Da tempo si considera la professione dell’odontoiatra scissa da quella del medico. Un grave errore emerso in seguito alla divisione dei corsi di laurea in Medicina e chirurgia e di Odontoiatria e protesi dentarie.
Entrambe le figure, infatti, operano in completa sinergia con l’unico obiettivo della salute del paziente, come emerso anche nel corso dell’Assemblea dei presidenti provinciali CAO, tenutasi a Roma dal 4 al 6 dicembre.
Da tempi remoti i medici guardano con scetticismo la figura dell’odontoiatra, ignorando che quest’ultimo è di per sé un medico e che può essere di primaria importanza per la vita del paziente. L’odontoiatra stesso deve, inoltre, tornare a concepire un’alta considerazione di sé e del suo operato di medico al fine di consentire un risultato ottimale alla sua attività. È ignorato da molti il fatto che l’odontoiatra possa riscontrare prima di tutti malattie preoccupanti e intervenire sul paziente preventivamente, salvandogli la vita. A tal riguardo, infatti, il presidente nazionale CAO, Giuseppe Renzo, ha ricordato come la prevenzione riguardi l’intero mondo medico e, non da ultimo, quello dell’odontoiatria. Basti pensare alla pesante incidenza dell’odontoiatra sulle diagnosi di tumore del cavo orale, patologia che miete all’anno circa 2 mila morti solo in Italia e che potrebbe essere evitata, nel 95% dei casi, se intercettata al primo stadio. Per questo sarebbe necessaria una semplice visita odontoiatrica che, operata scrupolosamente, potrebbe riscontrare casi seri e intervenire in modo sinergico con altre figure mediche, operanti in ambiti specialistici. Il futuro odontoiatra deve prendere consapevolezza di sé, del suo ruolo primario per la salute del paziente. Deve acquisire maggiore sicurezza sin dal suo percorso di studi, quando è ancora piccolo per camminare completamente da solo. Sicurezza che si conquista con la pratica, che purtroppo il nostro sistema universitario stenta a garantire. La scarsità dei tirocini rende il paziente una figura lontana per i giovani studenti, nonché futuri odontoiatri, che si trovano in seguito catapultati in un mondo nuovo senza riuscire a orientarsi. I professori dovrebbero vedere in loro la scommessa per il futuro dell’odontoiatria e non possibili concorrenti per il loro lavoro, colleghi e non rivali. In particolare, sarebbe necessario che lo stesso ambiente universitario riconoscesse loro la qualifica di ‘medico’, aprendo loro percorsi di formazione specialistici a oggi preclusi. È, infatti, assurdo che la classe di laurea LM 46 di Odontoiatria e Protesi dentarie, modellata su sei anni di formazione, alla pari di quella in Medicina e chirurgia, resti ancora limitata a due unici corsi di specializzazione, quali chirurgia orale e ortognatodonzia, precludendo ulteriori ambiti specialistici, come quello in chirurgia maxillo-facciale, di rilevante competenza odontoiatrica. Il paradosso è dettato già dal mondo universitario, ma può cambiare se il futuro odontoiatra afferma la propria figura di medico con quella sicurezza che, se altri tendono a smantellare, egli deve riprendersi.
La figura dell’odontoiatra: da semplice dentista a medico professionista
Le cause della peri-implantite
Abbiamo incontrato Bertil Friberg, Professore Associato e co-chairman presso la Clinica Brånemark. In questa intervista fa riferimento al problema delle complicanze biomeccaniche e biologiche, soffermandosi in modo particolare sulla peri-implantite, un problema causato da molti fattori, anche di matrice genetica. “Il futuro ci dirà di più”, ha spiegato, “per ora dobbiamo limitarci a parlare di fattori di rischio su basi statistiche”.
Dai denti decidui alla dentizione permanente: momenti chiave
È risaputo che esiste una differenza concettuale fra i termini “dentizione” e “dentatura”. Il secondo indica un periodo statico in cui non si verificano modificazioni in termini numerici a carico degli elementi dentari presenti in arcata. È, in altre parole, l'insieme degli elementi che compongono l'arcata stessa.
