Fare counseling per aiutare a smettere di fumare

“Modello delle 4 A: “chiedi, consiglia, abbina, accompagna"

L’odontoiatra è la figura medico-specialistica maggiormente frequentata dalla popolazione. Pertanto, egli deve avere chiaro il proprio peso socio-sanitario per quanto riguarda tutte le patologie correlate al tabagismo; questo non può limitarsi alla conoscenza delle stesse, ma richiede un impegno attivo nella comunità.

Il punto di partenza per informare al meglio il paziente e condizionarne positivamente gli stili di vita è, naturalmente, rappresentare un buon esempio. Un’inchiesta condotta, fra gli altri, dalla dott.ssa Paglia e dal dott. Gallus, pubblicata sul numero dello scorso settembre de “Il Dentista Moderno”, ha messo in evidenza dati interessanti a riguardo: il 56% dei dentisti interpellati si è dichiarato mai fumatore, il 27% ex-fumatore e il 17% fumatore, dati questi in linea con la popolazione generale (Istat, Italia in cifre 2013) e migliori rispetto a quelli rilevati da Ficarra su medici chirurghi ed altri professionisti sanitari. La maggior parte degli intervistati, poi, si è dichiarata favorevole a mettere in atto un programma di counseling antifumo.

Parlando, nello specifico, di quali siano le tattiche a disposizione della categoria, gli anglosassoni hanno coniato il cosiddetto “modello delle 4 A”: ask, advise, arrange, assist, ossia “chiedi, consiglia, abbina, accompagna”. Con il presupposto che le abitudini voluttuarie vengano indagate sin dalla compilazione della prima cartella clinica, la base resterà, quindi, la comunicazione verbale, da tarare in base a condizioni e richieste del paziente. In alcuni casi, il dentista selezionerà il soggetto che, a suo parere, sarà da indirizzare presso un centro o un ambulatorio per il trattamento del tabagismo. Per completezza, va ricordato che esistono, in tal senso, anche terapie farmacologiche.

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L’efficacia preventiva – o correttiva – dipenderà, quindi, dal colloquio con i clinici, ma non solo: le multinazionali del tabacco, negli anni, hanno accresciuto la propria influenza sulla popolazione attraverso massicce campagne pubblicitarie; allo stesso modo, l’odontoiatra potrà fare in modo che il paziente entri in contatto con video, opuscoli e manifesti informativi negli spazi comuni del proprio ambulatorio che lo aiutino nel percorso conoscitivo, ai fini di smettere di fumare o di dissuaderlo dall’intraprendere tale vizio.

A livello nazionale poi si collocano le iniziative promosse dalle associazioni di categoria: Fondazione ANDI, in collaborazione con Fondazione Veronesi e Fondazione ISI, ha avviato la campagna “No smoking be happy – per il tuo sorriso”, SIDP ha varato il “Progetto Stili di Vita”.

In conclusione, potremo dire che l’odontoiatra ha a disposizione diversi mezzi, a partire dalla propria personale sensibilità, per svolgere dei compiti di grande responsabilità: intercettare adolescenti e giovani, che sono massimamente esposti al rischio del cominciare, e instaurare un’alleanza terapeutica con chi ha il dovere di smettere.


Nel corso del congresso internazionale Innovazione, sostenibilità e stili di vita, organizzato da “Il Dentista Moderno” per il 3 luglio 2015 presso l’hotel Marriott di Milano, il dott. Silvano Gallus (istituto Mario Negri, Milano) andrà ad analizzare l’impatto del tabagismo, nella realtà italiana e mondiale, e come gli odontoiatri possano interfacciarsi con i pazienti e con i medici generali su questa problematica.


Fare counseling per aiutare a smettere di fumare - Ultima modifica: 2015-05-08T13:49:59+00:00 da redazione

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