Implantologia flapless a carico immediato in sede molare inferiore

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La chirurgia di posizionamento delle fixture implantari prevede tradizionalmente l’elevazione di un lembo mucoperiosteo: tutt’oggi, questo approccio rappresenta la “via normale”. Già nel 1977, tuttavia, Lederman propose una tecnica flapless: questo tipo di chirurgia ha riscosso maggiore interesse negli ultimi anni, principalmente in concomitanza con l’avvento della chirurgia implantare guidata. Va comunque ribadito come le due tecniche possano essere combinate, seppur non necessariamente.

La tecnica a lembo presenta vantaggi e svantaggi, al pari di quella flapless. Per quanto riguarda la seconda, uno degli aspetti maggiormente critici riguarda il possibile deficit di tessuto molle, con particolare riferimento alla quota di mucosa cheratinizzata dell’aspetto vestibolare. Alcuni autori hanno rilevato però differenze e possibili criticità riguardanti anche altri parametri.

A questo proposito, lo studio di Singh e colleghi, recentemente pubblicato sul Journal of Prosthetic Dentistry, si è proposto di comparare le due tecniche, lembo e flapless, nel contesto di una riabilitazione monoimplantare a livello mandibolare.

Lo studio è stato impostato come trial clinico randomizzato e ha coinvolto un totale di 102 pazienti tra i 18 e i 65 anni, assegnati casualmente a due gruppi numericamente pari. In tutti i casi, la condizione di partenza consisteva in un sito edentulo in corrispondenza del primo molare inferiore, completamente guarito, e dotato di quote adeguate di tessuto osseo (spessore e altezza minimi rispettivamente pari a 6 mm, misurati alla TC cone beam) e mucosa cheratinizzata. Il protocollo è stato impostato in doppio cieco, con il chirurgo e gli stessi partecipamenti che sono stati informati del tipo di procedura solo all’atto della stessa. Le procedure sono state standardizzate il più possibile, la chirurgia flapless è stata eseguita freehand, al pari di quella a lembo. Sul piano protesico, tutti gli impianti sono stati sottoposti a carico immediato.

Lo studio ha visto un follow-up di un anno, con una rilevazione intermedia ai 6 mesi.

Gli outcome considerati sono stati il fallimento implantare, la perdita di osso crestale e alcuni parametri parodontali (indice di placca modificato, indice di sanguinamento del solco modificato e profondità di tasca).

Alla valutazione di fine follow-up, il tasso di fallimento non ha mostrato differenze significative, al contrario della perdita di osso crestale, risultata significativamente inferiore nel gruppo flapless (anche alla valutazione intermedia). Gli indici parodontali hanno mostrato una tendenza più favorevole nei casi flapless, ma si sono comunque uniformati ai 12 mesi.

In conclusione, gli autori hanno potuto concludere affermando la predicibilità, sia da un punto di vista osseo che, soprattutto, parodontale, della tecnica flapless nel trattamento di edentulie singole in regione mandibolare inferiore.

Riferimenti bibliografici a proposito di chirurgia guidata

Implantologia flapless a carico immediato in sede molare inferiore - Ultima modifica: 2021-02-18T10:51:34+00:00 da redazione

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