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Questo aggiornamento riguarda la biocompatibilità della clorexidina

 

Per una migliore comprensione degli abstract relativi all’utilizzo della clorexidina, risulta importante fornire alcune informazioni e spiegazioni circa il ruolo svolto dalle metalloproteinasi.  Le metalloproteinasi di matrice (MMPs) dette anche matrixine sono una famiglia di enzimi  proteolitici metallo-dipendenti coinvolti in numerosi processi fisiologici e patologici, responsabili della degradazione delle proteine costituenti la matrice extracellulare (ECM), dello sviluppo infiammatorio, della crescita, dell’invasività tumorale, dell’artrite reumatoide e delle placche aterosclerotiche.
Attualmente, sono state identificate 22 MMPs umane: esse presentano le seguenti omologie strutturali: un peptide segnale, un dominio propeptidico, un dominio catalitico (contenente l’atomo di Zn++ catalitico). Vengono secrete come proenzimi inattivi (zimogeni) e possono essere attivate tramite la scissione proteolitica del loro gruppo terminale NH2 provocata da una proteinasi serinica e/o batterica.
Nell’ambito orale, esse partecipano attivamente alla attività biochimica delle ghiandole salivari, degli elementi dentali e al ricambio del collagene, svolgendo il particolare ruolo, nei processi patologici, di distruzione del tessuto parodontale, della formazione del lichen planus orale, della displasia, del carcinoma squamoso cellulare, della degradazione dell’osso e della cartilagine e la formazione delle carie dentali. 

 

Valutazione in vivo degli effetti della clorexidina sugli strati ibridi della dentina

The effect of chlorhexidine on dentin hybrid layers in vivo

Brackett WW, Tay FR, Brackett MG, Dib A, Sword RJ, Pashley DH, Operative Dentistry 2007; 32-2:107-11.

Nei restauri di I classe con resine composite, la degradazione degli strati ibridi della dentina risulta minima oltre i sei mesi, ma viene ridotta con l’applicazione di clorexidina digluconato al 2%. 

Questo studio in vivo ha valutato, tramite indagine al TEM (microscopia elettronica a trasmissione), la degradazione degli strati ibridi della dentina in restauri occlusali in composito profondi. Sono stati scelti dei premolari, senza carie, destinati a estrazione per interventi ortodontici. 

Dopo preparazione e relativo restauro gli elementi dentali sono stati analizzati dopo due e sei mesi. 

L’adesivo utilizzato era a singola bottiglia etch-and-rinse (Single Bond Plus, 3M ESPE). 

I gruppi controllo venivano restaurati secondo le istruzioni della ditta produttrice, mentre i gruppi sperimentali subivano un’applicazione di clorexidina digluconato al 2% dopo mordenzatura. 

Dopo 2 mesi e in entrambi i gruppi non veniva osservata alcuna degradazione. 

Dopo sei mesi si evidenziava una leggera degradazione nel gruppo controllo, mentre nel gruppo sperimentale non veniva evidenziata alcuna variazione. 

Nella sperimentazione in vitro, tramite il test microtensile bond strength (microTBS), eseguito per valutare nel modo migliore la reale forza adesiva alla dentina, in entrambi i gruppi non veniva evidenziata alcuna significativa differenza. 

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