Luigi Paglia, direttore scientifico de Il Dentista Moderno
L’incessante progresso dei materiali e delle tecnologie ha ampliato la gamma di opzioni per la realizzazione di trattamenti protesici fissi.
Se fino a pochi anni fa la maggior parte delle terapie protesiche fisse (come corone, ponti e restauri su impianti) era prevalentemente basata su metallo ceramica, oggi un numero crescente di situazioni cliniche offre varie alternative. La scelta tra queste opzioni è spesso complessa, poiché non sempre si dispone di dati scientifici esaustivi per guidare la decisione.
In un contesto di rapida innovazione e progressiva digitalizzazione dei processi protesici, i clinici devono adottare criteri guida per una selezione razionale dei materiali e delle procedure, nell’interesse del paziente.
Attraverso sette domande e una lettura di circa cinque minuti delle risposte di Carlo Poggio, cerchiamo di gettare luce su questo affascinante mondo della protesi fissa!
Esistono ancora situazioni in cui è indicata una corona protesica piuttosto che un restauro adesivo (faccetta, intarsio)?
L’avvento della protesi adesiva e di materiali molto performanti ha senz’altro molto ridotto il campo di applicazione delle classiche corone protesiche. Attualmente nella maggior parte dei casi l’utilizzo di corone complete è limitato alla sostituzione di precedenti corone, alla terapia di denti con problemi sia a carico della corona clinica che dell’interfaccia dente parodonto, oppure in situazioni di estese terapie che richiedono importanti modifiche a carico di tutta la dentatura (ripristino simultaneo di volume e forma di molti denti in situazioni che richiedono modifiche di occlusione e dimensione verticale).
Quali sono gli elementi che ci indirizzano nella scelta del materiale, nel caso di corone?
Attualmente disponiamo di materiali monolitici a gestione digitale che consentono ottimi risultati (pensiamo alle zirconie monolitiche multistrato) accanto a materiali tuttora a produzione analogica (metallo ceramica) o analogica/mista (disilicato di litio). La scelta di un materiale o di un altro dipende quindi, a parità di caratteristiche cliniche, anche dal tipo di flusso di lavoro utilizzato. In flussi interamente digitali i settori posteriori possono essere gestiti interamente con corone monolitiche, nei settori anteriori l’utilizzo di microstratificazioni o stratificazioni della faccia vestibolare consente ottima estetica e funzione, con notevole praticità.
Quale tecnica è più indicata per la cementazione di corone complete?
Partiamo da un principio: una corona completa ha di norma stabilità e ritenzione meccanica. Se per alcuni materiali (ad esempio disilicato di litio) una cementazione completamente adesiva può presentare un vantaggio biomeccanico, per altri materiali il ruolo del cemento è prevalentemente quello di fornire un adeguato sigillo marginale.
In questo senso la maggior parte dei cementi attualmente disponibili è efficace.
Margini protesici e parodonto: quali criteri di comportamento sono da rispettare?
Al di là di parametri numerici, spesso basati su dati medi difficili da definire sul singolo individuo, il criterio fondamentale è quello di lavorare protesicamente su un parodonto sano o risanato. Per decenni i protesisti hanno discusso su numeri magici o sul ruolo di specifiche geometrie marginali per il mantenimento della salute parodontale; la semplice realtà è che un tessuto integro perché sano o perché guarito è l’unico segreto di una buona integrazione biologica. Accanto a questo, la qualità del mantenimento igienico è il vero segreto del successo protesico a lungo termine.
È vero che non bisogna mai fare una corona su un dente vitale?
In generale un dente vitale non presenta danni alla struttura così ampi da richiedere un restauro esteso come quello che si ottiene con una corona completa; quindi, statisticamente è più probabile che un dente vitale possa essere restaurato con un restauro adesivo. Tuttavia, esistono alcune eccezioni: pensiamo ad esempio a elementi che presentino necessità di modifiche di forma e volume molto ampie, come può succedere in alcune terapie protesiche estese. Situazioni nelle quali si introducono fattori quali la necessità di rialzare una dimensione verticale, simultaneamente ridefinire il volume del dente in relazione agli spazi interprossimali e alle esigenze occlusali. In tutti questi casi un restauro tramite corona può avere tuttora una corretta indicazione. I materiali di cui disponiamo ci consentono, tra l’altro, di gestire un restauro completo su spessori minimali.
Esistono ancora indicazioni per ponti su denti?
Certamente se parliamo di sostituzione di un singolo elemento compromesso tra denti adiacenti intatti l’opzione ponte appartiene al passato. Esistono tuttavia situazioni in cui una valutazione complessiva sulla condizione di salute dei denti adiacenti (presenza di pregresse patologie e trattamenti, condizioni parodontali), sulla predicibilità e complessità di una terapia implantare, sulla gestione estetica di papille e spazi, può tuttora indicare un ponte come terapia ottimale.
Protesi e tecniche digitali. A che punto siamo?
L’avvento di tecniche di scansione intraorale unite a materiali monolitici multistrato ha completamente trasformato lo scenario. Oggi la gestione di terapie protesiche è, rispetto al passato, oggettivamente più prevedibile, più semplice, meno dipendente da variabili individuali legate all’operatore, sia tecnico che clinico. Per quanto mi riguarda, il digitale in protesi è il presente e certamente la strada maestra.
La carie dentale è fra le patologie multifattoriali più diffuse al mondo. Una delle maggiori cause è dovuta alla presenza, nel cavo orale, di placca batterica che si deposita sulle superfici dei denti. Alcuni microrganismi patogeni che costituiscono il biofilm batterico contribuiscono alla produzione di sostanze in grado di danneggiare i tessuti duri dei denti demineralizzandoli e favorendo l’insorgenza della carie. Anche una scorretta igiene orale e una dieta ricca di zuccheri semplici, carboidrati e sostanze acide rientrano tra le cause predisponenti la carie; questa, se non adeguatamente prevenuta e trattata può progredire danneggiando il tessuto dentale e portando a dolorose complicazioni.
Come riconoscere un paziente cariorecettivo
Riconoscere per tempo i pazienti più vulnerabili all’azione dei batteri cariogeni è cruciale per attuare una corretta prevenzione. I fattori di rischio includono una storia personale di carie, scorrette pratiche di igiene orale, consumo frequente di cibi zuccherati e la presenza di condizioni mediche che riducono la produzione di saliva.
La gestione del paziente cariorecettivo richiede approcci clinici differenziati in base al livello di rischio individuale di sviluppare lesioni cariose: rischio basso, medio o alto.
La prevenzione è la chiave per combattere la carie
È essenziale, in primo luogo, motivare il paziente cariorecettivo affinché migliori il proprio stile di vita.
Alcuni consigli utili includono:
Igiene orale adeguata. Spazzolare i denti almeno due volte al giorno con un dentifricio specifico e utilizzare il filo interdentale per rimuovere la placca tra i denti.
Tenere sotto controllo il biofilm batterico e, al contempo, rafforzare lo smalto dentale favorendo la remineralizzazione di smalto e dentina anche con l’aiuto di prodotti per l’igiene orale a base di sostanze funzionali.
Visite odontoiatriche regolari. È bene programmare controlli periodici per individuare precocemente eventuali segni di carie e ricevere consigli personalizzati.
Dieta equilibrata. Bisogna ridurre il consumo di zuccheri e carboidrati, limitando il consumo di snack, caramelle, dolci e favorendo una dieta ricca di frutta, verdura, alimenti contenenti calcio. Una buona abitudine, inoltre, è bere molta acqua durante la giornata.
Le sostanze funzionali che promuovono la remineralizzazione di smalto e dentina
Utilizzati quotidianamente almeno due volte al giorno e in piccole quantità, dentifrici e collutori a base di sostanze funzionali biomimetiche, caratterizzate da proprietà chimiche, fisiche, morfologiche simili alle strutture biologiche presenti nel cavo orale (smalto e dentina) possono stimolare, nell’ambiente fisiologico del cavo orale, la remineralizzazione dello smalto. Queste sostanze funzionali rappresentano una prevenzione attiva contro la carie, proteggendo da erosione e abrasione. Una corretta igiene orale contribuisce, inoltre, a limitare la presenza di batteri cariogeni.
Tra le sostanze funzionali dalla comprovata capacità di remineralizzare lo smalto dentale vi sono:
Idrossiapatite. È il componente minerale principale dei tessuti dentali (smalto e dentina). Nelle formulazioni biomimetiche contenute in dentifrici e collutori specifici per la prevenzione della carie, l'Idrossiapatite viene parzialmente sostituita con Magnesio, Stronzio e Carbonato e coniugata con Chitosano. Nell’ambiente fisiologico del cavo orale i complessi biomimetici rilasciano rapidamente elementi bioattivi che favoriscono la remineralizzazione dello smalto.
Fase di Calcio Fosfato Amorfo (ACP): è un materiale non cristallino altamente reattivo che si converte rapidamente in Idrossiapatite. Si può trovare anche funzionalizzata con Fluoro, Carbonato e rivestita con Citrato e favorisce la remineralizzazione di smalto e dentina, contribuendo alla prevenzione delle lesioni cavitate.
Fluoro: minerale essenziale per la protezione contro la carie, rinforza lo smalto rendendolo meno suscettibile all'attacco di sostanze acide che possono favorirne l’erosione. Nell’ambiente naturale del cavo orale contribuisce alla formazione di Fluoroapatite.
In caso di forte demineralizzazione, nei pazienti cariorecettivi è consigliabile l’applicazione delle sostanze funzionali remineralizzanti e protettive attraverso le formulazioni mousse. I complessi attivi contenuti nelle mousse, infatti, sono in grado di agire in profondità nello smalto dentale, proteggendolo da erosione acida e abrasione.
I vantaggi:
Protezione dalla sensibilità nel tempo.
Rapida remineralizzazione di smalto e dentina.
A livello professionale, nello studio odontoiatrico, la mousse viene applicata tramite appositi applicatori preformati. Se ne consiglia l’utilizzo dopo le terapie odontoiatriche per abbattere la sensibilità intraoperatoria e può essere utile il trattamento anche pre- e post- seduta di igiene orale professionale o di sbiancamento per prevenirla.
