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Ripensare l’organizzazione del lavoro nello studio odontoiatrico

organizzazione studio odontoiatrico
Team of dentists closeup hands in sterile disposable gloves with instruments. Dental modeling irons, tweezers, set of steel dental instrumentsб mirror held in hands group of dentists in white coats

Riorganizzare le attività del team in chiave meno gerarchica e più partecipativa non significa rinunciare all’autorevolezza o alla chiarezza dei ruoli, bensì valorizzare le competenze di ogni collaboratore, stimolare la corresponsabilità e creare un ambiente più sano e motivante.
Per molto tempo, il concetto di “organizzazione” è stato associato a modelli gerarchici e strutture rigide, mutuati dalle grandi aziende e dalle istituzioni militari. La metafora di queste organizzazioni è l’orologio meccanico, un insieme di piccoli ingranaggi che funzionano in perfetta coordinazione per arrivare al risultato f inale. Tuttavia, per le piccole realtà come gli studi odontoiatrici, questo approccio è ormai difficilmente applicabile e spesso poco efficace: richiede risorse umane ingenti, risulta poco flessibile e mal si adatta alla natura relazionale dell’attività odontoiatrica, incentrata sul paziente come parte attiva del processo.
Oggi la sfida è abbandonare il vecchio paradigma gerarchico per costruire un ambiente più adatto a soddisfare le crescenti esigenze di qualità, motivazione del team e complessità relazionale con i pazienti. Questo articolo esplora come tradurre in pratica modelli organizzativi più partecipativi e flessibili, pensati per valorizzare le competenze e la collaborazione all’interno dello studio.

Oltre la gerarchia tradizionale

Nei modelli tradizionali, i ruoli ben definiti, le procedure standard e il controllo centralizzato erano considerati strumenti essenziali per garantire l’efficienza. In uno studio odontoiatrico, però, questi schemi mostrano limiti significativi.
In primo luogo, perché la relazione umana è centrale, con il paziente che richiede ascolto, comunicazione e fiducia. Inoltre, la necessità sempre più attuale di garantire un approccio multidisciplinare coinvolge più figure professionali come dentisti, assistenti e igienisti, richiedendo sempre maggiore flessibilità e collaborazione. Infine, le innovazioni tecnologiche e le nuove aspettative dei pazienti impongono un adattamento continuo delle procedure e della formazione.
Per questi motivi, adottare un modello più orizzontale e partecipativo può rivelarsi un vantaggio competitivo ed etico: chi lavora all’interno dello studio dovrebbe pensare di far parte di un progetto e non di essere un semplice esecutore.
Per dare di più, in coerenza con la natura dell’attività medica, che richiede un commitment ben maggiore di altre. Al tempo stesso, creare un’organizzazione viva e attenta al paziente, non potrà che aumentare la buona reputazione dello studio, e quindi la sua solidità professionale ed economica.

Verso una nuova organizzazione

Il titolare di uno studio odontoiatrico non dovrebbe essere soltanto un “capo” che decide e fa eseguire, ma un promotore di valori e obiettivi capace di stimolare una visione orientata al futuro. In un’organizzazione più orizzontale, tutti i collaboratori sono chiamati a gestire in prima persona alcune attività, sentendosi così realmente responsabili di ciò che fanno, dai materiali utilizzati all’accoglienza del paziente fino alla gestione di eventuali situazioni critiche.
Ogni membro del team deve comprendere come il proprio ruolo contribuisca al successo complessivo dello studio e deve sentirsi libero di proporre soluzioni, purché coerenti con gli standard clinici ed etici. Quando le persone sono viste come portatrici di idee, la motivazione a dare il meglio di sé cresce in modo naturale.
Un assistente che ha l’opportunità di proporre miglioramenti al flusso di lavoro, o un igienista che organizza in autonomia la seduta di prevenzione con il paziente, si sentiranno parte essenziale del successo dello studio.

Il ruolo cruciale della comunicazione

Come si traduce concretamente questa impostazione? L’obiettivo non è azzerare del tutto i ruoli, ma rendere i processi decisionali più fluidi e partecipati. Occorre far sì che non sia più necessario attendere l’approvazione del titolare per ogni dettaglio della giornata, eventualità che porterebbe alla paralisi operativa.
Per favorire lo scambio di idee fra i membri dello studio, e alla fine di rendere più fluidi i processi di delega, si possono tenere riunioni periodiche brevi, ma regolari, fissando appuntamenti settimanali o mensili per confrontarsi sugli aspetti clinici, sull’agenda, ma anche sui flussi organizzativi e sulle proposte di miglioramento.
Se il team impara, anche grazie ai momenti di confronto, a definire in proprio le procedure operative di cui è responsabile, risulterà più facile delegare. Il titolare rimane il riferimento clinico principale, ma dovrebbe impegnarsi per favorire l’autonomia decisionale delle persone piuttosto che imporre istruzioni rigide, eventualità che si tradurrebbe per lui in una sorta di secondo lavoro, in gran parte dei casi difficilmente esperibile al necessario livello di qualità e attenzione. L’atteggiamento più proficuo da assumere, invece, è limitarsi alla approvazione finale e ad apportare eventuali suggerimenti e osservazioni

Superare le resistenze al cambiamento

Introdurre nuovi modelli organizzativi può generare resistenze legate alla paura di perdere certezze o di affrontare cambiamenti troppo rapidi.
Un approccio graduale resta dunque fondamentale. Seguendo i seguenti step sarà possibile creare una condizione in cui tutti avranno la possibilità di lavorare in armonia.

  • Mappare le abitudini esistenti: prima di introdurre nuovi metodi, come ad esempio riunioni periodiche, procedure condivise, gestione autonoma dei turni, conviene raccogliere informazioni su come si lavora allo stato attuale. Questo facilita l’identificazione di quello che funziona e di ciò che tutti considerano invece inefficiente. In questo modo, il cambiamento apparirà meno “imposto” e più come un’evoluzione condivisa.
  • Coinvolgere tutti gradualmente: occorre evitare di rivoluzionare tutto dall’oggi al domani. È consigliabile partire, ad esempio, implementando le brevi riunioni settimanali. Soltanto dopo aver consolidato questa abitudine sarà possibile introdurre l’idea di introdurre altre nuove regole, come stilare una procedura scritta per l’accettazione dei pazienti o altro. Questo approccio passo dopo passo consente a ciascun membro del team di acquisire familiarità con le novità e di sviluppare fiducia nel nuovo percorso proposto.
  • Valutare e ricalibrare: è necessario monitorare costantemente in quale modo il team reagisce. Per questo, organizzare brevi confronti (anche informali) sarà un buon modo per capire se emergono difficoltà o se occorrono ulteriori modifiche o aggiustamenti. Sapersi fermare a riflettere insieme per correggere il tiro prima di estendere le nuove procedure a tutto lo studio aiuta a evitare sensazioni di caos e frustrazione.

Con questo approccio graduale, la riorganizzazione appare un processo condiviso e progressivo, riducendo sia l’impatto delle resistenze iniziali sia il timore che il cambiamento, essendo troppo rapido, possa destabilizzare.

DEXIS presenta le sue ultime innovazioni a Expodental 2025

DEXIS EXPODENTAL

DEXIS, leader globale nelle tecnologie di imaging dentale, è lieta di annunciare la sua partecipazione a Expodental 2025, Rimini.
L'azienda presenterà le nuove tecnologie all'interno dell'ecosistema digitale DEXIS, una piattaforma basata sull'intelligenza artificiale che collega ogni fase del flusso di lavoro digitale, dalla diagnosi alla consegna. L'ecosistema combina intelligenza artificiale, imaging 2D e 3D, scansione intraorale, diagnostica e pianificazione del trattamento per creare un'unica soluzione integrata che semplifica i processi e aumenta la produttività.

«Siamo entusiasti di offrire ai partecipanti di Expodental un’anteprima di alcune delle nostre nuove tecnologie», afferma il Presidente di DEXIS, Robert Befidi. «Tutte le nostre innovazioni sono progettate per migliorare le interazioni con i pazienti e rendere gli studi dentistici più efficaci ed efficienti. Non vediamo l'ora di mettere i nostri prodotti nelle mani dei professionisti del settore dentale e di dimostrare le capacità delle nostre nuove tecnologie».

 

 

Tra queste innovazioni ci sono alcuni interessanti aggiornamenti al portafoglio di scansione intraorale DEXIS. I visitatori potranno dare un'occhiata in anteprima esclusiva al nuovissimo scanner intraorale in fase di sviluppo. Con un nuovo design elegante, un hardware completamente ricostruito e un algoritmo basato sull'intelligenza artificiale, il nuovo IOS diventerà il nuovo fiore all'occhiello ad alte prestazioni del portafoglio DEXIS IOS.

IS ScanFlow, il software che alimenta la linea di scanner intraorali DEXIS, presenterà in anteprima la sua ultima versione, IS ScanFlow 2.0.

DEXIS presenterà anche gli aggiornamenti dell'ORTHOPANTOMOGRAPH™ OP 3D™ EX, che presto includerà la funzionalità di imaging cefalometrico. La nuova modalità ceph, che presenta il design brevettato ORTHOceph™ Plus dell'azienda, fornirà i protocolli necessari come le proiezioni laterali e laterali pediatriche, le proiezioni postero-anteriori e l'imaging del carpo*, il tutto con tempi di scansione rapidi e a una dose limitata.

Inoltre, il portafoglio di imaging 3D di DEXIS introdurrà una funzione di controllo automatico della dose per l'ORTHOPANTOMOGRAPH™ OP 3D™ LX. La funzione misurerà l'anatomia dei pazienti e imposterà automaticamente i livelli di esposizione per una qualità dell'immagine e una dose ottimali. Gli early adopter hanno riportato feedback positivi:

«Il nuovo controllo automatico della dose è una delle poche cose nella vita che non devo mettere in discussione», afferma la dottoressa Katya Archambault del San Diego Health Center. «Offre una qualità dell'immagine migliore e più costante. Non potrei mai discutere con i risultati».

Vengono presentate anche le nuove funzionalità di DTX Studio™ Clinic, il software principale dell'ecosistema digitale DEXIS. Noto per la sua integrazione completa di tutte le modalità di dati dei pazienti, DTX Studio Clinic semplifica la diagnostica, l'educazione del paziente, la pianificazione del trattamento e la generazione di guide chirurgiche.
Le nuove funzionalità del software includono una suite di strumenti progettati per semplificare il processo di pianificazione del trattamento implantare. Gli utenti possono ora pianificare un trattamento implantare e generare una dima chirurgica automatizzata alla poltrona in meno di 3 minuti. Inoltre, il software introduce un modulo di pianificazione implantare assistita che automatizza il posizionamento iniziale dell'impianto e uno strumento di scansione facciale che integra le scansioni facciali con le radiografie 3D, migliorando ulteriormente il processo di pianificazione.

