Il fumo di sigaretta è la principale causa evitabile di malattia e morte negli Stati Uniti; tra il 1997 e il 2001 si stima che 438.000 di persone negli Stati Uniti siano morte prematuramente ogni anno a causa del fumo o dell'esposizione passiva a questo (MMWR, 2005).L'esposizioni al fumo,sia volontaria che passiva, che si verifica a tutte le età e proveniente da fonti multiple, può causare effetti negativi su praticamente ogni fase e aspetto dello sviluppo e della crescita del neonato. Alcune recenti revisioni che trattano il problema e che il lettore potràvoler consultare sono quelle di Cnattingius2004 e DiFranza et al.,2004.
L'uso del fumo durante la gravidanza ha un prezzo tanto per la madre quanto per il nascituro, che dovrà scontarlo in tutte le fasi della vita prenatale, al momento della nascita, in prima e seconda infanzia, durante l'adolescenza e per tutta la vita adulta.I bambini che subiscono passivamente il fumo presentano una ritardo di crescita intrauterina, seguita da lenta crescita postnatale crescita, infanzia con maggiori rischi, possibile obesità adolescenziale e pressione sanguigna più elevata.
Non smettere di fumare durante la gravidanza può avere effetti tragici e molto lavoro resta ancora da fare per educare, spiegare e accompagnare a smettere di fumare. Il costo in anni di vita persi e di cure mediche necessarie, connesse con il fumo è inestimabile.
Il fumo passivo nei bambini è di recente stato associato anche ad un aumento del rischio di carie. Più studi affermano che i bambini nelle famiglie con fumatori abituali hanno avuto più frequentemente carie rispetto ai bambini che vivono in famiglie di non fumatori; questa valutazione è stata effettuata tanto in famiglie che godevano di condizioni agiate che in famiglie meno abbienti, dando indicazioni più precisi sul ruolo del fumo. Nelle analisi di uno studio è stata esaminata l'associazione tra livello di cotinina (metabolita della nicotina) nelle urine carie in denti decidui e si è osservata associazione statisticamente significative tra il livello di cotinina sierica e carie degli elementi decidui.
Sono chiare l'impatto in termini di morbidità e mortalità indotte dal fumo e sicuramente abbiamo una lunga strada da percorrere per evitare l'esposizione al fumo durante la gravidanza e l'infanzia ma una boccata d'aria sembra arrivare: i dati mostrano tassi di fumatori progressivamente più bassi rispetto agli ultimi decenni, segno di una presa di coscienza e dell'effetto dell'informazione.
Nel corso del congresso internazionale Innovazione, sostenibilità e stili di vita, organizzato da “Il Dentista Moderno” per il 3 luglio 2015 presso l’hotel Marriott di Milano, il dott.Silvano Gallus (istituto Mario Negri, Milano) andrà ad analizzare l’impatto del tabagismo, nella realtà italiana e mondiale, e come gli odontoiatri possano interfacciarsi con i pazienti e con i medici generali su questa problematica.
Il contenuto all’interno di post, articoli e materiale visivo, è il motore che fa girare tutto il meccanismo dei social e dei blog, che poi sono alla base della presenza sul Web.
Senza contenuti interessanti e accattivanti il tuo sito web, il tuo blog e i tuoi social non avranno una grande visibilità e moriranno presto, raggiungendo il grande cimitero dei blog e dei profili creati da professionisti, aziende e privati e poi abbandonate.
Prima di aprire il tuo blog o il tuo profilo o pagina sui social, assicurati di avere già un piano editoriale per il primo mese di attività.
Decidi quali sono gli argomenti più interessanti per il tuo pubblico e rapisci la loro attenzione con contenuti innovativi e unici!
Non copiare dagli altri, sei un dentista e un professionista che conosce bene il suo mestiere, quindi perché non sfruttare le proprie conoscenze per produrre articoli e post utili per i tuoi fan?
Puoi iniziare da temi semplici: la tecnica migliore per lavarsi bene i denti o come prevenire una carie.
Il tuo pubblico si aspetta da te informazioni semplici non eccessivamente tecniche, vogliono piccoli consigli da poter mettere in pratica ogni giorno.
Non pensare solo agli adulti, molti ragazzi sono sui social e passano gran parte del loro tempo su internet. Coinvolgili con contenuti visivi, oppure puoi creare un contest adatto a loro, invitandoli ad esempio a condividere su Instagram (social network dedicato alla condivisione di immagini e video) le loro foto dal dentista.
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Infine identifica bene i temi da trattare nei tuoi post sui social, alcune tematiche creano un maggior coinvolgimento, come ad esempio:
Educare
Evidenziare le vostre pratiche professionali, dando informazioni utili
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“Quella del puntare sui tagli alle detrazioni fiscali per le spese mediche per ottenere dei risparmi, presunti, immediati è una visione miope oltre ad aumentare i problemi per i cittadini”.
E’ questo il commento del Presidente Nazionale ANDI Gianfranco Prada alle notizie che vorrebbero impegnato il Governo a studiare tagli alle agevolazioni fiscali per i cittadini per risparmiare 1,5 -2 miliardi di euro nel bilancio 2016.
Il Governo starebbe vagliando la possibilità di fare eliminare anche le detrazioni fiscali del 19% per le spese sanitarie oppure di non consentire le attuali detrazioni fiscali per i contribuenti con un reddito superiore ai 55 mila euro.
“Sarebbe un’ulteriore pesante penalizzazione per i cittadini italiani già in difficoltà ad accedere alle prestazioni sanitarie”, dice Prada.
“Anche sul fronte del bilancio dello Stato, questo tipo di tagli consente solo un risparmio immediato. Nei prossimi giorni rilanceremo la nostra proposta di aumentare gli sgravi fiscali per i cittadini che accedono alle cure odontoiatriche almeno fino al 50%. L’esperienza fatta nel settore edilizio ha dimostrato che il mancato incasso in termini di introiti Irpef, per lo Stato, è ampiamente ripagato in termini di maggior gettito fiscale dato dalle imprese del settore e crescita occupazionale. Le agevolazioni fiscali per le prestazioni odontoiatriche sarebbero ulteriormente giustificate dalla carenza del servizio pubblico verso queste prestazioni”.
“Sul fronte del cittadino, una maggiore detrazione per le spese odontoiatriche abbinata al fondo integrativo ANDI che stiamo predisponendo, consentirebbe di ottenere, contenendo i costi, cure di qualità erogate dai dentisti ANDI invece di andare all’avventura nei centri low-cost o addirittura all’estero”.
“Abbinando detrazioni e Fondo integrativo ANDI – conclude Prada – al cittadino, anche per le prestazioni più comuni, potrebbe convenire rivolgersi ad un dentista ANDI piuttosto che pagare il ticket all’Asl”.
