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Rialzo di seno per via transcrestale con tecnica SCA Free

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Equilibrio occlusale e attività muscolare nei pazienti con protesi mandibolare

equilibrio occlusale e attività muscolare

Equilibrio occlusale e attività muscolare sono due elementi importanti per la salute orale del paziente. Un recente studio, pubblicato su Clinical Oral Investigations, ne ha valutato i gradi rilevabili nei pazienti con protesi mandibolari fisse o rimovibili supportate da impianti dentali. I ricercatori del National Research Centre del Cairo, Egitto, autori dello studio, con questa ricerca offrono ai clinici le prove scientifiche di quel che già suggerisce l'esperienza.

Equilibrio occlusale attività muscolare sotto indagine

Lo studio ha coinvolto un gruppo di pazienti con mandibole prive di denti. I ricercatori hanno divisi i soggetti in due gruppi: uno costituito da pazienti che avevano ricevuto protesi rimovibili e l'altro protesi fisse. Per valutare l'equilibrio occlusale, i ricercatori hanno utilizzato il dispositivo Occlusense. Per misurare l'attività muscolare, invece, si sono avvalsi dell'elettromiografia (EMG). I dati sono stati raccolti alla consegna della protesi e poi dopo uno e tre mesi di utilizzo. Gli autori dello studio hanno preso in esame anche la qualità della vita correlata alla salute orale, utilizzando il questionario Oral Health Impact Profile (OHIP-19). Prima della consegna della protesi e durante i follow-up successivi, infatti, i pazienti hanno compilato il questionario per valutare gli eventuali miglioramenti rilevabili nel tempo.

I risultati registrati

Entrambi i gruppi hanno mostrato un miglioramento significativo nell'equilibrio occlusale e nell'attività muscolare, oltre a un aumento della qualità della vita correlata alla salute orale. Tuttavia, il gruppo che aveva ricevuto le protesi fisse dimostrava un miglioramento significativamente maggiore rispetto al gruppo delle protesi rimovibili. In particolare, il gruppo con protesi fisse mostrava un miglioramento più rapido nell'equilibrio occlusale e nell'attività muscolare già dopo un mese dall'applicazione della protesi. Inoltre, dopo tre mesi, riportava una maggiore riduzione delle limitazioni funzionali legate alla salute orale rispetto all'altro gruppo.

Le conclusioni dello studio

Le protesi mandibolari supportate da impianti dentali possono migliorare significativamente l'equilibrio occlusale, l'attività muscolare e la qualità della vita correlata alla salute orale dei pazienti edentuli. Tuttavia, le protesi fisse sembrano offrire vantaggi superiori rispetto a quelle rimovibili in termini di miglioramento dell'occlusione e dell'attività muscolare, nonché nella riduzione delle limitazioni funzionali.

Alberto Caprioglio: aiutare i giovani a comprendere

Alberto Caprioglio

È la missione accademica del neoeletto presidente SIDO 2027, professore Ordinario di Ortodonzia e direttore della Scuola di Specializzazione in Ortognatodonzia presso l’Università degli Studi di Milano, che con passione mette la sua esperienza a disposizione degli studenti, per supportarli e accrescere la loro sensibilità verso gli aspetti più etici della professione.

Alberto Caprioglio C’è una citazione, tratta da un celebre film, perfetta per comprendere uno dei fondamentali messaggi che il professor Caprioglio, accademico di lunga esperienza, cerca di trasmettere ai suoi studenti e specializzandi, ed è: “Dai la cera, togli la cera”. Chi ha visto The Karate Kid si ricorderà perfettamente quando il Maestro Miyagi utilizzava questa frase per insegnare al suo giovane, impaziente allievo come il duro lavoro eseguito con attenzione, impegno e costanza sia l’unico mezzo efficace per raggiungere l’obiettivo. Un approccio che richiede metodo e applicazione e che vale soprattutto ai giorni nostri, a prescindere dalle innovazioni che stanno sempre più modificando la professione.

Professor Caprioglio, l’ortodonzia vive una fase di grandi trasformazioni. Come è cambiato l’insegnamento alle nuove generazioni?

La maggiore diffusione del digitale nella pratica quotidiana ha accelerato tutto, anche in ortodonzia, ma un conto è la clinica, un altro la fase di apprendimento. I principi base rimangono il cuore dell’insegnamento odontoiatrico e ortodontico e pur con l’avvento del digitale non bisogna dimenticarli, anzi, vanno conosciuti ancora meglio. Poi ci sono i limiti temporali: a Milano, ad esempio, il corso di laurea in Odontoiatria prevede solo 120 ore di insegnamento di ortodonzia frontale più i tirocini, che non sono paragonabili, per numero di ore, ai tirocini di endodonzia, conservativa, protesi o chirurgia. È ovvio che, dovendo fare delle scelte, insegniamo le basi. Per l’ortodonzia è la Scuola di Specialità che fa la grande differenza nella didattica, con un monte ore nettamente superiore.

Quali consigli darebbe agli studenti per rendere il percorso di apprendimento più efficace?

Per cominciare, bisogna scegliere la professione per passione. In passato non era sempre così: chi decideva di diventare odontoiatra spesso lo faceva per inserirsi nella attività di famiglia, ma se non c’è l’entusiasmo iniziale e se non ci si appassiona a quello che si studia, la vita può diventare molto complicata. Anche a rischio di sembrare anacronistico, ai giovani dico di evitare la fretta. Gli studenti hanno premura di imparare cose nuove senza lasciar sedimentare concetti che saranno poi il pilastro portante di tutta la loro carriera. Per costruire basi solide in una disciplina così clinica, funziona solo il lavoro: assorbire un concetto, metterlo in pratica, rivederlo, fare una esperienza; assorbire un nuovo concetto, integrarlo con quanto appreso, metterlo in pratica e fare esperienza. E qui entra in gioco il famoso “Dai la cera, togli la cera”, un approccio che però oggi i giovani accettano malvolentieri. Da docente e direttore di Specialità, suggerisco di evitare scorciatoie e di frequentare corsi strutturati di lunga durata rispetto a quelli più brevi che, pur presieduti da ottimi professionisti capaci di trasmettere il meglio della propria esperienza, si svolgono in poche ore e non possono fornire una analisi il più ampia possibile. Agli studenti, se scelgono di viaggiare così velocemente, viene a mancare la capacità di critica e di analisi rispetto a ciò che viene loro proposto, e quando se ne rendono conto è tardi.

Qual è il ruolo dell’Università?

Compito dell’Università, luogo di incontro di tutte le opinioni e di scambio di esperienze, studi e punti di vista, è fornire più informazioni possibili sempre offrendo strumenti critici di analisi. Come direttore di Specialità desidero che gli studenti conoscano il maggior numero di tecniche possibile, mettendo la mia esperienza a loro disposizione. Un esempio è il rapporto con chi accede al dottorato dopo la specialità ed entra nel mondo della ricerca. Questi ragazzi hanno sogni, visioni, pensano di avere intravisto una via alternativa per raggiungere un obiettivo, ma sono giovani e non hanno ancora un nome, quindi spesso non vengono ascoltati subito. Il mio lavoro con loro è molto semplice: ascoltarli, capire di cosa hanno bisogno, insegnare e aiutarli.

È questo il compito dei professori, ed è anche ciò che mi hanno trasmesso mio padre e i miei insegnanti, come il professor Giannì e il professor Nidoli, persone capaci di insegnarmi qualcosa che va ben oltre la tecnica, ossia gli aspetti che nella vita e nella professione possono fare la differenza. In Ortodonzia, per avvitare una vite o mettere un allineatore non occorre essere delle cime. La cosa più complicata, specialmente nel mondo attuale, è sapersi comportare in una certa maniera, avere costanza, coerenza, saper mettere il paziente al centro di ogni progetto.

Altro concetto è la multidisciplinarietà, sempre più necessaria in molti ambiti...

Siamo davanti a una richiesta di multidisciplinarietà in un mondo di super specialisti, che però è anacronistico. Il futuro è fatto di studi associati e non di studi monoprofessionali, dove ognuno potrà svolgere la sua parte conoscendo il lavoro degli altri per poterli comprendere e aiutare. Lo studio associato, e parlo dalla mia esperienza da libero professionista, sopravvive solo se ancora prima delle capacità tecniche ci sono aiuto e comprensione reciproca. La comprensione, e qui entriamo in un discorso etico, dovrebbe essere insegnata a tutti i livelli.

Quanto sono importanti le Società Scientifiche per creare consapevolezza e comprensione?

In vista delle elezioni SIDO che si sono svolte lo scorso anno, nel mio manifesto elettorale ho stressato moltissimo il concetto dell’etica nella professione. Gli aspetti etici devono essere parte integrante del programma di ogni comunità scientifica.

Le Società Scientifiche devono indubbiamente produrre scienza allo stato puro e fornire una informazione il più equilibrata possibile. Purtroppo, oggi l’informazione è spesso legata a interessi commerciali, pur se assolutamente dichiarati: ormai in Ortodonzia assistiamo a meeting monotematici presentati non per argomento, ma per sponsor. Tutti vogliono un bel sorriso, ma il sorriso è un concetto astratto, al limite della cosmesi. Il desiderio di migliorare la propria estetica ha sempre fatto parte dell’indole umana ed è volto ad apparire migliori, quindi lo rispetto.

Mi preoccupa, invece, l’approccio del professionista che, se ha un’etica, deve saper dire no a certe richieste e non seguire in tutto e per tutto i desideri di un paziente. Il professionista deve essere una guida per la salute. Questi sono gli argomenti più difficili da insegnare in Università.

Guardando al futuro, dove riuscirà ad arrivare l’Ortodonzia?

Dobbiamo distinguere tra dove arriverà tecnicamente e quanto, poi, questa nuova ortodonzia super tecnica sarà sostenibile dal punto di vista economico. Questo tema in futuro sarà oggetto di grandi discussioni, perché certi materiali sono costosi. L’ortodonzia tradizionale è già arrivata a un livello di sostenibilità: con alcune centinaia di euro siamo in grado di supportare un intero trattamento ortodontico e, quindi, di avere una marginalità per rendere la nostra professione soddisfacente da tutti i punti di vista. Comunque, è solo questione di tempo: gli allineatori riusciranno a sorpassare tutto il resto sul fronte tecnico, almeno per quanto riguarda i problemi dentali, anche se ritengo che per la frequente commistione tra problemi dentali e ortopedici i trattamenti ibridi saranno ancora necessari.

Le nuove tecnologie in ortodonzia sono oggi alla portata di tutti gli odontoiatri...

In Italia chiunque può fare ortodonzia, ma agli odontoiatri generalisti consiglio di circondarsi di specialisti. Non mi riferisco a persone che hanno conquistato il “diploma di”, bensì a persone che nel loro percorso e nella loro vita si sono “dedicate a”, e che dunque hanno “fatto”, maturando una grandissima esperienza in un certo ambito. Nella libera professione conta quello che sai fare, non quello che c’è scritto sulla carta intestata.

