Suoni linguistici e strutture anatomiche del cavo orale

Wanda Breviglieri Genero

Linguistic sounds and anatomical structures of the oral cavity

In ortodonzia il suono si fa immagine per essere emozione e pensiero

Riassunto
La suggestività fonico-articolatoria degli elementi pittografici del linguaggio umano è in grado di rendere presenze di conoscenza gli oggetti significativi contenuti nel cavo orale. La sollecitazione in attenzione delle strutture anatomiche in gioco (labbra, lingua, palato), rese disponibili alla consapevolezza, suggerisce e facilita posture e schemi neuro-muscolari corretti nel complesso dento-mascellare in crescita e contemporaneamente attivare un allenamento funzionale naturale in caso di anomalie comportamentali. La proposta, tra gioco e terapia, è un apporto formativo per il bambino di 4-5-6 anni un ausilio didattico per ortodontisti e logopedisti.

Summary
The evocative power of pictographic elements in human language at a phonic/articulatory level can develop a conscious awareness of the anatomical structures of the oral cavity. The focusing of attention on the organs involved (lips, tongue, palate), made available to awareness, can suggest and facilitate appropriate postures and neuromuscular patterns of the developing dentomaxillary system; this also activates a natural functional training in case of behavioural anomalies.
The proposed treatment, between play and therapy, is a contribution for the training of 4-5-6 year old children and an educational tool for orthodontists and logopedists.

L’attenzione consapevole agli oggetti significativi contenuti nel cavo orale può essere sollecitata dagli aspetti gestuali delle parole onomatopeiche, elementi pittografici del linguaggio umano.
I suoni onomatopeici riproducono esattamente i gradienti di stimolo del rumore che devono designare e richiamano l’attenzione sul movimento effettuato per produrlo.
L’informazione percettivo-motoria che accompagna la suggestività fonica, raccolta da specifici recettori, diviene sensazione cosciente dopo il riconoscimento da parte del sistema nervoso centrale.
L’atto mentale di attenzione attivato permette la rilevazione di ogni movimento o gesto articolatorio agito dagli oggetti mobili del cavo orale: labbra, lingua e velo.

Tutta l’ingombrante ricchezza fono-articolatoria contenuta nelle formazioni linguistiche naturali, mette in moto la muscolatura labiale e linguale, secondo confini di movimento fisiologici verso precisi punti di appoggio, senza interferire nell’evoluzione di crescita delle strutture mascellari, mandibolari e dentali sollecitando un elevato grado di sensibilità discriminativa disponibile alla consapevolezza.
L’esperienza propriocettiva acquisita induce schemi neuromuscolari posturali e funzionali alla buona armonia tra i denti e i tessuti molli e mobili che li circondano (terapia ortodontica intercettiva). Il nuovo stato di coscienza che invita ad apprendere per controllare e regolare quanto osservato, ripetuto diviene allenamento funzionale con le forze biologiche naturalmente presenti.

Traducendo i gesti onomatopeici in immagini colorate e da colorare, l’impressione sonora di cui sono garanti si materializza a livello visivo e prende forma nella corretta postura dell’organo labiale o linguale implicato nella sua produzione.
Il suono, nel suo farsi azione, permette di enfatizzare la relazione tra l’organo di articolazione e il luogo di articolazione in cui il flusso d’aria espiratoria di origine laringea si converte in suono linguistico.

I punti di articolazione sono illustrati nella figura 1.
Tutte le onomatopee considerate, suddivise in labiali, dentali, palatali-sibilanti e velari, ripercorrendo i movimenti che determinano una postura, esplorano la cavità orale nella sua spazialità.
Le onomatopee labiali forniranno la consapevolezza della competenza labiale, le dentali della papilla retroincisiva, le sibilanti del sigillo dentale anteriore, le dorsali e le velari della parte mediana e posteriore della lingua.
La stimolazione della sensibilità propriocettiva cosciente per poter agire con schemi neuromuscolari posturali e funzionali corretti non procurerà nessuna modificazione comportamentale senza il controllo dell’attenzione: è la correlazione tra il processo mentale e il comportamento controllabile che assegna all’esercizio l’importanza terapeutica.
Le onomatopee che marcano la regione labiale prevedono per l’emissione un preciso e spontaneo movimento di chiusura delle labbra tra di loro: una corretta postura definita competenza labiale.
In condizioni di equilibrio neuromuscolare le labbra chiudono in allineamento senza particolari tensioni di adattamento muscolare: è una condizione di occlusione in cui il margine inferiore del labbro superiore sfiora il margine del labbro inferiore.

La lingua è in posizione neutra o di riposo fisiologico.