I partecipanti avranno anche la possibilità di vedere in anteprima le innovazioni che verranno rilasciate nei futuri aggiornamenti di DTX Studio Clinic. Tra queste vi è una nuova capacità endodontica basata sull'intelligenza artificiale, che fornirà visualizzazioni 3D dei canali radicolari, migliorando l'accuratezza diagnostica e l'efficienza del trattamento. Inoltre, verranno presentati aggiornamenti allo strumento di rilevamento delle aree di interesse, migliorando la visualizzazione dei denti nelle radiografie intraorali e rilevando otto ulteriori risultati dentali.

DTX Studio Clinic introdurrà anche una nuova soluzione basata su cloud che consentirà ai medici di collegare i loro studi e consolidare i dati in un unico posto. Questa funzione è progettata per migliorare la collaborazione e semplificare i flussi di lavoro, migliorando in ultima analisi l'efficienza dello studio e i risultati dei pazienti. Questi progressi mostrano il futuro della tecnologia dentale, rendendo DTX Studio Clinic parte integrante dell'odontoiatria moderna.

DEXIS invita tutti i partecipanti a Expodental a visitare il padiglione C1, Corsia 4, Nr.150 per sperimentare le innovazioni che ha da offrire. Il team di esperti sarà pronto a fornire dimostrazioni e rispondere alle domande.
Con oltre 165.000 soluzioni in uso in tutto il mondo, DEXIS continua a stabilire lo standard di qualità e affidabilità nell'imaging dentale.

 

DEXIS è il leader mondiale nell’imaging dentale. Riuniamo i marchi più affidabili nel campo dell’imaging 2D e 3D, delle soluzioni di scansione intraorale e del software diagnostico, in un unico ecosistema connesso e basato sull’intelligenza artificiale. Le nostre tecnologie innovative e pluripremiate utilizzano la semplicità intelligente per aumentare la produttività e migliorare l’affidabilità diagnostica.

 

* Carpus è un programma di imaging opzionale.

 

Apnea ostruttiva del sonno, ecco com’è studiata e trattata nel mondo

apnea ostruttiva del sonno

L'apnea ostruttiva del sonno (OSA o OSAS) rappresenta una condizione cronica ad alta prevalenza, spesso sottodiagnosticata e sottotrattata. Tra le opzioni terapeutiche, l’uso di apparecchi orali si sta affermando come trattamento non invasivo, particolarmente nei casi da lievi a moderati. Un recente studio, condotto dai Servizi Medici Reali della Forza di Difesa del Bahrain, ha realizzato una dettagliata analisi bibliometrica per mappare il panorama scientifico internazionale su questo argomento.

Crescita esponenziale della letteratura scientifica

L’analisi ha preso in esame 753 articoli selezionati dal database Scopus, pubblicati tra il 2000 e il 2023. L’utilizzo di software come VOSviewer™ e Bibliometrix ha permesso di identificare tendenze, collaborazioni e autori influenti. I dati mostrano una crescita costante della produzione scientifica, con un’accelerazione significativa negli ultimi dieci anni.

Leader della ricerca e collaborazioni internazionali

Tra gli autori più prolifici si distinguono Cistulli P.A., Vanderveken O.M. e Lowe A.A., mentre le istituzioni più attive includono l’Università della British Columbia, l’Università di Sydney e il Royal North Shore Hospital. Gli Stati Uniti e il Giappone guidano la classifica per numero di pubblicazioni e impatto citazionale. Emergono inoltre solide collaborazioni tra ricercatori di continenti diversi, segno di una crescente sinergia internazionale nel trattamento dell’OSA.

Le parole chiave guidano le tendenze

Le parole chiave più frequentemente associate agli articoli analizzati sono "obstructive sleep apnea", "oral appliance" e "mandibular advancement device". Questo riflette l’interesse costante verso i dispositivi di avanzamento mandibolare (MAD), attualmente i più studiati e impiegati in ambito clinico.

Tuttavia, l’analisi evidenzia anche alcune aree meno esplorate. Dispositivi come i tongue retaining devices (TRD) e le soluzioni ibride risultano ancora marginali nella letteratura scientifica, segnalando una potenziale direzione per la ricerca futura.

Implicazioni per la pratica odontoiatrica

Per l’odontoiatra, questi risultati offrono un orientamento prezioso. La conoscenza delle tendenze scientifiche e dei dispositivi più promettenti consente di proporre ai pazienti soluzioni terapeutiche basate sull’evidenza. Inoltre, l’identificazione delle lacune nella ricerca apre nuove opportunità per studi clinici e innovazione tecnologica. Come evidenzia lo studio in questione, pubblicato sul British Dental Journal Open (BDJ Open).

Il ruolo dell'odontoiatra

Gli apparecchi orali si confermano dunque come gli strumenti terapeutici più rilevanti nel trattamento dell’OSA. La letteratura scientifica, in continua espansione, ne supporta l’efficacia, ma sollecita anche un maggiore approfondimento su dispositivi alternativi. Per queste ragioni, l’odontoiatra ha un ruolo centrale nel selezionare e personalizzare il trattamento che dovrebbe essere sempre e solo guidato dalle evidenze e aggiornato sulle ultime evoluzioni della ricerca.

5 minuti con Andrea Senna

Luigi Paglia
Luigi Paglia, direttore scientifico de Il Dentista Moderno

Andrea Senna, neoeletto Presidente della CAO, Commissione Albo Odontoiatri nazionale, è da tutti i Colleghi ben conosciuto. In questi anni ha dedicato tempo e massimo impegno affinché gli odontoiatri contassero sempre di più all’interno della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici.
Evidenti a tutti sono il suo costante impegno nel campo della pubblicità sanitaria e il suo continuo sforzo per armonizzare le diverse anime della componente odontoiatrica e promuovere un confronto costruttivo con quella medica.
Senza contare le iniziative, ben note in Lombardia, rivolte alla popolazione per avvicinare il cittadino al concetto di prevenzione e all’adozione di stili di vita più salutari: un approccio che ha fatto scuola e che ora potrà essere riproposto a livello nazionale.
Da sempre attento alle iniziative culturali, Senna ha inoltre promosso l’integrazione della deontologia nella pratica quotidiana, stimolando e incentivando la formazione dei giovani odontoiatri in questo senso.
Insomma, un curriculum di grande prestigio a cui ora si aggiunge questa importante sfida nazionale a favore di tutti gli odontoiatri, intrapresa insieme con la sua esperta squadra. Sfida che, siamo certi, sarà percorsa attraverso il dialogo e la massima collaborazione, nell’interesse della professione tutta.
Con 7 domande e specialmente 7 risposte entriamo nel mondo della professione che verrà!
Buon lavoro Presidente

 

 

 

Andrea Senna
Andrea Senna, Presidente CAO Nazionale
Presidente della CAO nazionale: un grande obiettivo e una grande responsabilità. Quale sarà il tuo primo passo?

Ricostruire buoni rapporti con la componente medica del Comitato Centrale, ponendoci come valore aggiunto e non come corpo estraneo e lavorando in sinergia per far convergere le due componenti della FNOMCeO verso obiettivi comuni. Solo così potremo recuperare la credibilità e l’autorevolezza persi in questi anni e raggiungere i traguardi che ancora ci attendono.

Pubblicità sanitaria: a che punto siamo?

Per rendere completamente operativa la norma sulla pubblicità sanitaria manca un ultimo, ma fondamentale tassello: l’attivazione del potere sanzionatorio di AGCOM nei confronti dei mandanti delle pubblicità sanitarie scorrette. Questo sarà uno dei nostri primi obiettivi.

Aggiornamento professionale: quali gli orientamenti futuri?

Dal 2026 entrerà in vigore la norma che prevede la non copertura assicurativa per chi non è in regola con il 70% del credito formativo triennale. Ci impegneremo, pertanto, nell’organizzare corsi che favoriscano l’aggiornamento costante dei colleghi dando priorità agli ambiti deontologici, legislativi e di prevenzione.

Il rapporto tra cittadinanza e istituzione ordinistica si può rendere più solido?

Incentiveremo, come già fatto in questi anni a Milano, eventi di promozione della salute orale che coinvolgano direttamente la cittadinanza e favoriscano corretti stili di vita e una cultura della prevenzione verso le principali patologie del cavo orale.

CAO nazionale e temi della politica sanitaria: quali sono le priorità?

Come già detto, tra i nostri primi obiettivi ci sarà la conclusione dell’iter normativo sulla pubblicità sanitaria e l’ottenimento di una maggiore rappresentatività degli odontoiatri in seno agli Organi direttivi degli Ordini provinciali.
Non meno importante sarà il contrasto al turismo odontoiatrico e l’istituzione di un fondo a sostengo delle cause legali delle piccole CAO territoriali.

Giovani dentisti: come favorire il loro inserimento nella professione?

Per avvicinare e coinvolgere le nuove generazioni di colleghi ai valori di una professione deontologicamente orientata favoriremo un potenziamento delle ore di formazione dedicate agli aspetti etico-deontologici già all’interno dei corsi di laurea in odontoiatria.

Centri odontoiatrici e studi monoprofessionali, cosa ci riserva il futuro?

Indipendentemente dalla forma giuridica con cui viene esercitata la professione, l’attenzione è stata e sarà massima affinché venga sempre garantito il rispetto dei principi deontologici, a tutela della cittadinanza tutta.

Celiachia: non solo intestino, anche la bocca ne soffre

celiachia bocca

La celiachia è una enteropatia cronica immunomediata determinata dall’intolleranza al glutine (un complesso proteico tipicamente contenuto in cereali come grano, frumento, farro, spelta, kamut, triticale ma anche in orzo, segale e, spesso, avena) in soggetti geneticamente predisposti. La sua prevalenza è stimata intorno all’1% della popolazione mondiale (Caio G, 2019).
Negli individui affetti, la reazione immunitaria al glutine induce un’atrofia dei villi intestinali con conseguente malassorbimento ma, clinicamente, la malattia può manifestarsi in:

  • forma classica, più comune, caratterizzata da malassorbimento e sintomi gastrointestinali ad esso correlabili come diarrea cronica, perdita di peso, mancanza di appetito;
  • forma atipica, caratterizzata da tutta una serie di manifestazioni extraintestinali (anemia, osteoporosi, problemi reumatologici, infertilità, eccetera) riconducibili ad altri distretti anatomici, tra cui il cavo orale, e quindi più difficili da riconoscere.

Le manifestazioni orali possono interessare sia i tessuti molli che i tessuti duri e la letteratura scientifica internazionale (de Carvalho FK, 2015; Lucchese A, 2023) è ormai concorde nel definirle vere e proprie “spie” della malattia celiaca. Odontoiatra o igienista dentale potrebbero quindi rivestire un ruolo chiave nella diagnosi precoce di questa insidiosa malattia, spesso fungendo da primo interlocutore per il paziente.
Nel Grafico 1 sono riportati i sintomi della celiachia a livello sistemico.

