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11. Artrocentesi: si notano due cannule per afflusso e deflusso del lavaggio che si esegue nel compartimento superiore dell’ATM.

Riassunto
La incoordinazione condilo discale o Internal Derangement (ID) è una delle patologie più frequenti dell’articolazione temporo-mandibolare. In questa patologia possiamo includere click lock, osteoartrosi e lussazione della mandibola. Con la terminologia ID si intende la completa perdita dei fisiologici rapporti articolari tra il disco, il condilo e la fossa glenoide del temporale durante i movimenti funzionali della mandibola38-41. Il meccanismo eziologico sembra rappresentato da fattori quali sollecitazioni meccaniche che con risposte disadattive portano alla patogenesi delle DTM. Sollecitazioni meccaniche che superano la tolleranza dei tessuti articolari portano a danni meccanici diretti, con infiammazione e ipossia-riperfusione. Quando la terapia conservativa non riesce a risolvere la sintomatologia ed esiste un’alterazione funzionale irreversibile si dovrebbe ricorrere alle varie terapie chirurgiche intra-articolari che hanno dimostrato nel tempo di raggiungere risultati soddisfacenti anche se la letteratura alcune volte presenta pareri contrastanti. Il ruolo primario della chirurgia è quello di ridurre la sintomatologia algica e migliorare la funzionalità articolare. Lo scopo di questo studio – che fa parte della tesi di Master delle Patologie dell’articolazione temporo-mandibolare (Università La Sapienza, Roma) – è confrontare la nostra esperienza e i nostri dati clinici di 25 anni di tecnica chirurgica aperta delle ID eseguita nel compartimento inferiore ricostruendo il ligamento laterale del disco con la sutura di eventuali perforazioni del disco o del tessuto retrodiscale, preceduta da un’artroscopia con lavaggio nel compartimento superiore. Inoltre, trattando la maggior parte dei pazienti bilateralmente e verificando con le recenti letterature le varie tecniche chirurgiche usate per correggere l’incoordinazione condilo discale ID e il follow up degli ultimi anni per chiarire se e quali siano gli interventi chirurgici efficaci per eliminare o ridurre drasticamente la sintomatologia di tale patologia dell’articolazione temporo-mandibolare, dopo il fallimento o in abbinamento con le terapie conservative e quale sia la tecnica da preferire spaziando da quella meno invasiva (artroplastica e artrocentesi) a quella open a seconda della diagnosi.

Summary
Surgical treatment of internal deragment arthrosentesis and arthroscopy
Internal Derangement is a general orthopedic term implying a mechanical fault that interferes with the smooth action of a joint. The incoordination condilo discale or Internal Derangement (ID) is one of the most frequent pathology involving ATM. Included in this pathology there are click, lock, ostheoarthrosis and jaw dislocation. This term (ID) means the complete loss of physiological articular relation between disc, condyle and glenoid fossa of temporal bone during the physiological movement of the jaw. The etiology looks to be rappresented by factors like mecchanical stress leading to non adaptive answers resulting in the pathogenesis of TMD. Mechanical stresses that exceed the tollerance of the articulation tissue lead to direct mechanical injury to the tissues with inflammation and hypoxia-riperfusion. When conservative therapy fails to resolve the symptoms and there is a fatal functional alteration, should be used at various intrarticolar surgical therapies that have shown after meny years of follow-up, satisfactory results even if the literature sometimes presents conflicting opinions. The primary role of surgery is to reduce the symptoms, pain and improve joint function. The purpose of this study – which is part of the Master’s thesis of disorders of the temporo-mandibular joint (University La Sapienza, Rome) – is to compare our experience and our clinical data of 25 years of open surgical technique of ID made in the inferior compartment rebuilding the lateral ligament of the disk with the suture of any disc perforation or retrodiscal tissue, preceded by an arthroscopy with washing in upper compartment also treating most patients bilaterally; with recent literature by checking the various surgical techniques used to correct the ID and the follow-up of the last years to clarify whether and what are the effective surgery to eliminate or drastically reduce the symptoms of this disease of the temporo-mandibular joint after the failure or combined with conservative therapies and which is the preferred technique ranging from the less invasive (arthroplasty and arthrocentesis) to open, dependents on diagnosis.

Sergio Dus
Fabrizio Spallaccia1
Piero Cascone2
1Dirigente medico Struttura complessa di Chirurgia Maxillo Facciale,
Responsabile S.S. di Patologia ATM Azienda Ospedaliera S. Maria Terni

2Professore Associato, Cattedra di Chirurgia Maxillo-Facciale Università di Roma “Sapienza”

Materiali e metodi

Tramite l’uso di PubMed sono stati raccolti e selezionati i lavori di interesse chirurgico privilegiando quelli in lingua inglese. La ricerca è stata ristretta agli ultimi 5 anni; le parole chiave sono state limitate al testo e al titolo dell’articolo. I dati emersi sono quindi stati confrontati con quelli in nostro possesso per avere un confronto reale tra letteratura internazionale e il follow- up dei nostri casi clinici effettuando un’analisi retrospettiva di tutti i pazienti con diagnosi di ID che hanno subito un intervento chirurgico con la stessa tecnica e lo stesso chirurgo. Dal 1982 al 2005 un totale di 565 pazienti sono stati trattati con chirurgia aperta congiunta. Come raccomandato dai Chirurghi Americani ed Europei abbiamo adottato la classificazione di Wilkes ID1.
I criteri di inclusione sono stati i seguenti:

  • diagnosi certa di ID secondo i criteri di Wilkes;
  • tutti i trattamenti chirurgici erano stati eseguiti presso il reparto di maxillo-facciale, Università La Sapienza di Roma;
  • i pazienti erano sintomatici per più di 3 anni ed era improbabile il miglioramento senza intervento chirurgico;
  • tutti gli interventi sono stati eseguiti dallo stesso chirurgo primario (PC) che ha operato con le medesime tecniche chirurgiche;
  • tutti i pazienti hanno ricevuto le stesse cure e la riabilitazione post-operatoria;
  • un lungo periodo di follow-up.

Per trovare il recapito corrente di questi pazienti sono stati utilizzati motori di ricerca nazionali. I pazienti sono stati poi contattati per telefono o per posta ed è stato chiesto di recarsi presso il reparto per una visita di controllo. In alcuni casi (15%) è stato eseguito attraverso un questionario telefonico a causa dell’impossibilità di alcuni a raggiungere il nostro reparto. Ogni paziente è stato studiato prima e dopo l’intervento chirurgico con la valutazione dei seguenti aspetti:

  • diagnosi interna (Wilkes stadio per articolazione);
  • sintomo più grave (per articolazione);
  • dolore locale (per articolazione);
  • cefalea e dolore cervicale (per paziente);
  • massima apertura (per paziente). A ciascuno è stato dato un righello dedicato per autovalutare questo valore. Abbiamo adottato una scala analogica visiva (VAS) da 0 a 100 per valutare ogni elemento. Tutti i valori sono stati approssimati al più vicino numero reale.

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