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Gruppo tecnico sull’odontoiatria: sul tavolo abusivismo e corsi ECM

Il Ministro della Salute On. Beatrice Lorenzin ha firmato il 14 aprile scorso il Decreto di nomina del nuovo Gruppo Tecnico sull’Odontoiatria che rimarrà in carica per i prossimi tre anni.

Faranno parte del Gruppo i rappresentanti dell’Accademia, dell’Ordine, delle Società scientifiche dell’Odontoiatria pubblica, del Ministero e dei principali sindacati di categoria: per ANDI è stato nominato il Presidente Nazionale Gianfranco Prada.

Tra le attività del Gruppo Tecnico indicate nel Decreto, quella dell’elaborazione di documenti di “indirizzo in materia di salute orale e di ogni altra problematica inerente al campo della salute orale (prevenzione delle patologie del cavo orale; odontoiatria di comunità; lotta all’abusivismo professionale; aspetti inerenti alla professione di odontoiatra, aspetti inerenti la formazione professionale continua degli operatori del settore; linee guida)”.

“Ho particolarmente apprezzato la celerità con cui il Ministro Lorenzin ha riattivato il GTO”, commenta il Presidente Nazionale ANDI Gianfranco Prada.

“Rispetto al precedente mandato il Ministro affida al Gruppo Tecnico compiti di indirizzo non solo su aspetti clinici e di promozione della salute orale ma anche verso quelle problematiche e criticità che da tempo interessano la nostra professione come l’abusivismo odontoiatrico ma anche l’aggiornamento professionale secondo il programma di corsi ECM. L’atteggiamento di ANDI verso i lavori del Gruppo sono quelli che da sempre contraddistinguono l’operatività del più rappresentativo sindacato della professione odontoiatrica: concretezza e propositività”.

“Oltre ai lavori impostati dal precedente Gruppo ed ancora da validare, come per esempio le linee guida sulla pubblicità, porterò al tavolo la proposta ANDI per attivare un’indagine sulla salute orale degli italiani, le proposte che puntano a rendere meno penalizzanti le norme sui corsi ECM per i liberi professionisti, senza dimenticare la questione abusivismo e le detrazioni per i cittadini che effettuano cure odontoiatriche”.

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Effetti sulla carie di una dieta povera di zuccheri

L'abuso di cibi e bevande ricchi di carboidrati raffinati viene da sempre additato come la causa principe della carie nei bambini. L'aggiornamento – datato 2010 – delle Linee Guida pediatriche dell'OMS si è, però, chiesto quale fosse il reale impatto sulla popolazione di una dieta contenente molto zucchero. Una recentissima, ma già molto citata, revisione sistematica ha dato una risposta a tale quesito.

È stata condotta una revisione sistematica, al fine di aggiornare l'evidenza scientifica sull'associazione tra la quantità di zuccheri assunti e la malattia cariosa e sull'effetto su tale patologia della limitazione dell'assunzione di zuccheri a <10% e <5% delle calorie (E); questo, visti i quesiti posti dall'aggiornamento delle linee guida dell'Organizzazione Mondiale della Sanità a tale proposito. La ricerca dei dati ha coinvolto MEDLINE, EMBASE, Cochrane Database, Cochrane Central Register of Controlled Trials, Latin American and Caribbean Health Sciences, la banca dati cinese Wanfang, e il Dipartimento della Salute sudafricano. Gli studi ammessi riportano (1) la quantità assoluta di zuccheri e (2) la prevalenza, incidenza, o gravità delle carie. La revisione è stata condotta e pubblicata in conformità con la dichiarazione PRISMA, e l'evidenza è stata valutata in base alle linee guida del gruppo di lavoro GRADO.

Dei 5990 documenti individuati, dopo aver filtrato i lavori con i criteri prefissati, 55 studi sono stati ammessi – 3 interventi, 8 di coorte, 20 di popolazione, e 24 cross-sectional. La variabilità dei dati ha limitato le meta-analisi. Tra gli studi, 42 su 50 di quelli su bambini e 5 su 5 su adulti hanno riportato almeno una associazione positiva tra zuccheri e carie. Prove di qualità, seppur moderata, mostrano che il tasso di carie è inferiore quando il tasso di zuccheri all'interno della dieta rappresenta meno del 10% E. Con il cut-off di <5% E, è stata osservata una relazione significativa, ma l'evidenza è stata giudicata di qualità molto scarsa. I risultati sono importanti ed indicano l'importanza di una dieta povera di zuccheri per ridurre al minimo il rischio di carie durante tutto il corso della vita.