 

Celiachia bocca

 

 

Manifestazioni sui tessuti molli

Stomatite aftosa ricorrente o SAR

Di frequente riscontro nei pazienti celiaci (con una prevalenza variabile tra il 16% e il 41%, a seconda degli studi), la stomatite aftosa ricorrente è caratterizzata dalla comparsa di ulcere sulla mucosa orale non cheratinizzata: pavimento orale, mucosa geniena, superficie interna delle labbra e ventre linguale sono le sedi maggiormente colpite (Figura 1).

 

celiachia bocca
Afte su mucosa geniena e margine linguale (Foto per concessione della UOSD di Medicina orale, policlinico Paolo Giaccone, Palermo)

 

Sebbene regrediscano spontaneamente in 10-14 giorni, a differenza delle afte comuni non solo possono esordire in età adulta ma si ripresentano in tempi brevissimi, tanto da essere definite subentranti più che ricorrenti: non fa in tempo a guarirne una che ne spunta già un’altra.

Tra i tanti fattori di rischio della SAR, la malattia celiaca svolge un ruolo importante. I celiaci hanno una probabilità decisamente maggiore di sviluppare SAR rispetto ai soggetti sani, probabilmente a causa della malnutrizione e in particolare delle carenze di ferro, acido folico e vitamina B12, molto frequenti in coloro che non seguono una dieta gluten-free. Questa ipotesi sembra essere confermata da due importanti studi italiani, nei quali è stato osservato un netto miglioramento delle condizioni della mucosa orale dopo la rigorosa eliminazione del glutine dalla dieta (Bucci P, 2006; Campisi G, 2007).

Lesioni linguali

Anche le lesioni linguali sono correlabili alle carenze di ferro, acido folico e vitamina B12 dovute al malassorbimento intestinale.
La glossite atrofica è caratterizzata dalla perdita parziale o totale delle papille filiformi e fungiformi poste sul dorso della lingua.
La prime contengono uno strato di epitelio squamoso stratificato cheratinizzato che protegge le sottostanti cellule connettivali e nervose da stimoli meccanici, fisici e chimici; le seconde contengono molte cellule gustative.
Pertanto, i pazienti affetti possono manifestare dolore, bruciore, intorpidimento della lingua e alterazioni del gusto.
La lingua a carta geografica è una condizione infiammatoria che solitamente coinvolge dorso e lati della lingua (Figura 2).

 

celiachia bocca
Glossite migrante benigna (Foto per concessione della UOSD di Medicina orale, policlinico Paolo Giaccone, Palermo)

 

Secondo uno studio del 2016, il 15% dei soggetti che ne soffre è celiaco (Cigic L, 2016).
In questo caso, l’atrofia delle papille filiformi causa la comparsa di aree eritematose circondante da un orletto rilevato bianco-giallastro che creano un disegno irregolare, simile proprio ad una carta geografica, sulla lingua.
Nei bambini, questa condizione non provoca alcun fastidio grazie a un miglior turn-over cellulare e a un epitelio con più strati.
Con l’età adulta (e poi con la terza età) il turn-over epiteliale si riduce, gli strati diminuiscono e si verifica la superficializzazione delle fibre nervose periferiche.
Ecco perché, se alcuni pazienti non lamentano disturbi, altri riferiscono bruciore dopo l’assunzione di cibi salati e/o piccanti nonché di alcolici.
Anche questi disturbi sono reversibili e traggono beneficio da una dieta gluten-free.

Alterazioni di saliva e ghiandole salivari

La componente autoimmune della malattia celiaca fa sì che il sistema immunitario possa attaccare altri organi e tessuti, provocando malattie come diabete mellito di tipo I, tiroiditi, epatiti, artrite reumatoide, morbo di Addison e sindrome di Sjogren.
Per quanto concerne le ghiandole salivari minori, nei pazienti celiaci sono stati osservati estesi processi infiammatori immuno-mediati responsabili di atrofia acinare e fibrosi, nonché infiltrazioni linfocitiche nelle ghiandole labiali. Le ghiandole salivari maggiori non sembrerebbero, invece, essere interessate da processi infiammatori o almeno non in misura tale da influenzarne la funzionalità (Liu J, 2022).
La malattia celiaca comporta anche un’alterazione qualitativa e quantitativa del flusso salivare, con relative conseguenze. La riduzione degli enzimi salivari antimicrobici espone maggiormente la mucosa orale a patologie di vario tipo mentre la diminuzione del flusso, più in generale, comporta un aumentato rischio di sviluppare lesioni cariose e/o patologie a carico dei tessuti di sostegno dei denti ma può determinare anche secchezza della bocca, alterazione del gusto, difficoltà nella masticazione e nella deglutizione (con ripercussioni sulla funzione digestiva).

Manifestazioni orali di Dermatite erpetiforme

Indotta, in soggetti geneticamente predisposti, dall’assunzione di glutine, la dermatite erpetiforme si manifesta con un’eruzione cutanea pruriginosa che regredisce con l’eliminazione del glutine dalla dieta. Sebbene sia considerata una variante della celiachia, l’interessamento della mucosa intestinale è generalmente assente o minimo.

Lichen planus orale

È un disordine infiammatorio cronico che colpisce le mucose orali, soprattutto quelle delle guance e la lingua, bilateralmente. Può presentarsi sotto forma di chiazze bianco-merlettate o eritematose che possono causare bruciore o vero e proprio dolore. Indotto da un da una reazione autoimmune (mediata da linfociti T citotossici) contro le cellule della mucosa orale, il lichen planus orale pone ancora molti interrogativi sulla sua origine. Tuttavia, diversi sembrano essere i fattori predisponenti o aggravanti, tra cui la stessa celiachia.

Manifestazioni sui tessuti duri

La malattia celiaca può causare un ritardo dell’accrescimento corporeo (Giovenale D, 2006) cui può associarsi uno sviluppo non armonico dei mascellari, inevitabilmente responsabile di malocclusioni di vario tipo. Inoltre, il malassorbimento intestinale ha ripercussioni negative sulla mineralizzazione dello smalto e altera la fisiologica eruzione dentaria, che risulta essere ritardata nel 27% dei bambini celiaci (Campisi G, 2007).
Ma sono proprio le lesioni strutturali dei denti a destare maggior preoccupazione perché non possono regredire neanche con il passaggio a una dieta gluten-free e sono quindi irreversibili.
Si tratta di difetti dello smalto più o meno evidenti (Figura 3), riscontrabili nel 23,3% dei soggetti celiaci (Campisi G, 2007), che possono essere:

  • di tipo qualitativo (da semplici opacità superficiali a macchie circoscritte di color bianco-giallognolo o addirittura brunastro);
  • di tipo quantitativo (da solchi o cavità più o meno ampi sino a un vero e proprio sovvertimento dell’anatomia del dente).

 

celiachia bocca

 

 

Si riconoscono perché presentano una caratteristica distribuzione topografica e cronologica.
Infatti, sono simmetrici, bilaterali e coinvolgono i denti il cui smalto stava maturando proprio quando è comparsa la malattia. Incisivi e molari sono più colpiti perché maturano per primi; canini e premolari lo sono molto meno perché maturano più tardi e quindi quando spesso la malattia è già stata diagnosticata e il glutine escluso dalla dieta.
In altre parole, è proprio il rapporto tra diagnosi di celiachia e inizio della dieta aglutinata a influire sul tipo di elemento dentario che sarà interessato dal difetto dello smalto: più precocemente si arriva alla diagnosi e meno denti saranno coinvolti.
Tuttavia, il molto più raro coinvolgimento dei denti decidui, la cui formazione avviene principalmente a livello uterino, supporta l’ipotesi che possano essere implicati anche fattori immuno-genetici.
Dal punto di vista clinico, nel 1990 Aine e altri autori hanno inquadrato i difetti dello smalto correlati alla celiachia in quattro gradi di severità (di cui sono statisticamente più frequenti i gradi 1 e 2) tutt’oggi utilizzati a scopo diagnostico (Aine L, 1990) (Tabella 1).

 

celiachia bocca

 

Dal punto di vista microscopico, nel 2007 il gruppo di ricerca condotto da Bossù ha esaminato al SEM lo smalto di un gruppo di bambini celiaci (Bossù M, 2007), evidenziando per la prima volta una alterata morfologia dei prismi che risulterebbero più corti, irregolarmente distribuiti e con minore sostanza interprismatica rispetto a quelli dello smalto sano.
Sempre lo stesso studio ha inoltre rilevato la coesistenza di black stains (macchie nere causate da batteri cromogeni) sui difetti stessi, a conferma che lo squilibrio sistemico presente in questi pazienti comporta anche una alterazione della microflora orale.
Infine, dal punto di vista patogenetico sono stati condotti molti studi e, ad oggi, sono tre le ipotesi maggiormente accreditate:

  1. un alterato metabolismo fosfo-calcico causato dall’introduzione del glutine nella dieta;
  2. un alterato assorbimento del calcio causato da un ridotto funzionamento delle proteine del recettore di membrana della vitamina D2;
  3. la formazione di anticorpi anti-matrice organica dello smalto in soggetti predisposti (HLA-DR3).

…e le carie?

Se da un lato superfici ruvide e porose favoriscono la colonizzazione di batteri cariogeni e uno smalto qualitativamente e/o quantitativamente povero può indurre una vera e propria disgregazione strutturale (Oliveira AF, 2006), altri studi riportano indici di carie più bassi nei soggetti celiaci, verosimilmente correlabili a una dieta attentamente controllata e a basso contenuto cariogeno (Zompoulakis M, 2019).

Diagnosi precoce e management del paziente celiaco

La malattia celiaca è metaforicamente assimilabile ad un iceberg: c’è una grande sproporzione tra le forme conclamate e quelle caratterizzate da una sintomatologia aspecifica.
Per questo motivo, la diagnosi precoce non è sempre facile pur restando fondamentale in considerazione delle potenziali complicanze irreversibili associate a questa condizione.
A tal proposito, il cavo orale rappresenta un distretto anatomico di grande interesse perché frequentemente e tipicamente coinvolto.
La visita odontoiatrica può quindi assumere un ruolo cruciale: segni e sintomi sopradescritti, con particolare riferimento alle alterazioni dello smalto bilaterali e simmetriche (Cicekci AV, 2024), devono indurre il clinico a sospettare una forma atipica o silente della malattia e quindi a mettere in atto un approfondimento diagnostico in accordo con il medico di base, il pediatra e il gastroenterologo.
Il ruolo dell’odontoiatra resta fondamentale anche una volta posta la diagnosi perché la prevenzione e la gestione delle complicanze a carico del cavo orale rappresentano un aspetto imprescindibile della terapia.
Tutti i pazienti celiaci dovrebbero, quindi, essere inseriti in un programma odontoiatrico preventivo che preveda:

  • visite di controllo e sedute di igiene orale professionale più frequenti;
  • istruzione e motivazione ad una accurata igiene orale dopo ogni pasto e, soprattutto, la sera prima di andare a dormire (la riduzione del flusso salivare durante la notte comporta una diminuzione del pH orale a crea un ambiente favorevole alla proliferazione batterica e alla demineralizzazione dello smalto, più pericolose in presenza di denti il cui smalto è già di per sé deficitario);
  • sigillature dei solchi, da monitorare regolarmente a causa della minor ritenzione della resina sullo smalto strutturalmente alterato;
  • applicazione topica di prodotti remineralizzanti, sia professionali che domiciliari;
  • un’attenta e adeguata igiene alimentare, con ridotto consumo di cibi cariogeni e bevande dolci e aumentato consumo di alimenti carioprotettivi (formaggi tipo grana e yogurt, ad esempio); frutta e verdura rossa/arancione garantiscono, inoltre, un adeguato apporto di betacarotene, antiossidante naturale per eccellenza fondamentale per rinforzare le difese immunitarie e favorire la rigenerazione delle mucose.