1. Articolazione, zone: 1, 2 gutturale (linguale posteriore), 2-3 palatina (linguale media), 3-4 dentale (linguale anteriore), 4-5 labiale. Cavità di risonanza: N = naso, O = cavità orale, L = cavità della laringe
1. Articolazione, zone: 1, 2 gutturale (linguale posteriore), 2-3 palatina
(linguale media), 3-4 dentale (linguale anteriore), 4-5 labiale.
Cavità di risonanza:
N = naso, O = cavità orale, L = cavità della laringe
2. Posizione della lingua
2. Posizione della lingua

La presa di coscienza del contatto labiale, raggiunto con un movimento di occlusione dentale senza nessuna contrazione della muscolatura periorale, è l’elemento fondamentale per lo sviluppo del complesso dento-mascellare e delle varie funzioni che in esso hanno luogo (masticazione, deglutizione, respirazione e fonazione).
Le labbra influenzano la crescita dei denti con la loro mobilità, consistenza e tonicità: esercitano con le gote una forza posteriore (centripeta) in grado di controbilanciare la forza (centrifuga) della lingua dall’interno.
Nello spazio vuoto della bocca, i denti, pur saldamente impiantati nel mascellare e nella mandibola, subiscono le pressioni sprigionate dalle contrazioni dei due differenti gruppi muscolari, sia in riposo che durante l’espletamento delle varie funzioni.
Solo lungo la linea di neutralizzazione dei loro toni antagonisti, la spinta modellante elargita predispone a uno schema di crescita e di sviluppo armonico.

La forma, le dimensioni delle arcate alveolari e la posizione dei denti dipendono quindi dal comportamento dei tessuti molli e mobili che li circondano (labbra, lingua, guance).
Assume una potenziale capacità di interferenza, al raggiungimento del contatto bilabiale spontaneo, la presenza di suzioni viziate (pollice, matita o altro oggetto), il mordicchiamento del labbro inferiore, l’iperattività labiale o l’ipotonia di un labbro e l’interposizione del labbro inferiore sotto gli incisivi superiori.
In tutte queste anomalie posturali l’insufficienza del sigillo labiale è colmata dall’iperattività costante e sintomatica di uno o più muscoli della regione periorale.

Ragion per cui è utile ricordare che la richiesta della competenza labiale necessaria alle onomatopee per convertire in suono parte dell’energia posseduta dalla colonna d’aria espiratoria, è la stessa necessaria filogeneticamente al complesso dento-mascellare.
Le onomatopee dentali, per la loro articolazione esigono che la lingua eserciti una pressione sulla papilla retroincisiva, indicata come la parte rugosa del palato. Questo contatto è la posizione abituale della lingua in situazione di riposo fisiologico e punto di partenza per una corretta deglutizione.

In posizione neutra o di riposo la lingua, retratta e verticale, ha la punta a contatto con la papilla incisiva a quasi un centimetro dagli incisivi superiori, non è visibile tra le arcate e non esercita alcuna pressione sui denti. La lingua, come organo a prevalente formazione muscolare, svolge un ruolo determinante nel modellamento della volta palatina e del successivo allargamento dei processi alveolari superiori, favorendone la crescita in senso traversale.

Nella non fisiologica posizione, l’appoggio linguale può essere:

  • contro l’arcata dentale superiore con spinta sugli incisivi superiori;
  • contro l’arcata inferiore con spinta sugli incisivi inferiori;
  • interposta tra le arcate dentali;
  • adagiata sul pavimento orale con conseguente aumento dello spazio interocclusale.

In ognuno di questi anomali appoggi la lingua esercita una notevole pressione sui denti provocando patologie occlusali, agendo sulle strutture ossee in crescita e alterando lo svolgimento dei normali schemi deglutitori e fonatori.
Le onomatopee della regione dentale, incrementando la capacità adattiva della lingua alla volta palatina con l’apposizione della sua punta sulla papilla retroincisiva, si rivelano strategie di consolidamento o apprendimento della postura fisiologica abituale.
È ritenuta posizione fisiologica la condizione anatomica funzionale in grado di garantire l’equilibrio, in riposo come in moto, con il minimo dispendio energetico e la migliore ripartizione del lavoro tra le componenti.

Le onomatopee sibilanti (continue) portano a contatto le arcate dentali per costringere la punta della lingua a ritrovare lo spazio fisico in cui muoversi con un’attività che non sia quella dell’interdentalizzazione, causa di malocclusione nel settore dentario anteriore e causa di disturbi prassici articolatori durante la fonazione (alterata pronuncia dei suoni S, Z, SC).
Anche le onomatopee palatali per una corretta pronuncia richiedono il sigillo dentale anteriore e la parte mediana della lingua accollata al palato duro come punto di appoggio o punto di articolazione.

