Leucoplachia verrucosa proliferativa

La definizione corrente di leucoplachia, condivisa anche dal Centro Collaborativo per cancro e precancerosi orali dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, è quella di una lesione bianca della mucosa orale che non può essere collegata clinicamente o patologicamente con un’altro processo patologico. Implicitamente, poi, si fa riferimento al fatto che questo tipo di lesioni abbia un potenziale rischio di cancerizzazione e, pertanto, richieda un attento monitoraggio clinico e istologico. Proprio dal punto di vista istologico, una leucoplachia si manifesta come iperplasia epiteliale squamosa con ipercheratosi e/o paracheratosi, con differenze legate alle diverse forme. Per quanto riguarda il rischio di trasformazione maligna, la letteratura fornisce un’ampia forbice, quantificabile in un intervallo dal 0,13% al 17,5%. A tale riguardo, la leucoplachia verrucosa proliferativa rappresenta una sottocategoria fra le forme non omogenee, pertanto maggiormente soggetto a viraggio maligno. Pare pertanto fondamentale per il clinico il quale, come si può desumere, non viene a trovarsi frequentemente di fronte a condizioni di questo tipo, mantenere fermi i caratteri fondamentali a determinare la lesione o, quantomeno, a indurre il sospetto clinico.

Per quanto riguarda gli aspetti eziologici, la leucoplachia verrucosa proliferativa non ha di base fattori di rischio particolari, e anche il raffronto con quelli dalla comune leucoplachia fornisce indicazioni contrastanti. Autori affermano che la non correlazione a fattori di rischio rappresenti paradossalmente uno degli aspetti più indicativi della leucoplachia verrucosa proliferativa. Altri dati di interesse anche epidemiologico sono la maggiore diffusione fra i soggetti femminili e di età superiore ai 60 anni.


 

 

Più articolate le considerazioni riguardanti la progressione patologica. La prima presentazione clinica è di tipo focale, aspetto questo importante, essendo la leucoplachia verrucosa una tra le forme a riconoscimento comunemente tardivo. La successiva espansione topografica della lesione conduce poi all’aspetto irregolare maggiormente patognomonico. Le lesioni tendono a mantenere inizialmente dei margini delineati, e si ritrovano comunemente a livello della mucosa geniena e in vari siti della lingua. Particolare attenzione va posta alle lesioni ad aspetto multifocale, ricordando che il carcinoma squamocellulare del cavo orale è un istotipo tumorale caratterizzato dal fenomeno della cancerizzazione di campo.


 

 

Per quanto riguarda la diagnosi differenziale, alcuni Autori sostengono che le patologie che possono assumere un aspetto maggiormente rassomigliante, tanto da essere a volte distinguibili solo sul piano istopatologico, sono l’iperplasia verrucosa, la leucoplachia a cellule capellute e alcune forme di lichen planus.

In conclusione, volendo fare un accenno al trattamento, sono disponibili diverse terapie, chirurgiche e non, per quanto nessuna di queste assicuri, a priori, efficacia radicale. Un precedente articolo fa riferimento all’impiego, ormai consolidato, del laser anche in questo ambito. In linea generale, i casi di questo tipo vengono solitamente indirizzati presso centri di riferimento specialistico, dove ricevono un monitoraggio clinico costante e un approccio terapeutico multidisciplinare.

Leucoplachia verrucosa proliferativa - Ultima modifica: 2016-07-25T07:13:12+00:00 da redazione

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