Alterazioni di sviluppo dello smalto nel nato pretermine

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Un bambino nato pretermine, ovverosia prima della 37esima settimana di gestazione, è esposto a un aumento del rischio di sviluppare una serie patologie. Tra queste, vi sono patologie sistemiche potenzialmente anche gravi, come ad esempio sindrome da distress respiratorio, displasia broncopolmonare, persistenza del dotto arterioso, enterocolite necrotizzante, ma anche condizioni di interesse odontoiatrico, soprattutto ortodontico: tra queste, palato ogivale o asimmetrico, crossbite, tendenza alla II classe.

Normalmente, un bambino giunge all’osservazione del dentista al momento dell’eruzione dei primi elementi permanenti. Nel caso in cui insorgano problematiche in un momento antecedente, l’odontoiatra si può affiancare al pediatra, che normalmente segue il bambino, come specialista di riferimento.

Come detto, le alterazioni dentarie potenzialmente connesse al parto pretermine interessano in primis le arcate mascellari, ma possono anche coinvolgere i denti: alcuni autori, ad esempio, riportano anomalie di forma, con riduzione della dimensione di incisivi e primi molari permanenti.

Rimanendo sulle alterazioni qualitative, considerando però quelle dei tessuti mineralizzati, viene riferito anche un possibile incremento dei alterazioni dello smalto e dell’ipomineralizzazione di incisivi e molari.

Una prima revisione sistematica sulla relazione tra nascita pretermine e anomalie di sviluppo dello smalto è stata pubblicata nel 2014 da Jacobsen: l’analisi ha evidenziato la forte associazione con l'ipoplasia dello smalto nella dentatura primaria ma non ha potuto effettuare una meta-analisi. A questo scopo, si è mosso più recentemente un gruppo di lavoro tutto italiano, che ha pubblicato i propri risultati sull’International Journal of Paediatric Dentistry.

La ricerca ha coinvolto le banche dati PubMed, Scopus, Web of Science e Cochrane Library, aggiornate a inizio 2019. Partendo da una base di poco più di 1000 fonti bibliografiche, al netto dei doppioni, gli autori hanno selezionato 48 studi da valutare integralmente: di questi 20 (10 di coorte, 6 caso-controllo e 4 cross-sectional) sono stati portati a valutazione qualitativa e 18 a quella quantitativa (meta-analisi), per un campione complessivo di ben 13109 pazienti. La qualità dell’evidenza è stata ritenuta elevata per quanto riguarda la maggior parte degli studi, che hanno riportato punteggi compresi tra 6 e 9 sull’apposita scala Newcastle-Ottawa (NOS), per la quale è da considerarsi adeguato un dato superiore a 5-6.

La conferma: nei pretermine le alterazioni dello smalto sono più frequenti

La meta-analisi ha confermato come i bambini nati pretermine siano effettivamente soggetti a un rischio aumentato di sviluppare alterazioni di sviluppo e ipoplasia dello smalto, soprattutto nella dentizione primaria. L’odds ratio calcolato è pari a 3.27, il che significa è tale rischio risulta triplo rispetto ai soggetti normotermine.

In una prospettiva clinica, queste evidenze potranno tornare utili nella valutazione dei rapporti tra alterazioni dello smalto e carie dell’infanzia e nell’impostazione di protocolli specifici per i pazienti a rischio.

Riferimenti bibliografici a proposito delle alterazioni dello smalto

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32243004/

Alterazioni di sviluppo dello smalto nel nato pretermine - Ultima modifica: 2021-01-02T06:04:21+00:00 da redazione

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