Può raccontarci quali progetti porterà avanti come Presidente SIDO?

La mia esperienza è appena cominciata, dunque è presto per parlarne. Dal punto di vista scientifico gli obiettivi sono ben chiari nello Statuto, quindi non ci saranno cambiamenti, se non cercare di essere più presenti in tutto il territorio italiano.
In questo momento abbiamo un’Italia dimenticata, soprattutto per ragioni logistiche. Raggiungere anche i soci più lontani deve essere compito della SIDO, altrimenti dal punto di vista scientifico si creano enclavi di cultura che sfavoriscono chi è distante. Altro obiettivo è preparare quelli che per SIDO saranno i grandi appuntamenti del decennio.
Nel 2028 l’Italia ospiterà l’EOS Annual Congress, il congresso della European Orthodontic Society, e nel 2030 il Congresso Mondiale di Ortodonzia, che si svolgerà a Milano. Il nostro obiettivo è mettere l’Italia nelle migliori condizioni davanti al mondo ortodontico internazionale.

Alberto Caprioglio
Odontoiatra specialista in Ortodonzia, è professore ordinario di Ortodonzia e direttore della Scuola di Specializzazione in Ortognatodonzia presso l’Università degli Studi di Milano. È anche il neoeletto Presidente della SIDO, la Società Italiana di Ortodonzia per il 2027.

 

Preparazione canalare e riduzione batterica

preparazione canalare

La preparazione canalare è un fattore che in sé può influenzare la riduzione batterica? A partire da questo quesito, un gruppo di ricercatori del São Leopoldo Mandic Dental Research Center, Campinas, San Paolo, Brasile, ha condotto uno studio per valutare se e come diverse preparazioni canalari possano influenzare la riduzione dei batteri e del biofilm nel terzo apicale delle radici dei molari mandibolari. Pubblicandone poi i risultati sull'International Endodontic Journal.

Come s'è svolto lo studio

I ricercatori hanno utilizzato 48 campioni di radici di molari, ciascuno con due canali, e contaminati con batteri specifici. Li hanno quindi divisi in quattro gruppi e sottoposti a diverse preparazioni canalari utilizzando lime di diverse conicità. Successivamente, hanno valutato la presenza di batteri e biofilm prima e dopo la preparazione, insieme alla forma del canale radicolare attraverso analisi microtomografiche.

Gli esiti della ricerca

I risultati dello studio hanno mostrato che tutte le preparazioni canalari portavano a una significativa riduzione dei batteri, ma non c'è stata una differenza sostanziale tra i diversi gruppi. In altre parole, i ricercatori non hanno osservato alcuna correlazione tra la riduzione batterica e la forma del canale. Tuttavia, è stato rilevato che le lime con una conicità maggiore hanno portato a una riduzione significativa dell'area non preparata nel terzo apicale delle radici.

Le conclusioni

Sebbene le diverse preparazioni canalari possano influenzare la forma del canale radicolare, non sembrano migliorare la decontaminazione nel terzo apicale. Questi risultati suggeriscono che altri metodi o approcci potrebbero essere necessari per migliorare l'efficacia della decontaminazione in questa regione critica. E nuovi studi, più approfonditi, potrebbero aiutare per comprendere appieno il rapporto tra la preparazione canalare, la riduzione batterica e la forma del canale, al fine di ottimizzare i protocolli di trattamento endodontico.

L’evento che celebra 40 anni di progresso e innovazione in odontoiatria

Rimini, Italia - Il 17 maggio 2024, ore 17.30, presso la Sala Ravezzi, Ingresso Sud, Fiera di Rimini, durante l' Expodental Meeting, si terrà un evento dedicato al Quarantennale della Laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria: il cambiamento epocale della professione.

Organizzato dal Comitato Promotore, composto da Marco Vespra, Michele Manacorda, Rosamaria Carubia, Fabio Gorni, Maurizio Maggioni, Mauro Cozzani, Enrico Cattaneo e Claudio Procopio, questo evento commemorativo si propone di celebrare i quaranta anni di progresso e innovazione nel campo dell'odontoiatria.

I Presidenti della giornata saranno il Prof. Enrico Gherlone e la Prof.ssa Antonella Polimeni, Maurizio Maggioni nel ruolo di moderatore e con gli interventi di: Marco Boggione(Torino), Luca Gionso (Milano), Umberto Valvo(Pavia), Aldo Giancotti (Roma), Luca Ramaglia(Napoli) e Mimmo Casamassima (Bari).
Inoltre, saranno presenti i rappresentanti delle Associazioni invitate: AIO, ANDI, AIDI, CAO, AISO, CDUO (Collegio Docenti), Gianna Maria Nardi.

Al termine della conferenza, seguirà aperitivo offerto da UNIDI, presso il Giardino d'inverno - Hall SUD, Expodental Meeting.

Per ulteriori informazioni e per registrarsi all'evento, si prega di contattare: laura@betaeventi.it

 

La polimerizzazione prolungata migliora durata e qualità dei restauri

polimerizzazione prolungata

La polimerizzazione prolungata di un adesivo universale potrebbe avere effetti positivi sulla qualità di un restauro. Con questa idea, un gruppo di ricercatori universitari sudamericani ha condotto uno studio su un adesivo universale applicato su lesioni cervicali non cariose, valutandone le prestazioni cliniche dopo 36 mesi. Journal of Dentistry ne ha poi pubblicato i risultati.

Una ricerca sulla polimerizzazione prolungata

Durante lo studio clinico randomizzato, in doppio cieco, i ricercatori hanno posizionato 140 restauri su 35 soggetti. Poi, li hanno suddivisi in quattro gruppi in base al tempo di polimerizzazione: 10 secondi per il gruppo ER e SE, e 40 secondi per i gruppi ER-P e SE-P. La polimerizzazione prolungata, pari a 40 secondi, ha mostrato miglioramenti significativi nella ritenzione dei restauri rispetto ai tempi standard di 10 secondi.

I risultati osservati nel tempo

L'analisi dei dati ha rivelato che dopo 36 mesi, solo 2 restauri nel gruppo ER-P e 2 restauri nel gruppo SE-P sono stati persi, rispetto  ai 6 restauri persi nel gruppo ER e ai 9 nel gruppo SE. Ciò dimostra, secondo i ricercatori, che la polimerizzazione prolungata contribuisce a migliorare la stabilità dei restauri nel tempo. Inoltre, gli autori dello studio hanno osservato che, rispetto ai gruppi con polimerizzazione standard, i restauri nei gruppi con polimerizzazione prolungata mostravano anche una minore incidenza di difetti minori, come macchie e adattamento marginale. Risultati che suggeriscono come la polimerizzazione prolungata possa anche influenzare positivamente la qualità generale dei restauri.

Vantaggi anche a lungo termine

Durante il periodo di studio di 36 mesi, i ricercatori non hanno riscontrato casi di ricorrenza di carie o sensibilità postoperatoria nei restauri. La tecnica di polimerizzazione prolungata, dunque, non solo migliora le prestazioni immediate dei restauri, ma può anche contribuire a prevenire problemi a lungo termine.

Le conclusioni dello studio

Questa ricerca dimostra che la polimerizzazione prolungata dell'adesivo universale ha un impatto positivo sulle prestazioni cliniche dei restauri su lesioni cervicali non cariose. Ne migliora la ritenzione, riducendo i difetti minori. In altre parole, offre uno strumento efficace agli odontoiatri che cercano di migliorare la durata e la qualità dei loro trattamenti restaurativi.

Disturbi alimentari: come si ripercuotono sulla salute orale

disturbi alimentari

I Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) sono condizioni complesse caratterizzate da un comportamento alimentare disfunzionale, un’eccessiva preoccupazione per il peso e un’alterata percezione della propria immagine corporea. Tali aspetti sono spesso correlati a bassi livelli di autostima e disturbi psichici, come disturbi d’ansia e dell’umore. Generalmente, il soggetto affetto si considera “grasso” (anche se normo o, addirittura, sottopeso), ha una enorme paura di ingrassare associata all’ossessione di dover perdere peso o, ancora, ricorre al cibo per colmare un vuoto interiore o compensare delusioni, rapporti familiari conflittuali o depressione.
I DCA più comuni sono l’anoressia nervosa, la bulimia nervosa e il disturbo da alimentazione incontrollata (noto anche come Binge Eating Disorder o BED).

Anoressia nervosa

Conosciuta comunemente come anoressia, è caratterizzata dalla paura ossessiva di ingrassare. Il soggetto affetto ha una percezione negativa sia del peso che della forma del proprio corpo e, per controllarli, adotta misure estreme come l’esercizio fisico eccessivo, il digiuno, l’abuso di lassativi o il vomito autoindotto dopo i pasti. Così facendo, non apporta all’organismo i nutrienti vitali di cui necessita.

Bulimia nervosa

È una condizione caratterizzata da episodi di abbuffate, in cui si consumano rapidamente grandi quantità di cibo, seguiti dal vomito autoindotto. I soggetti colpiti, affetti da una vera e propria disregolazione emotiva, spesso sentono di non essere in grado di controllare il proprio comportamento alimentare e cercano di farlo attraverso periodi di eccessiva limitazione destinati a non durare nel tempo. Nello specifico, dopo una prima fase di restrizione e dieta ferrea (e quindi di anoressia), l’ipercontrollo sul peso e sulle proprie sensazioni di fame diventa impossibile da gestire. Questo innesca il primo episodio di abbuffata che determina, poi, il susseguirsi di episodi bulimici seguiti da vomito autoindotto e/o abuso di lassativi allo scopo di eliminare le calorie appena ingerite (e, con esse, anche i sopraggiunti sensi di colpa) prima che possano essere assimilate dall’organismo e convertite in grasso. A differenza del soggetto anoressico, tipicamente sottopeso, il soggetto bulimico può essere sottopeso, normopeso o addirittura sovrappeso a seconda della frequenza delle condotte eliminatorie adottate e delle caratteristiche individuali e specifiche. La ricerca ha peraltro dimostrato che il vomito non può eliminare tutte le calorie ingerite, anche se lo si fa subito dopo aver mangiato, ma al massimo la metà di esse!

Disturbo da alimentazione incontrollata o binge eating disorder (BED)

Il soggetto affetto da BED consuma una quantità eccessiva di cibo pur non avendo fame o continua a mangiare anche dopo aver raggiunto la sazietà. Provando sentimenti di vergogna e imbarazzo, tende ad abbuffarsi quando è solo e, a differenza del soggetto anoressico o bulimico, non ricorre all’esercizio fisico o ad altre condotte eliminatorie dopo averlo fatto. Ecco, quindi, che aumenta di peso fino a raggiungere condizioni patologiche.

