ritenute operate sui compensi di lavoro autonomo corrisposti nel mese precedente e sui compensi per lavoro dipendente del mese precedente;
  • Imposta sostitutiva, dell’Irpef e addizionali regionali e comunali, sulle somme erogate ai dipendenti, nel mese precedente, in relazione a incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione;
  • Iva mensile, contribuenti mensili non forfetari, i forfetari per le operazioni di cui risultano debitori dell’imposta, versamento dell'Iva dovuta relativa al mese precedente;
  • Versamento rateale delle imposte da modelli dichiarativi 2024 (IRPEF e addizionali regionali e comunali, imposta sostitutiva contribuenti forfetari, IVIE e IVAFE, IRES delle società di capitali “solari”, IRAP per chi è soggetto a questa imposta), seconda rata delle sette previste per chi ha iniziato a versare ratealmente da 1/7/2024. Si veda la “nota importante” nelle scadenze di lunedì 1 luglio;
  • IVA versamento rateale del saldo relativo al 2023 risultante dalla dichiarazione IVA 2024, il termine riguarda la quinta rata per i soggetti che hanno versato la prima rata entro il termine del 18/3/2024, la seconda rata per i soggetti che hanno versato la prima rata entro il giorno 1/7/2024.

 

Agenzia delle entrate riscossione

 

Mercoledì 31 luglio 2024

Versamenti

  • “Rottamazione quater” delle cartelle, per chi ha aderito alla definizione agevolata e scelto il pagamento rateale del dovuto, versamento della quinta rata. La norma prevede comunque una tolleranza nel pagamento di cinque giorni, per cui il pagamento verrà considerato tempestivo se effettuato entro lunedì 5 agosto 2024.

 

 

Inps

Martedì 16 luglio 2024

Versamenti

  • Contributi previdenziali obbligatori a carico del datore e del dipendente e oneri sociali sugli stipendi dei dipendenti del mese precedente;
  • Contributi della “Gestione separata”, versamento delle quote a carico dei committenti di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e alle società che corrispondono compensi agli amministratori relative ai compensi corrisposti nel mese precedente.

 

Società di capitali

 

Martedì 16 luglio 2024

Versamenti

  • Dividendi, versamento della ritenuta a titolo di imposta del 26%, sugli utili in denaro o in natura corrisposti ai soci nel secondo trimestre dell’anno;

 

Mercoledì 31 luglio 2024

Versamenti

Diritto annuale Camera di Commercio, le società di capitali con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare, tenute all’approvazione del bilancio entro il 31/5/2024 e che dichiarano ricavi fino a 5.164.569 euro devono versare il contributo in proporzione al loro fatturato;

 

Enpam

 

Mercoledì 31 luglio 2024

Versamenti

  • Quota A, quarta delle otto rate previste per chi avesse scelto questa modalità di rateazione con la domiciliazione bancaria.

 

Rigenerazione di alveolo post-estrattivo con PRGF®-Endoret® e carico immediato di impianti corti nei settori posteriori della mascella Premium

Rigenerazione di alveolo post-estrattivo

Autori

Eduardo Anitua MD, PhD, DDS

Studio privato di implantologia orale, Clinica Eduardo Anitua, Vitoria, Spagna

University Institute for Regenerative Medicine and Oral Implantology – UIRMI (UPV/EHU Fundación Eduardo Anitua), Vitoria, Spagna

BTI Biotechnology institute, Vitoria, Spagna.

Corrispondente: eduardo@fundacioneduardoanitua.org

Abstract

L’impiego di impianti corti (lunghezza ≤ 8,5 mm) ha mostrato esiti predicibili. Tuttavia, le valutazioni a lungo termine degli impianti corti a carico immediato sono ancora scarse. L’obiettivo di questo studio è stato quello di valutare l’effetto del carico immediato degli impianti corti nei settori posteriori della mascella.
Case report: presentiamo il caso di una paziente di 43 anni che si era rivolta alla nostra clinica dentale per risolvere un problema di edentulia singola nel mascellare superiore. Il piano di trattamento prevedeva una tecnica di rialzo del pavimento del seno mascellare per via transcrestale e l’inserimento di un impianto corto a carico immediato. In questo articolo descriviamo la tecnica utilizzata per il rialzo del pavimento del seno per via transcrestale in maniera traumatica. La realizzazione del caso clinico mediante un impianto in un alveolo rigenerato con la tecnologia PRGF®-Endoret®
Conclusioni: il carico immediato di impianti corti nei settori posteriori della mascella non è un fattore di rischio per il successo del trattamento. Ciò potrebbe essere correlato alla buona qualità dell’osso e al raggiungimento di un’adeguata stabilità primaria. Questa tecnica è una procedura predicibile anche per l’impianto singolo.

