Alterazioni di sviluppo dello smalto nel nato pretermine
Il nato pretermine è potenzialmente esposto a patologie in grado di manifestarsi anche a distanza di anni: le alterazioni dello smalto, ad esempio, verranno riconosciute al momento dell’eruzione degli elementi decidui. Questa breve trattazione riporta le indicazioni di una revisione sistematica recentemente condotta in Italia.
Lingua a carta geografica: parametri immunologici e psicologici
La glossite migratoria benigna o lingua a carta geografica (GT) è una malattia infiammatoria asintomatica che colpisce più siti della lingua ma per lo...
La sindrome vaso vagale in odontoiatria: sintomi e risoluzione
Si tratta di una condizione di emergenza che si presenta all'interno in odontoiatria in maniera non infrequente. Non risulta ovviamente di un quadro di...
SPECT-CT nella valutazione dell’osteonecrosi da bifosfonati
Un recente studio fornisce un’analisi, di tipo specialistico, della valutazione diagnostica di una patologia che ha, tuttavia, un grande interesse odontoiatrico. In presenza di osteonecrosi da bifosfonati (o meglio, da farmaci antiriassorbitivi), è fondamentale gestire correttamente il quadro e, quando necessario, inviare il paziente a centri di riferimento preparati sul piano tecnico e tecnologico.
Qualità della vita relativa alla salute orale dopo un trattamento dentale in anestesia generale...
La carie della prima infanzia (ECC) è una delle più comuni problematiche relative alla salute dei bambini in età prescolare. Sebbene la maggior parte...
La rimozione dei perni endocanalari
La presenza di ostacoli fisici all'accesso ai canali è una complicazione importante nella messa in atto di un ritrattamento endodontico ortogrado. Un ostacolo che per definizione è proprio dell'elemento già trattato e si può pertanto incontrare solamente nel corso di un ritrattamento è rappresentato dalle ritenzioni endocanalari, principalmente i perni.
Comunicazioni oro-antrali: caratteristiche cliniche e gestione
La formazione di antrostomie costituisce una complicanza relativamente frequente nel contesto degli interventi chirurgici a livello del mascellare posteriore. Può essere una conseguenza di...
Ripensare la progettazione protesica digitale tra anatomia, dati e algoritmi
La progettazione protesica digitale continua a rappresentare uno dei passaggi più complessi, laboriosi e dipendenti dall’intervento umano in odontoiatria restaurativa. Nuove tecnologie di intelligenza...
Prevenzione della carie: l’efficacia delle sigillature, il ruolo dell’odontoiatra
Le sigillature dentali per gli elementi molari e premolari sono ormai da molti anni riconosciute come una prassi fondamentale nella prevenzione della carie; queste...
Magnetodinamica: un approccio chirurgico minimamente invasivo
La tecnologia magnetodinamica in ambito odontoiatrico riscuote sempre più interesse da parte degli operatori del settore perché presenta importanti vantaggi, che permettono di lavorare...
Dolori orofacciali atipici: paralisi del nervo faciale
I dolori orofaciali atipici costituiscono un compendio sindromico ampio e di notevole impegno e rilevanza clinica.
Il paziente che soffre di una di queste patologie, infatti, può...
Alternativa agli anticoagulanti dicumarinici orali: considerazioni in ambito odontoiatrico
Come conseguenza dell’invecchiamento della popolazione e dell’aumento della speranza di vita, sono in aumento malattie croniche, tra cui disturbi cardiaci ed eventi cerebrovascolari. Per...
MTA e biodentine nella gestione della polpa vitale dell’elemento deciduo: esiste una prima scelta?
MTA e biodentine a confronto: non sono state rilevate differenze statisticamente significative tra i due materiali in alcuna di queste fasi sequenziali.
Medicina di genere in odontoiatria
Negli ultimi decenni la medicina di genere ha acquisito sempre più importanza: alle conoscenze di base sulle differenze biochimiche e fisiologiche si sono aggiunte quelle di altre discipline che dimostrano la maggiore prevalenza nel sesso femminile di alcune patologie (tra cui quelle autoimmunitarie e i disturbi temporomandibolari) e la diversa risposta a farmaci e terapie.
Dispositivi di sostegno all’espansione palatale nell’adulto
Lo studio presentato ha messo a confronto dispositivi a sostegno dentale, osseo e su minimpianti, accoppiati a osteotomia palatina, nell’espansione palatale nel soggetto a fine crescita. Gli outcome considerati sono stati l’espansione stessa, il relapse a un anno e il tasso di complicanze.
L’attitudine all’uso della diga in gomma
Il lavoro di Hill, come quello proposto ieri, è di interesse didascalico. In questo caso, tuttavia, il pool odontoiatrico analizzato è costituito da laureandi...















