Luigi Paglia, direttore scientifico de Il Dentista Moderno
L’odontoiatria sta vivendo una fase di profonda trasformazione. L’innovazione tecnologica, l’ingresso sempre più significativo dell’intelligenza artificiale e il cambiamento delle esigenze dei pazienti stanno ridisegnando il modo di esercitare la professione, sia dal punto di vista clinico sia nell’organizzazione degli studi.
Ma quale sarà il futuro dell’odontoiatria nei prossimi anni? Quali innovazioni sono destinate a incidere davvero sulla pratica quotidiana? E quali sfide attendono i professionisti del settore?
Ne parliamo con Santi Zizzo, figura molto attiva nel panorama odontoiatrico italiano, da anni impegnato non solo nella pratica clinica ma anche nell’attività associativa e nel sociale. Segretario Nazionale del Sindacato Unitario Specialità Ortognatodonzia (S.U.S.O.) dal 2021, Zizzo è anche Presidente del Comitato Nazionale “Domenico Cotugno” e organizzatore scientifico del congresso nazionale dedicato al bicentenario della morte dello scienziato. Fa inoltre parte, sin dalla sua nascita, del Board Scientifico OMI, network innovativo dedicato all’Odontoiatria Materno-Infantile. Una figura poliedrica, con un percorso professionale ricco di esperienze e impegno scientifico, che in questa intervista condivide la sua visione sulle prospettive future della nostra professione.
Buona lettura
Dove va l’ortodonzia e cosa ci possiamo aspettare nel futuro ortodontico dei nostri studi?
Santi Zizzo, Segretario Nazionale del Sindacato Unitario Specialità Ortognatodonzia (S.U.S.O.)
L’ortodonzia nel tempo ha assunto un valore più ampio rispetto all’etimologia greca dei semplici “denti dritti”. A ragione l’ortognatodonzia rappresenta l’armonia tra funzione ed estetica: gli ortognatodontisti sono gli armonizzatori e il futuro è insito in questa bellissima missione.
Qual è l’Agenda 2030 per la medicina e per l’odontoiatria?
I campi di ricerca in medicina e in odontoiatria sono estesi e si orientano non solo sulla cura delle malattie, bensì puntano alla promozione della salute attraverso la prevenzione.
Su questi ultimi due aspetti bisognerebbe investire più risorse e l’Agenda 2030 prevedrebbe anche questo (Obiettivo 3 - salute e benessere: assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età).
Dichiarazione OMS e salute orale della popolazione: quale futuro ci aspetta? Esiste una salute senza salute orale?
La dichiarazione di Bangkok dell’OMS del 2024 è chiara e dirimente: “No Health Without Oral Health”, non vi è uno stato di salute senza la salute orale. L’OMS non solo dichiara, ma invita i Paesi membri a porre al centro delle politiche sanitarie la salute orale, senza ulteriori ritardi. È urgente quindi allargare la platea di persone che possa raggiungere lo status di salute orale.
Quali sono al momento i progetti per migliorare la salute orale a livello nazionale?
Le iniziative sono molteplici e a più livelli: certo servirebbe coordinarle tra loro. Il S.U.S.O. (Sindacato Unitario Specialità Ortognatodonzia) organizza corsi per i pediatri in tutta Italia in collaborazione con la Cattedra UNESCO, al fine di aggiornare i bilanci di salute orale in età evolutiva con particolare riguardo alla prevenzione delle carie e delle malocclusioni. Il network multidisciplinare OMI, Odontoiatria Materno-Infantile, focalizza e propone interventi sempre più precoci, dal concepimento ai primi mille giorni di vita nell’ambito della prevenzione e della promozione della salute orale. La Federazione Italiana delle Società Medico-Scientifiche (F.I.S.M.) ha costituito, lo scorso 2 dicembre 2025, un Comitato Scientifico Multidisciplinare per la Salute Orale e Sistemica.
Il 4 febbraio si è costituito a Palazzo San Macuto a Roma un gruppo di lavoro nazionale per individuare e attuare protocolli e linee guida per la promozione della salute orale per i pazienti fragili e/o non collaborativi nelle strutture pubbliche e private. Da qui è nata l’idea di coordinare i vari gruppi di lavoro con gli Stati Generali della Salute Orale, che si terranno a Bari il 4 dicembre 2026.
Esistono progetti internazionali per migliorare la salute orale?
All’Assemblea delle Nazioni Unite del 25 settembre 2025 è stato evidenziato come le malattie della bocca rappresentino un problema rilevante: 3,5 miliardi di persone nel mondo soffrono di patologie orali. Nell’occasione è stata ribadita la necessità di un impegno globale per la promozione della salute orale. Odontoiatria e medicina: convivenza possibile o strade diversificate? È tempo di uscire da divisioni anacronistiche. L’odontoiatria è una branca della medicina a tutti gli effetti e gli odontoiatri dovrebbero avere pari dignità rispetto agli altri specialisti della medicina.
Dentist explaining treatment to a child using a plush toy, the little girl is watching
Il caso di un dentista britannico sanzionato per ripetuti episodi di maltrattamento (non in senso terapeutico) ha ispirato l’argomento della rubrica di questo mese. Nella motivazione del General Dental Council (l’ente che sovrintende su tutti i professionisti del settore odontoiatrico controllandone condotta, aggiornamento eccetera.) si legge che non ha curato i bambini con “compassion and kindness” e pertanto la radiazione era l’unica “appropriate and proportionate sanction”. In realtà, il dentista si era reso responsabile di una serie di altre irregolarità e i suoi metodi (schiaffi compresi) per ottenere la collaborazione dei piccoli pazienti meno docili sono stati la goccia che ha fatto traboccare il vaso. È una buona occasione per ricordare anche una norma, recepita nell’ordinamento giuridico italiano con la legge 176/1991, prevista dalla Convenzione internazionale sui diritti dei minori, in base alla quale hanno il diritto di essere ascoltati nel corso di una visita medica o nella pianificazione di un trattamento sanitario, tenendo ovviamente sempre conto del superiore interesse che è la tutela della salute. Una recente indagine eseguita in Germania (dove pure la Convenzione è entrata nelle norme nazionali) su mille pazienti compresi tra 8 e 17 anni ha rivelato che il 45% dei bambini e il 30% degli adolescenti non vengono interpellati e il 30% dei bambini vorrebbe che il dentista parlasse direttamente a loro. La prevalenza dell’ansia indotta dal dentista è un problema globale stimato in cifre inversamente proporzionali all’età: 36,5% in età prescolare, 25,8% in età scolare prepuberale e 13,3% nell’adolescenza (Grisolia BM et al. Prevalence of dental anxiety in children and adolescents globally: A systematic review with meta-analyses. Int J Paediatr Dent. 2021;31(2):168-183). Ottenere la collaborazione di un bambino, specialmente nell’età prescolare, è un compito che richiede tempo e pazienza ma, una volta superato l’ostacolo e se l’ambiente familiare è favorevole, il bambino si rivela un paziente fedele.
I “pediatrucchi” e il pensiero creativo in pedodonzia
Oltre al datato, ma sempre valido, metodo tell-show-do (parla-mostra-esegui), è necessario usare anche altri approcci in base all’età del bambino, specialmente se minore di tre anni, quando il pensiero logico è ancora una meta lontana. Questo articolo offre una breve panoramica dell’argomento insieme con alcuni utili suggerimenti (pediatrucchi) particolarmente utili quando ci si imbatte in un bambino ostinato che non collabora non a causa della paura, ma perché semplicemente vuole imporre la sua volontà. In questi o nei casi di pazienti con precedenti esperienze spiacevoli, gli autori consigliano di pensare in modo diverso e creativo per annullare la relazione causale impressa nella psiche dalle loro esperienze passate. Piccoli trucchi simili a quelli dei prestigiatori possono rivelarsi di grande aiuto. Studi sperimentali hanno dimostrato che l’attivazione della corteccia prefrontale dorsolaterale (DLPFC) e della corteccia cingolata anteriore (ACC) nelle regioni cerebrali è fondamentale per la regolazione dell’umore e svolge un ruolo speciale nell’elaborazione della causalità. Rispetto alle condizioni in cui si osservano relazioni causali attese, la percezione del trucco magico ha reclutato la DLPFC e la ACC, soprattutto nell’emisfero sinistro.
La sedazione con protossido di azoto per via inalatoria in odontoiatria a confronto con altri agenti sedativi
L’uso del protossido di azoto (NO) in odontoiatria è parte della storia di questa branca medica, essendo vicina al traguardo del bicentenario (Horace Wells ne diede una dimostrazione pubblica nel 1844). Gli autori di questa pubblicazione hanno selezionato 27 ricerche di cui 12 di tipo randomizzato con il fine di valutare efficacia (misurata come grado di soddisfazione riferita dal paziente e completa esecuzione delle terapie programmate) e sicurezza di NO. Per quanto riguarda il primo punto, nonostante le diverse definizioni di “soddisfazione del paziente”, il protossido di azoto è risultato tanto efficace quanto le altre tecniche sedative (midazolam sublinguale, midazolam i.v., isoflurano, sevoflurano); non è stato invece possibile rispondere al secondo punto perché non era contemplato nel protocollo delle ricerche.
Quali pazienti beneficiano del protossido di azoto in pedodonzia?