L'abitudine al fumo viene definita come la prima causa di morte evitabile dall'Organizzazione Mondiale della Sanità la quale, a partire dal 1988, indìce ogni 31 maggio la Giornata mondiale senza tabacco. Il medico odontoiatra è tenuto a sapere – e a far sapere – che il tabagismo provoca danno diretto o indiretto al sistema respiratorio, a quello cardio-circolatorio, agli apparati tegumentario e riproduttivo e a diversi altri organi, tra i quali fegato, pancreas e vescica.
Come già detto, la pelle è uno degli organi maggiormente colpiti, soprattutto quella del viso, tanto che nel 1985 il dott. Douglas Model descrisse i caratteri tipici della facies che lui stesso chiamò “smoker's face”.
Nel cavo orale, alcune sostanze sprigionate dalla combustione del tabacco e le alte temperature rappresentano dei fattori irritativi delle mucose, e si associano alle precancerosi di tipo leucoplachico.
Il tabacco, insieme con l'alcool, rappresenta poi il principale fattore di rischio del cancro orale vero e proprio, soprattutto nell'istotipo squamocellulare; lo stesso processo di carcinogenesi avviene nelle mucose cheratinizzate di faringe e laringe.
Il fumo figura anche tra le cause principali di una patologia di pertinenza prettamente odontoiatrica, ossia la malattia parodontale , della quale rappresenta anche un fattore prognostico negativo. Indicazioni sovrapponibili per quanto riguarda la perimplantite, dato che il fumo è tra i patient factor predisponenti alla mucosite perimplantare e alla perdita di osso crestale , oltre a complicarne il trattamento; non va dimenticato che, inoltre, che l'abitudine al fumo rappresenta una controindicazione parziale alla stessa riabilitazione implantare, dato che ritarda la guarigione delle ferite chirurgiche e predispone a fallimento implantare.
Per tutte queste ragioni, il paziente odontoiatrico fumatore, che semplicemente richiede il ripristino di una salute orale accettabile, dovrebbe avere ben chiaro come la propria abitudine viziata rappresenti un grosso ostacolo nell'intraprendere un percorso di cure.
Nel corso del congresso internazionale Innovazione, sostenibilità e stili di vita, organizzato da “Il Dentista Moderno” per il 3 luglio 2015 presso l'hotel Marriott di Milano, il dott. Silvano Gallus (istituto Mario Negri, Milano) andrà ad analizzare l'impatto del tabagismo, nella realtà italiana e mondiale, e come gli odontoiatri possano interfacciarsi con i pazienti e con i medici generali su questa problematica.
Dopo lunghe attese ed un discreto numero di imprevisti, si è finalmente alzato il sipario su Expo 2015 "Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita".
Milioni di persone provenienti da ogni parte del mondo sono giunte a Milano e molte altre vi siriverseranno nei prossimi sei mesi, dando così vita ad uno dei più grandi incontri etnico-culturali dedicati a cibo e nutrizione che si siano mai visti.
In Italia la cultura del "mangiar bene" risulta sicuramente più diffusa che in molti altri Paesi. L'educazione ad una sana alimentazione inizia fin da piccoli e viene coltivata per tutta la vita come parte integrante dell'essere italiani, qualità riconosciuta e stimata soprattutto all'estero. I nostri prodotti vengono esportati in ogni parte del mondo e la dieta mediterranea è ormai ufficialmente riconosciuta come una tra le più salutari ed equilibrate.
Per questo Milano ha deciso di dedicare Expo 2015 a uno dei punti forti del Bel Paese, la nutrizione, creando una irripetibile occasione di confronto e scambio culturale.
I professionisti della salute sanno però che, dietro alle luci colorate dell'Albero della Vita, agli orti in città e ai fuochi d'artificio, si nasconde un'opportunità da cogliere senza esitazione: 137 Paesi hanno messo in vetrina le proprie abitudini culinarie, fornendo così un'incredibile quantità di dati e di informazioni che aiuteranno a comprendere meglio cause e sviluppo delle patologie odontoiatriche legate ad ogni diversa cultura. Quelle che per un dentista possono essere informazioni scontate, acquisite durante gli anni di studio e di esperienza, possono risultare completamente oscure a pazienti che non sono in grado di comprendere quanto i diversi tipi di alimentazione possano influire sul nostro benessere.
Per assicurarsi una eccellente salute del cavo orale, difatti, non basta una corretta e quotidiana igiene accompagnata da controlli professionali. E' necessario che ogni individuo comprenda in che modo le proprie abitudini alimentari lo vadano ad esporre a rischi patogeni. Per far ciò è importante puntare su una buona educazione alimentare, che permetta di distinguere tra cibi cariogeni, cariostatici e anticariogeni, e ad individuare un più corretto equilibrio tra gli alimenti consumati.
Salute orale, alimentazione
In Paesi che non dispongono di un'ampia gamma di risorse alimentari come l'Italia, sarà altrettanto facile avviare una corretta campagna di prevenzione della salute orale ed educazione alla corretta alimentazione? I numerosi padiglioni di Expo 2015 saranno l'occasione perfetta per tutti gli odontoiatri per valutare in che modo sia effettivamente possibile migliorare l'alimentazione e la salute globale, conoscere le abitudini, corrette e non, che provengono da ogni parte del mondo e creare una sede internazionale di dialogo e confronto tra i professionisti della salute del cavo orale.
In questo clima di confronto, il 3 luglio a Milano si svolgerà il congresso internazionale Innovazione, sostenibilità e stili di vita, organizzato da “Il Dentista Moderno”.
Il programma completo del congresso può essere trovato qui
La diagnosi precoce del carcinoma squamocellulare orale ha un'importanza fondamentale nella sopravvivenza e incide incredibilmente sulla qualità di vita dei pazienti che ne sono affetti.
La sopravvivenza globale dei pazienti affetti da questo tumore è ,purtroppo, molto infausta. Il 50% dei pazienti non raggiunge la soglia di 5 anni di follow-up, dimostrando come ancora oggi non ci siano armi adeguate a sconfiggere questa patologia.
In condizioni fisiologiche la crescita tissutale è strattamente regolata da fattori che mantengono l'equilibrio tra promozione e inibizione della divisione cellulare. La cellula neoplastica aggira questo controllo attraverso la mutazione di oncogeni ( ad esempio il gene ras ) e oncosoppressori ( tra gli altri il gene p53 ) che le permettono replicazione incontrollata.
La manifestazione del carinoma squamocellulare è spesso anticipata da placche bianche o aree rosse, vale a dire leucoplachia ed eritroplachia, lesioni precancerose, recentemente definite "precursori" del carcinoma orale nella monografia del WHO.