Lo stato di salute generale dei pazienti con DCA è quasi sempre compromesso a causa delle alterate condotte alimentari sopracitate, ovvero diete estremamente restrittive o, al contrario, assunzione incontrollata di cibo, condotte eliminatorie (vomito forzato, abuso di lassativi e diuretici) e/o compensatorie (esercizio fisico eccessivo) che portano a una alterazione dello stato nutrizionale.

Attualmente i DCA rappresentano un importante problema di salute pubblica, dal momento che il numero di soggetti affetti è in costante aumento ed è stato segnalato un progressivo abbassamento dell’età media di insorgenza (preadolescenza e, addirittura, infanzia). Pensate che, secondo il survey nazionale del Ministero della Salute 2019-2023 (tutt’ora in corso), in tre anni i DCA sono più che raddoppiati (680.569 casi nel 2019 vs 1.450.567 casi nel 2022), specie tra i giovanissimi, e che, nel complesso, le persone trattate per queste patologie sono oltre 3 milioni (nel 2000 erano circa 300.000). In altre parole, la pandemia ha dato il colpo di grazia ad un’epidemia in corso, confermando un trend già in crescita!

Se non trattati con tempi e metodi adeguati, i DCA possono diventare una condizione permanente e compromettere seriamente la salute di molteplici organi e apparati (cardiovascolare, gastrointestinale, endocrino, ematologico, scheletrico, dermatologico, nervoso centrale, ecc.) portando, nei casi più gravi, alla morte. Data la loro complessità, l’intervento precoce riveste un’importanza particolare. La collaborazione tra diversi specialisti (psichiatri, pediatri, nutrizionisti, internisti, psicologi e psicoterapeuti) risulta fondamentale ai fini di una tempestiva presa in carico del paziente all’interno di un percorso multidisciplinare e di un miglioramento dell’evoluzione a lungo termine. Tuttavia, una minima percentuale di pazienti guarisce completamente mentre la maggioranza arriva solo a controllare il disturbo, purtroppo spesso con la permanenza di problematiche quali abuso di sostanze, sintomi ossessivo-compulsivi e fobie.

Le conseguenze sulla salute orale

Essendo il cibo e la bocca intimamente legati, va da sé che questi disturbi compromettano la salute di tutto l’organismo, cavo orale compreso.

La letteratura scientifica riporta diverse implicazioni oro-dentali coinvolgenti la mucosa orale, i denti, il parodonto, le ghiandole salivari e l’articolazione temporo-mandibolare (ATM).

Esse sono dovute, principalmente, a comportamenti o abitudini errati come diete troppo restrittive o episodi di vomito forzato (entrambi, protratti nel tempo, privano l’organismo di nutrienti essenziali), spazzolamento troppo energico subito dopo un episodio di vomito ma anche consumo eccessivo di zuccheri o junk food. La malnutrizione che ne deriva causa, inoltre, uno squilibrio nel microbiota orale (disbiosi) in grado di ridurre la resistenza ai batteri patogeni e di compromette i fisiologici processi di guarigione tissutale.

Erosione dentale e discromia

Il fenomeno dell’erosione dentale, noto anche come perimolisi, è caratterizzato dalla dissoluzione chimica dei tessuti duri del dente. Rappresenta la più comune e drammatica conseguenza del ripetuto contatto tra

di essi e gli acidi intrinseci (contenuto acido dello stomaco in seguito a vomito) o estrinseci (bevande acide). Nel primo caso si manifesta soprattutto sulle superfici palatali dei denti mascellari, che assumono un aspetto liscio e traslucido.

Nel secondo caso è possibile osservarla sulle superfici occlusali e vestibolari (per cui i restauri in amalgama appaiono come “isolotti sollevati” e vi è una generale perdita dei contorni degli elementi posteriori non restaurati). Ad ogni modo, spesso l’erosione è diffusa a tutte le superfici dentali perché i due fattori causali coesistono. Infatti, i soggetti affetti da DCA spesso consumano caffè o bibite energetiche per sentirsi in forma, aceto o succo di limone (notoriamente molto acidi) per placare il senso di fame o, ancora, frutta e succhi a causa del loro effetto lassativo.

Questa errata abitudine alimentare costituisce il primo vero attacco ai denti!

L’erosione causata dal vomito inizia a manifestarsi solo dopo molti mesi e cioè dopo che i succhi gastrici, estremamente acidi, vengono regolarmente in contatto con i denti causandone la demineralizzazione e l’assottigliamento. Il numero di episodi di vomito autoindotto risulta, quindi, direttamente proporzionale alla progressione, graduale ma irreversibile, dell’erosione dentale e alla conseguente discromia (ingiallimento) causata dall’esposizione di tessuto dentinale. Inoltre, i soggetti affetti da DCA lavano in genere i denti subito dopo l’episodio di vomito al fine di eliminarne il sapore sgradevole. Tuttavia, lo spazzolamento, spesso troppo energico, danneggia ulteriormente l’integrità dello smalto.

 

 

Paziente bulimico maschio (26 anni). Visione occlusale dell’arcata superiore che mostra perimolisi generalizzata. (Gentile concessione della dottoressa Esther Lozano, Valencia)

 

Salivazione ridotta

La riduzione del flusso salivare può derivare:

  • dalle misure adottate per perdere peso (vomito persistente);
  • dalla tipologia di alimenti consumati (o non consumati);
  • dagli effetti collaterali di alcuni farmaci assunti tra cui gli antidepressivi, farmaci che sopprimono l’appetito o diuretici.

Oltre a provocare la fastidiosa sensazione di secchezza, aumenta il rischio di sviluppare malattia cariosa e alitosi.

Lesioni cariose

L’insorgenza di lesioni cariose è favorita dall’esposizione dentinale causata dall’erosione dentale, dalla sopracitata riduzione del flusso salivare e dal frequente consumo di cibi e bevande cariogeni al fine di placare il senso di fame. Ad essi si associa anche una igiene orale spesso compulsiva e non accurata.

Ipersensibilità dentinale

Corollario prevedibile dell’erosione dentale, è dovuta all’esposizione di ampie aree di dentina che determina, a sua volta, una maggiore sensibilità dei denti al caldo e al freddo.

Assottigliamento e frattura dei margini incisali

Anch’esse inevitabili conseguenze dell’erosione a carico degli elementi anteriori, maggiormente interessati sia a causa della posizione assunta nel vomitare sia perché più sottili e quindi facilmente intaccabili. L’iniziale coinvolgimento delle superfici interne (palatali/linguali) causa un progressivo assottigliamento degli elementi interessati che assumono un aspetto “seghettato”; i margini cominciano quindi a sfaldarsi fino a fratturarsi del tutto.

Alterazione estetica del sorriso e invecchiamento del volto

In assenza di prevenzione e cura, anche gli elementi posteriori possono andare incontro a perdita dei tessuti duri e, quindi, delle cuspidi. Quello che ne consegue è l’appiattimento dei denti, la diminuzione della dimensione verticale e della capacità masticatoria (che diventa di tipo “ruminante”) nonché l’insorgenza di patologie a carico delle ATM.

Tutto questo causa una perdita dell’armonia e dell’estetica del sorriso: la diminuzione del supporto verticale e orizzontale dei tessuti periorali porta, infatti, il soggetto affetto da gravi DCA ad assumere un aspetto senescente.

Problematiche parodontali

Il deficit nutrizionale può predisporre alla gengivite. In particolare, una grave carenza di vitamina C può determinare alterazioni nella sintesi del collagene associate a sanguinamento gengivale spontaneo, aumentato rischio di infezioni parodontali e ulcerazioni. Non dimentichiamo, inoltre, che le stesse ragioni psicologiche alla base di un rapporto disordinato con il cibo possono spingere alcuni pazienti a trascurare l’igiene orale domiciliare o, viceversa, a spazzolare i denti in modo aggressivo traumatizzando le gengive e favorendo l’insorgenza di recessioni.

Ingrossamento delle ghiandole salivari

Interessa principalmente la ghiandola parotide bilateralmente, più raramente le ghiandole sottomandibolari e sottolinguali. Più comune nei soggetti bulimici, è asintomatico e si manifesta clinicamente qualche giorno dopo l’episodio di vomito autoindotto per poi regredire. Si tratta quindi di un fenomeno reversibile che scompare gradualmente con l’astensione dalle pratiche eliminatorie ma che, in caso contrario, può diventare persistente. L’eziologia non è del tutto chiara: sono state chiamate in causa una possibile alterazione dell’innervazione parasimpatica e/o un sovrastimolo cronico dovuto al vomito delle ghiandole. L’ingrossamento delle parotidi, conferendo al volto un aspetto paffuto, porta spesso il soggetto affetto da DCA a vedersi ancora più “grasso” e a perpetuare il problema alimentare.

Sialometaplasia necrotizzante (SN)

Può manifestarsi, seppur raramente, in soggetti bulimici che si inducono vomito violento. Si tratta di una malattia infiammatoria ulcerativa benigna delle ghiandole salivari minori, in questo caso del palato, che si manifesta clinicamente come un’ulcera crateriforme a margini irregolari. Anche se può far pensare ad una lesione maligna, l’aspetto istopatologico non evidenzia displasia. Alla base della SN pare vi sia un insulto chimico, fisico (il gesto di autoindursi il vomito ripetuto nel tempo) o biologico dei vasi sanguigni che porta a una modificazione ischemica degli stessi.

Altre alterazioni dei tessuti molli

Generalmente conseguenti alla disbiosi orale cui si somma un insufficiente apporto vitaminico, alla base di una atrofia mucosale generalizzata, comprendono:

  • lesioni aftose;
  • glossite e glossodinia (causate da carenza di vitamine del gruppo B, associate a un normale rinnovo delle cellule epiteliali, e dal vomito ripetuto) con conseguente difficoltà ad assumere cibi solidi, liquidi, dolore cronico e possibile sanguinamento;
  • cheilite labiale con, nei casi più severi, comparsa di ragadi: il coinvolgimento delle labbra, immediatamente visibili all’interlocutore, causa ulteriore disagio psicologico;
  • infezioni da Candida favorite dall’elevato consumo di carboidrati raffinati e zuccheri aggiunti (soprattutto nei soggetti bulimici), da bassi livelli di ferro, zinco, vitamina K ed altre vitamine solubili in acqua;
  • lesioni palatali causate dal gesto meccanico di autoindursi (anche mediante l’ausilio di oggetti) il vomito cui si associa l’erosione epiteliale causata dall’esposizione acida.

Nella Tabella 1 sono riassunte le manifestazioni orali tipiche dei pazienti con anoressia o bulimia.

