Resistenza meccanica di protesi provvisorie realizzate in diversi materiali

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La provvisorizzazione è una fase difficilmente demandabile in protesi fissa, date le funzioni che svolge: protezione della polpa e dei tessuti parodontali circostanti, condizionamento dei tessuti molli in vista del restauro definitivo, oltre che, naturalmente, funzioni masticatoria, fonetica ed estetica. La protesi fissa parziale, comunemente detta ponte, è una metodica che, con l’implantologia, ha visto un decremento di indicazioni in presenza di edentulia singola ma che ha fornito nuove opzioni, proprio nel caso del sostegno implantare.

Al fine di sostituire provvisoriamente un dente con una protesi fissa parziale, possono essere impiegate sostanzialmente tre tecniche – diretta, indiretta e indiretta-diretta – e vari materiali, raggruppabili in tre tipologie: polimeri accoppiati in forma polvere-liquido come il polimetilmetacrilato (PMMA), sistemi pasta-pasta come Bis-GMA o UDMA, polimeri ad alta densità. Questi ultimi, che possono essere comunque a base di PMMA, hanno trovato largo uso contestualmente alla diffusione del PMMA.

I provvisori possono inoltre essere rinforzati con altri materiali, come inserti metallici o fibra di vetro, al fine di incrementare la resistenza alla frattura.

A questo proposito, un gruppo di ricercatori dell’Università di Buffalo (USA) ha condotto una sperimentazione atta a confrontare provvisori realizzati con tecniche e materiali differenti, pubblicata sulla rivista dell’American College of Prosthodontists.

Il modello sperimentale è quello dello studio in vitro: la base è consistita in un modello con edentulia singola a livello del primo molare inferiore sinistro e preparazioni standard a livello dei secondi premolare e molare. 40 provvisori sono stati prodotti utilizzando due materiali e due tecniche, per un totale di 4 combinazioni: resina bisacrile, resina bisacrile rinforzata con fibra di vetro, PMMA prodotto con tecnica classica e PMMA prodotto con tecnologia CAD/CAM. Le protesi provvisorie sono stati cementati con cemento provissorio sui modelli, sottoposti a modello sperimentale di masticazione: 20mila cicli da 70 N in acqua distillata a 25°C. successivamente, i campioni sono stati sottoposti a test di frattura, al fine di valutare la resistenza.

I valori rilevati, per i diversi gruppi come sono stati precedentemente elencati, sono risultati pari, rispettivamente, a 245, 169, 448 e 520 N. Colpisce il dato della resina rinforzata, inferiore a quello della resina semplice. Più importante, in realtà, è il fatto che la resistenza di entrambi sia inferiore, questa volta in maniera significativa, rispetto a quella dei prodotti in PMMA.

In conclusione, gli autori supportano la preferenza verso il PMMA, trattato indifferentemente con tecnica indiretta-indiretta o CAD/CAM, nella provvisorizzazione parziale fissa, nel momento in cui si attendano forze occlusali elevate.

Riferimenti bibliografici a proposito di protesi provvisorie

Resistenza meccanica di protesi provvisorie realizzate in diversi materiali - Ultima modifica: 2021-01-22T06:37:10+00:00 da redazione

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