Black triangle syndrome: l’assenza della papilla interincisale
Mantenere la papilla interincisale nella regione nel sorriso, evitando così la formazione del cosiddetto triangolo nero, è da molti autori considerata una delle chiavi per un trattamento estetico di successo. Per contro, la rigenerazione di questa così peculiare formazione mucosa è vista dalla maggior parte dei clinici quasi come una sfida impossibile.
Diagnostica del biotipo gengivale
In un precedente articolo, il biotipo gengivale è stato inquadrato come uno dei principali fattori anatomici da considerare in parodontologia. Questa tematica, affrontata principalmente...
Odontoiatria restaurativa conservativa: fattore C e stress da contrazione
Le patologie cariose a carico degli elementi dentari posteriori fanno parte della pratica quotidiana di qualsiasi professionista che si occupi di odontoiatria restaurativa conservativa....
Trattamento canalare, cosa conta per il successo a lungo termine
Il trattamento canalare è una terapia ampiamente utilizzata in endodonzia. Si tratta di una procedura che tuttavia, al di là delle difficoltà tecniche che...
La profilassi antibiotica in chirurgia implantare è sempre indicata?
Una delle misure preventive delle resistenze batteriche consiste in una generale e razionale diminuzione delle prescrizioni: la somministrazione di un antibiotico, in via profilattica o terapeutica, richiede un razionale preciso e provato dall'evidenza. E in odontoiatria gli antibiotici sono i farmaci più prescritti dopo gli antinfiammatori...
Antibiotico profilassi in chirurgia orale. Linee guida per general dentist Free
L’antibiotico in odontoiatria viene utilizzato come terapia in caso di infezioni odontogene acute o non odontogene oppure come profilassi in determinate situazioni chirurgiche o...
Quanto resiste un dente parodontalmente sano?
Qualunque odontoiatra, interpellato dal proprio paziente sulla tematica della riabilitazione implantologica, verosimilmente affermerà che, quando possibile, è sempre preferibile mantenere un elemento dentale naturale. È però importante chiarire il perché al paziente, il quale si trova letteralmente bombardato da informazioni contrastanti su di una opzione clinica che, va detto, ha comunque raggiunto risultati di eccellenza.
Forze ortodontiche ottimali: il punto sull’evidenza
Vengono considerati i risultati di una recente revisione sistematica, condotta nell’intento di indicare dei valori ottimali di forza ortodontica. Questi dovrebbero essere in grado di indurre movimenti adeguati a fronte di un rischio ridotto di danno biologico.
I supporti visivi per dare spiegazioni al paziente parodontale
La prevenzione e il trattamento della malattia parodontale si basano strettamente sui livelli di consapevolezza e di collaborazione raggiunti dal paziente. Lo studio preliminare qui presentato propone l’impiego, in questo senso, di supporti visivi, metodica già impiegata con successo in altri ambiti della medicina e anche dell’odontoiatria.
Dal workflow convenzionale al CAD/CAM: caratteristiche meccaniche dei materiali
Possono delle evidenze pressoché contemporanee contraddirsi, almeno parzialmente, riguardo uno stesso tema? Si parla di una condizione rara ma che, nel momento in cui viene a manifestarsi, chiama un approfondimento della valutazione scientifica.
È quanto si propone di fare questa pur breve trattazione, che ha valutato due revisioni sistematiche, molto simile, pubblicate pressoché contemporaneamente da due autori brasiliani, persino omonimi.
Definizione del momento auxologico in ortodonzia attraverso marker endocrini
Sfruttare il picco di crescita puberale è essenziale ai fini del successo di un trattamento ortopedico/ortodontico. L’età ossea viene normalmente definita tramite metodica radiografica. Lo studio presentato considera la possibilità di definirla in maniera funzionale, attraverso lo studio della concentrazione sierica di ormoni dotati di un ruolo ben definito in questa fase della crescita.
Applicabilità del connective tissue graft nell’implantologia immediata
Un recente studio considera l’impatto della tecnica di connective tissue graft combinata a un protocollo implanto-protesico postestrattivo. Gli autori si propongono di valutare l’impatto sul volume dei tessuti molli e anche sul processo di guarigione ossea.
Cementazione perni in fibra con adesivi multimode
Attualmente, l'impiego di perni in fibra dopo trattamento endodontico costituisce uno standard operativo nella ricostruzione di elementi dentari che abbiano subito ampie perdite di...
L’Abc della conservativa: concetti per ben infomare il paziente
Il Dipartimento della sanità pubblica e dell'innovazione del Ministero della Salute fornisce periodicamente delle Linee Guida agli odontoiatri. Le più note riguardano la prevenzione...
Enterococcus faecalis e antibioticoresistenza sotto esame
Enterococcus faecalis, un batterio comunemente associato all'endocardite infettiva, è spesso presente anche nelle infezioni endodontiche. Una recente revisione sistematica ha esaminato approfonditamente gli studi...
Microinfiltrazione di resine composite fluide a ridotta contrazione su substrato smalteo e dentinale:...
Riassunto
Obiettivi. L’obiettivo di questo studio è valutare la qualità del sigillo marginale di diverse resine composite associate a differenti sistemi adesivi su substrato dentinale...















