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Trattare la parodontite per ridurre i rischi cardiovascolari

https://www.ildentistamoderno.com/zirconia-in-odontoiatria-valutazione-prospettica/

Secondo quanto affermato dai ricercatori della Aston University recenti ricerche suggeriscono che un aumento della mortalità, nelle persone con insufficienza renale cronica, sia collegato con le condizioni infiammatorie croniche come la parodontite.

Studi precedenti hanno rivelato che più dell'85% delle persone con insufficienza renale cronica hanno problemi infiammatori gengivali, causati dalla rimozione inadeguata della placca aggravata da un'immunità alterata, che ritarda i processi di guarigione. La dottoressa Irundika Dias, sta conducendo uno studio sulle cause alla base delle malattie cardiovascolari e ha osservato una correlazione  tra malattia renale cronica e parodontite. Il trattamento della parodontite riduce i lipidi ossidati e l'attività delle cellule infiammatorie nelle persone con malattia renale cronica, facendo così calare il rischio di malattie cardiache che insidiano la vita di queste persone.

"Questo progetto ha il potenziale per fare una reale differenza per le persone con malattia renale cronica " Queste le parole di Dias.

Lo studio coinvolgerà 80 persone, questi volontari saranno riesaminati a intervalli di tre mesi per valutare marcatori di malattia cardiovascolare, come biomarcatori di stress ossidativo nel sangue e rigidità delle arterie.

La sedazione nel servizio pubblico odontoiatrico danese

Il presente studio descrive l'introduzione ed i primi sei anni d'uso del midazolam per la sedazione cosciente in un polo odontoiatrico pubblico in Danimarca.

Metodi: nel 1998, l'equipe è stata istruita sulla sedazione cosciente con midazolam. Un grafico del grado di sedazione è stato compilato per ogni sessione, all'attenzione dei genitori del paziente. Nel 2004, tutti i dati clinici sono stati raccolti.

Risultati. Sono state eseguite 680 sessioni; il 63,7% dei bambini aveva età compresa tra i 2 e i 6 anni; l'88,5% è stato classificato ASA I; il 74,8% delle somministrazioni è stato per via orale. Sono stati eseguiti restauri nel corso del 60,3% delle sessioni, ed estrazioni nel 38,4% dei casi. Sono state raramente registrate complicanze, le più frequenti sono state diplopia (6,1%), singhiozzo (2,7%), e reazione paradossa (2,0%). Secondo la scala di sedazione di Wilton, il 42,9% dei pazienti era calmo ed il 27,7% agitato durante il trattamento, mentre dopo il trattamento il 61,7% era calmo; l'80,4% dei genitori ha rilasciato un feedback positivo nei confronti di questo metodo di sedazione.

Conclusione: la sedazione con midazolam per il trattamento di bambini odontofobici e ansiosi è una pratica fattibile ed efficiente, con un basso tasso di complicanze. Probabilmente può ridurre la necessità di trattamento odontoiatrico in anestesia generale.

Fonte:

Midazolam conscious sedation in a large Danish municipal dental service for children and adolescents.

Uldum B, Hallonsten AL, Poulsen S.

Int J Paediatr Dent. 2008 Jul;18(4):256-61. doi: 10.1111/j.1365-263X.2007.00902.x. Epub 2008 Mar 6.

Ansia preoperatoria e sedazione nella chirurgia implantare

Dentisti odontoiatria ergonomia

Scopo: studiare se l'ansia preoperatoria del paziente è legata ad età e sesso e confrontarla con la soddisfazione postoperatoria del paziente e del chirurgo, nell'implantologia condotta sotto sedazione cosciente endovenosa.

Materiali e metodi: sono stati posizionati impianti in 102 pazienti con anestesia locale e sedazione cosciente per via endovenosa. Le procedure sono state eseguite con o senza estrazioni dentali, e con o senza rigenerazione ossea. L'ansia è stata valutata utilizzando la Corah's Dental Anxiety Scale e la soddisfazione del paziente su di una scala dedicata.