Nonostante le sue alte percentuali di successo, l’azione ansiolitica di NO nella fascia di età prescolare non è sempre così prevedibile, come conferma questo ampio studio svolto in Francia su 677 pazienti con età compresa tra 3 e 15 anni (media 6,7) esenti da patologie croniche a parte un 16 % di pazienti disabili, ai quali veniva somministrato pure un antistaminico dotato di proprietà sedativa (idrossizina) come premedicazione. In totale, usando una miscela equimolare di ossigeno e NO (l’unica permessa in Francia per le cure odontoiatriche) il 73 % del totale ha beneficiato sia degli effetti ansiolitici che di quelli analgesici, in dettaglio l’86,5% ansiolisi e il 79% analgesia mentre circa il 15% non ha goduto di nessuno dei due. Tale differenza a favore del primo effetto può ricondursi alla nota predilezione di NO per i recettori del Gaba, con conseguente effetto inibitore sul sistema nervoso centrale. Si conferma, quindi, la necessità di somministrare anche l’anestesia locale nel caso di procedure più invasive come le estrazioni.
Dall’analisi dei dati raccolti, gli autori concludono che gli effetti attesi si verificano soprattutto nei pazienti disabili o con disturbi comportamentali; i segni premonitori dell’efficacia del protossido di azoto sono la lieve riduzione dello stato di coscienza e la sonnolenza. Al contrario, nei pazienti con disturbi dell’affettività e/o dell’attenzione il rischio di fallimento è più elevato.
Tra gli effetti indesiderati alcuni sono stati percepiti positivamente (come alterazioni sensoriali e euforia) altri negativamente (cefalea, nause e vomito); agitazione e ansia sono state osservate rispettivamente nel 20 e nel 18% dei soggetti.
L’unico dato interessante dal punto di vista sociodemografico è l’associazione positiva tra efficacia di NO e razza caucasica di entrambi i genitori.
Effetti della realtà virtuale immersiva sulla percezione del dolore in pedodonzia
Entrambe le ricerche promuovono l’uso dei visori Virtual Reality (VR) come dispositivi ansiolitici al posto dei semplici schermi che trasmettono cartoni animati, sfruttando comunque lo stesso principio di distrarre l’attenzione del bambino.
Precedenti ricerche svolte con la risonanza magnetica funzionale hanno confermato che in questo modo si stimolano specifiche aree corticali coinvolte nel controllo delle emozioni. Gli autori della prima pubblicazione l’hanno sperimentata su 77 bambini messi a confronto con un campione eguale per età e grandezza, osservando che l’uso della VR riduce in modo significativo la percezione del dolore (misurata con scale specifiche tra cui la Vas) raddoppiando la sensazione di rilassamento riferita e indipendentemente dall’eventuale esecuzione dell’anestesia.
Il protocollo della seconda ricerca, più raffinato, ha sperimentato la VR in 3 campioni di bambini sottoposti alla medesima terapia (pulpotomia), valutando l’ansia anche con la misurazione della frequenza cardiaca oltre che con apposite scale come la Facial Pain Scale.
Nel campione VR la frequenza cardiaca post-pulpotomia era significativamente inferiore a quella misurata prima di iniziare la terapia.
EASE CLASS di vhf è sinonimo di restauri dentali di alta qualità uniti alla massima semplicità d’uso. Oltre alla struttura compatta e al peso ridotto, le macchine vhf EASE CLASS si contraddistinguono, ad esempio, per il funzionamento completamente privo di aria compressa e per un concetto orientato alla facilità di manutenzione.
Operano inoltre in un flusso di lavoro digitale aperto, risultando estremamente flessibili.
vhf EASE CLASS è composta da E5 (al centro), una fresatrice a secco per dischi, da E4 (a destra), una macchina per la lavorazione a umido con opzione di fresatura a secco per blocchi, e da E3 (a sinistra), una macchina speciale per il taglio efficiente di mascherine termoformate.
E5: fresare dischi con facilità
E5 è una fresatrice a secco per dischi che, grazie ai suoi cinque assi, consente di realizzare anche restauri complessi con la massima precisione.
Con E5 è possibile fresare a secco praticamente tutti i materiali, dalle plastiche e dai compositi fino alla zirconia e alle leghe sinterizzate in CoCr.
Grazie al portadischi a forma di C, E5 è in grado di lavorare anche i denti anteriori con un angolo di 90°.
Fresatura a secco di un disco in materiale composito con l’airtool (giallo), oggetto di domanda di brevetto, che soffia via i trucioli dal pezzo. Per questo motivo, E5 non richiede né un collegamento esterno all’aria compressa né un compressore integrato.
E4: a umido o a secco. Lavorazione dei blocchi per ogni esigenza
E4 è una macchina altamente innovativa per la lavorazione a umido e a secco di blocchi. Consente agli studi dentistici di entrare in modo semplice ed economico nel mondo della Same-Day Dentistry, a vantaggio sia dei dentisti che dei pazienti.
Grazie all’architettura aperta, E4 può essere combinata con lo scanner intraorale preferito, qualsiasi software CAD e tutti i materiali adatti ai casi individuali dei pazienti. Diventa così il fulcro dell’intero flusso di lavoro. La purewater Technology permette inoltre la lavorazione a umido senza additivi abrasivi, garantendo uno smaltimento semplice e costi operativi ridotti.
Levigatura a umido semplicissima: grazie alla purewater Technology non sono necessari additivi abrasivi. Ciò significa uno smaltimento senza problemi e costi operativi ulteriormente ridotti.
E3: produzione di allineatori con processi seriali altamente efficienti
E3 è stata sviluppata appositamente per il taglio di mascherine termoformate come allineatori, bite, mascherine anti‑bruxismo e altre applicazioni, fino ai paradenti sportivi. Automatizza un processo finora fortemente caratterizzato dal lavoro manuale. Poiché un allineatore viene lavorato in circa 45 secondi, E3 consente un notevole risparmio di tempo e assicura al contempo l’elevata precisione tipica della lavorazione CNC.
E3 durante la fresatura di un allineatore lungo la linea di rifilatura. L’operazione richiede circa 45 secondi, consentendo di produrre in brevissimo tempo intere serie di allineatori di qualità eccellente.
Architettura aperta e assenza di aria compressa pluripremiata
L’assenza di aria compressa in E5 ed E4 è resa possibile dall’innovativo airtool, per il quale vhf ha depositato domanda di brevetto e che è già stato premiato più volte, tra l’altro, con il German Innovation Award. Dotato di pale a turbina, genera un potente flusso d’aria grazie alle elevate velocità del mandrino, mantenendo il pezzo di lavoro libero da trucioli e polvere.
L’architettura di sistema aperta della EASE CLASS rende semplice l’ingresso nella produzione digitale di restauri dentali e consente un’integrazione ottimale nei flussi di lavoro dello studio. Grazie al software CAM dentalcam, è possibile iniziare immediatamente. Il motto dell’intera EASE CLASS è quindi Plug & Mill: disimballare, accendere e iniziare a fresare.
La scelta della pinza da estrazione e il suo utilizzo corretto rappresentano aspetti decisivi per la riuscita di una procedura chirurgica semplice e predicibile. Nonostante siano strumenti di uso quotidiano, l’efficacia delle pinze chirurgiche dipende dalla capacità dell’operatore di selezionare il modello più adatto alla morfologia dentale e di applicare movimenti biomeccanici appropriati. Questa guida fornisce indicazioni pratiche e applicabili per identificare la pinza chirurgica corretta e condurre l’estrazione in modo sicuro, pulito e controllato
Anatomia della pinza
Ogni pinza è costituita da tre parti (1).
Braccia: costituiscono l’impugnatura e determinano la forza che possiamo applicare.
Articolazione: il punto di giunzione tra impugnatura e parte lavorante. Influenza stabilità e trasmissione del movimento.
Valve: le porzioni che si aggrappano al dente. Sono di varie forme e ognuna delle quali è progettata per adattarsi bene all’anatomia del dente che dobbiamo estrarre.
Tip biomeccanico
Dal punto di vista biomeccanico, una pinza funziona davvero bene solo se le sue valve riescono ad ancorarsi correttamente alla giunzione amelocementizia: è questo il punto che garantisce una presa stabile e ben distribuita (2).
Presa troppo coronale: comporta instabilità e aumenta il rischio di frattura della corona, obbligando spesso a procedere con tecniche più invasive.
Presa troppo apicale: generalmente non realizzabile, ma qualora si tentasse di forzare, si determinerebbe una compressione eccessiva dei tessuti duri e molli circostanti.
Riconoscere la pinza corretta
Data la numerosità delle pinze presenti, per un operatore alle prime armi potrebbe essere difficile scegliere quella adatta. Pinze per mascellare superiore e inferiore si distinguono principalmente per una caratteristica: la forma.
Pinze chirurgiche per denti mandibolari
Le pinze per i denti mandibolari sono facilmente riconoscibili per la loro forma che ricorda quella di un becco. Vediamole nello specifico.
Pinze chirurgiche da incisivi e premolari inferiori
Non presenta rostri.
Quando la pinza è chiusa, le due punte non si toccano.
Possiede le valve con un'inclinazione di 90°.
Quella per premolari è molto simile ma con le valve leggermente meno inclinate.
Pinza da molare inferiore
Mentre le pinze per incisivi e premolari hanno le valve lisce, quelle per i molari possiedono due rostri per impegnarsi nella forcazione.
Possiedono anche queste una inclinazione di 90° delle valve.
Pinze chirurgiche per denti mascellari
Le pinze dedicate ai denti mascellari hanno un orientamento delle valve che ricorda molto la forma di una chela di granchio. Man mano che ci si sposta verso le zone posteriori della bocca, inoltre, queste valve si inclinano verso l’alto in modo che, l’operatore riesca ad arrivare con più facilità al dente da trattare. A livello dei molari sulle pinze compaiono i rostri solo sulla parte vestibolare.
