Scansione intraorale e riabilitazione implantare: le risposte in un webinar

La digitalizzazione dello studio sta vivendo il suo periodo di maggior ascesa da quando se ne parla con costanza, e forse anche troppo.

Oggi, grazie all’ottimizzazione evidente dei flussi di lavoro che tecnologia Cad/Cam, scanner intraorali ed extraorali, radiologia digitale e CBCT consentono, la maggior parte degli studi sta migliorando la propria routine clinica. Parliamo di routine non perché i processi consentiti siano banali, ma perché sono stati resi semplici e precisi al punto da non richiedere più lunghi corsi di formazione e curve improbe di apprendimento.

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Lo scanner intraorale, in particolare, non solo ha cambiato il modo di eseguire le cure, ma anche quello in cui il paziente le percepisce; questo genera intorno allo studio e ai trattamenti odontoiatrici un’aura di modernità che produce a sua volta un passaparola positivo.

È chiaro che convertirsi al digitale richiede un certo sforzo da parte del clinico, soprattutto se questi ha una lunga e soddisfacente esperienza con il corrispettivo “analogico”, ovvero in questo caso gli elastomeri da impronta convenzionale.

Solo quando viene utilizzato di frequente, lo scanner intraorale diventa un oggetto familiare.

In particolar modo in ambito implantare, le riabilitazioni beneficiano in modo positivo dell’adozione degli scanner.

Per comprendere come mai oggi questo strumento stia diventando tanto fondamentale, bisogna conoscere i requisiti per garantire la realizzazione di una buona impronta:

  • accuratezza intrinseca dello scanner;
  • strategia di scansione e esperienza dell'operatore;
  • tipo di riabilitazione.

Soffermandoci su quest’ultimo punto, anche la tipologia di riabilitazione che si deve eseguire incide molto sul risultato che l’impronta con scanner riuscirà a restituire. Numero di impianti, posizione degli stessi, inclinazione e profondità di posizionamento sono elementi chiave per capire cosa potrà andare a leggere e quindi a restituire lo scanner in fase di realizzazione della protesi.

Per approfondire questo e molti altri elementi chiave per la realizzazione di una buona impronta, soprattutto in casi apparentemente complessi, come quando si deve trattare un paziente che deve ricostruire un’intera arcata con impianti, il dott. Francesco Mangano terrà il prossimo 10 giugno il webinar "L'impronta ottica nella full arch su impianti: le chiavi del successo"

L’occasione avrà un format agile e altamente clinico: una relazione di 45 minuti a cui seguirà uno spazio dedicato a domande e risposte di 15 minuti.

ISCRIVITI E PARTECIPA GRATUITAMENTE AL WEBINAR

 

Scansione intraorale e riabilitazione implantare: le risposte in un webinar - Ultima modifica: 2021-05-24T17:34:44+00:00 da redazione

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