L’applicazione, della durata di soli 5 minuti, consente di remineralizzare lo smalto e di ridurre rapidamente la sensibilità dentinale.
A domicilio, il paziente può applicare la mousse in autonomia, avendo l’accortezza di distribuire il prodotto su tutte le superfici dentali. La mousse di rivela efficace come trattamento preventivo: offre una solida difesa contro la carie, promuovendo la remineralizzazione, proteggendo dallo sviluppo di lesioni dentarie e contribuendo a rendere l'ambiente orale più sano e resistente.
La resistenza alla flessione delle resine stampate in 3D è stata oggetto di studio di gruppo di ricercatori della Imam Abdulrahman Bin Faisal University di Dammam, Arabia Saudita. La ricerca ha investigato e confrontato l'influenza dell'aggiunta di nanoparticelle di biossido di zirconio (ZrO2NPs) e biossido di silicio (SiO2NPs), oltre che degli orientamenti di stampa, sulla resistenza alla flessione (FS) delle resine provvisorie stampate tridimensionalmente (3D) e sottoposte a cicli termici (TC). Journal of Prosthodontics ne ha pubblicato i risutati.
La ricerca in sintesi
I ricercatori hanno utilizzato una resina stampata tridimensionalmente (NextDent C&B MFH) per fabbricare 300 campioni a forma di barra (25 × 2 × 2 mm3). Hanno quindi diviso i campioni con nanoparticelle di ZrO2 e SiO2 in due gruppi, poi suddivisi in tre gruppi in base alla concentrazione di nanoparticelle (cioè 0% (gruppo originale), 0.5%, e 1%). Per poi stampare ogni concentrazione con tre diversi orientamenti di stampa (0°, 45° e 90°). Successivamente, i campioni stampati sono stati sottoposti a 5000 cicli di TC, seguiti da un test di flessione a tre punti per valutare la FS. Gli autori dello studio hanno quindi condotto l'analisi della superficie di frattura utilizzando un microscopio elettronico a scansione (SEM). Per l'analisi dei dati, hanno invece utilizzato ANOVA e il test post hoc di Tukey (α = 0.05).
I risultati osservati
L'aggiunta di ZrO2NPs e SiO2NPs ha avuto un impatto significativamente positivo sulla FS rispetto al materiale originale (P > 0.001). Dopo i TC, la FS del gruppo originale è diminuita significativamente, raggiungendo il valore più basso. Il valore più alto di FS è stato osservato nel 1% di ZrO2NPs a 0°. L'orientamento a 0° ha mostrato costantemente una FS più elevata rispetto agli orientamenti a 45° e 90°, indipendentemente dalla concentrazione di nanoparticelle. In tutti gli orientamenti, la FS è aumentata significativamente con l'aggiunta di NPs, rispetto al materiale originale (P > 0.001). I TC hanno avuto un effetto significativamente negativo sulla FS dei gruppi non modificati, ma non sono state riscontrate differenze significative nella FS tra i gruppi modificati dopo i TC.
Le conclusioni utili alla pratica clinica
L'aggiunta di SiO2NPs e ZrO2NPs ha aumentato la FS della resina provvisoria stampata in 3D. L'orientamento a 0° ha mostrato la FS più elevata, indipendentemente dalla concentrazione di nanoparticelle. I TC hanno avuto un effetto sulla resina originale, ma non hanno influenzato significativamente le resine modificate con nanoparticelle. Nella pratica clinica, dunque, le resine provvisorie nanocomposite stampate in 3D con orientamento a 0° potrebbero essere raccomandate per i restauri dentali provvisori a lungo termine.
Osteointegrazione è sinonimo di successo per l'implantologia. Di qui l'interesse di un gruppo di studiosi afferenti a diversi centri di ricerca presenti in Arabia Saudita che ha condotto uno studio sul tema, sempre di grande attualità per l'odontoiatria. Cureus ha pubblicato i risultati di questa revisione interdisciplinare che contiene lo stato dell'arte, ma anche le nuove strategie in materia di osteointegrazione.
Uno studio «made in SAU»
I ricercatori sauditi hanno analizzato il legame tra osteointegrazione e stabilità degli impianti dentali, focalizzandosi sul ruolo che la connessione diretta tra osso e superficie dell'impianto ha nella buona riuscita di un intervento. Fatto considerato fondamentale per garantire la stabilità e la durata degli impianti dentali nel tempo. Questa revisione integra così le conoscenze attuali provenienti dalla letteratura scientifica e dagli studi clinici, per chiarire i fattori che influenzano l'osteointegrazione e il suo impatto sulla stabilità degli impianti.
Cosa contiene la ricerca
Nell'analisi, vengono esaminate in dettaglio le caratteristiche delle superfici degli impianti, come la topografia e la chimica, insieme alle tecniche chirurgiche impiegate durante il loro posizionamento. Gli autori dello studio sottolineano l'importanza di tali fattori che possono influenzare positivamente l'osteointegrazione e la stabilità dell'impianto a lungo termine. Inoltre, esplorano i fattori correlati all'ospite, come la qualità dell'osso e le condizioni sistemiche del paziente, per comprendere appieno la complessità del processo di osteointegrazione.
Come allungare la vita agli impianti
Lo studio evidenzia l'importanza di raggiungere un'interfaccia ottimale tra osso e impianto per assicurare l'integrazione stabile dell'impianto. Nell'articolo, gli autori prendono in esame anche le tecnologie e i materiali emergenti, come il posizionamento guidato al computer e le superfici biomimetiche. In altre parole, gli strumenti per migliorare ulteriormente l'osteointegrazione e prolungare la durata degli impianti. Che è poi l'obiettivo a cui punta da sempre l'odontoiatria e che il paziente non solo desidera, ma comprende e meglio di qualsiasi altra cosa.
Il neoeletto Presidente della Società Italiana di Odontoiatria Infantile (SIOI) condivide la sua visione e gli obiettivi per il nuovo mandato: migliorare la salute dentale dei bambini in Italia incrementando la prevenzione odontoiatrica materno-infantile e le sinergie con altre figure professionali e Società Scientifiche.
Con entusiasmo e passione, forte di una lunga esperienza come Odontoiatra Pediatrico e di una storia familiare all’interno della SIOI, il dottor Gallusi è motivato a portare avanti l’eredità culturale della più antica società scientifica italiana nell’ambito dell’odontoiatria pediatrica e a consolidare e promuovere l’importanza della prevenzione odontoiatrica materno-infantile, affrontando sfide emergenti e promuovendo un approccio integrato alla prevenzione e cura delle patologie odontoiatriche infantili. Perché la salute orale e il benessere futuro di ogni individuo si possono costruire già dai primi istanti di vita.
Dottor Gallusi, lei è Presidente SIOI per il biennio in corso. Quali progetti importanti vuole portare avanti nel suo nuovo mandato?
Gianni Gallusi
Sono molto onorato e consapevole della responsabilità che comporta presiedere la SIOI. Come odontoiatra pediatrico mi ritrovo pienamente nei suoi valori. Prendo il testimone da molti past president, tra cui anche mio padre, Guido Gallusi, che ha dedicato gran parte della sua vita all’odontoiatria pediatrica; mi sento dunque parte di una lunga storia in cui sono cresciuto e che oggi mi vede coinvolto in prima persona. I temi che vogliamo portare avanti sono molti e variegati. Nella prima riunione del nuovo consiglio direttivo SIOI, composto da tanti colleghi sia giovani sia storici, abbiamo gettato le basi per le principali iniziative del biennio, mettendo a punto il calendario dei primi quattro eventi fondamentali: lo Spring Meeting, che si svolgerà il prossimo 20 aprile a Roma e sarà seguito il 20 e il 21 settembre dal Congresso Nazionale delle sezioni Regionali, che avrà luogo in Sicilia ed è pensato per raccogliere le esperienze sui vari territori. Nel 2025, dall’11 al 12 aprile si svolgerà il nuovo Spring Meeting, mentre dal 28 al 29 novembre è in programma il 23° Congresso Nazionale SIOI, che si terrà a Roma al termine dell’Anno Giubilare. Accanto a questi eventi ne saranno organizzati altri su base regionale o locale, che verranno pubblicati sul sito della SIOI (www.sioi.it). Infine, vogliamo rinnovare le campagne di informazione e prevenzione a livello nazionale, coinvolgendo i soci della SIOI come portatori di messaggi di prevenzione odontoiatrica alle famiglie.
A quali temi verrà data maggiore rilevanza nel prossimo congresso?
Lo Spring Meeting di aprile è intitolato, appunto, Prevenzione 2.0. I lavori saranno aperti dalla relazione del dottor Luigi Paglia che introdurrà il tema dell’odontoiatria materno-infantile, un concetto di prevenzione che parte ancora prima della nascita. Su questo argomento verrà presentato il progetto della Scuola di Chieti del professor Domenico Tripodi e della dottoressa Maria Laura Scaramazza, destinato alle giovani donne in gravidanza. La professoressa Maria Rita Giuca introdurrà poi il tema del passaggio dalla prevenzione di base alla prevenzione primaria di secondo livello, tagliata su misura per i pazienti con particolari bisogni clinici. Le dottoresse Giulia Vallogini e Gaia Bompiani dell’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù di Roma illustreranno ciò che oggi può fare l’Ortodonzia per la prevenzione e con quali strumenti. Infine, la professoressa Milena Cadenaro terrà una relazione sulle più corrette scelte preventive e terapeutiche nei piccoli pazienti affetti da MIH.
Quali sono gli ostacoli alla prevenzione odontoiatrica pediatrica in Italia?
L’età media a cui i pazienti pediatrici accedono alle cure odontoiatriche a livello nazionale è ancora troppo alta: tuttora i bambini vengono spesso portati dal dentista per la prima volta solo quando inizia a manifestarsi qualche problema. Il momento ideale per la visita odontoiatrica sarebbe invece comunque entro i primi due anni di vita, tenendo conto che per la prevenzione materno-infantile è già troppo tardi. Poi si avverte la mancanza di una struttura pubblica per la raccolta dati. In Italia, la presa in carico odontoiatrica pediatrica è eterogenea e la mancanza di dati aggiornati rende difficile misurare l’efficacia della prevenzione.
Quanto è efficace la prevenzione nei più piccoli?