Il tema in ambito pediatrico verrà approfondito dalla dott.ssa Silvia Scaglioni, uno dei relatori che esporrà nel corso del congresso internazionale Innovazione, sostenibilità e stili di vita, organizzato da “Il Dentista Moderno” per il 3 luglio 2015 presso l'hotel Marriott di Milano.

Qui altre informazioni sulla dottoressa Scaglioni  mentre informazioni sul congresso potete trovarle qui

Fonte dell'articolo:

Effect on caries of restricting sugars intake: systematic review to inform WHO guidelines.

Moynihan PJ, Kelly SA.

J Dent Res. 2014 Jan;93(1):8-18. doi: 10.1177/0022034513508954. Epub 2013 Dec 9.

Perché diventare un dentista Social?

Quanti tuoi clienti sono su Facebook? E tu come sei presente?

Complimenti! Il fatto che hai iniziato a leggere questo articolo vuol dire che ti stai avvicinando al mondo del web marketing e al potere dei social network, strumenti che ti permetteranno di raggiungere più facilmente i tuoi clienti.

Oggi non riusciamo a identificare bene i ritorni commerciali ottenibili dai social, ma siamo tutti consapevoli della grande visibilità che i social possono dare alla tua professione e a molti altri settori.

So a cosa stai pensando: “il mio settore è ancora molto lontano dal valutare i social come uno strumento utile, sia per i propri clienti sia per acquisirne di nuovi”, ma non è così!

Iniziare una strategia di Social Media Marketing nel tuo studio dentistico, vuol dire avere molta pazienza e dedicare il tuo tempo ad aiutare i tuoi pazienti, attraverso contenuti utili.

Ma non abbatterti, non dovrai passare molto tempo nella preparazione dei post da pubblicare. Alcuni social network, come il social più conosciuto Facebook, danno la possibilità di programmare i post, così da poterli condividere quando preferisci.


dentista socialDopo aver definito la tua strategia social, apri una pagina Facebook del tuo studio (attenzione ho detto pagina no Profilo!) ed inizia ad inserire tutte le informazioni riguardanti la tua attività.

Una volta creata la pagina, dovrai stilare un piano editoriale, per definire i contenuti da pubblicare ogni giorno.

Condividi contenuti utili per i tuoi clienti, puoi partire dalle cose più semplici, ad esempio come lavarsi bene i denti, alle più complicate: le tecniche di devitalizzazione di un dente.

Vedrai come otterrai ringraziamenti e visibilità in poco tempo dai tuoi stessi fan!

Ricorda che le persone presenti sui social non vogliono solo sbirciare le foto del vicino di casa, o lo stato dei propri amici, ma vogliono anche ricevere informazioni e consigli utili in qualsiasi luogo presente sul web, soprattutto nei social, dove passano la maggior parte del loro tempo.

Per questo motivo, non pubblicare solo informazioni sui tuoi servizi e prodotti.

Il settore medico è il campo più richiesto tra gli utenti del web, i quali cercano dubbi e perplessità sui sintomi di qualsiasi malattia. Quante volte ti è capitato di incontrare notizie false, che hanno mandato in allerta i tuoi clienti?

Allora cosa aspetti, dai la possibilità ai tuoi clienti di leggere informazioni reali!

Attraverso i social è possibile condividere contenuti testuali, immagini e video, sfruttando così tutto ciò che ritieni utile per aiutare i tuoi clienti.

dentista socialCiò che devi avere sempre in mente è che davanti al monitor hai delle persone reali, quindi pensa a quali informazioni vogliono ricevere da te.

Ad esempio pensa a tutte le domande che ricevi ogni giorno dai tuoi pazienti, crea una lista e condividi sui social ciò che i tuoi clienti ti richiedono quotidianamente.

Oltre a fornire informazioni utili, creerai anche un rapporto di  fiducia con i tuoi fan digitali!

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Numerazione denti: i sistemi di classificazione più utilizzati

numerazione denti


L'odontoiatra ha la necessità e l'obbligo di utilizzare un linguaggio che permetta l'identificazione precisa degli elementi dentari. Per ridurre i margini di errori e standardizzare la comunicazione l'orgranizzazione mondiale della sanità ha stabilito un sistema di numerazione dentale così da associare ogni informazione in modo univoco ad uno specifico dente. Rimangono ancora però in uso altre due classificazioni, una utilizzata più di frequente negli Stati Uniti,Universal numbering system,l'altra in ambito militare, Palmer notation method .