La parola “dentizione”, invece, indica il processo dinamico che porta all'eruzione in arcata degli elementi stessi. Sarà quindi corretto affermare che, fisiologicamente, si assiste ad una prima dentizione, attraverso la quale viene a formarsi la dentatura decidua, e a una seconda dentizione, che porta al completamento della dentatura permanente.
Il tutto può altresì essere inquadrato come l'alternarsi delle fasi evolutive di un unico processo di sviluppo.
Il passaggio dalla dei denti decidui (da 6 mesi a 6 anni) alla dentatura permanente (dai 12 anni in poi) comprenderà una fase mista, che copre il periodo dai 6 ai 12 anni.
Non solo. All'interno della dentizione mista, sono stati individuati e descritti dei momenti di passaggio particolarmente delicati al fine del corretto sviluppo dell'apparato stomatognatico nella sua totalità. L'odontoiatra di riferimento dovrà accompagnare il piccolo paziente in questa fase di crescita attraverso un percorso di fidelizzazione preventiva e avvelendosi naturalmente dell'alleanza terapeutica del genitore.
Queste sopracitate fasi, dalla rilevanza clinica così marcata, sono fondamentalmente tre:
- prima fase di permuta (6-8 anni): rappresenta il passaggio dalla dentatura decidua alla dentizione mista vera e propria; prevede la graduale esfoliazione degli incisivi decidui e comprende, in contemporanea, l'eruzione dei primi molari e degli incisivi centrali e laterali.
- periodo intertransizionale (8-10 anni): è un momento di fisiologico arresto dello sviluppo dentale; rappresenta, in un certo senso, un checkpoint evolutivo, importantissimo per lo sviluppo delle basi ossee (aumento della distanza intercanina) e per la maturazione delle gemme dei denti permanenti prossimi all'eruzione. In questo momento saranno presenti in arcata incisivi e primi molari permanenti e canini e molari decidui.
- seconda fase di permuta (10-12 anni): è appunto la fase in cui termina l'esfoliazione dei decidui e riprende l'eruzione degli elementi permanenti: canini, premolari e infine secondi molari. Non vengono chiaramente considerati i terzi molari.
Esistono, ovviamente, diverse altre classificazioni – alcune delle quali estremamente precise e raffinate – con le quali scandire la sequenza di questo periodo di sviluppo, a seconda dei testi e degli Autori. Alcune di esse si rifanno all'esfoliazione o all'eruzione di precisi elementi dentari, altre all'evoluzione dello status occlusale del soggetto. Il nostro scopo era quello di fornire una definizione operativa – seppur limitata da una certa rigidità nel distinguere le fasi – che consentisse un rapido orientamento clinico all'interno di questo periodo. Periodo la cui fisiologia dello sviluppo è, senza dubbio, molto complessa e particolarmente significativa.
Si tratta di una fase complessa ed estremamente importante per la completa formazione e maturazione dell'apparato stomatognatico, come già ampiamente illustrato in un precedente articolo.
La dentizione mista è quella fase dinamica dello sviluppo delle arcate dentarie che prevede la contestuale presenza di elementi della dentatura decidua e denti permanenti.
Dal punto di vista cronologico prevede due fasi di permuta, che vanno all'incirca dai 6 agli 8 anni e dai 10 ai 12 anni rispettivamente. Le fasi sono intervallate da un periodo definito intertransizionale, in cui non si assiste ne' all'esfoliazione di elementi decidui ne' all'eruzione di permanenti.
Sequenza eruttiva per la dentizione permanente
La sequenza eruttiva degli elementi permanenti è nota: i primi ad erompere in arcata sono i primi molari, i quali non vanno a sostituire alcun elemento della dentatura decidua. Successivamente all'esfoliazione degli incisivi decidui, erompono incisivi centrali e laterali e, in seguito, canini e premolari, con una sequenza differente a seconda dell'arcata. I secondi molari si presenteranno in arcata a 11-13 anni e completeranno la maturazione degli apici radicolari a 14-16. L'eruzione dei denti del giudizio, che avviene solitamente tra i 17 e i 21 anni, non potrà evidentemente essere contemplata nella dentizione mista.