Se intercettate tempestivamente, diverse patologie possono essere ridotte in maniera importante come impatto sulla vita del bambino e anche come peso delle cure necessarie in futuro: ad esempio, le anomalie di crescita dell’apparato stomatognatico sono problematiche di natura ortodontica che spesso sono collegate anche con abitudini viziate e che con la giusta prevenzione si possono risolvere.
Tematiche come nutrizione, crescita e igiene orale di base e avanzata sono di fondamentale importanza per sensibilizzare anche sulle patologie misconosciute, come le ipomineralizzazioni dello smalto dentale, che colpiscono anche i denti decidui e causano grosse complicazioni alla salute orale dei bambini. A volte queste problematiche non sono facilmente inquadrabili dal punto di vista eziologico e la prevenzione primaria può fare poco, perché si tratta di anomalie dello smalto generate in momenti addirittura embrionali. Il punto su cui insistere è la prevenzione secondaria, ossia intervenire precocemente applicando le procedure corrette per evitare complicazioni più gravi e cure più pesanti. Poi ci sono le lesioni cariose nell’infanzia, che rappresentano la massima espressione del fallimento di una corretta prevenzione igienica e nutrizionale.
La carie è ancora molto diffusa tra i bambini?
L’incidenza generale della carie è diminuita rispetto a 30-40 anni fa, ma non in maniera significativa. Secondo l’ultimo rapporto dell’OMS, che risale al 2022, il 36,1% dei bambini da uno a nove anni presenta carie non trattata o non trattata correttamente; negli adulti questa percentuale si abbassa al 29,6 %. È una patologia tipica dei Paesi ad alto tenore di vita, dove spesso si verifica un’assunzione zuccheri fuori misura che aumenta non solo l’incidenza di patologie cariose già nei denti da latte, ma anche l’incidenza di obesità infantile.
Quanto incide economicamente per la famiglia aderire a un programma di prevenzione?
Sicuramente il costo della prevenzione è molto più basso rispetto al costo delle cure: si tratta di insegnare ai bambini alcune buone pratiche, prevedere regolari visite di controllo e, in caso si renda necessario, attuare eventuali terapie correttive prima di arrivare alle cure vere e proprie. Una prevenzione efficace rappresenta un risparmio per le famiglie, senza contare che una popolazione che in futuro si può ammalare influisce sui costi della sanità pubblica. Vi è dunque la necessità di fare di più. Alla domanda su come questo possa essere fatto è difficile rispondere, perché in Italia oltre il 90% delle prestazioni odontoiatriche viene erogato da sistemi privati, dove è difficile inserire correttivi.
Quali interventi sarebbero auspicabili?
La prevenzione materno-infantile è fondamentale. Dobbiamo iniziare fin dalla gravidanza e coinvolgere tutte le figure professionali interessate, compresi odontoiatri, pediatri, logopedisti e fisioterapisti. La collaborazione è la chiave per garantire un futuro di salute orale per i bambini italiani. Anche la scuola dovrebbe offrire loro gli strumenti di base per la prevenzione. Sarebbe auspicabile riuscire a creare un sistema omogeneo a livello nazionale di prevenzione odontoiatrica pediatrica strutturato in modo che odontoiatri pediatrici e pediatri di base possano collaborare in maniera organizzata e continuativa con le scuole primarie e dell’infanzia. In Italia, per come è attualmente strutturato il sistema, questo però purtroppo non è così semplice.
I pediatri sono recettivi a questo tema?
Sì, molto. I pediatri hanno una forte cultura della prevenzione e sono abituati a chiamare in causa altri specialisti se durante la visita di base riscontrano problematiche bisognose di approfondimenti. Per questo tra gli obiettivi della SIOI vi è quello di organizzare eventi in cui entrambe le figure possano condividere conoscenze ed esperienze, promuovendo una sinergia tra le varie Società Scientifiche: il messaggio passa quando sono più voci, insieme, a offrire la stessa visione. Accanto alla figura dell’odontoiatra e del pediatra vi sono poi altre figure altrettanto importanti, come logopedisti, fisioterapisti e odontoiatri dello sport, attività che fa parte di un corretto sviluppo psicofisico del bambino. Per questo è utile promuovere campagne di prevenzione anche in ambito sportivo ed è allo studio un progetto di collaborazione tra la SIOI e la SIOS, la Società italiana di Odontoiatria dello Sport. Vorremo coinvolgere i soci incoraggiandoli a partecipare a questi progetti perché il fattore fondamentale è la capillarità di diffusione di tutti questi messaggi di prevenzione.
Gianni Gallusi
Laureato con lode in odontoiatria e protesi dentaria presso l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Scienze Odontostomatologiche. Svolge la sua attività libero-professionale a Roma con una particolare attenzione alla Conservativa, all’Endodonzia e alla Pedodonzia. Dal 2003 al 2010 è stato consulente del Policlinico Tor Vergata nella U.O.S.D Pronto Soccorso Odontoiatrico con annessa Unità di Odontoiatria Conservativa, Restaurativa ed Endodontica dove ha svolto attività clinica assistenziale. Professore a Contratto nel Corso di Laurea Magistrale in Odontoiatria e Protesi Dentaria dell’Università degli Studi dell’Aquila. È Tutor e docente del Master in Endodonzia a Tor Vergata. Socio Attivo della Società Italiana di Odontoiatria Conservatrice (SIDOC). Membro del Consiglio Direttivo dal 2012 e Presidente per il biennio 2024-2025 della Società Italiana di Odontoiatria Infantile (SIOI). Autore di numerose pubblicazioni su riviste internazionali ed Assistant Editor della rivista scientifica internazionale European Journal of Paediatric Dentistry.
Ragionare sui costi delle prestazioni odontoiatriche è più che mai importante. Sia perché occorre saperli adeguare per tempo alle spese effettivamente sostenute, sia perché, se ben gestiti, possono diventare un sorprendente stimolo per la motivazione del paziente a prendersi più cura della propria salute orale. Ci riferiamo qui ai costi delle prestazioni odontoiatriche stabiliti nell’ambito di un rapporto libero-professionale e non a quelli fissati da terzi, ad esempio nell’ambito delle “convenzioni dirette”. L’importanza del tema dipende da molti fattori: alcuni sono legati alla necessità sempre più impellente di fronteggiare i costi in aumento, non solo direttamente collegati al lavoro, ma anche al costo della vita che, ovviamente, colpisce anche i dentisti e le loro famiglie; altri sono invece peculiari delle attività mediche, come il particolare rapporto che si stabilisce con il paziente nei suoi aspetti psicologici ed emotivi, dove anche il prezzo ha un ruolo.
Nei momenti in cui si sommano crisi economica e inflazione, incertezze per il futuro, malesseri sociali, la questione del costo delle prestazioni diventa ancora più importante: occorre gestirla per evitare che diventi una invalicabile barriera all’entrata per le cure di cui le persone che si presentano in studio abbisognano. Allo stesso tempo, è vitale praticare prezzi remunerativi per lo studio. Una sfida notevole, dunque, che richiede risorse e possibilmente innovazione in quelle che possiamo sommariamente definire le “politiche di prezzo”. Ne discuteremo qui alcune, evidenziandone i vantaggi ma anche i rischi, ove presenti. Rischi che possono essere ridotti solo in un modo: controllandoli attraverso la conoscenza non approssimativa dei costi effettivi dell’attività e delle prestazioni.
La dilazione di pagamento
Negli anni, per superare appunto eventuali “barriere all’entrata” causate dal costo delle prestazioni odontoiatriche, si sono diffuse varie possibilità di offrire ai pazienti rateazioni dell’importo necessario, anche ben oltre il termine delle cure, aprendo rapporti di finanziamento con intermediari finanziari. Tali opzioni si vedono anche pubblicizzate nei siti Internet e, in generale, nella comunicazione al pubblico da parte di studi e organizzazioni che offrono cure odontoiatriche. Non si tratta di una novità: il credito al consumo per le cure odontoiatriche è ottenibile da decenni, ma un conto è che sia il paziente a cercare chi gli concede il finanziamento, altro che sia invece il dottore a offrirlo, quasi fosse un “agente” della società finanziaria. Che non sia un “agente” risulta chiaro nel momento in cui egli stesso deve sostenere dei costi per aiutare il suo paziente a ottenere il finanziamento. Ebbene, di questi costi occorre tenere conto.
L’affermazione di queste forme di finanziamento si basa su due aspetti: il primo è la riduzione pressoché totale del rischio di insoluto, insita nella concessione di dilazioni fatte direttamente dallo studio al paziente; il secondo risiede nella rapidità del relativo accredito dell’intero importo nel conto dello studio. Il problema del costo per lo studio di questi finanziamenti non è trascurabile, potendo in certi casi ridurre fortemente il margine di guadagno. Per ovviare al problema del costo eccessivo, alcuni professionisti propongono ai pazienti di eseguire un pagamento anticipato del previsto intero importo della cura, senza quindi il finanziamento, praticando loro uno sconto: nel commercio è lo sconto “per pronta cassa”, tipicamente del 2-3%. Superare queste percentuali può nuovamente comportare una eccessiva compressione dei margini.
Più in generale, occorre domandarsi, a fronte di pagamenti anticipati sia tramite la società finanziaria che in base ad accordi diretti con il paziente, come gestire eventuali variazioni di prezzo in corso di cure, eventualità che porterebbe a situazioni di perdita per lo studio qualora si dovessero aggiungere trattamenti oltre a quelli già pagati. Lo stesso vale per le prestazioni che si rivelassero non più necessarie nel corso della terapia: questo comporterebbe la restituzione, in parte, di quanto già pagato al paziente.
Gli sconti e gli abbuoni sulle prestazioni odontoiatriche
Per molti e validi motivi, ad esempio per premiare la fedeltà di un paziente o far conoscere una nuova terapia o l’effetto di qualche innovativa tecnologia, si possono offrire, al momento della preventivazione, degli sconti rispetto al prezzo delle cure complessive. Si può anche, magari come premio al paziente per aver offerto un buon livello di collaborazione, ad esempio il rispetto degli orari degli appuntamenti, una buona igiene orale domiciliare e la stretta osservanza delle eventuali prescrizioni farmacologiche e alimentari, praticare un abbuono al momento del saldo della cura. In altre parole, per sconto si intende la riduzione di prezzo concordata prima di iniziare la cura, per abbuono quella concessa alla fine. L’importante è essere consapevoli dei costi effettivi per produrre le prestazioni, oltre che del collegarle a elementi possibilmente tangibili e da far percepire al paziente come fattori di possibile riduzione del prezzo, che siano ovviamente dipendenti dal suo comportamento, cioè dalla sua volontà, e dal suo livello di motivazione.
