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Tariffe agevolate dal dentista per i soci dell’Ap e della Faip

La convenzione firmata tra le Cliniche odontoiatriche (Lco), l’Associazione paraplegici (Ap) e la Federazione associazioni italiana paraplegici (Faip) prevede l’applicazione di un listino sociale con tariffe agevolate per gli iscritti alle due associazioni.

Nelle Cliniche odontoiatriche, nate nel 2010, è possibile seguire tutto il percorso, dalla diagnosi alla cura. All’interno della stessa struttura si trovano medici specialisti nei diversi campi dell’odontoiatria.

In particolare, le quattro strutture Lco presenti nella capitale non hanno barriere architettoniche e sono state pensate per accogliere persone con molteplici necessità.

Leggi inasprite contro l’abusivismo

Il testo sull’abusivismo sanitario approvato dal Senato e appena approdato alla Commissione giustizia della Camera prevede carcere fino a due anni, confisca dei beni strumentali e multe fino a 50mila euro per i falsi medici e i falsi dentisti.

L’abusivismo è infatti un fenomeno diffuso in modo preoccupante, soprattutto nell’ambito medico: il 50% delle segnalazioni alle autorità giudiziarie per esercizio abusivo della professione si riferisce infatti a medici e odontoiatri.

Il segretario generale Fnomceo, Luigi Conte, ha commentato: "Quello dell’abusivismo è un problema emergente, per questo il testo della proposta di legge è particolarmente apprezzabile e non deve essere stravolto dal passaggio alla Camera, in particolare nei tentativi di ridurre l’inasprimento delle sanzioni". Fondamentale, aggiunge, è la confisca dei beni strumentali, "un altro intervento dal quale non si può prescindere, in particolare per gli odontoiatri".

Il testo prevede pene anche per gli abusivi nelle professioni sanitarie e la reclusione fino a quattro anni nel caso di lesioni gravissime provocate alla persona.

ANDI e Farbanca: soluzioni Pos

ANDI e Farbanca propongono interessanti soluzioni per l’utilizzo del Conto Corrente e del POS per i soci ANDI come strumenti per la gestione finanziaria integrata dello studio odontoiatrico (http://farbanca.andi.it/prodotti-studi/) e in più il C/C (per clienti “consumatori”) con tanti servizi e canone zero, che può essere utilizzato dai dentisti, dai loro dipendenti e famigliari.

Farbanca è una banca specializzata nel comparto dei prodotti bancari per chi opera nella sanità e fornisce una consulenza ai tutti i soci ANDI sui servizi dalla stessa offerti con riguardo alle esigenze di ognuno.

Per chi fosse interessato e desiderasse essere contattato è possibile compilare senza impegno il form contatti sul sito http://farbanca.andi.it/contatti/

Pos: il consiglio di Gianfranco Prada a chi non vuole accettare pagamenti elettronici

Dal 1 luglio 2014, lo ricordiamo, gli odontoiatri hanno l’obbligo di accettare pagamenti attraverso carte di debito, come bancomat o carte di altri circuiti, dotandosi di Pos (Point Of Sale) per importi superiori a 30 euro. Non sono però previste sanzioni per gli inadempienti.

Il Presidente Nazionale ANDI Gianfranco Prada ha sottolineato come la norma penalizzi non solo gli studi odontoiatrici, ma anche i pazienti in quanto i costi del noleggio e delle commissioni per ogni transazione potrebbero portare a un aumento delle tariffe.

“Per evitare questo – ha detto il Presidente Prada – abbiamo siglato una convenzione con interessanti soluzioni finanziarie a disposizione dei nostri associati. Inoltre, assieme ad altri sindacati stiamo facendo pressione verso il Governo al fine di ridurre o abolire i costi bancari per noleggio e transazioni“.

Il consiglio di ANDI a coloro che dovessero decidere di non adeguarsi alla norma e non dotarsi dunque di Pos è quello di specificare nel preventivo quale sarà la forma di pagamento concordato con il paziente: assegno o bonifico bancario o contanti con il limite dei 999,99 euro.