La posizione dei germi dentari all'interno dell'osso alveolare dipende dalla sua sede embriogenetica primitiva, dal diametro e dalla posizione delle corone dei decidui e dalla dimensione della regione apicale. Da ciò dipenderanno il fisiologico riassorbimento delle radici decidue e il tragitto eruttivo dello stesso permanente.
Prima di erompere, un elemento permanente compie all'interno dell'osso alveolare un percorso che lo porta a ridosso della mucosa orale. Dato che la spinta eruttiva ha inizio al completamento della corona e contemporaneamente alla formazione delle radici, è facile immaginare l'asse maggiore dello stesso complesso radicolare come il vettore di tale propulsione.
La fase successiva è l'eruzione vera e propria. La corona si presenta in arcata e giunge gradualmente in occlusione. Il percorso del dente è mediato da diverse guide, come la lingua e le labbra, che determinano il grado di sventagliamento dell'arcata.
Bisogna poi considerare il fatto che i decidui hanno generalmente diametro mesio-distale inferiore ai permanenti che li sostituiscono, con l'eccezione dei quarti e dei quinti che, in quanto molariformi, sono ugualmente voluminosi, se non più grandi, dei premolari permanenti. Se non esistessero delle riserve di spazio, dunque, i permanenti non avrebbero modo di prendere il posto dei corrispettivi decidui. Le riserve di spazio più importanti sono le seguenti:
- formazione di diastemi tra i decidui;
- durante il periodo intertransizionale, si osserva un incremento della distanza intercanina;
- posizione eruttiva maggiormente vestibolare degli incisivi permanenti;
- Leeway space: gap mesio-distale che si forma all'esfoliazione dei molari decidui.
All'eruzione attiva si accompagna, infine, la cosiddetta eruzione passiva, ossia la retrazione del tessuto gengivale in eccesso.
Trattamento combinato parodontale e restaurativo per la riabilitazione del settore anteriore
Rachele Censi1, Virna Vavassori 2, Andrea Enrico Borgonovo3, Dino Re4
1Reparto di Parodontologia e Implantologia III, Istituto Stomatologico Italiano, Milano
2Specializzanda in Chirurgia Orale, Università di Milano, Reparto di Riabilitazione Orale, Istituto Stomatologico Italiano, Milano
3Professore a.c., Scuola di Specialità Chirurgia Orale, Reparto di Riabilitazione Orale, Istituto Stomatologico Italiano, Milano 4Professore, direttore del Reparto di Riabilitazione Orale, Istituto Stomatologico Italiano, Milano
Riassunto
Il caso clinico descrive un approccio inter-disciplinare di successo per il trattamento dei settori anteriori compromessi dal punto di vista estetico. In una prima fase è stato effettuato un intervento di chirurgia plastica parodontale per trattare le recessioni gengivali e in seguito, una volta ottenuta la completa guarigione dei tessuti gengivali, si è proceduto con la cementazione di sei faccette in disilicato di litio sui denti anteriori. Il disilicato di litio è una ceramica che presenta ottime caratteristiche estetiche e ha la proprietà di consentire il passaggio della luce senza creare riflessi innaturali. L’aspetto naturale dei denti ricreato con le faccette e il ripristino della corretta architettura dei tessuti gengivali hanno consentito di riabilitare con successo il settore anteriore del mascellare superiore della paziente, regalandole un sorriso naturale e piacevole.