Perché solo un rostro e non due? Ricordiamoci che i molari superiori possiedono tre radici, e la forcazione è raggiungibile soltanto dal versante vestibolare; sul lato palatale, infatti, è presente una radice che impedisce l’accesso. Di conseguenza, la pinza per i molari superiori sinistri presenterà il rostro sul lato destro, mentre quella per i molari superiori destri lo avrà sul lato sinistro.
Pinze chirurgiche per radici
Per le radici, l’inclinazione delle valve segue la stessa logica delle pinze per superiori e inferiori, ma con la differenza che queste si toccano quando lo strumento è chiuso.
Pinze chirurgiche per denti decidui
Seguono le stesse regole, ma si differenziano per la loro dimensione, in quanto più piccole.
Usare la pinza in maniera intelligente
L’uso efficace della pinza non è una manovra isolata. Una buona estrazione inizia prima che la pinza tocchi il dente e si conclude dopo l’avulsione, con la corretta gestione dell’alveolo (3, 4). Il corretto posizionamento della pinza richiede prima di tutto un campo ben esposto. La prima parte dell’estrazione, infatti, vede la sindesmotomia dell’elemento dentale e l’allargamento del legamento parodontale tramite l’utilizzo delle leve. La mano non dominante svolge un ruolo cruciale in questo, in quanto ci permette di controllare i tessuti molli, stabilizzare la mandibola e sentire i movimenti che la pinza dà al dente. La pinza viene portata sul dente a livello della giunzione amelocementizia al fine di ottenere un appoggio circonferenziale. Solo quando si percepisce una presa uniforme e stabile si procede con i movimenti. Una volta ottenuta la presa corretta, l’estrazione non si affida alla forza, ma alla mobilizzazione progressiva. Ogni dente richiede un pattern di movimenti specifico che considera anche l’anatomia della radice.
I movimenti principali sono i seguenti (5, 6):
pressione apicale
pressione in direzione vestibolare
pressione linguale/palatale
rotazione (solo in elementi monoradicolati).
Lettura della resistenza: quando insistere e quando fermarsi
Durante i movimenti si deve imparare a leggere la resistenza.
Se il dente si muove con progressivo aumento di mobilità, si può proseguire.
Se la resistenza resta rigida o si avverte una flessione anomala della corona, è necessario fermarsi e riconsiderare la strategia: cambiare pinza, utilizzare una leva, valutare una odontotomia o una separazione radicolare.
La capacità di non forzare quando la biomeccanica non sta collaborando è una delle competenze più importanti del clinico.
L’importanza dell’asse di estrazione
Nell’avulsione di un dente è importante anche considerare l’asse di estrazione. L’asse non è solo una direzione teorica bensì la traiettoria in cui la radice può uscire con il minimo stress.
Comprenderlo richiede:
un’analisi pre-operatoria (rx e valutazione clinica),
una valutazione in tempo reale dei movimenti ottenuti,
la capacità di adattare la propria forza alla risposta del dente.
Nei molari superiori, l’asse di estrazione è generalmente vestibolo-distale, con una componente verticale meno marcata rispetto ad altri denti.
Questo avviene perché le radici sono divergenti (mesiovestibolare, distovestibolare e palatale), il tavolato vestibolare è più sottile e tende a cedere più facilmente, la radice palatale offre resistenza e sposta l’asse verso vestibolo.
Nei molari inferiori l’asse di estrazione ha caratteristiche differenti: è tendenzialmente più verticale, con un movimento leggermente inclinato verso il vestibolo. In questo caso le radici sono spesso più ravvicinate e il tavolato osseo vestibolare è relativamente più spesso. Molto importante quindi della determinazione della direzione dell’estrazione è considerare la conformazione radicolare e dell’osso circostante (7). In questo articolo ci siamo soffermati sul riconoscimento e sull’uso delle pinze.
Ricordiamo però che l’estrazione prevede anche l’utilizzo di altri strumenti e l’esecuzione di una valutazione preoperatoria accurata.
Le fasi di un’estrazione possono quindi suddividersi come segue (8, 9, 10).
Valutazione radiografica, anatomia radicolare, mobilità, valutazione delle strutture anatomiche vicine, struttura residua del dente
Anestesia
Sindesmotomia
Lussazione mediante leva dritta
Lussazione e espansione dell’alveolo mediante pinza
Curettage alveolare
Irrigazione mediante fisiologica sterile
Compressione dell’alveolo
Sutura (se necessaria)
Conclusioni
La scelta della pinza corretta e il suo utilizzo appropriato costituiscono elementi centrali per un’estrazione efficace e controllata. Conoscere le caratteristiche anatomiche dello strumento, individuare il modello più adatto all’elemento dentario e applicare movimenti biomeccanici coerenti con la morfologia radicolare permette di ridurre complicanze e aumentare la predicibilità della procedura.
L’operatore deve saper interpretare la risposta del dente ai movimenti eseguiti, riconoscendo quando proseguire e quando modificare l’approccio. Integrando la scelta e l’uso della pinza all’interno di un protocollo operativo completo, dalla valutazione preoperatoria alla gestione finale dell’alveolo, l’estrazione può essere condotta in modo più sicuro, sistematico e ripetibile.
Sullivan SM. The principles of uncomplicated exodontia: simple steps for safe extractions. Compend Contin Educ Dent. 1999 Jan;20(1):48-52, 54 56 passim. PMID: 10649945.
Boering G. General principles of the extraction technique. In: Boering G, Ed. Tooth extraction. Leiden: Stafleuen Tholen 1976; pp. 33-41.
Batenburg RHK, Raghoebar GM, Schoen PJ, Bos RRM, Stegenga B. Extraction and dento-alveolar surgery. In: Stegenga B, Vissink A, de Bont M, Eds. Oral Diseases and Oral Surgery Van Gorcum and Comp. Assen: België 2000;89-136.
Babarinde BA. Selection of instruments for the successful extraction of molar teeth: A pilot study. Br J Oral Maxillofac Surg 2009;47(1):27-30.
Ahmed Glewan Mohamed, Abdulsalam E.E. Ibrahim, Milad Abdusalam A. Milad, Tooth Extraction using Vertical, Conventional, and Surgical Techniques in Sebha Dental College: A Descriptive “Cross-sectional Study”, The Open Dentistry Journal, Volume 17, 2023, ISSN 1874-2106, https://doi.org/10.2174/18742106-v17-20230815-2023-9.
Hupp JR, Ellis E, Tucker MR. Movements in tooth extraction. In: Hupp JR, Ellis E, Tucker MR, editors. Contemporary Oral and Maxillofacial Surgery. 7th ed. St. Louis: Elsevier; 2019. p. 112-125.
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Chiapasco M. Manuale illustrato di chirurgia orale. Quarta edizione. EDRA; 2020.
Scheels JL, Howard PE. Principles of dental extraction. Semin Vet Med Surg 1993; 8(3): 146-54. PMID: 8210797.
Venerdì 15 maggio 2026 vieni allo stand Solventum per partecipare alle attività di formazione
Mattina ore 10.45 - 11.00
Pomeriggio ore 16.30 – 17.30
Prof.ssa Gianna Maria Nardi, Presidente dell’Accademia Tecnologie Avanzate nelle Scienze di Igiene Orale A.T.A.S.I.O.
“Salute dello smalto: management clinico con le vernici di ultima generazione”
La salute dello smalto richiede un’attenta scelta di protocolli operativi innovativi che riescano ad essere efficaci, minimamente invasivi ed ergonomici. La scelta di tecnologie innovative dedicate alla remineralizzazione dello smalto dentale assicura l’efficienza delle procedure cliniche e il successo.
La Prof.ssa Gianna Maria Nardi approfondirà l’argomento in forma interattiva con i partecipanti.
Mattina ore 12.00 – 13.00
Pomeriggio ore 14.30 – 15.30
Dott. Giuseppe Chiodera, Styleitaliano
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Oggi possiamo davvero impostare i nostri restauri con strategie più rapide e più semplici, riducendo il numero delle siringhe che usiamo a 3 e, soprattutto, portando a 2 il numero di mosse necessarie per ottenere il giusto colore; quindi, con 1 solo colore procederemo al restauro. Passeremo una bellissima ora insieme modellando tantissimo.
Vedremo come sia possibile ragionare monomassa nei restauri estetici ma anche nei posteriori con il composito 3M™ Filtek™ Easy Match e 3M™ Filtek™ Easy Match Flowable, per trasformare ogni match conservativo in un Easy Match!!!
Per chi farà parte della squadra affronteremo insieme restauri di IV classe, di I classe e di V classe.
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L’adozione di modelli Transformer ottimizzati per le OPT consente di valorizzare un esame già ampiamente integrato nella pratica odontoiatrica, senza richiedere modifiche sostanziali al flusso di lavoro.
Osservare una radiografia panoramica significa confrontarsi con un’immagine densa di informazioni: denti, radici, ossa e strutture anatomiche si intrecciano in una rappresentazione complessa che richiede esperienza e attenzione per essere interpretata correttamente. Nella pratica clinica quotidiana questa lettura è affidata all’occhio dell’odontoiatra, ma oggi a questo processo si affianca un nuovo alleato: l’intelligenza artificiale. Spezziamo subito una lancia a favore: non si tratta di sostituire il giudizio umano, bensì di affiancarlo con strumenti capaci di analizzare le immagini in modo sistematico, coerente e riproducibile. L’integrazione dell’intelligenza artificiale nell’analisi delle ortopantomografie (OPT) nasce dall’esigenza di migliorare l’affidabilità dello screening e di supportare l’individuazione precoce di alterazioni radiografiche spesso difficili da riconoscere. In questo contesto, i modelli basati su meccanismi di attenzione rappresentano un’evoluzione significativa nel modo di interpretare le immagini dentali.
