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Infiammazione del cavo orale e salute cardiovascolare

salute orale cuore

L'infiammazione del cavo orale è una condizione clinica da non sottovalutare. Il carico infiammatorio presente nella cavità orale, infatti, può creare ripercussioni sulla salute sistemica, come indicato da uno studio pilota condotto in Canada su una popolazione sana. I ricercatori, però, questa volta, anziché analizzare le conseguenze della parodontite, si sono concentrati sulle alterazioni di lieve entità. Al fine di studiarne le correlazioni esistenti con le funzioni cardiovascolari. Lo studio così realizzato è stato poi pubblicato su Frontiers in Oral Health e offre nuovi spunti in tema di prevenzione.

Lo scopo di questo studio

I ricercatori hanno esaminato gli effetti del carico infiammatorio orale (OIL), misurato in modo obiettivo, sulla funzione vascolare in individui apparentemente sani. Utilizzando il conteggio dei neutrofili orali come indicatore valido di OIL, hanno reclutato 28 soggetti, giovani e in buona salute. Quindi hanno raccolto campioni di sciacquo della bocca e valutato le concentrazioni di neutrofili orali. Infine, hanno misurato la pressione sanguigna, la rigidità arteriosa e la funzione endoteliale dei soggetti coinvolti nello studio.

Infiammazione del cavo orale ed effetti sulla salute

I risultati hanno evidenziato che solo il conteggio dei neutrofili orali mostrava una correlazione significativa con la dilatazione mediata dal flusso, un parametro della funzione endoteliale. In particolare, i soggetti con livelli di OIL elevati hanno manifestato una ridotta dilatazione mediata dal flusso, rispetto a quelli con livelli normali, il che suggerisce come l'infiammazione orale possa avere un potenziale impatto negativo sulla salute vascolare.

Il significato clinico della ricerca

Questo studio sottolinea ancora una volta l'importanza della salute orale nella prevenzione delle malattie cardiovascolari. Evidenziando il ruolo dell'infiammazione del cavo orale anche in individui che altrimenti sarebbero considerati sani. Tali risultati supportano l'idea che il monitoraggio e il controllo dell'infiammazione orale siano cruciali per preservare la salute cardiovascolare. Offrendo nuovi spunti per ulteriori ricerche e interventi preventivi mirati.

Enterococcus faecalis e antibioticoresistenza sotto esame

Enterococcus

Enterococcus faecalis, un batterio comunemente associato all'endocardite infettiva, è spesso presente anche nelle infezioni endodontiche. Una recente revisione sistematica ha esaminato approfonditamente gli studi clinici riguardanti la resistenza agli antibiotici di alcuni ceppi di Enterococcus faecalis, isolati da infezioni endodontiche persistenti. Lo studio, condotto presso l'Universidade de Pernambuco, Brasile, è di particolare interesse per la ricerca medica. Tuttavia, offre informazioni preziose anche all'odontoiatra che sul Journal of Endodontics, dove è stato pubblicato lo studio, può trovare tutti i dettagli della ricerca.

Il focus della revisione sistematica

I ricercatori hanno voluto indagare gli eventuali cambiamenti nel profilo di resistenza agli antibiotici di Enterococcus faecalis, riscontrati nel corso del tempo. Hanno quindi preso in esame un gruppo pazienti affetti da infezioni endodontiche persistenti o sottoposti a un ritrattamento endodontico. Per condurre la ricerca, hanno incluso nella revisione sistematica solo studi clinici con dati comparativi sulla resistenza agli antibiotici.

La resistenza all'Enterococcus faecalis

I risultati evidenziano una resistenza intermedia di E. faecalis a diversi antibiotici, con variazioni osservate nel tempo. In particolare, secondo gli autori dello studio, negli ultimi anni c'è una tendenza verso una ridotta resistenza ad amoxicillina e benzilpenicillina. Mentre eritromicina e rifampicina mostrano un aumento della resistenza intermedia nel tempo. Pertanto, la scelta degli antibiotici appropriati per il trattamento delle infezioni endodontiche persistenti dovrebbe richiedere un'attenta considerazione della resistenza agli antibiotici manifestata da E. faecalis.

Qualche raccomandazione per il clinico

Per contrastare l'infezione causta dall'Enterococcus faecalis, i ricercatori raccomandano l'uso di amoxicillina in combinazione con clavulanato, uno dei trattamenti più efficaci. Consigliano cautela, invece, nell'uso di clindamicina, gentamicina, metronidazolo e rifampicina a causa dell'alta resistenza riscontrata. In ogni caso, secondo i ricercatori sono necessari ulteriori studi per sviluppare protocolli terapeutici ottimizzati che tengano conto della resistenza antibiotica di E. faecalis, sempre in evoluzione.

“Triangoli neri”: come sono percepiti da pazienti e dentisti

triangoli neri

I "triangoli neri", causati dall'assenza della papilla interincisale nella regione nel sorriso, sono comunemente considerati fattori antiestetici. Un recente studio, condotto prevalentemente da un gruppo di ricercatori della King Khalid University di Asir-Abha, Arabia Saudita, ne ha approfondito il senso. Per poi pubblicarne gli esiti, che appaiono di grande rilevanza per il clinico particolarmente attento ai risultati estetici, su Scientific Reports.

Uno studio sulla percezione dei "triangoli neri"

Gli autori della ricerca, uno studio trasversale analitico, hanno valutato la percezione dei triangoli neri (BT) sotto diverse forme. In particolare, hanno esaminato le relazioni tra la percezione dei BT, i fattori di personalità, i diversi background educativi e i fattori demografici. I ricercatori hanno così incluso 435 partecipanti, divisi in quattro gruppi: dentisti, studenti di odontoiatria clinica (4° e 5° anno), studenti pre-clinici (3° anno) e persone comuni. Per poi andare ad osservare come questi diversi soggetti percepiscano la presenza di questi particolari inestetismi in un modo del tutto singolare.

Il sorriso con e senza BT

I ricercatori, per valutare la diversa attrattività dei profili del sorriso dell'arcata superiore e inferiore, con e senza BT, hanno utilizzando una scala VAS a dieci punti. Dove 0 indicava il profilo meno attraente e 10 il più attraente. Il profilo del sorriso con molti e grandi BT risultava il meno attraente nell'arcata superiore, con un punteggio medio di 3,6. In quella inferiore, invece, non superava il valore medio di 3,9. Il profilo del sorriso senza BT è risultato invece il più attraente nell'arcata superiore, con una media di 9,1 e in quella inferiore con un valore medio di 8,8.

Fattori demografici e personalità, gli altri fattori presi in esame

I professionisti odontoiatrici percepiscono il profilo del sorriso dell'arcata superiore, con molti e grandi BT, come meno attraente rispetto ai partecipanti non dentisti. Inoltre, sono le donne e i giovani i più critici, ma non solo. Anche il carattere e la personalità di chi osserva e giudica sembrano influenzare la percezione dei BT: le persone più aperte e socievoli, infatti, appaiono meno sensibili a questa tipologia di inestetismo.

Resina nanoceramica, come proteggerla dagli attacchi del caffè

resina nanoceramica

La resina nanoceramica può essere esposta dall'offensiva del tempo, ma anche da quella di alcuni alimenti come il caffè che ne alterano l'estetica. Un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Odontoiatria, Università Federale di Santa Catarina, Florianópolis, Brasile, ha voluto vederci chiaro. Ha quindi condotto un esperimento per valutare l'impatto della macchiatura da caffè e delle pratiche di igiene orale simulata sulla resina nanoceramica nel tempo. Journal of Esthetic and Restorative Dentistry ne ha pubblicato i risultati che offrono al clinico semplici, ma utili indicazioni da condividere con i pazienti.

L'esperimento in sintesi

Per condurre il test, i ricercatori hanno suddiviso gli esemplari della resina (n = 80, HT e LT, spessore di 0,5 mm), in base all'igiene orale simulata. Individuando così i seguenti gruppi per ciascuna categoria: nessuna igiene (NT), spazzolatura con spazzolino e acqua (BN), spazzolatura con spazzolino e dentifricio per 10 secondi (BT), e immersione in colluttorio per 30 secondi (MW). Dopo la macchiatura nella soluzione di caffè, i ricercatori hanno ripetuto le pratiche di igiene orale per 15, 48, 336, 1.440, 8.640 e 35.040 minuti. Per poi registrare in ogni momento le lunghezze d'onda spettrali, calcolare ∆E00, ∆L′, ∆C′, ∆H′ e TP00 tramite CIEDE2000 e mediante ANOVA a due vie, ANOVA a misure ripetute e test HSD di Tukey (α = 0,05).

Gli effetti dell'igiene sulla resina nanoceramica

I risultati dell'ANOVA hanno evidenziato una significatività tra i fattori per ΔE00 (p <0,05), con valori più alti per NT-HT (11,7) e NT-LT (11,2). Dopo T6 (simulazione di 2 anni), i valori più bassi sono stati riscontrati per BT-HT (5,3) e BT-LT (4,9). Tutti i gruppi hanno mostrato una diminuzione della luminosità e della traslucenza e un aumento della croma e della tonalità. Tuttavia, le variazioni più piccole sono state riscontrate nei gruppi BT (p <0,05).

Le conclusioni da condividere con i pazienti

La spazzolatura con dentifricio ha efficacemente minimizzato il cambiamento di colore delle nanoceramiche causato dalla macchiatura del caffè. Secondo i ricercatori, dunque, la pratica di igiene orale, come la spazzolatura con dentifricio, potrebbe essere importante per ridurre al minimo la macchiatura delle restaurazioni in resina nanoceramica, specialmente nei pazienti che consumano frequentemente caffè. Un motivo in più per consigliare a tutti di curare l'igiene con maggior attenzione.

Align Technology lancia 4 innovazioni per l’odontoiatria digitale

Align Technology

Align Technology, azienda leader nel settore dei dispositivi medici che progetta, produce e commercializza il sistema di allineatori trasparenti Invisalign®, gli scanner intraorali iTero™ e il software CAD/CAM exocad™ per l'ortodonzia digitale e l'odontoiatria restaurativa, continua a innovare e sviluppare la propria tecnologia nel mondo dell’odontoiatria digitale. Il 2024 vede l’introduzione di diverse innovazioni, sempre mantenendo il medico al centro. L’obiettivo di Align è quello di rafforzare il proprio ruolo come partner per la digitalizzazione degli studi.