Summary
Periodontal and restorative combined approach for the rehabilitation of an esthetic area
This clinical report describes a successful inter-disciplinary approach for the treatment of an esthetically compromised dentition. In a first phase, the periodontal plastic surgery was performed for root coverage. Once complete healing of soft tissues was obtained, six lithium disilicate veneers were placed over the anterior maxillary teeth. The lithium disilicate is a glass-based ceramic that presents excellent aesthetics and has the property to allow the passage of light without creating unnatural reflections. This feature has made possible to recreate a natural aspect of teeth that in combination with the harmonic architecture of soft tissue has permitted to obtain a beautiful and pleasant smile.
Quando si esegue una riabilitazione globale della bocca per soddisfare le esigenze estetiche dei pazienti che richiedono un sorriso più bello, attraente e armonico, spesso risulta necessario, per il clinico, effettuare un approccio multidisciplinare.
Tale approccio prevede non solo il cambiamento dell’aspetto morfologico degli elementi dentari, ma anche il ripristino di una corretta architettura gengivale affinché si crei una perfetta armonia tra denti e tessuti molli.
Caso clinico
Una paziente di sesso femminile, C. C., di 45 anni, si è presentata alla nostra attenzione richiedendo la sostituzione dei vecchi restauri a livello del settore frontale mascellare e lamentando l’eccessiva lunghezza di tali elementi dovuta alla presenza di recessioni gengivali (Figura 1).
Come prima fase, si è deciso di correggere l’architettura dei tessuti gengivali intervenendo chirurgicamente con un lembo avanzato coronalmente secondo Zucchelli e De Sanctis.
Previa anestesia locale (mepivacaina 2% con adrenalina 1:100.000) è stato disegnato un lembo con incisioni paramarginali oblique nello spazio interprossimale che sono state poi raccordate con incisioni intrasulculari a livello degli elementi dentari compresi tra 13 e 23 (Figura 2).
Le incisioni paramarginali, che hanno il significato di definire le papille chirurgiche, sono state effettuate in modo che convergessero tutte a livello dell’asse di rotazione del lembo, ossia in corrispondenza dei canini.
In seguito si è proceduto con l’elevazione del lembo secondo uno spessore misto: parziale al di sotto delle papille chirurgiche, totale apicalmente alla recessione al fine di esporre 3 mm di osso e di nuovo parziale, profondo e poi superficiale per liberare dalle tensioni muscolari.
Una volta mobilizzato il lembo, le superfici radicolari esposte sono state condizionate meccanicamente e si è proceduto con la disepitelizzazione delle papille chirurgiche (Figura 3).
Il lembo è stato poi avanzato e posizionato in corrispondenza della giunzione amelo-cementezia (CEJ).
Per stabilizzare il lembo sono state date suture a materassaio e, in aggiunta, è stata effettuata una sutura a U in mucosa alveolare per ridurre la tensione muscolare data dal labbro superiore (Figura 4).
La paziente è stata visitata nelle settimane successive per controllare la corretta guarigione dei tessuti gengivali (Figura 5) e sei mesi dopo la fase chirurgica, quando la guarigione dei tessuti è risultata completata, si è deciso di procedere con la riabilitazione degli elementi dentari.
Per il caso proposto, sono stati realizzati dei restauri indiretti, quali le faccette in disilicato di litio, che permettono un approccio poco invasivo ma con risultati altamente estetici. Gli incisivi e i canini superiori sono stati pertanto preparati e, in seguito, sono state cementate adesivamente sei faccette in disilicato di litio (Figure 6-10).
Corrispondenza
Rachele Censi
Viale Piave, 21
20129 Milano
rachelecensi@gmail.com
Calderone: risparmio previdenziale e misure agevolate
“L’utilizzo del risparmio previdenziale da parte delle casse di previdenza, rivolto allo sviluppo e al sostegno dei propri iscritti oltre che all’economia reale, potrebbe trovare ulteriore impulso ove fossero adottate misure agevolative nella tassazione del risparmio previdenziale, rispetto alla tassazione prevista per risparmi di altro genere”. Lo ha dichiarato Marina Calderone, presidente del Comitato unitario delle professioni (Cup) nel corso dell’audizione presso la bicamerale di controllo sull’attività degli enti gestori forme di previdenza obbligatorie.