Tabella 1 - Manifestazioni orali in pazienti con anoressia e bulimia
SEDE TIPOLOGIA ANORESSIA BULIMIA
Mucosa Atrofia sì sì
Lesioni eritematose (palato molle) sì
Denti Erosioni superfici vestibolari sì
Erosioni superfici palatali/linguali sì
Erosioni superfici occlusali sì sì
Lesioni cariose sì sì
Ipersensibilità dentinale sì sì
Lesioni parodontali Gengivite sì sì
Parodontite sì sì
Manifestazioni salivari Ingrossamento ghiandole salivari sì sì
Iposalivazione sì sì
Scialometaplasia necrotizzante sì
Altro Xerostomia sì sì
Glossodinia sì sì
Disgeusia sì sì
Dolore e bruciore orale sì sì

 

 

Il ruolo dell’odontoiatra

I DCA sono malattie complesse caratterizzate da una forte componente psichico/emotiva. Nella Tabella 2 sono illustrati criteri diagnostici, esordio e prevalenza dei principali DCA.

Tabella 2 - Criteri diagnostici, esordio e prevalenza dei principali DCA
DIAGNOSI CRITERI DIAGNOSTICI ESORDIO E PREVALENZA
Anoressia nervosa - Restrizione dell’apporto energetico che porta a un peso corporeo significativamente basso in base a, sesso, traiettoria evolutiva e stato di salute fisica- Comportamenti persistenti per evitare l’aumento di peso e intensa paura di ingrassare- Percezione disturbata dell’immagine corporea2 sottotipi• Restrittivo: perdita di peso ottenuta primariamente attraverso la dieta, il digiuno e/o l’esercizio fisico eccessivo• Con crisi bulimiche/condotte di eliminazione: ricorrenti abbuffate o condotte eliminatorie (vomito autoindotto, uso improprio di lassativi, diuretici o enteroclismi) negli ultimi 3 mesi - Esordio tipico nell’adolescenza o nella giovane età adulta, spesso associato ad eventi di vita stressanti- Prevalenza per le giovani donne dello 0.4% a 12 mesi - Rapporto F:M di 10:1
Bulimia nervosa - Episodi ricorrenti di abbuffate- Misure compensatorie inappropriate ricorrenti come vomito, digiuno, esercizio fisico eccessivo o abuso di lassativi per prevenire l’aumento di peso- Episodi ricorrenti almeno 1 volta/settimana per 3 mesi- Autovalutazione influenzata dalla forma e dal peso del corpo - Esordio tipico nell’adolescenza o nella giovane età adulta, spesso preceduto da un episodio di dieta- Prevalenza per le giovani donne dell’1-1.5% a 12 mesi - Rapporto F:M di 10:1
Disturbo da alimentazione incontrollata - Episodi ricorrenti di abbuffate- Abbuffate associate ad almeno 3 dei seguenti criteri:• mangiare più rapidamente del solito• mangiare fino a sentirsi fastidiosamente sazi• mangiare grandi quantità quando non si ha fame• mangiare da solo perché si prova imbarazzo• sentirsi disgustato, depresso o colpevole in seguito- Marcato disagio riguardo alle abbuffate- Episodi ricorrenti almeno 1 volta/settimana per 3 mesi- Non associato a condotte compensatorie inappropriate come nella bulimia nervosa - Comune negli adolescenti e nei giovani adulti, esordio sconosciuto- Prevalenza per le donne adulte dell’1.6% e per i maschi adulti dello 0.8% a 12 mesi

Adattato dal Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders DSM-5® (American Psychiatric Association 5th ed. 2013).

 

La diagnosi precoce può sicuramente essere determinante per intraprendere un percorso di guarigione e l’odontoiatra può rappresentare la prima figura sanitaria a individuare i segni di DCA in pazienti che ne sono affetti ma che, generalmente, lo nascondono. Il suo ruolo, oltre a quello di “sentinella”, è quello di monitorare la progressione della malattia nel cavo orale e di mettere in atto strategie terapeutiche volte a contenere e rallentare il processo di erosione dentale e a ripristinare morfologicamente e funzionalmente gli elementi compromessi.

Da un punto di vista strettamente educazionale, l’odontoiatra dovrà raccomandare al paziente di:

  • evitare cibi cariogeni (succhi di frutta, bibite gassate, dolciumi, ecc.);
  • utilizzare la cannuccia per assumere eventuali bevande acide in modo da limitarne il contatto con i denti;
  • dopo l’episodio di vomito, non spazzolare subito i denti (per non danneggiare lo smalto già demineralizzato) ma risciacquare con collutori al fluoro o con una soluzione di bicarbonato di sodio (un cucchiaino da tè in un quarto d’acqua) per neutralizzare il residuo acido;
  • dopo l’episodio di vomito, attendere circa 30 minuti prima di lavare i denti con uno spazzolino con setole morbide e un dentifricio non abrasivo al fluoro ricordando di spazzolare anche la lingua per eliminare o, quantomeno, ridurre l’acido trattenuto a livello delle papille;
  • utilizzare quotidianamente il filo e/o gli altri presidi per la pulizia interdentale raccomandati;
  • applicare mediante mascherine termostampate i prodotti remineralizzanti prescritti;
  • utilizzare impacchi caldi e massaggi per alleviare il gonfiore delle ghiandole salivari;
  • in caso di bocca secca, masticare chewing-gum senza zucchero con xilitolo per stimolare la salivazione, aumentare il comfort e favorire la remineralizzazione dei denti;
  • bere molta acqua per ridurre la quantità di acido a livello del cavo orale.

Da un punto di vista preventivo e terapeutico, egli dovrà invece:

  • istruire e motivare il paziente a prendersi cura della propria bocca, magari avvalendosi di fotografie che possano aiutarlo a prendere coscienza della propria situazione e dei cambiamenti che avvengono nel tempo;
  • programmare visite periodiche per testare l’abilità del paziente nel mettere in pratica i suggerimenti forniti e valutarne la compliance ma anche per intercettare precocemente eventuali problematiche;
  • rallentare la progressione delle lesioni dentali con trattamenti remineralizzanti professionali a base di fluoro, ioni calcio e fosfato o idrossiapatite-simili (da proseguire poi a casa);
  • ridurre l’ipersensibilità dentinale mediante l’applicazione di agenti desensibilizzanti a base di fluoruri, fosfosilicato di calcio-sodio amorfo, acetato di stronzio, arginina-carbonato di calcio eventualmente con l’ausilio del laser;
  • eseguire regolari e scrupolose sedute di pulizia professionale;
  • ripristinare gli elementi fratturati mediante ricostruzioni in materiale composito (meglio se bioattivo) o faccette e, nei casi più gravi, ricorrere a riabilitazioni protesiche più estese (ovviamente, nessuna procedura restaurativa o protesica può essere iniziata se prima non vengono eliminate le condotte di eliminazione; in caso contrario, il fallimento è certo);
  • predisporre un bite da far indossare al paziente durante le ore notturne per evitare ulteriori traumatismi sugli elementi dentari già compromessi.

 

Letture consigliate
Letture consigliate Al seguente link sono disponibili le linee guida ministeriali in tema di nutrizione CREA – Centro di Ricerca Alimenti e Nutrizione. Linee guida per una sana alimentazione. Rev. 2018. https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2915_allegato.pdf

 

Bibliografia

1. Anderson S, Gopi-Firth S. Eating disorders and the role of the dental team. Br Dent J. 2023 Mar;234(6):445-449.

2. Garrido-Martínez P, Domínguez-Gordillo A, Cerero-Lapiedra R et al. Oral and dental health status in patients with eating disorders in Madrid, Spain. Med Oral Patol Oral Cir Bucal. 2019;24(5):e595–e602.

3. Harshman SG, Wons O, Rogers MS et al. A diet high in processed foods, total carbohydrates and added sugars, and low in vegetables and protein is characteristic of youth with avoidant/restrictive food intake disorder. Nutrients. 2019;11(9):E2013.

4. Kisely S, Baghaie H, Lalloo R, Johnson NW. Association between poor oral health and eating disorders: systematic review and meta-analysis. Br J Psychiatry. 2015;207(4):299–305.

5. Lin JA, Woods ER, Bern EM. Common and Emergent Oral and Gastrointestinal Manifestations of Eating Disorders. Gastroenterol Hepatol (NY). 2021 Apr;17(4):157-167.

6. Lourenço M, Azevedo Á, Brandão I, Gomes PS. Orofacial manifestations in outpatients with anorexia nervosa and bulimia nervosa focusing on the vomiting behavior. Clin Oral Investig. 2018;22(5):1915–1922.

7. Monda M, Costacurta M, Maffei L, Docimo R. Oral manifestations of eating disorders in adolescent patients. A review. Eur J Paediatr Dent. 2021 Jun;22(2):155-158.

8. Vieira Esteves C, Gushiken de Campos W, Gallo RT et al. Oral profile of eating disorders patients: case series. Spec Care Dentist. 2019;39(6):572–577.

Il dispositivo medico coadiuvante nei processi di rigenerazione della mucosa orale

mucosa orale

Le problematiche più frequenti della mucosa orale

Le problematiche della mucosa orale sono particolarmente diffuse e possono avere diverse origini. Si va dalle più generiche infiammazioni del cavo orale, come le più frequenti gengiviti o afte, fino a patologie più rare come sindrome della bocca urente, glossiti o il lichen planus.

In generale l’infiammazione del cavo orale può riguardare le mucose che rivestono le gengive, zone della lingua e il palato o l’interno delle guance. Può presentarsi in una parte specifica o estendersi in tutto il cavo orale e può trasformarsi in una condizione cronica.

La glossite è l’infiammazione acuta o cronica della lingua e può provocare una variazione di colore, sensazione di bruciore, ingrossamento, desquamazioni o alterazioni varie.

La classificazione si basa principalmente su come si presentano e le più comuni sono:

  • glossite migrante, meglio nota come “lingua a carta geografica”. Appare alterata nel colore e dolente;
  • glossite atrofica, prevende l’annullamento delle papille linguali;
  • glossite romboidea mediana, consiste in un'area della porzione postero-mediana non ricoperta da epitelio mucoso a forma romboidale, simili a placche

La sindrome della bocca urente è un disturbo caratterizzato da un bruciore orale diffuso, in assenza di evidenti lesioni locali o di alterazioni patologiche sistemiche e colpisce principalmente le donne sopra i 50 anni.

La xerostomia, o bocca secca, in cui vi è una diminuzione o alterazione della normale produzione di saliva, può portare ad aumentare il rischio di carie, gengiviti e candidosi orale e a sviluppare lesioni traumatiche delle mucose e alitosi.

 

Un dispositivo medico che contribuisce alla rigenerazione della mucosa orale

Aminogam® collutorio, dispositivo medico (classe IIA) è formulato con Acido Ialuronico, tra i maggiori componenti del tessuto connettivo, e Aminoacidi costituenti del collagene. Coadiuva il processo di rigenerazione tissutale favorendo una veloce guarigione delle aree di lesione e la contemporanea riduzione del dolore. Il punto di forza principale del collutorio Aminogam è che attraverso la sua elevata biocompatibilità ha una azione complessiva sulle mucose del cavo orale con un esteso campo di impiego.

