Quali materiali in protesi fissa oggi?

Cementazione
Le procedure di cementazione dei materiali ceramici disponibili possono ovviamente essere di tipo adesivo o non adesivo50,51. La cementazione adesiva implica l’utilizzo di un agente che migliori il legame del materiale protesico al tessuto dentale di supporto, ottenendo una combinazione di legame di tipo chimico e di interazione micromeccanica. La cementazione non adesiva o convenzionale implica la sola presenza di un sigillo dello spazio tra il restauro e il substrato e in pratica fa affidamento solo sulla ritenzione meccanica del restauro e su quella micromeccanica dovuta all’interazione tra cemento e superfici del restauro e del substrato. È ovvio che a secondo delle situazioni le due procedure non siano equivalenti, ma funzionali a una serie di parametri (tipo di ceramica, morfologia della preparazione, possibilità di isolamento del campo nel momento della cementazione). Vi sono situazioni nelle quali ceramiche ad alta resistenza non necessitano ovviamente di un legame ulteriore di tipo chimico; tuttavia la possibilità di una cementazione adesiva anche per un materiale quale la zirconia sarebbe senz’altro vantaggiosa in condizioni di scarsa o assente ritenzione meccanica. Inoltre idealmente la presenza di un legame di tipo chimico tra restauro e substrato dovrebbe migliorare la resistenza a lungo termine alla fatica e alle infiltrazioni nell’ambiente orale. Se per la cementazione adesiva delle ceramiche a base di silice esistono procedure in linea di principio definite e univocamente accettate che consentono con prevedibilità l’ottenimento di un forte legame basato sull’adesione chimica tra cemento e ceramica tramite silanizzazione e sulla microritenzione meccanica creata dall’irruvidimento superficiale, più complessa è la situazione per le ceramiche ad alta resistenza. In particolare, per la zirconia sostanzialmente l’adesione chimica previa silanizzazione non è realizzabile e il trattamento con i mordenzanti convenzionalmente usati su ceramica non è in grado di creare un sufficiente irruvidimento. Numerosi trattamenti sono stati proposti, dalla silicatizzazione all’utilizzo di sabbiatrici per irruvidire la superficie interna del restauro, ma vi sono molte controversie al riguardo per il rischio che quelli eccessivamente aggressivi possano determinare l’iniziazione di crepe nella struttura del restauro. Attualmente non vi è univocità nelle raccomandazioni cliniche sulla cementazione di zirconia; sono considerate indispensabili un’accurata detersione del restauro52, che risulta essere meglio ottenuta tramite una sabbiatura a bassa pressione piuttosto che con l’utilizzo di decontaminanti chimici o mordenzanti. Test in vitro suggeriscono un aumento della resistenza con l’utilizzo di primer specifici53, ma in ogni caso i principi di ritenzione meccanica convenzionali devono essere ben rispettati. Tornando alle ceramiche mordenzabili, fatti salvi alcuni principi fondamentali è essenziale il rispetto delle prescrizioni fornite dai produttori dei materiali e dei cementi, in particolar modo relativamente alla durata del trattamento con mordenzante, alla concentrazione dello stesso e a ogni successiva fase.

Abutment implantari:

criteri di scelta
Tralasciando l’utilizzo di impianti interamente ceramici, per quanto riguarda le strutture di connessione tra corone o ponti e impianti sono ormai disponibili da molti anni monconi interamente in ceramica o in ceramica con base in metallo. La presenza di una porzione transmucosa non metallica dovrebbe teoricamente agevolare il raggiungimento di una migliore integrazione estetica del restauro a supporto implantare. In realtà vi sono situazioni nelle quali non è possibile distinguere clinicamente tra la presenza di un moncone di tipo metallico e uno ceramico: è il caso, per esempio, dei settori posteriori dove la prudenza sconsiglia l’utilizzo di monconi in ceramica con certamente rischi aumentati di cedimento della struttura rispetto ai tradizionali monconi metallici, ed è anche il caso dei pazienti con biotipo parodontale spesso e/o linea del sorriso bassa. Certamente nelle situazioni cliniche del settore estetico, linea del sorriso alta o biotipo sottile, la possibilità di ottenere una miglior integrazione estetica può superare i rischi associati a fratture della struttura o allentamenti delle viti. In tema di evidenze scientifiche attualmente i monconi in zirconia hanno mostrato risultati sovrapponibili a quelli metallici fino a 36 mesi di distanza54-56.

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8. Paziente adulta affetta da parodontite cronica grave estesa a tutti gli elementi delle due arcate. In particolar modo sono presenti lesioni di grado 3 a carico delle forcazioni di tutti i molari. Situazione clinica iniziale.

Materiali compositi
L’utilizzo di materiali compositi a fini protesici (restauri indiretti di corone e ponti) appare controverso fondamentalmente dal punto di vista della resistenza all’abrasione di natura occlusale e per quanto riguarda la mantenibilità di superfici adeguatamente lucide e non ritentive per la placca batterica nel lungo periodo, in particolar modo in presenza di spessori sottili. Per quanto riguarda la realizzazione di corone singole in polimeri in antagonismo a dentatura naturale, attualmente i risultati clinici non consentono di classificare questo tipo di restauri come a lungo termine, in particolar modo per l’entità di abrasione rilevata. Diverso il problema per restauri in polimeri in antagonismo tra di loro, come nel caso di riabilitazioni supportate da impianti in pazienti edentuli trattati con protesi fissa. I materiali compositi presentano caratteristiche molto interessanti e probabilmente lo sviluppo della scienza porterà a nuovi sviluppi di interesse odontoiatrico nei prossimi anni7,8,28.

Esempi di applicazioni

A scopo dimostrativo dei concetti espressi sono esposti 4 trattamenti protesici estesi, ognuno realizzato con i differenti materiali di cui si è trattato e sulla base dei criteri di scelta razionali descritti. Per ragioni di sintesi saranno descritte solo le fasi protesiche più significative di ciascun trattamento.

9. Esame radiografico iniziale.
10. Situazione clinica al momento delle impronte definitive. Dopo valutazione complessiva delle varie alternative e considerando il progressivo peggioramento riscontrato nonostante mantenimento trimestrale è stato sviluppato un programma mirante alla eliminazione degli elementi con prognosi parodontale infausta, unitamente a protesizzazione e chirurgia osteoresettiva con preservazione delle fibre degli elementi giudicati mantenibili.

Quali materiali in protesi fissa oggi? - Ultima modifica: 2012-12-05T11:09:19+00:00 da Redazione

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