Ad esempio, ogni paziente avrà una sua storia documentata per quanto riguarda il rapporto con lo studio, che va considerata nelle valutazioni da farsi al momento di costruzione del preventivo. Nel corso della cura, si potrebbe formalizzare una raccolta di informazioni, in modo standardizzato, riguardo il grado di collaborazione, una scheda apposita o dei campi ben studiati nel programma gestionale potranno servire per lo scopo. Riuscendo a completare questa raccolta dati, si potrebbe informare il paziente, a inizio cura, che il prezzo potrebbe ridursi, a fine cura, in base appunto al grado di collaborazione, che sarà misurato a ogni seduta e in quel momento reso noto al paziente. In questo modo, si può anche a riuscire a ridurre la richiesta di sconti iniziali, spostandoli a fine cura, oltre che disporre di un ulteriore elemento di motivazione del paziente a offrire una valida collaborazione.
Aumentare i costi delle prestazioni odontoiatriche
La situazione economica, come brevemente tratteggiata in apertura dell’articolo, postula, inutile negarlo, un frequente adeguamento dei prezzi per conservare la capacità di generare lo stesso margine. Pensare di mantenere il “listino” invariato per lunghi periodi significa rinunciare, in modo progressivo, agli utili. Non ci si può illudere di poter ridurre i costi della produzione medica, non esistono “economie di scala” e l’unico modo per abbassarli è la riduzione della qualità, che può però scontentare il paziente con le conseguenze del caso. All’opposto dell’esigenza dello studio di conservare i margini di utile, si erge il problema del paziente che, a fronte degli aumenti, può trovare più difficile accedere alle cure. Un notevole dilemma, non solo economico ma anche etico. Le politiche di prezzo descritte, le dilazioni e gli sconti e gli abbuoni, se ben organizzate, possono mitigare il problema della necessità di adeguare il prezzo dell’offerta di cure ai crescenti costi. Ma ciò su cui conviene investire è, in primo luogo, la capacità di comunicare al paziente la diagnosi e le opzioni terapeutiche, proponendogli in modo sistematico più alternative. In altre parole, il problema dei prezzi lo si affronta durante la visita, con l’esperienza maturata nelle varie soluzioni che si possono utilizzare per curare le persone.
È necessario organizzarsi
Per esemplificare, una parte del tempo della visita, magari iniziando ancora prima dell’arrivo del paziente in studio a raccogliere informazioni, andrebbe dedicato a inquadrare una sorta di anamnesi economica, anche parlandone apertamente con il paziente, senza rinunciare a fargli presente che il suo problema può essere risolto con cure di livello diversificato, dove al pari della qualità alcune caratteristiche estetiche e funzionali potranno variare. Il tutto andrebbe standardizzato, utilizzando delle schede ad esempio per inquadrare l’obiettivo del paziente, che potrebbe essere sommariamente incasellato come di “riparazione”, e allora la cura che ha più probabilità di essere accettata dovrebbe essere quella meno costosa, oppure di “miglioramento”, e allora è giusto offrirgli tutta la gamma delle più raffinate soluzioni.
Conoscere i costi
Qualsiasi politica di prezzo si decida di seguire, è opportuno avere piena coscienza dei costi del proprio operato, perché quando si accetta di curare un paziente occorre considerare anche quale potrebbe essere la resa economica, da intendersi come ulteriore informazione anamnestica, sulla quale anche modellare la relazione che si sta instaurando. Non sempre si potrà guadagnare: va anche considerata la possibilità di lavorare rimettendoci, fattore da considerarsi connaturato alle attività di aiuto alle persone, per quegli elementi che rendono del tutto incomparabile la pratica medica con qualsiasi altro tipo di produzione di beni o servizi. L’importante è esserne consapevoli, considerando che l’informazione distorta, in questo aspetto del lavoro, ossia credere di guadagnare mentre invece ci si sta rimettendo, può portare in breve tempo ad avere problemi di natura economica e, alla fine, finanziaria. Che è quanto si vuole invece evitare con le giuste “politiche di prezzo” applicabili nei momenti di inflazione e di scarsa crescita economica.
La perimplantite è una malattia di cui si interessano molto clinici e pazienti. Non per niente, anche su YouTube sono innumerevoli i video dedicati a questa patologia. Un gruppo di ricercatori delllo MGM Dental College and Hospital, Navi Mumbai, Maharashtra, India, ha valutato in modo critico la qualità e l'affidabilità di questi contenuti quali fonte di informazione per pazienti, studenti e giovani clinici. Per poi pubblicarne i risultati, in parte prevedibili ma comunque interessanti e per certi versi allarmanti, su Clinical Oral Implants Research.
I video sulla perimplantite presi in esame
La ricerca è stata condotta nel marzo 2023. Gli autori hanno effettuato ricerche sul sito web di YouTube per identificare i video correlati alle malattie e alle condizioni perimplantari. Per poi considerare solo 250 video in lingua inglese rilevanti, di durata compresa tra 3 e 30 minuti, per le analisi finali. Seguendo i criteri di idoneità, i ricercatori hanno valutato i video per i loro dati demografici, inclusi il numero di visualizzazioni, numero di mi piace e non mi piace. Ma anche in relazione ai commenti, ai giorni dall'upload, alla durata e al numero di iscritti. Inoltre, due esaminatori hanno valutato indipendentemente la qualità e l'affidabilità dei video inclusi utilizzando gli strumenti DISCERN e Video Information and Quality Index (VIQI). Per le analisi statistiche, invece, gli autori hanno utilizzato il test di Kruskal-Wallis e l'analisi di correlazione di Spearman.
I risultati osservati
Complessivamente sono stati inclusi 69 video per analisi approfondite. I punteggi medi DISCERN e VIQI sono stati rispettivamente di 35,04 ± 6,3 e 14,18 ± 2,46. Con 53 video classificati come di qualità "scarsa" utilizzando lo strumento DISCERN. Un'analisi di correlazione di rango di Spearman ha mostrato una forte concordanza tra i punteggi DISCERN e VIQI. Tuttavia, in base alle diverse fonti di upload, i ricercatori non hanno rilevato differenze statisticamente significative per i dati demografici dei video, l'indice di interazione e i punteggi DISCERN e VIQI.
Le conclusioni, un invito rivolto alle istituzioni
Secondo i ricercatori, i video sulle malattie e le condizioni perimplantari presenti su YouTube contengono informazioni preliminari accurate. Tuttavia la loro affidabilità rimane incerta. Pertanto, secondo gli autori dello studio è necessario un maggior impegno da parte di istituzioni e società scientifiche. Affinché sostengano e promuovano video di alta qualità per una diffusione più accurata delle informazioni di cui si avvalgono clinici e pazienti.
L'ansia dentale, cioè l'ansia che il paziente manifesta all'interno dello studio odontoiatrico, può essere un problema, soprattutto nel bambino. Un recente studio, condotto presso l'Università di Damasco, Siria, l'ha presa in esame in un modo del tutto singolare. Testando l'efficacia dell'aromaterapia, con olio essenziale di Lavanda-Neroli, e della musica, somministrate insieme. Al fine di comprendere se questi due rimedi non farmacologici siano in grado di ridurre l'ansia nei bambini durante l'anestesia. BDJ Open ne ha pubblicato i risultati che sono di grande interesse per chi ha a cuore il grande tema dell'odontofobia ed è alla ricerca di metodi semplici, ma efficaci, per contrastarla.
Come s'è svolto lo studio
I ricercatori hanno arruolato 56 bambini, di età compresa tra 6 e 10 anni, che dovevano affrontare un trattamento dentale e ancor prima un'iniezione nel nervo alveolare inferiore. Dapprima li hanno divisi in due gruppi. Uno ha ricevuto l'aromaterapia con musica, l'altro ha svolto invece la funzione di gruppo di controllo. I ricercatori, ai bambini del primo gruppo hanno chiesto di inalare l'aroma dell'olio essenziale e di ascoltare la propria musica preferita, diffusa nell'ambiente prima e durante l'anestesia. Mentre ai bambini del gruppo di controllo è stata posizionata solo una maschera nasale senza alcuna aroma. Per valutare gli effetti dei rimedi, gli autori dello studio hanno impiegato la scala di ansia a autovalutazione Facial Image Scale (FIS), la scala di valutazione del dolore osservazionale Face-Legs-Activity-Cry-Consolability (FLACC), la frequenza cardiaca, la saturazione SPO2, e la pressione sanguigna diastolica e sistolica.
I risultati dello studio
L'aromaterapia con olio essenziale di Lavanda-Neroli e musica hanno dimostrato di ridurre significativamente l'ansia dentale nei bambini durante l'anestesia. I bambini nel gruppo sperimentale hanno infatti mostrato livelli inferiori di ansia e maggior confort rispetto al gruppo di controllo. Secondo gli autori dello studio, questo dimostra che l'aromaterapia combinata con la musica può essere una soluzione efficace per gestire l'ansia dentale nei bambini. E offrire loro un'esperienza meno stressante durante il trattamento dentale.
Meno ansia dentale, maggior compliance
Secondo i ricercatori dell'Università di Damasco, l'uso dell'aromaterapia con olio essenziale di Lavanda-Neroli e musica può essere considerata una tecnica sicura e efficace per ridurre l'ansia dentale nei bambini. Questo approccio non farmacologico può essere utilizzato come complemento alle tecniche tradizionali di gestione dell'ansia già in uso. Perché è una procedura priva di controindicazioni, semplice e divertente, che mette a proprio agio anche i bambini più timorosi.
La parodontite in gravidanza può rappresentare un problema e non solo per le relazioni che questa malattia può avere con la salute sistemica. Un recente studio, pubblicato su Clinical Oral Investigations, ne ha infatti indagato i legami anche con lo sviluppo del bambino nel grembo materno. Gli autori di questa ricerca, afferenti al First people’s Hospital of Linping District di Hangzhou, Cina, sottolineano ancora una volta quanto sia importante la salute parodontale. Offrendo nuovi spunti per coinvolgere i pazienti nella prevenzione che per le donne in età fertile ha un significato ancor più marcato.
