Parlando di impronta digitale in implantologia, le possibilità sono davvero infinite: si possono pianificare riabilitazioni estremamente complesse, realizzando impianti e abutment custom-made. Il case report di oggi ci mostra le attuali possibilità per quanto riguarda gli impianti postestrattivi.

Obiettivo: descrivere un caso di posizionamento immediato dell’impianto dopo l’estrazione del primo premolare superiore di destra, con l’utilizzo della tecnologia CAD-CAM, che permette l’impronta digitale anticipata del sito implantare con uno scanner intraorale (MHT 3D Progress , Verona, Italia).


 

 

Case Report: una donna di 46 anni ha riportato un disturbo causato dalla continua decementazione della corona protesica del prima premolare superiore di destra, in assenza di segni clinici; la valutazione della radiografia periapicale ha evidenziato una frattura della radice, con una ben definita lesione mesiale dei tessuti duri del dente ed un’area di radiotrasparenza in corrispondenza della radice. Si è deciso, in accordo con il paziente, di estrarre l’elemento e posizionare un impianto (Primer, sistema implantare Edierre, Genova, Italia) del diametro di 4,2 mm e lunghezza di 13 mm. Dopo l’inserimento dell’impianto, è stato avvitato un abutment per la scansione, effettuata con lo scanner intraorale. Le immagini acquisite sono state elaborate con un software CAD/CAM (Exocad DentalCad, Darmstadt, Germania) e la corona provvisoria è stata progettata digitalmente (Dental Conoscenza, Milano, Italia) e fresata a partire da un monoblocco di resina composita. Dopo 4 mesi, quando l’impianto risultava osteointegrato, non è stato necessario rilevare una nuova impronta e la corona definitiva poteva essere avvitata.


 

 

Conclusione. La tecnologia CAD-CAM è particolarmente utile nell’implantologia postestrattiva nei casi estetici, dato che permette di posizionare immediatamente una corona provvisoria con una forma anatomica che permette un ottimale processo di guarigione dei tessuti. Inoltre, diventano inutili la rimozione dei pilastri di guarigione, l’uso di cappette da impronta, gli stessi materiali da impronta ed i modelli in gesso, con una riduzione del tempo alla poltrona, del costo dei componenti e del disagio per il paziente. Tuttavia, si ritiene necessario condurre altri studi clinici su questa procedura, al fine di migliorare la precisione, l’affidabilità e la riproducibilità dei risultati.

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Fonte:

Digital device in postextraction implantology: a clinical case presentation.

Borgonovo AE, Rigaldo F, Battaglia D, Re D, Giannì AB.

La tecnologia CAD-CAM nell’implantologia post-estrattiva - Ultima modifica: 2015-07-02T08:30:52+00:00 da redazione

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