Post-extraction socket regenerated by PRGF®-Endoret® and immediate loading of short implant in posterior maxillae: case report

Short implants (≤ 8.5 mm in length) have presented a predictable outcome. However, there is paucity in the long-term evaluation of immediate loading short implants. The objective of this study is to assess the effect of the immediate loading of short implants in maxillae posterior areas.
Case report: we present the case of a female patient of 43 years that came to our dental clinic to resolve its unitary maxillary edentulism. One implant was inserted with the transcrestal sinus lift technique in combination to a short implant with immediate loading. We described the technique of atraumatic transcrestal sinus lift and present one case report. The implant was inserted in a regenerated alveolus using the PRGF®-Endoret® technology.
Conclusions: the immediate loading of short implants in maxillae posterior areas is not a risk factor for treatment success. This could be related to the good bone quality and the achievement of adequate primary stability. This technique is a predictable procedure even in the unitary implant.

 

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Disturbi temporomandibolari, come affrontarli al meglio

disturbi temporomandibolari

I disturbi temporomandibolari (TMD) comprendono una varietà di condizioni che influenzano la struttura, la funzione o la fisiologia del sistema masticatorio. Per trattare questi disturbi, gli specialisti devono valutare una vasta gamma di opzioni terapeutiche, alcune più consolidate di altre. Un recente studio, guidato dal Dipartimento di Medicina e Chirurgia della Clinica Odontoiatrica dell'Università degli Studi di Parma, ha analizzato diverse ricerche sui TMD, per identificare gli approcci terapeutici più efficaci.

Cosa è emerso dallo studio

Gli interventi non invasivi, come la terapia cognitivo-comportamentale, la fisioterapia e l'agopuntura, sono i più efficaci nella gestione del dolore e nel miglioramento funzionale dei TMD. I trattamenti emergenti, secondo questa ricerca, offrono prospettive promettenti, mentre la chirurgia dovrebbe essere riservata ai casi più gravi. In particolari situazione, invece, per ottenere i migliori risultati è necessario abbinare le terapie conservative con interventi più invasivi. Senza mai dimenticare le possibili correlazioni tra TMD e cure odontoiatriche o altri disturbi.

TMD e ortodonzia, un binomio da considerare

Per inquadrare correttamente i disturbi temporomandibolari, gli specialisti consigliano di prendere in considerazione anche le possibili cause iatrogene. Come suggeriscono due ricercatrici, Soumya Thirumoorthy e Saumiya Gopal, autrici di un interessante studio sul rapporto esistente tra TMD e trattamento ortodontico. Per inquadrare correttamente il disturbo, è dunque necessario ampliare il punto di vista e prendere in considerazione anche altre possibili correlazioni.

Gli altri disturbi associati

Una recente ricerca condotta dall'Università degli Studi di Milano, per esempio, ha evidenziato una frequente associazione tra i TMD e l'acufene somatosensoriale. E d'altro canto, la corretta terapia dovrebbe rivolgersi alla cosiddetta ”triade” dolore-bruxismo-psiche e ai rapporti che fra loro intercorrono, come già suggerivano Edoardo Bernkopf, Vanna Broia, Giulia Bernkopf e Giovanni Bettega in una loro pubblicazione su Il dentista moderno. In molti quadri clinici è rilevabile un rapporto di comorbilità con i DTM, associati a bruxismo, cefalea, OSAS, reflusso gastroesofageo, acufeni, vertigini, otalgia, ipoacusia, scialoadenitie  disturbi della colonna cervicale.

Approccio psicologico e sonno

Anche la sfera psicologica gioca un ruolo importante, sia nell'eziologia della patologia, sia nel trattamento terapeutico, ma non solo. Un gruppo di ricercatori dell'Università Nazionale di Seul, Corea, infatti ha condotto uno studio per indagare anche il ruolo del sonno in questa malattia. Sembra esserci infatti una stretta relazione tra la durata del sonno, i livelli di mediatori infiammatori e la sintomatologia clinica dei TMD. Il sonno breve sembra essere associato a una risposta sfavorevole al trattamento e a un aumento dei sintomi depressivi e somatici. La gestione efficace del sonno potrebbe quindi svolgere un ruolo cruciale nel trattamento ottimale dei pazienti affetti da disturbi temporomandibolari.