Risultati: una bassa ansia preoperatoria è stata osservata nel 27,8% dei pazienti, moderata nel 50%, e alta nel 22,2%. Valore medio dell'ansia 9.8 +/- 3.7. Il livello di soddisfazione del chirurgo era adeguato nel 87,8% degli interventi; i pazienti erano svegli e nervosi nel 4,4% degli interventi chirurgici, ed eccessivamente sedati, poco collaboranti, nel 7,8% dei casi. Per quanto riguarda i pazienti, la procedura è risultata soddisfacente al 23,3% di questi, né soddisfacente né disagevole al 28,9%, leggermente disagevole al 36,7% e molto disagevole al 10% dei pazienti. I soggetti più giovani e le donne hanno manifestato più ansia, con differenza statisticamente significativa. I pazienti con maggiore ansia preoperatoria hanno anche espresso un livello inferiore di soddisfazione postoperatoria, con differenze statisticamente significative. Non è risultata esserci, invece, alcuna relazione significativa tra l'ansia del paziente e la soddisfazione del chirurgo.

Conclusione: L'ansia è più alta nei pazienti più giovani e nelle donne. In questo studio, una maggiore ansia preoperatoria viene associata ad un'inferiore soddisfazione del paziente, senza però influire sulla soddisfazione del chirurgo.

Fonte:

Relationship between preoperative anxiety and postoperative satisfaction in dental implant surgery with intravenous conscious sedation.

González-Lemonnier S, Bovaira-Forner M, Peñarrocha-Diago M, Peñarrocha-Oltra D.

Med Oral Patol Oral Cir Bucal. 2010 Mar 1;15(2):e379-82.

Accordo ANDI e Italia Lavoro: gli studenti del sesto anno negli studi dei soci

ANDI si impegna per migliorare il futuro dei giovani odontoiatri e allo stesso tempo salvaguardare gli studi già esistenti: con questi obiettivi ha firmato un accordo con Italia Lavoro per incentivare l’inserimento degli studenti del sesto anno del Corso di laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria e dei neo laureati all’interno degli studi dei soci ANDI che andranno in pensione.

“Grazie all’accordo – spiega il Presidente Nazionale ANDI Gianfranco Prada – gli studenti del sesto anno potranno fare esperienza negli studi odontoiatrici dei soci ANDI che daranno la loro disponibilità ad accoglierli”.

“Con questa iniziativa – continua Prada – non vogliamo sostituirci alla formazione clinica fornita dall’università ma consentire agli studenti di calarsi nella realtà professionale, in particolare per tutti quegli aspetti extra clinici tipici della libera professione, che andranno a vivere una volta laureati. I soci ANDI avranno invece l’opportunità di conoscere i futuri colleghi che una volta laureati potranno continuare la collaborazione nel loro studio”.

L’accordo prevede che gli studenti siano remunerati per l’attività prestata, per questo i futuri datori di lavoro riceveranno un bonus occupazionale a seconda che lo studente venga impegnato a tempo pieno o part-time. Un bonus è previsto anche per l’Università da cui provengono i ragazzi. Incentivi che saranno erogati anche per neo laureati che effettueranno stage remunerati negli studi dei dentisti ANDI.

EXPO 2015: Viva Milano

“Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” è il tema centrale di EXPO 2015 che si svolge a Milano in questi mesi. Un’occasione unica per riflettere su tematiche che necessariamente sono molto vicine al mondo dell’odontoiatria. La riflessione inizia da un dato statistico tanto incredibile quanto crudele: a livello mondiale registriamo 870 milioni di persone denutrite nel biennio 2010-2012 e quasi tre milioni di decessi dovuti a cause legate al sovrappeso nello stesso periodo. EXPO invita il mondo politico ad attuare in tempi brevi scelte politiche che possano portare a stili di vita adeguati, a delle scelte sostenibili e a uno sforzo di innovazione tecnologica.