La leucoplachia si definisce come una placca bianca per la quale non si è riusciti ad identificare una causa precisa, pertanto è una diagnosi per esclusione che viene inserita tra le lesioni precancerose perché ha una potenziale di viraggio neoplastico maligno elevato.
Il fumo, la masticazione del tabacco, l'alcool sono le cause più frequenti associate all'insorgenza di un quadro di lecuoplachia; nel caso di sospensione dello stimolo la lesione può anche regredire.
L'eritroplachia consiste in un'area rossa della mucosa alla quale è sottesa la presenza di una displasia o di un carcinoma, non inquadrabile in un'altra condizione né da un punto di vista clinico, né istopatologico. Per conoscere e comprendere ciò che ha portato al manifestarsi di queste due lesioni, una biopsia è sempre indicata ai fini di scovare,anche in quelle lesioni che appaiono più innocue, possibili quadri di displasia grave e tumore.
Il carcinoma squamocellulare del cavo orale, origina dall'epitelio mucoso che riveste la cavità orale; è il tumore maligno più frequente a livello orale, rappresentando quasi il 90% di tutti i casi di neoplasia maligna del distretto. I dati rilevati mostrano come gli uomini vengano maggiormente colpiti delle donne da questa patologia, per l'uomo questo tumore rappresenta il 5% delle neoplasie maligne, mentre per la donna scendiamo al 2% .
Il carcinoma orale si presenta clinicamente in modi diversi che variano dalla lesione bianca o rossa ad una zona ulcerata o a una tumefazione. Le sedi più frequenti dove osservarlo sono il labbro inferiore, i bordi laterali della lingua, il pavimento orale, il palato molle ed il trigono retromolare.
Il trattamento così come la prognosi dipendono dalle dimensioni e dalla stadiazione (TNM) del tumore. Il trattamento può variare dalla radioterapia all'escissione chirurgica.
La sopravvivenza a 5 anni in caso di diagnosi precoce della patologia,è drasticamente superiore rispetto a quella di un tumore riscontrato in stadi più avanzati; consci dell'inadeguatezza delle armi terapeutiche e dell'importanza di prevenire, più che di curare questa patologia, in tante città sono stati attivati programmi di screening, giornate della prevenzione e visite di controllo gratuite.
La grande adesione già riscontrata da parte di medici e pazienti, fa ben sperare. Occorre remare tutti nella stessa direzione per ridurre sempre di più i tassi di mortalità e per migliorare la qualità di vita a questa patologia correlati.
I risultati di questa revisione sistematica, per quanto non rafforzino il legame presunto sulla correlazione tra obesità e carie, fanno riflettere su quanto gli odontoiatri debbano a loro volta informarsi, prima di poter informare correttamente i propri pazienti in ambito nutrizionale.
Scopo: intraprendere una revisione sistematica sulla relazione tra obesità nell'infanzia, nell'adolescenza e/o in età adulta e la prevalenza della carie dentale. Metodi: gli autori hanno sondato la letteratura del periodo 1984-2004 sui database Bireme, Medline, ISI, Cochrane Library e su internet. I principali termini di ricerca sono stati “obesità” e “carie dentale”.Sono state rispettivamente definite , in termini di indice di massa corporea e numero totale di elementi cariati e sigillati (DFT/DFS/dft/dfs). Sono stati esclusi da questo lavoro: articoli su periodici non scientifici, linee guida per diete, dichiarazioni politiche, documenti relativi alla salute orale e alle carenze alimentari che non avessero relazione con obesità e problemi di salute orale.
Risultati: nessuna revisione si è concentrata sulla correlazione tra obesità e carie e solo tre studi presentano alti livelli di evidenza.
Conclusione: solo uno studio con un alto livello di evidenza ha mostrato un'associazione diretta tra obesità e carie dentali. Alla luce dei risultati, sono necessari ulteriori studi randomizzati ben delineati per dimostrare la relazione tra la carie dentale e l'obesità.
Il tema dei fattori di rischio alimentari e dello sviluppo di malattia cariosa sarà approfondito dalla dott.ssa Silvia Scaglioni, nel corso del congresso internazionale Innovazione, sostenibilità e stili di vita, organizzato da “Il Dentista Moderno” per il 3 luglio 2015 presso l'hotel Marriott di Milano.
4. Paz. L.S., ClinCheck®: 24 allineatori superiori e 20 inferiori.
Scopo di questo lavoro è quello di illustrare, attraverso la presentazione di casi clinici di pazienti adulti, le possibilità di trattamento non estrattivo delle malocclusioni di II classe con il sistema Invisalign®. In particolare, verranno presentati un caso di allineamento anteriore senza correzione della II classe, un caso di correzione della II classe mediante distalizzazione e uno di trattamento combinato ortodontico-chirurgico. Attraverso la presentazione di questi casi sarà mostrato come, grazie a una corretta e dettagliata pianificazione e valutazione del ClinCheck® in termini di staging, attachment e utilizzo di eventuali ausiliari come gli elastici, così come grazie alle caratteristiche intrinseche dell’apparecchiatura, sia oggi possibile trattare con successo anche casi ortodontici complessi con un sistema che può, a nostro parere, costituire una valida alternativa all’ortodonzia fissa.
Non extraction treatment of class II molocclusion with Invisalign®
The aim of this work is to evaluate the treatment without extractions of class II malocclusions with Invisalign® in adults. Three clinical cases of anterior alignment without class II correction, class II correction with distalization and surgical-orthodontic combined therapy will be discussed to evaluate the treatment options. A correct and detailed planning of the ClinCheck®, in terms of staging, use of attachments and auxiliaries as class II elastics, allows the successful treatment of advanced cases. We will analyze the features of Invisalign® system that make it an alternative to fixed orthodontics in the treatment of class II malocclusions.
In questo lavoro vogliamo illustrare, attraverso la presentazione di casi clinici di pazienti adulti, le possibilità di trattamento non estrattivo delle malocclusioni di II classe con il sistema Invisalign® che permette di realizzare spostamenti dentari mediante l’utilizzo di una sequenza di cosiddetti “allineatori” in polimero trasparente, praticamente invisibili, rimovibili e confortevoli.
La sequenza di allineatori è programmata sulla base di un software di grafica 3D, il ClinCheck®, che simula gli spostamenti dentari partendo dalla scansione e riproduzione in forma digitale delle impronte del paziente. La programmazione della simulazione, e pertanto degli spostamenti dentari, è di competenza dell’ortodontista, così come l’applicazione e i controlli dell’apparecchiatura, allo stesso modo dell’ortodonzia classica.