The International Standards Organization Designation System (ISO System)

numerazione denti permanenti
numerazione denti permanenti

Realizzato dall'OMS è largamente utilizzato in tutto il mondo dai professionisti del dentale . Questo sistema ISO utilizza un codice di due cifre, la prima delle quali indica il quadrante e la seconda la posizione dell'elemento dentario cominciando a numerare a livello della linea mediana del volto. Per i denti permanenti si comincia quindi a numerare dall'incisivo centrale superiore destro a cui è assegnato il numero 11. Il secondo quadrante è rappresentato dal mascellare sinistro contraddistinto dal numero 2 seguito da numeri che vanno da 1 a 8. Il terzo quadrante vede coinvolto l'area mandibolare sinistra, il conteggio anche in questo caso inizia dalla linea mediana e si diparte in zona distale. A conclusione della numerazione c'è il quadrante di destra mandibolare contraddistinto dal numero 4 seguito da numeri dall'1 all'8.

numerazione denti decidui
numerazione denti decidui

Per gli elementi decidui la numerazione prevede lo stesso criterio; al quadrante superiore di destra è assegnato il numero 5, il 6, il 7 e l'8 invece indicano rispettivamente il quadrante superiore sinistro, inferiore sinistro ed inferiore destro. I numeri degli elementi dentari decidui vanno da 1 a 5.

Universal numbering system

Questa numerazione dentale è adoperata maggiormente negli Stati uniti ed è per questo chiamata anche "sistema Americano" I denti decidui sono indicati da lettere che vanno da "A" a "T", mentre i denti permanenti sono classificati da 1 a 32 . Il dente 1 è il dente terzo molare superiore destro ed il conto avanza in direzione del lato sinistro. La numerazione continua a livello del dente del giudizio mandibolare di sinistra (numero 17) per proseguire verso destra.

Palmer notation method

Utilizzato prevalentemente in ambito militare, questo sistema vide le sue origini ad opera di Adolf Zsigmondy e per questo fu a lungo chiamato "metodo Zsigmondy".Venivano attribuiti i numeri romani ai denti decidui e numeri da 1 a 8 ad elementi permanenti, divisi da una croce che rappresentasse i 4 quadranti. Successivamente Palmer attribuì ai decidui le lettere da "A" a "E" e accompagnò ogni elemento con dei simboli (┘└ ┐┌) che indicassero il quadrante a cui appartenessero i denti in questione.

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Fnomceo: Il pronunciamento della Cassazione non ferma la CCEPS

Fnomceo

Nei giorni scorsi l’attenzione è stata diretta sul rischio che alcune sentenze possano impedire agli organi Istituzionali di verifica del comportamento degli iscritti all’Ordine di continuare la loro opera.

In particolare due le sentenze che bloccherebbero di fatto il potere sanzionatorio delle OMCeO e della CCEPS: la sanzione dell’Antitrust e la conseguente sentenza del Tar e la sentenza della Cassazione relativa alle decisioni della CCEPS.

Per ribadire la piena operatività e legittimità dell’azione di verifica di Ordine e CCEPS, la Presidente FNOMCeO Roberta Chersevani ha inviato a tutti i Presidenti OMCeO e CAO una nota in cui ribadisce “che la Commissione Centrale continua a svolgere la sua funzione giurisdizionale”.

Le criticità nascono dopo la sospensione d’ufficio dei procedimenti pendenti davanti alla Corte di Cassazione relativi alle decisioni della CCEPS in merito ai procedimenti disciplinari instaurati per i medici e gli odontoiatri.

Tale decisione, ricordano dalla FNOMCeO, “è la conseguenza dell’incardinarsi davanti alla Corte Costituzionale di un giudizio di costituzionalità relativo proprio alla corretta composizione della Commissione Centrale per gli Esercenti le Professioni Sanitarie”.

La Cassazione ha sollevato questione di incostituzionalità in relazione alla composizione della CCEPS per i componenti nominati dal Ministero della Salute in quanto “violerebbero le norme costituzionali ed europee finalizzate a garantire la terzietà, l’indipendenza e l’imparzialità degli organi giudicanti a garanzia del diritto di ogni persona ad un giusto processo”. Cassazione che rimanda la decisione sulla costituzionalità della composizione della CCEPS alla Corte Costituzionale.

