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Prevenzione della demineralizzazione dello smalto: uno studio in vitro che utilizza sigillante fotopolimerizzabile

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Nel suo lavoro su denti estratti, Hu dimostra l'efficacia dell'applicazione di un sealer nel prevenire quelle demineralizzazioni dello smalto tanto temute da chi pratica ortodonzia fissa.

Introduzione: lo scopo di questo studio in vitro è stato quello di valutare l'efficacia dell'applicazione di un sigillante fotopolimerizzabile riempito sulle superfici dentali vestibolari per prevenire la demineralizzazione.

Metodi: 50 terzi molari umani estratti sono stati assegnati ad uno dei 5 gruppi: (1) superficie dello smalto non trattata (controllo); (2) superficie mordenzata; (3) applicata vernice a base fluorosa; (4) smalto mordenzata e rivestito con un sigillante non riempito (sigillante controllo) fotopolimerizzabile; e (5) smalto mordenzato e rivestito con un sigillante riempito fotopolimerizzabile (Pro Seal, Reliance Orthodontic Products, Itasca, Ill). La superficie dello smalto di ogni campione è stata spazzolata per 15.000 passaggi con un dentifricio non fluorurato da una spazzolatrice a pistone sotto un carico costante. Tutti i campioni sono stati poi sottoposti ad un ciclo giornaliero, della durata di14 giorni, di demineralizzazione per 6 ore e rimineralizzazione per 17 ore. Poi i denti sono stati sezionati e valutati quantitativamente da test di microdurezza trasversale.

Risultati: la demineralizzazione del gruppo Seal Pro era significativamente inferiore (P <.05) rispetto agli altri gruppi. Denti trattati con vernice fluoro hanno mostrato il 30% di demineralizzazione in meno rispetto al controllo, ai denti mordenzati e a quelli trattati con un sigillante fotopolimerizzabile vacanti (P <.05).

Conclusioni: Pro Seal può essere considerato per l'uso come metodo preventivo per ridurre la demineralizzazione dello smalto adiacente agli attacchi ortodontici, in particolare nei pazienti che presentano scarsa adesione all'igiene orale e all'uso di fluoro domiciliare.

Fonte:

Prevention of enamel demineralization: an in-vitro study using light-cured filled sealant.

Hu W, Featherstone JD.

Lesioni nervose, cosa suggerisce la neurologia

Per valutare la rilevanza dei danni iatrogeni, meccanici o compressivi ai nervi di interesse odontostomatologico, danni che per la maggior parte dei casi derivano dall’implantologia, perlomeno questo è quanto indica la medicina legale, la neurologia si avvale dell’esame elettromiografico, attraverso il quale indaga il riflesso di soppressione esterocettiva. A ricordarlo è Claudio Cattalini, medico-neurologo dell’Azienda Ospedaliera San Paolo di Milano, che spiega quando è consigliabile intervenire tempestivamente per rimuovere l’impianto responsabile di un presunto danno alle strutture nervose.

58° Congresso di Rimini promosso da Amici di Brugg

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Renato Scotti di Uccio, organizzatore del 58° Congresso di Rimini promosso dagli Amici di Brugg, in qualità di Segretario del sodalizio e responsabile dell'intera componente organizzativa, ha rilasciato alcune dichiarazioni accompagnate da interessanti anticipazioni inerenti all'evento.

“Sullo stile di ciò che è stato realizzato la scorsa edizione, abbiamo implementato gli spazi ed inserito una serie di iniziative, promosse da noi o da altre organizzazioni amiche, in grado di dare valore aggiunto alle proposte culturali che già sono contenute nel programma scientifico del 58° Congresso”.

Anche quest'anno verrà presentato il numero annuale del Quaderno di Aggiornamento Odontoiatrico. “Quest’anno il Quaderno, realizzato da Luca Signorini, valido professionista in Roma, tratta argomenti di chirurgia implantare e rigenerazione ossea guidata.”.

Altro argomento che verrà analizzato sarà il marketing odontoiatrico, grazie all'intervento del prof. Antonio Pelliccia, a cui sarà possibile porre domande inerenti.

Ai partecipanti saranno accreditati fino a 40 punti ECM con il sistema FAD, poiché gli odontoiatri che lo desidereranno potranno seguire da casa il programma degli odontotecnici e, rispondendo ad alcune domande, acquisire un punteggio maggiore.