Gli allineatori ricoprono la superficie occlusale, vestibolare e linguo/palatale di tutti i denti, devono essere indossati 20/22 ore al giorno e devono essere cambiati sequenzialmente ogni 14 giorni.
Questa tecnica permette all’ortodontista di affrontare un ampio range di problematiche ortodontiche, dai casi più semplici a quelli più complessi, fino a casi combinati ortodontico-chirurgici.
Invisalign® risponde alle esigenze estetiche di una larga parte di pazienti adulti, per i quali le apparecchiature ortodontiche tradizionali non risulterebbero accettabili, consentendo nel contempo all’ortodontista di poter ampliare il loro grado di accettazione nei riguardi della terapia proposta e di ottenere risultati altrettanto validi che con la tecnica ortodontica classica.
In questo lavoro non affronteremo la fase diagnostica, dalla quale, ovviamente, non si può prescindere, ma esamineremo come realizzare questi trattamenti in modo efficiente e predicibile con questo sistema.
Ovviamente parliamo di pazienti “pronti” per il trattamento ortodontico, che deve essere programmato in un corretto e completo piano di trattamento globale odontoiatrico; ovvero, ogni paziente che sta per intraprendere un trattamento ortodontico deve non avere o aver risolto problemi articolari, parodontali o dentali in generale. Le malocclusioni di II classe sono estremamente frequenti nella popolazione. Molti studi riportano una prevalenza nell’ordine del 15-20%). Altri studi arrivano fino a una prevalenza del 40% in alcune regioni europee. Negli adulti le opzioni di trattamento non estrattivo delle malocclusioni di II classe sono tre:
• nei casi in cui non possiamo o non vogliamo correggere la malocclusione di II classe, per il sussistere ad esempio di limitazioni cliniche, possiamo mantenere la II classe ed eseguire solo un allineamento estetico;
• nei casi in cui la nostra diagnosi ci porti alla decisione di correggere la II classe, possiamo distalizzare i denti dell’arcata superiore utilizzando, come sostegno all’ancoraggio, gli elastici di II classe, così come per la tecnica classica;
• nei casi con coinvolgimento scheletrico ed estetico possiamo eseguire un trattamento combinato ortodontico-chirurgico.
Mantenimento della II classe
La prima opzione terapeutica analizzata in questo lavoro ha previsto il mantenimento della II classe e l’esecuzione di un riallineamento estetico del gruppo anteriore.
Infatti, in alcuni casi noi non possiamo o non vogliamo trattare la malocclusione dentale di II classe, come nel caso da noi presentato, a causa di limitazioni cliniche.
Il paziente L.S. di 45 anni si è rivolto alla nostra osservazione per problemi di disallineamento dentale. La presenza di un impianto in zona 17, come evidenziato dall’OPT, ha subito escluso dal nostro piano terapeutico la possibilità di una distalizzazione degli elementi dentari superiori. Inoltre l’analisi cefalometrica rivela un rapporto scheletrico di I classe associato a una corretta dimensione verticale. Anche l’analisi estetica non presenta problemi (Figure 1-3).
Queste considerazioni cliniche ci hanno portato a programmare un piano terapeutico in cui è stato eseguito un allineamento senza correzione della II classe.
In questo ClinCheck® non è quindi stata pianificata nessuna correzione antero-posteriore, bensì un semplice allineamento estetico del gruppo anteriore (Figura 4).
4. Paz. L.S., ClinCheck®: 24 allineatori superiori e 20 inferiori.
Inoltre, essendo una II classe II divisione per compensare l’aumento dell’overjet, conseguente all’allineamento dentario, è stato eseguito un IPR (Inter Proximal Reduction o stripping) di 0,5 mm a livello del gruppo anteriore. Infatti quando e dove il diametro mesio-distale degli elementi dentali lo consente, nelle II classi II divisione l’esecuzione di un IPR superiore è sempre consigliato per evitare un aumento eccessivo dell’overjet (Figure 5, 6).
Come possiamo vedere confrontando le foto pre- e post-trattamento (Figura 7), non è stata eseguita nessuna correzione anteroposteriore e con soli 24 allineatori è stato possibile ottenere un buon riallineamento dentario. Come spesso accade, il raggiungimento di un buon risultato estetico ha fatto aumentare le richieste del paziente che si è sottoposto a sbiancamento dentale e ricostruzioni con faccette degli elementi frontali.
In casi come questo, il sistema Invisalign® ha, a nostro parere, un’indicazione di elezione rispetto alla tecnica ortodontica fissa classica, poiché permette un miglior controllo dell’ancoraggio posteriore: infatti nella programmazione del ClinCheck® è possibile spostare elettivamente alcuni elementi dentari tenendone fermi altri. Gli elementi dentari posteriori non si spostano per tutta la durata del trattamento, a differenza di quanto avverrebbe con la tecnica classica, dove già con l’inserimento del primo arco si provocherebbero movimenti non voluti di tutti gli elementi dentari (Figura 8).
Nei casi che, a differenza di quanto visto, non presentano limitazioni alla correzione della malocclusione di II classe, possiamo sviluppare la seconda opzione terapeutica: distalizzazione e uso di elastici di II classe. La tecnica Invisalign® permette di eseguire distalizzazione con movimenti sequenziali dente per dente: il cosiddetto staging AP (antero-posteriore) (Figura 9).
Durante i movimenti di distalizzazione uno dei maggiori rischi è la perdita di ancoraggio, che si manifesta con una vestibolarizzazione o proclinazione del gruppo anteriore e, ovviamente, una perdita del rapporto di prima classe molare precedentemente raggiunto (Figura 10).
La proclinazione degli incisivi si associa sempre a intrusione, e quindi a livello clinico appare come una non aderenza nell’area anteriore dell’allineatore (Figura 11).
Questa non perfetta aderenza dell’allineatore agli elementi dentari è definita perdita di informazione (Figura 12).
Per limitare la perdita di ancoraggio e ridurre i movimenti non desiderati è quindi necessario utilizzare elastici di II classe (Figura 13).
Come regola generale, noi suggeriamo l’utilizzo degli elastici a partire da quando inizia la distalizzazione dei canini superiori sino alla fine della terapia; nei casi in cui si intercetti una perdita di ancoraggio precedente tale fase, è necessario iniziare a impiegarli nel momento della distalizzazione dei premolari (Figura 14).
L’utilizzo corretto degli elastici di II classe necessita di un’assoluta collaborazione da parte del paziente e un rispetto preciso delle indicazioni fornite.
La possibilità di pianificare l’uso degli elastici nel ClinCheck® e di poterlo mostrare al paziente ancora prima dell’inizio del trattamento, rende in genere ben tollerata questa ulteriore “complicazione”.