Le opt tra visione globale e complessità interpretativa
Le radiografie panoramiche sono ampiamente utilizzate in odontoiatria perché consentono di visualizzare l’intero apparato dento-maxillo-facciale in una singola acquisizione. Questa visione d’insieme le rende particolarmente utili nelle visite iniziali, nei controlli di routine e nei programmi di screening. Tuttavia, la ricchezza informativa delle OPT comporta anche alcune criticità: sovrapposizioni anatomiche, variazioni di contrasto e distorsioni possono mascherare segni patologici sottili, soprattutto nelle fasi iniziali delle lesioni. Di conseguenza, l’interpretazione delle OPT rimane fortemente dipendente dall’esperienza dell’operatore e soggetta a variabilità interindividuale. Queste limitazioni hanno stimolato un crescente interesse verso soluzioni automatiche in grado di fornire un supporto oggettivo e standardizzato alla lettura delle immagini.¶
L’intelligenza artificiale come supporto alla lettura radiografica
I sistemi di intelligenza artificiale applicati all’imaging dentale si basano sull’addestramento di modelli di deep learning mediante numerosi insiemi di radiografie refertate da esperti. Durante questa fase, il modello apprende a riconoscere configurazioni visive ricorrenti come variazioni di densità, irregolarità dei contorni e pattern strutturali, associandole alla presenza di specifiche condizioni patologiche. Una volta completato l’addestramento, il sistema è in grado di analizzare nuove OPT e di segnalare automaticamente le regioni che presentano caratteristiche sospette, fornendo una stima probabilistica della loro rilevanza clinica. Il risultato non è una diagnosi autonoma, ma un supporto decisionale che aiuta il clinico a orientare l’attenzione e a ridurre il rischio di omissioni, migliorando al contempo la coerenza interpretativa.
Dai modelli convoluzionali ai modelli transformer: il ruolo della self-attention
I primi approcci di deep learning applicati all’imaging odontoiatrico si sono basati prevalentemente su reti neurali convoluzionali (CNN), che hanno dimostrato una notevole efficacia nell’estrazione automatica di caratteristiche locali dall’immagine, come bordi, texture e variazioni di densità. Tuttavia, questa capacità di analisi locale rappresenta anche un limite strutturale: le CNN faticano a modellare in modo esplicito le relazioni a lunga distanza tra regioni separate dell’immagine, un aspetto particolarmente rilevante nelle radiografie panoramiche, dove elementi dentari anche distanti tra loro possono essere clinicamente correlati.
I modelli Transformer superano questa limitazione introducendo il meccanismo di self-attention, che consente di considerare simultaneamente tutte le regioni dell’immagine e di valutarne l’importanza relativa all’interno di un contesto globale condiviso. In questo modo ogni porzione dell’immagine viene interpretata non in modo isolato ma in relazione a tutte le altre, permettendo al modello di distinguere più efficacemente tra reali segni patologici e variazioni dovute a sovrapposizioni anatomiche o artefatti radiografici. Nel Vision Transformer (ViT), l’immagine viene suddivisa in piccole porzioni regolari, trattate come una sequenza analoga alle parole in un testo, sulle quali il meccanismo di self-attention opera per catturare relazioni spaziali a lungo raggio. Architetture più recenti, come lo Swin Transformer, estendono questo approccio introducendo una struttura gerarchica basata su finestre di attenzione locali che si spostano progressivamente, combinando così la comprensione del contesto globale con una maggiore efficienza computazionale e una migliore sensibilità ai dettagli fini dell’immagine.
Implicazioni cliniche e prospettive applicative
L’adozione di modelli Transformer ottimizzati per le OPT consente di valorizzare un esame già ampiamente integrato nella pratica odontoiatrica, senza richiedere modifiche sostanziali al flusso di lavoro. L’analisi automatica, eseguita in tempi molto ridotti, può evidenziare rapidamente le aree che richiedono approfondimenti, supportando la decisione su eventuali esami complementari e migliorando l’efficienza complessiva del percorso diagnostico. Questi sistemi devono essere considerati strumenti di supporto e non sostituti del giudizio clinico: il loro valore principale sta nella riduzione della variabilità interpretativa e nell’aumento della sensibilità nell’individuazione precoce delle patologie. Inoltre, un rilevamento più tempestivo può favorire interventi preventivi meno invasivi, contribuendo a contenere la spesa sanitaria e a ridurre i costi a lungo termine legati a trattamenti più complessi. In prospettiva, l’integrazione dell’intelligenza artificiale basata su meccanismi di attenzione potrà promuovere un’odontoiatria più assistita, preventiva e orientata alla qualità delle cure.
Andrea Enrico Borgonovo
Specialista in Chirurgia Maxillo Facciale, Reparto universitario di Estetica Dentale, ISI Milano, Università degli Studi di Milano
Edoardo Pavan
Studente CLOPD, Reparto universitario di Estetica Dentale, ISI Milano, Università degli Studi di Milano
Stefano Viglione
Libero professionista in Cassano d’Adda
Simone Galbiati
Specialista in Chirurgia Orale, Reparto universitario di Estetica Dentale, ISI Milano, Università degli Studi di Milano
Rachele Censi
Specialista in Chirurgia Odontostomatologica, Reparto universitario di Estetica Dentale, ISI Milano, Università degli Studi di Milano
Abstract
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È tutto pronto per Expodental Meeting, l’evento di riferimento per il settore dentale in Italia, che aprirà le sue porte dal 14 al 16 maggio presso il quartiere fieristico di Rimini. Un’edizione che si preannuncia importante, con oltre 400 espositori, una superficie espositiva di 60.000 metri quadrati e il programma scientifico più ricco di sempre.
L’edizione 2026 si distingue per un’offerta ancora più ampia e articolata, capace di coinvolgere tutte le anime del comparto dentale. Il programma si sviluppa attraverso numerose aree tematiche e percorsi dedicati, per soddisfare i desiderata di tutti i professionisti che affolleranno la manifestazione, con un’attenzione particolare alle nuove sfide del settore e alle opportunità offerte dall’evoluzione digitale.
“Expodental Meeting rappresenta un momento fondamentale per tutta la filiera dentale,” dichiara Fabio Velotti, Presidente UNIDI. “Questa edizione segna un ulteriore passo avanti in termini di qualità, partecipazione e contenuti. I numeri che registriamo confermano la centralità della manifestazione e la sua capacità di essere motore di sviluppo, innovazione e confronto per il settore.”
Sulla stessa linea anche Linda Sanin, Direttore UNIDI, che sottolinea: “Abbiamo lavorato per costruire il programma scientifico più completo e trasversale di sempre, capace di rispondere alle esigenze di tutti i professionisti. Expodental Meeting non è solo esposizione, ma un vero e proprio hub di conoscenza, aggiornamento e networking.”
Con un’offerta espositiva e formativa senza precedenti, Expodental Meeting 2026 si conferma dunque come un appuntamento imprescindibile per aziende, professionisti e operatori del settore, pronto ad accogliere migliaia di visitatori da tutta Italia e dall’estero.
Expodental Meeting aspetta tutti i visitatori e gli espositori a partire dalle 17.30 di venerdì 15 maggio nei pressi del bar nella Hall Sud per un brindisi di benvenuto.
Expodental Meeting: appuntamento a Rimini dal 14 al 16 maggio
Non sei ancora registrato alla manifestazione? Collegati adesso, scarica il badge di ingresso gratuito, consulta l’elenco espositori e il programma scientifico aggiornato in tempo reale: https://visitors.expodental.it/login.php?ide=403
L'AI diventa un'assistente vocale sempre al tuo fianco
Il lavoro del dentista è cambiato profondamente negli ultimi anni. Accanto alla competenza clinica, oggi assumono un ruolo sempre più centrale la gestione del tempo, l’organizzazione delle informazioni e la qualità della relazione con il paziente. In questo contesto, la tecnologia non è più solo un supporto operativo, ma un elemento chiave per ripensare il modo di lavorare all’interno dello studio.
Tra le innovazioni più rilevanti, l’intelligenza artificiale si è affermata come un fattore trasformativo, capace di semplificare processi complessi e migliorare l’esperienza complessiva, sia per il professionista sia per il paziente.
Uno degli ambiti in cui la applicazione dell'IA è più evidente è la gestione dei dati clinici.
Più tempo a disposizione per i pazienti
Durante la visita, il dentista si trova spesso ad alternare l’interazione con il paziente all’inserimento delle informazioni nel gestionale: un passaggio continuo che può interrompere il ritmo del lavoro e frammentare l’attenzione.
Le nuove soluzioni basate su intelligenza artificiale stanno contribuendo a superare questo limite, introducendo modalità di interazione più efficienti e naturali, perfettamente integrate nel flusso operativo.
In questo scenario si inserisce CGM SPEAKY, l’assistente vocale progettato da CompuGroup Medical e integrato con XDENT, software gestionale completo utilizzato da oltre 8.000 dentisti in Italia e potenziato da funzionalità esclusive di intelligenza artificiale.
CGM SPEAKY supporta i dentisti nella compilazione dell’esame obiettivo, del sondaggio parodontale, del diario clinico e del piano di trattamento tramite la voce, riducendo significativamente il tempo dedicato all’inserimento manuale dei dati e contribuendo a limitare errori e omissioni.