 

 

mucosa orale

 

Le condizioni in cui l’impiego del collutorio può essere consigliato

  • Infiammazioni croniche
  • Glossiti
  • Stati irritativi della mucosa orale
  • Sindrome della bocca urente
  • Protezione delle ferite chirurgiche in ambito odontoiatrico
  • Per ridurre la sensibilità dentale dopo currettage
  • Gengiviti e gengiviti derivanti da irritazione meccanica.

La linea Aminogam si completa con i prodotti per l’applicazione topica come il gel, ideale per raggiungere determinate aree a seguito di:

  • Chirurgia implantare, parodontale ed estrattiva, anche nei casi dove non siano contemplati o a seguito di altri trattamenti di diverso tipo
  • Protezione ferite chirurgiche e suture
  • Chirurgia laser
  • Traumi della mucosa orale da protesi e apparecchi ortodontici

La formulazione spray si rivela indicata per:

  • Protezione ferite chirurgiche e suture difficili da raggiungere
  • Traumi da apparecchi ortodontici nei bambini
  • Lesioni erosive ed ulcerative della mucosa orale di varia eziologia.

 

 

Monitor diagnostico in radiologia odontoiatrica

Monitor diagnostico

L'importanza del monitor diagnostico

La radiografia digitale ha rappresentato anche in campo odontoiatrico un notevole miglioramento, permettendo ai dentisti di avere un’immagine radiografica (standard DICOM) immediatamente disponibile su schermo. La qualità delle immagini e le funzionalità dei software di post-processing permettono di rilevare velocemente le informazioni diagnostiche e programmare interventi chirurgici, utilizzando una workstation e un monitor di ottima qualità. Il monitor diagnostico, rispetto ai monitor tradizionali, è progettato per rispondere alle esigenze specifiche di ogni dentista e agli standard più restrittivi per migliorare la visualizzazione in radiologia odontoiatrica.

 

 

Il monitor: un elemento fondamentale

Le immagini digitali non subiscono alcun tipo di alterazione nel tempo e, visualizzandole con il monitor diagnostico, è possibile analizzare al meglio, in ogni momento, ogni singolo dettaglio, migliorando il contrasto o la luminosità, oppure zoomando su particolari di interesse. Per questo motivo un elemento cruciale risulta essere il monitor utilizzato per la visualizzazione. La resa delle immagini radiologiche odontoiatriche dipende quindi dalla scelta dei monitor corretti.

 

monitor diagnostico

 

I vantaggi di un monitor diagnostico

I monitor certificati medicali e indicati per la diagnostica odontoiatrica offrono molti vantaggi agli studi dentistici e ai medici che li utilizzano, in particolare:
• Eccellente qualità dell'immagine e stabilità della luminosità, grazie alla risoluzione elevata e all’omogeneità del pannello, senza zone più scure o chiare.
• Curva caratteristica standard DICOM, per permettere una visualizzazione di tutti i livelli di grigio previsti dallo standard.
• Funzionalità dello schermo conformi alle norme nazionali, Europee e agli standard più restrittivi.

 

EIZO, monitor per la radiologia odontoiatrica

In questo contesto EIZO, azienda leader nel settore monitor medicali, con un impegno continuo verso l'innovazione e il costante miglioramento, offre la soluzione perfetta per la radiologia odontoiatrica con la sua linea di prodotti medicali RadiForce, che grazie alla loro qualità di visualizzazione ottimale sono in grado di garantire prestazioni di altissimo livello.
I monitor EIZO RadiForce sono progettati per fornire immagini ad alta risoluzione, dettagli nitidi e un livello di contrasto senza pari, sono affidabili e noti per la loro durabilità nel tempo, in grado di mantenere costantemente la luminosità richiesta, in modo sempre omogeneo. La garanzia di 5 anni, l’attenzione all’ergonomia e l’alta qualità dei materiali utilizzati da EIZO garantiscono un elevato livello di sicurezza dell’investimento.

 

monitor diagnostico

 

 

La sinergia tra odontoiatra e ASO: come proiettare lo studio nel futuro

SINERGIA ODONTOIATRA ASO

In un mondo odontoiatrico in evoluzione, dove la competitività è in costante aumento, emerge la necessità di una sinergia sempre più proficua tra odontoiatra e ASO per migliorare l’efficienza e la percezione da parte dei pazienti della serietà, della disponibilità e della professionalità dello studio odontoiatrico. Attraverso una attenta riflessione sulla reputazione, la pianificazione strategica e l'abbraccio critico delle nuove tecnologie, è possibile ottimizzare i flussi di lavoro nella pratica quotidiana e costruire studi odontoiatrici efficienti e sempre più orientati a soddisfare a 360 gradi le aspettative del paziente. Ecco tre strategie da far proprie per proiettare lo studio nel futuro.

 

Coltivare il brand e la reputazione: due elementi chiave per il successo

La reputazione e il brand svolgono un ruolo fondamentale nel presentarsi al pubblico e nell’attrarre e fidelizzare i pazienti.
Oggi più che mai è bene approfondire la conoscenza e la consapevolezza degli strumenti che consentono allo studio odontoiatrico di costruire e mantenere un solido brand, avvalendosi delle tecnologie digitali e delle persone che compongono il Team di lavoro, sempre focalizzandosi sulla centralità del paziente.

Tutti i membri del Team sono attori protagonisti della formazione del Brand: Odontoiatri, Igienisti dentali, ASO, Responsabili di Segreteria o Clinic Manager, Consulenti esterni. Strategie, strumenti di marketing e buone pratiche consentono di ottenere risultati concreti e tangibili a vantaggio degli studi che intendono investire in queste attività.

 

Pianificare le attività per migliorare i servizi offerti e la qualità di vita del team

Come qualsiasi organizzazione, anche gli studi dentistici si ritrovano oggi proiettati in un contesto sempre più complesso e mutevole. La capacità di rispondere con tempestività ed efficacia a tali mutamenti continui diventa pertanto una fonte sempre più rilevante di vantaggio competitivo. Uno degli assi strategici su cui lo studio dentistico può investire per rispondere a tali sfide è senza dubbio una solida organizzazione e pianificazione delle attività, in particolare, passando da una logica meramente reattiva e di risposta passiva alle urgenze a un approccio basato sulla anticipazione dei problemi, il presidio delle priorità e la programmazione di medio termine del lavoro. I vantaggi di questo nuovo modus operandi sono molteplici: migliore qualità del servizio offerto, più elevati livelli di produttività, diminuzione dello stress e migliore qualità delle relazioni interne. Il modulo formativo esplora l’approccio all’organizzazione e pianificazione delle attività descritto soffermandosi sui seguenti aspetti: processo di definizione degli obiettivi, identificazione delle priorità, classificazione delle attività secondo la matrice urgenza/importanza, competenze interpersonali a supporto del modello.

 

Farsi supportare dalle tecnologie nella pratica clinica quotidiana

Oggi la digitalizzazione dello studio odontoiatrico non è il futuro, ma un imperativo del presente. Questa rivoluzione non è da respingere ma va compresa e abbracciata criticamente, ponendosi domande per comprenderne meglio vantaggi e rischi, lasciandosi travolgere dai processi tecnologici che verranno analizzati nel presente articolo.

La tecnologia, infatti, ha cambiato in modo irreversibile la nostra professione e continuerà a farlo; viviamo in un momento entusiasmante che unisce grandi sfide a opportunità imperdibili. Ora è il momento di ritagliarsi una nuova normalità: l’adozione e la versatilità degli scanner intraorali sono cresciute in modo esponenziale e sono diventate indispensabili se si vuole sviluppare una moderna pratica clinica interdisciplinare che guardi al futuro senza incertezze.

 

Formarsi adeguatamente per non restare indietro

In tre moduli didattici, il corso FAD La sinergia tra odontoiatra e ASO: come proiettare lo studio nel futuro, che eroga 12 crediti ECM, analizza le strategie migliori per raggiungere gli obiettivi sopra esposti.

Modulo didattico 1
Il brand reputazionale dello studio: comunicazione e fidelizzazione del paziente
Docenti: Giorgio Gnoli e Paride Zappavigna

Modulo didattico 2
Ergonomia del tempo: dalla pianificazione delle cure all’organizzazione dell’agenda
Docenti: Luca Quaratino Paride Zappavigna

Modulo didattico 3
Il Workflow Digitale: come ottimizzare i risultati in odontoiatria
Docenti: Alessandro Agnini, Andrea Mastrorosa Agnini

 

Odontoiatri e Igienisti Dentali

Il corso accreditato ai fini dell’ECM eroga 12 crediti da completare entro il 31/12/2024


Assistente dello Studio Odontoiatrico – ASO

Corso di 5 ore valido ai fini dell’aggiornamento annuale obbligatorio

 

 

Adempimenti e scadenze del mese di marzo

Adempimenti e scadenze

Mese abbastanza denso e con scadenze variegate. Oltre alle incombenze ripetitive relative alla gestione dei rapporti di lavoro, alla fatturazione e all’Iva per chi la deve versare, scade a fine mese il termine per versare la prima rata bimestrale dell’imposta di bollo sulle fatture, per chi è autorizzato all’adempimento “in modo virtuale”.

Chi sostiene abitualmente spese di “pubblicità” sulla stampa quotidiana e periodica, anche online, consideri la scadenza per l’invio della domanda di accesso al bonus pari al 75% dell’incremento di queste spese nel 2024 rispetto al 2023.

È il mese della consegna agli interessati, dipendenti e collaboratori, delle loro “Certificazioni uniche”, nonché del loro invio telematico all’Agenzia delle entrate. I versamenti mensili comprendono anche quelli degli eventuali conguagli annuali delle addizionali all’Irpef dei dipendenti, della tassa di concessione governativa per la bollatura di libri e registri, ma solamente per le società di capitali, la terza delle cinque rate in cui i contribuenti “minori” possono facoltativamente versare la seconda rata di acconto 2023 delle loro imposte. Si “va alla cassa” anche per il saldo dell’Iva annuale, dovuta in base alla dichiarazione 2024.

Può interessare le imprese la scadenza per la presentazione della domanda dei contributi per l’ottenimento della certificazione della parità di genere. Di sicuro interesse per molti dentisti la scadenza di fine mese del saldo della sanatoria per le irregolarità formali. Infine, scade l’ultimo giorno di marzo una rate di “Quota B” Enpam per chi ha scelto di versare i contributi in nove rate.