“Come è stato autorevolmente sostenuto, infatti, nella generalità dei Paesi comunitari - spiega Calderone - il regime di tassazione del risparmio previdenziale è più favorevole di quello riconosciuto in Italia”.
“Eppure, a opera del decreto legge 13 agosto 2011 n. 138, la tassazione dei redditi di natura finanziaria delle Casse di previdenza – avverte – è stata elevata dal 12,5% al 20% per poi essere ulteriormente elevata, seppur provvisoriamente, addirittura al 26% dal decreto legge 24 aprile 2014 n.66″.
“In quest’ultima circostanza, l’impegno del legislatore è stato quello di prevedere un’armonizzazione, a decorrere dal 2015, della disciplina di tassazione dei redditi di natura finanziaria con quella relativa alle forme pensionistiche complementari”, ricorda.
“In tal senso, il Cup ha colto l’occasione - insiste Calderone - per rivolgere l’auspicio che all’interno della prossima legge di stabilità non siano contenute norme che, come appare, stabilizzino tale regime al 26%, in assoluta controtendenza con i più evoluti e diffusi modelli di tassazione che esentano la fase di accantonamento dei contributi, esentano la fase di accumulazione durante la quale i contributi versati fruttano un rendimento, tassano la sola fase di percezione del reddito da pensione”.
Secondo Calderone, “le minori uscite, derivanti dall’applicazione di un regime di tassazione più razionale e favorevole, potrebbero ben essere canalizzate dalle casse di previdenza verso le citate misure a sostegno degli iscritti, con vantaggio indiretto da parte delle finanze pubbliche”.
Proposta Renzo: attrezzature degli abusivi per curare gratis

Confiscare gli studi dei falsi dentisti e affidarne la gestione ad associazioni accreditate che organizzino cure gratuite per le persone che ne hanno più bisogno. Il tutto in collaborazione con i dentisti certificati. Ė la proposta di Giuseppe Renzo, presidente nazionale della Commissione albo degli odontoiatri (Cao) - Federazione nazionale degli ordini dei medici e degli odontoiatri, in risposta al fenomeno dell’abusivismo. Gli “illegali” stimati sono circa 15mila su 60mila iscritti regolarmente all’albo.
Renzo spiega che oggi, all’abusivo, scoperto in flagranza di reato “nella maggior parte dei casi viene sequestrata l’attrezzatura solo temporaneamente. Dopo pochi mesi tutto torna in possesso dell’abusivo che, così, può ricominciare a lavorare. Se invece si utilizzasse la confisca si eviterebbe il pericolo di reiterare il reato e, in più, ci sarebbero strumenti per curare chi non ha risorse. La Cao è disponibile a fornire i professionisti per garantire le cure solidali attraverso l’utilizzo delle attrezzature confiscate”.
A favorire l’abusivismo, secondo Renzo, sono infatti anche le sanzioni irrisorie che rendono l’investimento dei falsi professionisti conveniente: esercitare senza averne il diritto “costa poco” anche se si viene scoperti: l’articolo 348 del Codice penale prevede una multa che va da 103 a 516 euro o la reclusione sino a sei mesi. “Considerando gli incassi esentasse possibili - aggiunge Renzo - il rischio della multa non spaventa i truffatori: essere scoperti a vendere palloncini a una fiera senza permesso costa molto più caro, fino a 5 mila euro. Ed è assurdo visto che un falso dentista può provocare danni alla salute enormi oltre a sottrarre risorse consistenti allo Stato non pagando le tasse”.
Oral Science PhD Day: una giornata per la ricerca

Diagnosi precoce del orale grazie a un test della saliva. Innovativi software per riprodurre modelli perfetti dell’anatomia dentale. Studi su nuovi tessuti e tecniche di rigenerazione. Sono alcuni dei trenta lavori scientifici presentati a Roma per il primo “Oral Science PhD Day” presso l’Università Sapienza.