L’odontoiatra è il medico che vede il proprio paziente per più tempo negli anni e più frequentemente rispetto a qualsiasi altro medico. Ė quindi evidente che la possibilità di influenzare lo stile di vita del paziente è per l’odontoiatra molto più facile e percorribile che per gli altri colleghi. Ciò può essere fatto con l’esempio, con l’illustrazione dei danni che abitudini viziate possono comportare, con insegnamenti ad hoc. Abbiamo già svolto in passato indagini che documentino l’importanza degli stili di vita dell’odontoiatra e di come esso si pone ai propri pazienti (https://www.ildentistamoderno.com/fumo-e-stili-di-vita-in-odontoiatria-unindagine-sui-dentisti-italiani/). 

Il grande cambiamento delle terapie odontoiatriche, indotto dall’avvento della crisi, è stata la ricerca di materiali nuovi che possano garantire il successo biologico del trattamento essendo economicamente e biologicamente sostenibili. Per fare un esempio pratico, le strutture in oro-ceramica appartengono a trattamenti del passato e non di certo per la scarsa qualità dei materiali, quanto per i costi economici che non sono di regola sostenibili da parte dei pazienti. In modo del tutto analogo i sostituti ossei trovano un impiego sempre più ampio, laddove esiste la situazione clinica corretta, per evitare importanti prelievi di osso autologo che sono necessariamente legati a un secondo sito chirurgico e a una morbilità aumentata. Ambedue gli esempi hanno come comune denominatore di permettere una terapia più sostenibile e in cui il bilancio costo/benefici sia favorevole al paziente.

Per ottenere terapie sostenibili si deve investire nella ricerca e nello sviluppo. I nuovi materiali o le nuove tecnologie infatti non si trovano per caso ma sono il risultato di un processo lungo, oneroso e faticoso sostenuto da centri di ricerca dedicati. Ciò è ancora più vero per qualsiasi materiale che venga applicato in campo medico. Ė infatti necessaria una documentazione scientifica che ne testimoni l’efficacia e la predicibilità nel tempo prima di pensare di impiegarli su larga scala per trattare delle patologie.

 Le tematiche che caratterizzano EXPO 2015 verranno affrontate da DM in un convegno con relatori internazionali (“Innovazione, sostenibilità e stili di vita”, Milano, Marriott Hotel, 3 luglio, www.ildentistamoderno.com/congresso2015).

Abbiamo voluto fare questo perché parlare dei problemi, discutere di tematiche cliniche contemporanee può sicuramente essere interessante, ma il clinico oggi ha bisogno di risposte pratiche e pertinenti. Ecco perché abbiamo posto a ogni relatore delle domande ben precise orientate alla professione, a come migliorare i nostri trattamenti e a come renderli sostenibili e innovativi (http://congresso.ildentistamoderno.com/relatori.php). Anche questa è una sfida che vogliamo vincere insieme a voi.

Troppe distrazioni durante le operazioni possono causare confusione nei medici

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Uno studio della Queen University di Belfast ha dimostrato come le continue distrazioni cui sono sottoposti i medici durante le operazioni, quali telefonate, rumori di fondo, domande di colleghi e del malato, inducano più spesso a commettere degli errori.

Il risultato di queste interferenze sarebbe infatti un 'effetto distrazione', che può mandare in confusione anche medici esperti, portandoli addirittura a confondere la destra con la sinistra. Si tratta infatti di un complesso processo neuro-psicologico che implica funzioni neurologiche superiori, come la capacità di integrare informazioni visive e sensoriali, memoria e linguaggio. Secondo altri studi meno recenti, il 19,5% dei professori universitari e il 26,2% degli studenti riporta di avere difficoltà nel riconoscere velocemente destra da sinistra. Medici e infermieri hanno un 'problema' in più: il loro lato destro corrisponde al sinistro del paziente. Un processo che coinvolge funzioni spaziali e visive nel ruotare mentalmente l'immagine.

Si tratta però di uno sbaglio che non capita mai in 'isolamento': è stato dimostrato come studenti perfettamente capaci di distinguere la destra dalla sinistra, una volta circondati anche dal solo rumore di fondo della corsia, inizino a confondersi.