Il focus della ricerca sulle donne gravide
Lo studio ha esaminato la possibile relazione tra parodontite e problemi durante la gravidanza, utilizzando un metodo di randomizzazione mendeliana a due campioni. I ricercatori hanno attinto "dati robusti" sulla parodontite cronica dal database FinnGen e dati sulle fasi della gravidanza dal UK Biobank. Per poi andare alla scoperta di relazioni significative ai fini di questa ricerca.
I legami tra parodontite e gravidanza
Gli autori dello studio hanno osservato che la parodontite è associata a una durata più breve del travaglio e a un aumento della probabilità di partorire bambini con un peso inferiore rispetto alla norma. Tuttavia, non hanno trovato prove di altri legami causali con condizioni pre-gravidiche o complicazioni più gravi durante la gravidanza.
Una ragione in più per puntare sulla prevenzione
I risultati ottenuti, usando un metodo statistico per valutare la possibilità di effetti casuali e differenze tra i dati raccolti, mettono in evidenza quanto sia importante per le donne mantenere una buona salute parodontale durante la gravidanza. Lo studio fornisce infatti solide prove sull'associazione tra parodontite e alcuni fattori, in gravidanza, come la durata del travaglio e il peso alla nascita dei bambini. Tuttavia, secondo i ricercatori servono ulteriori ricerche per comprendere meglio i meccanismi sottesi a queste associazioni. E per sviluppare interventi preventivi ancor più efficaci di quelli che già si adottano abitualmente.
I disturbi dell'ATM (Articolazione temporo-mandibolare) sono fastidiosi e spesso dolorosi. Il clinico, posto di fronte al problema, a volte può essere indeciso su come affrontarli. Recentemente, un gruppo di ricercatori dell'Università di Umeå, Svezia, ha condotto uno studio per valutare l'effetto di due diversi programmi di esercizi, o della terapia con bite, nei pazienti con dolore orofacciale miofasciale cronico frequente. Journal of Oral Health and Craniofacial Science ne ha pubblicato i risultati.
Lo studio sui disturbi dell'ATM
I ricercatori svedesi hanno selezionato un gruppo di pazienti con dolore orofacciale miofasciale cronico frequente primario, con un'intensità ≥ 4 su una scala numerica (0-10). Novanta soggetti sono stati randomizzati a ricevere un bite, esercizi domiciliari o un programma di esercizi supervisionato. Due esaminatori, ciechi rispetto alla modalità di trattamento, hanno esaminato lo stesso soggetto all'inizio e al follow-up a 3 mesi. I ricercatori hanno applicato metodi statistici non parametrici per valutare l'esito del trattamento. Considerando P <0,05 quale valore statisticamente significativo.
Gli effetti sul dolore
L'indice di gravità del dolore è stato significativamente ridotto (p <0,001) in tutti i gruppi di trattamento. La capacità di apertura della bocca è migliorata significativamente (p <0,05) per coloro che sono stati randomizzati a ricevere il bite e per coloro che seguivano il programma di esercizi domiciliari. Circa il 70% dei partecipanti ha segnalato un miglioramento nella gravità del dolore dell'ATM senza differenze significative tra i trattamenti. Entrambi i gruppi di esercizio hanno migliorato la funzione della bocca al follow-up a 3 mesi rispetto al basale. Coloro che avevano il bite, invece, hanno riportato una maggior attenuazione del mal di testa rispetto a coloro che seguivano i programmi di esercizio.
Le conclusioni
I programmi di esercizio mandibolare e i trattamenti con bite, dopo 3 mesi, hanno effetti positivi simili nei pazienti con dolore orofacciale miofasciale cronico frequente. Tuttavia, la somatizzazione e la percezione scomoda dell'occlusione dentale risultano fattori negativi per il successo del trattamento.
Fluoro topico e sigillanti sono due misure molto diffuse nella pratica odontoiatrica. Quanto però queste azioni siano davvero efficaci per prevenire la carie non sempre è facile dirlo con esattezza. Un recente studio di coorte, condotto su oltre 69mila bambini e adolescenti statunitensi, è venuto in aiuto. I ricercatori, afferenti all'Harvard School of Dental Medicine, Stati Uniti, hanno condotto un'analisi approfondita su tali misure di qualità odontoiatriche e sui risultati di salute orale osservabili. Per poi pubblicare l'esito della ricerca su JAMA Network.
Come s'è svolta la ricerca
Lo studio ha coinvolto un periodo di osservazione dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2020, utilizzando i registri elettronici della salute dei partecipanti. Le misure di qualità prese in considerazione includevano l'applicazione di fluoro topico e il ricevimento di sigillanti. In altre parole, due pratiche ampiamente riconosciute per la loro efficacia nella prevenzione delle carie dentali. Per valutare l'effetto reale di queste misure, i ricercatori hanno utilizzato un modello di coorte retrospettivo. Per poi stimare la differenza nel rischio di sviluppare carie tra i bambini che avevano aderito a tali pratiche e quelli che non lo avevano fatto.
I risultati dello studio
Secondo i ricercatori, i dati ottentui dalla ricerca hanno dimostrato che l'adesione a queste misure di qualità era associata a una significativa riduzione del rischio di carie dentarie nei bambini. Inoltre, gli autori dello studio hanno osservato una maggiore efficacia di queste misure nei bambini a rischio più elevato di carie e in quelli con un'assicurazione pubblica rispetto a quelli con assicurazione privata.
Come interpretare i dati
Questo studio fornisce una chiara evidenza dell'importanza delle misure preventive odontoiatriche nella promozione della salute orale dei bambini. Gli odontoiatri e gli operatori sanitari possono trarre vantaggio da queste informazioni. Innanzitutto per implementare strategie preventive mirate e migliorare la salute orale nei loro pazienti pediatrici. Ma anche per avere la prova che la prevenzione funziona davvero e conviene sempre praticarla.
Se hai utilizzato lo scanner intraorale, hai certamente già sperimentato la comodità e i vantaggi derivanti dal suo impiego nella clinica e nei flussi di lavoro quotidiani. Oltre alla praticità nel trattamento dei pazienti, ecco alcuni dei vantaggi che il sistema IOS può apportare allo studio odontoiatrico.
Puoi offrire più comfort ai bambini con i puntali small per lo scanner intraorale
Se è vero che anche alcuni adulti provano disagio durante la presa dell'impronta, questa sensazione diventa ancora più intensa e difficile da sopportare per i bambini.
La loro pazienza è relativamente limitata e spesso faticano a restare fermi in attesa che la presa d’impronta sia correttamente eseguita.
Secondo uno studio, i bambini preferiscono la presa d’impronta con lo scanner intraorale rispetto ai metodi tradizionali e si sentono a proprio agio con l'odontoiatria digitale (1).
È possibile creare una esperienza più confortevole per i piccoli pazienti utilizzando unoscanner intraorale con puntali di dimensioni ridotte.
Aziende come Medit forniscono puntali specifici per chi percepisce una sensazione di disagio con i metodi tradizionali, contribuendo a rendere il processo maggiormente agevole e piacevole per i più piccoli.
Usa la visualizzazione digitale per migliorare la comunicazione: un'immagine dice molto più delle parole
In che modo uno scanner intraorale è in grado di migliorare la comunicazione con i pazienti? In primo luogo, perché la visualizzazione sul monitor dei dati scansionati offre la possibilità di condividere una consulenza obiettiva sulla situazione clinica e permette al paziente di comprendere meglio il piano di trattamento proposto.
Questa opportunità aumenta il livello di soddisfazione del paziente per l’esperienza clinica nel complesso.
Uno dei molti motivi per cui le persone si rivolgono allo stesso studio odontoiatrico e si dichiarano soddisfatti è perché si sentono coinvolti e a proprio agio nel processo di comunicazione (2).
A volte si tende a trascurare il fatto che i pazienti non siano esperti della materia, eppure ci si addentra in spiegazioni utilizzando termini medici o tecnici. In questo contesto, le immagini ottenute attraverso le scansioni e le relative immagini del trattamento clinico proposto rendono la spiegazione da parte dell’odontoiatra più persuasiva e convincente.
Assicura un approccio clinico positivo per fidelizzare i pazienti
Quali sono gli elementi o le differenze che influenzano la scelta dei pazienti di farsi curare in uno studio odontoiatrico piuttosto che in un altro? In primo luogo le persone si preoccupano delle procedure proposte e della qualità globale del trattamento, ma tengono conto, e questo è un dato interessante, anche di altri fattori, come ad esempio i tempi di attesa brevi, il rispetto delle regole per il controllo delle infezioni e le procedure generali utilizzate per il trattamento odontoiatrico.
Negli studi odontoiatrici più moderni e attrezzati capita spesso di raccogliere le opinioni positive dei pazienti riguardo alle procedure digitalizzate, alla loro accuratezza e al comfort che assicurano (3).
L'utilizzo di uno scanner intraorale riduce anche il tempo alla poltrona. L'intero processo per la presa d’impronta tradizionale richiede infatti dai 10 ai 15 minuti (3), mentre la stessa procedura con lo scanner si svolge in meno di due minuti.
Tutte queste esperienze possono trasformare in senso positivo la percezione dei pazienti riguardo al tuo studio odontoiatrico.
Serrano-Velasco D, Martín-Vacas A, Paz-Cortés MM, Giovannini G, Cintora-López P, Aragoneses JM. Intraoral scanners in children: evaluation of the patient perception, reliability and reproducibility, and chairside time-A systematic review. Front Pediatr. 2023 Jun 26;11:1213072. doi: 10.3389/fped.2023.1213072.
Ungureanu MI, Mocean F. What do patients take into account when they choose their dentist? Implications for quality improvement. Patient Prefer Adherence. 2015 Nov 27;9:1715-20. doi: 10.2147/PPA.S94310.
Un normale allineatore trasparente deve essere indossato almeno 22 ore: non basta indossarlo solo la notte, ma è quello che tutti i pazienti vorrebbero. NOXI si differenzia proprio per questo: è un allineatore progettato e studiato specificamente per essere utilizzato solo di notte grazie alle sue caratteristiche uniche, che rendono possibile un movimento predicibile e stabile in meno ore di applicazione.