Per consultare la pubblicazione sui TDM realizzata dall'Università degli Studi di Parma in collaborazione con altri atenei e centri di ricerca, visita Dentistry Journal dove è stato pubblicato lo studio.

Il settore dentale resiste all’atteso rimbalzo negativo e si stabilizza

Nel 2023 il mercato italiano si è stabilizzato poco sopra i valori 2022 e i trend di crescita sono tornati ad essere più moderati, come quelli degli anni pre-Covid, anche se le dinamiche evolutive del settore presentano caratteristiche differenti in funzione delle diverse famiglie di prodotto. A seguire, gli elementi chiave della presentazione della diciottesima edizione dello Studio di settore UNIDI che si è tenuta a Milano il 25 giugno a cura di Key-Stone.

Inflazione e implantoprotesi sostengono il mercato domestico nel 2023

Il sell-out, ossia il valore degli acquisti di prodotti, servizi e attrezzature da parte degli studi e dei laboratori, si è stabilizzato sui livelli del 2022 a 1,7 miliardi. Il raggiungimento di tale soglia è sostenuto dai prodotti di consumo, in particolare dai dispositivi su misura (allineatori e lavorazioni CAD-CAM).
Per le attrezzature il trend è stato in calo ( -9%), a causa del rimbalzo negativo successivo alla fase espansiva connessa ai forti incentivi fiscali del biennio 2021-2022.
Il “Consumo studio”, che ricordiamo essere il vero indicatore dell’andamento della domanda di prestazioni, registra ancora un trend positivo nonostante si sia assistito a una stabilizzazione dei volumi, un trend sostenuto essenzialmente da fenomeni inflativi; l’aumento dei prezzi ha avuto infatti un impattato del 3,8% nel solo 2023 (circa un 3,5% all’anno di inflazione a partire dal 2020). Inoltre, nelle dinamiche relative alla domanda odontoiatrica, sono state quelle protesiche e implantari a soffrire maggiormente nel biennio 2020- 2021 e a recuperare nel 2023.
L’attuale ripresa, ancora in corso, a seguito della procrastinazione di trattamenti più onerosi negli ultimi anni, sta sostenendo anche nei volumi l’ambito implantologico e protesico.

 

 

La produzione italiana cresce di un ulteriore 2%

Grazie al +2% del 2023, il comparto manufatturiero è cresciuto complessivamente del 31% rispetto al 2019, ossia all’ultimo esercizio prima dell’avvento della pandemia.
Essendo il 36% della produzione italiana rivolto al mercato domestico e in considerazione della crescita minima della domanda interna, peraltro di segno fortemente negativo nelle attrezzature, anche la “Produzione italiana” presenta una crescita limitata, consolidando di fatto i risultati del 2022.
In termini assoluti, il comparto si presenta in ogni caso molto virtuoso, con un tasso di crescita medio annuale che supera il 5%, ossia almeno il triplo del tasso di sviluppo del PIL e della produzione industriale del nostro Paese.

 

 

Risultati positivi per l'export

Il mercato delle esportazioni, quasi interamente presidiato dai produttori italiani, presenta un trend annuale medio composto del 7% negli ultimi 12 anni e nel 2023 registra una crescita maggiore rispetto al totale della Produzione, per la quale si è constatato il rallentamento della crescita già evidenziato in precedenza.
Il fenomeno della stabilizzazione fisiologica dopo il boom post-Covid e della corsa alla digitalizzazione, avvenuta soprattutto nei paesi più sviluppati, influenza l’andamento delle esportazioni anche dei produttori italiani, particolarmente di coloro che sono focalizzati nel mondo delle attrezzature, che hanno subito un lieve calo (-1%), mentre per i prodotti di consumo la crescita si attesta intorno al 10%.