La Presidente Chersevani ha spiegato: “Il pronunciamento della Cassazione non pregiudica il pieno svolgimento, da parte dei competenti Organi degli Ordini e della Federazione, delle funzioni disciplinari. Occorre, infine, rilevare che la Commissione Centrale continua a svolgere la sua funzione giurisdizionale ma, per evitare che le sue decisioni vengano impugnate in caso di accoglimento della questione di costituzionalità, si riunisce in assenza dei membri nominati dal Ministero della Salute, senza intaccare il numero legale previsto dall’art. 17 del D.Lgs.C.P.S. 233/46 per la validità dell’udienza”.

Beatrice Lorenzin: bisogna coltivare le proprie eccellenze in medicina

"L'Italia è un paese a rischio di analfabetizzazione scientifica", è il monito lanciato oggi dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, in occasione del convegno 'La sanità in Italia, falsi miti e vere eccellenze' tenuto a Roma. 

"Oggi c'è un surplus di informazioni e ciò passa per essere cultura scientifica, ma in realtà non è così. Abbiamo il dovere di coltivare la vera cultura scientifica e le eccellenze che abbiamo nel nostro paese, mentre spesso - ha concluso il ministro - le nostre eccellenze vengono celebrate fuori e non in Italia".

Un discorso importante, tenuto poco dopo i movimenti di protesta dei neolaureati in medicina che si sono lamentati dell'obbligo di espatriare per riuscire a specializzarsi ed ottenere posti di lavoro di successo.


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Dati sulla perimplantite: follow-up a 9-14 anni

perimplantite parodontite

Follow-up a 9-14 anni del trattamento implantare – parte III: fattori associati a perimplantite.

Obiettivo:analizzare i fattori di rischio delle lesioni dei tessuti perimplantari, legati sia paziente che all'impianto. Materiali e metodi: 218 pazienti sono stati esaminati alla ricerca di complicazioni biologiche negli impianti in titanio inseriti da 9 a 14 anni prima. Gli effetti di diverse variabili, sia sul paziente che sull'impianto, sono stati analizzati. Risultati: A livello implantare, la presenza di mucosa cheratinizzata (p = 0,02) e di placca (p = 0,005) è stato associato alla mucosite (profondità di sondaggio ≥4 mm + sanguinamento al sondaggio). Il livello osseo perimplantare è stato messo in associazione con la presenza di mucosa cheratinizzata (p = 0,03) e di pus (p <0,001). Nel paziente, l'abitudine al fumo è associata con mucosite, diminuzione del livello osseo e perimplantite (p = 0,02, <0,001 e 0.002, rispettivamente). La perimplantite era legata ad una precedente storia di parodontite (p = 0.05). Conclusioni: I soggetti con una storia di parodontite e gli individui che fumano hanno maggiore probabilità di sviluppare perimplantiti.

Il tema dei fattori di rischio della malattia parodontale e della perimplantite, verrà trattato nel corso  dell’intervento di Søren Jepsen che avverrà durante il congresso internazionale “Innovazione, sostenibilità e stili di vita”, organizzato da “Il Dentista Moderno” per il 3 luglio 2015 presso l’hotel Marriott di Milano.Per tutte le informazioni sul congresso e per il programma completo, clicca qui

Altri articoli sul tema potete trovare qui

Fonte dell'articolo:

Nine- to fourteen-year follow-up of implant treatment. Part III: factors associated with peri-implant lesions.

Roos-Jansåker AM, Renvert H, Lindahl C, Renvert S.

J Clin Periodontol. 2006 Apr;33(4):296-301.

 

Specializzazioni medicina: giovani laureati protestano

specializzazioni medicina test medicina odontoiatria

Flash mob di protesta a Napoli, Roma e Palermo per i giovani laureati in medicina che non vogliono essere costretti ad andare all'estero per avere accesso alla specializzazione

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L'obiettivo è quello di chiedere un percorso chiaro e coerente di formazione, dall'ingresso all'università fino all'accesso al lavoro, per non essere costretti migrare.

"Servono più borse di studio per la specializzazione - spiega Federica Azzolini, del Comitato nazionale aspiranti specializzandi, che ha organizzato l'incontro - oggi c'è la disponibilità di 3 mila borse di specializzazione, contro 13 mila richieste dei laureati. Un numero assolutamente insufficiente, anche rispetto al fabbisogno delle regioni che di specializzandi ne chiedono 8 mila".

In camice bianco, con la valigia o bastoni con la bisaccia, i giovani medici mostrano i cartelli dei diversi Paesi dove la migrazione medica li porta: "Germania, Francia, Svizzera, Inghilterra, eccetera. Impariamo tutte le lingue per poter fare il lavoro che ci siamo impegnati a fare con il giuramento. Ma così regaliamo agli altri Paesi le risorse, e non sono poche, impiegate per farci studiare" spiega un altro rappresentante del Comitato, Davide Silvestri.