 

4 novità per il flusso di lavoro digitale

La novità principale è sicuramente l’arrivo del nuovo scanner intraorale iTero Lumina™. Dotato di un campo di acquisizione 3 volte più ampio[1] inserito all’interno di un manipolo più piccolo del 50%[2], iTero Lumina offre una velocità di scansione più elevata, una maggiore precisione[3], una qualità di visualizzazione superiore[4] e un'esperienza di scansione più confortevole[5]. È progettato con la tecnologia iTero Multi-Direct Capture™, che rende possibile l'acquisizione di un maggior numero di denti in un unico movimento ininterrotto e fornendo scansioni più fluide, veloci e accurate[3]. Grazie ad una distanza di acquisizione maggiore, fino a 25mm*, facilita[1] la scansione di regioni orali complesse da raggiungere come palati stretti o profondi, spazi edentuli e denti parzialmente erotti. Tutto questo lo rende particolarmente adatto ai pazienti bambini e adolescenti.

 

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La seconda novità riguarda un nuovo strumento del flusso di lavoro digitale Align integrato nella Align Digital Platform™: l’integrazione di Plan Editor nel software di pianificazione del trattamento ClinCheck®.

Lo strumento Plan Editor si colloca nella fase Pianificare dell'Align Digital Workflow e consente maggiore flessibilità e personalizzazione nella pianificazione del trattamento Invisalign®. Plan Editor all’interno del software ClinCheck permette infatti di completare i modelli automatizzati di pianificazione del trattamento di Align, consentendo ai medici di apportare rapidamente ampie macro modifiche, eccezioni, o di discostarsi, se necessario, dai loro modelli di pianificazione del trattamento per un paziente specifico. Grazie a ClinCheck® Live Update, inoltre, le modifiche apportate con Plan Editor vengono visualizzate in pochi minuti.

 

Align Technology

 

In linea con il crescente interesse verso trattamenti tanto efficaci quanto estetici, Align Technology ha lanciato la sua terza innovazione: La nuova SmartForce™ attachment-free aligner activation feature.

Questa nuova SmartForce feature sfrutta le innovazioni relative alle SmartForce aligner activation feature lanciate in precedenza e si basa sugli stessi principi meccanici, per contribuire a ridurre la necessità di attachment e offrire così una soluzione più estetica finalizzata ad una migliore esperienza del paziente Invisalign. Le SmartForce feature, che comprendono gli attachment ottimizzati, piccole forme dello stesso colore dei denti attaccate ai denti stessi, sono progettate per fornire forze precise quando e dove necessario al fine di permettere movimenti dentali più predicibili. Gli attachment doppi sono spesso necessari sui denti centrali superiori (anteriori) per ottenere i movimenti radicolari mesiodistali desiderati. Sebbene gli attachment ottimizzati siano fondamentali per il successo del trattamento Invisalign, con questa nuova versione, alcuni movimenti possono essere ottenuti utilizzando un sistema di forze simili attraverso l’aligner activation feature, riducendo la necessità di attachment doppi sui centrali. Se per alcuni scenari è ancora necessario un attachment, l’aligner activation feature sarà presente con un singolo attachment ottimizzato per il controllo della radice, come per altri denti quali canini e premolari.

 

Align Technology

 

Infine, l’azienda ha potenziato l’efficacia del suo strumento Virtual Care AI per il monitoraggio da remoto dei pazienti. Ha infatti lanciato sul mercato Invisalign® Lens, un retrattore guanciale con un supporto, simile a quello che si usa per sostenere i telefoni quando siamo in automobile, che viene montato in pochi semplici passaggi attorno alla fotocamera posteriore dello smartphone adattandosi alla forma del modello di smartphone stesso. Il paziente è così aiutato nello scattare le foto intraorali con la fotocamera posteriore, che fornisce una qualità di immagini nettamente superiore a quella frontale usata in precedenza per l’utilizzo di Virtual Care AI. La funzione Virtual Care AI invece viene attivata direttamente dall'Invisalign Doctor Site dei medici certificati Invisalign ed è disponibile per tutti i pazienti gratuitamente. Il controllo da parte del paziente avviene tramite l’app My Invisalign, mentre il medico può controllare il tutto da remoto grazie all’Invisalign Practice App, la quale racchiude tutte le informazioni utili: le foto che scatta il paziente, i report sullo status del trattamento e i messaggi da inviare per comunicare direttamente con il paziente.

 

Align Technology

 

 

2 eventi formativi per restare sempre aggiornati

Per scoprire di più su queste novità e sul mondo Align Technology, puoi partecipare ai prossimi eventi formativi organizzati dall’azienda!

1. Presente e futuro dell’ortodonzia digitale del paziente in crescita. Align “The Challenge” non è solo un percorso innovativo ed esclusivo composto da coppie di eventi che avrà come destinazione finale l’Align Italian Summit 2025, ma una vera e propria esperienza all’insegna della digitalizzazione a 360 gradi, alla scoperta di Align come azienda e come persone. Un nuovo modo di vivere ed affrontare la formazione clinica: un unico argomento, coppie di relatori chiamati ad andare oltre i loro limiti, angolazioni diverse per ottenere risultati clinici d’eccellenza. L’occasione per te di allargare i tuoi orizzonti conoscitivi oltre le barriere.

Per saperne di più visita: https://destinationsummit.aligntech.it/

2. Corso di Riabilitazione Estetica con Faccette Dentali: un nuovo format di formazione per odontoiatri e odontotecnici. Il corso, tenuto dai Dottori Piero Venezia, Andrea Agnini, Alessandro Agnini, Camillo D’Arcangelo, Gianluca Plotino, Luca Lavorgna e dagli odontotecnici Aldo Grammatica, Francesco De Giovanni e Simone Maffei è un percorso completo che ti guiderà attraverso le moderne tecniche digitali di riabilitazione estetica del cavo orale. Il percorso formativo, oltre ad una parte teorica, prevede delle sessioni dedicate pratiche.

 

©2024 Align Technology, Inc. Align, Invisalign, iTero e iTero Lumina, tra gli altri, sono marchi registrati di Align Technology, Inc.

 

Note

[1] Rispetto al campo visivo del sistema di imaging iTero Element™ 5D, quando la distanza di scansione dello scanner intraorale iTero Lumina™ è di 12 mm*.

[2] Rispetto al manipolo del sistema di imaging iTero Element™ 5D, escluso il cavo del manipolo.

[3] Lo scanner intraorale iTero Lumina™ ha una maggiore accuratezza scientificamente provata* per le vostre esigenze cliniche ortodontiche.

[4] Solo per la raccolta di informazioni per i casi Invisalign. Sulla base di un sondaggio condotto nel settembre 2023 su n=22 utenti che hanno partecipato a un rilascio limitato sul mercato a livello globale e che hanno lavorato con lo scanner intraorale iTero Lumina™ per un periodo medio di 6 mesi, in rappresentanza di medici generici e ortodontisti certificati Invisalign in NA, UE e APAC, ai quali è stato presentato una scala di apprezzamento su 4 punti, da fortemente d'accordo a fortemente in disaccordo con la seguente affermazione: "Il modello 3D dello scanner intraorale iTero Lumina™ è paragonabile a quello di una foto intraorale" e "Le scansioni fotorealistiche dello scanner intraorale iTero Lumina™ consentono la valutazione clinica ortodontica come le foto intraorali" e "Il modello 3D superiore dello scanner intraorale iTero Lumina™ elimina la necessità di scattare foto intraorali" e "Il modello 3D superiore dello scanner intraorale iTero Lumina™ aumenta il coinvolgimento del paziente "*.

[5] Per i medici e il loro personale: Rispetto agli altri scanner iTero™ nelle rispettive cliniche. Sulla base di un sondaggio condotto nel settembre 2023 su n=22 utenti che hanno partecipato a un rilascio limitato sul mercato a livello globale e che hanno lavorato con lo scanner intraorale iTero Lumina™ per un periodo medio di 6 mesi, rappresentando sia medici generici formati con Invisalign® , sia ortodontisti, sia il loro personale in NA, EMEA e APAC, ai quali è stato presentato un livello di accordo a 4 punti, da fortemente d'accordo a fortemente in disaccordo con la seguente affermazione: "Preferisco lo scanner intraorale iTero Lumina™ rispetto agli altri scanner iTero nella mia clinica grazie alla confortevole esperienza di scansione che offre". Per i pazienti: Rispetto alla bacchetta del sistema di imaging 5D iTero Element™.

* Dati in archivio presso Align Technology al 15 novembre 2023.

 

Adesivi autoindurenti e fotopolimerizzanti a confronto

adesivi autoindurenti e fotopolimerizzanti

Gli adesivi autoindurenti e quelli fotopolimerizzanti si contendono la scena, con esiti a volte chiari e certi, ma non sempre. Come mostra bene uno studio condotto da un gruppo di ricercatori della Facoltà di Odontoiatria dell'Università del Cairo, Egitto. La ricerca ha messo a confronto l'efficacia di queste due tipologie di adesivi dentali nell'ambito di restauri in pazienti con lesioni cervicali non cariose. Lo studio, un trial clinico randomizzato di 18 mesi, è stato poi pubblicato su BDJ Open.

Come s'è svolto lo studio

Gli adesivi giocano un ruolo importante nel processo di restauro. La scelta tra adesivi autoindurenti e fotopolimerizzanti può infatti influenzare la durabilità e la qualità del restauro nel tempo. Utilizzando criteri clinici e valutazioni a distanza di 18 mesi, lo studio in questione ha analizzato il comportamento di 68 lesioni in 28 pazienti, divisi in due gruppi, ciascuno trattato con un tipo di adesivo differente. Dopo 1 settimana, 6, 12 e 18 mesi dal restauro, i ricercatori hanno esaminato la presenza di fratture, la perdita di ritenzione, l'adattamento marginale, la decolorazione e la sensibilità post-operatoria.

I risultati osservati

I risultati dello studio hanno rilevato che entrambi gli adesivi presentano risultati simili in termini di adattamento marginale e decolorazione. Tuttavia, il gruppo trattato con adesivo fotopolimerizzante ha mostrato una minore incidenza di fratture e perdita di ritenzione. Elementi a cui è associata una maggiore stabilità e durabilità del restauro nel tempo. Inoltre, i pazienti trattati con l'adesivo fotopolimerizzante hanno riportato una minore sensibilità post-operatoria, rispetto al gruppo trattato con l'adesivo autoindurente.

