DM_il dentista moderno_Filling labiale, ruolo dell'odontoiatra, materiali e complicanze

Oramai da diverso tempo le metodiche di filling labiale sono entrate a far parte della sfera di interessi del mondo odontoiatrico. Le labbra sono innanzitutto un territorio che rientra anatomicamente nelle competenze dell’odontoiatra. Ciò non implica necessariamente che l’odontoiatra intervenga in prima persona su tale struttura. Allo stesso tempo, però, questa viene valutata nell’approccio a qualunque paziente, documentata con la realizzazione di fotografie extraorali, fatta oggetto di misurazioni con i software specialistici. Le arcate alveolo-dentarie devono fornire il giusto sostegno alle labbra e, al contrario, forma e spessore delle labbra devono armonizzarsi alla conformazione degli elementi dentari frontali. Qualunque intervento che vada a modificare tale interfaccia (ortodonzia, faccette) o si proponga di restituirne la conformazione (riabilitazione protesica o implanto-protesica di paziente edentulo) richiede un’attenta valutazione.

In definitiva, esiste una serie di trattamenti di stretta competenza odontoiatrica che prevedono un intervento indiretto sulla morfologia labiale.

Oltre a ciò, un numero crescente di professionisti sta scegliendo di dedicare parte della propria attività professionale ad alcune tecniche che rientrano in quel compendio multidisciplinare e multispecialistico che è oggi la medicina estetica.

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Non è comunque detto che sia necessariamente l’odontoiatra a realizzare materialmente questo tipo di interventi: questi possono far parte di piani riabilitativi complessi sul sorriso. Un trattamento di tipo protesico può essere, ad esempio, completato da un piccolo intervento sul labbro, operato dal chirurgo plastico, in accordo con lo stesso odontoiatra.

Oltre a questo, non va escluso il fatto che l’odontoiatra, in quanto figura specialistica tra le più frequentemente consultate dal pubblico, possa ricoprire un ruolo nel counseling di pazienti interessati a cure di questo tipo.

A livello delle labbra, vengono qui considerati i trattamenti di lip augmentation, ovvero in cui il volume viene positivamente ridefinito tramite l’uso di filler.

In primo luogo, è bene fare chiarezza, nell’informare il paziente, sulle tipologie di prodotti disponibili sul mercato. Dal punto di vista classificativo, si distingue innanzitutto fra filler permanenti (non riassorbibili) e filler riassorbibili. Vengono sicuramente preferiti i secondi, che coniugano una stabilità accettabile ad una maggiore controllabilità.

L’altra distinzione fondamentale è quella tra materiali biologici e non. Il più noto tra i secondi, oltre che fra i non riassorbibili, è sicuramente l’olio di silicone che, per quanto commercialmente disponibile nell’Unione Europea, è oggetto di divieto all’uso in medicina estetica in Italia sin dal 1993. Studi pubblicati in altri paesi anche molto dopo questa data confermano le gravi complicanze legate all’uso di questo composto.

La comparsa di materiali di nuova generazione induce in ogni caso alla cautela, dato che l’utilizzo di questi deve comunque essere suffragato da evidenze scientifiche.

Guarda gli estratti del video corso "Trattamenti di medicina estetica in odontoiatria" prof. Ezio Costa

Filling labiale: ruolo dell’odontoiatra, materiali e complicanze - Ultima modifica: 2018-03-07T07:13:21+00:00 da redazione

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