Ipersensibilità dentinale e recessioni gengivali sono condizioni spesso associate. Ma il tipo di spazzolino utilizzato può influire sull’evoluzione della sensibilità nel lungo periodo? Uno studio clinico condotto presso la Kiel University, in Germania, ha confrontato per tre anni l'uso di uno spazzolino elettrico oscillante-rotante con uno manuale in soggetti con recessioni gengivali di tipo RT1. I risultati indicano un piccolo vantaggio dello spazzolino elettrico, ma gli stessi ricercatori invitano a interpretarli con cautela.

Ipersensibilità dentinale e recessioni gengivali

Le recessioni gengivali determinano uno spostamento apicale del margine gengivale e possono esporre la superficie radicolare. L’apertura dei tubuli dentinali favorisce così la comparsa di ipersensibilità dentinale, che può interferire con attività quotidiane come mangiare, bere e mantenere una corretta igiene orale. Le cause della recessione sono molteplici. Accanto ai fattori infiammatori entrano in gioco quelli meccanici, tra cui il trauma provocato da uno spazzolamento scorretto. Anche abitudini alimentari erosive possono contribuire all’ipersensibilità dentinale, facilitando l’esposizione dei tubuli. I ricercatori si sono concentrati sulle recessioni RT1, caratterizzate dall’assenza di perdita di attacco interprossimale. In queste condizioni i fattori meccanici e le modalità di spazzolamento possono assumere particolare importanza.

Un confronto durato 36 mesi

Lo studio rappresenta un’analisi secondaria di un trial clinico randomizzato. Sono stati valutati 90 partecipanti con recessioni RT1, suddivisi in due gruppi. Quarantasette hanno utilizzato uno spazzolino elettrico oscillante-rotante, mentre 43 hanno utilizzato uno spazzolino manuale raccomandato dall’American Dental Association. Tutti i partecipanti hanno spazzolato i denti due volte al giorno per due minuti utilizzando lo stesso dentifricio contenente 1.450 ppm di fluoro. Le istruzioni iniziali erano standardizzate e non prevedevano una specifica tecnica di spazzolamento. I controlli sono stati effettuati all’inizio dello studio e dopo 12, 24 e 36 mesi. Per l’analisi dell’ipersensibilità dentinale sono stati esaminati complessivamente 180 denti, due per ciascun partecipante.

Due diversi test per la sensibilità

I ricercatori hanno utilizzato due metodi. Nel primo, uno stimolo tattile veniva applicato facendo scorrere delicatamente una sonda sulla superficie radicolare esposta. Nel secondo test veniva diretto sulla superficie un getto d’aria della durata di un secondo, da circa un centimetro di distanza. Dopo ogni stimolo, il partecipante indicava l’intensità del dolore attraverso una scala analogico-visiva. Questa distinzione si è rivelata importante, perché i risultati ottenuti con i due sistemi non sono stati sovrapponibili.

Spazzolino elettrico, un vantaggio dopo tre anni

Dopo 36 mesi, l’ipersensibilità dentinale provocata dal getto d’aria si era ridotta maggiormente nel gruppo che utilizzava lo spazzolino elettrico. La differenza rispetto al gruppo manuale è risultata statisticamente significativa. Nel dettaglio, il 60% degli utilizzatori dello spazzolino elettrico ha registrato una diminuzione della sensibilità al getto d’aria. Il 6,4% è rimasto stabile, mentre circa il 33% ha mostrato un aumento. Tra gli utilizzatori dello spazzolino manuale, invece, la riduzione ha riguardato il 36% dei partecipanti. Il 18,6% è rimasto stabile e il 45,5% ha mostrato un aumento dell’ipersensibilità dentinale.

Nessuna differenza nei primi due anni

Il risultato deve però essere letto nel suo contesto. A 12 mesi non erano emerse differenze significative tra i due gruppi. Lo stesso è avvenuto dopo 24 mesi. La differenza è comparsa soltanto considerando l’intero periodo di 36 mesi. Inoltre, lo stimolo tattile con la sonda non ha mostrato differenze significative tra spazzolino elettrico e manuale in nessuno dei momenti considerati. Gli autori ipotizzano quindi un possibile effetto progressivo nel tempo piuttosto che una risposta rapida. Tuttavia, proprio il fatto che la differenza sia comparsa soltanto nell’ultima rilevazione impone prudenza nell’interpretazione.

Il controllo della pressione può fare la differenza

Una possibile spiegazione riguarda le caratteristiche dello spazzolino elettrico impiegato. Il dispositivo utilizza movimenti oscillanti-rotanti associati a microvibrazioni e dispone di un sistema per controllare la pressione esercitata durante lo spazzolamento. Una pressione eccessiva può infatti contribuire al trauma meccanico dei tessuti gengivali e delle superfici radicolari esposte. Il feedback fornito dallo spazzolino potrebbe aiutare il paziente a limitare questo comportamento. I risultati sono inoltre coerenti con quelli dell’analisi principale dello stesso trial, che aveva mostrato effetti favorevoli dello spazzolino elettrico sulla stabilizzazione delle recessioni gengivali. La minore progressione della recessione potrebbe quindi contribuire anche al controllo dell’ipersensibilità dentinale.

Un risultato statisticamente significativo, ma modesto

È soprattutto l’entità della differenza a richiedere cautela. Dopo tre anni, lo scarto medio tra i due gruppi nella sensibilità provocata dal getto d’aria è stato di appena 0,52 punti sulla scala VAS. Gli stessi autori sottolineano che questa differenza è probabilmente inferiore a una soglia clinicamente rilevante e potrebbe quindi non tradursi in un beneficio chiaramente percepibile dal paziente. Inoltre, lo studio originale era stato progettato per valutare principalmente l’evoluzione delle recessioni gengivali. L’ipersensibilità dentinale rappresentava un outcome secondario e non era stata effettuata una specifica stima della numerosità del campione per questo parametro. I risultati devono quindi essere considerati esplorativi.

Ipersensibilità dentinale, servono nuove conferme

Lo studio, pubblicato sul Journal of Dentistry, suggerisce dunque che lo spazzolino elettrico oscillante-rotante testato sia sicuro nei pazienti con recessioni RT1 e possa contribuire alla stabilizzazione dell’ipersensibilità dentinale nel lungo periodo. I dati, tuttavia, non permettono ancora di raccomandare lo spazzolino elettrico specificamente come strumento per ridurre l’ipersensibilità dentinale. Gli autori chiedono nuovi trial progettati appositamente per verificare questo effetto e determinarne la reale rilevanza clinica. Il messaggio che emerge appare comunque interessante: nei pazienti con recessioni gengivali non conta soltanto l’efficacia nella rimozione della placca. Anche il controllo della pressione e del trauma meccanico durante lo spazzolamento potrebbe contribuire, nel tempo, alla protezione dei tessuti e al controllo della sensibilità.

Ipersensibilità dentinale, elettrico e manuale a confronto - Ultima modifica: 2026-08-28T10:08:32+02:00 da Pierluigi Altea
Ipersensibilità dentinale, elettrico e manuale a confronto - Ultima modifica: 2026-08-28T10:08:32+02:00 da Pierluigi Altea