Dobbiamo sviluppare strategie - afferma Gerard Gormley, coordinatore dello studio - per ridurre le situazioni che possono provocare errori. L'esame di questa capacità dovrebbe essere offerto a tutti gli studenti e chi ha problemi, dovrebbe segnalarlo e vigilare in modo extra in alcune situazioni. E poi ridurre le possibili distrazioni''.

3 tecniche di sedazione pediatrica a confronto

Si tratta di un altro studio comparativo su pazienti pediatrici giudicati a basso rischio anestesiologico (ASA I e II). I farmaci messi a confronto, in questo caso, sono 3 e due di questi, accomunati dall'essere somministrati insieme con l'idrossizina, hanno dato risultati validi e tra loro sovrapponibili. Dato interessante, nell'abstract vengono forniti anche i dosaggi prokilo delle molecole.

3 tecniche di sedazione pediatrica a confronto

Lo scopo di questo studio è stato quello di confrontare il successo clinico di tre regimi di sedazione cosciente in pazienti pedodontici. Nello studio condotto è stato somministrato un trattamento odontoiatrico a pazienti pediatrici ASA I e II sotto sedazione cosciente. Cinquantaquattro bambini sono stati divisi in tre gruppi di 18 pazienti ciascuno, assegnati in modo casuale: il gruppo A ha ricevuto idrossiziona (2 mg / kg 2 h prima del trattamento e una dose successiva di 1 mg / kg 20 min prima del trattamento) per via orale; il gruppo B ha ricevuto 0,50 mg / kg di midazolam mescolato con 1,5 mg / kg di idrossizina 20 minuti prima del trattamento per via orale; il gruppo C ricevuto 50 mg / kg di idrato di cloralio e 1,5 mg / kg di idrossizina 20 min prima del trattamento, per via orale. La Ohio State Behavioral Rating Scale (OSBRS) ha mostrato differenze statisticamente significative tra i gruppi B e C rispetto al gruppo A. La somministrazione di midazolam o di idrato di cloralio mescolati con idrossizina rappresenta un'ottima scelta per la sedazione cosciente nei pazienti odonto-pediatrici.

Fonte:

Comparison of three conscious sedation regimens for pediatric dental patients.

Torres-Pérez J, Tapia-García I, Rosales-Berber MA, Hernández-Sierra JF, Pozos-Guillén Ade J.

J Clin Pediatr Dent. 2007 Spring;31(3):183-6.

48 raccomandazioni sulla sedazione cosciente

Guida alla sedazione cosciente

Presentiamo qui l'estratto delle linee guida fornite dallo scozzese Coulthard sulla sedazione cosciente. La guida si compone di 48 dettagliate raccomandazioni, divise in diverse aree d'interesse:

PREMESSA: discutere i metodi alternativi di gestione dell'ansia con il paziente e garantire che la sedazione fornita nello studio odontoiatrico rispetti la definizione accettata di sedazione cosciente.

VALUTAZIONE E RACCOLTA DATI: come parte di una valutazione approfondita, chiarire al paziente tutti gli aspetti del trattamento con sedazione cosciente, fornendo anche istruzioni scritte. Ottenere il consenso scritto del paziente; conservare una cartella completa ed aggiornata. AMBIENTE E STRUMENTAZIONE: assicurarsi che l'ambiente per la sedazione sia sicuro e che siano predisposti la corretta attrezzatura ed i farmaci previsti per ogni tecnica di sedazione utilizzata. Accertarsi che apparecchiature e farmaci atti ad affrontare emergenze o complicanze legate alla sedazione siano di immediata disponibilità.

FORMAZIONE: addestrare correttamente tutti i membri del personale alle tecniche di sedazione utilizzate, tra cui il monitoraggio del paziente durante il trattamento e la gestione di eventuali complicanze correlate alla sedazione. Per la sedazione per via orale e transmucosa, assicurarsi che il sedazionista sia preparato su altre tecniche titolabili ed abile nell'incannulamento venoso. Accertarsi che i sedazionisti che forniscano sedazione a gruppi di pazienti siano esperti nella loro gestione.