"A dieci giorni dalla pubblicazione del nuovo bando per le specializzazioni - prosegue Azzolini - non sappiamo nulla". Il concorso dovrà essere fatto entro il 31 luglio, "ma non si conosce la data della presa di servizio. E' un elemento fondamentale per noi, ma anche per le strutture sanitarie che contano su di noi e che non possono così fare programmazione".

Impianti ed endocrinologia

Abbiamo incontrato Gregorio Guabello, medico endocrinologo che svolge attività ambulatoriale nell’ambito della patologia osteo-metabolica presso l’Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano e attività ambulatoriale in ambito endocrino-metabolico presso l’Ospedale San Raffaele di Milano.
Direttore scientifico del corso Fad “Medicina e odontoiatria” da 10 crediti ECM accessibile ai partecipanti al congresso al congresso internazionale organizzato da “Il dentista moderno” (http://congresso.ildentistamoderno.com/), Guabello spiega come sia necessaria una valutazione specialistica nei pazienti che assumono farmaci per l'osteoporosi, così da scongiurare il rischio di osteonecrosi. Una stretta collaborazione tra l’odontoiatra e l’endocrinologo è fondamentale per valutare attentamente il paziente che debba sottoporsi al trattamento implantare. Nuovi farmaci già realizzati, altri vicini all’essere prodotti potranno dare una svolta radicale, riducendo molto il rischio di osteonecrosi dei mascellari. Rimane però la necessità, proprio per la scarsa conoscenza di questi nuovi farmaci, di consultare un endocrinologo per instaurare un approccio multi-disciplinare che porti giovamento sia al paziente che al clinico.

Prevalenza e variabili di rischio della perimplantite

Viene qui presentato un importante studio epidemiologico. Aggiungiamo che, secondo la recente revisione di Ziztmann (Zitzmann NU, Berglundh T. (2008) Definition and prevalence of peri-implant diseases. J Clin Periodontol. 2008 Sep;35(8 Suppl):286-91. doi: 10.1111/j.1600-051X.2008.01274.x.), l'incidenza della perimplantite a livello mondiale è più alta che nel campione considerato: si attesta, infatti, tra il 28 e il 56% dei pazienti, mentre quella della mucosite perimplantare – corrispettivo della gengivite – arriva al 80%.

Obiettivi: verificare la prevalenza della perimplantite e analizzare le possibili variabili di rischio associate alla mucosite perimplantare e la perimplantite stessa. Il gruppo di studio comprende 212 soggetti parzialmente edentuli riabilitati con impianti osteointegrati.

Materiali e metodi: Gli impianti posizionati sono stati esaminati clinicamente e radiograficamente per valutare lo stato dei tessuti perimplantari. Il grado di associazione tra la perimplantite e le diverse variabili indipendenti è stato studiato attraverso una regressione multinomiale.

Risultati: La prevalenza della mucosite perimplantare e della perimplantite era del 64,6% e 8,9%, rispettivamente. Nel modello uni-variato, i soggetti con peri-impianto sano presentano punteggi più bassi di placca, sanguinamento al sondaggio, e attendono meno per il posizionamento delle sovrastrutture protesiche. All'analisi multi-variata, le variabili di rischio associate a maggiori probabilità di sviluppare perimplantite includono: il sesso, gli score di placca, il sanguinamento al sondaggio. La presenza di parodontite e il diabete sono stati statisticamente associati ad un aumentato rischio di perimplantite. Gli unici due fattori che non contribuiscono alla malattia risultano essere il tempo trascorso dal posizionamento di sovrastrutture e la frequenza delle visite di mantenimento.

Conclusione: I nostri dati suggeriscono che i soggetti con parodontite, diabete, e scarsa igiene orale sono più inclini a sviluppare perimplantiti.

Fonte:

Prevalence and risk variables for peri-implant disease in Brazilian subjects.

Ferreira SD, Silva GL, Cortelli JR, Costa JE, Costa FO.

J Clin Periodontol. 2006 Dec;33(12):929-35.

Il 41% dei farmaci non rispetta gli standard, a rischio la salute dei pazienti

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La diffusione di farmaci falsi, adulterati o di scarsa qualità è una minaccia "reale e urgente", secondo gli autori di una serie di articoli pubblicati sull''American Journal of Tropical Medicine and Hygiene'. Secondo le indagini internazionali fino al 41% dei campioni esaminati non rispetta gli standard di qualità, su qualcosa come circa 17.000 farmaci testati.

