Le difficoltà del tempo presente finiscono per diventare un comodo paravento dietro il quale nascondere le nostre debolezze, la nostra mediocrità, la pigrizia. Chi attribuisce alla crisi fallimenti e difficoltà, cerca solo una facile via d’uscita.

Quanti progetti abbiamo riposto nel cassetto? Quanti passi in avanti abbiamo evitato di compiere, per paura o per quieto vivere?

Navigando in rete ho scoperto un citatissimo aforisma di Albert Einstein, il quale riferendosi alla crisi del ’29 affermava: “Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. E’ nella crisi che sorgono l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie.”

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Grande Einstein. E’ davvero così. E credo che l’abbiano capito in molti, perché da molti ormai sento dire che questa, più che una crisi, è una trasformazione, un cambiamento. E nel cambiamento io davvero vedo solo opportunità e stimoli.

Pensiamo agli straordinari progressi delle scienze mediche. Prima del 1930 non esistevano molti trattamenti davvero efficaci: c’erano l’insulina e la fantastica aspirina, c’era il fegato per l’anemia ferropriva e la morfina, ma per molti versi i medici stessi erano abbastanza inutili. Poi all’improvviso, tra lo scoppio della Grande Depressione e la fine della seconda guerra mondiale, la scienza fu tutto un costante susseguirsi di entusiasmanti scoperte. In quel periodo accade tutto ciò che associamo con la medicina moderna: trattamenti come gli antibiotici, la dialisi, i trapianti, la terapia intensiva, la cardiochirurgia, quasi tutti i farmaci che conosciamo. Oltre alle cure vennero scoperti i puri e semplici killer nascosti: tra lo stupore generale emerse che il fumo – un singolo fattore di rischio – causava quasi tutti i casi di cancro del polmone. Si trovò che il colesterolo, un componente essenziale della membrana cellulare, oltre certi livelli è direttamente correlato con la mortalità totale e quella cardiovascolare.

Tra le ricadute sulla vita quotidiana della crisi economica che da oltre due anni sta colpendo l’Italia e altri paesi avanzati ci sono anche quelle sulle abitudini alimentari, inevitabilmente legate alle realtà socio-economiche territoriali. Così, l’attenzione e la creatività dei ricercatori è puntata su quella che sarà la sfida globale dei prossimi 20 anni, vale a dire la sana alimentazione

E non è un caso che l’imminente Expo sia dedicato all’alimentazione e alle risorse necessarie per nutrire il pianeta e i suoi abitanti. Il tema parte dall’Italia, Paese che della buona e sana alimentazione ha sempre fatto la propria bandiera: alimentare in modo corretto significa anche portare e riportare la vita, preservandola nelle migliori condizioni possibili.

Di questo tema abbiamo tenuto conto dando vita al Congresso Internazionale Il Dentista Moderno, perché non esiste modello di corretta alimentazione che prescinda da un serio ripensamento sugli stili di vita: e proprio l’odontoiatra è il curante che può meglio di ogni altro monitorare in modo continuativo nel tempo gli stili di vita del proprio paziente, che vede con regolare continuità e di cui verifica l’organo della masticazione, che rivela senza ombra di dubbio abitudini viziate e scelte alimentari e voluttuarie non corrette.

E’ la crisi a portare pericolosi scivoloni nella noncuranza, nel non prendersi cura di sé, per mancanza di energie mentali e di risorse materiali adeguate. Ed è nella crisi che occorre tenere alzata la guardia.

Ancora Einstein: “Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla.”

Per il programma compledo del congresso visitare il sito dedicato: http://congresso.ildentistamoderno.com/programma.php

Crisi, cambiamento e creatività. Quale rapporto con cibo e salute? - Ultima modifica: 2015-03-30T15:42:13+00:00 da Paolo Pegoraro

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