Frutto della ricerca e di un materiale innovativo
NOXI nasce dall’esperienza di oltre 50.000 casi studiati dai tutor specializzati presso la Scuola di Ortognatodonzia dell’Università di Ferrara che, sulla base di una intensa attività di ricerca, sono riusciti a mettere a punto un modulo di applicazione delle forze differenziato rispetto agli allineatori trasparenti standard presenti sul mercato.
Realizzato in un materiale innovativo, formulato per applicare forze diversificate e bianco per reagire colorimetricamente alle effettive ore di utilizzo del paziente e permettere un check della compliance, NOXI consente al medico di avvalersi dell’ausilio di due speciali app, TRUE WHITE BOX e NOXIMINDER, che aiutano non solo il monitoraggio della compliance, ma anche la comunicazione medico-paziente, per raggiungere l’obiettivo previsto.
1. Prima2. Durante3. Dopo. Caso clinico per gentile concessione della Scuola di Ortodonzia di Ferrara
Il primo allineatore che si indossa di notte
NOXI è il primo e unico allineatore notturno, diverso da tutti gli altri presenti nel mercato, per questo il clinico che lo sceglie sarà affiancato e seguito per tutta la durata del trattamento da uno degli ortodontisti specializzati presso la scuola dell’Università di Ferrara che hanno studiato sia il software di progettazione che questa tipologia di trattamento.
Ogni mascherina NOXI è il risultato della collaborazione sinergica e continua dei tutor specializzati presso l’Università di Ferrara e degli ingegneri e tecnici di Sweden & Martina: infatti, NOXI è fabbricato da Sweden & Martina all’interno dell’avanzata area produttiva creata appositamente dall’Azienda per questa lavorazione.
Un prodotto unico, 100% Made in Italy, che sta riscuotendo un interesse crescente dopo le due giornate di presentazione a oltre 1.000 medici avvenute a febbraio 2024 presso IL TEATRO di Sweden & Martina e che sta riuscendo nell'ambizioso intento di rendere soddisfatti anche i pazienti più esigenti.
Leonardo Paolo Demonte (1-2), Elena Bazzini (1), Noah Cohen (1), Valeria M.A. Battista (1), Luca Autelitano (1), Maria Costanza Meazzini (1)
1) Ospedale San Paolo-Milano, U.O, di Chirurgia Maxillo-Facciale, Centro regionale per le labiopalatoschisi – Operation Smile
2) Università Vita-Salute San Raffaele-Milano
Abstract
Il trattamento ortodontico dei pazienti affetti da labiopalatoschisi costituisce una sfida complessa, influenzata da fattori intrinseci e iatrogeni. L’espansione palatale rappresenta il tipico primo approccio ortodontico, ma l’ipoplasia sagittale del mascellare, in particolare, necessita di valutazioni e scelte multidisciplinari. Approcci innovativi come l’Alt-Ramec o le placche scheletriche mirano a ridurre la necessità di interventi di ortognatica ma non tutti i pazienti accettano di sottoporsi a tali trattamenti durante l’adolescenza. In caso di chirurgia a fine crescita, la preparazione ortodontica è cruciale per garantire un’occlusione stabile durante l’intervento. Abbiamo valutato l’efficacia degli allineatori rispetto all’ apparecchio fisso nella preparazione chirurgica segmentata. Questo studio suggerisce che il trattamento con Invisalign possa essere utilizzato con successo nei pazienti con labiopalatoschisi che necessitano di osteotomia mascellare in più frammenti; nonostante l’accuratezza inferiore rispetto al trattamento fisso, gli allineatori risultano adeguati a garantire il raggiungimento di una corretta occlusione pre-chirurgica. Questo approccio può contribuire a ridurre il carico di trattamento nei pazienti con schisi, offrendo un’alternativa ben accettata, specialmente tra gli adulti.
Class III treatment in patients with Cleft Lip and Palate
Orthodontic treatment for patients with cleft lip and palate poses a complex challenge influenced by both genetic and iatrogenic factors. Multidisciplinary approach is essential in every step of growth of these patients, but palatal expansion typically serves as first orthodontic approach. Sagittal hypoplasia is usually more challenging. Innovative approaches like Alt-Ramec or skeletal plates aim to minimize the need for orthognathic surgeries; however, not all patients embrace these treatments during adolescence. In cases of surgery, orthodontic preparation is crucial to ensure a stable occlusion during the procedure. We assessed the effectiveness of clear aligners compared to fixed appliances in segmented surgical preparation. This study suggests that Invisalign treatment can be successfully employed in patients with cleft lip and palate requiring multi-segment maxillary osteotomy. Despite slightly lower accuracy compared to fixed appliances, aligners prove sufficient in achieving a correct pre-surgical occlusion. This approach contributes reducing the burden of care for patients with cleft lip and palate, providing a well-accepted alternative, especially among adults.
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Ogni bambino ha diritto a una comunicazione efficace, in qualunque ambito. In un contesto sociale sempre più diversificato e con un numero significativo di minori stranieri immigrati e/o rifugiati, è fondamentale preservare il ruolo della lingua madre nell’ambiente odontoiatrico. Gli Autori propongono una prospettiva che può aiutare a colmare le lacune linguistiche e migliorare gli esiti del trattamento, dove le strategie di Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA) si integrano con gli approcci tradizionali in Odontoiatria Pediatrica.
(1) Università degli studi dell’Insubria, Scuola di Medicina, Varese, 21100, Italia
(2) Asst dei Settelaghi, S.C. Odontostomatologia Varese, 21100, Italia
L’incontro con pazienti con importanti difficoltà comunicative, in particolare immigrati e/o rifugiati da poco in Italia, è una sfida di fronte alla quale ogni odontoiatra si trova spesso nella sua pratica clinica quotidiana, soprattutto in tempi recenti.
Queste situazioni riflettono gli importanti cambiamenti che la nostra società sta attraversando. Secondo quanto comunicato nel report dell’ISTAT dello scorso ottobre (1), il rilascio di nuovi permessi di soggiorno ha registrato un aumento dell’85,9% dal 2021 al 2022; una percentuale così rilevante non si verificava da oltre un decennio.
La situazione eccezionale rappresentata dalla crisi ucraina ha notevolmente contribuito a tale incremento, con la concessione di quasi 148.000 nuovi permessi per protezione temporanea e flussi costituiti in prevalenza da donne e bambini. Secondo il rapporto del Dipartimento della Protezione Civile di dicembre 20232, più del 30% degli individui di nazionalità ucraina che cercano protezione temporanea è rappresentata da minori. In generale, i minori ucraini giunti in Italia si attestano al secondo posto per numero dopo quelli di origine egiziana, seguiti da albanesi e bengalesi. Tra questi, moltissimi sono quelli che arrivano da soli nel nostro paese (9.000 circa durante il 2022). L’età media dei minori ucraini non accompagnati è la più bassa, ovvero inferiore ai 13 anni, rispetto ai 17-18 anni dei minori egiziani e bengalesi.
Con questi dati alla mano, di fronte alla possibilità sempre più frequente di dover trattare pazienti in presenza di criticità nella comunicazione legate a differenze linguistiche, va da sé aprire una riflessione su quali domande l’odontoiatra debba porsi prima di approcciarsi a questi pazienti, soprattutto se si tratta di bambini, che necessitano sempre di attenzioni peculiari.
Di seguito proponiamo tre di queste domande, a nostro parere le più importanti per cominciare ad aprire questo discorso.
Trattare alla poltrona un bambino che non può esprimersi nella propria lingua madre può essere un problema per il dentista?
Assolutamente sì. Si può dire come l’immersione nella propria lingua madre sin dalla più tenera infanzia rappresenti il primo imprescindibile “porto sicuro” per il bambino.
Entrare in un contesto linguistico estraneo, condizione che caratterizza chi lascia il proprio Paese d’origine, destabilizza questo porto sicuro e questa destabilizzazione è ancora più marcata nei bambini, che nella loro breve vita hanno fatto esperienza solo di ciò che è familiare, cioè di quei suoni, odori, spazi e sensazioni legati al luogo in cui sono nati (3).
Tale affermazione può essere avvalorata se la si osserva da una duplice prospettiva: da un lato, se guardiamo a quello che è lo sviluppo tipico del bambino (4); dall’altro, se leggiamo Children’s Rights in Action, il quadro strategico avviato dal Consiglio d’Europa per il periodo 2022–20275.
Considerando lo sviluppo del bambino, si può dire come, nel neonato con sviluppo tipico, i suoni, le espressioni del volto, i gesti acquisiscano nel tempo un senso grazie allo scambio reciproco con l’adulto che si prende cura di lui (caregiver).
Questo prezioso scambio inizia a manifestarsi intorno al sesto mese di vita con le prime espressioni vocali emesse dai bambini. Si tratta della lallazione, fenomeno universale che precede il linguaggio strutturato e riflette la risposta del bambino al linguaggio circostante degli adulti.
Prima che il linguaggio assuma un significato completo, la sonorità delle parole diventa il principale veicolo per instaurare uno scambio empatico con la madre o con la figura che si prende cura di lui, contribuendo così a modellare il modo in cui il bambino impara a influenzare il comportamento degli altri attraverso i suoni che emette. Intorno ai nove mesi di vita, il bambino inizierà a perfezionare la presa degli oggetti. Se tali oggetti vengono nominati dalla figura che per il bambino è rappresentata dalla madre, essi diventeranno sostituti parziali della figura materna e permetteranno al bambino di imparare a sostenere e tollerare la sua assenza. Il suono della lingua madre, quindi, svolge un ruolo cruciale aprendo il bambino alla fiducia nel manipolare creativamente il mondo circostante.
Oltre a questo, bisogna però ricordare anche che l’apertura del bambino verso il mondo passa attraverso il riconoscimento e l’accettazione da parte dell’adulto di quelli che sono i suoi diritti.
Questa visione per il futuro è stata tracciata chiaramente dal Consiglio d’Europa: i bambini hanno diritto ad essere ascoltati, a partecipare e ad esprimere il proprio punto di vista su tutte le decisioni che li riguardano, in accordo con quella che è la loro età ed il loro livello di maturità.