Agevolazioni saranno disponibili per gli Odontoiatri e Odontotecnici under 35 che desidereranno iscriversi al congresso (non come Soci Ordinari).

Prevenire la carie attraverso i programmi scolastici di sigillatura: raccomandazioni aggiornate e revisioni dell’evidenza

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Continuiamo l'approfondimento della settimana su sigillature e sealears.

L'articolo in esame rappresenta una revisione della letteratura effettuata presso i Centers for Disease Control and Prevention di Atlanta sulla base dell'esperienza maturata nei programmi preventodontici scolastici. La sigillatura delle superfici sane viene raccomandata con forza, anche laddove il soggetto non si renda disponibile ad un follow-up costante.

Background: i programmi scolastici di sigillatura hanno aumentato l'uso dei sigillanti e ridotto le carie. I programmi si concentrano sugli istituti che accolgono bambini da famiglie a basso reddito e sulla sigillatura dei primi molari permanenti appena erotti. Nel 2004 e 2005, i Centers for Disease Control and Prevention (CDC) di Atlanta hanno sostenuto gli incontri di un gruppo di esperti al fine di aggiornare le raccomandazioni all'uso dei sigillanti in tali programmi sulla base delle evidenze disponibili riguardanti l'efficacia dei sigillanti sulle superfici dei solchi e delle fossette, sane e cariate, delle diagnosi di carie, delle tecniche di sigillature scelte e del rischio di sviluppare carie tra i bambini eventualmente persi nel follow-up. Il gruppo ha, inoltre, individuato argomenti per i quali sarebbe necessaria ulteriore evidenza in letteratura. Sono state considerate revisioni sistematiche, laddove presenti. Dal 2005, il gruppo dei CDC ed esperti in materia hanno condotto diverse analisi delle tematiche su cui non esistono revisioni; è stata anche condotta una revisione sistematica sull'efficacia dei sigillanti nel controllo delle carie.

Risultati: l'evidenza scientifica sostiene le raccomandazioni di sigillare superfici sane e lesioni non cavitate, di valutare visivamente la presenza di cavitazioni di superficie, di utilizzare uno spazzolino da denti od un manipolo per pulire le superfici dei denti, e di fornire sigillature ai bambini, anche laddove il follow-up non sia garantito.

Fonte: Preventing dental caries through school-based sealant programs: updated recommendations and reviews of evidence.

Gooch BF, Griffin SO, Gray SK, Kohn WG, Rozier RG, Siegal M, Fontana M, Brunson D, Carter N, Curtis DK, Donly KJ, Haering H, Hill LF, Hinson HP, Kumar J, Lampiris L, Mallatt M, Meyer DM, Miller WR, Sanzi-Schaedel SM, Simonsen R, Truman BI, Zero DT;

Tema della settimana: sigillature e sealers

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Nel corso della settimana verrà preso in esame il tema delle sigillature e dei sealers; ricordiamo che, in Italia, le sigillature dei solchi e delle fossette nei bambini rappresentano la raccomandazione 5 (forza della raccomandazione A, grado dell’evidenza I) all'interno delle linee guida del Ministero della Salute. Tuttavia, va osservato come questo topic coinvolga non solo chi si dedica ad odontoiatria infantile e all'ortodonzia, ma anche il parodontologo, oltre che la figura dell'igienista dentale.

Effetto preventivo della carie di una singola applicazione di sigillanti a base resinosa e vetroionomerica dopo 5 anni.

Questo primo lavoro considerato, dedicato ai materiali usati nella procedura atraumatica ART, sembra far pendere l'ago della bilancia nettamente a favore dei sigillanti vetroionomerici ad alta viscosità; dato interessante, se si pensa quanto siano tuttora largamente commercializzati i composti resinosi.

Lo scopo dello studio erano (1) la comparazione dell'effetto preventivo della carie dei sigillanti vetroionomerici, posizionati secondo il trattamento restaurativo atraumatico (ART), rispetto ai sigillanti resinosi nel tempo e (2) investigare l'effetto preventivo della carie dopo completa perdita del materiale. 46 maschi e 57 femmine, dell'età media di 7.8 anni, sono stati casualmente divisi in due gruppi di trattamento secondo un disegno di studio a gruppi paralleli. Un sigillante resinoso fotopolimerizzabile ed un vetroionomero ad alta viscosità sono stati posizionati su 180 primi molari pienamente erotti nei rispettivi gruppi. Esaminatori preparati hanno condotto controlli annuali. Dopo 5 anni, l'86% delle resine composite e l'88% dei vetroionomeri non sono rimasti in sede.

