Anatomia molari superiori
La regione molare superiore ospita gli elementi dentari più voluminosi, dotati di strutture eccezionalmente solide, disegnate dalla natura al fine di sopportare i carichi...
Terapia e diagnosi dell’alveolite secca post-estrattiva
Parlando di chirurgia in ambito odontostomatologico, è risaputo che esistono numerosi protocolli precisi ai quali il professionista può affidarsi al fine di prevenire le...
Dai denti decidui alla dentizione permanente: momenti chiave
È risaputo che esiste una differenza concettuale fra i termini “dentizione” e “dentatura”. Il secondo indica un periodo statico in cui non si verificano...
La frattura verticale di elemento dentario: classificazione e inquadramento
Questo termine riunisce una quantità di condizioni cliniche e patologiche molto diverse tra di loro e dall'approccio spesso ostico, anche agli occhi del più...
Trasformare la ceratura diagnostica in mock-up ed infine in provvisorio
Nella prima parte di questo lavoro, è stato brevemente discusso il tema della ceratura diagnostica ed è stato illustrato un workflow di base per...
Anatomia canalare: premolari mandibolari
L'anatomia canalare dei premolari mandibolari costituisce una fra le più interessanti nel contesto della dentizione permanente. L'approccio a questi elementi richiede preparazione teorica, un...
L’utilizzo del metronidazolo in odontoiatria
In odontoiatria la terapia antibiotica, topica o sistemica, costituisce un valido ausilio nel trattamento di alcune particolari condizioni patologiche di pertinenza stomatologica.
È ovvio il...
Sondaggio parodontale: lo strumento fondamentale per la diagnosi in parodontologia
Nell’attività clinica di tutti i giorni, la malattia parodontale è una patologia di frequente risconto che può manifestarsi con forme e gravità differenti, mantenendo...
L’importanza della terapia parodontale non si vede solo in bocca
La perio-medicine è quella disciplina che studia le possibili correlazioni tra la malattia parodontale e alcune patologie. La ricerca in questo ambito è fra...
Implicazioni cliniche della nuova classificazione della malattia parodontale
Nella recente classificazione della malattia parodontale lo staging riprende i concetti di severità ed estensione, introducendo il dato della difficoltà di trattamento del singolo paziente e superando i vecchi concetti di parodontite cronica e aggressiva.
Endocardite batterica: novità dalle prossime linee guida?
L'endocardite batterica costituisce una patologia dalle sequele potenzialmente gravi se non fatali e dal forte interesse odontostomatolgico. La profilassi antibiotica per pazienti a rischio che si sottopongono a trattamenti odontoiatrici a rischio è una misura non demandabile, raccomandata dalle principali associazioni di categoria.
Tecniche di riapertura implantare
Negli ultimi anni, in ambito implantologico si è assistito a un forte sviluppo dei protocolli chirurgico-protesici. Già attualmente il clinico ha spesso la possibilità...
Ecografia delle ghiandole salivari maggiori
La diagnostica delle ghiandole salivari maggiori costituisce un ambito particolarmente delicato fra i campi di applicazione della disciplina odontostomatologica. L'odontoiatra, non solo perché specialista...
Radiotrasparenze periapicali: significato clinico e indicazioni diagnostiche
La presenza di una formazione radiotrasparente a livello di un apice radicolare è comunemente riferibile a una condizione patologica di interesse endodontico. La permanenza e la possibile riacutizzazione di un reservoir batterico e la risposta immunitaria possono indurre una condizione acuta (ascesso periradicolare) o cronica (granuloma o cisti).
Pulpite reversibile o pulpite irreversibile? Conservativa o endodonzia?
Una condizione sintomatologica che frequentemente il paziente può riferire è senza dubbio l'ipersensibilità. L'odontoiatra, una volta ricevuto questo dato, andrà a indagarlo più nello...
Impianti postestrattivi e contestuale rigenerazione ossea
I protocolli di implantologia postestrattiva stanno incontrando grande interesse da parte dei clinici, in quanto permettono una riduzione dei tempi operativi, di attesa e del numero di interventi. È auspicabile poter individuare nel corso del planning preoperatorio i fattori che possono condurre a complicanza, di modo da poterli approcciare in via preventiva.















