Implantologia a carico immediato e chirurgia computer guidata
L'implantologia a carico immediato nei mascellari edentuli è stata riportato in numerose pubblicazioni con tassi di sopravvivenza cumulativi paragonabili a quelli dei protocolli convenzionali...
Siti infetti: Impianti postestrattivi e provvisorizzazione immediata
Nel passato e, in particolare, nel marzo 2016 queste stesse pagine hanno avuto modo di occuparsi di tematiche rilevanti che riguardano gli aspetti principali...
Frattura impianto dentale: affrontare le complicanze in implantologia
L'implantologia, ormai da diversi anni, rappresenta una prima scelta nel trattamento delle edentulie singole e multiple. Questa disciplina chirurgico-protesica viene ormai applicata quotidianamente nella...
Perimplantite: certezze acquisite e modelli diagnostici
È oramai accettato il fatto che l'impianto o, meglio, i tessuti ad esso adiacenti possano essere soggetti a problematiche cliniche che ricalcano quelle del...
Il trattamento All-on-4® per la riabilitazione della mandibola completamente edentula
E’ stato dimostrato che il concetto di trattamento All-on-4® per la riabilitazione completa dell’arcata sia una modalità prevedibile, con buoni risultati a breve, medio...
Risultati della terapia implantare nel paziente con storia di parodontite grave
Background: è frequente oggetto di dibattito se il trattamento implantare in soggetti che abbiano perso i denti a causa di una parodontopatia sia caratterizzato...
Efficacia a lungo termine degli impianti corti
Con il termine di impianti corti si descrivono tutti gli impianti dentali con forma e materiali convenzionali, ma di lunghezza inferiore ai 10 mm. Gli...
Impatto dell’idrofilia di superficie su stabilità e sopravvivenza implantari
Le diverse tecniche di trattamento della superficie implantare hanno come effetto comune l’implementazione dell’idrofilia della stessa. La revisione sistematica riportata ha valutato, allo stato attuale delle conoscenze, l’effettivo impatto di questo dato sulla stabilità e la sopravvivenza dell’impianto.
Presupposti anatomici degli impianti postestrattivi
Negli ultimi anni sono stati compiuti grossi passi avanti nell'ottica del mantenimento dei tessuti a seguito di un'estrazione, al fine di inserire appunto impianti...
Impianti corti: alternativa o adiuvante al sinus lift?
Due revisioni sistematiche con meta-analisi che hanno considerato in maniera diametralmente opposta il rapporto tra impianti corti e rialzo di seno. Da una parte, gli impianti corti come alternativa al sinus lift con posizionamento di impianti a normale lunghezza, dall'altra l'uso di impianti corti nel contesto dello stesso rialzo.
Applicabilità del connective tissue graft nell’implantologia immediata
Un recente studio considera l’impatto della tecnica di connective tissue graft combinata a un protocollo implanto-protesico postestrattivo. Gli autori si propongono di valutare l’impatto sul volume dei tessuti molli e anche sul processo di guarigione ossea.
Impianti inclinati: non significativi aggiornamenti scientifici sul comportamento biomeccanico
Gli impianti inseriti in posizione non assiale risultano una soluzione utile a proteggere strutture anatomiche a rischio e a evitare importanti procedure di bone augmentation. In più, permettono di inserire impianti più lunghi e con maggiore bone‐to‐implant contact.
Aspetti chiave del sistema conometrico nella riabilitazione implanto-protesica
Questo tipo di connessione sta raccogliendo sempre più consensi. Vediamo quali motivi conducono al suo utilizzo
L’implantologia osteointegrata, dal punto di vista chirurgico, ha raggiunto livelli...
Impianti immediati post-estrattivi: fattori critici per la guarigione dei tessuti
Negli ultimi anni l’inserimento immediato di un impianto dopo l’estrazione di un dente (protocollo di inserimento implantare di Tipo 1; Hammerle et al., 2004)...
La chirurgia guidata nelle riabilitazioni implantari
La chirurgia guidata statica o dinamica, nelle riabilitazioni implantari rispetto alla chirurgia a mano libera offre molti vantaggi, tra cui la predicibilità. Ma non...
Efficacia dell’inserimento implantare sottocresta: risultati di un test con lungo termine di follow-up
La profondità di inserimento dell’impianto è un fattore in grado di modificare il processo di riassorbimento dell’osso crestale. Uno studio di recente pubblicazione ha analizzato la risposta dei tessuti, duri e molli, al posizionamento di impianti a connessione interna conica, inseriti a profondità diverse, confrontandola con lo standard rappresentato dalla posizione iuxtacrestale.













