Autori
Jason Motta Jones
Adjunct Professor Humanitas University
Niccolò Motta Jones
Masterizzando Università
degli Studi Padova
Abstract
Obiettivi. Valutare l’efficacia della preservazione alveolare mediante biomateriale sintetico β-tricalcio fosfato/solfato di calcio (β-TCP/CS), associato a sigillo con collagene, ai fini del mantenimento dei volumi ossei e della riabilitazione implantare precoce.
Materiali e metodi. È stata eseguita estrazione atraumatica di un elemento mandibolare posteriore non recuperabile, seguita da debridement alveolare e inserimento di biomateriale sintetico β-tricalcio fosfato/solfato di calcio (β-TCP/CS) (EthOss®).
Il sito è stato sigillato con spugna di collagene e lasciato guarire per seconda intenzione. Dopo 10 settimane, è stato effettuato l’inserimento implantare e la successiva riabilitazione protesica avvitata.
Risultati. La guarigione è risultata priva di complicanze. Alla riapertura si osservava tessuto osseo neoformato con adeguato mantenimento volumetrico. L’impianto ha mostrato buona stabilità primaria. Il controllo radiografico finale ha evidenziato il corretto accoppiamento protesico.
Conclusioni. La tecnica ha dimostrato efficacia nel preservare il volume alveolare e nel consentire un inserimento implantare precoce in condizioni biologiche favorevoli.
Alveolar ridge preservation using a synthetic β-TCP/CS biomaterial and early implant rehabilitation with a screw-retained prosthesis
Objectives. To evaluate the effectiveness of socket preservation using a synthetic β-tricalcium phosphate/calcium sulfate (β-TCP/CS) biomaterial combined with a collagen seal in maintaining alveolar bone volume and facilitating early implant rehabilitation.
Materials and Methods. An atraumatic extraction of a non-restorable posterior mandibular tooth was performed, followed by socket debridement and grafting with a synthetic β-tricalcium phosphate/calcium sulfate (β-TCP/CS) biomaterial (EthOss®).
The socket was sealed with a collagen sponge and left to heal by secondary intention. After 10 weeks, a dental implant was placed, followed by screw-retained prosthetic rehabilitation.
Results. Healing was uneventful. At re-entry, newly formed bone was observed, with satisfactory preservation of the alveolar ridge volume. The implant achieved good primary stability. Final radiographic evaluation confirmed proper prosthetic fit.
Conclusions. Within the limitations of this clinical case, the technique proved effective in preserving socket volume and facilitating early implant placement under favorable biological conditions.
Il riassorbimento osseo post-estrattivo rappresenta un processo biologico inevitabile, con perdita significativa di volume nei primi mesi successivi all’estrazione. Le tecniche di preservazione alveolare (socket preservation) sono state sviluppate per limitare tali modificazioni dimensionali e migliorare le condizioni per la riabilitazione implantare.
I biomateriali sintetici a base di β-tricalcio fosfato (β-TCP) e solfato di calcio (CS) rappresentano una valida alternativa ai materiali eterologhi, grazie alla loro biocompatibilità e capacità osteoconduttiva.
L’aggiunta di solfato di calcio consente al materiale di indurire in situ, garantendo stabilità e mantenimento dello spazio necessario alla rigenerazione ossea.
Studi clinici e istologici hanno dimostrato la formazione di osso vitale all’interno dei siti trattati con β-TCP già nelle prime fasi di guarigione, con profili di riassorbimento controllato che favoriscono la neo-osteogenesi.
Questo biomateriale di riferimento in questo caso combina le proprietà osteoinduttive del β-TCP con la capacità di scaffolding del solfato di calcio in un’unica formulazione pronta all’uso.
Caso clinico
Diagnosi iniziale
Il paziente si presenta alla nostra osservazione con elemento mandibolare posteriore sinistro 3.7 dolente. La valutazione clinica e radiografica ha evidenziato trattamento endodontico e lesione periapicale con sondaggio puntiforme compatibile con frattura verticale non trattabile conservativamente (Figura 1).

La scelta terapeutica è stata quella dell’estrazione, con preservazione alveolare e successiva riabilitazione implanto protesica (Figura 2).

Procedura chirurgica
Previa anestesia locale con articaina e vasocostrittore 1:100000 è stata eseguita estrazione atraumatica con preservazione delle pareti alveolari, utilizzando periotomi e strumentazione piezoelettrica per ridurre il trauma osseo e mucoso (Figura 3).

Dopo l’estrazione, l’alveolo è stato sottoposto a curettage e detersione accurata, rimuovendo il tessuto di granulazione e ispezionando l’integrità delle pareti ossee.
L’assenza di un setto alveolare completo ha spinto gli Autori a un inserimento implantare differito.
Preservazione alveolare con biomateriale sintetico β-TCP/CS
Il sito è stato riempito con biomateriale sintetico β-TCP/CS (EthOss®), opportunamente idratato e compattato secondo le indicazioni del produttore. Il materiale è stato inserito fino al livello della cresta ossea, sfruttando la proprietà autoindurente del solfato di calcio per garantire stabilità volumetrica immediata (Figura 4).