“Il mondo dell’odontoiatria è molto cresciuto negli ultimi trent’anni – ha dichiarato Eugenio Gaudio, Rettore della Sapienza – da un esame complementare di Medicina è diventato un corso di laurea importante che forma giovani di qualità. Questa giornata è importante perché il dottorato di ricerca è decisivo per la formazione dei giovani più brillanti. Oggi qui passa la futura classe dirigente dell’odontoiatria nei prossimi anni”.
“Ė una giornata – ha dichiarato Antonella Polimeni, che presiede il Collegio dei docenti di discipline odontostomatologiche – che vuole celebrare i dottorati di ricerca in ambito odontostomatologico e raccoglie il meglio della ricerca dei nostri giovani. Ė la ricerca di terzo livello, quella più alta. Molte delle scuole presenti fanno parte di network internazionali”.
Eugenio Gaudio: numero chiuso per formare i futuri laureati

“Ė difficile stravolgere il sistema di accesso alle Facoltà di medicina. Si può migliorarlo e renderlo sempre più aderente alle necessità dei giovani. Ma due punti sono importanti: il numero programmato e il reclutamento. Senza il primo non formiamo nuovi medici, e solo con il numero programmato è possibile calibrare la formazione e dare a tutti la possibilità di imparare sul campo. Poi c’è il reclutamento, che deve essere fatto in maniera efficace ed efficiente”.
Ad affermarlo è stato Eugenio Gaudio, Rettore dell’Università Sapienza di Roma, a margine del primo “Oral Science Phd Day” alla Sapienza.
“In passato sul reclutamento degli studenti sono stati fatti molti errori procedurali che hanno inficiato questa fase, con ricorsi e ammissioni in soprannumero. Mi auguro che questo sia superato nell’interesse dei futuri medici e dei pazienti”.
“Indicazioni per un uso consapevole della CBCT in odontoiatria”
È il titolo dell’aggiornamento monografico presente nel prossimo numero (gennaio 2015) de “Il Dentista Moderno”. Giovanna Perrotti, Responsabile del Reparto di Ortodonzia e Odontoiatria Infantile presso l’I.R.C.C.S. Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano, coautrice, insieme a Massimiliano Politi (specializzando in Ortognatodonzia presso Università degli Studi di Milano) e Roberto Ludovico Weinstein (Direttore della Clinica Odontoiatrica presso l’I.R.C.C.S. Istituto Ortopedico Galeazzi - Università degli Studi di Milano) della pubblicazione, spiega con quale spirito l’odontoiatra dovrebbe avvicinarsi alla Cone Beam Computed Tomography (CBCT), “un mondo affascinante e coinvolgente”, afferma, “ma che richiede conoscenze approfondite”, le cui basi sono contenute proprio in questo aggiornamento monografico che spiega quando e come avvalersi dell’esame volumetrico in tutte le branche dell’odontoiatria.
XI Edizione Sanit: l’importanza della prevenzione

Si è recentemente tenuta l’XI° edizione di SANIT, il Forum Internazionale della Salute, presso il Palazzo dei Congressi dell’EUR a Roma. Tema centrale della manifestazione di quest’anno è stato la prevenzione attraverso la promozione della salute e degli stili di vita.
“Anche questa volta - ha dichiarato il Presidente di ANDI Roma Sabrina Santaniello - ANDI Roma grazie alla partecipazione di ANDI nazionale e della Fondazione ANDI Onlus ha potuto dare il suo contributo all’interno di una manifestazione importante come quella del SANIT. Essere presenti è fondamentale per ricordare alla cittadinanza che gli odontoiatri sono vicini alle problematiche relative alla salute del cittadino e soprattutto per sottolineare che per prevenire patologie come il carcinoma orale è importante la prevenzione. Attraverso una semplice visita odontoiatrica infatti effettuata da esperti professionisti, si può diagnosticare e curare la patologia che se presa in tempo può portare alla guarigione in un’elevata percentuale di casi. Per questo ringrazio i colleghi del SUMAI e della SIMO che ci hanno supportato per i check up gratuiti in queste due giornate”.