Sono stati distinte 3 categorie di formazione di carie nei solchi e nelle fossette a seguito della riesposizione dopo la completa perdita del sigillante: 0-1, 1-2 e 2-3 anni. Nel terzo gruppo, nei solchi e nelle fossette preventivamente sigillati con resine e vetroionomeri, sono state diagnosticate lesioni della dentina, rispettivamente, nel 13 ed il 3% dei casi. Il rischio relativo (95% CI) dello sviluppo di lesioni della dentina in superfici sigillate con vetroionomero rispetto a quelle sigillate con composito è risultato essere di 0.22 (0.06-0.82), 0.32 (0.14-0.73) e 0.28 (0.13-0.61), rispettivamente dopo 3, 4 e 5 anni. Il rischio relativo dello sviluppo di lesioni della dentina in superfici sigillate con vetroionomero rispetto a quelle sigillate con composito, nei periodi di riesposizione di 1-2 e 2-3 anni, sono stati di (0.14-0.48) e 0.25 (0.09-0.68), rispettivamente.

Possiamo concludere che l'effetto preventivo di carie dei vetroionomeri ad alta viscosità, utilizzati secondo la procedura ART, è tra le 3.1 e le 4.5 volte più alto rispetto ai compositi dopo 3-5 anni. In più, i vetroionomeri ad alta viscosità hanno una probabilità di prevenire la carie (ART) nei solchi e nelle fossette riesposte, tra 1 e 3 anni dopo, rispetto ai compositi fopolimerizzabili. Un trial clinico ben delineato, utilizzando uno staff odontoiatrico diversificato dovrebbe venir messo in atto per confermare questi risultati iniziali.

Fonte: Caries-preventive effect of a one-time application of composite resin and glass ionomer sealants after 5 years.

Beiruti N, Frencken JE, van't Hof MA, Taifour D, van Palenstein Helderman WH.

I limiti della chirurgia mini-invasiva

Carlo Maiorana, Direttore della Scuola di Specializzazione in Chirurgia Odontostomatologica dell'Università degli Studi di Milano, nonché Responsabile del Reparto di Implantologia della Clinica Odontoiatrica presso il Policlinico di Milano, spiega perché la chirurgia piezoelettrica e le altre tecniche micro-invasive, seppur meno traumatiche per il paziente, lasciando un minor campo visivo all'operatore, andrebbero condotte solo da mani esperte.

Istituto Curie: ipnosi al posto dell’anestesia

Dentist standing behind dentist's chair

L'Istituto Curie di Parigi ha dichiarato di voler utilizzare in alcune operazioni l'ipnosi come alternativa all'anestesia. Secondo Enrico Facco, docente di Anestesia e rianimazione del Dipartimento di neuroscienze dell'università di Padova, l'ipnosi è una tecnica efficace che però "non può sostituire completamente l'anestesia. Solo un terzo circa dei pazienti, infatti, può fare un intero intervento con questa tecnica che è legata alla capacità del paziente stesso di entrare in stato ipnotico".

Per Facco - pioniere di questo tipo di interventi - bisogna ricordare che "l'ipnosi fa leva sulle capacità soggettive del paziente, non dipende dunque dalla bravura di chi la induce. In generale, 3 o 4 pazienti su 10 riescono ad entrare in uno stato ipnotico che permette un intervento o, in odontoiatria dove viene spesso usata questa tecnica, l'estrazione di un dente. Possiamo stimare, poi, un 5-10% di persone non ipnotizzabili del tutto".

Il resto della popolazione può avere effetti analgesici minori ma, in ogni caso, "in almeno l'80% dei pazienti questa tecnica ha una grande efficacia nell'aiutare a vivere le cure con serenità, a ridurre l'ansia e l'angoscia della sala operatoria, di cure invasive o diagnosi difficili", dice l'esperto. 