Il biomateriale ha mostrato le attese proprietà di stabilizzazione in situ, con comportamento autoindurente determinato dalla componente di solfato di calcio che consente la formazione
di uno scaffold rigido, protettivo nei confronti del coagulo sottostante e favorevole alla neovascolarizzazione.
Sigillo alveolare
Il sito è stato coperto mediante spugna di collagene riassorbibile, lasciata esposta e ancorata ai margini mucosi per consentire la guarigione per seconda intenzione.
Questo approccio evita la necessità di scollamenti o di innesti connettivali aggiuntivi (Figura 5).

Controllo radiografico post-innesto
Il controllo radiografico eseguito immediatamente dopo la procedura ha mostrato la corretta distribuzione del biomateriale all’interno dell’alveolo, senza evidenza di complicanze. Il follow-up clinico è stato privo di eventi avversi (Figura 6).

Risultati
Riapertura a 10 settimane
A dieci settimane dall’intervento di preservazione, è stata eseguita la riapertura chirurgica per la fase implantare.
Si osservava tessuto duro neoformato, con consistenza ossea, compatibile con processo rigenerativo avanzato. I margini mucosi apparivano stabili e ben cheratinizzati (Figura 7).

Inserimento implantare
È stata eseguita la preparazione del sito implantare con fresatura progressiva, in accordo con il protocollo del sistema implantare utilizzato (Figura 8).

Il tessuto osseo rigenerato ha consentito una preparazione ottimale del sito, con inserimento di impianto endosseo di 4,2 mm di diametro e 10 mm di lunghezza (Biotech
Dental Implants).
Il posizionamento è stato effettuato 1 mm sottocrestale sfruttando la connessione conomorse e il concetto zero bone loss (Figura 9).

L’impianto ha raggiunto eccellente stabilità primaria, con valore di torque di inserimento maggiore di 35 Ncm, motivo per il quale è stata posizionata una vite di guarigione 6,5H3. Il controllo radiografico post-implantare ha confermato il corretto posizionamento tridimensionale dell’impianto (Figura 10).

Fase protesica
Dopo un periodo di osteointegrazione di 2 mesi, si è proceduto alla fase protesica: rimozione della vite di guarigione (Figura 11) e rilevamento dell’impronta ottica (Trioss 3Shape) mediante scanbody.

I tessuti molli perimplantari si presentavano maturi, stabili e con adeguata banda di mucosa cheratinizzata (Figura 12).

È stata quindi posizionata una corona avvitata in zirconia monolitica incollata su Tbase protesico avvitata a 25 Ncm, garantendo la corretta trasmissione assiale dei carichi occlusali.
Il profilo di emergenza è risultato anatomico e compatibile con il corretto mantenimento igienico del tessuto perimplantare (Figure 13-14).
Controllo radiografico finale
Il controllo radiografico finale ha evidenziato corretto accoppiamento impianto-protesi, con livelli ossei perimplantari nella norma e assenza di difetti marginali (Figura 15).

