Alternativa agli anticoagulanti dicumarinici orali: considerazioni in ambito odontoiatrico

Come conseguenza dell’invecchiamento della popolazione e dell’aumento della speranza di vita, sono in aumento malattie croniche, tra cui disturbi cardiaci ed eventi cerebrovascolari. Per prevenire problemi tromboembolici e infarto, i pazienti spesso ricevono un trattamento anticoagulante. Le indicazioni concrete al trattamento cronico con anticoagulanti includono patologie quali la fibrillazione atriale e altre aritmie cardiache; il tromboembolismo venoso (trombosi venosa profonda, embolia polmonare); la sindrome acuta coronarica e infarto del miocardio; l’ipertensione polmonare; la valvulopatia cardiaca e le protesi valvolari.

Per decenni i farmaci utilizzati in terapia anticoagulante orale sono stati gli antagonisti della vitamina K (AVK) [acenocumarolo (Sintrom®) e warfarin (Aldocumar®)] e nei pazienti con particolari rischi o controindicazioni alla VKAs venivano somministrati in alternativa farmaci antiaggreganti piastrinici. Tuttavia, questi anticoagulanti possono dar luogo a effetti collaterali e interazioni con diversi farmaci e alimenti. Inoltre, anche se gli effetti antitrombotici si manifestano già dopo 48-72 ore, una reale diminuzione dei fattori della coagulazione si osserva solo dopo 5 giorni di terapia. La gestione clinica di queste sostanze farmacologiche è quindi complicata dalla necessità di uno stretto monitoraggio della loro attività. Questi e altri fattori hanno limitato l’uso di tali farmaci nella pratica clinica di routine, richiedendo la necessità di nuovi farmaci anticoagulanti orali che potessero offrire caratteristiche di più facile gestione, un profilo di sicurezza migliore e un minor numero di interazioni farmacologiche.

Allo stato attuale, i “nuovi” anticoagulanti orali, che offrono maggiori possibilità di impiego clinico, possono essere classificati come inibitori diretti della trombina o inibitori orali del Fattore X attivato e sono di due diversi gruppi. Gli anticoagulanti appartenenti al primo gruppo sono inibitori competitivi della trombina (fattore IIa) ed evitano la formazione di fibrina dal fibrinogeno, indipendentemente dalla presenza di antitrombina, e possono inattivare sia la forma libera (solubile) di trombina che la trombina legata alla fibrina. Questo gruppo di farmaci comprende lo ximelagatran e il dabigatran. Gli anticoagulanti appartenenti invece al secondo gruppo si legano al sito attivo del fattore Xa, sia nella sua forma solubile che nella sua forma legata al complesso protrombinasi, bloccando così la sua interazione con la trombina. Alcuni farmaci di questo gruppo sono in fase di studio. La rivaroxaban e l’apixaban sono le molecole nelle fasi più avanzate dello sviluppo dello studio.

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Gli autori di questo articolo hanno condotto una ricerca approfondita mediante il portale PubMed – Medline e la biblioteca Cochrane, sulle principali alternative alla tradizionale terapia anticoagulante orale, su studi pubblicati in inglese e in spagnolo negli ultimi 10 anni. Sono stati consultati 184 studi ma solo 76 sono stati inclusi nella revisione finale. Da questo studio è emerso che i nuovi anticoagulanti orali dabigatran, rivaroxaban e apixaban sono sicuri ed efficaci e offrono una serie di vantaggi tra cui un intervento rapido, senza necessità di un monitoraggio costante, poche interazioni farmacologiche e alimentari e un ampio margine terapeutico. Questi farmaci sono costosi, tuttavia, e alcuni non hanno un antidoto specifico, mentre altri devono essere somministrati due volte al giorno.

Per quanto riguarda il trattamento odontoiatrico dei pazienti trattati con questi farmaci, la sospensione o la modifica della copertura farmacologica non è richiesta quando si eseguono procedure odontoiatriche invasive, salvo indicazioni del medico prescrittore. In conclusione i nuovi anticoagulanti orali non presentano rischi significativamente maggiori rispetto agli anticoagulanti orali convenzionali; il loro vantaggio però è che non necessitano di essere sospesi qualora il paziente debba sottoporsi a terapie odontoiatriche chirurgiche invasive.

Alternative to oral dicoumarin anticoagulants: Considerations in dental care

Autori:
Mingarro-de-León A,
Chaveli-López B.

J Clin Exp Dent. 2013 Dec 1;5(5):e 273-e278. eCollection 2013

Alternativa agli anticoagulanti dicumarinici orali: considerazioni in ambito odontoiatrico - Ultima modifica: 2014-04-16T08:30:34+00:00 da Redazione

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