I bambini inoltre hanno diritto alla libertà di espressione, informazione ed opinione, come garantito dall’articolo 10 della Corte europea per i diritti dell’uomo (ECHR) e dall’articolo 13 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia (UNCRC, vedi Tabella 1).
Tabella 1 - Convenzione dei Diritti del Bambino (1989, ratificata in Italia nel 1991) (6)
I quattro principi generali del bambino su cui è basata la Convezione
Altri diritti del bambino da tenere a mente per il team odontoiatrico:
Diritto a non essere discriminati (Articolo 2)
diritto ad esprimere la propria opinione e ad essere presi sul serio (Articolo 12)
Diritto a garantire i migliori interessi del bambino (Articolo 3)
fornire informazioni che il bambino possa comprendere, soprattutto riguardo al proprio stato di salute ed al proprio benessere (Articolo 17)
Diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo (Articolo 6)
Garantire aiuto ulteriore e cure adeguate a quei bambini che non possono vivere con i propri genitori (Articolo 20), profughi (Articolo 22) o con disabilità (Articolo 23)
Diritto ad essere ascoltati (Articolo 12)
diritto del bambino a fornirgli le migliori cure possibili (Articolo 24)
gli adulti dovrebbero conoscere quali siano i diritti dei bambini e dovrebbero aiutare i bambini stessi a conoscerli (Articolo 42)
Il diritto dei bambini ad essere ascoltati e ad essere presi sul serio è uno dei valori fondamentali della Convenzione e non è di per sé solo un diritto, ma è anche un criterio per interpretare e implementare tutti gli altri diritti.
Partecipare, per il bambino, significa poter dialogare attraverso la propria lingua madre.
Questo aspetto è ancora più delicato se si ricorda come i bambini in situazioni emergenziali o di crisi, come quelli coinvolti in contesti migratori, siano sottoposti a maggiori disparità, anche per quanto concerne il loro accesso a servizi che garantiscano loro cure adeguate.
Un approccio basato sui diritti di ogni bambino all’ascolto e alla ricezione di informazioni comprensibili rappresenta un modello al quale la pratica clinica odontoiatrica quotidiana deve aspirare6. Una comunicazione ottimale, in una lingua che sia compresa dal paziente, consentirà di offrire condizioni di maggiore sicurezza durante le cure anche per il team odontoiatrico (7).
L’odontoiatra “general practitioner” può sentirsi autorizzato a trattare bambini con esigenze linguistiche particolari?
Sì, purché vengano sempre tenuti a mente i valori imprescindibili che guidano l’odontoiatra pediatrico nel suo operato (8, 9, 10). A differenza di quanto può fare il genitore/caregiver empatico, dove lo scambio reciproco è costante e rafforzato dalla quotidianità degli incontri, l’odontoiatra deve imparare a comprimere questo rapporto nel tempo limitato della visita o della cura prevista, dove l’obiettivo principale è l’efficacia ed efficienza della nostra terapia. L’approccio con il bambino combina sempre Arte e Scienza: non si tratta semplicemente di “tirare fuori dal cappello” tattiche improvvisate, bensì richiede da parte del medico un’analisi rapida della situazione, una selezione delle strategie più adatte per quel bambino, all’interno di un approccio evidence based. L’aggancio del tutto speciale e singolare che verrà stretto nello scambio attivo con il bambino conferisce all’odontoiatra il ruolo maieutico di saper mescolare tecniche di approccio congeniali alla specifica situazione, adattate alla propria personalità, al fine di dar voce alla relazione che il bambino ha con sensazioni che provengono da stimoli di natura uditiva, olfattiva, visiva e tattile.
Occorre quindi avviare una comunicazione con il bambino fatta di parole autentiche, che possano essere comprese, assimilate, credute.
Cosa possiamo mettere in atto laddove sia presente una barriera linguistica che ci frena in questo percorso?
Un aiuto valido può essere rappresentato dalla Comunicazione Aumentativa e Alternativa, “un ambito di ricerca e pratica clinica che accoglie l’insieme di tutti gli strumenti, strategie e tecniche utilizzabili quando il linguaggio verbale è compromesso o difficoltoso, in pazienti con esigenze comunicative complesse”11. Durante l’attività clinica presso l’Unità di Odontoiatria Pediatrica dell’Ospedale del Circolo di Varese, l’incontro con una paziente di dodici anni, Juliia, rifugiata proveniente dall’Ucraina, ha consentito di evidenziare quanto ordinariamente si possa far esperienza di questa prospettiva. Juliia, accompagnata dalla madre, si è presentata alla nostra osservazione in urgenza, per la presenza di dolore causato da una carie sull’elemento 4.6, in pulpite. La piccola paziente e sua madre, parlando esclusivamente ucraino, non erano in grado di comunicare correttamente i propri bisogni.
La barriera linguistica, indebolendo il ruolo del linguaggio come strumento di interazione, aveva privato Juliia di strategie utili per esprimere esigenze e difficoltà, compromettendo l’efficacia delle tecniche tradizionali di condizionamento psicologico comunemente utilizzate in odontoiatria pediatrica. Dopo un primo tentativo di cura fallito, il team odontoiatrico si è chiesto quale percorso intraprendere per trattare la giovane paziente e sono state a questo proposito sfruttate le potenzialità della CAA (Tabelle 2 e 3).
Tabella 2 - Caratteristiche della Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA) utili nella gestione dell’approccio terapeutico del bambino
Utilizzare la CAA significa avviare un approccio fondato su coinvolgimento e partecipazione, all’interno di un gruppo di lavoro, composto da genitori, dentista, assistenti di studio e, se necessario, assistente sociale e maestri (12, 13).
La CAA si basa sui punti di forza del bambino, per raggiungere competenza comunicativa. Siamo molto più interessati a conoscere ciò che un bambino “sa fare” piuttosto che ciò che un bambino “non sa fare” (rinforzo positivo!) (14).
Non poter parlare la propria lingua madre è considerata una “disabilità temporanea”: è dimostrato come la CAA sappia compensare tale condizione durante l’interazione iniziale (in prima visita), nel paziente straniero (11).
Arricchisce qualità e la quantità dell’esposizione linguistica in entrata (usare più strategie per comunicare meglio significa aumentare la probabilità di successo terapeutico!). Favorisce il gioco interattivo, tenendo conto della recettività e della curiosità di ciascun bambino (11).
Dipende fortemente dalle competenze interattive e comunicative dell’operatore di CAA: essere dentisti “allenati” verso l’empatia favorisce un utilizzo più competente della CAA. (15).
Per tutti si può trovare una strada per comunicare… Respirare è l’unico prerequisito rilevante per la comunicazione! (16)
Tabella 3 - Strumenti della Comunicazione Aumentativa Alternativa, utili nel setting odontoiatrico in presenza di una barriera linguistica, nell’approccio con il piccolo paziente (11)
Strumenti
Definizioni
Suggerimenti
Obiettivi
“Small Talks”
Frasi convenzionali utilizzate in odontoiatria pediatrica, dalla struttura prevedibile, tradotte e trascritte nella lingua madre del bambino.
- Trascrivere le frasi su fogli oppure riportarle su cellulare o tablet, che il bambino terrà in mano: impegnare il bambino, dargli l’impressione che stia contribuendo al “lavoro” del dentista, incrementa la sua partecipazione attiva e positiva durante la seduta.- Dividere le frasi in aree di interesse (ad esempio, fasi delle procedure cliniche): rende i contenuti più facilmente accessibili.- Introdurre ogni strumento e procedura odontoiatrica con “Small Talks”: ai bambini piace la routine.- Incoraggiare il bambino a leggere ad alta voce le frasi: la stanza verrà riempita dal suono familiare della sua lingua madre!
- Integrare la tecnica di approccio Tell-Show-Do.- Stabilire confini chiari e precisi per gestire l’ansia, con un rinforzo della capacità di controllo da parte del bambino sulla situazione: il bambino avrà la sensazione di poter gestire meglio la seduta, all’interno di un “recinto” definito da regole chiare e parole conosciute.
Pittogrammi (vedi Figure 1 e 2)
Simboli stilizzati che rappresentano parole, frasi e concetti correlati agli argomenti di interesse.
- Selezionare simboli ed assemblare una tabella ad hoc, in cui compaiano entrambe le lingue (quella del dentista e quella del paziente) vicino all’immagine. Questo permette al bambino di indicare il simbolo di interesse sulla tabella.-Scegliere i simboli in base a Concretezza (rappresentazione di attività, sensazioni, parti del corpo, scala che quantifichi il dolore), Familiarità (rappresentazione di oggetti o attività familiari) e Luminosità del colore (contrasti di colore che rendano le immagini chiare e facilmente comprensibili).
Umanizzare l’ambiente odontoiatrico e creare un senso di “familiarità”, in un nuovo contesto e in una circostanza eccezionale.
Comunicazione Simultanea
Coinvolgimento, durante la seduta operativa, del supporto di un interprete che conosca la lingua del bambino.
Non esaurisce tutte le necessità comunicative della situazione, ma può fungere da “collante” che tiene insieme il triangolo “bambino - genitore - dentista”.
-Mettere a proprio agio il genitore, con un beneficio conseguente per il bambino.-Creare un senso di cameratismo, in un ambiente giocoso, allegro, leggero.-Dare una “voce” nell’enfatizzare alcuni passaggi operativi importanti.
L’immediatezza di simboli (17) da indicare che rappresentano concetti e parole (Figure 1 e 2) ha facilitato la comprensione di ciò che si voleva comunicare.