In presenza di carie o fratture dello smalto, dovrebbero essere effettuati interventi terapeutici mediante restauri conservativi diretti o indiretti.

 

Come si fa a diagnosticare la celiachia?

Il medico o lo specialista in gastroenterologia fanno eseguire in prima battuta delle analisi del sangue attraverso le quali si testa la presenza di anticorpi tipici della malattia (anticorpi IgA/IgG anti-TTG, anticorpi IgA/IgG anti-endomisio, anticorpi contro i peptidi della gliadina deamidata DGP-IgG). Se sono presenti, allora si procede verso lo step diagnostico successivo e cioè la biopsia intestinale, che conferma o meno in maniera definitiva la tipica atrofia dei villi e quindi la presenza di malattia.

 

 

Bibliografia

1. Aine L, Maki M, Collin P, Keyrilainen O. Dental enamel defect in celiac disease. J Oral Pathol 1990;19:241.
2. Bossù M, Bartoli A, Orsini G, Luppino E, Polimeni A. Enamel hypoplasia in coeliac children: a potential clinical marker of early diagnosis. Eur J Paediatr Dent. 2007 Mar;8(1):31-7.
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Carie precoce nei bambini: fattori di rischio e prevenzione

carie precoce bambini
Children girl receive fluoride medicine and dental examination in the mouth by a dentist.

La carie precoce dell'infanzia (Early Childhood Caries, ECC) rappresenta una delle patologie dentali più diffuse nei bambini in età prescolare. Un recente studio, condotto presso l'Istituto Stomatologico Italiano di Milano, ha analizzato i principali fattori di rischio associati alla sua insorgenza in una popolazione pediatrica. I risultati evidenziano una prevalenza di ECC pari al 72%, sottolineando la necessità di interventi preventivi precoci.

Fattori di rischio: igiene orale e abitudini alimentari

Lo studio ha coinvolto bambini di età compresa tra 12 e 71 mesi, valutando diversi aspetti legati alla salute orale, all'igiene dentale e alle abitudini alimentari. Le pratiche di igiene orale si sono rivelate inadeguate, con molti bambini che hanno iniziato la spazzolatura dopo i 12 mesi di età. Un altro dato significativo riguarda il consumo di bevande zuccherate e succhi di frutta, introdotti spesso prima dei 12 mesi. È stato riscontrato che molti bambini consumano succhi di frutta più di tre volte a settimana. Mentre il numero di bevande zuccherate assunte prima dei 24 mesi è risultato un fattore di rischio determinante per l’insorgenza della carie. Inoltre, il livello di istruzione materno e il fumo passivo prenatale sono stati correlati con un aumento del punteggio dmft (decayed, missing, and filled teeth), confermando l’influenza di fattori socio-economici e ambientali sulla salute orale del bambino.

L'importanza della prevenzione precoce

L'analisi statistica dello studio ha evidenziato che un basso livello di istruzione materna è associato a un aumento del rischio di carie. Questi dati rafforzano la necessità di adottare interventi preventivi già nei primi mesi di vita, attraverso l’educazione delle famiglie e un’adeguata assistenza odontoiatrica infantile. I professionisti della salute orale hanno un ruolo fondamentale nel promuovere corrette pratiche di igiene dentale e nel sensibilizzare i genitori sull’importanza di una dieta equilibrata e povera di zuccheri. La prevenzione, unita a una diagnosi precoce, rappresenta la chiave per ridurre l’incidenza della carie infantile.

I fattori più rilevanti 

La carie precoce nei bambini in età prescolare è un problema diffuso e correlato a fattori modificabili, come la dieta e le abitudini di igiene orale. Lo studio, pubblicato sull'European Journal of Paediatric Dentistry, ha evidenziato i fattori più rilevanti. L’introduzione precoce di bevande zuccherate, il ritardo nella spazzolatura dei denti e il livello di istruzione materna giocano un ruolo chiave nello sviluppo della patologia. Per contrastare questa condizione, è essenziale promuovere strategie di prevenzione sin dai primi mesi di vita. Coinvolgendo attivamente famiglie e professionisti della salute orale in un percorso educativo e di sensibilizzazione.

L’intelligenza artificiale in ortodonzia, ecco come si sta sviluppando

ortodonzia intelligenza artificiale

L’intelligenza artificiale (IA) sta rivoluzionando l’ortodonzia, offrendo soluzioni avanzate come l’analisi cefalometrica automatica e la previsione della crescita individuale. Tuttavia, lo sviluppo di modelli di IA richiede risorse computazionali significative e tempo, rendendo fondamentale un’attenta progettazione sperimentale. Uno studio condotto presso l'Università di Seoul, Korea, ha analizzato i fattori che influenzano la precisione e il tempo di calcolo dei modelli di IA in ortodonzia. Fornendo utili indicazioni sul futuro sviluppo di questa nuova tecnologia.

Metodologia dello studio

I ricercatori hanno sviluppato 162 modelli di IA combinando diverse variabili: dimensioni del campione (170, 340, 679), variabili in ingresso (40, 80, 160) e in uscita (38, 76, 154), sessioni di addestramento (100, 500, 1000) e specifiche del computer (recenti e obsolete).  Per la creazione dei modelli, convalidati tramite "leave-one-out cross-validation", hanno utilizzato l'algoritmo TabNet. Per poi misurarne l'efficacia, confrontando i dati previsti e quelli reali, nonché utilizzando l'errore radiale e l'analisi statistica multivariata.

I risultati

I risultati mostrano che l'aumento delle sessioni di addestramento migliora l’accuratezza dei modelli di IA. Tuttavia, un maggiore numero di campioni aumenta gli errori di previsione, probabilmente a causa della variabilità nella crescita umana. Il tempo di calcolo dei modelli è stato significativamente influenzato dalle specifiche del computer, dal numero di variabili e dalle sessioni di addestramento. Una trasformazione logaritmica delle variabili ha migliorato la capacità predittiva dei modelli, raggiungendo un coefficiente di determinazione aggiustato (R²) di 0,99.

Le implicazioni cliniche e future

Lo studio evidenzia l’importanza di stimare in anticipo il tempo necessario per sviluppare un modello di IA. Secondo i ricercatori, è consigliabile condurre studi pilota con campioni ridotti per ottimizzare la progettazione sperimentale. Inoltre, un uso consapevole delle risorse computazionali può evitare ritardi significativi, considerando che lo sviluppo dei 162 modelli ha richiesto oltre un anno di lavoro.

Un modello complesso ma realizzabile

Lo sviluppo dell’IA in ortodonzia richiede una pianificazione accurata per ottimizzare risorse e tempi. La trasformazione logaritmica delle variabili e l’uso di studi pilota rappresentano strumenti utili per prevedere i tempi di sviluppo e migliorare l’efficienza dei modelli. I risultati di questo studio, pubblicato su Orthodontics & Craniofacial Research, dimostrano dunque che è possibile stimare il tempo necessario per lo sviluppo di un modello di IA utilizzando trasformazioni logaritmiche di variabili come il tempo, la dimensione del campione e le sessioni di addestramento. E successivamente, con l’applicazione di coefficienti ricavati attraverso studi pilota, ottimizzare ulteriormente questa stima.

Il controllo delle infezioni, come codificarlo meglio negli studi dentistici

controllo delle infezioni

Il controllo delle infezioni, anche nel contesto odontoiatrico, rappresenta una priorità assoluta. D'altro canto, la pandemia da COVID-19 ha ulteriormente evidenziato la necessità di adottare pratiche rigorose per la prevenzione della trasmissione crociata. Un recente studio, condotto presso la Federal University di Juiz de Fora (UFJF), Brasile, ha ideato una scala multidimensionale innovativa per valutare l’aderenza degli odontoiatri alle misure di controllo delle infezioni.

Com'è stata sviluppata la scala

I ricercatori hanno seguito una metodologia rigorosa, articolata in più fasi. Dapprima hanno condotto una revisione sistematica della letteratura, poi un focus group con esperti, un pre-test e infine una validazione statistica e un'analisi fattoriale. Il risultato è una scala composta da cinque dimensioni: conoscenze, atteggiamenti, norme soggettive, percezione dell'efficacia e comportamento effettivo. Questo strumento, secondo i ricercatori, consente di valutare in modo completo il grado di conformità del dentista alle linee guida di prevenzione.

Dati e risultati

La scala è stata somministrata a un campione di oltre 400 dentisti. I risultati hanno rivelato differenze significative in base all’età, all’esperienza clinica e alla formazione ricevuta. In particolare, i professionisti più giovani e quelli con una formazione continua più aggiornata hanno mostrato una maggiore aderenza alle buone pratiche. E il comportamento effettivo degli operatori è risultato sensibile alla percezione dell’efficacia delle misure e correlato a quanto percepito da parte dell’ambiente lavorativo.

Implicazioni pratiche per lo studio odontoiatrico

L’introduzione di una scala validata consente di monitorare e migliorare i protocolli di controllo delle infezioni negli studi dentistici. I risultati dello studio suggeriscono l’importanza della formazione continua e del coinvolgimento attivo di tutto il team odontoiatrico. La consapevolezza e la motivazione personale, unite a un ambiente che promuove la sicurezza, giocano un ruolo chiave nell’aderenza alle norme igieniche.

Come rendere più efficace il controolodelle infezioni

Il nuovo strumento rappresenta un importante passo avanti nella valutazione della qualità delle cure odontoiatriche. Integrare questa scala nella pratica clinica potrebbe aiutare a identificare aree di miglioramento, promuovere la sicurezza dei pazienti e rafforzare la fiducia nella professione. D'altronde, il controllo delle infezioni non è solo un obbligo normativo, ma un pilastro della responsabilità etica del dentista, come sembra suggerire anche questo studio, pubblicato su Oral Diseases.