Qualche suggeriento per il clinico

Basandosi sui risultati dello studio, secondo i ricercatori l'utilizzo dell'adesivo fotopolimerizzante potrebbe offrire vantaggi significativi. Innanzitutto in termini di durabilità e stabilità del restauro nel tempo, riducendo il rischio di fallimenti precoci. Tuttavia, gli autori dello studio hanno anche evidenziato la necessità di ulteriori ricerche per valutare l'affidabilità dell'adesivo autoindurente in diverse condizioni cliniche e per un periodo di follow-up più lungo. Un'indicazione che suggerisce quanto sia importante per l'operatore considerare attentamente il contesto clinico e le esigenze del paziente nella scelta dell'adesivo più adatto, anche in relazione alla tecnica impiegata per il restauro.

Canino mandibolare impattato e CAD-CAM

canino mandibolare impattato

Il canino mandibolare impattato è una sfida per il clinico che ha a disposizione diversi strumenti. D'altro canto, l'utilizzo della tecnologia CAD-CAM nell'affrontare la disimpattazione dei canini mandibolari rappresenta un notevole progresso nel campo dell'odontoiatria. Un gruppo di ricercatori, afferenti al Dipartimento di Scienze Odontoiatriche e Maxillo-Facciali della Facoltà di Odontoiatria dell'Università "Sapienza" di Roma, ha messa alla prova questo approccio. Per poi pubblicare i risultati dello studio su Dentistry Journal.

Come s'è svolta la ricerca

Gli autori dello studio hanno preso in esame il caso clinico di un soggetto undicenne, al fine di dimostrare l'efficacia del flusso di lavoro digitale nel gestire un canino mandibolare impattato. Sfruttando sia la tecnologia CAD-CAM, sia i dispositivi di ancoraggio temporaneo (TADs). Per la pianificazione del sito di inserzione del mini-implante e la creazione di una guida chirurgica, i ricercatori si sono avvalsi di particolari software. Mentre per la trazione ortodontica hanno impiegato dispositivi personalizzati progettati e stampati in 3D.

I risultati raggiunti

L'approccio terapeutico si è dimostrato efficace nel raggiungere l'obiettivo principale di riposizionare il canino mandibolare impattato lungo il suo percorso eruttivo naturale. Inoltre, l'utilizzo combinato della tecnologia CAD-CAM e della stampa 3D ha permesso di minimizzare gli effetti avversi e di favorire una guarigione ottimale. Questo caso, sottolineano gli autori,  dimostra come, nonostante le sfide associate alla trazione ortodontica, l'impiego della tecnologia avanzata consenta una terapia più precisa e meno invasiva, migliorando così i risultati clinici.

Conclusioni

Lo studio evidenzia l'importanza di un'adeguata biomeccanica nel trattamento dei canini mandibolari impattati, oltre alla significativa riduzione dei tempi di trattamento e alla possibilità di ottenere risultati soddisfacenti anche in pazienti giovani con dentizione mista. In conclusione, sottolinenano gli autori, l'adozione della tecnologia CAD-CAM offre ai clinici un approccio più sofisticato ed efficace nella gestione dei casi di disimpattazione. Garantendo una migliore qualità di cura e un maggiore comfort per i pazienti.

Trattamento parodontale non chirurgico, due metodi a confronto

trattamento parodontale non chirurgico

Il trattamento parodontale non chirurgico può essere condotto in diversi modi, più o meno consolidati. Un gruppo di ricercatori afferenti all'Università di Pavia ha valutato l'efficacia di nuovi gel ozonizzati rispetto al gel tradizionale a base di clorhexidina, focalizzandosi sulla gestione domiciliare dei pazienti. Per poi pubblicarne i risultati su Oral Diseases.

Come s'è svolto lo studio

I ricercatori hanno coinvolto 30 pazienti con malattia parodontale bilaterale di gravità I e complessità II, utilizzando un "disegno di studio a bocca divisa". Dopo un'adeguata debridazione parodontale meccanica non chirurgica, i denti sono stati assegnati casualmente a due gruppi di trattamento. Il gruppo di controllo ha utilizzato un gel a base di clorhexidina per le manovre di igiene orale nelle due settimane successive alla prima visita. Il gruppo di test invece ha impiegato gel ozonizzato nello stesso modo. I ricercatori hanno eseguito i follow-up 1, 2 e 6 mesi dopo la baseline assessment. Esaminando diverse variabili: perdita di attacco clinico (CAL), profondità di tasca di sondaggio (PPD), sanguinamento alla sondaggio (BoP), registro di controllo della placca (PCR), recessione (R) e mobilità del dente (TM).

I risultati in sintesi

I risultati hanno mostrato miglioramenti significativi all'interno di entrambi i gruppi per CAL, PPD, BoP e PCR (p < 0,05), senza rilevare differenze significative tra i due gruppi (p > 0,05). Per quanto riguarda R e TM, i ricercatori non hanno riscontrato differenze significative.

Le conclusioni dello studio

Secondo i ricercatori, sia la clorhexidina che il gel ozonizzato si sono dimostrati coadiuvanti affidabili nel trattamento parodontale non chirurgico. Evidenziando miglioramenti rilevanti nei parametri parodontali in entrambi i gruppi. Tuttavia, il gruppo trattato con ozono ha mostrato una riduzione significativamente maggiore nei valori di PPD e CAL. Suggerendo che il gel ozonizzato potrebbe essere una valida alternativa alla clorhexidina. Anche rispetto agli effetti collaterali associati a quest'ultima e che il gel invece con comporta. Questi risultati dunque indicano prospettive promettenti per gli odontoiatri impegnati nel trattamento parodontale non chirurgico.

Disturbi del sonno: il ruolo dell’odontoiatra nella diagnosi e nella gestione

disturbi sonno

I disturbi del sonno: cosa sono, quali disagi provocano?

Molte persone soffrono, senza saperlo, di disturbi del sonno, spesso con una compromissione della qualità di vita. I segni e sintomi che compaiono durante il giorno sono soprattutto sonnolenza, stanchezza, depressione, irritabilità, scarso rendimento sul lavoro nell’adulto e scarso rendimento scolastico nel bambino. Inoltre, a lungo andare, i disturbi del sonno possono aumentare la predisposizione a malattie cardiovascolari, metaboliche e neurologiche. Dopo una corretta diagnosi e un adeguato trattamento, però, questi disturbi tendono a scomparire. Tra gli specialisti che possono offrire supporto ai pazienti affetti da disturbi del sonno vi è anche l'odontoiatra, che può dare un importante contributo alla diagnosi e alla corretta gestione del problema.

 

Quali sono i disturbi del sonno più frequenti

Tra i disturbi del sonno più frequenti vi sono i disturbi respiratori, soprattutto il russamento e la sindrome da apnee ostruttive del sonno, definita anche OSA o OSAS, e i disturbi del movimento, in particolare il bruxismo e la sindrome delle gambe senza riposo. Tutti questi disturbi sono correlati con l’insonnia. Si stima che la prevalenza dell'insonnia persistente, ossia il numero di persone che soffrono di questo disturbo in proporzione agli abitanti, sia di circa il 7% in Italia e il 10% negli Stati Uniti.

 

Quale specialista tratta i disturbi del sonno?

Il trattamento dei disturbi del sonno richiede spesso competenze specifiche. Il professionista di riferimento dovrebbe essere il medico esperto in medicina del sonno, però, il trattamento è interdisciplinare per cui coinvolge quasi tutte le branche della medicina e, soprattutto, l'odontoiatria. Tanto è vero che recentemente è nata la medicina odontoiatrica del sonno. Secondo gli esperti della materia, l'odontoiatra che si occupa di questo ambito può curare l'insonnia, alcuni disturbi del respiro correlati al sonno, in particolare il russamento e le apnee ostruttive del sonno, e alcuni disturbi del movimento correlati al sonno, in particolare il bruxismo. Questi disturbi rappresentano la stragrande maggioranza dei disturbi del sonno.

Rimedi e trattamenti per migliorare il sonno

Nella lotta ai disturbi del sonno, un alleato prezioso è l’informazione. Cosa fare quando compaiono i sintomi? A queste e molte altre domande risponde il nuovo libro Il sonno. Dormire bene per vivere meglio. I disturbi più diffusi correlati all’odontoiatria, una guida pratica edita da Tecniche Nuove che copre a tutto tondo la tematica dei disturbi del sonno, con particolare attenzione a quelli relativi all’odontoiatria. L'autore, Domenico Viscuso, Medico Chirurgo, Odontoiatra, Psicoterapeuta e coautore di libri, pubblicazioni scientifiche e relatore a congressi sul sonno, sul dolore e sulla psicologia, guida i lettori alla comprensione dei disturbi del sonno con un linguaggio chiaro e immediato, descrivendo il percorso diagnostico e terapeutico per un corretto approccio. Un manuale che può essere di grande utilità sia per chi soffre di questo disturbo, sia per gli odontoiatri che desiderano offrire una fonte di consigli pratici e immediati ai propri pazienti.

 

 

Osteonecrosi delle ossa mascellari farmaco relata: conoscerla per prevenirla

osteonecrosi mascellari
3. Osteonecrosi mandibolare dx in paziente affetta da carcinoma mammario in terapia con Risendronato

Negli ultimi anni, il numero di casi di osteonecrosi dei mascellari associato a determinati farmaci risulta in aumento, richiedendo una maggiore attenzione da parte della comunità medica e scientifica. Questo testo si propone di esplorare in dettaglio le cause, i meccanismi patogenetici e le opzioni terapeutiche disponibili affinché l’odontoiatra possa affrontare tale sfida complessa.

L’osteonecrosi dei mascellari farmaco-indotta, o MRONJ (Medication-Related OsteoNecrosis of the Jaw) è una condizione complessa e crescentemente riconosciuta, che rappresenta una sfida clinica significativa. Caratterizzata dalla necrosi del tessuto osseo nella regione mascellare, questa patologia ha suscitato crescente preoccupazione in ambito medico e odontoiatrico. Il legame con l’uso di specifici farmaci ha sollevato domande cruciali sulla gestione e la prevenzione di questa grave complicanza (Figure 1-3; le immagini cliniche pubblicate in questo articolo sono gentile concessione del dottor Rolando Crippa).

 

 

Alla luce della recente letteratura internazionale, l’ONJ farmaco-relata può essere suddivisa in due categorie, a seconda della terapia farmacologica che ne ha indotto l’insorgenza:

  • BRONJ (Bisphosphonate-Related OsteoNecrosis of the Jaw), dall’acronimo inglese più utilizzato in letteratura, riferita alla osteonecrosi associata all’assunzione di bisfosfonati (BP);
  • non-BRONJ (non Bisphosphonate-Related OsteoNecrosis of the Jaw), comprendente tutte le forme di osteonecrosi associate a farmaci diversi dai bisfofonati (BP), utilizzati per esempio a seguito di traumi, radioterapia, malattie vascolari o altre condizioni mediche.