Si utilizzano elastici inter-arcata 3/16 di lunghezza e 3½ oz di forza, per 20/22 ore al giorno, in concomitanza con gli allineatori.
Generalmente applichiamo bottoni trasparenti o in composito sui canini superiori e bottoni metallici sui molari inferiori (Figura 15).
In questo caso gli allineatori devono essere tagliati in modo da non interferire con i bottoni sui denti.
In alternativa, gli elastici, a livello dei canini superiori, possono essere agganciati direttamente agli allineatori attraverso appositi tagli sugli stessi (Figura 16).
Come regola generale, suggeriamo di applicare gli elastici direttamente sui canini superiori quando questi presentano inizialmente una mesio-rotazione: in questi casi gli elastici aiutano la disto-rotazione. Se, al contrario, i canini superiori presentano una rotazione corretta o una disto-rotazione, consigliamo di non applicare l’elastico direttamente al dente, ma all’allineatore.
Analizziamo ora un caso clinico di distalizzazione molare eseguito con Invisalign® a cui è stato associato l’utilizzo di elastici di II classe.
La paziente C.M. si presenta alla nostra osservazione all’età di 24 anni, insoddisfatta del proprio sorriso.
All’esame obiettivo si evidenziano II classe, affollamento a entrambe le arcate, leggera proclinazione degli incisivi inferiori, indice di Bolton scorretto con microdonzia di 12 e 22 (Figure 17-19).
Nell’analisi cefalometrica laterale non si rilevano significativi problemi scheletrici. Si nota una lieve proclinazione degli incisivi inferiori. Anche l’analisi estetica è nella norma.
Il piano di trattamento ha previsto:
• avulsione di 18 e 28;
• distalizzazione superiore (Invisalign® ed elastici di II classe);
• allineamento superiore con apertura degli spazi per protesizzazione 12 e 22 e correzione dell’indice di Bolton mediante incremento del diametro mesio-distale di 12 e 22;
• allineamento inferiore con IPR per evitare ulteriore proclinazione;
• finalizzazione protesica di 12 e 22;
• contenzione.
Il trattamento di questo caso ha previsto l’utilizzo di 39 allineatori superiori e 18 inferiori associati a elastici di II classe, utilizzati dall’allineatore 23. L’entità della distalizzazione programmata è nell’ordine di 4 mm (Figure 20-22).
La paziente era già stata informata all’inizio del trattamento sulla necessità di utilizzare per un lungo periodo gli elastici di II classe, e questo ha permesso di ottenere la massima collaborazione.
Nell’arcata superiore si è programmato di mantenere dello spazio distale a 12 e 22. Infatti, per ottenere un rapporto corretto di I classe canina, senza incrementare l’IPR inferiore e volendo ottenere overjet e overbite corretti, si deve agire correggendo l’indice di Bolton, aumentando cioè le dimensioni mesio-distali di 12 e 22 (Figura 23).
Alla fase 17 (Figura 24), si è già ottenuta una buona distalizzazione dei molari ed è iniziata la distalizzazione dei premolari. Nello staging, avevamo previsto di iniziare l’utilizzo di elastici di II classe dalla fase 23, operazione che si è potuta fare in quanto non si è manifestata alcuna perdita di ancoraggio.
Alla fase dell’allineatore 37 (Figura 25) si sono ottenuti rapporti di I classe dentale molare e canina, con una distalizzazione molare di 4 mm.
In questa fase si è potuto procedere alla protesizzazione di 12 e 22 con faccette estetiche minimamente invasive (dott. Michele Olea) previo sbiancamento dentale (Figura 26).
Il perfezionamento dell’allineamento e la risoluzione del “triangolo nero” tra gli incisivi centrali superiori sono stati raggiunti con una fase di rifinitura di 5 allineatori (Figure 27-31).
Nella OPT finale si può valutare come la tecnica applicata, pur con una distalizzazione molare di 4 mm, abbia permesso di ottenere un tipping radicolare dei molari e premolari superiori assolutamente corretto (Figura 32).
A 5 anni di distanza il risultato finale è stabile: la paziente è in contenzione notturna (Figure 33, 34).
In sintesi, la pianificazione della distalizzazione con Invisalign® deve a nostro parere tenere in considerazione alcuni suggerimenti:
33. Paz. C.M., foto intra-orali di controllo dopo 5 anni.
• valutare il limite
della distalizzazione ottenibile, che è nell’ordine di 4 mm,
con variabili dipendenti dalla situazione clinica di ogni paziente;
• eseguire sempre
una distalizzazione sequenziale con staging AP, non uno spostamento di massa
di più elementi
insieme;
• applicare correttamente gli elastici di II classe e ottenere la massima collaborazione del paziente;
• scegliere correttamente i sistemi di ritenzione degli elastici (tagli sulle mascherine e/o bottoni sui denti).
34. Paz. C.M., foto intra-orali finali e dopo 5 anni.
Se si rispettano questi suggerimenti, la distalizzazione con Invisalign® si dimostra essere efficace e predicibile, considerando anche ulteriori vantaggi rispetto alle tecniche classiche:
• con gli allineatori abbiamo una ricopertura occlusale che porta a una disclusione, favorevole ai movimenti di distalizzazione;
• le dimensioni generalmente ampie delle corone dei molari consentono di ottenere un’elevata area di contatto tra allineatori e denti, incrementando così l’efficacia dell’azione degli allineatori;
• gli allineatori permettono di applicare forze costanti e leggere.
Trattamenti combinati ortodontici-chirurgici
Nei pazienti che presentano una malocclusione di II classe con problemi di allineamento dentario ma anche di estetica facciale associati a problemi scheletrici, il trattamento combinato ortodontico-chirurgico rappresenta l’unica possibilità per una corretta gestione del caso.
In queste situazioni, l’ortodonzia deve essere perfettamente coordinata con la chirurgia per ottenere un risultato ottimale. La corretta realizzazione del trattamento combinato richiede una precisa successione dell’ortodonzia pre-chirurgica di preparazione, della chirurgia e dell’ortodonzia post-chirurgica di rifinitura.
La fase di preparazione ortodontica deve portare a un allineamento tale da eliminare i compensi dentali e quindi preparare le arcate in modo tale da offrire al chirurgo la possibilità di poterle rapportare correttamente e, conseguentemente, rapportare correttamente i mascellari superiore e inferiore. Nel ClinCheck®, durante la fasi iniziali ogni arcata viene allineata separatamente e i rapporti di II classe non vengono corretti fino all’ultimo stage: infatti quest’ultima fase non è un allineatore, bensì è la simulazione dello spostamento dei mascellari ottenuto mediante la chirurgia ortognatica stessa. La simulazione chirurgica viene richiesta tramite il modulo di prescrizione, in modo che il piano di trattamento ClinCheck® permetta di visualizzare il coordinamento delle arcate anche nella fase post-chirurgica.
