La rivascolarizzazione costituisce una delle “nuove frontiere” in ambito endodontico. Tale procedura consiste nella rigenerazione del tessuto pulpare, precedentemente andato incontro a necrosi, e di quello dentinale, nel dente immaturo. In caso di successo della procedura, si osserverà una ripresa della radicologenesi.

L’efficacia del trattamento dipende dal grado di disinfezione raggiunto a livello canalare, dal rilascio di fattori di crescita endogeni da parte della dentina condizionata e dalla stimolazione del sanguinamento a livello apicale, necessaria a reclutare cellule staminali.

Questa rivista ha avuto modo di dare risalto a queste scoperte fin da un epoca “pionieristica”, ad esempio con la pubblicazione, nel 2010, dello studio di Gillone e colleghi (https://www.ildentistamoderno.com/4-rivascolarizzazione-pulpare-come-trattamento-alternativo-per-elementi-dentali-immaturi-necrotici/).

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Con il passare negli anni, i protocolli sono stati perfezionati, anche grazie all’introduzione di nuovi prodotti.

A questo proposito, si consideri un interessante studio, condotto da Aksel e colleghi e pubblicato sul Journal of Endodontics, atto a valutare e confrontare l’impatto di diverse metodiche di irrigazione sulla vitalità e la capacità di adesione delle cellule staminali pulpari.

Si tratta di uno studio in vitro, condotto su dischi di dentina ottenuti da elementi estratti a fresco. Gli sperimentatori hanno predisposto un totale di 90 campioni di questo tipo.

Nella prima fase della sperimentazione, i dischi sono stati suddivisi in gruppi e sottoposti ai seguenti protocolli di condizionamento:

- gruppo 1: ipoclorito di sodio (1 mL all'1.5%) per 5 minuti seguito da soluzione salina tamponata con fosfato (3 mL in 3 minuti);

- 2: protocollo del gruppo 1 seguito da EDTA (1 mL al 17% per 5 minuti);

- 3: protocollo del gruppo 2 seguito da seguito da soluzione salina tamponata con fosfato;

- 4 ipoclorito di sodio seguito da EDTA;

- 5: protocollo del gruppo 4 seguito da soluzione salina tamponata con fosfato.

- 6: controllo.

La seconda parte dello studio ha invece approfondito, eseguendo variazioni e relativi confronti, il protocollo con EDTA migliore per vitalità e morfologia delle cellule staminali, osservato nei campioni del gruppo 3.

Oltre che vitalità, morfologia e capacità di migrare delle cellule staminali pulpari, le tecniche di laboratorio hanno valutato anche il rilascio del fattore di crescita trasformante TGF-β.

La massima vitalità cellulare è stata osservata nei protocolli che prevedevano la soluzione salina tamponata con fosfato come irrigante finale atto a rimuovere i residui di EDTA e, nella seconda fase, nei campioni sottoposti ad attivazione con ultrasuoni, che ha pertanto mostrato un’efficacia biologica.

Da questo modello di studio, infine, potrebbero essere tratte indicazioni utili per studi riguardanti altre procedure endodontiche.

Riferimenti bibliografici

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32479803/

Protocolli di irrigazione nella rivascolarizzazione endodontica - Ultima modifica: 2020-08-18T07:24:15+00:00 da redazione

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