Criteri realizzativi e preparazione cavitaria per intarsi

Dopo un attenta analisi strutturale dell’elemento da riabilitare si potrà scegliere se affidarsi ad un intarsio di tipo inlay, onlay o ovarlay.

  • In assenza di una o due creste marginali con adeguato spessore amelo dentinale a sostenere le cuspidi,  si provvede alla preparazione di una seconda classe di tipo MO/OD/ MOD e non si esegue ricopertura cuspidale, si sceglie dunque, un inlay.
  • In assenza di una o più creste marginali e spessore inferiore ad 1,5/2 mm si esegue ricopertura cuspidale parziale, si adotta dunque un onlay.
  • In assenza di una o più creste marginali e di 2 o più cuspidi non adeguatamente sostenute da smalto, si esegue un overlay con ricopertura cuspidale totale.

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Procedure operativi per la realizzazione della cavità per intarsi

La preparazione della cavità atta a ricevere un intarsio deve prevede un fondo della cavità piatto con strategici stop ritentivi, mentre le pareti devono avere una divergenza tra loro di circa 10° per favorire l’inserzione del manufatto.

Per garantire una buona resistenza del restauro ad eventuali sollecitazioni, la preparazione deve avere una profondità di almeno 1,5 mm e l’istmo deve essere largo almeno 2 mm.

L’angolo cavo che si sviluppa tra pareti e base della cavità deve essere quasi di 90°.  E’ importante ricordare che le cavità per intarsi non devono avere angoli vivi e a volte può essere necessario rimuovere prismi dello smalto non sostenuti presenti in queste zone, con scalpelli manuali.

Nel caso sia necessaria eseguire una ricopertura anche delle cuspidi queste andranno preparate senza un particolare criterio ritentivo, praticando un taglio netto che segua l’inclinazione delle cuspidi stesse, si asportano almeno 2 mm dalle cuspidi di taglio e 1,5 mm da quelle di stampo.

Nel caso la compromissione del tessuto dentale non riguardi solamente la porzione coronale ma anche quella del terzo medio e cervicale, è necessario eseguire il cerchiaggio delle cuspidi oltre che la riduzione in senso occluso-assiale.

Una volta terminata la riduzione cuspidale e la rimozione del tessuto compromesso è tempo di realizzare il build-up, o il block-out per realizzare un’anatomia confacente all’effettuazione di restauri parziali indiretti. Questo passaggio può essere eseguito in maniera rapida ed efficace attraverso dei compositi di tipo bulk, molto comodi soprattutto nel caso di riabilitazioni post-endodontiche. L’utilizzo del vetroionomerico in queste fasi è caduto in disusi e si preferisce l’utilizzo di un sottile strato di flow per regolarizzare la base cavitaria, per poi proseguire con i convenzionali compositi microibridi. Una volta rifinita la cavità è dunque pronta perchè venga rilevata l’impronta post-operatoria con un silicone di precisione.

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Criteri realizzativi e preparazione cavitaria per intarsi - Ultima modifica: 2019-05-27T07:57:02+00:00 da redazione

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