Movimento rotante e reciprocante a confronto nel ritrattamento
Anche nel ritrattamento, l'avvento dei sistemi rotanti in nichel-titanio ha rappresentato uno sviluppo fondamentale nell'ottimizzazione delle procedure. In questo senso, il confronto tra gli strumenti rotanti a movimento continuo e i più recenti sistemi reciprocanti Ni-Ti rappresenta un tema dal forte interesse clinico.
Trattamento endodontico: il gold standard per gli irriganti
Infine si è giunti alla conclusione che il protocollo di irrigazione più efficace ed adeguato consista nell’utilizzo di NaOCl al 2.5% attivato con ultrasuoni seguito da un lavaggio finale con acido maleico al 7% oppure cetrimide allo 0.2% combinato con clorexidina al 2%.
Ritrattamento: ruolo della TC cone beam
Negli ultimi anni si è assistito a un ampliamento dell'utilizzo dell'imaging tridimensionale in odontoiatria. In endodonzia, in particolare, il clinico beneficia delle nuove sistematiche di riduzione del field of view (FOV), il che permette una resa ad alta risoluzione dell'area di interesse a un costo biologico ridotto.
Anatomia canalare: premolari superiori
Nel loro insieme, i premolari rappresentano un complesso canalare fra i più articolati e variabili.
L'approccio clinico in endodonzia parte necessariamente da uno studio della...
Utilizzo dei laser in endodonzia
La capacità di ottenere un’efficace sagomatura, detersione e decontaminazione del sistema dei canali radicolari e un’otturazione tridimensionale stabile rappresenta l’obbiettivo della terapia endodontica. Molti fattori possono però compromettere il risultato finale del trattamento endodontico, primo fra tutti la complessità anatomica del sistema dei canali radicolari e la conseguente difficoltà a far agire efficacemente gli irriganti nel terzo apicale. I laser Nd:YAG 1064nm e a diodi da 810 - 980 nm si sono dimostrati efficaci nel ridurre la carica batterica endocanalare e potenziare l’efficacia degli irriganti; recentemente anche i laser Er:YAG 2940 nm e Er,Cr:YSGG 2740 nm si sono affiancati alle lunghezze d’onda già conosciute e costituiscono oggi un prezioso alleato per diminuire la carica batterica endocanalare e migliorare la rimozione dello smear layer prodotto dalla strumentazione.
Rigenerativa endodontica: discolorazioni e complicanze
Come già ampiamente affrontato in passato, la pratica endodontica presenta frequentemente delle rilevanti difficoltà tecniche e di procedura legate, volendo fare un esempio comune,...
Ruolo del laser nel ritrattamento endodontico
Tra le innovazioni tecnologiche che hanno caratterizzato il segmento contemporaneo di storia dell'odontoiatria, il laser ricopre certamente un ruolo importante, tanto dal punto di vista scientifico quanto sul piano clinico. Alcuni studi ne considerano diverse applicazioni nell'ambito del ritrattamento canalare ortogrado.
Irriganti nella terapia endodontica: non solo NaClO ed EDTA
In un precedente articolo ci si è soffermati a lungo su di una delle procedure più delicate all'interno della terapia canalare, ossia dell'irrigazione. È...
La rimozione dei perni endocanalari
La presenza di ostacoli fisici all'accesso ai canali è una complicazione importante nella messa in atto di un ritrattamento endodontico ortogrado. Un ostacolo che per definizione è proprio dell'elemento già trattato e si può pertanto incontrare solamente nel corso di un ritrattamento è rappresentato dalle ritenzioni endocanalari, principalmente i perni.
Anatomia endodontica: incisivi e canini inferiori
Gli elementi della regione incisale inferiore, pur non essendo caratterizzati da anatomie canalari estremamente complesse, obbligano l'endodontista a lavorare in spazi assottigliati. Il trattamento...
Studio comparativo istologico della risposta a diversi materiali da incappucciamento e ad un...
Il lavoro qui presentato dimostra a livello istologico la grande biocompatibilità del più diffuso dei materiali da incappucciamento, l'MTA. Gli autori propongono però un'alternativa...
Incappucciamento pulpare
In questa raccolta vengono riportati tre studi che valutano il successo della tecnica dell’incappucciamento pulpare eseguito con diversi materiali, al fine di identificare quale sia il materiale più efficace e predicabile allo stato attuale. In particolare, sono stati analizzati l’idrossido di calcio (considerato il gold standard), cementi come l’MTA (mineral trioxide aggregate) e fattori di crescita tra cui le amelogenine. Viene riportata, inoltre, l’efficacia di tale tecnica eseguita anche su denti decidui. A tutt’oggi, il cemento a base di minerali-triossido aggregati è considerato il materiale di scelta per questa procedura clinica. Tuttavia, i fattori di crescita si propongono come soluzione innovativa che necessita però di ulteriori studi per valutarne l’efficacia clinica.
Sigillanti endodontici a base di bioceramiche
Oramai da qualche anno i materiali bioceramici costituiscono una realtà di interesse clinico rilevante, in ragione dell'elevata biocompatibilità dimostrata nel corso dei numerosi studi...
Incappucciamento pulpare
In questa raccolta vengono riportati tre studi che valutano il successo della tecnica dell’incappucciamento pulpare eseguito con diversi materiali, al fine di identificare quale...
Eziologia e diagnosi delle fratture radicolari verticali
Nella piramide degli eventi traumatici che possono occorrere all'elemento dentario, la frattura verticale completa rappresenta probabilmente il vertice, dato che la relativa sintomatologia e...
Riflessioni sul principale criterio di fallimento dell’endodonzia
Il successo di una terapia endodontica è facilmente inquadrabile, mentre non lo è altrettanto l'insuccesso. In apparenza si tratta di un concetto scolastico, quasi...