Infezioni microbiche del cavo orale e nuovi approcci terapeutici

infezioni cavo orale

Le infezioni microbiche del cavo orale, come la carie e la parodontite, rappresentano una delle principali cause di morbilità odontoiatrica a livello globale. L’uso diffuso di antibiotici e antisettici ha portato a risultati soddisfacenti, ma anche a un preoccupante aumento della resistenza antimicrobica. A questo proposito, un recente studio condotto da ricercatori della University of Pennsylvania, Philadelphia, USA, propone nuove strategie terapeutiche per affrontare efficacemente queste patologie.

Gli approcci terapeutici innovativi

Lo studio, intitolato “Novel Approaches for Treatment of Intraoral Microbial Infections”, esplora una serie di soluzioni emergenti che superano i limiti della terapia convenzionale. Tra queste, i peptidi antimicrobici rappresentano una delle opzioni più promettenti. Queste molecole endogene sono in grado di eliminare selettivamente i patogeni orali, riducendo l’impatto sul microbiota benefico e limitando il rischio di insorgenza di resistenze.

Il ruolo delle nanotecnologie

Un altro ambito di grande interesse è quello delle nanotecnologie. Lo studio sottolinea il potenziale dei sistemi di rilascio controllato basati su nanoparticelle, che permettono di somministrare in modo mirato e prolungato agenti antimicrobici nei siti infetti. Le evidenze precliniche indicano benefici significativi nel trattamento della parodontite, con riduzioni tangibili della carica batterica e dell’infiammazione locale.

Immunoterapia e vaccini orali

Oltre agli agenti antimicrobici, i ricercatori stanno esplorando strategie immunologiche. Queste includono lo sviluppo di vaccini mucosali e molecole immunomodulanti, capaci di stimolare le difese locali del cavo orale. E sebbene ancora in fase sperimentale, queste terapie potrebbero offrire presto una protezione prolungata contro le infezioni orali più comuni.

Un settore da non perdere di vista

Lo studio in questione, pubblicato sul Journal of Dental Research, fornisce dunque una panoramica aggiornata sulle terapie innovative contro le infezioni orali. L’integrazione di biotecnologie avanzate, nanotecnologia e approcci immunologici apre nuove prospettive per una gestione più efficace, sicura e personalizzata delle infezioni microbiche intraorali. Un’evoluzione che ogni professionista dell’odontoiatria è chiamato a conoscere e a seguire con attenzione.

Adempimenti e scadenze del mese di aprile 

Adempimenti e scadenze

Nuove scadenze per sanità, bilanci e agevolazioni contributive. Il mese di aprile 2025 conferma alcune scadenze ormai consuete, come il termine per la trasmissione telematica della dichiarazione annuale IVA 2025 (relativa all’anno d’imposta 2024) e l’obbligo per studi e ambulatori sanitari di trasmettere all’Agenzia delle Entrate, tramite il modello SSP, i dati riepilogativi dei compensi riscossi per conto dei professionisti operanti al loro interno (c.d. riscossione accentrata). Trovano conferma anche i termini per il versamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche (riferite al trimestre gennaio-marzo) e sui registri e documenti informatici diversi dalle fatture, il cui pagamento, in misura fissa ogni 2.500 registrazioni, avviene in un’unica soluzione. Per le società di capitali, aprile rimane il mese chiave per la convocazione e approvazione del bilancio dell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2024, e per il versamento della ritenuta del 26% sui dividendi distribuiti nel trimestre precedente. Sempre nella Nota integrativa al bilancio, va inserita – se ricorrono i presupposti – l’informativa relativa a sovvenzioni o aiuti pubblici percepiti nel 2024. Tra le novità di aprile 2025 si segnalano:

  • il nuovo “Prospetto delle ritenute/trattenute operate”, trasmissibile anche mensilmente dai sostituti d’imposta con non più di cinque dipendenti, in alternativa al modello 770;
  • la comunicazione obbligatoria da parte delle lavoratrici madri all’INPS dei codici fiscali dei figli, ai fini della decontribuzione totale prevista dalla Legge 213/2023;
  • la possibilità di riammissione ai benefici della “rottamazione quater” per i contribuenti decaduti entro dicembre 2024;
  • la scadenza per richiedere l’esonero contributivo per i datori di lavoro in possesso della certificazione della parità di genere, misura introdotta con l’art. 46-bis del D.Lgs. 198/2006;
  • la scadenza) del bando Infocamere per l’accesso ai contributi finalizzati alla certificazione della parità di genere.

Infine, per gli iscritti ENPAM, il 30 aprile rappresenta il termine per il versamento in unica soluzione della quota A (contributo minimo obbligatorio) o della prima rata per chi ha scelto il pagamento rateale.

Agenzia delle entrate

Martedì 1 aprile

Regolarizzazioni

• Tessera sanitaria, termine per regolarizzare con sanzioni ridotte a un terzo la eventuale omessa, tardiva o inesatta trasmissione telematica, al Sistema Tessera Sanitaria, dei dati delle spese sanitarie sostenute nel secondo semestre 2024, la cui scadenza del termine era il 31/1/2025.

Sabato 5 aprile

Regolarizzazioni

• Certificazione unica CU 2025 solo lavoro autonomo, Termine per regolarizzare la trasmissione in via telematica all’Agenzia delle Entrate, direttamente o tramite intermediario, delle “Certificazioni Uniche 2025”, relative al 2024, nel caso di errata trasmissione. In particolare, le Certificazioni uniche sono quelle contenenti esclusivamente redditi che derivano da prestazioni di lavoro autonomo rientranti nell’esercizio di arte o professione abituale.

Martedì 15 aprile

Adempimenti contabili

• Fatture emesse, termine ultimo per l’annotazione delle fatture emesse nell'apposito registro tenuto ai fini Iva, nell'ordine della loro numerazione, in relazione alle operazioni effettuate nel mese precedente;

• Fatture differite, termine ultimo per l’emissione delle fatture differite riferite alle operazioni del mese precedente (per gli importi incassati dallo stesso paziente e non ancora fatturati, purché “tracciati”, è possibile emettere una sola fattura riepilogativa entro la data odierna);

• Acquisti intracomunitari, termine ultimo per l’annotazione nel registro degli acquisti e in quello delle vendite delle fatture di acquisto ricevute nel mese precedente, con riferimento a tale mese.

Comunicazioni

• “Esterometro”, scade oggi il termine per inviare tramite lo SDI, il servizio pubblico per l’invio delle fatture elettroniche, la comunicazione dei dati delle operazioni transfrontaliere passive, relative ad acquisti di beni e servizi da operatori: UE la cui fattura è stata ricevuta nel mese precedente; extra UE, se l’operazione è stata effettuata nel mese precedente. La comunicazione non riguarda le operazioni per le quali è stata ricevuta una bolletta doganale o una fattura elettronica; gli acquisti di beni e servizi non rilevanti territorialmente ai fini IVA in Italia ai sensi degli artt. 7 - 7-octies del DPR 633/72, qualora siano di importo non superiore a 5.000,00 euro per singola operazione.

Regolarizzazioni

• Autofattura di acquisto intracomunitario. Termine ultimo per i soggetti Iva che nel mese di gennaio 2025 hanno effettuato acquisti intracomunitari di beni o servizi per i quali non hanno ricevuto la relativa fattura entro il mese di marzo 2025, per emettere autofattura;

• Autofattura integrativa di acquisto intracomunitario. I soggetti che hanno effettuato acquisti intracomunitari di beni o servizi, se hanno ricevuto una fattura indicante un corrispettivo inferiore a quello reale, devono emettere autofattura integrativa in relazione alle fatture registrate nel mese precedente;

Mercoledì 16 aprile

Comunicazioni

• Datori di lavoro con massimo cinque dipendenti al 31/12/2024, termine entro il quale il sostituto d’imposta deve trasmettere in allegato al modello F24 il nuovo modello denominato “PROSPETTO DELLE RITENUTE/TRATTENUTE OPERATE” sui redditi di lavoro dipendente o autonomo, ovvero a questi assimilati, relative al mese precedente; si tratta di una scelta facoltativa, in alternativa alla presentazione del consueto “modello 770” annuale. Per le sole ritenute e trattenute operate in gennaio e febbraio, chi intende avvalersi di questa novità può inviare il nuovo modello entro il 30/4/2025.

Versamenti

• Acconto imposte 2024, seconda rata, versamento rateale, termine, per le persone fisiche titolari di partita IVA che nel periodo d’imposta 2023 hanno dichiarato ricavi o compensi di ammontare non superiore a 170.000 euro, per effettuare il versamento della quarta delle cinque rate relative alla seconda rata di acconto dovuto in base alla dichiarazione dei redditi 2024, che era da versare entro il 2 dicembre 2024; la prima rata di cinque andava versata entro il 16 gennaio 2025;

• Conguagli addizionali regionale e comunale all’Irpef, versamento della rata delle addizionali relative ai conguagli di fine anno dei redditi di lavoro dipendente e assimilati;

• Ritenuta alla fonte del 26% sui dividendi distribuiti ai soci dalle società di capitali, versamento della ritenuta da parte delle società di capitali sugli importi in denaro distribuiti ai soci nel trimestre precedente a titolo di dividendi;

• Ritenute alla fonte operate ai fini Irpef e addizionali regionali e comunali. Versamento delle ritenute operate sui compensi di lavoro autonomo corrisposti nel mese precedente e sui compensi per lavoro dipendente e assimilato del mese precedente;

• Imposta sostitutiva, dell’Irpef e addizionali regionali e comunali, sulle somme erogate ai dipendenti, nel mese precedente, in relazione a incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione;

• Iva annuale, saldo relativo al 2024 risultante dalla dichiarazione Iva 2025, versamento della seconda rata per chi ha scelto questa modalità di versamento;

• Iva mensile, contribuenti mensili non forfetari e forfetari per le operazioni di cui risultano debitori dell’imposta, liquidazione e versamento dell'Iva dovuta relativa al mese precedente;

Mercoledì 30 aprile

Comunicazioni

• Riscossione accentrata attività mediche e paramediche, ambulatori e studi nei quali operino esercenti professioni sanitarie che emettono fatture ai loro pazienti, sono tenute ad effettuarne l’incasso e ad inviare annualmente in via telematica, utilizzando il “Modello SSP”, il codice fiscale e i dati anagrafici di ciascun esercente attività di lavoro autonomo mediche e paramediche e l’importo dei compensi complessivamente riscossi in nome e per conto di ciascun percipiente.

• Datori di lavoro con massimo cinque dipendenti al 31/12/2024, termine entro il quale il sostituto d’imposta deve trasmettere in allegato al modello F24 il nuovo modello denominato “PROSPETTO DELLE RITENUTE/TRATTENUTE OPERATE” sui redditi di lavoro dipendente o autonomo, ovvero a questi assimilati, relative ai mesi di gennaio e febbraio 2025. Si tratta di una scelta facoltativa, alternativa alla presentazione del consueto “modello 770” annuale.