Proposta di legge e linee guida per abbattere oneri autorizzativi degli studi laziali

La sezione romana di Associazione Italiana Odontoiatri ha presentato alla Regione un’ipotesi di delibera per superare l’attuale complesso iter autorizzativo degli studi dentistici nel Lazio. "Oggi gli studi odontoiatrici in Lazio soggiacciono a una procedura autorizzativa complessa, onerosa e spesso foriera di contenziosi con la pubblica amministrazione, derivata dalla Riforma Bindi del 2000 e da leggi seguenti che portarono ad annoverare l’odontoiatria tra le pratiche invasive da autorizzare obbligatoriamente", spiega il presidente AIO Roma Giovanni Migliano.

La delibera proposta da AIO per gli odontoiatri individua la differenza tra ambulatorio e studio secondo le moderne logiche giurisprudenziali e indica gli studi da sottoporre ad autorizzazione all’esercizio e gli altri.

Secondo i percorsi AIO Roma, condivisi con AIO nazionale, non necessitano di autorizzazione gli studi in cui si fanno interventi di conservativa, endodonzia, igiene e profilassi, chirurgia orale e implantologia in pazienti sopra i 5 anni, protesi, trattamenti di estetica odontoiatrica, anestesia locale, sedazione cosciente.

Vanno invece autorizzati gli studi in cui l’attività sanitaria è organizzata in forma d’impresa o le catene in franchising, o quelli dove si svolgono in contemporanea più attività specialistiche, o prestazioni invasive che comportano anestesia parziale o totale o aggreghino più competenze specialistiche. Non necessita di autorizzazione chi usa apparecchi radiologici occasionalmente. Un dentista che svolga attività non particolarmente complessa dovrà solo inviare all’Asl una comunicazione d’inizio attività via PEC in cui specifica che per aprire uno studio al dentista basta attestare abilitazione e iscrizione all’Ordine, planimetria e contratto d’uso dei locali, piano di sicurezza dello studio, contratto dello smaltimento dei rifiuti speciali.

Il segretario AIO Roma Stefano Colasanto vede pochi ostacoli nel tradurre in pratica l’ipotesi di delibera. "Ė facilmente ottenibile, se tutte le anime del dentale saranno unite nel chiederla e se la Regione si vorrà e ci vorrà semplificare la vita come previsto dalla legge e dalle sentenze dei giudici che hanno già dato ragione a molti colleghi (e come del resto ha previsto per i medici)".

Saliva per valutare i livelli di glucosio nel diabete mellito

Il diabete mellito è un disturbo del metabolismo dei carboidrati caratterizzato da iperglicemia e glicosuria. Rappresenta una distorsione nell’equilibrio tra l’utilizzo del glucosio da parte dei tessuti e la liberazione di glucosio da parte del fegato.

I test diagnostici in genere utilizzano sangue e urine e meno frequentemente fluidi come saliva, sudore e lacrime. Gli steroidi, gli anticorpi, gli ormoni e alcuni farmaci allo stato attuale riescono a essere rilevati e misurati nella saliva. In questo studio gli autori hanno voluto determinare la correlazione tra la concentrazione salivare di glucosio e quella nel sangue in individui sani non diabetici e in pazienti con diabete mellito di tipo II.

In questo studio sono stati considerati 30 pazienti (20 con diabete mellito di tipo II e 10 sani come gruppo controllo) di età tra 25 e i 45 anni. I campioni di sangue e di saliva sono stati raccolti durante condizioni di riposo. Sono stati raccolti campioni di saliva non stimolata a riposo e a digiuno ogni 60 secondi per un totale di cinque minuti. Tutti i soggetti sono stati invitati a lavarsi la bocca accuratamente prima di raccogliere campioni di saliva. Anche i campioni di sangue sono stati raccolti sia nel gruppo di diabetici che in quello di controllo mediante prelievo venoso. Ė stata anche determinata l’emoglobina glicosilata  A1c sia in pazienti diabetici di tipo II che nel gruppo di controllo ed è stata riscontrata una correlazione significativa tra HbA1c e glicemia.
Ė stata anche rilevata una correlazione significativa (r = 0.54 e r = 0.45) tra glicemia a digiuno e glicemia a digiuno salivare nel gruppo dei diabetici e nel gruppo di controllo, rispettivamente. Una correlazione positiva è stata trovata anche tra la concentrazione salivare di glucosio a digiuno e l’HbA1c per il gruppo di diabetici (r = 0,39) e quello di controllo (r = 0,38), rispettivamente.