“Con la nostra odontoambulanza completa di ogni dotazione che ci vede presente in questa manifestazione - ha spiegato Giulia Rosati di SIMO Giovani - trattiamo le fasce più deboli inoltre ci spostiamo per visite gratuite di prevenzione anche nelle scuole, le R.S.A occupandoci di disabili e anziani, compresa la prevenzione ed assistenza ai pazienti che non potrebbero recarsi in uno studio odontoiatrico come ad esempio i detenuti del carcere di Rebibbia.”
Endgame del tabacco in Italia
24 società scientifiche e professionali di Sanità pubblica italiane hanno elaborato il Manifesto per l’endgame del tabacco in Italia, al fine di promuovere un programma graduale di interventi efficaci per ridurre l’uso di tabacco e arrivare in 25 anni all’eradicazione del tabagismo (meno del 5% di fumatori).
Fondazione ISI e ISI, sensibili alle tematiche fumo e salute orale e generale del paziente, hanno deciso di aderire a questa importante iniziativa che avrà valenza e risonanza nazionale.
Le società scientifiche di Sanità Pubblica italiane che hanno promosso questo Manifesto chiamano le istituzioni interessate, prime fra tutte il Ministero della salute, il Ministero dell’economia e finanze, il Ministero delle politiche agricole, il Ministero dello sviluppo economico, oltre che la Presidenza del Consiglio, a un confronto sulla strategia per l’endgame in Italia, e si dichiarano fin d’ora disponibili a ogni collaborazione al fine di una sua rapida definizione.
Per aderire all'iniziativa: www.tobaccoendgame.it
Professionisti italiani: lavoro per passione
“I professionisti fanno questo lavoro per passione. Ė un desiderio a cui hanno dato realtà”. Così Giuseppe Roma, senior advisor Censis, con Labitalia, sulla ricerca sui professionisti italiani condotta dall’Istituto di ricerca insieme all’Adepp.
“Solo il 4% ha ereditato lo studio dai genitori - continua Roma - e quindi si smentisce totalmente l’ereditarietà. In più hanno subito nella crisi dei colpi durissimi”.
“Oltre il 40% - sottolinea - ha diminuito il suo fatturato e nonostante questo ha fiducia nel futuro e nei prossimi anni. Quindi è una categoria molto importante per la nostra economia, 2 milioni e 200 mila professionisti, e sono per il 25% in possesso di titolo di studio di dottorato o di specializzazione”.
L’80% vota per gli impianti ruvidi!
Impianti e “perimplantite”, quali superfici preferite adoperare? Questa la domanda che ha aperto il secondo sondaggio de Il dentista moderno sulla nostra pagina Facebook. Sembra evidente che nonostante il maggior riscontro di perimplantite negli ultimi anni, la fiducia degli odontoiatri continui a essere riposta negli impianti a superficie ruvida; quasi l’80% adopera nella propria professione questo tipo di superficie.
Vi invitiamo a rimanere sempre aggiornati cliccando mi piace alla nostra pagina Facebook:
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Il professor Damaso Caprioglio è Life Member
Con grande felicità il professor Enrico Spinas, presidente della Società Italiana di Traumatologia Dentale (SITD), ha comunicato ai soci che il professor Damaso Caprioglio è stato insignito dall’ International Association of Dental Traumatology del titolo di “Life Member”.
Tale titolo è attribuito a pochissimi soci e personalità nell’ambito della traumatologia dentaria mondiale.
Pochi mesi fa al Congresso Nazionale SITD di Cagliari il professore aveva ricevuto proprio dal professor Spinas il prestigioso riconoscimento per la sua carriera.