Farmaci anti-riassorbitivi (AR): bisfosfonati e Denosumab

I bisfosfonati (BP) sono analoghi dei pirofosfati e legano fortemente la componente minerale dell’osso, l’idrossiapatite. Agiscono principalmente inibendo l’attività degli osteoclasti, le cellule coinvolte nel processo naturale di rimodellamento osseo. Il farmaco viene assorbito, si lega saldamente alla superficie dell’osso e viene quindi internalizzato dagli osteoclasti durante il loro processo di riassorbimento osseo. All’interno delle cellule, i BP agiscono inibendo un enzima chiave chiamato Farnesil Pirofosfato Sintetasi (FPPS). Questo enzima è coinvolto nella produzione di sostanze chimiche, come il Geranilgeranil Pirofosfato, necessarie per il normale funzionamento degli osteoclasti. L’inibizione di FPPS riduce l’attività degli osteoclasti, interferendo con il processo di riassorbimento osseo. Inoltre, i BP possono influenzare la formazione di nuovi osteoclasti dalle cellule precursori, contribuendo a diminuire la quantità totale di osteoclasti attivi.

Questo rallentamento nel riassorbimento osseo porta a una stabilizzazione o addirittura a un aumento della densità minerale ossea, contribuendo a ridurre il rischio di fratture, in particolare nelle persone con osteoporosi. Da un punto di vista chimico, i BP sono costituiti da due catene fosforiche legate ad un anello centrale costituito da un atomo di carbonio a sua volta legato a due catene R1 e R2, la prima responsabile dell’affinità del farmaco per l’idrossiapatite, la seconda responsabile della potenza dello stesso.

In base alla presenza/assenza nella catena R2 di un gruppo amminico, i BP vengono distinti in due classi farmacologiche:

  • gli amino-bisfosfonati (NBP): zoledronato, pamidronato, alendronato, risedronato, ibandronato, neridronato;
  • i non amino-bisfosfonati: clodronato, tiludronato ed etidronato.

I primi, hanno maggiore affinità per l’osso e una potenza da 10 a 1000 volte maggiore rispetto ai BP non contenenti gruppi amminici. Ad oggi, rappresentano la principale categoria per cui sia stata identificata un’associazione con lo sviluppo di osteonecrosi dei mascellari. Secondo le indicazioni dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), la prescrizione di NBP è autorizzata in Italia per la cura dei pazienti affetti da patologie oncologiche o ematologiche (metastasi scheletriche da neoplasie solide o mieloma multiplo):

  • per via endovenosa: pamidronato; ibandronato
  • (fl 6 mg/ogni ogni 4 settimane); zoledronato
  • (fl 4 mg, ogni 3-4 settimane);
  • per via orale: ibandronato (cp 50mg, 1 cp/die)

Patologie osteometaboliche:

  • per via orale: alendronato; risedronato; ibandronato (cp 150 mg/ ogni 4 settimane);
  • per via endovenosa o intramuscolare: neridronato (2 mg/kg ogni 3 mesi);
  • per via endovenosa: zoledronato (fl 5 mg/ ogni 12 mesi), ibandronato (fl 3 mg/ ogni 3 mesi);

Pazienti affetti da patologia oncologica senza metastasi ossee che ricevono farmaci anti-riassorbitivi a basso dosaggio per ridurre il rischio di fratture ossee non metastatiche causate dalla perdita ossea indotta dal trattamento del cancro e/o per migliorare la prognosi (trattamento “adiuvante” dei pazienti affetti da cancro alla prostata e al seno):

  • per via orale: alendronato; risedronato; (cp 150 mg/ ogni 4 settimane);
  • per via endovenosa: zolendronato 5 mg ogni 12 mesi.

Mentre l’attenzione è spesso rivolta agli effetti collaterali dei BP, è altrettanto fondamentale esplorare l’impatto di altri agenti farmacologici. In questo contesto, emerge il ruolo del Denosumab, un anticorpo monoclonale utilizzato in particolare per trattare l’osteoporosi e per gestire le complicanze ossee nei pazienti oncologici. Denosumab è un anticorpo monoclonale totalmente umano che inibisce il recettore dell’attivatore del nucleo-kappa B ligato al ligando (RANKL), una proteina coinvolta nel processo di rimodellamento osseo. È commercializzato con il nome di Prolia per il trattamento dell’osteoporosi e di Xgeva per le complicanze ossee associate a tumori.

Questo farmaco offre un’alternativa significativa ai BP in determinate situazioni cliniche. Tuttavia, nel contesto della gestione delle condizioni ossee, sorge una questione di particolare importanza: anche il Denosumab può essere associato all’insorgenza dell’osteonecrosi dei mascellari? Questo interrogativo, la cui risposta è purtroppo affermativa, sottolinea la necessità di esplorare attentamente la relazione tra questo agente terapeutico e la complessa dinamica dell’osteonecrosi mascellare.

Il ruolo dell'odontoiatra

L’odontoiatra svolge un ruolo significativo nella gestione e nella prevenzione dell’osteonecrosi del mascellare, specialmente considerando che questa condizione può spesso essere associata a trattamenti odontoiatrici. Le Raccomandazioni sottolineano la necessità di definire la diagnosi di tale malattia sulla base di criteri sia clinici che radiologici, diversi dalla sola osservazione di osso necrotico esposto in cavo orale. Tale necessità deriva dal fatto che un numero consistente di pazienti in trattamento con farmaci associati a rischio di ONJ farmaco-relata presenta segni e sintomi, in fase sia iniziale sia tardiva, diversi dall’esposizione ossea. L’accertamento radiologico risulta quindi fondamentale per la conferma diagnostica soprattutto nei casi sospetti in assenza di esposizione ossea. Nelle Tabelle 1 e 2 sono indicati i criteri clinici e radiografici di ONJ farmaco-relata.

Tabella 1 - Segni clinici e sintomi della ONJ
Esposizione di osso necrotico in cavo orale (molto frequente)
Alitosi
Ascesso odontogeno
Asimmetria mandibolare
Dolore di origine dentale e osseo
Fistola mucosa
Fistola extra.orale
Mancata riparazione mucosa alveolare post-estrattiva
Mobilità dentale a rapida insorgenza
Mobilità preternaturale della mandibola, con o senza occlusione conservata
Parestesia/disestesia delle labbra (segno di Vincent)*
Fuoriuscita di liquidi dal naso
Secrezione purulenta
Sequestro spontaneo di frammenti ossei
Trisma
Tumefazione tessuti molli

*da irritazione del nervo alveolare inferiore/nervo infraorbitario

 

Tabella 2 - Criteri radiologici non specifici per la diagnosi di ONJ farmaco-relata (in ordine alfabetico)
Precoci Tardivi
OPT  

Ispessimento cresta alveolare e lamina dura

Persistenza alveolo post-estrattivo

Sequestro

Slargamento spazio parodontale

 

Frattura patologica

Ispessimento canale del nervo alveolare inferiore

Osteosclerosi diffusa

Radiopacità seno mascellare

Reazione periostale

TC  

Erosione corticale

Ispessimento cresta alveolare e lamina dura

Ispessimento trabecolare

Osteosclerosi midollare focale*

Persistenza alveolo post-estrattivo

Sequestro

Slargamento spazio parodontale

 

Fistola oro-antrale, oro-nasale, muco-cutanea

Frattura patologica

Ispessimento canale del nervo alveolare inferiore

Osteolisi estesa al seno mascellare

Osteosclerosi diffusa

Osteosclerosi di zigomo e/o palato duro

Reazione periostale

Sinusite

*Sclerosi midollare focale con disorganizzazione trabecolare e scarsa differenziazione cortico-midollare
 

La RM può essere utile complemento nello studio dell’estenzione del processo osteonecrotico (in particolare nella valutazione preoperatoria in quanto fornisce indicazioni sullo stato infiammatorio del tessuto osseo e dei tessuti molli circostanti. Altre indagini (Scintigrafia ossea, SPCT-TC, etc) possono avere utilità ausiliaria in determinati setting o pazienti.

Bedogni A, et al. Medication related osteonecrosis of the jaw (MRONJ). Qeios ID: 594095 https://doi.org/10.32388/594095
Campisi G, et al. https://unipapress.com/book/raccomandazioni-clinico-terapeutiche-sullosteonecrosi-delle-ossa-mascellari-onj-farmaco-relata-e-sua-prevenzione/

 

Nell’approcciare il paziente con queste problematiche, per prima cosa è necessaria la valutazione del rischio di osteonecrosi, che coinvolge la revisione della storia clinica del paziente, compresa la durata dell’assunzione di farmaci, la modalità di assunzione e la tipologia di trattamenti ricevuti.

Pazienti che hanno in programma di iniziare la terapia farmacologica

A oggi, sono gli approcci preventivi a rappresentare la strategia più efficace al fine di tutelare la salute orale del paziente che dovrà assumere, assume o ha assunto farmaci associati a rischio di osteonecrosi dei mascellari. Nello specifico, l’obiettivo della prevenzione primaria è il controllo dei fattori di rischio legati alla patologia ONJ farmaco-relata, mentre la finalità della prevenzione secondaria è la diagnosi precoce, ovvero il riconoscimento di tutti quei segni clinici/radiologici e/o sintomi associabili a uno stadio iniziale di malattia (pertanto auspicabilmente regredibile e/o facilmente trattabile). La finalità della prevenzione primaria è quella di mantenere e/o ripristinare lo stato di salute dento-parodontale del paziente per il raggiungimento di due obiettivi:

  • ridurre la possibilità che si sviluppino o progrediscano eventi infettivi (fattori di rischio locali per ONJ) non trattabili con procedure non invasive;
  • eseguire, nel caso di eventi infettivi non risolti, procedure invasive (e.g. avulsioni dentarie), sebbene esse siano state considerate nel recente passato fattori locali di rischio per ONJ.

All’interno delle “Raccomandazioni clinico-terapeutiche sull’osteonecrosi delle ossa mascellari (ONJ) farmaco-relata e sua prevenzione” (Campisi G., Bedogni A., Fusco V.) del 2020, la Commissione ritiene che per i pazienti oncologici, con metastasi ossee o affetti da mieloma multiplo, la valutazione dello stato di salute dento-parodontale sia da effettuare SEMPRE PRIMA dell’inizio dell’assunzione di farmaci ONJ-relati, mediante la valutazione clinica e dell’imaging radiologico. Il relativo trattamento delle patologie orali andrà eventualmente stabilito, secondo tempi e modalità concordate insieme all’oncologo in base alle necessità terapeutiche del paziente. Diversamente, nei pazienti con patologia osteometabolica che assumeranno farmaci anti-riassorbitivi (AR), la valutazione odontoiatrica iniziale non è perentoria prima dell’inizio dell’assunzione dei farmaci ma si consiglia venga effettuata entro i primi 6 mesi di terapia. In questo modo il paziente rientrerebbe nello schema di prevenzione della malattia parodontale, come previsto per la popolazione generale adulta (> 40 anni).