I dati clinici immediatamente disponibili nel gestionale
Il principio è semplice ma innovativo: utilizzare la voce come strumento di lavoro. Durante la visita, il dentista detta in modo naturale le informazioni, mentre il sistema le trasforma in dati strutturati e le inserisce automaticamente nel gestionale. Le informazioni sono così immediatamente disponibili, contribuendo a una gestione più efficace e coerente dello studio.
Questo approccio consente di lavorare in modo più fluido, eliminando la necessità di interrompere la visita per interagire con il computer. Il risultato è un’esperienza più innovativa ed efficiente, in cui la tecnologia lavora in background.
L’impatto va oltre l’efficienza operativa. Ridurre il tempo dedicato alle attività di inserimento dati significa anche poter dedicare maggiore attenzione al paziente, migliorando la qualità della relazione e della comunicazione. In questa prospettiva, l’intelligenza artificiale non rappresenta una sostituzione del lavoro umano, ma un supporto alle attività del professionista.
Dove scoprire l'innovazione
Soluzioni come CGM SPEAKY segnano un passo concreto verso uno studio dentistico più moderno, in cui tecnologia e relazione convivono in modo armonico, migliorando sia l’organizzazione interna sia l’esperienza del paziente.
XDENT sarà presente a Expodental 2026 per presentare CGM SPEAKY. Vieni a scoprire questa e altre soluzioni al Padiglione C1 – Stand 120. Per maggiori informazioni o per richiedere una demo, visita il sito ufficiale.
La rigenerazione dell'osso alveolare è una tecnica che promuove la formazione di nuovo osso nei siti post-estrattivi. Un gruppo di ricercatori della State Key Laboratory of Oral & Maxillofacial Reconstruction and Regeneration della Wuhan University, in collaborazione con la University of British Columbia, ha sviluppato un idrogel iniettabile bioattivo per migliorare la guarigione dei siti post-estrattivi e la rigenerazione dell’osso alveolare. Il team ha proposto un sistema innovativo basato sull’integrazione di probiotici vivi e nanoparticelle minerali all’interno di una matrice polimerica fotopolimerizzabile. L’obiettivo ha riguardato la gestione simultanea di infezione, infiammazione e rigenerazione tissutale. Il modello ha cercato di superare i limiti dei materiali tradizionali, che svolgono un ruolo prevalentemente passivo.
Composizione e attivazione del sistema
Gli autori hanno realizzato un idrogel a base di polietilenglicole (PEG) arricchito con Lactobacillus rhamnosus GG e nanoparticelle di fosfato di calcio. Il materiale è stato iniettato direttamente nell’alveolo post-estrattivo e attivato mediante luce blu odontoiatrica, ottenendo una rapida polimerizzazione in situ. Il sistema ha assunto la forma della cavità estrattiva e ha creato una barriera protettiva stabile. La struttura porosa ha permesso la sopravvivenza del probiotico e lo scambio di nutrienti. In questo modo, il materiale ha combinato funzione meccanica e attività biologica.
Azione biologica multifunzionale
Il sistema ha mostrato tre principali meccanismi d’azione. In primo luogo, il probiotico ha esercitato un effetto antibatterico diretto, riducendo la crescita di patogeni orali e favorendo il riequilibrio del microbiota locale. In secondo luogo, il materiale ha modulato la risposta immunitaria, promuovendo la transizione dei macrofagi verso il fenotipo M2, associato a processi riparativi. In terzo luogo, la combinazione tra metaboliti batterici e fosfati di calcio ha favorito il rilascio di ioni minerali e la successiva deposizione di matrice ossea. Questo processo ha attivato segnali osteogenici nei tessuti circostanti.
Rigenerazione dell'osso alveolare: risultati sperimentali in vivo
Nei modelli animali, il trattamento ha accelerato la chiusura dei tessuti molli rispetto ai controlli. L’epitelizzazione completa è stata osservata in tempi più brevi nei gruppi trattati con idrogel attivo. Inoltre, l’analisi istologica ha mostrato una formazione ossea più precoce e più organizzata all’interno dell’alveolo. I campioni hanno evidenziato un aumento dei marker osteogenici, inclusi Runx2 e osteocalcina. Anche la risposta infiammatoria ha mostrato una progressiva risoluzione, con predominanza di macrofagi M2 nelle fasi tardive.
Implicazioni cliniche e prospettive future
Lo studio ha suggerito un cambio di paradigma nella gestione delle estrazioni dentali. L’approccio non si limita più alla protezione meccanica dell’alveolo, ma introduce un sistema attivo capace di guidare i processi biologici. La combinazione tra probiotici e materiali minerali ha creato un microambiente favorevole alla rigenerazione tissutale. Tuttavia, la traslazione clinica richiede ulteriori studi su sicurezza a lungo termine, stabilità del sistema e controllo della colonizzazione batterica. Il lavoro è stato pubblicato su Bioactive Materials e ha aperto nuove prospettive nel campo dei biomateriali viventi per la rigenerazione orale.
1a-b. MIH di grado moderato a carico di primi molari e incisivi permanenti
L’ipomineralizzazione dei molari e degli incisivi (MIH), nota in letteratura come Molar Incisor Hypomineralization (1), è un difetto qualitativo dello smalto di origine sistemica, che interessa uno o più primi molari permanenti ed è di frequente associato al coinvolgimento degli incisivi permanenti. La patologia trae origine durante la fase di sviluppo dentale, in particolare nel periodo compreso tra la gravidanza e i primi anni di vita del bambino, quando è attivo il processo di amelogenesi (2-3).
L’amelogenesi rappresenta una fase altamente complessa e sensibile, durante la quale gli ameloblasti sono responsabili della deposizione e maturazione della matrice dello smalto. Alterazioni sistemiche che intervengono in questa finestra temporale possono compromettere la fase di maturazione dello smalto, determinando un’alterata rimozione delle proteine della matrice e un’insufficiente incorporazione dei cristalli di idrossiapatite. Il risultato è uno smalto apparentemente normale in termini di spessore, ma strutturalmente fragile e scarsamente mineralizzato, con una ridotta durezza e resistenza meccanica (Figure 1a-b).
1a-b. MIH di grado moderato a carico di primi molari e incisivi permanenti
1a-b. MIH di grado moderato a carico di primi molari e incisivi permanenti
Dal punto di vista clinico, la MIH si manifesta come un difetto qualitativo dello smalto caratterizzato da aree opache ben delimitate, di colore variabile dal bianco-crema al giallo-bruno, spesso con aspetto gessoso (Figura 2). Le zone più pigmentate sono generalmente associate a un grado di ipomineralizzazione più severo e a una maggiore porosità strutturale.
2. Colore variabile dal bianco-crema al giallo-bruno di un molare affetto di MIH
Questa condizione rende lo smalto meno resistente alle sollecitazioni masticatorie, predisponendo a fratture post-eruttive (4), abrasioni accelerate e perdita precoce di tessuto dentale (Figure 3-4).
3. Aspetto gessoso della intera corona clinica di un molare con MIH a rischio precoce di PEB
4. MIH con PEB di un primo molare inferiore in paziente in dentatura mista precoce
Eziologia della ipomineralizzazione dei molari
L’eziologia della MIH è considerata multifattoriale e, nonostante l’ampia produzione scientifica, non completamente chiarita. Le evidenze attuali suggeriscono un’interazione tra fattori genetici, che possono influenzare la suscettibilità individuale, e fattori ambientali e sistemici che agiscono in modo epigenetico sugli ameloblasti. Tra i principali fattori di rischio riportati in letteratura rientrano l’ipossia perinatale, le complicanze ostetriche, la nascita pretermine, il basso peso alla nascita e diverse patologie sistemiche dei primi anni di vita (5).
In particolare, condizioni come infezioni respiratorie ricorrenti, polmoniti, asma bronchiale, stati febbrili prolungati e il frequente utilizzo di antibiotici in età infantile sono state associate a un aumentato rischio di sviluppo della MIH. Tali fattori esercitano la loro azione in un periodo critico, compreso tra la gestazione e i 3-4 anni di età, interferendo con la normale funzione degli ameloblasti e compromettendo il corretto processo di mineralizzazione dello smalto (6).
Dal punto di vista funzionale, lo smalto ipomineralizzato risulta più permeabile e meno protettivo, favorendo la penetrazione di batteri e acidi. Ciò rende i denti affetti da MIH particolarmente suscettibili allo sviluppo di carie precoci, spesso atipiche per localizzazione e rapidità di progressione, oltre a determinare una marcata ipersensibilità dentinale, anche in assenza di perdita macroscopica di tessuto (Figura 5).
5. MIH di grado moderato interessante tutta la superficie occlusale di un primo molare superiore con elevata sensibilità
Questa ipersensibilità può avere un impatto significativo sul comportamento del paziente pediatrico, ostacolando le manovre di igiene orale domiciliare e riducendo l’efficacia della prevenzione. Ne consegue l’instaurarsi di un circolo vizioso in cui la difficoltà nel controllo di placca favorisce la carie, che a sua volta accelera la distruzione dello smalto già strutturalmente compromesso. In assenza di un approccio preventivo e terapeutico precoce (Figure 6a-b), tale processo può condurre rapidamente a un deterioramento clinico severo e a una prognosi sfavorevole degli elementi interessati, anche perché il piccolo paziente, a causa della sensibilità, ha molta difficoltà a praticare una igiene orale corretta.
