L’approccio ortopedico-funzionale alle malocclusioni caratterizzate da significative discrepanze scheletriche, rappresenta, da circa un secolo, una parte consistente dei trattamenti in età evolutiva. Tuttavia, la riuscita di una buona percentuale di questi trattamenti si fonda su elementi che nulla hanno a che vedere con la reale capacità dell’operatore di modificare, in maniera statisticamente significativa, il pattern di crescita scheletrica del paziente, e in particolare la lunghezza della sua mandibola. Ciò è ormai dimostrato da una corposa mole di lavori scientifici.
In questo aggiornamento monografico, gli autori propongono un diverso approccio al problema, basato su un presupposto totalmente diverso, dagli effetti clinici infinitamente più evidenti e predicibili.

 

Francesco Paolo De Luca
Laureato in Medicina e Chirurgia e specializzato in Odontostomatologia Esclusivista in Ortognatodonzia Libero professionista, Palermo
Vincenzo Quinzi
Laureato in Odontoiatria e Protesi Dentaria e specializzato in Ortognatodonzia. Professore a.c. Scuola di Specializzazione in Ortognatodonzia, Università degli Studi dell’Aquila
Giuseppe Marzo
Laureato in Medicina e Chirurgia all’Università di Bologna. Specializzato in Odontostomatologia all’Università “La Sapienza” di Roma. Professore ordinario e direttore della Scuola di Specializzazione in Ortognatodonzia dell’Università dell’Aquila

 

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Il controllo della verticalità nel paziente ortodontico - Ultima modifica: 2021-03-08T15:50:23+00:00 da monicarecagni

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