Pazienti che già assumono terapia farmacologica

I pazienti che già assumono farmaci ONJ-relati devono essere inseriti anch’essi in un idoneo programma di prevenzione primaria e di terapia parodontale di supporto (ove necessaria) in modo da minimizzare il rischio, nel tempo, di insorgenza di patologie dentarie o problematiche parodontali o perimplantari. Tranne alcune procedure (come la chirurgia pre-implantare e l’implantologia) nei pazienti oncologici che assumono alte dosi di farmaci anti-riassorbitivi, i trattamenti sono tutti consentiti.

Il punto è che, in presenza di un paziente “fragile”, è nostro dovere suddividere gli stessi trattamenti in:

  • “indicati”, cioè necessari, anche se invasivi, per la prevenzione di osteonecrosi dei mascellari;
  • “possibili”, solitamente di carattere riabilitativo, protesico o ortodontico;
  • “controindicati”, cioè quelli di tipo elettivo e legati a un rapporto rischio/beneficio nettamente sfavorevole.

Nel concreto, eventuali procedure elettive non invasive, come la protesi e l’ortodonzia, saranno comunque possibili, mentre procedure di elezione invasive, come la chirurgia implantare, la chirurgia ossea pre-implantare, e la chirurgia mucogengivale, andranno attentamente considerate in funzione della malattia di base, del tipo di farmaco ONJ-relato assunto dal paziente e degli altri fattori di rischio sistemici e/o farmacologici.

Nella Tabella 3 si riassume il management odontoiatrico di pazienti in terapia con farmaci ONJ-relati. (MTS= pz oncologici con metastasi ossee. MM=pz affetti da mieloma multiplo), mentre nella Tabella 4 sono riportate le indicazioni alla sospensione del farmaco in pazienti a rischio di MRONJ in previsione di procedure chirurgiche odontoiatriche.

 

Tabella 3 - Management odontoiatrico in pazienti in terapia con farmaci ONJ-relati
Procedure non chirurgiche Pazienti Oncologici con MTS ossee o MM Pazienti Osteometabolici
Conservativa Indicata Indicata
Endodonzia Indicata Indicata
Ortodonzia Possibile Possibile
Parodontologia non chirurgica Indicata* Indicata
Protesi Possibile° Possibile°
Procedure chirurgiche
Chirurgia dento-alveolare (e.g. avulsioni dentarie) Indicata* Indicata (per foci dento-parodontali)
Possibile (per piano protesico)
Chirurgia ossea Pre-implantare Controindicata Possibile*
Implantologia Controindicata Possibile**
Parodontologia chirurgica ed endodonzia chirurgica Indicata§ Indicata§
 

° È necessario rispettare l'ampiezza biologica in protesi fissa (controllo della chiusura cervicale — eventuale chiusura sopra-gengivale). Inoltre, in caso di protesi mobili, è necessario evitare il traumatismo dei tessuti molli e la formazione di decubiti. Controllo dei manufatti ogni 4 mesi con eventuale ribasatura morbida (massimo ogni 6 mesi per i pazienti affetti da patologia osteometabolica)
* Attendere la guarigione mucosa fino a 4-6 settimane, prima di iniziare la terapia con farmaci ONJ-associati. Nel caso la terapia con farmaci ONJ-relati non sia procrastinabile, la chirurgia dento-alveolare è, comunque, indicata. Andrà eseguito il protocollo chirurgico e la terapia medica dei pazienti oncologici già in terapia con farmaci ONJ-relati § Da eseguire solo se i processi infettivi non sono trattabili e guaribili mediante le terapie parodontali/endodontiche non invasive
* Avvisare il paziente di rischio di ONJ non definibile nel breve termine se è Ost-Rx.
** Avvisare il paziente di rischio di ONJ non definibile anche nel medio-lungo termine, anche se il paziente non è in atto Ost-R+

Modificata da Strategie preventive e management odontoiatrico nel paziente a rischio di osteonecrosi delle ossa mascellari associata a farmaco. Di Fede O, Mauceri R. (2017). IL DENTISTA MODERNO, anno XXXV. n. 5. Maggio 2017, p. 28-44, ISSN: 1827-3726

 

 

Tabella 4 - Sospensione del farmaco in pazienti a rischio di MRONJ in previsione di procedure chirurgiche odontoiatriche
Paziente che assume AR/AA ad alto dosaggio (patologia oncologica e MTS ossee o MN)
Molecola Timing procedura invasiva odontoiatrica Timing riassunzione del farmaco
Bisfosfonato (AR) Dopo almeno 1 settimana da ultima somministrazione
Denosumab (AR) Dopo almeno 3 settimane da ultima somministrazione Almeno 4-6 settimane dopo procedura invasiva odontoiatrica°
Bevacizumab (AA) Dopo 5-8 settimane da ultima somministrazione
Sunitinib (AA) Dopo almeno 1 settimana da ultima somministrazione
Paziente che assume AR a basso dosaggio (patologia osteometabolica o CTIBL)
Molecola Timing procedura invasiva odontoiatrica Timing riassunzione del farmaco
Bisfosfonato• (AR) Dopo almeno 1 settimana da ultima somministrazione Almeno 4-6 settimane dopo procedura invasiva odontoiatrica°
 

*Solo se somministrato da più di tre anni oppure da meno di tre anni e in presenza di altri fattori di rischio sistemici (e.g. assunzione cronica di corticosteroidi sistemici, artrite reumatoide), negli altri casi non si consiglia la sospensione

Denosumab (AR) Nessuna sospensione della terapia **
 

** Se le procedure sono ritenute procrastinabili, previo accordo con il prescrittore, le stesse verranno eseguite durante il 5°- 6° mese dall’ultima assunzione e si programmerà lo slittamento di un mese della nuova somministrazione del farmaco. Nel caso in cui la procedura invasiva è valutata urgente e non procrastinabile, si consiglia l’esecuzione dopo 3 settimane dall’ultima somministrazione e non oltre 6 settimane prima della nuova somministrazione, in modo da assicurare un adeguato periodo per la guarigione prima della somministrazione successiva.
° In ogni caso non prima della completa epitelizzazione del sito estrattivo e solo se in totale assenza di Sintomi post-chirurgici

(PROMAF. Prevenzione e Ricerca sull’Osteonecrosidelle ossa Mascellari da Farmaci - già percorso PROMaB- Prevenzione e Ricerca dell’Osteonecrosi delle ossa Mascellari da Bisfosfonati, patrocinato dall’Assessorato alla Sanità -Regione Sicilia- Prot. n. 2779 del 12/04/2007)

 

Come gestire il paziente che assume farmaci a rischio e necessita di un’estrazione

Nel caso di pazienti già in terapia con farmaci ONJ-relati, l’estrazione dentaria è sempre stata indagata come il principale evento scatenante ONJ, venendo definita il fattore precipitante nel 52- 61% dei casi di ONJ nei pazienti oncologici, con percentuali che rasentano l’80% quando l’avulsione è associata a interventi di cistectomia. Tuttavia, la mancata avulsione di elementi dentari compromessi associati a processi infiammatori/infettivi cronici delle ossa mascellari, mantenendo questi processi attivi, è associata a un rischio di ONJ farmaco-relata superiore rispetto a quello associato alle procedure terapeutiche.

In tal senso, sono stati riportati risultati incoraggianti a seguito di procedure terapeutiche invasive nell’ambito di opportuni protocolli medico-chirurgici. Tali protocolli prevedono sempre la somministrazione di antibiotici sistemici e antisettici orali prima e/o nel post-operatorio in associazione con procedure estrattive standardizzate: mobilizzazione di lembi mucoperiostei per la chiusura primaria del sito chirurgico.

In merito alla scelta della terapia antibiotica, i protocolli, descritti in letteratura, non sono univoci, sebbene molti prevedano l’associazione di due classi di molecole differenti al fine di avere un più ampio spettro di copertura.
Generalmente vengono utilizzate le penicilline, in particolare amoxicillina (1 g, 3 volte/die) con o senza acido clavulanico, in associazione al metronidazolo (500 mg, 3 volte/die). In caso di allergia alle penicilline, può essere somministrata l’eritromicina (600 mg, 3 volte/die), la clindamicina (600 mg, 2 volte/die) o la ciprofloxacina (500 mg, 2volte/die). Tale schema posologico è riferito al paziente adulto normopeso.

In relazione alla durata della somministrazione pre-operatoria, alcuni studi evidenziano migliori risultati in caso di terapie antibiotiche preoperatorie prolungate (3-4 settimane), mentre altri mostrano buoni risultati con terapie antibiotiche preoperatorie brevi (iniziate da 1 a 3 giorni prima dell’estrazione) o con terapie iniziate il giorno stesso dell’estrazione.
La prosecuzione post-operatoria della terapia antibiotica nei protocolli citati è stata riportata in un range da 5 a 17 giorni.
A tal proposito, non si può esprimere un giudizio circa la scelta ottimale, che viene in definitiva rimessa al giudizio del clinico relativamente al caso specifico, dal momento che i protocolli riportati non sono comparabili e la superiore efficacia di un protocollo su altri non è basata al momento su robuste evidenze di studi randomizzati.
Nel periodo post-operatorio, la rimozione della sutura andrà eseguita tra il settimo e il decimo giorno dall’intervento.
Successivamente i controlli clinici-radiografici devono essere programmati periodicamente entro il primo anno dall’intervento chirurgico al fine di valutare la corretta guarigione.
È utile anche in questi casi una sospensione temporanea dei farmaci ONJ-relati, a partire dai giorni antecedenti l’estrazione e sino alla completa guarigione del sito estrattivo (4-6 settimane), sempre compatibilmente con la patologia primaria del paziente e il nulla osta del medico prescrittore.
È importante chiarire al paziente che il rischio di osteonecrosi non può essere completamente eliminato anche se non assume più BF da molto tempo.
La Tabella 5 riassume il protocollo terapeutico.