È importante sottolineare come la simulazione che possiamo visionare nel ClinCheck® eviti o riduca la delicata fase pre-chirurgica di molteplice esecuzione di impronte per verificare l’ottenimento dei corretti rapporti inter-arcata, indispensabili per la complementarietà dell’intercuspidazione ai fini di una precisa finalizzazione post-chirurgica. Immediatamente prima dell’intervento, il paziente viene bandato con apparecchiatura multibracket, per consentire al chirurgo l’inserimento di legature elastiche inter-arcata per la stabilizzazione dopo l’intervento di riposizionamento chirurgico dei segmenti ossei. Successivamente, una volta ottenuta una guarigione soddisfacente, si può passare alla seconda fase di ortodonzia post-chirurgica per definire i dettagli dell’occlusione. Quest’ultimo passaggio può essere eseguita con i bracket che il paziente ha già, oppure questi ultimi possono essere rimossi per eseguire una rifinitura Invisalign® rilevando nuove impronte.
Analizziamo il caso di A.D.L., 20 anni, arrivato alla nostra osservazione perché insoddisfatto del proprio sorriso e del proprio profilo.
La diagnosi è di una II classe dentale e scheletrica, morso profondo dentale e scheletrico, come evidenziato anche dall’analisi cefalometrica, e affollamento di entrambe le arcate (Figure 35-37).
Il piano di trattamento ha previsto:
• estrazione di 18, 28, 38 e 48;
• trattamento pre-chirurgico con Invisalign®;
• bandaggio con apparecchiatura multibracket di entrambe le arcate;
• intervento chirurgico di avanzamento mandibolare;
• trattamento ortodontico post-chirurgico;
• contenzione.
La fase ortodontica pre-chirurgica ha previsto 26 allineatori superiori e 12 inferiori e nell’ultima fase del ClinCheck® è stata richiesta la simulazione chirurgica (Figure 38, 39). Prima della chirurgia il paziente è stato bandato con apparecchiatura multibracket a entrambe le arcate (Figura 40).
Una volta eseguito l’intervento chirurgico il paziente ha preferito completare la rifinitura post-chirurgica con l’apparecchio multibracket che è stato rimosso dopo 4 mesi (Figure 41-43).
Il confronto delle immagini pre- e post-trattamento evidenzia un miglioramento del sorriso e del profilo con grande soddisfazione del paziente (Figure 44-46).
Il sistema Invisalign® attraverso l’utilizzo di allineatori trasparenti e rimovibili consente una correzione delle problematiche ortodontiche mediante una metodica più confortevole ed estetica rispetto alla tradizionale ortodonzia fissa, estendendo le possibilità di trattamento anche a quei pazienti adulti con elevate esigenze estetiche, che mal tollererebbero un trattamento ortodontico fisso.
Nei casi di semplice allineamento anteriore senza correzione della II classe, la programmazione mediante ClinCheck® permette di muovere elettivamente alcuni elementi dentari tenendone fermi altri, consentendo così di ottenere allineamenti settoriali con un miglior controllo degli ancoraggi. Nei casi di distalizzazione molare, la copertura occlusale degli allineatori e la conseguente disclusione, unitamente all’applicazione di forze leggere e costanti, rendono questo movimento particolarmente efficace. Questo dato da noi rilevato conferma quanto presentato nella letteratura più recente che dimostra un’efficacia almeno dell’87% dei movimenti di distalizzazione molare con Invisalign®.
Infine, nei pazienti che devono sottoporsi a chirurgia ortognatica la possibilità che il ClinCheck® fornisce di simulare gli spostamenti chirurgici permette all’ortodontista una corretta programmazione pre-chirurgica, grazie alla possibilità di evidenziare eventuali interferenze dentali al riposizionamento dei mascellari. Ciò riduce la necessità di rilevare numerose impronte e di effettuare ripetute rivalutazioni terapeutiche in fase pre-chirurgica. Sebbene quindi questa tecnica sia decisamente legata all’esperienza clinica dell’operatore e all’attenta valutazione del ClinCheck®, se correttamente programmata può costituire a nostro parere una valida alternativa all’ortodonzia fissa.
Corrispondenza Laura Cambria
lauracambria@tiscalinet.it
Laura Cambria
Laureata in Odontoiatra e Protesi Dentaria presso l’Università degli Studi di Milano (1993).
Specializzata in Ortognatodonzia presso l’Università degli Studi di Milano (1997).
Professore a c. presso la Scuola di Specializzazione in Ortognatodonzia dell’Università degli Studi di Milano.
Titolare dello Studio Ortodontico Milano a Milano.
Consulente presso clinica Narcodont a Milano.
Responsabile dell’ortodonzia presso il reparto universitario diretto dal prof. Dino Re presso l’Istituto Stomatologico Italiano di Milano.
Certificata Invisalign dal 2003.
Clinical Speaker per Invisalign dal 2010.
Barbara Motta
Laureata in Odontoiatria e Protesi Dentaria presso l’Università degli Studi di Milano (2001).
Specializzata in Ortognatodonzia presso l’Università degli Studi di Milano (2005).
Iscritta all’Albo degli Odontoiatri di Milano.
Esercita l’attività di libera professionista in Milano e lavora presso il reparto universitario diretto dal prof. Dino Re presso l’Istituto Stomatologico Italiano di Milano, occupandosi di Ortodonzia.
Ė autrice di diverse pubblicazioni.
Quintessence Publishing together with Sunstar Foundation have the pleasure of announcing the release of another fascinating project linking Periodontitis and Diabetes (Oral Health and Systemic Health). The project partner is Sunstar.
For the first time, the proceedings of a European Federation of Periodontology (EFP) Workshop, on the associations linking Periodontal and Systemic Diseases, will be captured via a sophisticated HD video animation, and premiered at the opening of the EuroPerio 8 Congress June 3-6 2015 in London.
The animated video is part of the Cell-to-Cell Communication saga, featuring the highly complex intercellular interactions and signalling pathways, that Quintessence Publishing prides in producing. At the same time, the project is fully aligned with Sunstar Foundations’ educational initiatives focusing on the link between Oral and Systemic Health to enhanced health promotion, disease prevention, treatment and rehabilitation.
EuroPerio8 will be held entirely in English. Simultaneous translation into French, German and Russian for all sessions in the Main Auditorium. Other language translations will be provided upon request from EFP national societies.
To all eposter presenters – deadline for eposter submission will be May 22, 2015, 23:59 CET. Make sure to be on time!