6a. Sigillatura dei solchi di un molare con MIH mediante l’utilizzi di materiali sigillanti bioattivi
6b. Trattamento remineralizzante mediante impacco con mousse a base di caseino-fosfo-peptidi, o con uso di dentifrici a base di fluoruri >1000 ppm oppure di dentifrici con arginina e carbonato di calcio
La MIH o ipomineralizzazione dei molari si inserisce pienamente nel modello concettuale secondo cui la gravidanza e i primi anni di vita rappresentano una fase cruciale per la determinazione della salute orale futura.
Un dente che subisce un insulto sistemico durante la propria formazione inizia la sua vita clinica con una “riserva funzionale” ridotta, ovvero con una capacità limitata di adattarsi e rispondere agli stress meccanici, chimici e biologici che incontrerà nel corso degli anni.
Questa ridotta riserva funzionale, analoga a quanto osservabile in altri organi e sistemi dell’organismo, si traduce in una maggiore vulnerabilità a patologie croniche, rendendo indispensabile un approccio clinico orientato alla diagnosi precoce, alla prevenzione intensiva e a strategie terapeutiche personalizzate, al fine di preservare il più a lungo possibile la funzione e l’integrità degli elementi dentari affetti (Figure 7a-b).
7a-b. Utilizzo di banda ortodontica e cemento vetroionomerico per trattamento ad interim di molare permanente affetto da MIH con PEB, con elevata sensibilità ed erosione ingravescente
Una diagnosi precoce (Figura 8) è fondamentale per garantire una gestione tempestiva della ipomineralizazione dei molari, prevenire le complicanze e indirizzare la pianificazione di un trattamento appropriato. La collaborazione tra pediatri, dentisti generici, odontoiatri pediatrici e ortodontisti può facilitare questo processo (7-8).
8. Presenza di segni evidenti di MIH in primo molare permanente in fase di eruzione in paziente di 5.8 anni ed esiti di carie precoce dell’infanzia
Indicazioni cliniche generali
La gestione della ipomineralizzazione dei molari e della sensibilità durante l’eruzione sono una priorità clinica per prevenire il PEB (post eruptive breakdown) e preservare l’integrità dell’arcata. Strategie protettive precoci riducono il rischio di danni strutturali e complicanze ricostruttive o ortodontiche a lungo termine.
Implementare trattamenti provvisori quando appropriato, in particolare nelle fasi eruttive precoci, in caso di ipersensibilità o quando la collaborazione è limitata.
Questi approcci transitori mirano a stabilizzare la condizione, alleviare i sintomi e preservare la struttura dentale fino all’esecuzione del trattamento definitivo e consentono, anche in casi severi, di mantenere la vitalità dell’elemento affetto.
Tecniche di comfort, come la premedicazione con farmaci antinfiammatori, l’analgesia relativa secondo Langa e un’adeguata anestesia locale, l’uso di tecniche di rimozione selettiva della carie e del tessuto affetto (SCR e STR), così come l’utilizzo di materiali da restauro bioattivi, sono essenziali per migliorare la collaborazione durante il trattamento, i risultati terapeutici e la prognosi a medio-lungo termine.
Nei casi più gravi, potrebbero essere necessarie corone a copertura totale o l’estrazione strategica dei primi molari affetti, in coordinamento con l’ortodontista per la gestione ottimale degli spazi.
Il trattamento estetico dei denti anteriori deve bilanciare le aspettative del paziente, le indicazioni cliniche e le considerazioni psicosociali.
Un approccio multidisciplinare alla ipomineralizzazione dei molari
L’MIH rappresenta una condizione frequente e complessa in odontoiatria pediatrica, con implicazioni per la diagnosi, la pianificazione del trattamento e l’assistenza a lungo termine. È quindi fondamentale orientare strategie di gestione individualizzate e minimamente invasive e promuovere la conoscenza dell’MIH in ambito multidisciplinare (ginecologi, neonatologi, pediatri, otorinolaringoiatri, medici di base, logopedisti, osteopati, ecc.), favorendo la consapevolezza e la coerenza clinica. Questo approccio consente di migliorare i risultati nei bambini affetti, garantendo le migliori condizioni di comfort e benessere per loro e per le loro famiglie, in una condizione che richiede percorsi di cura a lunghissimo termine. Ancora una volta, iniziare prima è la chiave per il successo, ben oltre la pura clinica.
Bibliografia
Weerheijm KL, Jälevik B, Alaluusua S. Molar-incisor hypomineralisation. Caries Res. 2001;35(5):390-391. Alaluusua S. Aaetiology of Molar-Incisor Hypomineralisation: A systematic review. Eur Arch Paediatr Dent. 2010;11(2):53-58.
Bagattoni S, Carli E, Gatto MR, Gasperoni I, Piana G, Lardani L. Predisposing factors involved in the aetiology of Molar Incisor Hypomineralisation: a case-control study. Eur J Paediatr Dent. 2022;23(2):116-120.
Bekes K, Steffen R, Krämer N. Update of the molar incisor hypomineralisation: Würzburg concept. Eur Arch Paediatr Dent. 2023;24(6):807-813.
Garot E, Rouas P, Somani C, Taylor GD, Wong F, Lygidakis NA. An update of the aetiological factors involved in molar incisor hypomineralisation (MIH): a systematic review and meta-analysis. Eur Arch Paediatr Dent. 2022;23(1):23-38.
Giuca MR, Lardani L, Pasini M, Beretta M, Gallusi G, Campanella V. State-of-the-art on MIH. Part. 1 Definition and epidemiology. Eur J Paediatr Dent. 2020;21(1):80-82.
Lardani L, Bagattoni S, Giuca MR, Carli E, Di Taranto V, Moscati M, Beretta M, Cadenaro M, Caruso S, De Fabianis P, Del Conte R, Gatto R, Marzo G, Paglia L, Gallusi G. SIOI Policy on Molar Incisor Hypomineralisation. Eur J Paediatr Dent. 2025 Sep 1;26(3):248-251
Il successo delle protesi su impianti passa anche dalla geometria protesica, che potrebbe avere un ruolo importante nel successo implantare. Un gruppo di ricercatori della Clinica di Odontoiatria Ricostruttiva, Centro di Medicina Dentale, Università di Zurigo (Svizzera) ha infatti analizzato il rapporto tra forma protesica e salute perimplantare. Il team ha condotto uno studio sperimentale su modello animale. Gli autori hanno impostato un disegno controllato e hanno confrontato diverse configurazioni protesiche. In particolare, il gruppo ha variato l’angolo di emergenza della corona implantare. Questo parametro ha descritto la transizione tra impianto e profilo coronale. I ricercatori hanno ipotizzato che una variazione geometrica delle protesi su impianti potesse influenzare la risposta dei tessuti molli.
La geometria delle protesi su impianti: il disegno dello studio
I ricercatori hanno posizionato alcuni impianti e realizzato altrettante protesi su impianti con angoli di emergenza di 20°, 40°, 60° e 80°. Successivamente, il team ha monitorato la risposta dei tessuti perimplantari. Gli autori hanno eseguito analisi istologiche dettagliate. Inoltre, il gruppo ha valutato la distribuzione dell’infiammazione lungo i diversi versanti. I ricercatori hanno osservato con attenzione il lato vestibolare e quello linguale. Quindi, il team ha confrontato i campioni in modo sistematico.
Quanto conta l'angolo di emergenza
I risultati hanno mostrato differenze chiare tra i gruppi. In particolare, gli autori hanno rilevato un aumento progressivo dell’infiammazione con l’aumentare dell’angolo. Il gruppo ha identificato una soglia critica intorno ai 40°. Sotto questo valore, i tessuti hanno mostrato una risposta relativamente contenuta. Sopra questo valore, invece, l’infiltrato infiammatorio è cresciuto in modo significativo. Inoltre, il lato vestibolare ha evidenziato una maggiore suscettibilità.
Implicazioni cliniche
I risultati offrono indicazioni pratiche per l’odontoiatra. Il clinico dovrebbe progettare il profilo di emergenza con attenzione. Un angolo eccessivo potrebbe favorire l’accumulo di placca. Inoltre, una geometria convessa potrebbe ostacolare l’igiene del paziente. Questi fattori, infatti, secondo gli autori di questo studio potrebbero aumentare il rischio di infiammazione cronica. Il professionista dovrebbe quindi saper bilanciare estetica e biologia, considerando che un profilo più graduale sembrerebbe facilitare la gestione dei tessuti molli.
Limiti e conclusioni
Lo studio, pubblicato sul Journal of Esthetic and Restorative Dentistry (JERD), pur di grande interesse, presenta però alcuni limiti. Il modello animale non replica completamente la variabilità umana. Inoltre, il follow-up è risultato limitato nel tempo. Tuttavia, i dati hanno fornito indicazioni coerenti e biologicamente plausibili. Gli autori hanno proposto ulteriori studi clinici su pazienti con campioni più ampi e follow-up prolungati, considerando che lo studio ha confermato che la forma della protesi può influenzare la salute dei tessuti perimplantari e dunque è un dettaglio che il clinico deve conoscere e saper gestire al meglio.
DEXIS™, leader globale nell’imaging dentale, annuncia il più avanzato aggiornamento di sempre della piattaforma DTX Studio™, introducendo funzionalità di intelligenza artificiale e connettività multi‑sede progettate per ottimizzare i flussi di lavoro clinici, accelerare i processi decisionali e migliorare l’esperienza del paziente.