La loro esigenza migliora la sensibilità tattile discriminativa della lingua, organo di modificazione e di coordinamento della sonorità nel cavo orale, e della mucosa palatina necessaria al controllo della postura linguale. L’assenza di opportunità di contatto della lingua con la mucosa del palato determina un ridotto sviluppo in senso traversale del mascellare superiore e un maggiore sviluppo in senso verticale con alterazione del profilo facciale (facies adenoidea).
L’addestramento alla non protrusione linguale è, infine, affidato alle onomatopee velari che propongono un esercizio di arretramento della lingua (velarizzazione).
La retropulsione ha la funzione di allineare la parte posteriore della lingua nell’area velare, zona implicata nella deglutizione fisiologica.
Nello spazio dinamico della bocca, capace di creare configurazioni diverse per la mobilità delle labbra, della lingua e del velo, suoni, rumori e vibrazioni onomatopeiche possono adoperarsi per sollecitare:

  • la competenza labiale;
  • l’equilibrio delle forze muscolari antagoniste;
  • la corretta postura linguale;
  • l’eliminazione degli atteggiamenti viziati (per esempio, succhiamento);
  • la protezione delle funzioni di pertinenza stomatognatica (masticazione, deglutizione, respirazione e fonazione).

Un modo, tra gioco e terapia, per prendere o riprendere il contatto con le regole igieniche riguardanti il cavo orale.
Le parole onomatopeiche, inserite in un contesto di attività grafiche, offrono un percorso terapeutico-creativo condotto da linee guida prive di pressioni funzionali.
Ogni suono onomatopeico è inserito in un contesto figurativo a colori.
L’immagine da raccontare è accompagnata da segni scritti in stampato maiuscolo: le lettere rappresentano i suoni espressivi atti a produrre impressioni sensibili, ripetibili a piacere, essendo modalità comunicativa naturale.
L’attenzione deve essere concentrata sulla posizione dell’organo, labiale o linguale, implicato nella produzione del suono.

La posizione va mantenuta per il tempo utile alla sua rilevazione senso-percettiva, la sensazione tattile discriminativa che fornisce l’informazione relativa alla posizione assunta: è il momento fondamentale per la presa di coscienza della postura e della sua regolarizzazione.

Attività manipolativa di coloritura

Il fatto figurativo è riproposto in forma ridotta da colorare.
La produzione spontanea del suono onomatopeico, evocato dall’immagine, richiama l’attenzione sulla postura assunta per eseguirlo. La ripetizione alimenta l’esperienza tattile discriminativa e il suo controllo cosciente. L’attività di coloritura richiede che tutti gli elementi dell’immagine siano singolarmente osservati: l’operazione di analisi rivisita significati e significanti.

La sperimentazione sui segni grafici è di tipo globale: le forme scritturali concepite come configurazioni unitarie sono desumibili per confronto. Le lettere ripropongono il suono e l’attenzione al suo farsi azione: l’atto mentale di rievocare induce fugaci contrazioni nei muscoli fonatori, più lievi ma non diversi da quelli che si producono nella pronuncia effettiva.
L’azione grafica ripropone quindi la postura e la ripetizione è un allenamento muscolare che impiega le forze biologiche presenti naturalmente.

Sequenze (rinforzo mnestico)

Le immagini articolatorie da imitare sono riunite in successione temporale senza relazione logico-causale.
Le esperienze visive ripetute portano a un rapido accumulo di evocazioni mnestiche e di associazioni visive, tattili in grado di consolidare e stabilizzare posture apprese correttamente.
I segni scritti da riprodurre ripetono, nello spazio della mente, i movimenti articolatori incorporati.
L’attività di coloritura aggiunge alla ricchezza di eco e di suono fuoriuscenti dalla bocca, una pennellata di riflessione gratificante.

Scene d’ambiente (unità rievocativa)

Le creazioni onomatopeiche sono inserite in scene di realtà: circo, parco giochi, zoo, Luna Park.
Esempio: «il circo».
L’adulto può assecondare l’impegno esplorativo del bambino, nella ricerca delle espressioni sonore, con richieste di chiarimenti e domande.
La richiesta di chiarimenti, attraverso la riformulazione fedele di quanto esplicitato dal bambino, provoca una riflessione sulla sua produzione verbale.
La formulazione di domande incita il proseguimento dell’indagine e il suo approfondimento.
L’attività manipolativa di coloritura è libera e regala un margine di autonomia creativa per sviluppare un racconto fantastico fatto di suoni e rumori, sensazioni ed emozioni.
Situare il linguaggio a livello della voce, interamente connessa con la nostra fisiologia, potenzia la capacità elaborativa delle esperienze incontrate.

Corrispondenza
Via Genova 116, 10126 Torino

Suoni linguistici e strutture anatomiche del cavo orale - Ultima modifica: 2016-06-10T12:41:31+00:00 da Redazione

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