Le apnee notturne ostruttive nel bambino

Anche nel recente passato, è stato sistematicamente affrontato il complesso clinico delle roncopatie nella popolazione adulta, in cui esse si manifestano con relativa frequenza e su cui sono state maggiormente indagate. In realtà, il corollario patologico riunito nella nota definizione di Sindrome da apnee ostruttive nel bambino del sonno (OSAS) si può osservare anche in alcuni soggetti subadulti, che possono subirne un impatto fortemente negativo in termini di qualità della vita. Come già ribadito in altri casi, la OSAS non rappresenta una patologia di competenza esclusivamente odontoiatrica, ma viene sempre più spesso trattata con approccio multidisciplinare e multispecialistico, in primo luogo dall’otorinolaringoiatra. L’odontoiatra ha però spesso un ruolo utile nel riconoscere la sintomatologia, per poi prendere parte alla fase terapeutica. Tanto più che va sottolineato come i criteri diagnostici possano variare con l’età, dato che il bambino non sempre è in grado di fornire una piena collaborazione durante gli esami clinici e strumentali.

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Nei casi più impegnativi, una delle soluzioni percorribili può essere quella chirurgica, nella fattispecie l’asportazione di tonsille e/o adenoidi. Alcuni Autori, tuttavia, sottolineano il fatto che in un numero crescente di casi la patologia tende a persistere anche a seguito di un intervento di tale portata e radicalità, dato questo in leggero contrasto con quanto riportato nel video allegato. Secondo gli stessi, la cause più importanti di tale complicanza, senza fare distinguo per quanto riguarda la gravità della situazione di partenza, sono probabilmente obesità, asma e l’età (l’intervento precoce pare in tal senso maggiormente favorevole). Naturalmente, la popolazione infantile soggetta a importanti dimorfismi cranio-facciali viene a sua volta considerata a rischio.

Dal punto di vista dell’inquadramento diagnostico, l’esame di riferimento rimane anche nel soggetto pediatrico la polisonnografia.

Per quanto riguarda l’approccio terapeutico, questo è mutuato e adattato a partire dai trattamenti già affrontati per quanto riguarda i pazienti adulti. Nel passato, è stato già fatto riferimento all’impiego, in casi di gravità eterogenea (lieve, moderata, severa) della maschera nasale in grado di instaurare una pressione continua positiva (CPAP) a livello delle vie aeree superiori. Purtroppo, questa non risulta utile nei casi in cui non si possa essere certi dell’ottemperanza del paziente, perché troppo piccolo o per altra ragione. Il gradino successivo, nel caso del soggetto in crescita, è rappresentato dai dispositivi intraorali di tipo ortopedico-ortodontico, sempre con l’obiettivo di mantenere pervi – o, meglio, di allargare, gli spazi faringei.

Come nell’adulto, la soluzione chirurgica rappresenta l’extrema ratio nei casi di OSAS, apnee notturne ostruttive nel bambino, maggiormente impegnativi, e consiste nell’asportazione dei tessuti molli individuati come responsabili della stenosi.

Le apnee notturne ostruttive nel bambino - Ultima modifica: 2016-07-13T08:22:24+00:00 da redazione

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