Controlli

• Imposta di bollo sulle fatture elettroniche, scadenza del termine in relazione alle fatture elettroniche inviate mediante SdI nel trimestre gennaio-marzo, per variare i dati comunicati dall’Agenzia delle Entrate, laddove il contribuente ritenga che, relativamente a una o più fatture integrate dall’Amministrazione finanziaria, non risultino i presupposti per l’applicazione dell’imposta di bollo. Il controllo e l’eventuale variazione dei dati si effettuano nel c.d. “Elenco B”, accessibili dalla propria area riservata del sito “Fatture e corrispettivi”.

Dichiarazioni

• Iva 2025, termine per la presentazione telematica diretta o tramite intermediario abilitato della dichiarazione annuale IVA 2025, relativa al periodo d’imposta 2024, con la quale devono essere evidenziate le operazioni attive e passive effettuate; i soggetti esenti Iva sono tenuti a presentare la dichiarazione nel caso abbiano effettuato anche una sola operazione soggetta, quale un acquisto di beni o servizi da fornitore non residente per il quale l’imposta va versata da parte del cessionario o committente;

Versamenti

• Imposta di bollo sulle fatture cartacee assolta in modo virtuale, solo per i soggetti autorizzati all’assolvimento dell’imposta in modo virtuale, versamento della seconda rata bimestrale;

• Imposta di bollo sui documenti o registri in forma informatica, diversi dalle fatture elettroniche, Per i contribuenti che utilizzano documenti o registri in formato informatico – ad eccezione delle fatture elettroniche – è previsto il versamento, in un’unica soluzione, dell’imposta di bollo relativa all’anno 2023. L’obbligo riguarda in particolare: i repertori; i libri contemplati dall’art. 2214, comma 1, del Codice Civile; ogni altro registro che, sebbene tenuto in modalità informatica, risulti bollato e vidimato. L’imposta di bollo è dovuta nella misura di 32,00 euro per ogni 2.500 registrazioni o frazioni di esse.

Agenzia delle entrate – Riscossione

Mercoledì 30 aprile

Domande

• Istanza per la riammissione ai benefici della “rottamazione quater” per i soggetti decaduti al 31/12/2024, nuova possibilità per rientrare nella definizione agevolata dei carichi dovuti al fisco per chi non avesse versato nei termini le previste rate scadute al 31 dicembre del 2024.

Infocamere

Venerdì 18 aprile

Domande di contributi

• Contributi per ottenere la certificazione della parità di genere, termine per la presentazione della domanda, previa dimostrazione del possesso dei requisiti. Le domande possono essere presentate entro le ore 16:00. I contributi sono erogati sotto forma di voucher per servizi di assistenza tecnica e accompagnamento alla certificazione o sotto forma di servizi di certificazione.

Inps

Lunedì 14 aprile 

Comunicazioni

• Adempimento a carico delle lavoratrici madri, comunicazione codici fiscali dei figli con applicativo INPS, Inizia la possibilità per le lavoratrici madri di poter comunicare all’INPS i codici fiscali dei figli ai fini dell’accesso alla decontribuzione totale ex L. 213/2023, qualora l’agevolazione sia stata esposta per la prima volta nel flusso UniEmens di competenza febbraio 2025. La lavoratrice ha 7 mesi di tempo, decorrenti dal primo giorno del mese successivo al mese di competenza.

Mercoledì 16 aprile

Versamenti

• Contributi previdenziali obbligatori a carico del datore e del dipendente e oneri sociali sugli stipendi dei dipendenti del mese precedente;

• Contributi della “Gestione separata”, versamento delle quote a carico dei committenti di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e alle società che corrispondono compensi agli amministratori relative ai compensi corrisposti nel mese precedente.

Mercoledì 30 aprile

Comunicazioni

• Adempimento a carico delle lavoratrici madri, comunicazione codici fiscali dei figli con applicativo INPS, termine finale per poter comunicare all’INPS i codici fiscali dei figli ai fini dell’accesso alla decontribuzione totale ex L. 213/2023, qualora l’agevolazione sia stata esposta per la prima volta nel flusso UniEmens di competenza settembre 2024. La lavoratrice ha infatti 7 mesi di tempo, decorrenti dal primo giorno del mese successivo al mese di competenza.

Domande

• Scadenza per la richiesta dell’esonero contributivo legato alla certificazione della parità di genere, i datori di lavoro hanno tempo fino a oggi per presentare all’INPS la domanda di accesso all’esonero contributivo riconosciuto in caso di possesso della certificazione della parità di genere. Possono beneficiare della misura coloro che abbiano ottenuto la certificazione entro il 31 dicembre 2024. L’agevolazione consiste in una riduzione della contribuzione previdenziale complessivamente dovuta, pari all’1%, con un tetto massimo annuale di 50.000 euro.

Enpam

Mercoledì 30 aprile

Versamenti

• Quota A Enpam, il contributo annuale minimo obbligatorio per i medici e gli odontoiatri per il 2024, scadenza unica soluzione 30/4 o prima rata delle quattro o otto per chi sceglie il versamento rateale con domiciliazione bancaria;

• Quota B Enpam, scadenza di una rata delle cinque o nove relativamente al contributo dovuto per il 2023 per chi ha scelto il versamento rateale tramite domiciliazione bancaria.

Società di capitali

Lunedì 14 aprile

• Deposito bilancio 2024, termine ultimo, per le s.r.l. con esercizio sociale coincidente con l'anno solare che hanno chiuso il bilancio al 31/12/2024, per depositare presso la sede sociale il progetto di bilancio, con le relazioni previste dalla legge dell'organo amministrativo e, se nominati, dei sindaci e del soggetto incaricato della revisione legale.

Martedì 22 aprile

• Convocazione assemblea, termine ultimo, per i soggetti con esercizio sociale coincidente con l'anno solare che hanno chiuso il bilancio al 31/12/2024, per convocare l'assemblea di approvazione del bilancio ex artt. 2366 co. 3 e 2479-bis co. 1 c.c.. Tale adempimento è da effettuarsi almeno 8 giorni prima di quello fissato per l'assemblea (30.4.2025).

Mercoledì 30 aprile

• Assemblea per l’approvazione bilancio 2024, termine ultimo, per i soggetti con esercizio sociale coincidente con l'anno solare che hanno chiuso il bilancio al 31.12.2024, per la sua approvazione. I bilanci chiusi al 31/12/2024 devono essere approvati, salvo che lo statuto non consenta il rinvio a 180 giorni, entro 120 giorni dalla chiusura dell'esercizio sociale.

• Comunicazione nella Nota integrativa dei contributi pubblici ricevuti nel 2024, qualora l’esercizio sociale coincida con l’anno solare, provvedere a indicare nella Nota integrativa al bilancio d’esercizio (e, se redatto, al bilancio consolidato) le informazioni relative a: sovvenzioni, contributi, vantaggi, sussidi o aiuti ricevuti da pubbliche amministrazioni nel corso del 2024, in denaro o in natura, che non abbiano natura corrispettiva, retributiva o risarcitoria, e non siano di carattere generale; qualora l’ammontare complessivo percepito sia pari o superiore a 10.000,00 euro annui.

Guarda l’invisibile. Monitor EIZO RadiForce

Monitor diagnostico EIZO RadiForce

Grazie alla radiografia digitale, oggi i professionisti del settore dentale possono visualizzare immediatamente l’immagine radiografica (in formato DICOM) su uno schermo, dalla quale è possibile ottenere rapidamente informazioni diagnostiche precise e pianificare interventi chirurgici.
Le immagini digitali consentono di analizzare con precisione ogni dettaglio, offrendo la possibilità di migliorare il contrasto, la luminosità o di ingrandire particolari rilevanti.
Per questo, la scelta del monitor per la visualizzazione è fondamentale: la qualità delle immagini radiologiche odontoiatriche dipende in gran parte dal monitor utilizzato. Un monitor dedicato ad alta luminosità dà la possibilità al professionista di visualizzare ogni singolo dettaglio necessario per la diagnosi.

 

I monitor medicali certificati progettati per la diagnostica odontoiatrica offrono numerosi benefici agli studi odontoiatrici e ai professionisti, tra cui:

  • Eccellente qualità dell’immagine e stabilità della luminosità, grazie all’omogeneità del pannello, che elimina zone più chiare o più scure. Queste caratteristiche sono mantenute nel tempo, garantendo senza dubbio un ambiente di visualizzazione idoneo e ottimale;
  • Curva caratteristica conforme allo standard DICOM, che permette di visualizzare tutti i livelli di grigio previsti dallo standard;
  • Elevata qualità del pannello, in grado di rappresentare i colori in maniera ottimale, elemento fondamentale in fase di ricostruzione 3D e dell’analisi protesica;
  • Funzionalità dello schermo che rispettano le normative nazionali, europee e gli standard più rigorosi, come la DIN 6868-157;
  • Ampiamente utilizzati in tutta Italia ed Europa.

 

 

EIZO, monitor per la radiologia odontoiatrica

In questo ambito, EIZO, un leader nel settore dei monitor medicali, si distingue per il suo impegno costante nell'innovazione e nel miglioramento continuo.
L’azienda offre la soluzione ideale per la radiologia odontoiatrica con la linea RadiForce, che garantisce una qualità di visualizzazione superiore, permettendo prestazioni di altissimo livello con immagini ad alta risoluzione, dettagli nitidi e un contrasto eccezionale.
I monitor EIZO sono conosciuti in tutto il mondo per la loro affidabilità e durabilità, mantenendo sempre costante la luminosità necessaria in modo uniforme.

Inoltre, la garanzia di 5 anni, l’attenzione all’ergonomia e l’elevata qualità dei materiali utilizzati assicurano un ottimo ritorno sull'investimento.

Monitor EIZO RadiForce

 

 

Moderne tecniche per lo studio del colore del dente e sua riproduzione nei restauri diretti anteriori Premium

Moderne tecniche colore

Autori

Gerardo Sacco
Odontoiatra, libero professionista, Bari

Valeria Camano
Odontoiatra, libero professionista, Messina

Abstract

Il restauro diretto in resina composita dei denti anteriori è da sempre una delle sfide più complesse per il clinico, a causa delle elevate probabilità di insuccesso e della conseguente necessità di rifacimento. Questa problematica è legata principalmente alla difficoltà di ottenere una valutazione oggettiva del colore del dente mediante le comuni scale colore del commercio, complicata ulteriormente dalle variabili condizioni di luce negli studi professionali. In questo studio, gli autori propongono una tecnica innovativa che, attraverso l’uso di scale colori personalizzate realizzate con gli stessi materiali impiegati per i restauri, permette di superare queste problematiche. L’approccio si avvale, inoltre, dell’acquisizione d’immagini cliniche specifiche ottenute mediante filtri polarizzatori e cartoncini acromatici con luminosità definita. Questo sistema consente di determinare con maggiore precisione il colore del dente, facilitando una scelta consapevole e non casuale delle masse composite più adatte, in modo da ottenere un’integrazione ottimale del restauro con i tessuti dentali residui.