Questi risultati suggeriscono che la saliva può essere utilizzata nella valutazione della concentrazione di glucosio nel sangue nel diabete mellito pazienti come metodologia semplice, rapida e non invasiva.

Saliva: a tool in assessing glucose levels in Diabetes Mellitus

Autori:
B N V S Satish,
P Srikala,
B Maharudrappa,
Sharanabasappa M Awanti,
Prashant Kumar,
Deepa Hugar

Journal of International Oral Health 2014; 6(2):114-117

Proposta di legge regionale in Basilicata: Nuove norme odontoiatriche

L’esigenza di introdurre nuove norme in materia di autorizzazione delle attività specialistiche odontoiatriche sorge dal bisogno di unificare e armonizzare le procedure previste per il rilascio dell’autorizzazione.

Ė sorto inevitabilmente il bisogno di alleggerire l’iter per le strutture monoprofessionali (cosiddetti studi professionali di Odontoiatria), distinguendole da ogni altra forma complessa di struttura ove si svolge l’attività odontoiatrica quali i Centri Odontoiatrici, i poliambulatori pubblici o privati, le strutture in franchising. Per ottenere il rilascio di autorizzazione all'attività odontoiatrica dovranno essere soddisfatti i requisiti minimi: strutturali, impiantistici, organizzativi per l’esercizio dell’attività ambulatoriale odontoiatrica, per l’esercizio dell’attività ambulatoriale odontoiatrica.

Nella presente proposta viene, inoltre, meglio delineato il limite di separazione tra ambulatori odontoiatrici (di qualsiasi natura) e strutture odontotecniche.

AioRoma contro le attuali propedeutiche per l’autorizzazione all’esercizio

aio Roma aiso ministero della salute

Le Linee guida propedeutiche al rilascio dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività sanitaria in favore degli studi odontoiatrici oggi in vigore nel Lazio hanno da sempre portato AioRoma in prima linea per la tutela della salute dei cittadini e della libera professione odontoiatrica.

“Crediamo che questo abbia un peso non di poco conto, dal momento che la stragrande maggioranza delle prestazioni odontoiatriche in una Regione, il cui sistema sanitario è al collasso, è resa proprio dai centri privati; di conseguenza aggravare inutilmente la loro attività, anziché agevolarla con norme efficaci e snelle, ci sembra un assoluto controsenso. Finalmente a oggi anche le sentenze del Tar ci danno ragione, avendo il Tribunale Regionale accolto il ricorso dei colleghi che vi si sono rivolti per difendere i propri diritti ad esercitare la professione in contrasto con tali norme regionali. Il Tar ha infatti riconosciuto l’illegalità delle ingerenze Regionali nel condizionare lo svolgimento della nostra attività. Come associazione di categoria abbiamo inoltre lavorato alla stesura di una proposta di delibera regionale che sostituisca quella attuale, in modo da conformarsi a criteri di snellimento ed efficienza, nell’ottica di un miglioramento come già avviene in altre Regioni, e come paradossalmente già è stato riconosciuto nel Lazio stesso per pediatri e medici di base.” Questo è quanto si legge nel comunicato ufficiale di AioRoma.

Verifica adempimenti LEA 2012: solo otto le regioni promosse

Basilicata, Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Marche, Toscana, Umbria e Veneto. Sono queste le otto Regioni su sedici monitorate che garantiscono i livelli essenziali di assistenza (Lea) secondo la Verifica adempimenti Lea 2012. Tra queste, solo il Veneto risulta “irreprensibile”, mentre le altre sette, pur se generalmente “adempienti”, devono attuare quanto previsto per la riorganizzazione e la messa in sicurezza dei punti nascita.

Al Sud la situazione è più grave. Campania, Lazio e Molise mostrano ancora criticità per quanto riguarda l’assistenza ospedaliera, l’assistenza ai malati terminali, la riabilitazione, l’attività trasfusionale e il percorso nascita. Si sono riscontrati miglioramenti per l’assistenza ospedaliera in Abruzzo “ma persistono criticità” per quanto riguarda l’”emergenza urgenza”.

In Calabria la riorganizzazione della sanità “ha portato a un decremento dei ricoveri a rischio di inappropriatezza”. Migliora l’assistenza ospedaliera in Puglia e Sicilia, ma permangono criticità nel percorso nascita, nella rete dei pronto soccorso e nell’assistenza territoriale.