TECNICHE DI SEDAZIONE COSCIENTE: per la sedazione inalatoria, assicurarsi che venga continuamente somministrata una dose titolata di protossido di azoto mediante apparecchiature appositamente progettate. La sedazione orale, transmucosa ed endovenosa richiedono il monitoraggio della pressione arteriosa e della saturazione. Si consiglia una dose titolata di midazolam per la sedazione endovenosa.

DOPO IL TRATTAMENTO: monitorare i pazienti durante tutto il periodo di recupero fino alla dimissione, previo l'affidamento ad un accompagnatore adulto responsabile, che abbia anche ricevuto istruzioni postoperatorie scritte. L'accompagnatore può non essere necessario dopo la sedazione con N2O.

Fonte:

Conscious sedation guidance.

Coulthard P.

Evid Based Dent. 2006;7(4):90-1.

Google e Johnson & Johnson costruiranno insieme i robot per la chirurgia del futuro

Google entra in sala operatoria grazie alla collaborazione con Johnson & Johnson.

Il progetto prevede lo sviluppo della futura generazione di robot per la chirurgia, volti a rendere più efficiente il lavoro dei chirurghi.

La tecnologia robotica sta diventando sempre più diffusa con i pazienti che optano per procedure meno invasive, che permettono al chirurgo di fare incisioni piccole che causano meno dolore e cicatrici ridotte. Solo negli Stati Uniti l'anno scorso ce ne sono state circa 3 milioni.

Google integrerà nei robot di J&J i suoi software per l'analisi di immagini così come sensori speciali per permettere ai chirurghi di vedere meglio di quanto non sia possibile a occhio nudo.

La partnership tra Google e J&J è l'ultima prova di come i gruppi tecnologici siano sempre più interessati all'health care.

Crisi, cambiamento e creatività. Quale rapporto con cibo e salute?

Le difficoltà del tempo presente finiscono per diventare un comodo paravento dietro il quale nascondere le nostre debolezze, la nostra mediocrità, la pigrizia. Chi attribuisce alla crisi fallimenti e difficoltà, cerca solo una facile via d’uscita.

Quanti progetti abbiamo riposto nel cassetto? Quanti passi in avanti abbiamo evitato di compiere, per paura o per quieto vivere?

Navigando in rete ho scoperto un citatissimo aforisma di Albert Einstein, il quale riferendosi alla crisi del ’29 affermava: "Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. E' nella crisi che sorgono l'inventiva, le scoperte e le grandi strategie.”

Grande Einstein. E’ davvero così. E credo che l’abbiano capito in molti, perché da molti ormai sento dire che questa, più che una crisi, è una trasformazione, un cambiamento. E nel cambiamento io davvero vedo solo opportunità e stimoli.

Pensiamo agli straordinari progressi delle scienze mediche. Prima del 1930 non esistevano molti trattamenti davvero efficaci: c’erano l’insulina e la fantastica aspirina, c’era il fegato per l’anemia ferropriva e la morfina, ma per molti versi i medici stessi erano abbastanza inutili. Poi all’improvviso, tra lo scoppio della Grande Depressione e la fine della seconda guerra mondiale, la scienza fu tutto un costante susseguirsi di entusiasmanti scoperte. In quel periodo accade tutto ciò che associamo con la medicina moderna: trattamenti come gli antibiotici, la dialisi, i trapianti, la terapia intensiva, la cardiochirurgia, quasi tutti i farmaci che conosciamo. Oltre alle cure vennero scoperti i puri e semplici killer nascosti: tra lo stupore generale emerse che il fumo – un singolo fattore di rischio – causava quasi tutti i casi di cancro del polmone. Si trovò che il colesterolo, un componente essenziale della membrana cellulare, oltre certi livelli è direttamente correlato con la mortalità totale e quella cardiovascolare.