Modern techniques for the study of toothcolour and its reproductionin direct anterior restorations

Direct composite resin restorations of anterior teeth have long represented one of the most complex challenges for clinicians, due to the high risk of failure and the subsequent need for replacement. This issue is mainly due to the difficulty in achieving an accurate and objective assessment of tooth color using standard commercial shade guides, further complicated by the variable lighting conditions typically found in dental offices. In this study, the authors present an innovative workflow that solves this challenging issue. This workflow allows for a more accurate color matching, by using customized shade guides made from the same materials as the restorations. Additionally, the approach includes taking clinical digital pictures using reflective cross-polarized light photography and achromatic object as a grey reference card with well known luminosity value. This system enables a more accurate determination of tooth color, and consequently a more informed and deliberate selection of the most appropriate composite shades, ensuring an almost perfect integration of the restoration with the remaining tooth structure.

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Gli allineatori trasparenti secondo un recente consenso internazionale

allineatori trasparenti
Invisible modern plastic aesthtic dentistry dental brackets teeth aligner straighteners.

Negli ultimi vent’anni, gli allineatori trasparenti hanno rivoluzionato il trattamento ortodontico. Estetici, rimovibili e più confortevoli rispetto agli apparecchi tradizionali, stanno guadagnando sempre più spazio nelle scelte terapeutiche degli odontoiatri. Un recente consenso internazionale nato intorno alla Sichuan University di Chengdu, Cina, sintetizza le migliori strategie cliniche basate sull’evidenza per un uso ottimale di questi dispositivi.

Criteri di selezione dei pazienti

La prima fase cruciale riguarda la selezione del caso. Non tutti i pazienti sono candidati ideali. Gli esperti suggeriscono di valutare attentamente la complessità della malocclusione, l’età del paziente, la sua collaborazione e la previsione del risultato terapeutico. I casi più semplici, come lievi disallineamenti anteriori, mostrano i migliori esiti con gli allineatori trasparenti. Malocclusioni complesse, invece, richiedono un approccio combinato o l’uso di apparecchiature convenzionali.

Biomeccanica e progettazione del trattamento

A differenza degli attacchi fissi, gli allineatori agiscono tramite una forza “di spinta”, generata dalla deformazione elastica del materiale plastico. Perciò, la progettazione digitale del trattamento diventa fondamentale. L'odontoiatra deve definire in anticipo ogni movimento dentale, prevedere l’uso di attachment e considerare l’eventuale necessità di stripping interprossimale. Il software CAD/CAM guida la simulazione, ma il controllo clinico resta insostituibile.

Protocolli clinici e monitoraggio

Il percorso terapeutico si articola in più fasi: diagnosi, piano di trattamento virtuale, produzione degli allineatori, consegna e follow-up. Ogni step richiede precisione. La collaborazione del paziente è essenziale: deve indossare gli allineatori per almeno 20-22 ore al giorno. Le visite periodiche servono a verificare l’avanzamento e apportare eventuali modifiche.

Complicanze e gestione del rischio

Non mancano i rischi. Carie, decalcificazioni, recessioni gengivali e riassorbimenti radicolari possono insorgere se l’igiene orale è trascurata o se il trattamento è prolungato oltre il necessario. Il monitoraggio costante e una buona compliance del paziente riducono significativamente queste complicanze.

Le linee guida internazionali

L’uso degli allineatori trasparenti, così indica la ricerca pubblicata sull'International Journal of Oral Science, richiede competenze specifiche e un’attenta pianificazione. Quando impiegati correttamente, questi dispositivi rappresentano una soluzione ortodontica efficace, sicura e gradita ai pazienti. E in questo frangente le linee guida internazionali offrono un riferimento prezioso per ottimizzare i risultati clinici e ridurre gli insuccessi. Molto più della sola esperienza diretta del clinico, che per definizione è sempre limitata e condizionata da fattori contingenti che poco hanno a che fare con l'evidenza scientifica.

Il Dottore Artificiale: se ChatGpt supera l’esame di abilitazione alla professione odontoiatrica

Dottore artificiale
Medical technology, doctor use AI robots for diagnosis, care, and increasing accuracy patient treatment in future. Medical research and development innovation technology to improve patient health.

Nella scorsa sessione autunnale, ChatGpt versione 4.0 ha superato gli esami per l’abilitazione alla professione odontoiatrica negli Usa, dove ha ottenuto un voto più alto, e nel Regno Unito, dove ha superato la sufficienza con il 62,7 % di risposte esatte alle 429 domande a risposta multipla. Da alcuni anni l’intelligenza artificiale viene sempre più sperimentata e applicata in medicina e odontoiatria e il suo uso è ormai riconosciuto come affidabile (perfino più dell’essere umano) in alcuni ambiti come la diagnosi differenziale in base alle immagini radiografiche o fotografiche, per esempio nell’identificazione delle lesioni precancerose cutanee. Ora l’IA può anche fregiarsi della qualifica di dottore.

Risultati dell’intelligenza artificiale generativa agli esami di abilitazione per la professione odontoiatrica

Chau RCW et al Performance of Generative Artificial Intelligence in Dental Licensing Examinations.Int Dent J. 2024 Jun;74(3):616-621.

Le qualità dell’IA sono state sperimentate nella diagnosi per immagini della carie e delle malattie parodontali con buoni risultati; tuttavia, finora mancava la certificazione delle conoscenze teoriche, cioè IA era un “praticone” con un buon occhio clinico, ma con una formazione teorica dubbia. Gli autori dell’articolo lo hanno messo alla prova davanti a 1.461 domande scelte tra quelle degli esami scritti per l’abilitazione negli Usa e nel Regno Unito (questionari INBDE e ORE). ChatGpt 4.0 (nato nel marzo 2023) ha superato i risultati ottenuti dalla versione 3.5 (novembre 2022) che aveva risposto correttamente al 68,3 % delle domande Usa e al 43,3% di quelle britanniche, risultando pertanto bocciato in entrambi i casi. Questo rende bene l’idea della sua capacità di apprendimento e lo candida a fonte informativa affidabile per professionisti e pazienti. Scorrendo i “voti” delle singole materie, IA si rivela fortissimo in farmacologia con il 94% di risposte esatte, ma debole in ortodonzia e pedodonzia (61,9%); è anche interessante notare che la versione 4.0 ha fallito in 53 domande alle quali la versione precedente aveva risposto correttamente.

Applicazioni della IA nella pianificazione prechirurgica in implantologia

Elgarba BM, Fontenele RC, Tarce M, Jacobs R. Artificial intelligence serving pre-surgical digital implant planning: A scoping review. J Dent. 2024 Apr;143:104862. doi: 10.1016/j.jdent.2024.

Revisione sistematica e metanalisi delle ricerche sulla pianificazione del trattamento in implantologia mediante IA

Alqutaibi AY, Algabri R, Ibrahim WI, Alhajj MN, Elawady D. Dental implant planning using artificial intelligence: A systematic review and meta-analysis. J Prosthet Dent. 2024 Apr 22:S0022-3913(24).

Gli autori del primo articolo hanno individuato 39 ricerche sulle applicazioni implantologiche della IA, in particolare nella identificazione dei punti di repere e dei siti in cui posizionare gli impianti.
La creazione di un paziente virtuale è il passo cruciale del progetto implantoprotesico e richiede precisione ed esperienza.
I dati analizzati dagli autori indicano che IA può sostituire l’uomo, creando in minor tempo un modello 3D affidabile per guidare il clinico nell’inserimento degli impianti.
Anche in questo ambito, partendo dalle medesime immagini, sia l’uomo sia IA possono essere deviati dagli artefatti generati dall’esame radiologico; inoltre, la bibliografia attuale sulla modellazione 3D mediante tomografia cone-beam e scansioni intraorali è ancora limitata e di questo, sottolineano gli autori, bisogna tenere conto nell’addestramento dei sistemi IA.
Ci sono poi altri e importanti aspetti che devono essere ulteriormente indagati (ed è uno dei motivi per cui è consigliata la lettura integrale dell’articolo liberamente accessibile qui: tra questi figura in primo luogo l’analisi di quantità e qualità dell’osso.
Infatti, sebbene IA sia già stata studiata e applicata nella diagnosi della densità minerale, non ci sono ancora sufficienti ricerche e in questo entra in gioco anche la grande variabilità di grigi nelle immagini fornite dalla tomografia cone-beam.
Infine, resta, e non è poco, il compito di verificare in vivo le soluzioni proposte dalla IA.
Gli autori della seconda pubblicazione hanno, invece, condensato le conoscenze attuali ricavabili da 12 ricerche svolte sulle applicazioni della IA nella identificazione dei siti chirurgici nella pianificazione del trattamento mediante tomografia cone-beam.
I risultati sono incoraggianti con un’accuratezza complessiva del 96% per la mandibola e dell’83% per il mascellare superiore.

La FDA approva un software basato sulla IA per la diagnosi parodontale

Khan A, Khan KJ, Ghaza MA et al Celebrating breakthrough in dental diagnostics: FDA approval of an AI model for diagnosis of periodontal diseases: A correspondence. Health Sci Rep. 2023 Sep 18;6(9).

Risale a poco più di un anno fa l’approvazione da parte della FDA del software VPA per la diagnosi parodontale basato sulla IA. Si tratta più precisamente di un sistema semiautomatico che, partendo dalle immagini ricavate con le normali rx endorali e bite-wing, permette di misurare e visualizzare l’altezza dell’osso alveolare sui lati mesiale e distale sia in mm sia in percentuali relative alla lunghezza radicolare. Il programma si è dimostrato affidabile nei pazienti maggiori di 12 anni, mentre l’unico finora disponibile (il primo a superare l’esame FDA) era certificato solo per i maggiori di 22 anni. Per quanto sia logico attendersi un risultato simile, trattandosi di misure ricavate da immagini dove l’occhio umano (magari al termine di una giornata di intenso lavoro) può fallire più spesso di una macchina, gli autori auspicano ulteriori ricerche per confermare i buoni risultati raggiunti.

Applicazioni della IA in odontoiatria pediatrica, revisione sistematica e metanalisi

Rokhshad R, Zhang P, Mohammad-Rahimi H, Shobeiri P, Schwendicke F. Current Applications of Artificial Intelligence for Pediatric Dentistry: A Systematic Review and Meta-Analysis. Pediatr Dent. 2024 Jan 15;46(1):27-35.