Nuove opportunità con la stampa 3D

fiera

La rivoluzione della Stampa 3D è ormai in atto in tanti settori. Prepararsi professionalmente a questo cambiamento è una grande opportunità di crescita per tutti, anche e soprattutto per gli studio di odontoiatria e per i laboratori odontotecnici.

3D Printing Creative permette l'accesso a una libreria di guide professionali gratuite, nella forma di white paper, che permettano un orientamento concreto sulle soluzioni, sulle applicazioni, sullo stato dell'arte della Stampa 3D per l'odontoiatria e l'odontotecnica.

Ogni guida spiega in modo chiaro e diretto come la stampa 3D sta modificando le regole di settore permetterà di focalizzare l'attenzione sui temi che saranno sempre più determinanti in chiave lavorativa.

In tema di stampa 3D ricordiamo inoltre l'opportunità di conoscerla più da vicino all'evento 3DPrint Hub che si terrà dal 5 al 7 marzo a Milano; Qui maggiori informazioni sull'evento .

Legge sull’abusivismo: ANDI in prima linea per combattere il fenomeno

implantologia computer guidata

Dentisti

Si è da poco svolta l’Audizione alla Commissione Giustizia della Camera dei Deputati in merito alla Legge sull’Abusivismo, a cui hanno partecipato, in rappresentanza del mondo odontoiatrico, il Presidente Nazionale ANDI Gianfranco Prada, il Vicepresidente Vicario Mauro Rocchetti, il Segretario Sindacale Alberto Libero ed il Sottosegretario Aldemiro Andreoni.

Il Presidente Prada ha illustrato la portata del fenomeno ed i pericoli che l’abusivismo in ambito sanitario, ed odontoiatrico in particolare, comporta per la salute di moltissimi cittadini italiani. Sono stati ripresi e comunicati i dati del rapporto FNOMCeO-EURES anche in merito al mancato introito per l’erario a causa del fenomeno.

Il Presidente ha inoltre sostenuto la necessità di un inasprimento delle pene, con la confisca dei beni utilizzati come vero deterrente per contrastare il fenomeno.

E' inoltre intervenuto il Presidente ANTLO Maculan, il quale ha richiesto che venga reintrodotta la norma che prevede la condanna ai prestanome (interessati dall’attuale testo di legge solo per il “concorso nel reato”).

La forza della chirurgia “in diretta”

Luca Autelitano, Responsabile della Struttura di Chirurgia Malformativa e Disformica Maxillo-Facciale dell'Azienda Ospedaliera San Paolo di Milano, spiega perché la chirurgia condotta e trasmessa in diretta, format oggi sempre più adottato nei corsi di formazione e di aggiornamento professionale, ha una triplice funzione: per chi ha esperienza chirurgica, è un momento di confronto, per chi è in formazione, una guida, mentre per chi non esercita la chirurgia in senso stretto, ma ha interesse per la disciplina, una valida possibilità di visualizzare l'atto chirurgico in modo autentico.

Scuole di specializzazione: ridotte mediamente di un anno

Accordo Beatrice Lorenzin Sanità

Accordo

Scuole di specializzazione più brevi. Il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha controfirmato il decreto di riordino delle Scuole di specializzazione di Medicina già firmato nei giorni scorsi dal Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Stefania Giannini. Il provvedimento diminuisce mediamente di un anno la durata dei percorsi di studio nelle scuole di specializzazione, rendendo più aderente la normativa italiana a quella stabilita in ambito comunitario. "Questo consentirà ai giovani medici di fare prima il loro ingresso nel mondo del lavoro, rendendoli, al contempo, più competitivi all'interno dei Paesi dell'Unione Europea".

Tale riduzione riguarda circa un terzo delle scuole di specializzazione sulle 55 restanti dopo il previsto accorpamento di 5 scuole e la soppressione di quelle di Medicina aeronautica e spaziale e di Odontoiatria clinica generale.

Donne ai vertici in aumento, ma ancora non basta

Dentisti

Continua il trend di crescita della rappresentanza femminile negli Ordini provinciali dei medici. Le presidenti di Ordine sono oggi il triplo ma, in concreto, si è passati da due donne, confermate alla guida dei camici bianchi di Gorizia e Fermo, a 6.

In tutto 6 donne su 106 Ordini.