Tabella 5 – Protocollo terapeutico

È consigliato per le categorie di pazienti a rischio:

• pazienti con diagnosi di MRONJ

• pazienti con assunzione in atto di antiriassorbitivi/farmaci a target biologico pazienti con assunzione pregressa o in atto

• pazienti con assunzione pregressa o in atto di NBP per os da > 3 anni

• pazienti con assunzione pregressa o in atto di NBP per os da < 3 e con fattori di rischio locali/sistemici

FASE PRELIMINARE  

Anamnesi e valutazione del rischio di MRONJ (tipo di farmaco assunto, via di somministrazione, periodo di assunzione, patologie e terapie concomitanti

Valutazione radiografica

Seduta di igiene professionale 15-20 giorni prima dell’estrazione programmata

PRESCRIVERE:

- collutorio a base di clorexidina 0,12% senza alcol: sciacqui non diluiti, 3 volte al giorno, da 10 gg prima dell’estrazione programmata, fino ai 15 gg successivi.

- antibiotico a largo spettro: da iniziare 1 gg prima dell’estrazione fino a 6 gg dopo l’intervento, per 3 volte al dì (da prolungare in caso di necessità, fino a 17 giorni)

FASE OPERATIVA  

1. Lettura, approvazione e firma del consenso informato del rischio a breve o lungo termine di MRONJ.

2. Procedere in campo operatorio

3. Anestesia locale senza vasocostrittore

4. Lembo muco periosteo con incisioni di scarico

5. Estrazione del dente e toelette alveolare con manipolazione ossea minima (rimozione tessuto di granulazione, alveoloplastica), mediante piezosurgery o pinza ossivora. (Se necessaria più di una estrazione, procedere una volta per volta, soprattutto nel caso in cui il NBP non venga sospeso).

6. Irrigazioni intralveolari con antibatterico (i.e. Rifamicina sodica, uso locale)

7. Adattamento della mucosa o del lembo e sutura per favorire guarigione per prima intenzione (cercando di evitare eccessive trazioni ai tessuti molli)

8. Se disponibile o ritenuta opportuna altre terapie adiuvanti (biostimolazione laser, ozonoterapia)

9. Prescrivere terapia antisettica locale (clorexidina gel) e ricostituiva (i.e. acido ialuronico + aminoacidi essenziali) 3 volte/die a distanza di 15/30 min l’una dall’altra, per 15 gg (fino a guarigione clinica dell’alveolo).

10. Terapia antibiotica: amoxicillina (1g, 3 volte/die) con o senza acido clavulanico, in associazione al metronidazolo (500mg, 3 volte/die). In caso di allergia alle penicilline, può essere somministrata l’eritromicina (600 mg, 3 volte/die), la clindamicina (600mg, 2 volte/die) o la ciprofloxacina (500mg, 2volte/die) per la durata di 6/17 giorni.

FASE POST-OPERATORIA  

Eseguire controlli:

1/2 settimana dopo – controllo, foto

1 mese dopo – controllo, foto

3 mesi dopo – controllo, foto, rx endorale (a discrezione)

6 mesi dopo – controllo, foto

1 anno dopo – controllo, foto, rx endorale/ortopantomografia

Terapia dell’osteonecrosi delle ossa mascellari (ONJ)

In presenza di osteonecrosi del mascellare, solitamente si delineano due approcci terapeutici principali: quello definito “non chirurgico” e quello chirurgico.

Il primo, spesso denominato impropriamente “conservativo”, si basa principalmente sull’uso di farmaci per gestire l’infezione e alleviare il dolore, mirando a stabilizzare la condizione clinica e a rallentare la progressione della malattia. L’approccio chirurgico, invece, in passato era limitato alle forme avanzate di ONJ associate a BP o a quelle che non rispondevano al trattamento non chirurgico.

Attualmente, la pratica clinica raccomanda la sospensione immediata dei farmaci responsabili dell’ONJ, protratta fino alla completa risoluzione del sito osteonecrotico. Questo approccio è considerato una buona pratica e è sostenuto dalle linee guida delle principali Società Scientifiche nazionali e internazionali di Oncologia.

La tempestiva rimozione del focolaio osteonecrotico diventa quindi cruciale per consentire ai pazienti di riprendere in sicurezza le terapie vitali.

Nella Tabella 6, sono riportati i trattamenti raccomandati per la cura dell’osteonecrosi delle ossa mascellari associata a bifosfonati (BRONJ).

Tabella 6 - Trattamenti raccomandati per la cura dell’osteonecrosi delle ossa mascellari associata a bisfosfonati (BRONJ)
Protocollo standard Protocollo alternativo
TERAPIA MEDICO-CHIRURGICA COMBINATA TERAPIA MEDICA NON CHIRURGICA
Stadio 1 (ONJ focale) *# Chirurgia dento-alveolare:

  1. Curettage dento-alveolare, con/senza sequestrectomia e fistolectomia
  2. Chirurgia resettiva marginale, in caso di recidiva dopo curettage

- Terapia antisettica topica

- Terapia antibiotica sistemica perioperatoria

- Sospensione NBP sino a guarigione biologica dei tessuti
(4-6 settimane)

 

- Terapia antisettica topica

- Terapia antibiotica sistemica al bisogno
con/senza:

- Biostimolazione (Ozonoterapia, laser)

- Ossigenoterapia iperbarica

- Teriparatide (paziente osteoporotico)

Finalità:
1. Controllo della sintomatologia (palliazione)

2. Autosequestrazione

3. Remissione
Consigliabile se controindicato l’utilizzo del protocollo standard o dopo rifiuto della chirurgia da parte del paziente

Stadio 2 (ONJ diffusa) *#Chirurgia resettiva

  1. Marginale: consigliabile solo per BRONJ in pazienti osteoporotici
  2. Segmentale: in pazienti oncologici o in caso di recidiva dopo resezione marginale

- Terapia antibiotica sistemica perioperatoria

- Terapia antisettica topica- Sospensione NBP sino a guarigione biologica dei tessuti (4-6 settimane)

Stadio 3 (ONJ complicata) * # Chirurgia resettiva segmentale (con o senza ricostruzione)

- Terapia antibiotica sistemica perioperatoria

- Terapia antisettica topica-

Sospensione NBP sino guarigione biologica dei tessuti (4-6 settimane)

 

* Possibile l’impiego di piezochirurgia, APCs (concentrati piastrinici autologhi) e chirurgia laser-assistita per ridurre il traumatismo osseo favorire processi riparativi.
# Monitoraggio post-operatorio: visita di controllo a 1-3-6-12 mesi. Esame TC di controllo a 6 e 12 mesi.
ln caso di guarigione a 12 mesi dal trattamento il paziente rientra nel follow-up di prevenzione della BRONJ. NBP (amino-bifosfonati).

 

 

In conclusione, l’odontoiatra gioca un ruolo fondamentale nella gestione dei pazienti che assumono farmaci correlati all’insorgenza di osteonecrosi mascellari. La sua competenza e la sua attenzione alle specifiche necessità di questi pazienti non solo contribuiscono a prevenire complicanze gravi, ma migliorano anche la qualità della vita del paziente stesso. La collaborazione interdisciplinare tra il medico curante, l’odontoiatra e altri professionisti della salute è essenziale per garantire una cura completa e personalizzata. Pertanto, incoraggiamo vivamente la comunità medica a riconoscere l’importanza di questa collaborazione e a integrare le competenze dell’odontoiatra nella gestione globale dei pazienti affetti da patologie correlate all’osteonecrosi mascellare. Solo attraverso uno sforzo collettivo possiamo garantire un trattamento efficace e migliorare la qualità della vita di coloro che affrontano queste sfide mediche complesse.

Bibliografia

1. Campisi G, Bedogni A, Fusco V. Raccomandazioni clinico-terapeutiche sull’osteonecrosi delle ossa mascellari (ONJ) farmaco-relata e sua prevenzione. Versione 2.0 / 2020. SICMF – Società Italiana di Chirurgia Maxillo-Facciale SIPMO – Società di Patologia e Medicina Orale

2. PROMAF. Prevenzione e Ricerca sull’Osteonecrosidelle ossa Mascellari da Farmaci (già percorso PROMaB- Prevenzione e Ricerca dell’Osteonecrosi delle ossa Mascellari da Bisfosfonati, patrocinato dall’Assessorato alla Sanità -Regione Sicilia- Prot. n. 2779 del 12/04/2007)

3. Di Fede O, Mauceri R. Strategie preventive e management odontoiatrico nel paziente a rischio di osteonecrosi delle ossa mascellari associata a farmaco (2017). IL DENTISTA MODERNO, anno XXXV, n. 5, Maggio 2017, p. 28-44, ISSN: 1827-3726

 

 

Igiene orale: i protocolli nei pazienti diabetici con impianti

igiene orale diabetici

I protocolli di igiene orale e cura, in particolare nei pazienti diabetici con protesi dentali supportate da impianti, andrebbero applicati sempre con grande attenzione. Con questa idea, da mettere al vaglio, un gruppo di ricercatori dell'Università Medica Statale di Yerevan, Armenia, ha condotto una ricerca ad hoc. Pubblicandone poi i risultati sul Journal of Oral Health and Craniofacial Science.

Lo scopo dello studio

Le procedure preventive dopo un intervento di implantologia sono fondamentali per garantire il successo a lungo termine degli impianti stessi. Tuttavia, in larga misura sono influenzate dall'attenzione che il paziente pone verso l'igiene domiciliare. Per questa ragione, gli autori dello studio hanno voluto valutare l'efficacia delle misure preventive in pazienti con diabete nel lungo periodo successivo al trattamento con impianti dentali.

Materiali e metodi adottati

Lo studio ha coinvolto 62 pazienti con diabete ed edentulismo, sottoposti a monitoraggio costante e a igiene professionale regolare durante i controlli di follow-up. Per valutare i risultati, i ricercatori hanno misurato il sanguinamento alla sonda (BOP), la profondità di sondaggio (PD) e la perdita ossea marginale (MBL).

I risultati osservati

Nei pazienti inclusi nel protocollo preventivo dopo 12 mesi, i ricercatori hanno registrato un BOP medio di 1.4 ± 0.15 e un PD medio di 2.46 ± 0.42. Dopo 12 mesi, la MBL media dei pazienti era di 0.72 ± 0.6 mm, mentre dopo 3 anni era di 1.24 ± 0.25 mm. Nei pazienti esclusi dai servizi preventivi dopo 12 mesi, gli autori dello studio hanno rilevato un BOP medio di 1.9 ± 0.25 e un PD medio di 3.56 ± 0.28. Dopo 12 mesi, la MBL media dei pazienti era di 0.87 ± 0.7 mm, mentre dopo 3 anni era di 1.52 ± 0.32 mm. Rispetto ai pazienti inseriti nel protocollo preventivo, quelli senza hanno mostrato una maggiore incidenza di perimplantiti (42.4% vs. 12,6%). Il tasso di sopravvivenza degli impianti dopo 3 anni è stato del 98.4%, mentre per i pazienti esclusi dai servizi preventivi dopo 3 anni è stato del 95.4%.