Fra gli episodi più allarmanti, la scoperta di farmaci contro la malaria falsificati che hanno causato una stima di 122.350 morti fra i bambini africani nel 2013. Altri studi hanno permesso di identificare antibiotici di scarsa qualità, che possono nuocere alla salute e aumentare la resistenza a questi farmaci.

"Questo problema continua a diffondersi a livello globale, creando una sfida importante per la cooperazione", ha osservato Joel Breman, scienziato dei National Institutes of Health. "E' urgente una collaborazione tra politici, scienziati, esperti in tecnologia, sorveglianza, epidemiologia e logistica, per garantire catene di approvvigionamento globali" sicure.

In un saggio introduttivo, l'ex commissario della Food and Drug Administration, Margaret Hamburg, sottolinea che serve "una dose maggiore di sorveglianza della sicurezza per prevenire l'esposizione dei pazienti a prodotti falsificati".

"La pandemia di medicinali falsificati è pervasiva e sottovalutata, in particolare nei Paesi a basso e medio reddito, dove i sistemi di regolamentazione dei farmaci sono deboli o inesistenti, come dimostrano gli studi", afferma Jim Herrington, fra gli autori e direttore della University of North Carolina's Gillings Global Gateway a Chapel Hill.

Risulta urgente una risposta internazionale coordinata per affrontare questa pandemia di farmaci di scarsa qualità e salvaguardare la salute della popolazione.

La chirurgia guidata, uno strumento in crescita

Per Mauro Merli, medico odontoiatra, socio attivo della Società Italiana di Parodontologia (SldP), dell’Accademia ltaliana di Odontoiatria Protesica (AIOP) e dell’European Association for Cranio-Maxillofacial Surgery (EACMFS), la chirurgia guidata, nata circa 10 anni fa, è un valido ausilio, tuttavia ancora poco diffuso. Solo il 10% degli odontoiatri, infatti, lo impiega in modo metodico: una percentuale troppo bassa che, tuttavia, secondo Merli, in futuro tenderà a crescere, anche grazie alle nuove generazioni di professionisti, sempre più orientati ai nuovi strumenti digitali.

Risultati della terapia implantare nel paziente con storia di parodontite grave

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Background: è frequente oggetto di dibattito se il trattamento implantare in soggetti che abbiano perso i denti a causa di una parodontopatia sia caratterizzato da una maggiore incidenza di perdita dell'impianto e perimplantite.

Obiettivo della revisione sistematica: valutare se individui di questo tipo riportino un aumentato rischio di perdita di impianti e/o sovrastrutture, perimplantite, e perdita di osso marginale rispetto a individui che abbiano perduto gli elementi dentari per altro motivo.

Risultati principali: sono stati identificati due studi con un follow-up di 5 e 10 anni, rispettivamente, per un totale di 33 pazienti con perdita dei denti causata da parodontite e 70 pazienti con perdita dei denti non associata a malattia parodontale. Non è stata rilevata alcuna differenza significativa nella sopravvivenza delle sovrastrutture a 5 anni. Inoltre, non vi erano differenze significative nella sopravvivenza degli impianti dopo 5 e 10 anni. Tuttavia, l'incidenza della perimplantite, nei 10 anni di follow-up, è stata significativamente maggiore nel gruppo con perdita dei denti associata a parodontite, con un risk ratio (RR) pari a 9 (95% CI 3,94-20,57). Inoltre, un'aumento significativo, a 5 anni, della perdita di osso marginale è stata osservata nei pazienti con perdita dei denti legata a malattia parodontale, con una differenza media di 0,5 mm (95% CI 0,06-0,94).

Conclusioni: La sopravvivenza delle sovrastrutture e degli impianti non era significativamente differente nei due gruppi. Tuttavia, un'incidenza maggiore di perimplantite e un significativo aumento della perdita di osso marginale sono stati rilevati in individui che abbiano perso i denti a causa della parodontite. Le limitate dimensioni del campione e la qualità metodologica dei due studi suggeriscono che i risultati debbano essere interpretati con cautela. Di conseguenza, sono necessari ulteriori studi a lungo termine, incentrati in particolare su giovani adulti con parodontite aggressiva, prima di trarre conclusioni definitive circa l'esito del trattamento implantare nei pazienti con una storia di malattia parodontale.