"Hanno raggiunto la piena parità di genere, sia nella composizione del consiglio sia nell’esecutivo, solo pochi Ordini: Torino, Gorizia, Vicenza, Ancona, Pistoia, Nuoro e Vibo Valentia. Quindi 7 su 106. Una rappresentanza al di sotto del 6%, sicuramente squilibrata considerando che tra i camici bianchi under 40 le donne sono oltre il 60% e, in generale, rappresentano il 40% di tutta la popolazione medica", spiega Annarita Frullini, coordinatrice Osservatorio della FNOMCeO professione medica.

Il numero ridotto di donne ai vertici della professione "è la conferma di una 'tradizione' dura da scalfire: poteri consolidati fanno fatica a far entrare nuove forze", continua Frullini. "Certo non ci sono leggi che indicano quanto devono essere rappresentate le donne negli Ordini, ma lo dice il buon senso e gli evidenti cambiamenti della società. E serve una riforma degli Ordini che contenga anche misure per elezioni che tengano conto della Costituzione e delle leggi comunitarie a favore del genere sottorappresentato".

Niente Test d’ingresso per chi proviene da altre università europee

dentistaChi ha scelto di seguire la vocazione del camice bianco iscrivendosi a un'università straniera e ora vuole trasferirsi in Italia, non dovrà sostenere il test d'ingresso per l'ammissione al primo anno. Lo ha stabilito una sentenza del Consiglio di Stato in adunanza plenaria. Secondo i giudici, "una limitazione, da parte degli Stati membri, all’accesso degli studenti provenienti da università straniere per gli anni di corso successivi al primo della Facoltà di medicina e chirurgia - riporta la sentenza - si pone in contrasto con il principio di libertà di circolazione".

Se il quiz non è dunque obbligatorio per chi vuole tornare in Italia dopo aver iniziato l'esperienza universitaria all'estero, la sentenza chiarisce che gli atenei devono effettuare "un rigido e serio controllo" sul percorso formativo degli studenti. Mentre è da escludersi "una generalizzata prassi migratoria - chiariscono i giudici - sulla base dell’indefettibile limite dei posti disponibili per il trasferimento".Da parte dell'ateneo deve esserci "il potere-dovere di concreta valutazione del 'periodo' di formazione svolto all’estero e salvo altresì il rispetto ineludibile del numero di posti disponibili per trasferimento, così come fissato dall’università stessa per ogni accademico in sede di programmazione, in relazione a ciascun anno di corso". In conclusione, le università non potranno precludere l'iscrizione a chi chiede il trasferimento da fuori al primo anno, ma devono seguire il principio del numero programmato e della verifica del percorso formativo portato avanti fino a quel momento dallo studente 'straniero'.

Un simposio su “diabete, salute orale e nutrizione”

Il prossimo 6 novembre, a Barcellona, si terrà l'ormai consueto appuntamento promosso dal Joslin Diabetes Center di Boston (USA), in collaborazione con Sunstar Foundation. Lo scorso autunno il seminario dedicato al diabete e alle malattie parodontali, "Diabetes, oral health  & nutrition", si è svolto invece a Francoforte: gli esperti del prestigioso centro diabetologico statunitense, insieme ad altri professionisti e ricercatori intervenuti al simposio, hanno spiegato lo stato dell'arte su diagnosi e cura delle due patologie a forte incidenza nei Paesi occidentali e la necessità di creare maggiori sinergie tra diabetologi e odontoiatri, affinché il diabete e la malattia parodontale, legate tra loro da un filo rosso, possano trovare le giuste risposte.

Prima visita gratuita? No, grazie!