8 Reasons for attending Europerio8!
1 PARTICIPATE in a landmark event
2 KEEP UP with the major issues, new trends and techniques in Periodontology, Implant Dentistry and Dental Hygiene
3 TAKE ADVANTAGE of networking opportunities with the best and brightest of your profession
4 SHARE experience, information and tips with your peers
5 LEARN best practice based on hard evidence
6 MEET with and listen to top international speakers
7 DISCOVER and evaluate products and services offered by the industry
8 EXPERIENCE London – no need to tell you more about this
L'articolo di oggi si sofferma sul concetto più ampio di “malnutrizione” e analizza le modalità con le questo si estrinseca in patologie di competenza odontostomatologica.
La malnutrizione calorico-proteica si verifica in presenza di carenze, relativamente alle esigenze di un individuo, della quantità di proteine, alimenti energetici o di entrambi. Questo articolo esamina l'associazione tra malnutrizione infantile e: (1) carie dentale, (2) ipoplasia dello smalto, (3) ipofunzione delle ghiandole salivari, (4) eruzione ritardata. Gli studi suggeriscono che la carie della dentizione decidua sia associata con la malnutrizione infantile, anche se l'effetto sulla dentizione permanente non è stato sostanzialmente studiato. Ipoplasia dello smalto, ipofunzione delle ghiandole salivari e cambiamenti nella composizione della saliva potrebbero essere i meccanismi attraverso i quali la malnutrizione si associa alle carie, mentre i tempi di eruzione alterati possono inficiare la validità della misurazione dei tassi di carie legati all'età.
Fonte:
Malnutrition and dental caries: a review of the literature.
Psoter WJ, Reid BC, Katz RV.
Caries Res. 2005 Nov-Dec;39(6):441-7
Il tema in ambito pediatrico verrà approfondito dalla dott.ssa Silvia Scaglioni, nel corso del congresso internazionale Innovazione, sostenibilità e stili di vita, organizzato da “Il Dentista Moderno” per il 3 luglio 2015 presso l'hotel Marriott di Milano.
Il programma completo del congresso può essere trovato qui
Nell'era dei social media e della divulgazione, era prevedibile che nascesse anche per i medici uno spazio che ne supportasse il lavoro. In particolar modo, è nata una piattaforma che mette in contatto i medici impegnati nella lotta alleinfezioni: dalle virali a quelle batteriche, dal papillomavirus alla polio, dalla pertosse alla meningite, ma anche le infezioni causate da batteri multiresistenti. I professionisti potranno relazionarsi con specialisti provenienti da ogni parte del mondo, richiedendo pareri, suggerimenti e consulti. I casi potranno essere condivisi gratuitamente sul sito di WAidid (www.waidid.org), l'Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini, ed entro entro 72 ore ricevere una risposta.
"Sono davvero orgogliosa - ha detto Susanna Esposito, presidente WAidid,- di poter presentare il Clinical Advice da oggi attivo sul sito di WAidid. Vogliamo offrire uno strumento utile per i medici, per chi come me si è trovato nella situazione di dover affrontare casi clinici complessi e ha avuto bisogno di condividere informazioni e avere un supporto tempestivo di colleghi che magari si trovavano dall'altra parte del mondo". "Uno dei problemi più sentiti dai medici di fronte a casi complessi - aggiunge Francesco Blasi, Direttore Dipartimento Fisiopatologia Medico-chirurgica e Trapianti, Università di Milano - è la necessità di confrontarsi con colleghi esperti, il Clinical Advice viene incontro a questa necessità con un sistema semplice e soprattutto rapido".
Questo studio fa luce su alcuni dei fattori di rischio delle carie infantili; esso dà, inoltre, una risposta di taglio epidemiologico sul presunto rischio derivante dall'allattamento al seno. A tal proposito, va detto che, in apparente contraddizione con il lavoro presentato, le Linee Guida ministeriali per la salute orale pediatrica sconsigliano l'allattamento ad libitum, ossia “in frequenti assunzioni giornaliere e notturne e prolungate nel tempo”.
Obiettivo: nonostante le prove epidemiologiche limitate, è stato sollevato il dubbio che l'allattamento e la sua durata possano aumentare il rischio di carie della prima infanzia. L'obiettivo di questo studio è stato valutare la potenziale associazione tra allattamento ed altri fattori con il rischio di carie infantile tra i bambini negli Stati Uniti. Metodi: i dati sulla salute orale, la nutrizione infantile, ed altre caratteristiche del soggetto e della famiglia, sono state raccolte tra i bambini da 2 a 5 anni di età (N = 1576), nel periodo 1999-2002, attraverso il sondaggio NHANES. L'associazione con l'allattamento e la sua durata, così come con gli altri fattori che precedenti studi hanno reputato associati con carie della prima infanzia, sono state esaminate tramite analisi bivariata, con logistica multivariata e regressione di Poisson. Risultati: dopo aggiustamento per i potenziali confondenti significativi nelle analisi bivariate, l'allattamento al seno e la sua durata non sono stati associati con il rischio di carie della prima infanzia. Caratteristiche indipendenti risultate, invece, associate statisticamente con l'aumentato rischio di carie della prima sono: età (il bambino più grande è maggiormente esposto), indigenza economica, etnia ispanica, unica visita odontoiatrica nel corso dell'ultimo anno, madre fumatrice. Povertà ed etnia ispanica sono anche associati a carie gravi, mentre le caratteristiche associate ad un maggior numero di superfici cariate e ricostruite sono povertà, unica visita odontoiatrica nel corso dell'ultimo anno, 5 anni di età e madre fumatrice. Conclusioni: i dati raccolti non forniscono prove che suggeriscano che l'allattamento al seno o la sua durata siano fattori indipendenti di rischio per carie, più o meno gravi, della prima infanzia. Al contrario, suggeriscono la necessità di indirizzare i bambini di classi sociali meno agiate, i figli di immigrati e quelli le cui madri siano delle fumatrici per visite preventive.
Il tema in ambito pediatrico verrà approfondito dalla dott.ssa Silvia Scaglioni, uno dei relatori che esporrà nel corso del congresso internazionale Innovazione, sostenibilità e stili di vita, organizzato da “Il Dentista Moderno” per il 3 luglio 2015 presso l’hotel Marriott di Milano.
Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri che permette la stabilizzazione dei lavoratori precari del Servizio Sanitario Nazionale. Con il provvedimento, voluto dal ministro Lorenzin - ricorda una nota del ministero - si apre una nuova fase per infermieri, medici e altro personale con contratto di lavoro a tempo determinato che da anni garantisce la continuità nella erogazione delle prestazioni di cura e assistenza sanitaria dei cittadini. Spetterà ora alle singole aziende sanitarie avviare i concorsi riservati.
