Pubblicare articoli scientifici in odontoiatria: si tende a pubblicare risultati “positivi”

DM_il dentista moderno_news_novità_ crescono i centri odontoiatrici e aumenta la fiducia dei pazienti

L'evidence based-dentistry è quella disciplina che correla le scelte cliniche effettuate nella pratica alle evidenze scientifiche presenti nella Letteratura. Oggigiorno è fondamentale poter assicurare ai pazienti trattamenti condotti secondo la logica dell'evidence based-dentistry, sia nell'ottica della ripetibilità dell'approccio che della predicibilità dei risultati. Per quanto riguarda la gestione e la regolamentazione del rapporto medico-paziente, poi, questi aspetti hanno acquisito un significato importante dal punto di vista medico-legale.

Gli articoli scientifici costituiscono, in termini pratici, il mezzo attraverso il quale un autore fornisce il proprio contributo al corpus delle evidenze legato a una certa tematica. Oltre agli autori, nella realizzazione di un articolo vi è una seconda parte in causa, rappresentata dalla rivista che seleziona, revisiona e infine pubblica lo studio in forma di paper. Gli editor delle riviste svolgono in tal senso un lavoro molto rigoroso e, allo stesso tempo, hanno l'autorevolezza per indirizzare la linea dei contenuti della rivista.

Gadde e colleghi, lo scorso anno, hanno pubblicato un interessante articolo dal titolo emblematico: “Do dental research journals publish only positive results? A retrospective assessment of publication bias”. Il lavoro prende in considerazione il publication bias per cui un autore non sarebbe spinto a pubblicare un lavoro i cui risultati contraddicono l'ipotesi iniziali e, di conseguenza, le riviste pubblicherebbero meno studi con risultati “negativi”.

Alcune considerazioni relative allo studio vengono riportate in questa breve trattazione, non con intento provocatorio, ma nell'interesse di studiare la metodologia con cui le scoperte scientifiche diventano “materiale di consumo” per gli addetti ai lavori.

Lo studio ha preso in considerazione 5 diverse riviste di ambito odontoiatrico, tutte dotate di un impact factor ragionevolmente elevato per il settore. Tutti gli articoli – esclusi i case report, review, position paper, lettere all'editor e, in generale, articoli privi di valutazione statistica – pubblicati nel periodo 2007-2016 sono stati screenati al fine valutare la proporzione tra risultati significativi e non.

Gli autori hanno dunque indicato come negativo il risultato non significativo, che non abbia cioè permesso di rigettare l'ipotesi nulla iniziale.

Lo studio ha valutato un totale di 5200 lavori scientifici, ben distribuiti tra le diverse riviste, da un minimo di 900 a un massimo di poco più di 1100. In tutti i casi risulta un publishing rate significativamente favorevole a risultati positivi, da un minimo dell'86.17% a un massimo del 97.11%. Incrociando il dato con l'impact factor, risulta inoltre una proporzione significativamente maggiore di articoli con risultati positivi nella fascia a IF più elevato (> 4 per il campione analizzato).

In conclusione, lo studio delinea una tendenza netta per quanto concerne l'interesse scientifico in odontoiatria. In questo senso, pare doveroso ribadire come, in alcuni casi, anche un risultato reputato negativo possa risultare interessante, non solo da un punto di vista compilativo, ma ancora di più perché ugualmente capace di indirizzare le scelte cliniche del professionista.

Riferimenti bibliografici

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6077959/?report=reader

Pubblicare articoli scientifici in odontoiatria: si tende a pubblicare risultati “positivi” - Ultima modifica: 2019-04-20T07:03:38+00:00 da redazione
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