Luigi Paglia staminali dentali punto di osservazione

Sempre di più odontoiatri e centri odontoiatrici offrono il primo consulto gratuito per attrarre nuovi pazienti trasformando un momento fondamentale come è la prima visita in un (dubbio) strumento di marketing. Anche alcune assicurazioni e fondi integrativi offrono la visita gratuita ai propri associati mettendo tutto sul conto del malcapitato medico che ha aderito alla convenzione.
La scelta della visita gratuita viene spesso giustificata con la motivazione di poter conoscere meglio il paziente o di capire le sue esigenze e di favorire "magnanimamente" il suo accesso alle cure.
Per tutti noi clinici la prima visita ha sempre rappresentato il requisito necessario per ogni successivo trattamento: viene compilata la scheda anamnestica, vengono raccolti i consensi informati, vengono prescritti gli eventuali accertamenti radiologici necessari, si pianificano tempi adatti per gli incontri successivi, si descrivono gli interventi e le procedure, viene elaborato il preventivo provvisorio e discusso con il paziente per descriverne gli aspetti clinici ed economici.
Se la visita è gratuita, l’unico modo per sostenere questo costo è convincere il paziente a sottoporsi al trattamento (anche quando, forse, non ce n’è davvero bisogno). Il dentista tenderà a ridurre i tempi della visita, per garantirsi più interventi, dedicando meno attenzione e cura a ogni singolo paziente.
E a questo punto forse la visita non è più davvero gratuita come dice la pubblicità; infatti, l’obiettivo non diventa più “educare” il paziente, fornendogli informazioni davvero utili e adeguate, ma “vendergli” un servizio. Il clinico inoltre, guadagnando esclusivamente sul trattamento, spesso si disabitua a fornire un parere davvero indipendente e “spassionato”. Il dentista non potendo dedicare al paziente il tempo necessario per fare una visita completa, accurata e personalizzata, difficilmente sarà in grado di indicare la soluzione clinica migliore e individualizzata.
Il paziente, infine, pur risparmiando pochissimi soldi sulla visita, rischia di pagare cento volte tanto sulle possibili complicanze o per interventi inutili subiti.
Per tutti questi motivi ritengo che la prima visita abbia un costo per lo studio e un prezzo per il paziente ed è convenienza di entrambi che venga pagata!
Ma allora mi chiedo: perché sempre più clinici la offrono gratuitamente?
Forse è ora di cominciare a chiedercelo anche tra di noi.
Voi cosa ne pensate?

La lettera del presidente ANDI Ginfranco Prada

I punti salienti della lettera del presidente ANDI sono impregnati di ottimismo per il futuro, ma dimostrano anche la consapevolezza che c'è ancora molto da fare: "Da qualche giorno si respira, perlomeno sotto l’aspetto delle prospettive economiche europee, una ventata di ottimismo, determinata soprattutto dalle misure intraprese dalla Banca Centrale Europea e dal nuovo rapporto di cambio dell’euro. 

Questi fattori dovrebbero favorire il nostro Paese sia in termini di esportazione dei prodotti Made in Italy che di rilancio di vari settori, dal manifatturiero al turismo (trainato anche dall’evento di Expo2015).

Ci auguriamo quindi una ripresa economica indispensabile per ridare ossigeno alle famiglie, ricreare parte della ricchezza distrutta dal perdurare della crisi, riportare, di conseguenza, pazienti disponibili ad intraprendere cure nei nostri studi odontoiatrici.

Riteniamo molto importante anche l’aspetto psicologico nella possibilità di investimento in prestazioni odontoiatriche ed è quindi fondamentale trasmettere ai pazienti ottimismo rispetto alle prospettive future.

Indipendentemente comunque dagli scenari generali che non siamo certo in grado di governare come Associazione, l’azione di ANDI per favorire l’accesso alle cure odontoiatriche e valorizzare il ruolo dell’odontoiatria prosegue in modo costante ed instancabile." Il presidente nazionale ANDI continua con queste parole : "La partecipazione di ANDI (con il suo Presidente) al Tavolo Tecnico Ministeriale per l’Odontoiatria, i cui lavori si sono per ora conclusi lo scorso 15 gennaio, ha prodotto una serie di importanti risultati utili alla professione . Stiamo organizzando gli eventi per valorizzare la nostra professionalità durante EXPO2015, sarà un’occasione unica per ribadire la valenza del ruolo medico della nostra professione (nel campo particolare dell’alimentazione) con convegni dedicati ai cittadini, coinvolgimento dei Soci per le cure ai visitatori e turisti, realizzazione di APP multilingue e tanto altro ancora. Insomma con lo slogan a noi ormai tanto caro, ribadiamo che ANDI C’E’ e, indipendentemente da ciò che accade intorno a noi, il sostegno e la vicinanza dell’Associazione sono elementi fondamentali per il nostro futuro e per un anno 2015 che ci auguriamo davvero possa essere per tutti noi ricco di nuove soddisfazioni.

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