Figure 1-2. Il presente materiale può essere utilizzato da entrambi i partner comunicativi, in base alla necessità. La persona che vuole richiedere o dire qualcosa può, semplicemente, indicare sulla tabella il simbolo o la parola in base al significato che vuole esprimere. L’ascoltatore, a sua volta, può indicare la risposta nella tabella e, eventualmente, proporre una domanda a sua volta (17). Materiale di libero utilizzo – creato e distribuito gratuitamente da www.logosenzafrontiere.com. Alcuni pittogrammi sono stati modificati in base alle esigenze. I simboli pittografici utilizzati sono di proprietà del governo di Aragona e sono stati creati da Sergio Palao per ARASAAC (http://www.arasaac.org) che li distribuisce sotto Licenza Creative Commons BY-NC-SA
La lettura ad alta voce da parte di Juliia delle frasi trascritte in cirillico ucraino (Tabella 4, fruibile in fondo a questo articolo) e i gesti, supportati dall’aiuto del traduttore durante la seduta, hanno avuto come scopo quello di fornire spiegazioni alla madre di Juliia e stabilire confini chiari e precisi che la paziente potesse identificare per gestire l’ansia alla poltrona. Il messaggio più importante era far capire a Juliia che poteva controllare i passaggi necessari per la cura in qualsiasi momento, attraverso l’uso della sua mano, posizionata sul suo addome e da alzare qualora volesse “dirci qualcosa”. Il gesto è stato chiamato “mano semaforo” per rappresentare, attraverso un’immagine familiare alla paziente, il risultato che avrebbe permesso di verificarsi.
Prima di ogni passaggio operativo, durante la seduta, è stata ricordata a Juliia la possibilità di usare questa strategia, attraverso il posizionamento della mano del traduttore sulla sua, gesto accompagnato dalla voce che ripeteva la procedura alla paziente.
Questo ha contribuito a riempire l’ambiente di positività, creando un senso di cameratismo e giocosità, “immergendolo” nella lingua madre della bambina e sovrascrivendo il ricordo negativo della prima seduta, in cui la paziente aveva provato disagio, con nuove e piacevoli sensazioni, tecnica chiamata “esperienza emozionale correttiva” (18). All’inizio della seduta, la bambina ha manifestato un atteggiamento negativo nei confronti dell’ambiente odontoiatrico (rifiuto a sedersi, sguardo basso, comunicazione solo con la madre). Alla fine della seduta, ha mostrato gratitudine, affermando che “andare dal dentista è divertente”.
Take Home Message
Nella pratica clinica quotidiana, vanno sempre ricordati quali siano i diritti di ogni bambino.
L’interazione con bambini provenienti da contesti linguistici diversi può avvalersi dell’integrazione tra le tecniche di approccio tradizionali e strategie di Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA).
I dentisti che trattano bambini provenienti da contesti migratori possono seguire le proposte suggerite in questo articolo per creare l’ambiente migliore e più personalizzato per le esigenze specifiche del bambino.
Tabella 4 - Traduzione delle parole e delle frasi più comunemente utilizzate in odontoiatria pediatrica, dall’Ucraino all’Italiano
Utile la suddivisione per aree tematiche (preparazione del paziente con parole e frasario per esprimere concetti generali; informazioni sullo strumentario; anestesia; diga; informazioni da dare a fine seduta); si consiglia di stampare e plastificare i fogli affinché possano essere maneggiati agevolmente da operatore/assistente/bambino durante la seduta.
Parole e frasario per esprimere concetti generali
Numeri da 1 a 10
Один, два, три, чотири, п'ять, щість, сім, вісім, дев'ять, десять
Va bene
Добре
Va tutto bene?
Все добре?
Sei molto brava
Ти велика молодець
Oggi sei qui per curare una carie che c’è nel tuo dente. È questa carie che ti sta causando dolore.
Сьогодні тут, щоб лікувати кариес в твоїх зубах. Цей кариес приносить тобі біль.
Siamo qui tutti per aiutarti e farti stare meglio
Ми всі тут, щоб тобі допомогти і зробити краще.
Metti la tua mano destra sulla pancia
Поклади твою праву руку на живіт.
Se hai bisogno di dirmi qualcosa o di fermarmi mentre lavoro, non muovere mai la testa ma alza sempre la tua mano destra
Якщо тобі необхідно сказати щось чи зупинити роботу, не рухай головою, а завжди піднімай твою руку праву.
Mano (sinistra / destra)
Рука (ліва/права)
Nome dello strumentario
Cannuccia (aspirasaliva)
Соломинка (прибирас зайву слину)
cotone
Вата
specchietto
Люстерко
spazzolini elettrici
Електрична зубна щітка
spazzolini non elettrici
Не електрична зубна щітка
anestesia
Анестезія
Medicina
Медицина (ліки)
otturazione provvisoria
Тимчасова пломба
otturazione definitiva
Постійна пломба
siringa
Щприць
gocce
Каплі
Filo interdentale
Зубна нитка
Foglietto di lattice
Латексний лист
Introduzione allo strumentario
La poltrona ora si alza
Крісло що піднімається
Puoi sciacquare la bocca e usare il tovagliolo per asciugarti la bocca
Можеш полоскати і посушити рота, використовуючи серветку.
Questa è una cannuccia, serve per aspirare la saliva e l’acqua
Цей інструмент використовують шоб прибрати слину і воду.
Questo è uno specchietto, serve per guardare bene e spostare lingua e guancia
Це люстерко використовують шоб краще роздивитися язик і щоку.
Utilizzo strumenti rotanti
Per pulire la carie che c’è nel tuo dente, utilizziamo spazzolini elettrici, di varie forme e misure. Questi spazzolini servono per lavare via lo sporco dal dente
Щоб почистити зуби від каріесу використовуемо електрицний інструмент різних форм і розмірів. Ці інструменти використовують для видалення грязі з зубів.
Sentirai vibrare, ma non devi sentire fastidio: se senti fastidio, mi alzi la mano
Ти відчуєшь вібрацію але не повинен відчувати сильно. Якщо відчуваєш дуже, підніми праву руку.
Utilizzo lavaggi
Per pulire il dente, usiamo acqua speciale che lava via lo sporco.
Questa che vedi non è una siringa, non punge. Fa solo scendere l’acqua speciale che pulisce il tuo dente.
Для чистки зубів використовуємо спеціальну воду. Яка змиває грязь, не торкаючись зубів
Anestesia
Dobbiamo addormentare il dente, per curarlo bene.
Повинні заморозити зуб, щоб полікувати краще.
Per addormentare il dente, usiamo un cotone che sa di menta e delle gocce
Використовуемо вату, змоцену каплею ментолу.
Appoggio il cotone e lo lascio vicino al dente per qualche minuto
Залишаємо цю вату поряд з зубом на декілька хвилин.
Ora facciamo cadere 10 gocce intorno al dente. Le regole delle gocce sono:
ti aiutiamo a tenere gli occhi chiusi: se le gocce finiscono negli occhi bruciano, come lo shampoo
le gocce hanno un sapore amaro: quando abbiamo finito di metterle, ti faccio sciacquare la bocca con l’acqua
conto ad alta voce fino a dieci, mentre le metto. Posso fare delle pause, se mi alzi la mano destra
sentirai che si gonfia la guancia: è normale. È una sensazione che dura 2 ore e scomparirà da sola.
Ricordati di non morsicarti il labbro, di non toccare il labbro con denti o lingua, mentre hai questa sensazione.
ПРАВИЛА ПОВЕДІНКИ:
1). Допомогаємо закрити очі щоб каплі не попали в очі і не ці мило які шампунь. 2). Краплі гірки, потім допомагаємо промити рота водою.
Рахуємо до десяти вводимо. Ми робимо паузу якщо ти піднімаєш праву руку.
Відчуєшь як надулась щока: це нормально. Така асоціація (тверда щока) близько 2
годин потім проходить сама.
Пам'ятай: Не кусай, не торкайся гобою зубів або язика.
Ora dobbiamo mettere altre 10 gocce. Quando mettiamo queste altre gocce, sentirai spingere intorno al dente. E’ come se dovessimo appiccicarle bene intorno al dente, per addormentarlo. Le regole delle gocce (occhi chiusi, ti facciamo sciacquare quando abbiamo finito di metterle, puoi alzarci la tua mano destra se serve) sono le stesse.
Зараз ми повинні нанести ще 10 крапель. Коли ми нанесли ті інши каплі ти відчуєшь поштовхи в зубі. Це якби заморозити зуб. Правила поведінки такіж: коли наносимо краплі очі закриті ми промиємо коли закінчимо також можеш піднімати руку, якщо тобі необхідно.
Diga di gomma
dobbiamo vederci bene per curarti il dente. Per questo motivo, usiamo un foglietto di lattice che si appoggia intorno al dente. Questo foglietto di lattice sta fermo, intorno al dente, grazie ad un anellino. Non sentirai niente quando lo appoggiamo e, quando avremo finito di curarti il dente, toglieremo l’anellino e il foglietto.
Нам потрібно добре бачити щоб лікувати зуб. У зв'язку з цим використовуем латексну пластину.
useremo anche filo interdentale per appoggiare bene il foglietto intorno al dente
Викорестовуємо також зубну нитку щоб добре расташувати бумагу біля зуба.
Quando questo foglietto sarà in bocca, potrai comunque respirare dalla bocca, dal naso, e mandare giù la saliva.
Se dovessi fare fatica a mandare giù la saliva, alza la tua mano destra e così ti aspiriamo la saliva con la cannuccia.
Коли ця бумага буде у роті ти можеш дихати ротом, носом і глотати слину. Якщо важко глотати підніми праву руку, ми так прибиремо слину за допомогою соломники.
Rilevatore di apice
per pulire bene il tuo dente, usiamo un piccolo computer che si appoggia alla guancia e fa un piccolo suono.
Щоб добре почистити зуб використовуємо маленький комп'ютер. Який торкається щоки і робить невеличкий звук.
Medicazione
ora asciughiamo il dente con dei minuscoli rotoli di carta
Тепер давайте висушимо зуб маленькими ватними рулочиками.
mettiamo una medicina nel tuo dente che serve per farlo guarire
Кладемо ліки на твій зуб необхідні для заживления.
mettiamo una otturazione provvisoria
Ставимо тимчасову пломбу.
Raccomandazioni a fine seduta
abbiamo messo una otturazione provvisoria per chiudere il dente.
Ми поставили тимчасову пломбу щоб закріпити зуб.
Non masticare per 2 ore sopra al dente che ti abbiamo curato. È meglio che quindi mastichi dall’altro lato, per oggi.
Не істи 2 години на той зуб що лікували. Краще жуй на іншу сторону.
Se dovessi avere fastidio oggi e nei prossimi giorni, è normale. Puoi chiedere un anti- dolorifico.
Якщо відуватимеш дискомфорт в наступні дні, це нормально. Можеш попросити знеболювальне.
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