 

Agenzia delle entrate

 

Venerdì 15 marzo 2024

Adempimenti contabili

  • Fatture differite, Termine ultimo per l’emissione delle fatture differite riferite alle operazioni del mese precedente (per gli importi incassati dallo stesso paziente e non ancora fatturati, purché “tracciati”, è possibile emettere una sola fattura riepilogativa entro la data odierna);

Comunicazioni

  • “Esterometro”, scade oggi il termine per inviare tramite lo SDI, il servizio pubblico per l’invio delle fatture elettroniche, la comunicazione dei dati delle operazioni transfrontaliere passive, relative ad acquisti di beni e servizi da operatori: UE la cui fattura è stata ricevuta nel mese precedente; extra UE, se l’operazione è stata effettuata nel mese precedente.

 

Sabato 16 marzo 2024

Certificazioni

  • Certificazione Unica 2024, termine per consegnare ai dipendenti e collaboratori le certificazioni relative ai redditi di lavoro dipendente e assimilati da loro percepiti nel 2023

 

Lunedì 18 marzo 2024

Dichiarazioni

  • Certificazione Unica 2024, termine per trasmettere in via telematica, direttamente o tramite intermediario, le “Certificazioni Uniche2024”, relative ai redditi di lavoro dipendente e assimilato del 2023. La trasmissione delle certificazioni contenenti esclusivamente redditi esenti o non dichiarabili mediante la dichiarazione dei redditi precompilata, ad esempio i redditi dei collaboratori lavoratori autonomi, può avvenire entro il 31.10.2024.

 

Versamenti

  • Acconto imposte 2023, seconda rata, versamento rateale, termine, per le persone fisiche titolari di partita IVA che nel periodo d’imposta 2022 hanno dichiarato ricavi o compensi di ammontare non superiore a 170.000 euro, per effettuare il versamento della terza delle cinque rate relative alla seconda rata di acconto dovuto in base alla dichiarazione dei redditi 2023, che era da versare entro il 30 novembre; la prima rata di cinque andava versata entro il 16 gennaio 2024;
  • Conguagli addizionali regionale e comunale all’Irpef, versamento della rata delle addizionali relative ai conguagli di fine anno dei redditi di lavoro dipendente e assimilati;
  • Irpef e addizionali, regionali e comunali. Versamento delle ritenute operate sui compensi di lavoro autonomo corrisposti nel mese precedente e sui compensi per lavoro dipendente del mese precedente;
  • Imposta sostitutiva, dell’Irpef e addizionali regionali e comunali, sulle somme erogate ai dipendenti, nel mese precedente, in relazione a incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione;
  • Iva annuale, saldo relativo al 2023 risultante dalla dichiarazione Iva, versamento in unica soluzione o inizio del versamento rateale;
  • Iva mensile, contribuenti mensili non forfetari, forfetari per le operazioni di cui risultano debitori dell’imposta, liquidazione e versamento dell'Iva dovuta relativa al mese precedente;
  • Società di capitali, tassa di concessione governativa, versamento della tassa di concessione governativa per la bollatura di libri e registri, dovuta dalle società di capitali nella misura forfettaria di €. 309,87 se il capitale sociale non supera l’ammontare di €. 516.456,90;

 

Giovedì 28 marzo 2024

Domande

  • Certificazione della parità di genere - Contributi per le PMI, termine finale per la presentazione delle domande per ottenere i contributi, previsti dal PNRR, per agevolare il processo di certificazione della parità di genere delle micro, piccole e medie imprese.

 

Domenica 31 marzo 2024

Versamenti

  • Imposta di bollo sulle fatture cartacee assolta in modo virtuale, solo per i soggetti autorizzati all’assolvimento dell’imposta in modo virtuale, versamento della prima rata bimestrale. Il versamento è comunque tempestivo se effettuato entro lunedì 1° aprile 2024.
  • Sanatoria delle violazioni formali commesse fino al 31 ottobre 2022, seconda rata, termine per effettuare il versamento della seconda rata dovuta al fine della regolarizzazione delle violazioni formali commesse fino al 31.10.2022, la cui prima rata è stata versata entro il 31.3.2023, e termine per la rimozione delle irregolarità e delle omissioni commesse. Il versamento è comunque tempestivo se effettuato entro lunedì 1° aprile 2024.

 

Agenzia delle entrate riscossione

 

Venerdì 15 marzo 2024

Versamenti

  • “Rottamazione quater” delle cartelle, remissione in bonis a seguito di proroga per chi avendo aderito alla definizione agevolata non avesse versato le due rate previste in ottobre e novembre 2023. Termine prorogato, inizialmente previsto per il 28 febbraio 2023, anche per il versamento della terza rata. La norma prevede comunque una tolleranza nel pagamento di cinque giorni, per cui il pagamento verrà considerato tempestivo se effettuato entro mercoledì 20 marzo 2024.

 

Inps

Lunedì 18 marzo 2024

Versamenti

  • Contributi previdenziali obbligatori a carico del datore e del dipendente e oneri sociali sugli stipendi dei dipendenti del mese precedente;
  • Contributi della “Gestione separata”, versamento delle quote a carico dei committenti di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e alle società che corrispondono compensi agli amministratori relative ai compensi corrisposti nel mese precedente.

 

Enpam

Domenica 31 marzo 2024

Versamenti

  • Quota B, sesta delle nove rate previste per chi avesse scelto questa modalità di rateazione con la domiciliazione bancaria.

 

White spot: i trattamenti più efficaci per renderle meno visibili

Situazione iniziale

White spot o lesioni bianche dello smalto: cosa sono?

Per white spot si intendono quelle macchie bianche, gessose e opache visibili sulla superficie dentale vestibolare in area estetica. Tali lesioni non sono cavitate e perdono la loro traslucenza come conseguenza di un diverso indice di rifrazione della luce rispetto allo smalto sano, dato il loro minor contenuto di minerali all’interno dello smalto.

Le lesioni bianche dello smalto possono essere suddivise in due grandi famiglie a seconda del timing di comparsa del difetto.

  • Lesioni preeruttive: fluorosi, ipoplasie dello smalto, MIH (molar-incisor hypomineralization), demineralizzazioni indotte dall’assunzione di farmaci, esiti di trauma o infezioni dei denti decidui sui corrispettivi permanenti
  • Lesioni post-eruttive: lesioni non cavitate dello smalto ad origine acida, per esempio le demineralizzazioni post terapia ortodontica.

 

Le modalità di trattamento

 

A seconda della tipologia e della severità della white spot, è possibile distinguere modalità di trattamento diversificate, riconducibili sostanzialmente a tre scelte:

  • 1. fermare la progressione della lesione tramite remineralizzazione;
  • 2. utilizzare la microabrasione;
  • 3. utilizzare le resine infiltranti.

Tutte le metodiche agiscono cambiando l’interazione della luce con lo smalto, modificandone l’indice di rifrazione e “mascherando” così il difetto (Figure 1a-b).

 

 

Lesioni smaltee più superficiali hanno quindi maggiore probabilità di essere riparate rispetto alle lesioni più profonde, al confine con la dentina (come, ad esempio, le lesioni da MIH).

 

La valutazione dello smalto

Smalto sano, normale e idratato dalla saliva: indice di rifrazione pari a 1.62

Smalto affetto da white spot: indice di rifrazione 1.00-1.33

 

La valutazione preoperatoria della profondità della lesione risulta quindi importante per definirne la prognosi estetica, permettendo di comunicare correttamente al paziente le prospettive terapeutiche.

I metodi diagnostici per valutare la profondità nello smalto di una macchia bianca non sono però così predicibili.

Ruolo chiave ricopre sicuramente l’esperienza dell’operatore, ma a chi è alle prime armi si suggerisce di utilizzare il metodo della transilluminazione. Posizionando sulla superficie palatale la luce, si osserva la lesione: a macchie più scure e demarcate corrisponde spesso una profondità della lesione più marcata, a macchie meno nitide corrisponde, invece, una più probabile lesione smaltea superficiale, e quindi più facilmente trattabile.

 

Trattamento remineralizzante

La remineralizzazione è il trattamento di prima scelta e consiste nell’utilizzo di creme a base di calcio e fosfato in matrice di caseina, contenenti fluoro.

È possibile applicare queste mousse con mascherine termostampate e lasciare agire il prodotto per almeno una ventina di minuti. Successivamente il paziente non deve sciacquare, mangiare, bere o fumare per almeno un’ora seguente all’applicazione.

In questo caso, calcio e fosfato agiscono come precursori dell’idrossiapatite, mentre il fluoro agirà in superficie.

Il limite di questo trattamento è la durata della terapia, almeno 30 giorni, e la grande collaborazione richiesta al paziente che dovrà associare al trattamento anche una dieta povera di zuccheri, carboidrati raffinati e bevande acide.

 

Trattamento tramite microabrasione

La microabrasione dello smalto consiste nella rimozione delle macchie superficiali utilizzando una pasta abrasiva contenente acido cloridrico e particelle abrasive fini.

Utilizzando apposite cappette è possibile rimuovere delicatamente lo strato superficiale dello smalto, che verrà poi protetto con agenti remineralizzanti come le vernici fluorate.

In alcuni casi la procedura può essere rischiosa poiché agisce su tutta la superficie dello smalto e può esporre a una caduta del valore o della luminosità di tutta la superficie del dente.

 

Trattamento con resine infiltranti

Il trattamento con resine infiltranti consiste nell’applicare una resina a bassa viscosità e alta tensione superficiale su una superficie controllata di smalto. Tale resina ha un indice di rifrazione di 1.55, molto vicino a quello dello smalto sano.

Il protocollo di applicazione consiste di diverse fasi (Figure 2-5, gentile concessione del dr. Stefano Daniele):

  • isolamento attento del campo operatorio;
  • applicazione sulla lesione bianca di un giusto quantitativo di gel a base di acido cloridrico al 15% seguendo i tempi e le modalità indicate dall’azienda;
  • risciacquo abbondante con acqua e asciugatura con aria;
  • applicazione di una soluzione di alcol al 90% al fine di disidratare il dente e rendere più permeabili le microporosità create dall’acido cloridrico. L’applicazione dell’alcol “mima” l’effetto futuro della resina, permettendo di poter scegliere se necessaria una ulteriore mordenzatura o meno;
  • applicazione della resina infiltrante mediante un applicatore. È necessario premere in modo costante sulla lesione per i tempi stabiliti;
  • fotopolimerizzazione della resina;
  • lucidatura con tecniche restaurative classiche.

 

 

L’utilizzo delle resine

infiltranti ha diversi benefici, primo tra i quali la possibilità di risolvere in breve tempo una problematica estetica e di essere compliance-free, caratteristiche del prodotto molto vantaggiose ai giorni nostri. In conclusione, le white spot rappresentano un segno visibile di diverse problematiche dentali, che vanno dalla demineralizzazione dello smalto all’ipoplasia dentale. La diagnosi e l’identificazione dei fattori eziologici giocano un ruolo fondamentale nella scelta del trattamento terapeutico, ricordando che tutte le metodiche richiedono al paziente di mantenere uno stile di vita sano e adottare abitudini di igiene orale e alimentare consapevoli, al fine di preservare la bellezza, ma soprattutto la salute del sorriso.

