Su questo tema clinico sempre attuale si è pronunciato Eugenio Brambilla, professore associato di Malattie Odontostomatologiche presso il Dipartimento di Scienze biomediche, chirurgiche e odontoiatriche dell’Università degli Studi di Milano, su sollecitazione di Andrei Cristian Ionescu, tutor presso lo stesso Ateneo

a cura di Pierluigi Altea

 

Andrei Cristian Ionescu
Laureato con massimi voti in Odontoiatria e Protesi dentaria nel 2008 presso l’Università degli Studi di Milano, ha conseguito nel 2015 il dottorato di ricerca in Nanotecnologie presso l’Università degli Studi di Trieste. È assegnista di ricerca presso il Laboratorio di Microbiologia orale afferente al Dipartimento di Scienze biomediche, chirurgiche e odontoiatriche dell’Università degli Studi di Milano. Vincitore di premi di ricerca internazionali, è ambassador e board member della Divisione europea dell’Associazione Internazionale per la Ricerca in Odontoiatria (CED-IADR). Autore di oltre 50 pubblicazioni su riviste peer-reviewed e relatore in congressi nazionali e internazionali, è professore a contratto e svolge attività di tutoraggio nel corso di laurea in Odontoiatria e Protesi dentaria dell’Università degli Studi di Milano.
Eugenio Brambilla
Laureato con lode in Odontoiatria e Protesi dentaria nel 1986 presso l’Università degli Studi di Milano, è professore associato di Malattie Odontostomatologiche presso il Dipartimento di Scienze biomediche, chirurgiche e odontoiatriche dell’Università degli Studi di Milano, dove è titolare dell’Insegnamento di Odontoiatria restaurativa per il corso di laurea in Odontoiatria e Protesi dentaria, e coordina le attività del Laboratorio di Microbiologia orale presso l’Istituto di Microbiologia del medesimo Ateneo. Il suo campo di ricerca è rappresentato principalmente dallo studio delle caratteristiche fisico-chimiche dei materiali da restauro, delle interazioni fra questi e i biofilm orali, nonché dallo sviluppo di modelli sperimentali per lo studio dei biofilm cariogeni, dei biomateriali e della remineralizzazione dei tessuti duri dentali. Referee di numerose riviste internazionali e membro dell’editorial board del Journal of Dentistry, è autore di oltre 120 pubblicazioni su riviste peer-reviewed e relatore in congressi nazionali e internazionali.

 

Le tecniche adesive hanno rivoluzionato l’approccio restaurativo alle perdite di tessuto causati da carie ed erosione, come spiega Eugenio Brambilla rispondendo a un quesito clinico di Andrei Cristian Ionescu. I materiali attualmente disponibili mostrano prestazioni capaci di mettere l’operatore in grado di realizzare restauri fortemente rispettosi nei confronti dei tessuti dentali sani residui. Il limite di tali tecniche è rappresentato dalla ridotta longevità dei restauri, attribuibile alle caratteristiche del materiale e dallo scarso impatto della terapia stessa sul rischio di carie del soggetto (Nedeljkovic I et al. Clin Oral Investig 2020; 24:683–91).

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Restauri diretti o indiretti: quale riabilitazione per gli elementi vitali nei settori posteriori? - Ultima modifica: 2020-10-19T16:30:14+00:00 da monicarecagni
Restauri diretti o indiretti: quale riabilitazione per gli elementi vitali nei settori posteriori? - Ultima modifica: 2020-10-19T16:30:14+00:00 da monicarecagni

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