Smettere di fumare diminuisce il rischio di perdita dentale?

Smettere di fumare in gravidanza

L’abitudine al fumo rappresenta un fattore di rischio fondamentale per alcune tra le patologie a più elevata mortalità, a partire da quelle cardio e cerebrovascolari e da diverse patologie neoplastiche. L’odontoiatra ha un ruolo fondamentale di informatore nei confronti del paziente fumatore, anche perché direttamente coinvolto. Il fumo costituisce, infatti, un fattore di rischio anche per la patologia che, per frequenza e gravità, ricopre il vertice della competenza dell’odontostomatologo, ossia il carcinoma orale. In più, il fumo impatta negativamente sulla salute orale anche in maniera più estensiva.

Infatti, il fumo viene considerato un fattore di rischio maggiore per la parodontite e, conseguentemente, per la perdita di elementi dentali. Da questo punto di vista, una revisione sistematica, pubblicata lo scorso anno da Souto e colleghi su BMC Oral Health, si è proposta di verificare se, come ci si può attendere, la cessazione al fumo attenui il rischio di perdita dentale.

L’indagine, aggiornata a settembre 2019, ha sondato 3 fra le principali banche dati scientifiche (MEDLINE, EMBASE e LILACS) e incluso 14 studi cross-sectional e 7 longitudinali, per un totale di ben 638389 pazienti. L’analisi ha rilevato un rischio di 2.6 volte maggiore di perdita di elementi dentali tra i fumatori e i pazienti che non avevano mai fumato. Non sono state però risultate statisticamente significative tra fumatori ed ex fumatori.

Romina Brignardello-Petersen ha rivalutato di recente la revisione per il Journal of the American Dental Association, sottolineando come, in questo caso, l’evidenza necessiti di essere interpretata con cautela.

Gli autori hanno impiegato metodiche di ricerca appropriate. Il limite principale è però dettato dalle tipologie di studi inclusi. Essendo la cessazione del fumo un intervento a tutti gli effetti, il tipo di indagine ideale sarebbe il trial clinico randomizzato, impraticabile per le ovvie implicazioni etiche. Gli studi osservazionali determinano un incremento del rischio di bias. Tra l’altro, l’alternativa più indicata sarebbe rappresentata dagli studi longitudinali, meno numerosi rispetto a quelli cross-sectional.

Un ulteriore dubbio è legato alla scelta di includere, oltre a fumatori ed ex fumatori, la popolazione dei never smokers, del tutto estranea agli intenti dello studio.

Limitatamente al confronto tra fumatori e pazienti che hanno cessato di fumo, questo potrebbe, come detto, essere gravato da bias e basato su evidenza qualitativamente insufficiente.

In conclusione, l’autrice sottolinea che, volendosi comunque basare sui risultati della revisione, la cessazione del fumo non possa non essere indicata, anche ai fini della protezione dal rischio di perdita dentale, nell’ottica dell’economia della salute orale.

Riferimenti bibliografici

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31718636/

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32245572/

Smettere di fumare diminuisce il rischio di perdita dentale? - Ultima modifica: 2020-07-21T11:15:22+00:00 da redazione
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