Il valore dei protocolli d'igiene e cura

Secondo i ricercatori, la mancanza di misure preventive nei pazienti diabetici con impianti dentali ha dunque un impatto negativo sullo sviluppo a lungo termine di complicanze infiammatorie secondarie. Per questo è essenziale che i pazienti con diabete siano sottoposti a regolari esami medici e a igiene orale professionale. Questo rappresenta l'unico modo per prevenire reazioni negative e garantire il successo degli impianti dentali nel tempo.

Adempimenti e scadenze del mese di aprile

Adempimenti e scadenze

Aprile 2024 si caratterizza per la scadenza del termine per l’invio della dichiarazione Iva 2024, relativa al 2023, che riguarda gran parte dei dentisti, igienisti e odontotecnici in regime fiscale ordinario.
Oltre a questo adempimento maggiore, nel mese se ne trova uno che riguarda in modo specifico il mondo della sanità, la c.d. “riscossione accentrata”. Si tratta di una norma che riguarda gli studi e gli ambulatori che ospitano nelle loro strutture l’attività di professionisti sanitari.
La riscossione dei compensi delle prestazioni effettuate da questi professionisti ai loro pazienti, deve avvenire materialmente a cura delle strutture ospitanti, le quali annualmente, appunto entro aprile, devono inviare all’Agenzia delle entrate un riepilogo telematico delle somme riscosse.
Anche questo mese sono in scadenza termini e versamenti che riguardano l’imposta di bollo sulle fatture emesse, elettroniche e analogiche. Aprile è anche il mese nel quale le società di capitali devono versare la ritenuta d’imposta del 26% sui dividendi corrisposti ai soci nel trimestre precedente, e nel quale le stesse società procedono ordinariamente all’approvazione del bilancio di esercizio chiuso al 31 dicembre dell’anno precedente. Infine, Enpam chiama alla cassa gli iscritti per il versamento del contributo minimo obbligatorio, la “quota A” in unica soluzione o in modo rateale.

Agenzia delle entrate

Martedì 2 aprile 2024

Regolarizzazioni

• Tessera sanitaria, termine per regolarizzare con sanzioni ridotte a un terzo la eventuale omessa, tardiva o inesatta trasmissione telematica, al Sistema Tessera Sanitaria, dei dati delle spese sanitarie sostenute nel secondo semestre 2023, la cui scadenza del termine era il 31/1/2024.

Lunedì 15 aprile 2024

Adempimenti contabili

• Fatture emesse, termine ultimo per l’annotazione delle fatture emesse nell'apposito registro tenuto ai fini Iva, nell'ordine della loro numerazione, in relazione alle operazioni effettuate nel mese precedente;

• Fatture differite, termine ultimo per l’emissione delle fatture differite riferite alle operazioni del mese precedente (per gli importi incassati dallo stesso paziente e non ancora fatturati, purché “tracciati”, è possibile emettere una sola fattura riepilogativa entro la data odierna);

• Acquisti intracomunitari, termine ultimo per l’annotazione nel registro degli acquisti e in quello delle vendite delle fatture di acquisto ricevute nel mese precedente, con riferimento a tale mese.

Comunicazioni

• “Esterometro”, scade oggi il termine per inviare tramite lo SDI, il servizio pubblico per l’invio delle fatture elettroniche, la comunicazione dei dati delle operazioni transfrontaliere passive, relative ad acquisti di beni e servizi da operatori: UE la cui fattura è stata ricevuta nel mese precedente; extra UE, se l’operazione è stata effettuata nel mese precedente.

Martedì 16 aprile 2024

Versamenti

• Acconto imposte 2023, seconda rata, versamento rateale, termine, per le persone fisiche titolari di partita IVA che nel periodo d’imposta 2022 hanno dichiarato ricavi o compensi di ammontare non superiore a 170.000 euro, per effettuare il versamento della quarta delle cinque rate relative alla seconda rata di acconto dovuto in base alla dichiarazione dei redditi 2023, che era da versare entro il 30 novembre; la prima rata di cinque andava versata entro il 16 gennaio 2024;

• Conguagli addizionali regionale e comunale all’Irpef, versamento della rata delle addizionali relative ai conguagli di fine anno dei redditi di lavoro dipendente e assimilati;

• Ritenuta alla fonte sui dividendi, versamento della ritenuta alla fonte del 26% da parte delle società di capitali sugli importi in denaro degli distribuiti ai soci nel trimestre precedente;

• Irpef e addizionali, regionali e comunali. Versamento delle ritenute operate sui compensi di lavoro autonomo corrisposti nel mese precedente e sui compensi per lavoro dipendente e assimilato del mese precedente;

• Imposta sostitutiva, dell’Irpef e addizionali regionali e comunali, sulle somme erogate ai dipendenti, nel mese precedente, in relazione a incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione;

• Iva annuale, saldo relativo al 2023 risultante dalla dichiarazione Iva 2024, versamento della seconda rata per chi ha scelto questa modalità di versamento;

• Iva mensile, contribuenti mensili non forfetari, forfetari per le operazioni di cui risultano debitori dell’imposta, liquidazione e versamento dell'Iva dovuta relativa al mese precedente;

Martedì 30 aprile 2024

Comunicazioni

• Riscossione accentrata attività mediche e paramediche, ambulatori e studi nei quali operino esercenti professioni sanitarie che emettono fatture ai loro pazienti, sono tenute ad effettuarne l’incasso e ad inviare annualmente in via telematica, utilizzando il “Modello SSP”, il codice fiscale e i dati anagrafici di ciascun esercente attività di lavoro autonomo mediche e paramediche e l’importo dei compensi complessivamente riscossi in nome e per conto di ciascun percipiente.

Controlli

• Imposta di bollo sulle fatture elettroniche, scadenza del termine in relazione alle fatture elettroniche inviate mediante SdI, per variare i dati comunicati dall’Agenzia delle Entrate, laddove il contribuente ritenga che, relativamente a una o più fatture integrate dall’Amministrazione finanziaria, non risultino i presupposti per l’applicazione dell’imposta di bollo. Il controllo e l’eventuale variazione dei dati si effettuano nel c.d. “Elenco B”, accessibili dalla propria area riservata del sito “Fatture e corrispettivi”.

Dichiarazioni

• Iva 2024, termine per la presentazione telematica diretta o tramite intermediario abilitato della dichiarazione annuale IVA 2024, relativa al periodo d’imposta 2023, con la quale devono essere evidenziate le operazioni attive e passive effettuate; i soggetti esenti Iva sono tenuti a presentare la dichiarazione nel caso abbiano effettuato anche una sola operazione soggetta, quale un acquisto di beni o servizi da fornitore non residente per il quale l’imposta va versata da parte del cessionario o committente;

Versamenti

• Imposta di bollo sulle fatture cartacee assolta in modo virtuale, solo per i soggetti autorizzati all’assolvimento dell’imposta in modo virtuale, versamento della seconda rata bimestrale;

Inps

Martedì 16 aprile 2024

Versamenti

• Contributi previdenziali obbligatori a carico del datore e del dipendente e oneri sociali sugli stipendi dei dipendenti del mese precedente;

• Contributi della “Gestione separata”, versamento delle quote a carico dei committenti di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e alle società che corrispondono compensi agli amministratori relative ai compensi corrisposti nel mese precedente.

Enpam

Martedì 30 aprile 2024

Versamenti

• Quota A Enpam, il contributo annuale minimo obbligatorio per i medici e gli odontoiatri per il 2024, scadenza unica soluzione 30/4 o prima rata delle quattro o otto per chi sceglie il versamento rateale con domiciliazione bancaria;

• Quota B Enpam, scadenza al 30/4 di una rata delle cinque o nove relativamente al contributo dovuto per il 2022 per chi ha scelto il versamento rateale tramite domiciliazione bancaria.

Società di capitali

Sabato 13 aprile 2024

• Deposito bilancio 2023, termine ultimo, per le s.r.l. con esercizio sociale coincidente con l'anno solare che hanno chiuso il bilancio al 31/12/2023, per depositare presso la sede sociale il progetto di bilancio, con le relazioni previste dalla legge dell'organo amministrativo e, se nominati, dei sindaci e del soggetto incaricato della revisione legale.

Sabato 20 aprile 2024

• Convocazione assemblea, termine ultimo, per i soggetti con esercizio sociale coincidente con l'anno solare che hanno chiuso il bilancio al 31/12/2023, per convocare l'assemblea di approvazione del bilancio ex artt. 2366 co. 3 e 2479-bis co. 1 c.c.. Tale adempimento è da effettuarsi almeno 8 giorni prima di quello fissato per l'assemblea (29.4.2024).

Lunedì 29 aprile 2024

• Approvazione bilancio 2023, Termine ultimo, per i soggetti con esercizio sociale coincidente con l'anno solare che hanno chiuso il bilancio al 31.12.2023, per l’approvazione dei bilanci. I bilanci chiusi al 31/12/2023 devono essere approvati, salvo che lo statuto non consenta il rinvio a 180 giorni, entro 120 giorni dalla chiusura dell'esercizio sociale.

Congresso Nazionale SIdP: riabilitazioni senza perimplantite, primi dati a lungo termine

Patent protagonista al "Forum for Innovation" durante il Congresso Nazionale SIdP 2024 portando studi indipendenti che dimostrano l’assenza di perimplantite a 9 e 12 anni. 

I relatori del Congresso Nazionale SIdP di quest'anno a Rimini hanno affermato all'unisono che la perimplantite è il problema numero uno dell'implantologia dentale.
La ricerca conferma questa opinione: secondo le metanalisi, il 22% degli impianti presenta perimplantite, una condizione infiammatoria cronica che provoca la perdita dell'impianto in un numero elevato di pazienti in tutto il mondo a causa della mancanza di opzioni terapeutiche efficaci.

I partecipanti al Congresso SIdP sono rimasti quindi ancora più colpiti nell'apprendere che, per la prima volta nella storia dell'odontoiatria, un sistema implantare ha dimostrato in due studi a lungo termine di essere in grado di prevenire la perimplantite.

Gli studi indipendenti delle università di Düsseldorf (Germania) e Graz (Austria) hanno eseguito un follow-up degli impianti bicomponenti Patent™ (Zurigo) a 9 e 12 anni, senza riscontrare alcuna perimplantite.

L'aspetto più sorprendente dello studio di Graz è che anche in pazienti "reali", non selezionati, con patologie sistemiche come le neoplasie, la sclerosi multipla o la sindrome di Down, con parodontite, cattiva igiene orale e forti fumatori, non si è verificata alcuna perimplantite.