Le nuove soluzioni DEXIS
Da anni punto di riferimento per l’integrazione di radiografie 2D, CBCT, immagini intraorali e fotografie cliniche in un’unica interfaccia intuitiva, le soluzioni DEXIS sono oggi utilizzate da oltre 50.000 studi dentistici nel mondo. Solo nel 2025, l’IA DEXIS ha supportato l’analisi di 120 milioni di casi clinici.
La nuova versione DTX Studio Clinic v4.7 introduce indicatori intelligenti, pianificazione automatizzata dei trattamenti e una gestione più efficiente delle attività quotidiane, il tutto supportato da moduli di IA autorizzati dalla FDA. I professionisti possono ora individuare fino a 15 rilievi diagnostici nelle radiografie intraorali 2D, inclusi nuovi elementi restaurativi, con una velocità fino a cinque volte superiore rispetto alle versioni precedenti. Le stesse funzionalità di IA sono integrate anche in DEXIS Imaging Suite v10, garantendo coerenza ed efficienza in tutto l’ecosistema.
Tra i principali miglioramenti figurano una visualizzazione avanzata delle carie, la misurazione automatizzata dell’osso alveolare con confronto degli esami nel tempo, il raggruppamento intelligente dei reperti, viste personalizzabili e strumenti di pianificazione più evoluti, a supporto di una comunicazione più chiara con il paziente.
DEXIS presenta inoltre DTX Studio Go Sync, soluzione cloud‑native che consente la sincronizzazione sicura dei dati dei pazienti tra studi multisede, garantendo continuità assistenziale e accesso alle informazioni cliniche ovunque.
L’ecosistema DEXIS si amplia infine con nuove integrazioni, tra cui CephX, BeamReaders e Qlone, rafforzando la collaborazione tra studi e laboratori attraverso flussi di lavoro end‑to‑end più rapidi ed efficienti.
«Non si tratta solo di un aggiornamento, ma di una nuova visione dell’odontoiatria digitale», ha dichiarato Robert Befidi, Presidente di DEXIS. «Portiamo l’IA in tutto il nostro ecosistema per aiutare i professionisti a lavorare con maggiore sicurezza, chiarezza e semplicità».
Il mese di maggio si presenta particolarmente intenso in termini di adempimenti sul piano fiscale e previdenziale, con numerose scadenze che coinvolgono professionisti, società e operatori del settore sanitario. Attenzione alle scadenze di maggio che slittano a lunedì 1° giugno, in quanto il 31 maggio è festivo, e precisamente la comunicazione trimestrale dei dati Iva, nota come “LIPE”, e il versamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche emesse nel primo trimestre, che riguarda direttamente odontoiatri “consulenti”, igienisti dentali e odontotecnici.
Debutta la nuova scadenza trimestrale per il versamento dell’Iva dovuta dai contribuenti in regime forfetario sulle operazioni soggette a reverse charge, mentre per gli odontotecnici artigiani arriva il termine per il versamento della prima rata dei contributi minimali INPS della Gestione artigiani. Entro il 30 maggio le imprese che effettuano investimenti nel Mezzogiorno devono trasmettere la comunicazione per accedere al credito d’imposta ZES unica, con estensione delle stesse agevolazioni anche ad alcuni comuni ricompresi nelle ZLS, le zone logistiche semplificate decretate dalle regioni più sviluppate.
Per le società di capitali scade inoltre il termine per il deposito del bilancio 2025 presso il Registro delle imprese e, in caso di distribuzione di utili, per la registrazione del relativo verbale assembleare. Tra le altre date da segnare, una rata del premio INAIL e il 31 maggio (con tolleranza fino all’8 giugno) è previsto il pagamento della dodicesima rata della “rottamazione quater”, mentre gli iscritti ENPAM devono versare la seconda rata della Quota A 2026 e l’ottava rata della Quota B relativa al 2024 in caso di rateazione.
Agenzia delle Entrate
Venerdì 15 maggio
Adempimenti contabili
Fatture emesse, termine ultimo per l’annotazione delle fatture emesse nell'apposito registro tenuto ai fini Iva, nell'ordine della loro numerazione, in relazione alle operazioni effettuate nel mese precedente;
Fatture differite, termine ultimo per l’emissione delle fatture differite riferite alle operazioni del mese precedente (per gli importi incassati dallo stesso paziente e non ancora fatturati, purché “tracciati”, è possibile emettere una sola fattura riepilogativa entro la data odierna);
Acquisti intracomunitari, termine ultimo per l’annotazione nel registro degli acquisti e in quello delle vendite delle fatture di acquisto ricevute nel mese precedente, con riferimento a tale mese.
Comunicazioni
“Esterometro”, scade oggi il termine per inviare tramite lo SDI, il servizio pubblico per l’invio delle fatture elettroniche, la comunicazione dei dati delle operazioni transfrontaliere passive, relative ad acquisti di beni e servizi da operatori: UE la cui fattura è stata ricevuta nel mese precedente; extra UE, se l’operazione è stata effettuata nel mese precedente. La comunicazione non riguarda le operazioni per le quali è stata ricevuta una bolletta doganale o una fattura elettronica; gli acquisti di beni e servizi non rilevanti territorialmente ai fini IVA in Italia ai sensi degli artt. 7 - 7-octies del DPR 633/72, qualora siano di importo non superiore a 5.000,00 euro per singola operazione.
Regolarizzazioni
Autofattura di acquisto intracomunitario. Termine ultimo per i soggetti Iva che nel mese di febbraio 2026 hanno effettuato acquisti intracomunitari di beni o servizi per i quali non hanno ricevuto la relativa fattura entro il mese di aprile 2026, per emettere autofattura;
Autofattura integrativa di acquisto intracomunitario. I soggetti che hanno effettuato acquisti intracomunitari di beni o servizi, se hanno ricevuto una fattura indicante un corrispettivo inferiore a quello reale, devono emettere autofattura integrativa in relazione alle fatture registrate nel mese precedente;
Lunedì 18 maggio
Comunicazioni
Datori di lavoro con massimo cinque dipendenti al 31/12/2024, termine entro il quale il sostituto d’imposta deve trasmettere in allegato al modello F24 il nuovo modello denominato “PROSPETTO DELLE RITENUTE/TRATTENUTE OPERATE” sui redditi di lavoro dipendente o autonomo, ovvero a questi assimilati, relative al mese precedente; si tratta di una scelta facoltativa, in alternativa alla presentazione del consueto “modello 770” annuale.
Versamenti
Conguagli addizionali regionale e comunale all’Irpef, versamento della rata delle addizionali relative ai conguagli di fine anno dei redditi di lavoro dipendente e assimilati;
Ritenute alla fonte operate ai fini Irpef e addizionali regionali e comunali. Versamento delle ritenute operate sui compensi di lavoro autonomo corrisposti nel mese precedente e sui compensi per lavoro dipendente e assimilato del mese precedente;
Imposta sostitutiva, dell’Irpef e addizionali regionali e comunali, sulle somme erogate ai dipendenti, nel mese precedente, in relazione a incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione;
Iva annuale, saldo relativo al 2025 risultante dalla dichiarazione Iva 2026 se dovuto, versamento della terza rata per chi ha scelto questa modalità di versamento;
Iva mensile, contribuenti mensili non forfetari e forfetari per le operazioni di cui risultano debitori dell’imposta, liquidazione e versamento dell'Iva dovuta relativa al mese precedente;
Iva trimestrale, contribuenti (non forfetari) trimestrali “per opzione”. Versamento dell’IVA relativa al primo trimestre 2026 a debito, con la maggiorazione dell’1% a titolo di interessi. Possono optare per il versamento dell’IVA con cadenza trimestrale i soggetti passivi che nell’anno solare precedente hanno realizzato un volume d’affari non superiore a €. 500.000 per gli esercenti arti o professioni e per le imprese aventi ad oggetto prestazioni di servizi; se l’imposta da versare non è superiore a 100 euro, complessiva di eventuali differimenti precedenti, il versamento può essere effettuato insieme a quello relativo al trimestre successivo;
Nuova Iva trimestrale contribuenti “forfetari”, debutta la nuova scadenza trimestrale per i forfetari, fino al 2025 tenuti al versamento mensile dell’Iva per cui risultavano debitori nel mese precedente. In particolare, si tratta dell’Iva dovuta per le operazioni passive relative ad acquisti in reverse charge, nazionali e con fornitori non residenti.
Sabato 30 maggio
Comunicazioni
Credito d'imposta ZES unica Mezzogiorno – Termine ultimo per l’invio della comunicazione di accesso riguardante l’ammontare delle spese ammissibili che si prevede di sostenere dall’1.1.2026 al 31.12.2026 ai fini dell’applicazione del credito d’imposta per investimenti nella ZES unica Mezzogiorno. Il credito d’imposta è riconosciuto alle imprese che effettuano l’acquisizione dei beni strumentali destinati a strutture produttive ubicate nelle zone assistite delle Regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna e Molise, e Regione Abruzzo. Sono agevolabili gli investimenti relativi all’acquisto, anche mediante contratti di locazione finanziaria, di nuovi macchinari, impianti e attrezzature varie destinati a strutture produttive già esistenti o nuove e l’acquisto di terreni e l’acquisizione, la realizzazione ovvero l’ampliamento di immobili strumentali agli investimenti. Il valore dei terreni e degli immobili non può superare il 50% del valore complessivo dell’investimento.
Credito d'imposta ZLS zone logistiche semplificate – Termine ultimo per l’invio della comunicazione di accesso riguardante l’ammontare delle spese ammissibili che si prevede di sostenere dall’1.1.2026 al 31.12.2026 ai fini dell’applicazione del credito d’imposta per investimenti nelle ZLS, costituite dal territorio di comuni individuati da appositi provvedimenti delle Regioni Veneto, Liguria, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Friuli Venezia Giulia e Lazio.