Il tema dei fattori di rischio della malattia parodontale e della perimplantite, verrà trattato nel corso  dell’intervento di Søren Jepsen che avverrà durante il congresso internazionale “Innovazione, sostenibilità e stili di vita”, organizzato da “Il Dentista Moderno” per il 3 luglio 2015 presso l’hotel Marriott di Milano.

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Perimplantite: più rischi per i pazienti con storia di parodontite

All'alba di quello che alcuni hanno definito lo “tsunami” delle perimplantiti, questa ed altre revisioni hanno fornito delle linee guida su come orientarsi di fronte a tale problematica. Il dibattito sulle alternative terapeutiche, comunque, rimane in corso sin da allora; così come, in una certa misura, quello sui criteri diagnostici della patologia.

Il rischio di sviluppare perimplantiti sembra essere più pronunciato nei pazienti con una storia di parodontite. Il pretrattamento atto ad eliminare i patogeni parodontali dalla cavità orale del paziente prima della riabilitazione implantare è, perciò, importante per ridurre il rischio di perimplantite.

Il fumo ha dimostrato di essere un fattore di rischio per il trattamento.

Diversi protocolli sono stati utilizzati nel trattamento della perimplantite. Il controllo meccanico dell'infezione seguendo procedure a cielo aperto, soprattutto in combinazione con la terapia antimicrobica, pare essere il modello di maggior successo. Questo articolo include informazioni sulle basi biologiche della distruzione del tessuto parodontale e perimplantare, di modo da aiutare i professionisti ad interpretare la manifestazione clinica del rischio di perimplantite.

Il tema dei fattori di rischio della malattia parodontale e della perimplantite, verrà trattato nel corso  dell’intervento di Søren Jepsen che avverrà durante il congresso internazionale “Innovazione, sostenibilità e stili di vita”, organizzato da “Il Dentista Moderno” per il 3 luglio 2015 presso l’hotel Marriott di Milano.

Per tutte le informazioni sul congresso e per il programma completo, clicca qui .

Fonte:

Peri-implantitis. Klinge B, Hultin M, Berglundh T.

Dent Clin North Am. 2005 Jul;49(3):661-76, vii-viii.

Aumentano i carichi di lavoro per i medici: ne derivano stress e problemi di salute

I medici italiani sempre più stressati e malati a causa dell'aumento dei carichi di lavoro. Questo il quadro che emerge dalla ricerca condotta online dall'Anaao-Assomed giovani (Associazione dei medici ospedalieri) su 1925 medici.

Costretti a lavorare gestendo dai 12 ai 22 pazienti al giorno, lavorando anche dopo il turno notturno, sono molti i medici che soffrono di malattie cardiovascolari e metaboliche, disturbi del sonno e psicologici.

Per il 73.59% da almeno 2 anni non viene assunto alcun medico nel proprio reparto, mentre per quasi la metà del campione (48%) da almeno 5 anni. Ciò si verifica prevalentemente (40.78%) nelle regioni sottoposte negli ultimi anni ai piani di rientro, dove si sono avuti tagli fino al 15%. Come carico di lavoro, oltre la metà (54%) ha riferito di visitare tra 0 e 11 pazienti al giorno, il 20,6% tra 12 e 16, il 25.4% tra 17 e oltre i 22 pazienti. Per quanto riguarda i turni di lavoro notturno, il 33,3% ne fa da 1 a 3 mensili, il 25,5% da 4 a 5, il 10, 8% tra 6 e 7, e il 5% più di 8 turni. Quasi un terzo (33 %) svolge attività clinica dopo il turno notturno, e quasi il 40% effettua tra le 150 e oltre 250 ore di straordinario l'anno. Un quadro che ha delle conseguenze sullo stato di salute dei medici italiani: il 41% è affetto da malattie cardiovascolari e patologie metaboliche accertate o sospette, il 40% ha disturbi del sonno. L'influenza negativa dell'attività lavorativa sui bioritmi quotidiani emerge anche dal fatto che il 65.5% del campione non riesce ad usufruire con regolarità della pausa pranzo, mentre il 54.8% non riesce ad effettuare sport per mancanza di tempo e per il 77,5% la propria vita privata viene condizionata negativamente dal lavoro.

Web Marketing per Dentisti

Usare i nuovi media per ottenere nuovi pazienti e reputazione

A cosa serve il web marketing?

Fondamentalmente a portare nuovi clienti e quindi nuovi ricavi allo studio odontoiatrico, nello specifico il web marketing serve a:

  • Aumentare il passaparola positivo sul vostro studio nel web.
  • Imporvi come il dentista migliore della vostra zona.
  • Entrare in contatto con persone che hanno bisogno dei vostri servizi.
  • Trasformare i visitatori del vostro sito in clienti

Per molti, il web non è solo un posto per cercare informazioni, è l'unico posto per trovarle.