Tra le ricadute sulla vita quotidiana della crisi economica che da oltre due anni sta colpendo l'Italia e altri paesi avanzati ci sono anche quelle sulle abitudini alimentari, inevitabilmente legate alle realtà socio-economiche territoriali. Così, l’attenzione e la creatività dei ricercatori è puntata su quella che sarà la sfida globale dei prossimi 20 anni, vale a dire la sana alimentazione

E non è un caso che l’imminente Expo sia dedicato all’alimentazione e alle risorse necessarie per nutrire il pianeta e i suoi abitanti. Il tema parte dall’Italia, Paese che della buona e sana alimentazione ha sempre fatto la propria bandiera: alimentare in modo corretto significa anche portare e riportare la vita, preservandola nelle migliori condizioni possibili.

Di questo tema abbiamo tenuto conto dando vita al Congresso Internazionale Il Dentista Moderno, perché non esiste modello di corretta alimentazione che prescinda da un serio ripensamento sugli stili di vita: e proprio l’odontoiatra è il curante che può meglio di ogni altro monitorare in modo continuativo nel tempo gli stili di vita del proprio paziente, che vede con regolare continuità e di cui verifica l’organo della masticazione, che rivela senza ombra di dubbio abitudini viziate e scelte alimentari e voluttuarie non corrette.

E’ la crisi a portare pericolosi scivoloni nella noncuranza, nel non prendersi cura di sé, per mancanza di energie mentali e di risorse materiali adeguate. Ed è nella crisi che occorre tenere alzata la guardia.

Ancora Einstein: “Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l'unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla."

Per il programma compledo del congresso visitare il sito dedicato: http://congresso.ildentistamoderno.com/programma.php

Sanità: 25 miliardi di euro sprecati nel 2014

Ben 25 miliardi di euro in fumo nella sanità 2014, circa il 23% del totale della spesa, 111,4 miliardi. Il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, in apertura della decima conferenza nazionale GIMBE, ha spiegato quali sono i problemi principali.

Di questi 25 miliardi "il 30%, circa 7,69 mld - spiega - viene assorbito dal sovra utilizzo di interventi sanitari inefficaci, inappropriati o dai costi elevati rispetto ai benefici reali.".

A questi si aggiungono "5-6 mld di euro (20%) erosi da frodi e abusi - prosegue Cartabellotta - comportamenti che minano la credibilità del Ssn e contro cui servono azioni concrete". Poco più di 4 mld vengono sprecati "nell'acquisto di tecnologie sanitarie, farmaci e strumenti medici e di beni e servizi non sanitarie, come mense e lavanderie, a costi eccessivi, non standardizzati da un capo all'altro della Penisola". Ma c'è anche un "sottoutilizzo delle prestazioni - evidenzia l'esperto - che brucia 3,08 mld (12%) per l'aggravamento delle condizioni dei pazienti, ricoveri e altri interventi evitabili se si fosse agito meglio prima".

"Burocrazia, ipertrofia del comparto amministrativo e la scarsa diffusione delle tecnologie assorbono circa 3 mld (12%).".

Infine, "l'inadeguato coordinamento dell'assistenza, fra ospedale e territorio, ma anche all'interno di uno stesso ospedale - afferma Cartabellotta - pesa per 2,56 miliardi di euro (10%)".

Sedazione cosciente: i farmaci più efficaci nei pazienti pediatrici

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Il ricorso alla sedazione in ambito ambulatoriale è una tematica di estrema attualità: questa pratica, applicabile alla maggior parte dei pazienti odontoiatrici, porta il soggetto stesso a rilassamento, facilitando il clinico in molteplici terapie.

Tuttavia, pare che non ci sia ancora piena informazione sulle diverse tecniche disponibili e, su quali di queste possano essere messe in pratica senza l'ausilio del medico anestesista o della controversa figura del sedazionista. Un odontoiatra, semplicemente frequentando uno dei corsi sull'argomento confacenti alle norme scritte dall'Association for Dental Education in Europe (ADEE), può abilitarsi all'esercizio della sedazione inalatoria con protossido d'azoto (N2O) o della sedazione cosciente farmacologica.  Al contrario alla sedazione profonda è deputata una figura medico-specialistica.