Hi tech fa rima con…
La tecnologia sta prendendo sempre più piede sia nella fase organizzativa sia in quella prettamente esecutiva della professione odontoiatrica. La programmazione dell’attività clinica con agende cartacee, la gestione delle immagini su supporti analogici, lo scambio di informazioni telefoniche tra odontoiatra e odontotecnico sembrano oggi per molti odontoiatri delle realtà che appartengono a un passato molto lontano. Computer, software, immagini digitali solo per fare alcuni esempi hanno invaso con prepotenza il nostro quotidiano e viene spontaneo chiedersi perché.
Hi tech fa sicuramente rima con studio qualificato, con un approccio moderno che spesso ben si coniuga alle esigenze moderne dei pazienti, fa “virtuale” e quindi ben accetto. In altre parole Hi Tech è anche moda o tendenza come si dice oggi e in un mondo dove apparire spesso è più importante di essere, dove il contenitore ha valore uguale o superiore al contenuto, lo sfoggio di Hi Tech è sicuramente un arma mediatica che bene si può spendere con il paziente. Dobbiamo però sempre chiederci quale sia il limite del marketing (assolutamente legittimo e auspicabile) con le sue precise regole e dove realmente inizi il vantaggio per il professionista. Il vantaggio per l’odontoiatra deve poi necessariamente collimare con quello del paziente e anche qui ci sarebbe molto da discutere. Ma forse questa storia è proprio iniziata così…
Oggi però Hi Tech fa rima anche con altri e più importanti aspetti, con una rivoluzione nel nostro modo di pensare e di agire nella nostra professione, questo è il reale motore che ha portato ad un cambiamento e che porterà a uno stravolgimento della nostra attività quotidiana. Ma è vera questa affermazione?
Pensiamo solo a cosa comporta la possibilità di realizzare un’impronta ottica digitale. L’impronta classica, a cui noi tutti siamo abituati, ci permette di evidenziare eventuali errori – spessori della preparazione, altezze, angolazioni, sottosquadri ecc. solo quando l’odontotecnico ha sviluppato il modello. Il paziente non è più in poltrona, i giorni sono passati, i costi e i disappunti aumentati. L’impronta ottica ci permette di verificare immediatamente la correttezza dell’immagine e ci permette anche di eseguire correzioni tempestive. L’impronta ottica può essere archiviata e molto meglio di quanto possa fare una gipsoteca può essere impiegata in futuro per altre ricostruzioni sul paziente oppure per dimostrare la correttezza dei nostri interventi. Se il sistema d’impronta è inoltre abbinato a un fresatore – in un prossimo futuro ad una stampante - l’odontoiatra può realizzare interventi chairside. E il vantaggio? Basti pensare a una ricostruzione di un primo molare inferiore vitale e potere assicurare al paziente un’unica anestesia tronculare anziché due appuntamenti con rispettive anestesie.
Questo non è certamente l’unico esempio di penetrazione Hi Tech nella nostra pratica quotidiana, si pensi alla realizzazione di dime diagnostiche o chirurgiche, di 3D imaging, di Digital smile Design solo per fare alcuni esempi. Qual è il minimo comune denominatore? Qualità, efficienza, efficacia per ottimizzare costi e tempi. Forse è proprio questa una soluzione percorribile che stiamo cercando di trovare insieme allo sforzo delle aziende per rivitalizzare una professione che mostra segni di sofferenza. Il contenimento dei costi e dei tempi senza rinunciare alla qualità è il leitmotiv della rivoluzione Hi Tech.
Nuova polizza sanitaria ENPAM 2015
Dal primo gennaio parte la nuova polizza sanitaria per gli iscritti e i pensionati Enpam, che potranno aderire senza limiti di età, con la possibilità di estendere le garanzie al solo coniuge o a tutti i componenti del nucleo familiare. Grande attenzione è stata riservata alle donne medico, a cui è assicurata l’assistenza alla maternità – prevista anche per le mogli degli iscritti che diventano papà – alla medicina preventiva e alla non autosufficienza. Le indicazioni e i moduli per sottoscrivere la nuova polizza sanitaria saranno online a partire dal 19 dicembre sul sito Enpam.


