"E' un'altra promessa mantenuta - dichiara Lorenzin - un segnale importante per migliaia di lavoratori della sanità, sui quali il SSN fa quotidianamente affidamento. Il governo ha fatto la sua parte in quello che ritengo un primo passo fondamentale. Auspico che adesso i bandi dei concorsi riservati siano pubblicati con massima celerità".
Il ministero seguirà "con grande attenzione la fase attuativa, affinché i lavoratori possano trovare al più presto stabilità nella loro attività professionale".
Continuiamo la trattazione del ruolo dei fattori nutrizionali nell'insorgenza della malattia cariosa. Questa tematica, assai delicata, va innanzitutto osservata dal punto di vista della medicina dell'infanzia: il dentista, che storicamente ha avuto un ruolo interventivo anche sul piccolo paziente, da diversi anni ha il compito di prevenire, prima che curare, le patologie infantili di sua competenza.
Andamento della carie pediatrica rispetto alla soglia di povertà.
Background: recenti studi hanno suggerito che la carie dentale sia in aumento in alcuni gruppi della popolazione infantile statunitense. Obiettivo: descrivere i cambiamenti nella prevalenza della carie pediatrica in base allo stato di povertà negli Stati Uniti. Design: sono stati utilizzati i sondaggi National Health and Nutrition Examination (NHANES) sui bambini dai 2 agli 11 anni, nei periodi 1988-1994 e 1999-2004. Risultati: la carie nella dentatura primaria è aumentata tra i bambini poveri e non poveri di età compresa tra 2 e 8 anni (45-53% e 23-31%, rispettivamente) e tra i bambini non poveri di età compresa tra 2 e 5 anni (13-21%) nei periodi considerati. Si ritrovano più carie vestibolo-linguali, mesio-distali, e occlusali nei bambini poveri di età compresa tra 2 e 8 anni. Nella dentizione mista, il tasso rimane relativamente invariato. Diminuisce poi in dentizione permanente nella maggior parte dei bambini, ma è in aumento tra bianchi non ispanici poveri di età compresa tra 6 e 8 anni (8-22%) e poveri di origine messicana tra i 9 e gli 11 anni (38-55%). Conclusioni: Per molti ragazzi più grandi, il tasso di carie continua a diminuire o rimane invariato. Tuttavia, per un sottogruppo di bambini più piccoli, la carie è in aumento e questo aumento colpisce alcuni gruppi tradizionalmente a basso rischio.
Il tema in ambito pediatrico verrà approfondito dalla dott.ssa Silvia Scaglioni, nel corso del congresso internazionale Innovazione, sostenibilità e stili di vita, organizzato da “Il Dentista Moderno” per il 3 luglio 2015 presso l'hotel Marriott di Milano.
Fonte:
Trends in paediatric dental caries by poverty status in the United States, 1988-1994 and 1999-2004.
Dye BA, Arevalo O, Vargas CM.
Int J Paediatr Dent. 2010 Mar;20(2):132-43. doi: 10.1111/j.1365-263X.2009.01029.x
Laura Cambria, Responsabile del reparto di Ortodonzia presso l'Istituto Stomatologico Italiano di Milano (nel reparto universitario diretto dal prof. Dino Re), coautrice, insieme a Barbara Motta, dell'aggiornamento monografico "Trattamento non estrattivo delle II classi con Invisalign" (in pubblicazione sul prossimo numero de "Il dentista moderno"), spiega i passaggi salienti di questa metodica e perché il ClinCheck (il software di grafica 3D che simula gli spostamenti dentari sulla base delle impronte del paziente e delle indicazioni fornite dall'ortodontista) rappresenti il punto cardine dell'intero processo.
Lo scorso 17 aprile è stato siglato l’accordo di rinnovo del C.C.N.L. per i dipendenti degli studi professionali tra Confprofessioni e CGIL, CISL e UIL.
Il contratto degli studi professionali era scaduto nel settembre 2013 e interessa oltre un milione e mezzo di lavoratori tra cui quelli degli studi odontoiatrici. Il nuovo accordo sarà applicato con decorrenza1 aprile 2015 e validità fino al 31 marzo 2018.
“La trattativa con i sindacati confederali è stata particolarmente lunga ed a tratti esasperante in quanto spesso bozze governative sul mercato del lavoro si inserivano nella stesura del rinnovo contrattuale, modificando il testo concordato”, dice il Segretario Sindacale Nazionale ANDI Alberto Libero.
“Ritengo sia stato elaborato un buon contratto che darà strumenti utili per rilanciare le assunzioni e ricreare quel clima di positività di cui tanto sentiamo la mancanza. Anche l’aspetto economico mi pare non incidere in maniera pesante sulla gestione dei nostri studi, soprattutto perché gli aumenti sono stati spalmati su tutto il triennio. Anche il welfare contrattuale è particolarmente favorevole non solo ai lavoratori ma anche a noi dentisti tramite i rimborsi per implantologia ed ortodonzia”.
I datori di lavoro potranno accedere ad assunzioni con costi del lavoro minori e quelli economici che prevedono aumenti salariali mantenuti nell’ambito di una percentuale intorno al tasso di inflazione e spalmati in cinque tranche sull’intero triennio (pari ad 85 euro mensili a fine vigenza, per il terzo livello), senza corresponsione di una tantum.
E' stata inoltre introdotta la possibilità di un contratto ad hoc a condizioni agevolate per il reimpiego dei disoccupati da almeno 12 mesi, degli over 50 e dei giovani, anche con il progetto "Garanzia Giovani", secondo una gradualità retributiva particolarmente favorevole.
Altra caratteristica è la rivisitazione della maturazione dei permessi nei confronti dei neoassunti, secondo graduazione in relazione all’anzianità di servizio.
Particolare attenzione è stata posta alla contrattazione di secondo livello tramite la quale si potrà intervenire anche sulle modalità di organizzazione della nostra attività, a partire dall’orario di lavoro.
Si è mantenuto il welfare dei dipendenti, erogato da Cadiprof,(ad es. è stato confermato il recente bonus economico per implantologia e trattamenti ortodontici per tutti i dipendenti degli studi libero professionali che sono in cura presso i soci ANDI, aderenti al contratto), estendendolo anche ai titolari degli studi ed ai collaboratori.
L’intesa raggiunta con i sindacati CGIL, CISL e UIL verrà sottoposta all’approvazione del Consiglio generale di ConfProfessioni nelle prossime settimane.
Da ricordare che l’applicazione di questo contratto si utilizza solo se i dipendenti hanno sottoscritto il contratto di lavoro degli studi professionali, siglato tra ConfProfessioni e Cgil, Cisl e Uil.
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