Comparazione dei farmaci più recenti per la sedazione cosciente.

Questo studio in doppio cieco, condotto su 120 pazienti pediatrici, voleva determinare la sicurezza e l'efficacia della somministrazione orale dei più recenti sedativi ed analgesici utilizzati per la sedazione cosciente. I bambini sono stati distribuiti in 6 gruppi da 20 e sorteggiati per la sedazione con: midazolam (gruppo I), ketamina (II), zolpidem (III), midazolam più ketamina (IV), midazolam più tramadolo (V) e zolpidem più tramadolo (VI). Insorgenza d'azione, livello di sedazione, facilità di trattamento, tempo di recupero e amnesia post-operatoria sono stati valutati per tutti e comparati. La combinazione midazolam-ketamina è risultata essere la più efficace e rapida nel fornire analgesia e sedazione in bambini ansiosi e non collaboranti.

Fonte:

A comparative evaluation of newer sedatives in conscious sedation. Koirala B, Pandey RK, Saksen AK, Kumar R, Sharma S.

J Clin Pediatr Dent. 2006 Summer;30(4):273

Introdotto prototipo di “scatola nera” in chirurgia: filmerà tutte le azioni del chirurgo

Una 'scatola nera' in sala operatoria, che registra tutto quello che accade sotto gli occhi del chirurgo. A descrivere l'utilizzo di questo prototipo di videocamera frontale è Andrea Ortensi, direttore Uo Microchirurgia generale Casa di cura Fabia Mater di Roma.

"L'idea - spiega Ortensi - nasce dall'esigenza di maggiore trasparenza e di tutela sia del paziente che del chirurgo. Volevamo far capire a scienziati e medici, ma anche ai cittadini, cosa accade sotto gli occhi del chirurgo. Finora la videocamera fissa o l'operatore in sala registravano i movimenti, ma non li mostravano nel dettaglio, con eventuali ingrandimenti, tracciando anche l'evoluzione dell'operazione in tempo reale".

Il medico ha pensato all'applicazione di una videocamera frontale su un caschetto indossato da chi opera, che permetta agli assistenti di visualizzare i movimenti, ma anche di tracciare l'intervento attimo per attimo, per garantire maggior trasparenza dal punto di vista medico legale. "Sul versante della responsabilità professionale, inoltre, la videocamera consente di ricostruire i fatti in maniera oggettiva, tutelando sia i pazienti che i professionisti".

"Inoltre la videocamera frontale può rappresentare, a livello didattico, una grande opportunità per gli studenti", rileva il chirurgo.

Per il momento il prototipo, che consente gli ingrandimenti necessari per la microchirurgi, pesa 300 grammi ed è dotato di un sistema anti-vibrazione e di un zoom attivabile sia manualmente che con un pedale, viene utilizzato per interventi importanti alla tiroide. Assicurano che presto però verrà applicato a tutti gli ambiti chirurgici.

Quando viene scelta una tecnica di incappucciamento

Pur essendo questa terapia molto cambiata negli ultimi anni, è sempre valido il fatto che essa richiede una perfetta conoscenza delle indicazioni cliniche ed una rigida applicazione degli algoritmi terapeutici esistenti. Dal sondaggio emerge come questo trattamento sia ben conosciuto ed ampiamente utilizzato.

Il 90% ha infatti affermato di utilizzare questa metodica, l'18% di questi ha però chiarito di scegliere questa metodica solo in denti decidui. Rimane,anche in dentizione permanente, predominante la percentuale di odontoiatri che si approccia alla terapia in modo conservativo, adoperando cioè metodiche di incappucciamento ove necessario.

 

FNOMCeO: Roberta Chersevani prima presidente donna

fnomceo

Presidente dell’Ordine di Gorizia, specialista in Radiologia Diagnostica, triestina: Roberta Chersevani è la prima donna presidente della FNOMCeO. Chersevani è stata votata all'unanimità dai 17 componenti del Comitato Centrale.