Infine, il Piemonte è l’unica Regione del nord a presentare “inadempienze nel monitoraggio delle liste d’attesa e nell’area della prevenzione”, oltre che nella contabilità.

Ue: denunce malasanità aumentate fino a 500%

Negli ultimi 10 anni il numero delle denunce per malasanità o malpractice nell’Ue è cresciuto nei diversi Stati da un minimo del 50% fino ad arrivare, in alcuni casi, al 500%. In Germania, Italia e Spagna le percentuali più alte di crescita (tra il 200 e il 500%). Lo sottolinea un focus presentato dai ginecologi dell’Aogoi nel corso della “Conferenza internazionale sulla responsabilità professionale” promossa dall’Associazione.

Una vera e propria esplosione che ha prodotto anche un proporzionale aumento dei costi della copertura dei sinistri, stimato in misura superiore al 200% dall’European Hospital and Healthcare Federation (Hope) Standing Committee. Lo studio Aogoi lamenta poi come “di fronte a tale drammatica evoluzione, l’Ue è rimasta fin qui pressoché inerte”. “Mancano - si legge nel focus - , sia a livello assicurativo che delle singole Nazioni, reporting systems dedicati, capaci di monitorare il fenomeno.

Mancano altresì normative, linee guida, raccomandazioni o indicazioni comunitarie volte a evitare o, quanto meno ridurre, la molteplicità degli assetti normativi e dei sistemi operativi nazionali”.

Gianfranco Berrutti riconfermato Presidente UNIDI

L’Assemblea dei Soci UNIDI (Unione Nazionale Industrie Dentarie Italiane), svoltasi a Milano il giorno giovedì 3 Luglio 2014, ha eletto il nuovo Consiglio Direttivo per il biennio 2014-2016 che risulta così composto: Presidente: Gianfranco Berrutti, Consiglieri: Patrizio Bortolus, Attilio Carnevale, Cristina Cesari, Maria Gaggiani, Alessandro Gamberini, Mauro Matteuzzi, Gianna Marina Torrisi, Pamich Fabio Velotti.

Il neo eletto Consiglio Direttivo sarà da subito impegnato a completare il profondo processo di rinnovamento dell’Associazione e di riorganizzazione delle attività fieristiche - sia in Italia che all’estero – avviato nel biennio precedente.

Per ulteriori informazioni: segreteria@unidi.it

Lettera del presidente CAO nazionale

Giuseppe Renzo, presidente della Commissione Albo Odontoiatri nazionale, ha inviato una comunicazione urgente ai presidenti delle CAO provinciali, affinché gli odontoiatri vengano informati riguardo le problematiche relative all’utilizzo non corretto di tessuto muscolo-scheletrico.

Renzo sollecita i colleghi anche a diffondere le Linee Guida approvate dal Centro Nazionale Trapianti il 10 luglio 2013 per il prelievo, la processazione e la distribuzione di tessuti a scopo di trapianto.

Ecco la lettera inviata da Renzo >>

Direttiva UE su responsabilità medica per armonizzare il settore

Amedeo Bianco, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri (Fnomceo), relatore alla Conferenza internazionale sulla responsabilità professionale, ha dichiarato: “Una direttiva Ue sulla responsabilità medica potrebbe armonizzare le normative ed essere utile soprattutto ora che in Europa é partita la fase transfrontaliera delle cure. (...) Non possiamo piú permetterci i costi della medicina difensiva, servono quindi maggiori garanzie per i professionisti e per i pazienti. E la direttiva Ue va in questa direzione”.

Obbligo Pos negli studi medici: il 70% dei dentisti è pronto

Ė entrato in vigore il decreto che impone anche ai medici di dotarsi di Pos per i pagamenti superiori a 30 euro tramite bancomat e carta di credito. Costerà in media 1200 euro all’anno per le spese di commissione. Nonostante ciò, è difficile prevedere quanti professionisti si adegueranno alla nuova norma, dato che non sono previste sanzioni per chi non lo farà.