 

 

Conclusioni

Possiamo considerare la situazione attuale come una “stabilizzazione annunciata”, che segue l’enorme crescita del mercato del 2021-2022, dovuta alla risposta a due fenomeni traumatici:

  • il blocco e la procrastinazione delle cure durante i primi 18 mesi dall’arrivo della pandemia, quale fenomeno globalizzato;
  • la questione del tutto italiana connessa al sistema di incentivi fiscali, che ha avuto un enorme impatto sul mercato domestico per ciò che concerne gli acquisti di tecnologie, con successive gravi ripercussioni sulle vendite degli ultimi periodi.

Tali eventi possono essere ritenuti “traumatici” poiché hanno generato un andamento anomalo della domanda, il Covid a livello internazionale e gli incentivi sul mercato domestico.

 

 

Resmile Template mode, un approccio digitale e calibrato in odontoiatria estetica Premium

Resmile template mode
14. Creazione attachment sui canini superiori

Autori

Autori

Camillo D’Arcangelo
Docente presso Università degli Studi G. d’Annunzio Chieti e Pescara

Vincenzo Carbone
Odontoiatra presso Studio odontoiatrico Carbone Smile clinic, Nola (Napoli)

Vincenzo Vitale
Odontoiatra, Bologna

Andrea Ascione
Odontotecnico, Pollena Trocchia, Napoli

Corrispondenza: vincentvit11@libero.it

Abstract

Obiettivo del presente case report è illustrare la risoluzione di un difetto estetico a carico del 2.1 partendo da una progettazione calibrata digitalmente. Tramite scansioni intraorali e un flusso digitale, si rende nota la possibilità di valutare, progettare e studiare il caso in ogni dettaglio. Mediante il trasferimento della progettazione digitale, con l’ausilio di mascherine termostampate, in situ, si tratta il difetto estetico in resina composita. Il risultato è un’alta integrazione biomimetica e funzionale che riduce la necessità di ritocchi e rende predicibile la terapia restaurativa.
Materiali e metodi. Viene presentato un caso clinico di risoluzione di un difetto estetico a carico dell’elemento 2.1 mediante restaurativa diretta. Si descrivono le fasi di progettazione, valutazione estetica e funzionale del restauro in resina composita attraverso un flusso di studio full digital e un trasferimento di quest’ultimo in situ con l’utilizzo di mascherine termostampate.
Risultati. Al termine della terapia restaurativa si nota la quasi assenza di ritocchi da effettuare proveniente da un’accurata valutazione pre-restaurativa e dalla calibrazione delle masse composite gestite durante la progettazione digitale.
Conclusioni. Il Resmile template mode si presenta come un’alternativa a terapie restaurative eseguite a mano libera o con guide siliconiche per aumentare la predicibilità del trattamento estetico. La programmazione digitale consente di pre-calibrare la distribuzione delle masse composite altamente caricate, ottenendo un risultato migliore in termini di colore, morfologia e texture.
Lo stampaggio con mascherine termostampate intermedie consente di effettuare restauri altamente estetici e stratificati nelle mani di ogni operatore e di replicarne la morfologia nel caso di re-interventi per fratture.

Resmile Template mode, a digital and calibrated approach in aesthetic dentistry

Aim of this case report is to illustrate the resolution of an aesthetic defect affecting the 2.1 starting from a digitally calibrated design. Through intraoral scans and a digital flow, the possibility of evaluating, designing, and studying the case in every detail is made known. By transferring the digital design, with the help of thermoformed templates, in situ, it is the aesthetic defect in composite resin. The result is a high biomimetic and functional integration that reduces the need for adjustments and makes restorative therapy predictable.
Materials and methods. This article presents a clinical case of resolution of an aesthetic defect affecting element 2.1 by means of direct restoration. The phases of design, aesthetic and functional evaluation of the composite resin restoration are described through a full digital study flow and a transfer of the latter in situ with the use of thermo-printed templates.
Results. At the end of the restorative therapy, we note the almost absence of retouches to be carried out coming from an accurate pre-restorative evaluation and from the calibration of the composite masses managed during the digital design.
Conclusions. The Resmile template mode presents itself as an alternative to restorative therapies performed freehand or with silicone guides to increase the predictability of the aesthetic treatment.
Digital programming allows to pre-calibrate the distribution of highly filled composite masses, obtaining a better result in terms of colour, morphology, and texture.
Layering with intermediate thermo-printed templates allows highly aesthetic and stratified restorations to be carried out in the hands of each operator and to replicate their morphology in the case of re-operations for fractures.

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