Il web marketing permette di fare tutte queste cose, per farlo è indispensabile essere consapevoli che oggi i clienti sono già presenti sul web… chi manca sono in generale i fornitori, nel caso specifico i Dentisti.

webmarketing1Questo per molti motivi, il primo è legato al fatto che la professione dell’odontoiatra è molto legata all'operatività dello studio ed il contatto diretto dei pazienti. Ma è indispensabile monitorare costantemente come la presenza del proprio studio e del     proprio “nome” appaiono nel web. Oggi più che mai i clienti cercano, studiano e chiedono preventivi via web.

Di seguito abbiamo riportato una serie di domande che ci capita spesso di sentire quando parliamo di “Web Marketing” con gli odontoiatri, ecco le risposte che crediamo sia utile dare:

  • "Ma io non ho tempo per fare tutte queste cose... voglio fare solo il mio lavoro!"Di seguito abbiamo riportato una serie di domande che ci capita spesso di sentire quando parliamo di “Web Marketing” con gli odontoiatri, ecco le risposte che crediamo sia utile dare:

Sì, questo è un commento che sentiamo molte, molte volte, non siete i soli a pensare questo. Ecco il bello: con la capacità di gestire al meglio il “web marketing” sarà possibile impostare una parte del lavoro in automatico, e come delegare ai membri del vostro team in modo da dedicare il vostro tempo in ciò che sapete fare meglio... essere un ottimo dentista.

C'è naturalmente un certo tempo di configurazione iniziale che deve essere messo in conto, ma se si sa come farlo, si risparmierà un sacco di tempo sprecato in attività poco utili, concentrandosi solo su quelle che rendono veramente.

  • “Il web marketing costa e non sono sicuro del ritorno economico”

Certo, qualunque attività di promozione/comunicazione ha un costo. Ma si tratta di un “costo” solo per chi non lo sa fare, per gli altri è un investimento.

Con le competenze giuste capirete quali sono gli strumenti che servono veramente alla vostra professione.

Un bel sito non vi aiuterà a farvi conoscere, un sito ben gestito sì.

[hs_action id="10819"] Inoltre, le attività sul web richiedono un investimento di gran lunga inferiore rispetto alle attività tradizionali. E soprattutto, ogni investimento su Internet è misurabile, quindi il suo ritorno è più sicuro rispetto a qualunque forma di comunicazione tradizionale.
  • “Non voglio fare pubblicità, è dannoso per la mia reputazione”

Molti credono che il web marketing sia come mettere un cartellone per la strada. Al contrario, quasi tutte queste attività possono portare nuovi pazienti senza “fare pubblicità” in senso tradizionale.

Essere visibili sui motori di ricerca, ad esempio, vuol dire semplicemente farsi trovare da chi vi sta cercando. Dare informazioni utili attraverso un blog non ha nulla a che fare con la promozione diretta. Saper dialogare sui social network può far nascere il passaparola spontaneo.

Tutte queste attività vi porteranno nuovi pazienti senza promuovere direttamente i vostri servizi, di conseguenza non recheranno alcun danno alla vostra reputazione di professionisti.

Anzi, la miglioreranno.

  • "Ok Internet è il futuro, ma penso che aspetterò un po' per vedere se queste cose funzionano davvero"

Bene, ma tenete presente che ogni giorno che passa state perdendo potenziali pazienti e li state regalando ai vostri concorrenti.

Non credete? Ecco alcune statistiche relativamente recenti (fonte: Censis, dati del 2013):

Il 63,5% degli italiani è su Internet, in crescita costante rispetto agli anni precedenti. La percentuale sale nettamente nel caso dei giovani (90,4%), delle persone più istruite, diplomate o laureate (84,3%), e dei residenti nelle grandi città, con più di 500mila abitanti (83,5%).

I social network sono in ascesa costante. Facebook conta 26 milioni di utenti in Italia. Su Facebook il 35% degli utenti ha più di 35 anni, e il gruppo di età in più rapida crescita è 45-65 anni.

Ora pensate ai vostri potenziali pazienti, quanti sono gli adulti di età compresa tra 35 e oltre, educati a livello universitario? Queste persone sono online, alla ricerca di informazioni e a scambiarsi opinioni. Molti di loro hanno problemi dentali e anche il denaro per pagare. Volete ancora aspettare e lasciare che vadano dai vostri concorrenti?

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