Nessun allarme tra i dentisti, il 70% possiede già il Pos. “Come categoria siamo avanti in questo settore – ha dichiarato Gianfranco Prada, presidente dell’Andi – il 70% dei dentisti si è già dotato di un Pos prima di questa scadenza, e chi non l’ha ancora fatto lo farà presto”. Il rischio però, ha aggiunto, è quello di un aumento delle tariffe: “Abbiamo cercato di ridurre i costi dello strumento attraverso convenzioni bancarie per i nostri associati. Ma è una spesa che potrebbe comunque ricadere sulle tariffe, perché il professionista deve pur rientrare della spesa sostenuta, con il rischio che i prezzi aumenteranno”.

I costi erano infatti stati al centro delle proteste dei professionisti, che si erano anche rivolti al Tar per far annullare l’obbligo previsto dal decreto (ricorso però respinto). In assenza di sanzioni, il provvedimento nato con l’intenzione di combattere l’evasione fiscale delle piccole attività perde indubbiamente la sua forza.

Corso di Formazione in Assistente di Studio Odontoiatrico

La Facoltà di Medicina e Odontoiatria della Sapienza Università di Roma propone anche per l’anno accademico 2014/2015 il Corso di Formazione in Assistente di Studio Odontoiatrico, diretto dalla professoressa Antonella Polimeni.

L’obiettivo è di realizzare un percorso formativo finalizzato a conferire al discente le conoscenze e le abilità tecniche necessarie a collaborare con l’odontoiatra nel lavoro alla poltrona, per l’esecuzione delle prestazioni specialistiche, e all’organizzazione delle attività extracliniche dello studio, che concernono sia il riordino dell’area d’intervento e la gestione della linea di sterilizzazione, sia le attività amministrative, anche mediante l’uso di tecnologie informatiche.

Possono partecipare al Corso coloro che sono in possesso del diploma di scuola secondaria superiore.
Il corso verrà attivato se si raggiunge il numero minimo di 25 iscritti; il numero massimo è 100.

Il Corso di Formazione ha durata annuale, le lezioni inizieranno nel mese di febbraio 2015 e si concluderanno nel mese di ottobre 2015. L’attività formativa è pari a 170 ore di impegno complessivo, di cui 70 ore dedicate all’attività di didattica frontale. La frequenza del 75% delle attività previste dà diritto all’attestato di frequenza e permette l’eventuale riconoscimento di 5 crediti formativi universitari.

La domanda di ammissione deve pervenire entro e non oltre il 12 dicembre 2014.

Docente di riferimento:
Prof. Roberto Pippi
roberto.pippi@uniroma1.it

Segreteria Corso di formazione:
Dott.ssa Roberta Manente
Tel. 06.49918196
roberta.manente@uniroma1.it

Conciliare lavoro e famiglia, una sfida quotidiana

Conciliare la propria attività lavorativa con la cura per la propria famiglia e i propri figli è un problema sempre più sentito in Italia, soprattutto per le donne. Nel caso di donne medico, libere professioniste, le difficoltà aumentano. Gli impegni familiari si concentrano infatti sulle spalle di donne e mamme, costrette a rocambolesche imprese per incastrare tutti gli impegni: il lavoro, la casa, i figli, la formazione.

L’ANDI Roma ha sottoposto un questionario alle sue iscritte dal titolo “Conciliare lavoro e famiglia - una sfida quotidiana”. Una serie di quesiti posti alle dentiste della Capitale, alle quali è stato chiesto di descrivere le problematiche legate alla gestione degli studi specialisti durante e dopo la maternità, ma non solo.

Tra i dati più significativi, si ritrova che la maggioranza delle professioniste (52%) ha avuto diverse difficoltà a gestire il proprio studio Medico/Odontoiatrico durante il periodo della maternità, del dopo parto o durante i periodi in cui ha avuto necessità di dedicare più tempo alla famiglia. Queste difficoltà spesso si traducono per le professioniste in una perdita di guadagno, con il 91% delle dentiste che ha registrato perdite economiche durante la maternità o di tempo dedicato alla famiglia.

Proprio per queste ragioni la quasi totalità delle intervistate (93%) apprezzerebbe un supporto da ANDI Roma con una rete di servizi per la gestione delle esigenze familiari e domiciliari. Il 93 % delle professioniste, inoltre, vorrebbe che la donna medico/odontoiatra avesse maggiore rappresentanza negli organi istituzionali. Il 98% delle intervistate ritiene poi che sia opportuno che il libero professionista possa avere una copertura previdenziale per malattia o infortunio.

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