 

Qual è la stabilità del colore del restauro estetico eseguito con resine infiltranti?

Una recente revisione sistematica ha raccolto le attuali evidenze scientifiche per valutare l’efficacia di questo trattamento in termini di miglioramento estetico e stabilità del colore nel tempo. I risultati aggregati indicano che l’infiltrazione di resina può produrre significativi miglioramenti estetici nei denti affetti da lesioni demineralizzate. In particolare, la tecnica sembra efficace nel mascherare le macchie bianche, migliorando così l’aspetto estetico dei denti trattati. Un altro aspetto chiave considerato è la stabilità del colore nel tempo dopo l’applicazione della resina infiltrante.

Gli studi analizzati suggeriscono che, in generale, la stabilità del colore è mantenuta nel corso del tempo, per un follow-up di 24 mesi, tempistica che sarà sicuramente da rivalutare con studi successivi.

I fattori che contribuiscono a migliori risultati estetici della resina includono la rimozione degli strati superficiali ipermineralizzati, l’omogeneità della resina stessa una volta applicata e la sua attenta lucidatura. Tuttavia, è importante notare che la revisione sistematica evidenzia alcune considerazioni critiche. In particolare, si sottolinea la variabilità dei risultati tra gli studi inclusi e si esprime la necessità di ulteriori ricerche per consolidare le prove e fornire linee guida più specifiche sull’uso clinico della resina infiltrante.

Questo suggerisce che, nonostante i risultati promettenti, ulteriori indagini sono necessarie per stabilire protocolli standardizzati e determinare i pazienti che potrebbero trarre maggior beneficio da questa procedura.

Ibrahim DFA, Venkiteswaran A, Hasmun NN. Esthetic Effects and Color Stability of Resin Infiltration on Demineralized Enamel Lesions: A Systematic Review. J Int Soc Prev Community Dent. 2023 Aug 30;13(4):273-286. doi: 10.4103/jispcd.JISPCD_29_23. PMID: 37876578; PMCID: PMC10593370.

 

Take Home Message

• È importante diagnosticare l’eziologia della lesione bianca.

• È possibile distinguere tre modalità di trattamento delle white spot: la remineralizzazione, la microabrasione e l’utilizzo di resine infiltranti.

• La predicibilità del trattamento è dipendente dalla profondità della lesione smaltea.

 

Bibliografia

1. Borges AB, Caneppele TM, Masterson D, Maia LC. Is resin infiltration an effective esthetic treatment for enamel development defects and white spot lesions? A systematic review. J Dent. 2017 Jan;56:11-18. doi: 10.1016/j.jdent.2016.10.010. Epub 2016 Oct 25. PMID: 27793705.

2. Gaião U, Pasmadjian ACP, Allig GR, Rezende LVML, da Silva VBS, da Cunha LF. Macroabrasion and/or Partial Veneers: Techniques for the Removal of Localized White Spots. Case Rep Dent. 2022 Feb 10;2022:3941488. doi: 10.1155/2022/3941488. PMID: 35186335; PMCID: PMC8853814.

Diritti dei bambini durante le cure mediche e odontoiatriche

diritti dei bambini

Conoscere i diritti dei bambini e aiutare i bambini a conoscerli: è l’impegno proclamato dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti dell’Infanzia a cui tutti devono aderire. Una sfida che anche il team odontoiatrico deve cogliere per assicurare ai piccoli pazienti la massima attenzione e tutela, con azioni concrete nella pratica quotidiana.
Come riassume il seguente decalogo, promosso e diffuso da Fondazione Istituto Stomatologico Italiano (Milano) e liberamente ispirato a The Convention on the Rights of the Child: The children’s version | UNICEF.

1. Tutti gli adulti devono conoscere i diritti dei bambini. I bambini hanno diritto di essere ascoltati e ricevere spiegazioni chiare sulle cure loro proposte. Gli adulti devono prendere seriamente in considerazione l’opinione dei bambini.

2. Le diversità di cultura, religione e abitudini non devono interferire o essere di ostacolo alle cure proposte.

3. Tutti i bambini hanno diritto ad avere le migliori cure possibili e aggiornate secondo le più recenti evidenze scientifiche.

4. I bambini rifugiati, poveri e ospiti di casa-famiglia devono poter usufruire come tutti gli altri bambini di cure adeguate finanziate dallo Stato per non creare disuguaglianze.

5. Per i bambini disabili vanno utilizzate le migliori cure possibili ed è opportuno rimuovere le barriere architettoniche presenti nei luoghi di cura pubblici e privati.

6. I bambini non devono essere costretti alle cure con “violenza” dai genitori o tutori ma si deve ottenere la loro fiducia.

7. L’operatore sanitario deve fornire le informazioni necessarie nella lingua compresa dal bambino tramite video, filmati, documenti.

8. I genitori devono prendere parte attiva nella spiegazione delle cure proposte e garantire a domicilio le corrette procedure di igiene orale e alimentare per poter mantenere il migliore stato di salute.

9. Il bambino ha diritto alla sua privacy. I dati personali e sensibili devono rimanere protetti.

10. L’operatore sanitario deve mantenere il segreto professionale sulle cure in atto al bambino e sulle sue condizioni di salute.

 

diritti dei bambini

 

Fonti

1. www.unicef.org/child-rights-convention/convention-text-childrens-version.

2. Harris JC. Rights from the start: the place of children’s rights in clinical dentistry. British Dental Journal. June 2023 Jun 234; 11: 796-799).

 

Osteointegrazione: il design implantare è un elemento chiave

osteointegrazione
L'importanza dell'osteointegrazione in implantologia

Una corretta osteointegrazione è fondamentale per il successo a lungo termine dei trattamenti implantari. In questa intervista il Prof. Dr. Jörg Neugebauer, specializzato in implantologia, spiega come la giusta combinazione tra design, micro-rugosità della superficie e posizionamento dell’impianto favorisce la crescita del tessuto osseo sulla spalla della fixture, così come è stato dimostrato da ricerche scientifiche e nella prassi clinica quotidiana.

«Utilizzo il sistema implantare SKY da oltre 17 anni. La mia ricerca si è basata su questo sistema e i miei primi lavori si sono concentrati sul carico immediato e sull’uso degli impianti in ceramica con i sistemi bredent medical. Utilizzo principalmente gli impianti copaSKY e whiteSKY che bredent medical, su mio suggerimento, ha modificato rispetto al design iniziale», spiega il Professor Neugebauer. «bredent medical è stata una delle prime aziende ad avere più design implantari nella sua linea di impianti, ma con un unico tray chirurgico. Il fatto di poter eseguire sempre lo stesso workflow per la preparazione implantare è stato per me importante, perché ha semplificato le procedure durante i trattamenti, sia per l’inserimento degli impianti copaSKY, blueSKY, classicSKY o persino degli impianti whiteSKY».

 

OSTEOINTEGRAZIONE

 

Può dirci cosa intende per Platform - Switch, Zero Bone Loss, e Bone Growth Concepts?

A differenza degli impianti di bredent medical, la maggior parte degli altri sistemi hanno un design implantare, in cui la perdita di tessuto osseo inizia con l’inserimento implantare, e non favorisce la neoformazione di tessuto osseo sopra alla spalla dell’impianto. Il motivo potrebbe essere perché non sono microstrutturati. Inoltre, molto spesso le dimensioni sono troppo grandi o presentano persino un’estensione per accogliere la connessione interna, rendendo difficoltoso l’adattamento del tessuto osseo. Al contrario il sistema SKY implant garantisce percentuali molto basse di perimplantite e, al momento del recall, si osservano livelli ossei sulla spalla implantare, a differenza di quanto accade con impianti standard.

Quali sono le condizioni necessarie per il protocollo “Bone Growth Concept”?

Sono richiesti impianti con platform switching e spalle microstrutturate, essenziali per l’osteointegrazione e garantire un livello osseo marginale stabile. Per l’adattamento del tessuto osseo, si posiziona l’impianto leggermente sottocrestale in modo che il tessuto osseo possa crescere in questo spazio. Durante la preparazione del sito implantare nella fase chirurgica, si raccolgono i frammenti ossei che potranno essere reinseriti in questo spazio. I sistemi implantari di bredent medical consentono di eseguire esattamente questa tecnica.

Quali sono i maggiori vantaggi dei sistemi whiteSKY e copaSKY?

Il vantaggio fondamentale sta nel fatto che è possibile lavorare utilizzando la stessa procedura, indipendentemente da quale impianto bredent medical si voglia utilizzare. Ora sono disponibili anche gli scanbody per il sistema copaSKY, che permettono di prendere le impronte e di effettuare la registrazione occlusale durante la fase di inserimento dell’impianto, in modo che nella seconda fase chirurgica – soprattutto nei casi di innesto osseo – sia possibile inserire direttamente una corona anziché un adattatore gengivale, completando l’intero trattamento. Il sistema whiteSKY presenta un minor numero di componenti ed è facilmente implementabile in un workflow digitale.
È esattamente questa l’evoluzione del platform switching: il design dell’impianto e dell‘abutment, il backtaper con superficie microstrutturata e il posizionamento subcrestale degli impianti copaSKY. Questi fattori, interagendo tra loro in modo sinergico, non solo prevengono il riassorbimento, ma permettono la neoformazione di tessuto osseo, che va a ricoprire completamente l‘impianto.

 

 

Prevenire la perimplantite: effetti a lungo termine di un sistema implantare a due componenti

Creare condizioni ottimali in grado di prevenire la perimplantite è uno dei principali obiettivi del clinico nella pratica quotidiana. Oggi un nuovo studio offre risultati incoraggianti legati all'utilizzo di un sistema implantare a due componenti.

Nessun segno di perimplantite anche dopo 12 anni: è questo infatti il risultato più rilevante di un nuovo studio a lungo termine condotto presso l'Università di Medicina di Graz
(The International Journal of Oral & Maxillofacial Implants)1.

Lo studio indipendente ha confermato le prestazioni cliniche del Sistema Implantare Dentale a due componenti Patent™ (Zircon Medical Management AG).
Il team, guidato dalla dottoressa Sofia Karapataki, ha esaminato le possibili complicanze biologiche di 39 pazienti con 91 impianti dopo 5 e 12 anni di funzione.

 

Le complicanze biologiche nelle riabilitazioni implantari

Le complicanze biologiche, come le infezioni del tessuto molle e duro intorno agli impianti, sono diffuse: la mucosite perimplantare si verifica nel 43%-47% circa dei pazienti e nel 29% degli impianti, progredendo in perimplantite nel 50% circa dei casi.3, 4 Una volta formatasi, la perimplantite è difficile da trattare e in molti casi porta alla perdita dell'impianto5 . Per questi motivi è molto iportante attuare tutte le strategie che consentono di prevenire la perimplantite.