Alla Vicepresidenza è stato nominato Maurizio Scassola, Segretario invece Luigi Conte. La carica di Tesoriere è stata attribuita a Raffaele Iandolo. Alla presidenza della Commissione Albo Odontoiatri è stato confermato Giuseppe Renzo, a quella del Collegio dei Revisori dei Conti Salvatore Onorati.

“A tutti chiederò una mano individuando gli ambiti in cui ognuno di voi è più bravo, per essere veramente una squadra in cui ognuno avrà il suo ruolo”, ha affermato Chersevani, subito dopo la proclamazione.

Lesioni durante la professione: come si comportano gli odontoiatri

Anamnesi dettagliata del paziente, condizioni lavorative ambientali ottimali, conoscenza dei propri mezzi e dei propri limiti, sono elementi fondamentali per scongiurare il rischio di infezioni durante l'esercizio della professione.  Bisogna altrettanto conoscere le procedure da svolgere nel caso di avvenuta lesione e sospetto di infezione. Lo studio svolto nei Paesi Bassi ci mostra come non sempre le nostre azioni si muovano nella direzione corretta in queste occasioni.

Il rischio di lesioni con esposizione vascolare durante la pratica dentale: uno studio nei Paesi Bassi

La consapevolezza del rischio di infezioni per via ematica tra i dentisti è stata promossa dagli olandesi Dental Association (NMT) come parte del loro programma di qualità e sicurezza, e un centro di consulenza di esperti che operano a livello nazionale è stato allestito per gestire tutti gli incidenti segnalati.

METODI:

Sono stati analizzati i dati relativi ai vaccini per l'epatite B, il sesso e l'età per tutti gli incidenti segnalati da questo centro nel corso del 2008. Abbiamo confrontato questo con i dati raccolti nello stesso lasso di tempo con un sondaggio nazionale per valutare le prestazioni del centro. Il numero di infortuni con esposizione di sangue tra dentisti e assistenti, e il comportamento di segnalazione, sono stat quindi valutati.

RISULTATI:

Nel 2008, 387 incidenti sono stati segnalati al centro di consulenza. La percentuale di incidenti ad alto rischio era 16, con rischio di contrarre l'epatite B, l'epatite C e le infezioni da HIV. Nei casi di epatite B, il 12% non era immunizzato o lo era in modo insufficiente. L'otto per cento dei casi non hanno potuto avviare le procedure antiretrovirali  per l' HIV  perché segnalati troppo tardi. Dei 1.442 dentisti interpellati, 487 (34%) hanno risposto.Si è potuto notare che il 98% dei dentisti è vaccinata contro  l'epatite B al 98%.

Il trentadue per cento ha riferito di aver avuto una o più lesioni durante il lavoro, con esposizione di sangue,  lnel 2008. Di questi, il 37%ha consultato un centro specializzato, il 18% è stato consigliato da altri medici e il 45% non si è preoccupato di cercare nessuna cura medica. Le prestazioni del centro di consulenza specializzato hanno ricevuto un punteggio positivo (95%). È stato segnalato un bisogno di ulteriori informazioni sulle vaccinazioni ed infezioni per via ematica in odontoiatria (52%).

CONCLUSIONI:

I Dati Nationwide mostrano che incidenti con esposizione di sangue si verificano di frequente in ambienti odontoiatrici, inoltre un numero considerevole di questi incidenti è ad alto rischio infettivo. Il momento dell'anestesia e della sutura sono i principali momenti di rischio per il contagio. Vi è la necessità rendere più sicure le condizioni di lavoro in ambienti di cura odontoiatrica nei Paesi Bassi, a prescindere dal tipo di pratica dentale.

Fonte: The risk of blood exposure incidents in dental practices in the Netherlands

Authors: van Wilk, Meiberg, Bruers, Groenewold, van Raalten, Dam, Schneeberger

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