Quali materiali in protesi fissa oggi?

Ceramiche policristalline
Le stesse considerazioni fatte per le ceramiche vetrose valgono per le policristalline: alcuni materiali sono tuttora disponibili, ma praticamente obsoleti. La zirconia a parità di caratteristiche estetiche e situazioni di applicazione ha largamente soppiantato altri materiali quali l’allumina per superiorità meccanica. Tuttavia, il settore è ancorain fase di evoluzione e le tipologie di materiali sono soggette a possibili rapidi cambiamenti. Lo stesso termine zirconia in realtà è applicato indistintamente a differenti materiali, e le stesse modalità di lavorazione sono molto diverse e tali da influire sulle caratteristiche strutturali del materiale. Attualmente, pur con tutte le considerazioni fatte, è comunque la zirconia il materiale più frequentemente oggetto di comparazione con la metallo ceramica ed è quello che più comunemente viene considerato come sua valida alternativa, con lo stesso range di applicazioni riconosciuto alla metallo ceramica. Convenzionalmente la zirconia viene annoverata tra i materiali definiti come metal free sebbene lo zirconio come elemento sia a tutti gli effetti un metallo in natura. Il comportamento meccanico caratteristico della zirconia (ossido di zirconio) tipico dei materiali ceramici è alla base di questa convenzione.

Materiali compositi
Fra i materiali metal free non è possibile non considerare i polimeri, sebbene i risultati disponibili in letteratura siano molto contrastanti. Sono stati considerati e applicati vari tipi di polimeri per restauri protesici fissi, ma la stabilità a lungo termine nell’ambiente orale appare ancora problematica, in particolar modo la resistenza all’abrasione di corone integrali è risultata molto complessa28. Considerando più in generale il contesto della ricerca e sviluppo dei materiali polimerici e plastici in campo industriale, è verosimile che in un futuro anche prossimo vi possano essere ricadute applicative importanti in ambito biomedico e specificatamente protesico.

Considerazioni sui metodi di lavorazione

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Attualmente parlando di metal free e di alternative alla metallo ceramica uno dei possibili rischi è quello di identificare il termine metal free con la tecnologia CAD/CAM. Banalmente non tutta la protesi metal free è realizzata con tecnologia CAD/CAM, e non tutta la produzione CAD/CAM è realizzata con materiali metal free. Esempi molto semplici sono costituiti dalla pressofusione di corone in disilicato di litio da un lato e dalla fresatura di strutture in metallo dall’altro. Neppure il materiale zirconio può essere considerato sinonimo di CAD/CAM; sono infatti disponibili sistemi meccanici di fresatura per la realizzazione di protesi in zirconia che non prevedono alcuna fase di digitalizzazione. Infine, nemmeno il termine CAD/CAM può essere considerato in ambito odontoiatrico sinonimo di protesi, essendo associabile anche alla programmazione e alla realizzazione chirurgica implantare. Occorre pertanto essere molto precisi nell’indicazione del materiale e della tecnica di lavorazione prevista. Per il raggiungimento dei migliori risultati possibili in fase di programmazione la scelta dei materiali e delle tecniche di lavorazione deve comprendere clinico e tecnico. Quando non sia possibile coinvolgerlo fin dalle prime fasi, il laboratorio ovviamente potrà e dovrà verificare che quanto prescritto sia corrispondente al reale campo di applicazione dei materiali. Sostanzialmente i metodi di lavorazione con cui sono attualmente realizzati i principali tipi di restauri protesici fissi sono: fusione/stratificazione, fresaggio, pressofusione. Altre metodiche (per esempio, sinterizzazione) sono disponibili sul mercato ma al momento la loro diffusione è molto limitata.

Materiali stratificati vs materiali monolitici

Storicamente l’utilizzo di ceramiche è associato alla tecnica di stratificazione. Tale metodica è stata inizialmente presa dal campo della metallo ceramica e trasportata di pari passo in quello delle ceramiche integrali. La realizzazione di un core in materiale fresabile o pressofuso è comunemente associata alla stratificazione con ceramica feldspatica. La riproposizione di questo approccio dalla metallo ceramica alle ceramiche integrali è stata fonte di problemi da un lato e di soluzioni dall’altro. A fronte di fallimenti iniziali associati alla realizzazione di core privi di adeguato sostegno del materiale stratificato la riproposizione delle forme di sostegno tipiche del metallo ha consentito migliori risultati. Allo stesso tempo la riproposizione dei concetti di stratificazione su metallo con la zirconia ha posto problemi inizialmente non considerati legati alle caratteristiche termiche della zirconia, notevolmente differenti da quelle delle leghe per protesi29. Le caratteristiche estetiche e funzionali dei materiali più recenti hanno reso possibile l’utilizzo di restauri protesici monolitici,attualmente realizzabili sia con disilicato di litio che con zirconia (Figure 4 e 5).

4. Corona in zirconia monolitica, caratterizzata per pittura.
5. Particolare della corona che mostra la relativa translucenza.

L’assenza di metallo rende possibile la realizzazione di restauri con caratteristiche estetiche accettabili in condizioni non ad alta valenza estetica (settori posteriori), privi degli svantaggi propri dei materiali stratificati (rischi di chipping e delaminazione). La caratterizzazione superficiale dei materiali per pittura aiuta il miglioramento dell’integrazione estetica, seppur sia destinata nel tempo a perdersi in parte. Concettualmente è possibile prevedere in futuro la realizzazione di restauri monolitici da strutture grezze con caratteristiche estetiche intrinseche differenziate nelle varie aree funzionali ed estetiche del dente che riducano la necessità di pittura superficiale con i limiti associati. Se la letteratura clinica al riguardo è tuttora pressoché inesistente30 sono disponibili alcune valutazioni di laboratorio che per comparazione con altri materiali già in uso mostrano interessanti valori di resistenza a condizioni di simulazione della fatica meccanica a cui è esposta una corona nell’ambiente orale, ad esempio per disilicato di litio monolitico31, dati interessanti con tutte le fortissime limitazioni intrinseche proprie della ricerca in vitro nella misura in cui non è ancora stata validata da adeguati studi clinici. A parte le valutazioni sulla resistenza a carichi ciclici, uno degli aspetti più delicati di restauri monolitici appare essere l’abrasività di strutture monolitiche costruite con materiali con durezza molto superiore a quella dei tessuti duri dentali; ovviamente la zirconia sotto questo profilo è il materiale sotto osservazione in questo momento. I pochi dati disponibili sembrano essere promettenti: apparentemente corone di zirconia monolitica adeguatamente lucidate sembrerebbero avere capacità abrasiva inferiore rispetto alla ceramica feldspatica32, sempre con tutte le cautele del caso essendo ancora una volta di fronte a studi esclusivamente in vitro, con condizioni sperimentali che per quanto accurate possono essere molto lontane dalle reali condizioni di utilizzo clinico. Inoltre, vista la variabilità enorme dei materiali disponibili anche all’interno della stessa categoria, le scarse conclusioni relative a un tipo di materiale non possono ovviamente essere estese a un materiale di diversa qualità. Sorprendentemente di fronte alla quasi totale assenza di informazioni scientifiche, corone monolitiche in zirconia sono commercialmente proposte per pazienti bruxisti, una scelta che se può eventualmente salvare la prognosi del restauro potrebbe tuttavia essere altamente demolitiva per elementi antagonisti naturali già abrasi, come ci si aspetterebbe di trovare in questa categoria di pazienti.

Quali materiali in protesi fissa oggi? - Ultima modifica: 2012-12-05T11:09:19+00:00 da Redazione

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