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Il dottor Roland Glauser, ricercatore e implantologo di Zurigo, ha spiegato in un workshop perché il sistema implantare Patent™ può prevenire la perimplantite (Immagine: Ariesdue)

Nel workshop tenuto durante il Congresso SIdP, il dottor Roland Glauser, ricercatore e specialista in implantologia a Zurigo, ha spiegato perché Patent™ ottiene questi eccellenti successi biologici. Il motivo: grazie alla topografia della superficie transmucosa, l'impianto Patent™ promuove un'adesione forte e profonda dei tessuti molli, creando una barriera difensiva ideale. Questo "firewall" biologico riesce a prevenire la migrazione verso il basso di batteri e placca. Altrettanto importante è l'assenza in Patent™ di micro-gap a livello dell'osso crestale, che costituisce un punto critico, dove si potrebbero accumulare i batteri.

Nella presentazione durante il "Forum for Innovation" al Congresso SIdP, lo specialista in protesi e implantologia, dottor Federico Avesani, ha illustrato come questa tecnologia avanzata di sostituzione dentale rappresenti una svolta significativa, un vero e proprio cambiamento radicale, nella prevenzione della perimplantite, ridefinendo il successo del trattamento nella pratica implantare quotidiana.

 

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Il dottor Federico Avesani al "Forum for Innovation" durante il Congresso Nazionale SIdP 2024 (Immagine: Patent™)
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Il dottor Federico Avesani al "Forum for Innovation" durante il Congresso Nazionale SIdP 2024 (Immagine: Patent™)

 

 

Per maggiori informazioni su Patent™:

 

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Pia Zingarelli, Business Development Manager di Patent ha spiegato ai partecipanti al Congresso Nazionale SIdP 2024 perché gli impianti dentali Patent possono prevenire la perimplantite. (Immagine: Patent™)

 

La sensibilità dentale si riduce con ibuprofene e fluoruro di potassio

sensibilità dentale

La sensibilità dentale è un disturbo che crea grande disagio al paziente, anche durante le sedute odontoiatriche. Un gruppo di ricercatori afferenti alla University of Pernambuco, Brasile, ha condotto uno studio clinico in triplo cieco, randomizzato e controllato con placebo, proprio su questo argomento. The Journal of American Dental Association ne ha pubblicato i risultati, di grande interesse clinico, perché suggeriscono un nuovo protocollo di facile attuazione.

L'ipotesi allo studio

I ricercatori hanno valutato l'effetto sinergico di ibuprofene e fluoruro di potassio sulla sensibilità dentale dopo lo sbiancamento, in un gruppo di 15 pazienti. Gli autori dello studio hanno utilizzato un disegno crossover per la somministrazione del farmaco e un disegno split-mouth per l'agente desensibilizzante. Hanno quindi costituito 4 diversi gruppi di  trattamento. Uno era formato da pazienti che assumevano ibuprofene più fluoruro di potassio, uno solo ibuprofene, un altro solo fluoro di potassio e infine l'ultimo riservato al placebo. Per misurare la sensibilità dentale hanno utilizzato una scala visiva analogica in quattro diversi momenti: subito dopo lo sbiancamento, e dopo 6, 30 e 54 ore.

L'esito del test

I risultati hanno dimostrato che l'uso combinato di ibuprofene e fluoruro di potassio è efficace. Rispetto al gruppo placebo, infatti, riduce la sensibilità dentale immediatamente dopo lo sbiancamento in modo significativo. Non per niente, il rischio di sperimentare una sensibilità moderata o grave era quattro volte superiore nel gruppo placebo, rispetto al gruppo trattato con ibuprofene e fluoruro di potassio.

Le conclusione dello studio sulla sensibilità dentale

Secondo quanto osservato dai ricercatori, l'uso preventivo di ibuprofene e fluoruro di potassio si è dimostrato efficace nel gestire la sensibilità dentale dopo uno sbiancamento. Questo approccio garantisce al paziente un sollievo dal dolore, migliorando il comfort durante il trattamento dentale. Il protocollo, di facile attuazione, secondo i ricercatori è dunque consigliabile, perché regala al paziente un'esperienza gratificante e sicura.

Trattamento canalare, i benefici dell’irrigazione attivata con il laser

Il trattamento canalare è un intervento che può causare dolore nei giorni successivi alla cura. Il dolore post-endodontico (PEP) è un evento relativamente comune, con un'incidenza riportata compresa tra il 3 e il 58%. Recenti studi hanno verificato che il 40% dei pazienti avverte dolore entro le prime 24 ore dopo il trattamento endodontico. Una coppia di ricercatori afferenti all'Università di Cardiff, Regno Unito, ha condotto uno studio per valutare il dolore post-trattamento canalare in denti adulti trattati con irrigazione laser, rispetto a quella convenzionale, durante la prima settimana dopo l'intervento. Per poi pubblicare i risultati della ricerca su Journal of Dentistry.

Come s'è svolto lo studio

Per condurre questa revisione sistematica, gli autori non hanno applicato alcuna restrizione alla ricerca elettronica che ha coinvolto varie fonti come Medline, Scopus, Cochrane e PubMed. Tuttavia, hanno incluso solo trial clinici randomizzati sul dolore post-trattamento in relazione all'irrigazione laser. Per compiere l'analisi dei dati, invece, si sono lasciati condurre dalle linee guida PRISMA, focalizzandosi sui diversi intervalli temporali e sull'uso di analgesici.

I risultati, non del tutto chiari

Dopo aver esaminato 793 articoli, per condurre la revisione i ricercatori hanno selezionato 6 trial clinici randomizzati. L'eterogeneità metodologica tra gli studi ha reso preferibile una revisione qualitativa rispetto a una meta-analisi. In particolare, il laser a diodo ha dimostrato di essere più efficace nell'alleviare il dolore nelle prime 48 ore post-trattamento, rispetto all'irrigazione convenzionale. Tuttavia, l'efficacia del laser tramite flusso fotoacustico indotto da fotoni è risultata poco chiara, non osservandosi differenze significative rispetto all'irrigazione convenzionale.

Cosa suggerisce questa ricerca

Secondo gli autori dello studio, l'irrigazione laser può contribuire a ridurre il dolore nelle prime fasi post-operatorie. Tuttavia, è evidente la necessità di una maggiore standardizzazione metodologica nei futuri studi per consentire una revisione più accurata e la possibilità di compiere anche una sintesi quantitativa. In ogni caso, questa revisione fornisce comunque un importante contributo nell'orientare i clinici alla scelta della tecnica di irrigazione più appropriata. Offrendo anche una stima del periodo di riduzione del dolore post-trattamento.

Chirurgia ortognatica ed estetica del volto Premium

Autori

Aldo Bruno Giannì
Professore Ordinario Chirurgia maxillofacciale UNIMI e direttore SC di Chirurgia Maxillo-Facciale IRCCS Ospedale policlinico Milano

Michele Nuti
Medico Chirurgo specialista in Chirurgia Maxillofacciale

Corrispondenza: aldo.gianni@unimi.it

Abstract

Attualmente la chirurgia ortognatica non rappresenta soltanto un intervento correttivo di dismorfosi dentoscheletriche, ma piuttosto un’armonizzazione degli elementi che conferiscono a ciascun volto la sua unicità. Questa disciplina implica una profonda comprensione dell’anatomia, della struttura e dell’estetica del viso umano, e richiede la realizzazione di una accurata pianificazione preoperatoria attraverso la stretta collaborazione di un team di professionisti, tra cui il chirurgo maxillo-facciale e l’ortodontista, al fine di massimizzare il potenziale estetico-funzionale. Tuttavia il concetto di Face Global Aesthetic sta sempre più influenzando il campo della chirurgia maxillo-facciale. Spesso i pazienti che si sottopongono a interventi di chirurgia ortognatica optano successivamente per procedure chirurgiche aggiuntive, maggiori o minori, per migliorare ulteriormente l’aspetto e l’armonia del volto. Le aree anatomiche maggiormente trattate includono la piramide nasale, la regione zigomatica e angolare della mandibola e, non da ultimo ma altrettanto rilevante, il labbro superiore: risulta essenziale, infatti, considerare l’interconnessione e le sottili sfumature tra questi elementi, comprendendo come le correzioni apportate su uno di essi possano influenzare l’aspetto degli altri. Dato l’aumento dell’aspettativa di vita e l’incremento dell’attenzione all’aspetto estetico, osserviamo un crescente interesse e richiesta di interventi di ringiovanimento facciale. Sebbene l’intervento principe rimanga il face and neck lifting, la gamma di procedure di chirurgia plastica del volto dedicati al facial aging si è notevolmente ampliata grazie alla continua comprensione dei meccanismi e delle dinamiche dell’invecchiamento dei tessuti molli e ossei del volto. Ciò ha permesso di sviluppare tecniche chirurgiche che permettono di migliorare determinati ed isolati inestetismi dell’area cervico-facciale. Nell’articolo gli autori presentano le attuali possibilità e tecniche chirurgiche finalizzate a raggiungere un’armonia estetica dimensionale e volumetrica globale del volto.

Orthognathic and cosmetic surgery of the facial

Currently orthognathic surgery does not only represent a corrective procedure for dentoskeletal dysmorphosis, but rather a harmonization of the elements that give each face its uniqueness. This discipline implies a profound understanding of the anatomy, structure and aesthetics of the human face, and requires an accurate pre-operative planning through the close collaboration of a team of professionals, including the maxillofacial surgeon and the orthodontist., in order to maximize the aesthetic-functional potential. The concept of Face Global Aesthetic is increasingly influencing the field of maxillofacial surgery. Patients who undergo orthognathic surgery subsequently ask for additional surgical procedures, major or minor, to further improve the appearance and harmony of the face. The anatomical areas most treated include the nasal pyramid, the zygomatic and angular region of the jaw and, last but not least, the upper lip: it is essential to consider the interconnection between these elements, understanding how the Corrections made on one of them may affect the overall appearance. Given life expectancy increase and the increase in attention to aesthetic appearance, we observe a growing interest and demand for facial rejuvenation interventions. Although the main intervention remains the face and neck lifting, the range of facial plastic surgery procedures dedicated to facial aging has significantly expanded thanks to the continuous understanding of soft and hard tissue aging of the face. This has allowed us to develop surgical techniques that allow us to improve certain isolated blemishes in the cervico-facial area. In this article authors present the current surgical possibilities and techniques aimed to achieve global dimensional and volumetric aesthetic harmony of the face.

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