Lunedì 1° giugno
Comunicazioni
Liquidazione trimestrale IVA “LIPE”, relativa al primo trimestre del 2026, obbligo l’invio telematico per i contribuenti non forfetari. Sono esonerati da questo adempimento i soggetti passivi IVA che abbiano registrato esclusivamente operazioni esenti ai fini IVA e i soggetti che si avvalgono del regime forfetario. Tale adempimento riguarda ormai anche gran parte delle attività esenti, quali le odontoiatriche, a causa della diffusa applicazione dell’Iva sugli acquisti con la tecnica del reverse charge, per la quale debitore dell’imposta è l’acquirente del bene o del servizio;
Versamenti
Imposta di bollo sulle fatture elettroniche, versamento dell’imposta di bollo per le fatture elettroniche emesse tramite SDI nel primo trimestre 2026. L’ammontare del versamento, anche a seguito dell’integrazione delle fatture trasmesse prive del flag del bollo ma soggette all’imposta, è visibile nell’area personale del portale “Fatture e Corrispettivi”. Qualora l’ammontare dell’imposta dovuta sia inferiore a €. 5.000, si può procedere al pagamento entro il 30/9/2026.;
Agenzia delle Entrate – Riscossione
Domenica 31 maggio
Versamenti
“Rottamazione quater” delle cartelle, per chi ha aderito alla definizione agevolata e scelto il pagamento rateale del dovuto, versamento della dodicesima rata su diciotto. La norma prevede comunque una tolleranza nel pagamento di cinque giorni, per cui il pagamento verrà considerato regolare anche se effettuato entro lunedì 8 giugno 2026, includendovi anche le festività.
Inps
Lunedì 18 maggio
Versamenti
Contributi previdenziali obbligatori a carico del datore e del dipendente e oneri sociali sugli stipendi dei dipendenti del mese precedente;
Contributi della “Gestione separata”, versamento delle quote a carico dei committenti di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e alle società che corrispondono compensi agli amministratori relative ai compensi corrisposti nel mese precedente;
Contributi minimali “Gestione artigiani”, gli odontotecnici artigiani devono versare la prima rata dei contributi previdenziali INPS calcolati sul reddito minimale. Per il 2026, l’importo complessivo dovuto è pari a 4.521,36 euro.
Inail
Lunedì 18 maggio
Premio annuale, seconda rata. Termine entro il quale i datori di lavoro sono tenuti ad effettuare il versamento, con i previsti interessi, della seconda rata del premio INAIL dovuto in autoliquidazione. L’adempimento riguarda i datori di lavoro che hanno optato per il pagamento del premio in quattro rate trimestrali, ognuna pari al 25% del premio annuale.
Enpam
Domenica 31 maggio
Versamenti
Quota A Enpam, il contributo annuale minimo obbligatorio per i medici e gli odontoiatri per il 2026, seconda rata delle otto per chi ha scelto il versamento rateale con domiciliazione bancaria;
Quota B Enpam, scadenza della ottava rata di nove relativamente al contributo dovuto per il 2024 per chi ha scelto il versamento rateale tramite domiciliazione bancaria.
Società di capitali
Sabato 30 maggio
Deposito bilancio 2025 e allegati presso il Registro delle imprese, termine ultimo, per le s.r.l. con esercizio sociale coincidente con l'anno solare che hanno chiuso il bilancio al 31/12/2025 e lo hanno approvato entro il 30/4/2026, per depositare il bilancio e gli allegati presso il Registro delle imprese. Tale adempimento è infatti da effettuarsi entro 30 giorni dalla data di approvazione del bilancio.
Approvazione del bilancio, registrazione del verbale presso l'Agenzia delle Entrate, Termine ultimo, per i soggetti con esercizio sociale coincidente con l’anno solare che hanno chiuso il bilancio al 31/12/2025 e lo hanno approvato entro il 30/4/2026, per registrare il verbale di approvazione del bilancio, qualora contenga anche la delibera di distribuzione degli utili.
Un gruppo di ricercatori della School of Dentistry della University of California di Los Angeles, nell’ambito dello Human Virome Program (HVP), ha pubblicato uno studio dedicato alla caratterizzazione del viroma umano nei tessuti sani. Gli autori evidenziano come le conoscenze attuali siano ancora limitate. In particolare, molte sequenze virali identificate tramite metagenomica non risultano allineabili ai database esistenti. Di conseguenza, emerge il concetto di “viral dark matter”. Questo dato rappresenta il punto di partenza dello studio, che mira a colmare tali lacune attraverso mappature sistematiche del viroma lungo l’intero arco della vita.
Il viroma umano: oltre il paradigma patogeno
Lo studio sottolinea un cambio di prospettiva netto. I virus non vengono più considerati esclusivamente agenti patogeni. Al contrario, una quota rilevante appartiene al cosiddetto viroma commensale. Gli autori descrivono come questi virus convivano stabilmente con l’ospite e, in alcuni casi, contribuiscano all’omeostasi biologica. Ad esempio, i batteriofagi modulano le comunità batteriche e influenzano indirettamente il sistema immunitario. Pertanto, la ricerca propone di indagare il ruolo funzionale dei virus “benefici”, aprendo alla possibilità di nuovi approcci terapeutici basati su provirotici e phage therapy.
Il ruolo strategico del viroma orale
All’interno dello studio, la cavità orale assume un ruolo centrale. I ricercatori analizzano diversi campioni, tra cui saliva, placca e tessuti gengivali, per costruire veri e propri atlanti del viroma orale. Inoltre, lo studio introduce il concetto di asse oral–gut–brain, evidenziando le connessioni tra microbioma orale, intestinale e sistema nervoso. Questa interazione bidirezionale può influenzare condizioni sistemiche e patologie croniche. Gli autori riportano anche associazioni tra specifici virus, come HPV ed Epstein-Barr, e malattie orali e oncologiche, pur sottolineando la necessità di ulteriori evidenze causali.
Ricadute cliniche e prospettive future
Secondo gli autori, la caratterizzazione del viroma orale potrebbe trasformare la pratica clinica odontoiatrica. In primo luogo, consentirebbe lo sviluppo di biomarcatori diagnostici non invasivi. Inoltre, aprirebbe la strada a terapie personalizzate basate sul profilo virale del paziente. Tuttavia, lo studio evidenzia anche criticità importanti, tra cui la mancanza di standard metodologici e la complessità dell’interpretazione dei dati. Nonostante ciò, il lavoro fornisce una base solida per future applicazioni cliniche. I risultati sono stati pubblicati sul Journal of the American Dental Association, confermando l’interesse crescente verso il viroma nella ricerca odontoiatrica contemporanea.
Il fluoro è un elemento chimico ampiamente distribuito in natura. Nel nostro organismo, il fluoro è considerato un oligoelemento, ovvero un sale minerale che, sebbene presente solo in piccole quantità o addirittura in tracce, svolge importanti funzioni biologiche. Il fluoro è presente nell’organismo nei denti e nelle ossa ed è principalmente associato al calcio, per il quale ha un’elevata affinità. Viene rapidamente assorbito nello stomaco e nell’intestino tenue; i livelli sierici massimi vengono raggiunti entro 40-60 minuti. L’assorbimento del fluoro dall’acqua sotto forma di ioni fluoro è più rapido e completo di quello legato alle proteine, forma in cui si trova negli alimenti. I principali effetti benefici del fluoro si hanno sulla superficie dei denti per azione topica. Il fluoro è considerato sicuro se assunto ai livelli raccomandati, ma un’eccessiva esposizione può portare alla fluorosi con effetti negativi su denti (1), resistenza ossea (2), funzionalità tiroidea (3) e sviluppo cognitivo (4).
Lo scopo di questo lavoro è discutere le nuove indicazioni relative alla fluoroprofilassi, tenuto conto del fatto che un’eccessiva esposizione al fluoro non è essenziale per la prevenzione della carie, offre scarsi benefici al feto e al neonato ed è particolarmente pericolosa per i bambini piccoli a causa della vulnerabilità del loro cervello in via di sviluppo.
Fluoride prophylaxis: what has changed? Updates for freelance professionals
Fluoride is a chemical element widely distributed throughout nature. In our bodies, fluoride is considered a trace element, meaning mineral salts that, although present only in small quantities or even trace amounts, perform important biological functions. Fluoride is present in the body primarily in teeth and bones associated with calcium, for which it has a high affinity. It is rapidly absorbed in the stomach and proximal small intestine, and peak serum levels are reached within 40–60 minutes. Fluoride absorption from water in the form of fluoride ions is faster and more complete than that bound to proteins, the form in which it is found in foods. Fluoride is excreted in urine. In children, 20% of the fluoride is eliminated, while 80–90% is retained by bone tissue and developing teeth.
The main benefits of fluoride are obtained through local administration, on the tooth surface. Fluoride is considered safe when consumed at recommended levels, but excessive fluoride exposure will result in fluorosis with detrimental effects on teeth (1), bone strength (2), thyroid function (3) and cognitive development (4). Efforts to develop safe and effective strategies to prevent this common disease are critical, particularly among lower-to-middle-income countries. The aim of this paper is to discuss the new indications for fluoride prophylaxis, taking into account that excessive fluoride exposure is not essential for caries prevention, offers little benefit to the fetus and newborn, and is particularly dangerous for young children due to the vulnerability of their developing brains.
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