I risultati a cui è giunta la dottoressa Karapataki et al. sono in netto contrasto con questa incidenza generale di perimplantite. Inoltre, avvalorano quelli di uno studio clinico a lungo termine pubblicato sulla rivista Clinical Oral Implants Research alla fine del 2022 che, a sua volta, non aveva rilevato alcuna traccia di perimplantite attorno agli impianti a due componenti Patent™ con un follow-up a 9 anni2.

 

prevenire la perimplantite
Due impianti Patent™ alla linea di base (sopra) e livelli tissutali clinicamente stabili, con un aumento di volume del tessuto molle, alla visita di controllo a 7 anni di distanza (sotto; © Karapataki et al.1).

prevenire la perimplantite

 

I risultati dello studio

  • Non è stato riscontrato alcun segno di perimplantite intorno agli impianti dentali a due componenti Patent™ anche a distanza di 12 anni1
  • Anche nei pazienti compromessi si sono evidenziate unicamente complicanze biologiche e protesiche di lieve entità
  • Solo lievi complicazioni protesiche e biologiche: Solo 3 pazienti (7,7%; 9 impianti) con sintomi di mucosite perimplantare. In 85 impianti soltanto lievi alterazioni ossee (< 0,7 mm) e nessuna perdita ossea marginale. Sei impianti con una perdita ossea superiore a 0,7 mm. Perdita ossea marginale massima di 1,67 mm
  • Tassi di sopravvivenza e successo del 100%6, 7
  • Tessuti molli sani in 36 pazienti (81 impianti; Figura 1)
  • I dati a lungo termine hanno confermato le prestazioni cliniche degli impianti dentali bicomponenti Patent™1, 2

Nello studio sono stati inclusi anche pazienti con condizioni di salute e malattie generali (ad esempio, sindrome di Down o neoplasie) e sottoposti a cure specifiche (ad esempio antipertensivi, antidepressivi o immunosoppressori), con parodontite e biotipo gengivale sottile, così come pure i fumatori. Pertanto, i risultati offrono un'eccellente trasferibilità alla pratica implantare quotidiana.

 

In che modo l'impianto a due componenti Patent™ può prevenire la perimplantite

prevenire la perimplantiteGrazie a una combinazione mirata di design a livello di tessuto molle, topografia superficiale specializzata e composizione esclusiva del materiale, l'impianto bicomponente Patent™ permette di ottenere un contatto molto stretto tra la superficie transmucosa e il tessuto molle. L'interfaccia biologica risultante funge da “sigillo del tessuto molle" e riesce a impedire ai batteri di invadere i tessuti molli e duri perimplantari. Inoltre, il design dell'impianto non presenta micro-gap a un livello critico (epicrestale o sovracrestale), dove potrebbero accumularsi i batteri. Al contrario, il margine della corona con la connessione protesica sigillata è installato in una posizione equigengivale, che lo rende facilmente accessibile per la manutenzione e l'igiene orale. Questi fattori sono cruciali per evitare l'infiammazione cronica dei tessuti come la perimplantite nel lungo periodo.

Visitate lo stand Patent™ al Congresso Nazionale SIdP dal 21 al 23 marzo a Rimini, Palazzo dei Congressi, per saperne di più sui risultati dello studio a lungo termine.

 

Bibliografia

1.Karapataki S, Vegh D, Payer M, Fahrenholz H, Antonoglou GN. Clinical performance of two-piece zirconia dental implants after 5 and up to 12 years. Int J Oral Maxillofac Implants. 2023 Dec 12;38(6):1105–114. doi: 10.11607/jomi.10284. PMID: 38085741.

2. Brunello G, Rauch N, Becker K, Hakimi AR, Schwarz F, Becker J. Two-piece zirconia implants in the posterior mandible and maxilla: a cohort study with a follow-up period of 9 years. Clin Oral Implants Res. 2022 Dec;33(12):1233–44. doi: 10.1111/clr.14005. PMID: 36184914.

3. Derks J, Tomasi C. Peri-implant health and disease. A systematic review of current epidemiology. J Clin Periodontol. 2015 Apr;42 Suppl 16:S158–71. doi: 10.1111/jcpe.12334. PMID: 25495683.

4. Lee CT, Huang YW, Zhu L, Weltman R. Prevalences of peri-implantitis and peri-implant mucositis: systematic review and meta-analysis. J Dent. 2017 Jul;62:1–12. doi: 10.1016/j.jdent.2017.04.011. PMID: 28478213.

5. Abdelhay N, Prasad S, Gibson MP. Failure rates associated with guided versus non-guided dental implant placement: a systematic review and meta-analysis. BDJ Open. 2021 Aug 18;7(1):31. doi: 10.1038/s41405-021-00086-1. PMID: 34408127; PMCID: PMC8373900.

6. Buser D, Weber HP, Lang NP. Tissue integration of non-submerged implants. 1-year results of a prospective study with 100 ITI hollow-cylinder and hollow-screw implants. Clin Oral Implants Res. 1990 Dec;1(1):33–40. doi: 10.1034/j.1600-0501.1990.010105.x. PMID: 2099210.

7. Kohal RJ, Knauf M, Larsson B, Sahlin H, Butz F. One-piece zirconia oral implants: one-year results from a prospective cohort study. 1. Single tooth replacement. J Clin Periodontol. 2012 Jun;39(6):590–7. doi: 10.1111/j.1600-051X.2012.01876.x. PMID: 22519944.

 

 

 

 

DS Core: la piattaforma cloud che rivoluziona la gestione odontoiatrica

DS Core

La nuova piattaforma cloud DS Core permette una corretta ed efficiente gestione della documentazione digitale relativa ai pazienti, come scansioni intraorali, radiografie e altri file multimediali, rendendo possibile accedervi in ogni momento e da qualsiasi dispositivo, anche da remoto. Questo consente al clinico di avere sempre a disposizione tutte le informazioni necessarie per pianificare con maggiore precisione i trattamenti. Permette inoltre di ottimizzare i flussi di lavoro tra tutti i componenti del team e lo scambio di informazioni con il laboratorio. In un'ottica di odontoiatria multidisciplinare, la possibilità di condividere con tecnici o specialisti i dati clinici sensibili dei pazienti in totale sicurezza è un plus che sottolinea la serietà e l'efficienza dello studio.

 

Che cos'è il sistema DS Core?

Il Sistema DS Core è una piattaforma basata su cloud, che rappresenta il punto di accesso all'ecosistema digitale di Dentsply Sirona. Creata per consolidare e ottimizzare i flussi di lavoro odontoiatrici quotidiani, unisce diverse tecnologie e servizi sotto un'unica interfaccia intelligente. Utilizzando algoritmi avanzati e protocolli di sicurezza, DS Core facilita la trasmissione e lo scambio di dati tra piattaforme diverse, senza compromettere la sicurezza delle informazioni.

 

 

L'architettura modulare di DS Core consente una flessibilità senza pari, adattandosi alle esigenze specifiche di ogni utente. Questa integrazione sinergica mira a migliorare l'efficienza, la sicurezza e la gestione delle risorse per lo studio odontoiatrico. DS Core offre una piattaforma centralizzata che facilita l'utilizzo di hardware e software diversi e trasforma la collaborazione tra il team di lavoro in un processo ancora più agevole. Oltre a semplificare la gestione dello studio, DS Core mette a disposizione strumenti di comunicazione avanzati per coinvolgere attivamente anche i pazienti.

 

DS Core

 

Come funziona?

DS Core funziona come un aggregatore digitale, collegando dati provenienti da diverse fonti in un'unica interfaccia utente. Questo permette ai professionisti odontoiatrici di accedere facilmente e da qualsiasi browser ai file dei casi clinici dei pazienti. La collaborazione con laboratori e partner esterni diventa intuitiva e sicura, grazie alle solide misure di sicurezza informatica implementate. Una delle principali forze di DS Core è la sua capacità di integrare una vasta gamma di applicazioni e sistemi. Questo permette di utilizzare soluzioni specializzate senza preoccuparsi della compatibilità.

 

DS Core
 

Quali sono i vantaggi?

DS Core consente di migliorare la crescita dello studio odontoiatrico attraverso efficienza e connettività. Questo aumenta l'efficienza operativa, consentendo di concentrarsi maggiormente su compiti più strategici e urgenti. A seguire, tutti i vantaggi:

      • archiviazione cloud e condivisione dei file dei pazienti. DS Core archivia in cloud radiografie, scansioni intraorali e altri file relativi ai casi, fungendo da libreria multimediale. Questo facilita la collaborazione con altri dentisti e laboratori, tutto in conformità con le normative GDPR/HIPAA per garantire la privacy dei dati dei pazienti. Con il crescente rischio di minacce informatiche, la sicurezza è una priorità, soprattutto se in gioco ci sono dati relativi alla salute dei pazienti. DS Core implementa protocolli di sicurezza avanzati per garantire che i dati sensibili siano protetti durante la loro transizione attraverso il sistema;
      • supporti completi libreria. Aggiornato in tempo reale, DS Core integra file di radiografie e scansioni intraorali, semplificando la gestione dei file e la pianificazione del trattamento. Un visualizzatore integrato consente di studiare radiografie e scansioni intraorali, semplificando l’accesso ai file e la collaborazione con i colleghi;
      • cartelle cliniche sempre disponibili. Ogni tipo di documentazione è immediatamente accessibile tramite browser web da qualsiasi postazione di lavoro, sia dallo studio dentistico sia da remoto. Questo offre pieno accesso ai file di ogni singolo paziente, contribuendo a una gestione più efficiente dei flussi di lavoro. La condivisione è semplice: accedendo alla libreria multimediale tramite web su qualsiasi dispositivo, è possibile condividere le cartelle cliniche e selezionare i file da inviare a partner esterni, tra cui radiografie e scansioni intraorali. È sufficiente inserire l'indirizzo e-mail del destinatario, che riceverà una notifica con un link per accedere ai file su DS Core. Non sono necessarie licenze o abbonamenti;
      • riduzione dei costi. Eliminando processi ridondanti e ottimizzando l'utilizzo delle risorse, DS Core contribuisce a una significativa riduzione dei costi operativi, migliorando la redditività dello studio odontoiatrico;
      • miglioramento del dialogo con il paziente. Grazie al Communication Canvass è possibile organizzare e visualizzare i media dei pazienti su un'unica schermata, mantenendo i pazienti coinvolti e facilitando la comunicazione efficace del piano di trattamento. Inoltre, SureSmile® Simulator consente di simulare i miglioramenti che il sorriso del paziente potrebbe ottenere con il trattamento SureSmile® e quindi valorizzare l'investimento e aumentare la possibilità di accettazione.

     

 

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