Discussione
La preservazione alveolare rappresenta oggi uno dei passaggi chiave nella moderna chirurgia implanto-protesica, in quanto consente di contrastare il fisiologico rimodellamento osseo che segue l’estrazione dentaria. Numerosi studi hanno dimostrato come la perdita di volume alveolare sia particolarmente marcata nei primi mesi post-estrattivi, con riduzioni dimensionali che interessano soprattutto la corticale vestibolare.
Tale fenomeno biologico può compromettere non solo la disponibilità ossea per il corretto posizionamento implantare, ma anche il risultato estetico e funzionale della futura riabilitazione.
In questo contesto, le procedure di socket preservation hanno assunto un ruolo sempre più rilevante, con l’obiettivo di mantenere il più possibile l’architettura tridimensionale del processo alveolare e ridurre la necessità di successive procedure rigenerative più invasive.
Sebbene numerosi biomateriali siano stati proposti in letteratura – xenoinnesti, allotrapianti, materiali autologhi e sostituti sintetici – i biomateriali alloplastici a base di β-tricalcio fosfato (β-TCP) e solfato di calcio (CS) mostrano caratteristiche biologiche e cliniche particolarmente interessanti.
Il β-TCP è noto per la sua elevata osteoconduttività e per la capacità di fungere da scaffold temporaneo per la migrazione cellulare e la deposizione di nuova matrice ossea.
La presenza del solfato di calcio aggiunge un’importante funzione meccanica e biologica: il materiale, una volta idratato, acquisisce proprietà autoindurenti che permettono una stabilizzazione immediata dell’innesto, favorendo il mantenimento dello spazio e la protezione del coagulo ematico.
Tale caratteristica può contribuire a limitare il collasso dei tessuti molli all’interno dell’alveolo, creando un microambiente favorevole alla neoangiogenesi e alla rigenerazione ossea.
Dal punto di vista biologico, il riassorbimento progressivo del solfato di calcio avviene nelle fasi iniziali della guarigione, lasciando progressivamente spazio alla colonizzazione vascolare e cellulare del sito.
Parallelamente, il β-TCP viene sostituito gradualmente da osso vitale attraverso un processo di rimodellamento dinamico che appare maggiormente sincronizzato con i tempi biologici della guarigione rispetto ad altri biomateriali caratterizzati da persistenza più prolungata.
Questa caratteristica può risultare vantaggiosa soprattutto nei protocolli di implantologia precoce, nei quali è fondamentale ottenere un tessuto osseo sufficientemente maturo in tempi relativamente brevi.
Nel caso clinico presentato, l’utilizzo del biomateriale β-TCP/CS ha consentito il mantenimento del volume alveolare e la formazione di tessuto osseo neoformato clinicamente idoneo all’inserimento implantare dopo sole 10 settimane. Il dato appare coerente con la letteratura disponibile, che riporta tempi di guarigione compresi tra 8 e 16 settimane per i siti trattati con materiali sintetici riassorbibili.
La qualità dell’osso osservata intraoperatoriamente e la stabilità primaria ottenuta durante l’inserimento implantare suggeriscono che il processo rigenerativo sia avvenuto in maniera efficace e biologicamente favorevole.
Un ulteriore aspetto di interesse riguarda la gestione dei tessuti molli.
La scelta di evitare lembi di avanzamento e di utilizzare un semplice sigillo con collagene
lasciato guarire per seconda intenzione ha consentito di preservare l’anatomia mucogengivale originaria, riducendo il trauma chirurgico e il discomfort post-operatorio.
Tale approccio minimamente invasivo appare in linea con i moderni principi di chirurgia biologica, orientati alla riduzione della morbilità e al mantenimento della vascolarizzazione periostale.
Dal punto di vista clinico-operativo, il biomateriale utilizzato presenta inoltre vantaggi pratici rilevanti: facilità di manipolazione, ridotta necessità di membrane aggiuntive, tempi chirurgici contenuti e assenza di rischi correlati all’utilizzo di materiali di derivazione animale o umana.
L’origine completamente sintetica può aumentare l’accettazione del trattamento da parte di alcuni pazienti sia per motivi ideologici che di religione.
La riabilitazione implanto-protesica eseguita successivamente ha mostrato condizioni favorevoli sia dal punto di vista biologico sia biomeccanico.
La possibilità di procedere con un protocollo implantare precoce riduce i tempi complessivi
di trattamento e consente una più rapida riabilitazione funzionale del paziente.
Inoltre, la stabilità dei livelli ossei perimplantari osservata al controllo radiografico finale
suggerisce una buona integrazione del tessuto rigenerato con il sistema implantare utilizzato.
Nel complesso, il caso descritto conferma come l’associazione tra estrazione atraumatica, preservazione alveolare mediante biomateriale sintetico β-TCP/CS e gestione minimamente invasiva dei tessuti molli rappresenti una strategia clinicamente efficace per ottenere siti implantari idonei in tempi ridotti.
L’approccio appare riproducibile nella pratica clinica quotidiana e potenzialmente vantaggioso sia per il clinico sia per il paziente, grazie alla semplicità operativa, alla ridotta invasività e alla buona qualità del tessuto osseo rigenerato ottenuto.
Conclusioni
La preservazione alveolare mediante biomateriale sintetico β-TCP/CS associato a sigillo con collagene rappresenta una tecnica efficace, predicibile e minimamente invasiva.
I risultati del caso presentato confermano:
• la capacità del biomateriale di mantenere il volume alveolare e favorire la rigenerazione ossea;
• la fattibilità dell’inserimento implantare precoce a 10 settimane;
• l’ottenimento di buona stabilità primaria implantare in osso rigenerato;
• la possibilità di una riabilitazione implanto-protesica con risultati clinici e radiografici favorevoli.
La procedura si presta alla standardizzazione in ambito clinico quotidiano, con curva di apprendimento contenuta e ottimo profilo rischio-beneficio per il paziente.
1. Leventis MD, Fairbairn P, Kakar A, et al. Minimally Invasive Alveolar Ridge Preservation Utilizing an In Situ Hardening β-Tricalcium Phosphate Bone Substitute: A Multicenter Case Series. Int J Dent. 2016;2016:5406736.
2. Horowitz RA, Mazor Z, Miller RJ, et al. Clinical Evaluation of Alveolar Ridge Preservation with a Beta-Tricalcium Phosphate Socket Graft.Compend Contin Educ Dent. 2009;30(9):588-590.
3. Yahav A, Kurtzman GM, Katzap M, et al. Bone Regeneration: Properties and Clinical Applications of Biphasic Calcium Sulfate. Dent Clin North Am. 2020;64(2):453-472.
4. O’Hooley D, Fairbairn P, Kilner S, Horowitz RA, Kurtzman GM. Bone regeneration using an alloplastic graft material that combines β tricalcium phosphate and calcium sulphate: a case series report with histology. Med Res Arch.2024;12(8).
5. Brkovic BMB, Prasad HS, Rohrer MD, et al. Beta-tricalcium phosphate/type I collagen cones with or without a barrier membrane in human extraction socket healing: clinical, histologic, histomorphometric, and immunohistochemical evaluation. Clin Oral Investig. 2012;16(2):581-590.




