Forze ortodontiche ottimali: il punto sull’evidenza

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Le forze ortodontiche ottimali in un movimento ortodontico sono definite come quelle forze minime in grado di indurre una risposta massimale o quasi massimale. Ciò significa una forza capace di determinare il rimodellamento del legamento parodontale e dell’osso alveolare, senza però indurre effetti collaterali, come ad esempio inclinazione non controllata, aumentata ialinizzazione e, in ultima istanza, riassorbimento radicolare esterno apicale. La ialinizzazione, del resto, è da considerarsi un fenomeno entro certi limiti, in risposta alla devascolarizzazione del legamento. Maggiore l'area ialinizzata, maggiore il ritardo nel movimento dentale per mancato differenziamento osteoclastico. Del resto, la biologia sottostante il movimento ortodontico non è ancora del tutto conosciuta: in tale contesto, comunque, l’importanza dell’entità delle forze ortodontiche è ben chiara.

Forze ortodontiche: una revisione sistematica

A questo proposito, Theodorou e colleghi, lo scorso anno, hanno presentato una revisione sistematica della letteratura, volta a definire un range di forze ortodontiche ottimali per i movimenti ortodontici con apparecchio fisso. Gli outcome secondari sono rappresentati nell’incidenza del riassorbimento radicolare esterno apicale e nella valutazione del dolore associato al movimento.

I risultati sono stati pubblicati sull’American Journal of Orthodontics and Dentofacial Orthopedics e rivalutati quest’anno da Flores-mir per il Journal of Evidence Based Dental Practice.

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La ricerca ha interessato le banche dati MEDLINE (via PubMed), Embase (via OVID), Cochrane Library, CINAHL e Web of Science e ha incluso solamente studi clinici randomizzati controllati e studi randomizzati split-mouth.

Partendo da una base di 8.347 record, al netto dei duplicati, gli autori hanno vagliato 127 full text, portandone infine 12 alla valutazione qualitativa. Di questi, solo uno è stato indicato come a basso rischio di bias, pertanto non è stata effettuata una meta-analisi.

Il range di forze valutato dai 12 studi risulta ampio, da 18 a 360 cN. La valutazione qualitativa ha evidenziato come le forze comprese tra 50 e 250 cN producano risultati simili in termini di movimento ortodontico. Un leggero incremento, del grado di movimento ma anche del rischio di complicanze è stato evidenziato per forze superiori ai 250 cN, soglia che è stata pertanto indicata come cutoff.

La rivalutazione ha fornito un’ulteriore restringimento del range ottimale, il cui margine alto è stato abbassato a 100 cN, mentre la soglia critica è stata mantenuta a 250. Per il prossimo futuro, Flores-mir auspica un aggiornamento delle evidenze – per quanto pubblicata nel 2019, la ricerca di Theodorou è aggiornata al 2016 – e un affinamento delle stesse, in considerazioni delle differenze settoriali (a partire da mascella/mandibola) in termini di densità ossea.

Riferimenti bibliografici sulle forze ortodontiche

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31677666/

 

Forze ortodontiche ottimali: il punto sull’evidenza - Ultima modifica: 2020-12-03T17:10:36+00:00 da redazione

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