Questa pubblicazione riassume i risultati di 11 ricerche nelle quali la IA è stata messa alla prova in diversi ambiti della pedodonzia sostanzialmente accomunati dall’analisi di immagini, trattandosi di identificare i denti presenti, gli eventuali soprannumerari e la presenza di carie analizzando fotografie e/o immagini radiografiche. Nel complesso l’accuratezza della IA si è posizionata tra il 60 e il 99%, la sensibilità tra il 20 e il 100% e la specificità tra il 49 e il 100% con una AUC (area sotto la curva, parametro che combina sensibilità e specificità di un esame diagnostico) compresa tra l’87 e il 100%. Le conclusioni sono ovvie: bisogna migliorare ancora.

IA e uomo a confronto nella diagnosi di carie su radiografie endorali

Das M, Shahnawaz K, Raghavendra K, Kavitha R, Nagareddy B, Murugesan S. Evaluating the Accuracy of AI-Based Software vs Human Interpretation in the Diagnosis of Dental Caries Using Intraoral Radiographs: An RCT. J Pharm Bioallied Sci. 2024 Feb;16(Suppl 1).

Revisione sistematica delle applicazioni della IA nella diagnosi per immagini dentomaxillofacciale

Hartoonian S, Hosseini M, Yousefi I, Mahdian M, Ghazizadeh Ahsaie M. Applications of artificial intelligence in dentomaxillofacial imaging-a systematic review. Oral Surg Oral Med Oral Pathol Oral Radiol. 2024 Jan 3:S2212-4403.

AI-Dendify: lo studio HUNT4 sul deep learning nella diagnosi di carie mediante rx bitewing

Pérez de Frutos J, Holden Helland R, Desai S, Nymoen LC, Langø T, Remman T, Sen A. AI-Dentify: deep learning for proximal caries detection on bitewing x-ray - HUNT4 Oral Health Study. BMC Oral Health. 2024 Mar 18;24(1):344.

Gli autori della prima ricerca, uno studio clinico randomizzato, hanno scelto 200 rx endorali e le hanno sottoposte sia a un software basato su IA sia a un gruppo di dentisti esperti.
I risultati del sistema IA sono stati leggermente migliori di quelli ottenuti dai professionisti: infatti contro l’84% di sensibilità, l’88% di specificità e l’86% di accuratezza complessiva degli umani, IA ha raggiunto rispettivamente l’88, il 91 e l’89%. Tutto ciò conferma la sua superiorità quando si tratta di analizzare immagini, come indicano anche le conclusioni della seconda pubblicazione. La terza ricerca è interessante perché descrive come i software IA vengono addestrati a riconoscere le lesioni cariose mediante l’analisi delle rx bitewing, che però possono presentare artefatti capaci di ingannare la IA tanto quanto l’occhio umano.

Chirurgia guidata. Riabilitazione di mascellare superiore con implantologia computer guidata e protesi su barra CAD-CAM: case report

Chirurgia guidata

La chirurgia guidata rappresenta una svolta nell’implantologia moderna, offrendo maggiore precisione e sicurezza nell’inserimento degli impianti, soprattutto in casi complessi. Nel case report qui presentato viene posta l’attenzione su una situazione di frequente riscontro negli studi odontoiatrici, che può presentare insidie terapeutiche: il paziente parodontale che desidera una riabilitazione implantare senza sottoporsi a terapie rigenerative.
La chirurgia guidata consente l’inserimento di impianti in volumi utili (previa rimozione dei focolai infettivi) per la successiva riabilitazione implantoprotesica.
L’utilizzo della tecnologia CAD-CAM per lo sviluppo di una protesi su barra consente la realizzazione di un manufatto protesico biologicamente mantenibile nel tempo (e più facilmente detergibile se paragonato a un Toronto bridge) ed esteticamente valido.

 

Case report

Paziente femmina, 64 anni, fumatrice, assenza di altre patologie. La paziente lamenta difficoltà ad alimentarsi a causa del dolore alla masticazione e presenza costante di alitosi.
Gli esami clinici e strumentali evidenziano una malattia parodontale con mobilità moderata e grave di tutti gli elementi dell’arcata superiore.

 

Chirurgia guidata
Situazione iniziale

Chirurgia guidata

 

Si concorda una prima fase di terapia parodontale non chirurgica per abbattere la carica batterica del cavo orale, seguita dalla bonifica degli elementi dell’arcata superiore e contestuale consegna di una protesi totale pre-estrattiva.

 

Chirurgia guidata
Protesi totale pre-estrattiva

 

La stessa protesi, ritenuta esteticamente e funzionalmente apprezzabile è stata utilizzata come riferimento per sviluppare la dima radiologica indossata dalla paziente quando è stata eseguita la TAC cone-beam.

 

Chirurgia guidata
TAC cone-beam

 

La dima radiologica è stata poi scansionata così come l’arcata superiore della paziente.
I file STL generati dalle scansioni sono stati poi inseriti, assieme ai file DICOM della Tac cone-beam, all’interno di un software di progettazione (Guided System software - B&B Dental) per pianificare l’inserimento di cinque impianti (3P diam. 3,5 + EV diam. 4 - B&B Dental) e progettare il disegno della dima chirurgica per la chirurgia guidata.

 

Chirurgia guidata
Pianificazione digitale

 

Chirurgia guidata
Dima chirurgica

 

Contestualmente all’inserimento degli impianti sono stati montati dei monconi FLAT (B&B Dental) in grado di trasferire la connessione dell’impianto a livello iuxta gengivale e compensare l’angolazione degli assi implantari senza togliere spazio al restauro protesico.
Al di sopra dei monconi Flat sono state avvitate le viti di guarigione dedicate.

 

Chirurgia guidata
Guarigione della mucosa

 

È stata presa un’impronta analogica dopo 12 settimane dalla chirurgia in polietere, sfruttando la dima chirurgica, debitamente scaricata, come portaimpronta.

 

Chirurgia guidata
Impronta analogica

 

La prova della posizione degli impianti e il montaggio per la valutazione fonetica e funzionale è stata eseguita per mezzo di una stampa diretta 3D.

 

Chirurgia guidata
Simulazione

 

È stata successivamente provata la barra progettata al cad con la controbarra laser melted. Nella parte interna della controbarra sono presenti degli alloggiamenti per fissare delle strisce ritentive ed assicurare alla barra la protesi.
Questa soluzione offre, rispetto a quelle con attacchi sulla superficie occlusale della barra, oltre ad un contenimento dei costi, anche un maggior risparmio di volumi ed è dunque consigliabile in quei casi in cui non si abbia un grande spazio interarcata.

 

Chirurgia guidata
Progetto CAD della barra e della controbarra

 

 

Il materiale da rivestimento è PMMA fresato per quanto riguarda gli elementi dentali; la parte rosa è costituita da resina rosa tradizionale da protesi rimovibile.

 

Chirurgia guidata
Immagine finale della paziente: supporto ottimale dei tessuti e sorriso
Chirurgia guidata
Dettaglio della parte interna della protesi finita con 4 attacchi inseriti nei relativi slot

 

Conclusioni

Il caso clinico presentato dimostra come la chirurgia guidata rappresenti una soluzione efficace e predicibile nella riabilitazione implantoprotesica di pazienti anche con pregressa malattia parodontale. Grazie a una pianificazione implantare accurata e all’eliminazione dei focolai infettivi, è stato possibile inserire gli impianti in volumi ossei adeguati, garantendo stabilità a lungo termine.

L’adozione di una protesi su barra, progettata con tecnologia CAD-CAM, ha permesso di ottenere un manufatto protesico funzionalmente stabile, esteticamente armonioso e facilmente mantenibile dal punto di vista igienico. Questo aspetto è particolarmente rilevante nei pazienti con una storia di malattia parodontale, per i quali la gestione dell’igiene orale è fondamentale per la durata del trattamento.

Nei successivi follow-up, la paziente ha mostrato un’ottima adattabilità alla riabilitazione, con risultati soddisfacenti sia dal punto di vista funzionale che estetico. Questo caso conferma come l’approccio digitale e la chirurgia guidata possano migliorare la precisione e l’efficacia della riabilitazione implantoprotesica, offrendo soluzioni affidabili anche nei casi più complessi.

L’igiene orale protegge anche dal rischio di ictus

igiene orale ictus

L'igiene orale è alla base della salute della bocca, ma anche dell'intero organismo. Almeno questo è quanto sembra emergere dall'ennesima ricerca, questa volta condotta in Giappone e che ha identificato un’alta concentrazione del batterio Streptococcus anginosus nell’intestino di pazienti che avevano appena subito un ictus. Questo microrganismo, normalmente presente nel cavo orale e nell’intestino, potrebbe giocare un ruolo chiave nello sviluppo di eventi cerebrovascolari, aprendo nuove prospettive per la prevenzione.

Il legame tra microbioma orale e cerebrovascolarizzazione

Lo Streptococcus anginosus è noto per la sua capacità di invadere i tessuti e provocare infezioni sistemiche. La ricerca giapponese ha evidenziato come la sua presenza nell’intestino possa contribuire a un’infiammazione generalizzata e a un aumento del rischio di eventi ischemici. In particolare, è stato osservato che i pazienti con ictus presentavano livelli significativamente più elevati di S. anginosus rispetto ai soggetti sani. Gli studiosi ipotizzano che il batterio possa contribuire alla formazione di placche aterosclerotiche e alla disfunzione endoteliale, due fattori chiave nello sviluppo dell’ictus.

Inoltre, l’analisi del microbioma intestinale ha mostrato una riduzione della diversità batterica nei pazienti colpiti da ictus, suggerendo un possibile squilibrio microbico che potrebbe aggravare l’infiammazione sistemica. Questo rafforza l’ipotesi che il microbiota orale influenzi non solo la salute del cavo orale, ma anche quella dell’intero organismo.

Il ruolo dell’odontoiatra nella prevenzione

Alla luce di queste nuove evidenze, il dentista assume un ruolo cruciale nella prevenzione dell’ictus. Una corretta igiene orale, il monitoraggio delle infezioni e trattamenti mirati per ridurre la proliferazione di batteri patogeni possono contribuire a diminuire il rischio di complicanze sistemiche. I professionisti dell’odontoiatria dovrebbero sensibilizzare i pazienti sull’importanza della salute orale non solo per prevenire carie e gengiviti, ma anche per proteggere il benessere generale.

Nuove frontiere della ricerca

Se da un lato questi risultati aprono scenari interessanti, dall’altro pongono nuove domande: come modulare il microbiota orale per ridurre i rischi cardiovascolari? Quali trattamenti specifici potrebbero prevenire la colonizzazione intestinale di batteri patogeni? Studi futuri potrebbero valutare l’uso di probiotici mirati per riequilibrare il microbioma e ridurre la carica batterica di S. anginosus. Inoltre, sarà fondamentale approfondire il ruolo delle terapie antibiotiche e di strategie di prevenzione basate su modifiche dietetiche. La ricerca futura dovrà chiarire questi aspetti, ma il messaggio è chiaro: prendersi cura della propria bocca significa prendersi cura della propria salute, come peraltro si legge in questa ricerca, pubblicata su Science Daily.

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